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GENAZZANO SVELA I SUOI PETALI: AL CASTELLO COLONNA IL SIPARIO SI ALZA SULL’INFIORATA 2026

Il prossimo 23 maggio, la storica cornice del Castello Colonna ospiterà la presentazione ufficiale della kermesse floreale. Tra tradizione, anteprime e l’omaggio speciale a San Francesco d’Assisi, la città si prepara al grande evento del 5 luglio

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GENAZZANO SVELA I SUOI PETALI: AL CASTELLO COLONNA IL SIPARIO SI ALZA SULL’INFIORATA 2026

Redazione-  Esiste un momento magico, a Genazzano, in cui il profumo dei fiori smette di essere solo un richiamo della natura per trasformarsi in arte, devozione e identità collettiva. Quel momento sta per tornare. Sabato 23 maggio 2026, alle ore 17:00, le porte della Sala Multimediale del maestoso Castello Colonna si spalancheranno per svelare i dettagli della nuova, attesissima edizione dell’Infiorata di Genazzano.

Non si tratta di una semplice conferenza stampa, ma di un vero e proprio rito di passaggio che proietta la comunità verso la data cerchiata in rosso sul calendario: domenica 5 luglio 2026, il giorno in cui le strade del borgo si trasformeranno in un tappeto policromo di inestimabile bellezza.

Un programma tra arte e futuro

L’evento di presentazione, coordinato dal Sindaco Dott. Alessandro Cefaro, entrerà nel vivo con lo svelamento del Manifesto Ufficiale 2026. L’immagine simbolo di quest’anno, custodita fino ad ora nel massimo riserbo, rappresenterà il biglietto da visita della città verso il mondo, portando con sé i colori e le suggestioni di una tradizione secolare.

Grande spazio sarà dedicato alle nuove generazioni con la presentazione dei bozzetti della MinInfiorata 2026. Questo progetto, che vede protagonisti i giovani e giovanissimi infioratori, rappresenta il “cuore pulsante” della trasmissione del sapere artigiano: vedere i bambini disegnare con i petali è la garanzia che questa forma d’arte effimera non morirà mai.

L’omaggio a San Francesco: l’arte che unisce

Il momento più solenne del pomeriggio sarà senza dubbio l’inaugurazione, presso il Museo dell’Infiorata, dell’opera intitolata “Francesco”. Si tratta di un tributo speciale dedicato a San Francesco d’Assisi in occasione dell’ottocentesimo anniversario della sua morte (1226-2026). Un legame profondo, quello tra il Santo patrono d’Italia e il mondo dei fiori, che a Genazzano trova una sintesi perfetta tra spiritualità, rispetto per il creato e maestria tecnica. L’opera promette di diventare un polo d’attrazione per visitatori e pellegrini durante tutto il periodo delle celebrazioni.

Una comunità in cammino

Al tavolo dei relatori siederanno i protagonisti di questo miracolo organizzativo. Oltre al Sindaco Cefaro, interverranno i rappresentanti della Pro Loco, dell’Associazione Infioratori Genazzano e dell’Associazione Infiorata e Processione del Sacro Cuore. Sono loro, insieme ai numerosi Gruppi Infioratori, le braccia e le menti che lavorano per mesi nella selezione dei fiori e nella preparazione dei materiali.

Fondamentale anche il sostegno delle istituzioni economiche del territorio, rappresentate per l’occasione dal Dott. Gianluca Nera, Presidente del C.d.A. della BCC di Bellegra, a testimonianza di come l’Infiorata sia non solo un evento religioso e culturale, ma un volano fondamentale per l’economia e il turismo locale.

Verso il 5 luglio

L’invito è esteso a tutta la cittadinanza, ai turisti e agli appassionati di fotografia e tradizioni popolari. Partecipare alla presentazione del 23 maggio significa entrare “dietro le quinte” di uno spettacolo unico al mondo, comprendendo la fatica e la passione che si celano dietro ogni singolo petalo posato a terra.

