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Attualità

FdI e UGL scendono in piazza nel Materano: “La destra non va in vacanza. Ora sicurezza, sanità e lavoro per i nostri giovani”

“La sicurezza non va in vacanza: diamo ai nostri giovani il diritto di restare a lavorare al Sud!”. Il vertice tra UGL e Fratelli d’Italia per rilanciare il Materano. 🤝 🇮🇹 Un incontro importante per discutere le vere urgenze del territorio lucano: l’iniziativa “La Destra non si ferma d’estate” (promossa da FdI e Gioventù Nazionale a Policoro e Pisticci) ha visto la sentita partecipazione di Pino Giordano, Segretario provinciale dell’UGL Matera. Tanti i temi sul tavolo: Giordano ha promosso le azioni del Governo Meloni sulla sicurezza (“Un territorio sicuro attira le imprese e crea lavoro”) e ha difeso il delicato lavoro dell’Assessore alla Sanità Cosimo Latronico, che “sta cercando di rivoltare come un calzino un sistema distrutto da anni di scelte sbagliate”. Ma l’appello più forte è stato per il Lavoro: “Basta fughe di cervelli, i giovani devono avere l’opportunità di restare qui e non dover scappare al Nord! Il diritto a restare non deve essere uno slogan, ma la realtà!”, ha tuonato il leader sindacale. Leggi le dichiarazioni complete del vertice e il programma per lo sviluppo del Metapontino nel nostro articolo! 👇 💼 Siete d’accordo? Quali dovrebbero essere le vere priorità per far rinascere il Sud?

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La Destra non si ferma d’estate

Redazione«La presenza sul territorio e l’ascolto dei cittadini non possono mai andare in vacanza». È con questo forte messaggio di impegno civico e sindacale che Pino Giordano, Segretario provinciale dell’UGL Matera, è intervenuto (insieme a Maristella Pace, responsabile zonale UGL Policoro) all’iniziativa intitolata “La Destra non si ferma d’estate”. L’evento, tenutosi nei comuni di Policoro e Pisticci, è stato promosso attivamente dai vertici di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale, su invito diretto del Segretario provinciale di FdI Matera, Leonardo Giordano.
Un incontro fruttuoso che ha permesso di accendere i riflettori sulle vere urgenze del territorio lucano, portando in piazza i saluti del Segretario generale nazionale dell’UGL, Paolo Capone, e ribadendo l’assoluta necessità di mantenere vivo il rapporto diretto con la gente per costruire soluzioni politiche realmente concrete e attuabili.

Sicurezza e legalità: le precondizioni assolute per lo sviluppo

Il primo, fondamentale tema toccato nel corso del dibattito è stato quello della sicurezza urbana e della tutela dei cittadini. Pino Giordano non ha esitato a esprimere un aperto e sincero apprezzamento per la linea dura e l’azione intrapresa dal Governo Meloni su questo fronte, sottolineando quanto esista un legame strettissimo e inscindibile tra legalità, sicurezza, lavoro e sviluppo economico di un territorio.
«La sicurezza è una precondizione vitale per la crescita», ha spiegato il Segretario sindacale. «Un territorio sicuro è infinitamente più attrattivo per le imprese che vogliono investire, è molto più vivibile per le famiglie ed è di conseguenza più capace di generare nuova occupazione. Le misure adottate di recente dal Governo rafforzano la tutela dei cittadini e il ruolo autorevole dello Stato: rappresentano un segnale importantissimo per chi vive e lavora qui».

L’emergenza Sanità: fiducia a Latronico per invertire la rotta

L’attenzione del dibattito si è poi inevitabilmente spostata sul tema più scottante e delicato del momento: la sanità lucana e, in particolare, le gravi difficoltà strutturali che da anni interessano le aree del Materano e del Metapontino. Anche su questo fronte, l’UGL ha voluto lanciare un messaggio di forte responsabilità istituzionale, riconoscendo gli sforzi dell’attuale giunta.
«L’assessore regionale alla Sanità Cosimo Latronico sta affrontando a testa alta una situazione a dir poco complessa e sta facendo tantissimo», ha dichiarato Giordano con pragmatismo. «Bisogna essere realisti: non si possono risanare nel giro di pochi mesi anni di gravissime criticità e di scelte politiche palesemente sbagliate, che hanno lasciato ferite e conseguenze profonde sul territorio. Latronico, affrontando mille ostacoli burocratici, sta cercando di rivoltare il sistema come un calzino, intervenendo pesantemente sull’organizzazione e puntando a restituire efficienza. È un lavoro che merita tempo e collaborazione». Per il sindacato, però, non esistono scorciatoie: serve investire subito nelle strutture e valorizzare il personale, per evitare che i cittadini del Metapontino siano costretti a dolorosi (e costosi) viaggi della speranza in altre Regioni per potersi curare.

