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L’inferno di fango e pioggia che ferisce la Marsica: Tagliacozzo piegata dal nubifragio, ALI Abruzzo chiede lo stato d’emergenza

La Marsica travolta dal fango e dalla pioggia, scatta la solidarietà tra i sindaci! 🛑🌧️ Dopo il devastante nubifragio che ha colpito duramente Tagliacozzo, il presidente di ALI Abruzzo Angelo Radica lancia un appello urgente alla Regione: “Il caos climatico non fa sconti, serve un tavolo istituzionale e un fondo speciale per non lasciare i Comuni da soli a spalare il fango”. 🏔️💔 Il sindaco Giovagnorio ringrazia e avvisa: “Risorse immediate per il dissesto idrogeologico, i cittadini meritano risposte!”. Leggi qui per scoprire l’entità dei danni, il piano di prevenzione richiesto e come sostenere la comunità colpita! 👇

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Angelo Radica

Tagliacozzo – Ci sono pomeriggi d’estate in cui il cielo sopra l’Appennino si oscura all’improvviso, scaricando in pochi minuti una quantità d’acqua impressionante, capace di trasformare i vicoli storici in fiumi di fango e detriti e di far ripiombare intere comunità nell’incubo del dissesto idrogeologico. La Marsica si trova a fare i conti con le ferite devastanti lasciate da un violento ed eccezionale nubifragio che ha colpito con particolare ferocia il territorio di Tagliacozzo, mettendo a durissima prova la rete viaria, le abitazioni private e i servizi pubblici. Davanti a questa ennesima emergenza climatica, che ha visto i cittadini rimboccarti le maniche nel fango per difendere le proprie case, si leva un grido d’allarme corale da parte delle istituzioni locali. Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo, ha espresso la massima e totale solidarietà alla popolazione e al sindaco Vincenzo Giovagnorio, chiedendo alla Regione Abruzzo un intervento economico e strutturale immediato e non più rinviabile.

“Ancora una volta sono i Comuni a trovarsi da soli in prima linea, sulla linea del fuoco, ad affrontare criticità ed emergenze di portata catastrofica, nonostante i bilanci e i fondi a disposizione delle amministrazioni locali siano drammaticamente limitati”, denuncia con fermezza Angelo Radica nella sua nota ufficiale. Il presidente di ALI ha voluto rivolgere un plauso carico di gratitudine alla macchina dei soccorsi comunale, ai dipendenti, ai tecnici e a tutti i volontari della Protezione Civile che hanno dimostrato una prontezza, un’efficienza e una competenza esemplari nel contenere i disagi e ripristinare la sicurezza nelle ore immediatamente successive alla tempesta. Ora che la fase acuta è superata, si entra nella delicata ricognizione dei danni subiti dalle infrastrutture pubbliche e dai privati, una conta che si preannuncia pesantissima e per la quale ALI assicura il pieno sostegno sindacale.

La Regione esca dai palazzi: serve un tavolo istituzionale e risorse immediate

Per affrontare le conseguenze di questo disastro, ALI Abruzzo chiede con urgenza al Presidente della Regione la convocazione straordinaria di un Tavolo istituzionale permanente che veda la partecipazione di tutti gli enti competenti in materia di difesa del suolo. L’obiettivo deve essere chiaro e concreto: definire un piano straordinario di interventi strutturali sul territorio di Tagliacozzo e della Marsica, con l’indicazione tassativa di tempi, responsabilità e, soprattutto, con l’erogazione immediata di risorse finanziarie straordinarie. Come il Comune è stato rapido nell’intervenire per liberare le strade dal fango, così l’ente regionale ha il dovere morale di dimostrare la stessa celerità burocratica per non lasciare i cittadini in balia dell’incertezza.

L’analisi di Radica si sposta poi su una riflessione di medio e lungo periodo riguardante la crisi climatica globale, che non può più essere trattata come una variabile passeggera. “Dopo i disastri che hanno messo in ginocchio il teramano il mese scorso, oggi tocca alla Marsica subire la furia del maltempo. È evidente a chiunque abbia onestà intellettuale che i cosiddetti eventi meteorologici estremi non sono più eccezioni straordinarie, ma rappresentano ormai la nuova e preoccupante norma climatica con cui dobbiamo confrontarci”, sottolinea il presidente di ALI. Diventa quindi vitale rafforzare la resilienza dei Comuni attraverso l’istituzione regionale di un fondo dedicato specificamente alla prevenzione del dissesto idrogeologico, a cui i sindaci possano attingere con procedure rapide, snelle e prive di lacci burocratici ogni volta che il territorio lo richieda.