Genazzano è pronta a rifiorire. L’appuntamento con la bellezza è fissato: si parte dal Castello Colonna, sognando un tappeto di fiori che, il prossimo 5 luglio, racconterà ancora una volta una storia d’amore lunga secoli.

INFO UTILI

  • Cosa: Presentazione Infiorata Genazzano 2026
  • Quando: Sabato 23 Maggio 2026, ore 17:00
  • Dove: Castello Colonna, Sala Multimediale, Piazza San Nicola 1, Genazzano (RM)
  • Ingresso: Libero

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“Quando l’arte fa diagnosi”: a Ripatransone un viaggio tra medicina e capolavori svela i segreti nascosti nei quadri

Cosa si nasconde dietro al sorriso di un dipinto antico? A Ripatransone un viaggio pazzesco tra capolavori dell’arte e diagnosi neurologiche! 🖼️ 🩺 Può un quadro dipinto nel Rinascimento nascondere i sintomi di una malattia rarissima? Assolutamente sì! Venerdì 28 agosto (ore 19:00, ingresso gratuito) lo Studio d’Arte Mario Vespasiani di Ripatransone (AP) ospiterà un evento culturale straordinario: “Quando l’arte fa diagnosi”. All’interno della rassegna “Indipendenti, Ribelli e Mistici”, il neurologo Luigi Chiaramoni e l’avvocato Piera Giardina ci insegneranno a osservare i grandi capolavori della storia dell’arte con gli occhi rigorosi della medicina e della scienza. Un dettaglio del volto, una postura asimmetrica o la deformazione di una mano si trasformeranno in veri e propri “indizi clinici” per scoprire la storia medica e sociale dell’epoca, in un mix perfetto tra scienza e narrazione emotiva! Una serata per chi vuole allenare i propri occhi a guardare l’arte svelando i misteri della mente e del corpo. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria tramite messaggio. Scopri il numero da contattare e tutte le info leggendo il nostro articolo! 👇 👁️ E voi, avete mai notato un “difetto clinico” o una strana asimmetria guardando un famoso dipinto al museo?

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Locandina Evento Ripatrasone

Redazione – Può il volto di un re, di una madonna o di un nobile, dipinto su una tela secoli fa, conservare intatte le inconfutabili tracce cliniche di una particolare condizione fisica o di una rara malattia neurologica? E quanto può radicalmente cambiare la nostra percezione estetica di un capolavoro quando, all’improvviso, impariamo a osservarlo non solo con gli occhi del critico d’arte, ma con la lente rigorosa e affascinante della medicina scientifica?
È partendo da questi profondi e suggestivi interrogativi che nasce “Quando l’arte fa diagnosi – Come leggere un capolavoro con occhi nuovi”, l’imperdibile nuovo appuntamento culturale della sesta edizione della prestigiosa rassegna “Indipendenti, Ribelli e Mistici”. L’evento, ad ingresso gratuito, è in programma per venerdì 28 agosto alle ore 19:00 nella magica cornice dello Studio d’Arte Mario Vespasiani, situato nel cuore di Ripatransone (in provincia di Ascoli Piceno).

“Indipendenti, Ribelli e Mistici”: il coraggio di osare

Dopo lo straordinario successo di pubblico riscosso durante le applauditissime serate con il dottor Michel Mallard (che replicherà a grande richiesta il 1° settembre) e con la talentuosa scrittrice Raffaella Nova Santagostino, la rassegna ideata da Mario Vespasiani prosegue il suo cammino virtuoso confermandosi come un vero e proprio laboratorio del pensiero libero.
Questo nuovo appuntamento, infatti, si propone di unire due discipline solo apparentemente distanti tra loro, ma in realtà legate da un antichissimo filo rosso: l’inesauribile curiosità verso l’essere umano, l’indagine profonda su ciò che la pelle mostra e su ciò che il corpo umano, invece, cerca ostinatamente di nascondere. A condurre il pubblico in questo inesplorato territorio di confine saranno due ospiti d’eccezione, uniti dall’amore per la cultura e compagni anche nella vita: il neurologo dott. Luigi Chiaramoni e l’avv. Piera Giardina.