Il “diritto di restare” e il ruolo autonomo del sindacato

Il terzo pilastro dell’incontro è stato quello del Lavoro. Il vero banco di prova per la politica locale sarà infatti la capacità di trasformare le enormi potenzialità inespresse del Materano in occupazione reale e sviluppo duraturo. Servono con urgenza infrastrutture moderne, politiche industriali di rilancio e un sostegno fortissimo al turismo e all’agricoltura.
«Non possiamo più accettare che i nostri amati giovani continuino a essere costretti a fare le valigie per cercare altrove le opportunità che questa terra dovrebbe offrire loro. Il “diritto a restare” deve finalmente diventare una concreta possibilità di vita, non un banale slogan da campagna elettorale!», ha tuonato Giordano.
Infine, un doveroso e netto richiamo al ruolo dell’UGL: «L’UGL non fa politica di partito, fa orgogliosamente sindacato. Ma un sindacato moderno non può restare indifferente alle scelte politiche che incidono pesantemente sulla vita delle famiglie e dei lavoratori. Ringraziamo Leonardo Giordano, Aldo Mattia, Gianni Rosa, Salvatore Caiata, Piergiorgio Quarto, Alessandro Galella, Pasquale Di Lorenzo, Pino Callà e tutta la squadra di FdI per aver tenuto aperto questo fondamentale dialogo. Il futuro di questa terra non si aspetta passivamente: si costruisce insieme, giorno per giorno».

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Attualità

“L’unica gioia al mondo è cominciare”: l’inno di Pavese e il respiro di Settembre nel meraviglioso Mattutino del Castello Sforzini

“L’unica VERA gioia al mondo è cominciare!”. La meravigliosa e profonda citazione di Cesare Pavese ci ricorda che non dobbiamo mai avere paura di ricominciare da zero! La stupenda lezione filosofica del Mattutino del Castello Sforzini. 🍂 🪟 Quanti di voi hanno una dannata paura dei “nuovi inizi”? Quanti preferiscono rimanere intrappolati in una situazione che odiano (un lavoro noioso, una relazione finita, un’abitudine viziata) solo per il puro terrore di dover ricominciare tutto da capo? Questa mattina, la rubrica letteraria del “Mattutino” del Castello Sforzini di Castellar Ponzano ci ha regalato una sveglia per l’anima di una potenza inaudita! Il testo descrive la magia di Settembre (il vero “Capodanno” per tutti noi) e di una finestra aperta prestissimo al mattino, da cui entra “soltanto aria fresca”. Un invito pazzesco a fare pulizia nel nostro cuore, a lasciar andare i vecchi dolori e a respirare ossigeno nuovo. Ma la chiusura è la più emozionante di tutte, e cita la celebre e bellissima frase del grande scrittore Cesare Pavese: “L’unica gioia al mondo è COMINCIARE”. Noi esseri umani siamo vivi e imbattibili soltanto finché abbiamo la forza, il coraggio e la follia di iniziare qualcosa di nuovo! Che sia innamorarsi di nuovo dopo una delusione dolorosa, cambiare vita o perdonare qualcuno. Finché “iniziamo”, noi siamo vivi! Leggete e scoprite il significato psicologico di questo meraviglioso aforisma nel nostro articolo completo! 👇 🌅 Siete d’accordo con queste splendide parole? Riuscite a trovare ancora il coraggio di spalancare le “finestre della vostra vita”, oppure la nebbia delle delusioni passate vi blocca? Diteci la vostra opinione e lasciate un “Mi Piace” per augurare un Buon Nuovo Inizio a tutte le persone a cui volete bene!

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Il Mattutino del 7 settembre 2026

Castellar Ponzano (AL) – Ci sono mesi dell’anno che scorrono via in modo indolore, nascosti tra le pieghe del calendario, e poi c’è Settembre. Un mese che non è mai soltanto un semplice cambio di stagione, ma rappresenta un vero e proprio spartiacque dell’anima, un “Capodanno” intimo in cui tutti noi facciamo i conti con quello che siamo stati e con ciò che vorremmo disperatamente diventare. Questa mattina, la profonda e imperdibile rubrica filosofica e letteraria del Mattutino (proveniente dalle antiche e sagge mura del Castello Sforzini di Castellar Ponzano) ha regalato ai suoi lettori una carezza letteraria di una potenza inaudita, capace di far tremare i polsi a chiunque si senta bloccato nelle sabbie mobili della propria esistenza.