Il grido del Sindaco Giovagnorio: “I Comuni non possono essere lasciati soli”

Il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha accolto con profonda gratitudine l’appoggio dei colleghi, rilanciando un appello accorato che tocca l’anima profonda della dignità degli amministratori locali: “Ringrazio il presidente Angelo Radica e tutti i sindaci di ALI Abruzzo per la vicinanza e per questa importante sollecitazione istituzionale, di cui gli organismi sovracomunali non possono e non devono fare finta di nulla. I Comuni fanno quotidianamente tutto quanto è nelle loro umane e finanziarie possibilità per garantire i servizi essenziali, ma dinanzi a bombe d’acqua di questa portata eccezionale non possiamo essere lasciati soli sul ciglio della strada”.

Secondo Giovagnorio, per proteggere la vita delle famiglie e la stabilità delle case ai piedi delle montagne, occorre una leale, tempestiva e concreta collaborazione istituzionale che veda uniti la Regione, la Provincia e, laddove necessario, lo Stato centrale. Non servono piccoli contributi tampone o promesse da spendere in campagna取 elettorale, ma investimenti strutturali e opere di ingegneria naturalistica capaci di mettere in sicurezza i versanti montuosi e i canali di scolo prima che arrivi l’autunno. Tagliacozzo ha dimostrato la fierezza e l’orgoglio del suo popolo spalando il fango con il sorriso e la determinazione delle aree interne; ora spetta alla politica regionale dimostrare di avere lo stesso amore e lo stesso rispetto per questa terra straordinaria che non vuole arrendersi alla paura del cielo.

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Arsoli – torna la sagra della fagiolina, alla sessantaquattresima edizione

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Locandina evento Arsoli
Arsoli-  La Sagra della Fagiolina arsolana giunge alla sessantaquattresima edizione e propone un programma speciale, reso ancora più interessante dalle ricette contadine cucinate ancora secondo le antiche modalità e con prodotti locali: “ciciarchiole”, “fagiolina”, “salsicce e braciole”, “pane casareccio” e dell’ottimo vino cesanese; tutto all’insegna della tradizione più genuina conservata gelosamente dalla Comunità arsolana.
A fare da cornice al cibo, tante iniziative di carattere culturale:
alle ore 8.30, raduno per gli escursionisti in Piazza Amico d’Arsoli alla volta del Cammino Naturale dei Parchi nel tratto che collega Arsoli a Riofreddo in occasione del decennale dal riconoscimento,
dalle ore 10.00, visite guidate gratuite al Borgo e ai siti museali di “ArsoliCittà Museo – Claudio Bruni” e presso Villa Morani (per visitare quest’ultima contattare il numero in locandina);
dalle 12.30, SI PRANZA IN PIAZZA VALERIA con piatti tipici della tradizione contadina a base di Fagiolina arsolana.
Nel pomeriggio, alle ore 17.00, spettacolo con danze e musiche messicane con i Mariachi Roma e il ballet folklorico mexicano Los Roncheros.
Dalle ore 17.30, LA SAGRA CONTINUA con cocktail e ciambelline a base di Amaro alla Fagiolina a cura di Arasolis.Lab.
Cos’è la Fagiolina? È un ecotipo unico dalla storia plurisecolare tra le eccellenze agro-alimentari del Lazio, il cui valore come risorsa alimentare e patrimonio culturale è ormai noto.
Durante la giornata sarà possibile visitare e acquistare le opere di Marco Colizzi che ci mostrerà il suo “mondo a colori”.
Sarà possibile anche avere informazioni sui sentieri e sul Cammino del Parco dei Monti Simbruini.
I Musei e i luoghi delle manifestazioni sono accessibili ai portatori di handicap e alle persone anziane.
Possibilità per i camperisti di sostare in un’area attrezzata poco distante dal centro abitato.