Osservare un quadro con gli occhi della medicina

Nel corso dei secoli, i più grandi artisti della storia hanno minuziosamente rappresentato il corpo umano in ogni sua possibile declinazione: sano, malato, giovane, anziano, armonioso o deformato dalle sofferenze della vita. Hanno immortalato sguardi, asimmetrie facciali, posture innaturali, gozzi, tremori o espressioni di pura follia. In questo senso, le opere d’arte non sono solo capolavori estetici, ma diventano straordinari documenti medici sull’evoluzione dell’umanità.
L’incontro di Ripatransone eviterà la facile (e anacronistica) tentazione di fare banali “diagnosi cliniche” postume agli artisti o ai loro committenti. L’obiettivo, molto più alto e affascinante, è quello di interrogare le immagini attraverso gli strumenti della semeiotica medica. Il pubblico scoprirà come un dettaglio apparentemente trascurabile in un dipinto possa svelare incredibili segreti anatomici, trasformando un semplice ritratto in un vero e proprio reperto clinico-storico.

Uno sguardo a due voci: scienza e narrazione

La vera peculiarità di questa serata risiederà nel perfetto connubio “a due voci” dei relatori. Da un lato ci sarà lo sguardo analitico e rigorosamente scientifico del dottor Chiaramoni, professionista abituato quotidianamente a decifrare i minuscoli e silenziosi segnali del corpo e del sistema nervoso; dall’altro lato, interverrà lo sguardo narrativo ed empatico dell’avvocato Piera Giardina, interessata alle storie, alle connessioni umane, al contesto storico e alle suggestioni emotive che un’opera d’arte può e deve evocare.
Il risultato sarà un “passo a due” tra scienza e narrazione, un racconto capace di muoversi continuamente tra l’osservazione gelida della neurologia e l’interpretazione calda della storia dell’arte, senza mai far smarrire al pubblico il preziosissimo senso della meraviglia.

Informazioni e dettagli per partecipare

Più che una rigida conferenza accademica per addetti ai lavori, “Quando l’arte fa diagnosi” sarà un’esperienza sensoriale di osservazione condivisa. Il vero protagonista della serata non sarà il quadro, ma lo sguardo del pubblico, che uscirà dalla galleria profondamente cambiato, allenato a cogliere quei meravigliosi dettagli che solitamente restano sullo sfondo. È questa la vera essenza della rassegna “Indipendenti, Ribelli e Mistici”: dimostrare che la cultura è viva solo quando riesce ad abbattere i muri tra le materie e a generare nuove, inattese possibilità di pensiero.
L’appuntamento è per venerdì 28 agosto alle ore 19:00 allo Studio d’Arte Mario Vespasiani (Corso Vittorio Emanuele II, 32-34 – Ripatransone). L’ingresso è gratuito, ma in virtù dei posti limitati e della grande richiesta la prenotazione è rigorosamente obbligatoria, inviando un semplice messaggio al numero 333.6361829. Un appuntamento imperdibile per imparare, finalmente, a “vedere” oltre la superficie della tela.

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Roma diventa un palcoscenico a cielo aperto: torna “Fitzcarraldo”, l’opera lirica visionaria a bordo di un battello sul Tevere

Roma diventa un enorme teatro a cielo aperto! Torna l’Opera Lirica sudata e vissuta a bordo di un battello in navigazione sul Tevere! 🛥️ 🎼 Vi immaginate la magia di ascoltare un’Opera Lirica cantata dal vivo mentre un battello naviga dolcemente tra le architetture millenarie e i ponti della Città Eterna? Dal 2 al 5 settembre 2026 tutto questo diventerà realtà! Torna per la sua terza edizione l’attesissimo “Fitzcarraldo” (liberamente ispirato al capolavoro di Werner Herzog), un visionario progetto artistico ideato da Fabio Morgan e realizzato dal Teatro dell’Opera di Roma e dall’Associazione E45. Il battello si trasformerà in un vero palcoscenico in movimento: i cittadini potranno salire a bordo (su prenotazione) o seguire la musica gratuitamente passeggiando sulle banchine del fiume o affacciandosi da Ponte Sisto, Sant’Angelo, Umberto I e Cavour! Un modo rivoluzionario e romantico per far uscire la grande musica dai teatri e portarla tra le persone, facendo riflettere sul rapporto tra l’uomo, l’arte e la natura. Leggi il nostro articolo per scoprire il magnifico cast e trovare il link per prenotare il tuo biglietto gratuito! 👇 🌅 Qual è il vostro ponte preferito da cui ammirare i tramonti romani sul Tevere?