Oltre il ponte: la nebbia del passato e la luce di Settembre

Il testo domenicale si apre con un’immagine visiva di un fascino decadente e cinematografico: «La nebbia si fermava poco oltre il ponte. Da questa parte, settembre». Quanta psicologia si nasconde dietro a queste due brevissime frasi!
La nebbia è la metafora perfetta del nostro passato, delle nostre insicurezze e dei mesi estivi appena trascorsi, fatti forse di dubbi, di delusioni o di promesse non mantenute. Quella foschia opaca e fredda cerca sempre di invadere la nostra mente, ma oggi si è fermata “oltre il ponte”. Di qua, invece, c’è la limpidezza brutale e meravigliosa di Settembre. Il ponte rappresenta il nostro coraggio di attraversare le difficoltà, di lasciarci alle spalle ciò che non ci serve più e di camminare verso una nuova sponda, dove la luce dell’autunno ci permette finalmente di vedere le cose per quello che sono davvero.

Le finestre aperte all’alba: il coraggio dell’aria fresca

La seconda immagine evocata dal testo è un invito dolcissimo e potente a fare pulizia nella nostra vita: «Qualcuno aveva aperto le finestre molto presto. Entrò soltanto aria. Aria fresca». Quante volte, per paura del freddo o per abitudine, teniamo chiuse le finestre della nostra anima?
Ci ostiniamo a respirare un’aria viziata, ci accontentiamo di relazioni tossiche, di lavori che ci soffocano o di abitudini che ci spengono lentamente. Spalancare le finestre “molto presto”, quando fuori il mondo dorme ancora, è un atto di grandissimo coraggio. E cosa entra? Non ricchezza, non miracoli, ma “soltanto aria fresca”. Perché è proprio dalle cose più piccole, invisibili ed essenziali (come l’ossigeno pulito) che bisogna ripartire per guarire dalle asfissie della vita moderna. Aprire le finestre significa perdonare, lasciar andare i vecchi rancori e permettere alla vita di spazzare via la polvere dal nostro cuore.

L’eredità di Cesare Pavese: la sublime bellezza di ricominciare

Ma è la chiusura del bollettino a lasciare letteralmente senza fiato, citando uno degli aforismi più belli e dolorosi partoriti dal genio letterario dello scrittore Cesare Pavese: «L’unica gioia al mondo è cominciare». (La frase completa recitava: “È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante”).
C’è un’energia sovrumana in questo concetto. Noi esseri umani siamo terrorizzati dai nuovi inizi. Abbiamo paura di fallire, di sbagliare strada, di dover faticare da zero. E invece Pavese e il Mattutino ci ricordano che l’essenza stessa della felicità umana non risiede nell’arrivare al traguardo o nel conservare gelosamente ciò che si ha, ma nel brivido magico e assoluto del “nuovo inizio”.
Cominciare un nuovo lavoro, innamorarsi di nuovo dopo una delusione spaventosa, intraprendere un nuovo percorso di studi a cinquant’anni, perdonare e ricominciare a parlarsi in famiglia. Finché avremo la forza e l’incoscienza di “cominciare” qualcosa, saremo vivi e imbattibili. E non a caso, il saluto finale dal Castello Sforzini è sempre lo stesso, inciso sulla pietra: “Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio”. Il coraggio di aprire le finestre, respirare l’aria gelida e fare il primo passo. Buon inizio a tutti noi.

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Esteri

Dall’idea all’impresa: la giovane afghana che ha digitalizzato i biglietti degli autobus a Kabul

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Sadaf Afghan

Redazione- In un Paese segnato da difficoltà e limitazioni, una giovane imprenditrice afghana ha scelto di affidarsi alla tecnologia per rendere più semplice un gesto quotidiano: acquistare un biglietto dell’autobus.

È Sadaf Afghan, giovane imprenditrice che a Kabul ha fondato “Qased”, una piattaforma online che consente ai passeggeri di prenotare i biglietti degli autobus senza doversi recare personalmente al terminal. Il servizio prevede inoltre la consegna del biglietto direttamente a domicilio.

“Qased” è stata fondata circa un anno fa, mentre il servizio di vendita online dei biglietti è entrato ufficialmente in funzione cinque mesi dopo. L’attività, iniziata con appena tre persone, oggi conta un team di otto dipendenti, quattro dei quali sono donne.