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Roviano – torna alla luce e visitabile il ponte romano

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Ponte romano Scotonico, Roviano
Roviano- L’antico ponte romano della via Valeria noto come ponte Scotonico, è tornato ad essere visitabile grazie ad un intervento di sfalcio dei cespugli e dei rovi che avevano reso impraticabile l’area archeologica.
Ad evidenziare la situazione di degrado erano stati Italia Nostra ed il Comitato per l’Aniene che avevano denunciato come il sito archeologico fosse abbandonato a sé stesso.
Noi invitiamo a visitare il sito che si trova al km 58 della via Tiburtina, un gioiellino da non sottovalutare.

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Tagliacozzo – ingenti danni nel centro centro storico dopo il nubifragio, attivato il centro operativo comunale

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Danni alluvione Tagliacozzo

Tagliacozzo- Una violenta bomba d’acqua si è abbattuta nel primo pomeriggio di oggi sulla Città di Tagliacozzo, provocando numerosi danni e situazioni di criticità, in particolare nel centro storico e nelle zone poste più a valle. L’eccezionale quantità d’acqua caduta in un brevissimo arco di tempo si è riversata con grande impetuosità dalla parte alta della città verso il centro, trasformando alcune strade in veri e propri torrenti. La forza delle acque ha divelto larghi tratti della pavimentazione in selciato, trascinando a valle numerosi sampietrini e provocando in più punti avvallamenti e profonde voragini, con conseguenti rischi per la viabilità e la pubblica incolumità. Particolari criticità si sono registrate anche nel primo tratto della Strada Provinciale denominata via Cappadocia, dove sono stati rilevati cedimenti della sede stradale che hanno reso necessarie immediate verifiche e misure di sicurezza. A seguito dell’evento, il Sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, con Ordinanza contingibile e urgente n. 16, ha disposto l’immediata attivazione del Centro Operativo Comunale (COC), al fine di coordinare gli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza, verificare le situazioni di maggiore pericolo e garantire la sicurezza della popolazione. Fin dai primi momenti successivi al nubifragio è stata mobilitata la squadra degli operai comunali, che ha provveduto a effettuare i primi interventi e a mettere in sicurezza le strade maggiormente dissestate attraverso transennamenti e nastro di segnalazione, in attesa delle necessarie verifiche tecniche e dei successivi lavori di ripristino. Immediatamente attivata anche la Polizia Locale, che, unitamente ai Vigili del Fuoco, ha effettuato sopralluoghi nelle aree maggiormente interessate, procedendo alla valutazione della gravità dei danneggiamenti e, laddove necessario, alla chiusura di alcuni tratti di strada per evitare situazioni di pericolo. Un importante intervento è stato garantito inoltre dalle squadre del Nucleo Operativo Volontari della Protezione Civile, guidate da Christian Rossi, entrate in azione fin dai primi minuti successivi all’evento meteorologico. I volontari hanno lavorato per liberare dall’acqua scantinati e garage allagati, oltre che per intervenire nelle piazze, nei larghi e nelle strade della parte bassa della città, dove l’enorme quantità d’acqua proveniente dalle zone più alte aveva provocato estesi allagamenti. «Ci siamo trovati di fronte a un fenomeno meteorologico di eccezionale intensità, concentrato in pochissimo tempo, che ha messo a dura prova soprattutto il centro storico – dichiara il Sindaco Vincenzo Giovagnorio –. La priorità, fin dai primi minuti, è stata quella di garantire la sicurezza delle persone e mettere in sicurezza le situazioni di maggiore criticità. Ringrazio gli operai comunali, la Polizia Locale, i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile che si sono immediatamente attivati e stanno continuando a operare sul territorio». Nelle prossime ore proseguiranno i sopralluoghi e la ricognizione puntuale dei danni, sia al patrimonio pubblico sia alle infrastrutture viarie, per stabilire l’entità complessiva delle conseguenze del nubifragio e programmare con la massima tempestività gli interventi necessari al ripristino delle condizioni di sicurezza e della normale viabilità. L’Amministrazione comunale invita la cittadinanza alla massima prudenza, in particolare nelle aree transennate e nei tratti interessati da cedimenti e dissesti, evitando di oltrepassare le delimitazioni predisposte dagli operatori.

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