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Fitzcarraldo 2023 - Foto Giacomo de Angelis-34

Redazione – Immaginate di solcare lentamente le antiche acque del fiume Tevere al tramonto. Sei magnifici ponti storici che scorrono lentamente sopra la vostra testa, banchine e architetture millenarie che appaiono e scompaiono all’orizzonte e, come colonna sonora di questo viaggio onirico, la potenza inaudita dell’Opera Lirica. È questa la straordinaria e ineguagliabile magia di Fitzcarraldo, la prima opera lirica in assoluto concepita per essere rappresentata interamente a bordo di un battello in movimento nel cuore della Capitale.
Dal 2 al 5 settembre 2026, dopo il formidabile debutto di due anni fa, Roma torna a farsi palcoscenico grazie a un progetto visionario, folle e meraviglioso, promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e realizzato dal celebre Teatro dell’Opera di Roma insieme all’Associazione E45.

Sulle orme di Werner Herzog: il sogno di un eroe visionario

L’intero progetto (ideato e diretto da Fabio Morgan, con le musiche originali del Maestro Francesco Leineri e il libretto di Andrea Carvelli) trae la sua ispirazione più profonda dall’omonimo e immortale capolavoro cinematografico del regista Werner Herzog.
Come nel film, anche qui Fitzcarraldo è l’Eroe che tenta l’impossibile. L’opera narra il viaggio metropolitano di quest’uomo in una Roma quasi apocalittica, sospesa tra le meravigliose rovine del passato e la decadenza del presente. Ma il fiume non è solo un “mezzo di trasporto”: il Tevere si fa drammaturgia viva. Nel corso del viaggio, i monumenti emergono come frammenti superstiti di una civiltà scomparsa, raccontati da un possente Coro che (utilizzando il metro dantesco) funge da immaginifica guida turistica. Un’intuizione rivoluzionaria che vuole dimostrare come l’arte abbia ancora il potere di immaginare una rinascita collettiva anche lì dove tutto sembra perduto.

Un’esperienza collettiva: l’opera che si ammira dai ponti

La caratteristica più democratica e affascinante di Fitzcarraldo è la sua assoluta accessibilità. Lo spettacolo, infatti, non è riservato solo a chi riesce a salire a bordo del battello. I cittadini romani e i tantissimi turisti potranno seguire e ascoltare l’intera narrazione lirica direttamente dalle sponde del Tevere o affacciandosi dai parapetti dei ponti storici della città. In particolare, Ponte Sisto, Ponte Sant’Angelo, Ponte Umberto I e Ponte Cavour si trasformeranno per quattro giorni nei “palchetti d’onore” più belli e suggestivi del mondo, permettendo alla folla di osservare il passaggio della nave e della musica nel cuore della Città Eterna.

Le istituzioni in coro: “L’arte che esce dal Teatro”

L’entusiasmo per questa terza, attesissima edizione si percepisce chiaramente dalle parole delle massime istituzioni culturali capitoline. Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura, ha sottolineato con orgoglio: «Nel cuore della grande trasformazione che Roma sta vivendo in questi anni, l’arte mostra la sua forza trasformativa. Dopo Opera Camion, il Teatro dell’Opera offre ancora una volta l’opportunità ai cittadini di godere della magia della lirica anche al di fuori delle mura del Teatro».
Un concetto ribadito con forza anche da Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma: «Esploriamo il fiume come spazio di cultura e di incontro. Sono felice del coinvolgimento della “Cantoria”, che permetterà a giovani cantori di confrontarsi con un’opera contemporanea. Riflettere oggi su come abitiamo le nostre città e sul rapporto con il cambiamento climatico è una sfida a cui una grande istituzione culturale non può e non deve sottrarsi».
Infine, le parole di Fabio Morgan, ideatore del progetto: «Il nostro Fitzcarraldo disegna un orizzonte di salvezza. L’Eroe diventa simbolo dello sforzo epico dell’uomo che sogna di forgiare la realtà, nella dialettica tra Uomo e Natura, dove chi sogna può davvero muovere le montagne».

Informazioni utili, Cast e prenotazioni gratuite

Lo spettacolo (la cui produzione esecutiva è affidata ad Alessandra Muschella) vedrà alternarsi talenti assoluti: Giorgio Celenza nel ruolo del protagonista (baritono), Yuri Guerra, Clara La Licata, Antonio Sapio e la suadente voce fuori campo del controtenore Antonello Dorigo. L’accompagnamento musicale dal vivo conterà sulle percussioni di Alessio Cavaliere, il corno francese di Luigi Ginesti, l’elettronica curata da Francesco Leineri e i talentuosissimi ragazzi del coro della Cantoria del Teatro dell’Opera di Roma.
L’ingresso per partecipare a questa indimenticabile traversata artistica è totalmente gratuito, ma data l’altissima richiesta la prenotazione è rigorosamente obbligatoria sul sito ufficiale dell’associazione (www.e45.it). Non perdete l’occasione di innamorarvi di una Roma vista e ascoltata da una prospettiva completamente inedita.

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Quando l’arte incontra la natura selvaggia: ai Prati del Sirente la magica escursione “Erratici” sulle tracce dei ghiacciai

Un viaggio nel tempo sulle tracce degli antichi ghiacciai abruzzesi! Arriva “ERRATICI”, un’escursione magica dove la Natura si fonde con l’Arte ai Prati del Sirente. ⛰️ 🧊 Siete pronti a “leggere” la storia millenaria della nostra Terra attraverso le rocce? Domenica 30 agosto, non perdete la splendida Passeggiata Patrimoniale “Erratici” nel Parco Regionale Sirente Velino (L’Aquila)! Accompagnati da guide esperte, si partirà dallo Chalet del Sirente (ore 9:30) per attraversare la faggeta e raggiungere i misteriosi “massi erratici”: gigantesche rocce trasportate lì dai ghiacciai millenni fa. Una volta arrivati, assisterete a una performance artistica unica (diretta da Martina Riescher) in cui il corpo umano mimerà i lenti movimenti dei ghiacciai e della natura! L’evento è ad offerta libera e, nota di merito straordinaria, è accessibile anche alle persone con disabilità motoria grazie alla disponibilità di una speciale carrozzina da trekking (Joëlette). I posti sono limitati! Leggi tutte le info, l’abbigliamento richiesto e scopri il numero per prenotare il tuo posto leggendo il nostro articolo! 👇 🥾 E a voi affascina la storia geologica e segreta delle nostre splendide montagne abruzzesi?

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Locandina_Erratici

Prati del Sirente– Cosa può raccontare, se ascoltata con attenzione, un’antica pietra incastonata nel paesaggio naturale? E cosa può esprimere, di rimando, il corpo umano quando prova a seguirne la storia millenaria e i lenti mutamenti? È partendo da questi profondi e affascinanti interrogativi che nasce “ERRATICI”, una speciale e imperdibile Passeggiata Patrimoniale in programma per la mattina di domenica 30 agosto 2026 nella magnifica cornice dei Prati del Sirente (L’Aquila).
L’iniziativa, curata magistralmente dall’associazione Le Officine ETS, rientra nel prestigioso calendario promosso dalla Commissione Cultura di Foresta Modello Valle Aterno, in stretta e fruttuosa collaborazione con le guide di Orsa Maggiore Trekking e Ambiente e con il fondamentale patrocinio del Parco Regionale Sirente Velino. Non si tratterà di un semplice trekking domenicale, ma di un vero e proprio viaggio sensoriale nato dal felice connubio tra la talentuosa artista multidisciplinare tedesca Martina Riescher e l’espertissima guida ambientale Stefano Serafini.

Il paesaggio che parla: in cammino sulle orme dei ghiacciai

La giornata prenderà ufficialmente il via alle ore 9:30, con ritrovo e partenza prefissati presso lo storico Chalet del Sirente. Da lì, il gruppo dei partecipanti si addentrerà per circa un’ora e mezza nella frescura della faggeta in direzione dei Prati del Sirente. Ad accompagnare i camminatori ci sarà Stefano Serafini, Guida Ambientale Escursionistica la cui profonda conoscenza del territorio e dell’archeologia sperimentale permetterà ai presenti di imparare a “leggere” le forme della natura.
L’obiettivo centrale dell’escursione è raggiungere i cosiddetti massi erratici: enormi e spettacolari blocchi di roccia che, nel corso dei millenni, sono stati trasportati dalla furia e dalla lentezza dei ghiacciai, per poi essere abbandonati molto lontano dal loro luogo d’origine. «I massi erratici ci parlano di un paesaggio profondamente diverso da quello attuale. Camminare fino a loro significa attraversare questa lunghissima storia», spiega Serafini.

L’azione performativa: fondere il corpo umano con la montagna

Intorno alle ore 11:00, una volta giunti al cospetto di questi giganti di pietra, l’escursione tradizionale lascerà spazio alla magia dell’Arte. Il paesaggio smetterà di essere attraversato solo con i passi e con lo sguardo, per essere vissuto con il corpo. L’artista Martina Riescher (Vicepresidente di Le Officine ETS) darà infatti vita a una suggestiva azione performativa della durata di circa 15 minuti, intitolata proprio “Erratici”.
Un gruppo di volontari (che hanno lavorato insieme nei giorni precedenti per prepararsi) metterà in scena attraverso movimenti lenti e fluidi l’antichissima formazione della montagna e il trasporto delle rocce operato dalla morsa del ghiaccio. «I massi erratici sono il risultato di un movimento lentissimo e potentissimo che ha attraversato le ere geologiche», racconta l’artista. «Vogliamo avvicinarci a questo processo lasciando che sia il corpo umano a diventare materia, traccia e movimento».

La Convenzione di Faro e un’esperienza accessibile a tutti

L’intero evento si ispira fedelmente ai nobili principi della Convenzione di Faro, che invita le istituzioni e i cittadini a non considerare il patrimonio culturale e naturale come un freddo insieme di monumenti o rocce da proteggere in una teca, ma come una relazione viva e pulsante tra comunità, memorie e luoghi.
Il percorso previsto è di livello T/E (Turistico Escursionistico), lungo circa 6 km con un modesto dislivello di appena 100 metri, risultando adatto alla maggior parte degli amanti della natura. Ma a rendere questo evento davvero speciale e nobile è la garanzia di totale inclusività: gli organizzatori hanno infatti messo a disposizione una Joëlette (una speciale carrozzella da fuori strada) per consentire la piena partecipazione anche alle persone con mobilità ridotta.

Informazioni pratiche e prenotazioni

La quota di adesione all’evento prevede una semplice e democratica offerta libera. Ai partecipanti è richiesto un abbigliamento idoneo alla montagna: scarpe da trekking (obbligatorie), abbigliamento a strati, un copricapo, una merenda e almeno un litro d’acqua a persona.
Considerata la natura particolarissima dell’evento, i posti sono strettamente limitati e la prenotazione è obbligatoria. Per garantirsi un posto in questa macchina del tempo naturale o per richiedere l’utilizzo della Joëlette, è necessario contattare direttamente Maurizio Marulli al numero 371 665 5292. Preparatevi a camminare nella storia del nostro Pianeta.

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