In un’intervista all’agenzia di stampa cinese Xinhua, Sadaf Afghan ha spiegato che la società si occupa di acquistare online i biglietti richiesti dai passeggeri e di consegnarli direttamente a casa. Ma il suo progetto va oltre la semplice vendita digitale: l’obiettivo è ampliare “Qased” e aprire filiali in altre province dell’Afghanistan, creando nuove opportunità di lavoro sia per le donne sia per gli uomini.

Avviare un’impresa innovativa in un Paese in cui molti servizi vengono ancora gestiti attraverso procedure tradizionali e in presenza non è semplice. Nonostante le difficoltà, però, Sadaf Afghan sostiene che la risposta della popolazione sia incoraggiante.

«Ogni attività è difficile all’inizio, ma non dobbiamo arrenderci. Nel complesso, le persone ci sostengono», ha dichiarato.

Il trasporto su strada continua a rappresentare uno dei principali mezzi di collegamento tra le città afghane. La limitata presenza di infrastrutture ferroviarie e di sistemi di trasporto pubblico moderni rende gli autobus interurbani essenziali per milioni di persone.

Per molti passeggeri, acquistare un biglietto significa ancora recarsi fisicamente al terminal e pagare in contanti. È proprio su questa necessità che “Qased” ha costruito la propria proposta: utilizzare gli strumenti digitali per rendere il processo più semplice, rapido e accessibile.

Sadaf Afghan auspica inoltre che le autorità talebane possano contribuire al miglioramento del sistema dei trasporti e sostenere le imprese che cercano di offrire nuovi servizi alla popolazione.

Il progetto, tuttavia, non si ferma ai biglietti degli autobus. In futuro, la giovane imprenditrice vorrebbe estendere l’attività anche al trasporto aereo, permettendo ai clienti di acquistare online i biglietti dei voli e riceverli direttamente a casa.

Accanto alla dimensione tecnologica e imprenditoriale, “Qased” rappresenta anche una possibilità concreta di lavoro per alcune giovani donne afghane.

Tra i dipendenti c’è Mohammadi, 20 anni, che ogni giorno si sposta in motocicletta per le strade di Kabul consegnando ai clienti i biglietti ordinati attraverso la piattaforma. Dopo aver frequentato la scuola fino alla decima classe, racconta che il lavoro fuori casa e la possibilità di svolgere autonomamente le proprie mansioni gli hanno dato un maggiore senso di indipendenza e fiducia nel futuro.

Con l’espansione dell’attività, Mohammadi spera che possano nascere nuove opportunità professionali, soprattutto per le giovani donne.

La storia di “Qased” è, in apparenza, quella di una semplice piattaforma per la vendita online di biglietti. In realtà, racconta qualcosa di più: la scelta di una giovane donna di trasformare una difficoltà quotidiana in un’opportunità, utilizzando la tecnologia per creare un servizio, generare occupazione e aprire nuovi spazi di partecipazione economica.

In un contesto complesso come quello afghano, iniziative di questo tipo mostrano come l’innovazione e l’imprenditorialità possano ancora diventare strumenti capaci di creare opportunità e immaginare nuove possibilità per il futuro.

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Esteri

Egitto, condannata a morte la conduttrice televisiva Sarah Khalifa

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Sarah Khalifa

Redazione- Un tribunale penale del Cairo ha condannato a morte per impiccagione Sarah Khalifa, 39 anni, nota conduttrice e produttrice televisiva egiziana, insieme ad altre 11 persone, nell’ambito di un maxi-processo legato alla produzione e al traffico di stupefacenti.

Secondo quanto riportato dalla stampa egiziana, tra cui il quotidiano statale Al-Ahram, gli imputati avrebbero fatto parte di una banda criminale organizzata accusata di importare dall’estero sostanze e materie prime destinate alla produzione di droghe sintetiche, per poi lavorarle e distribuirle sul mercato. Gli investigatori avrebbero inoltre sequestrato ingenti quantità di sostanze stupefacenti e materiali utilizzati per la loro produzione, oltre ad armi da fuoco e munizioni detenute illegalmente.

Sarah Khalifa è conosciuta soprattutto per il programma televisivo «Mission Impossible», dedicato a temi legati alla criminalità e alla sicurezza. La conduttrice ha respinto le accuse nei suoi confronti.

Nel procedimento erano complessivamente 28 gli imputati. Oltre alle 12 condanne a morte, il tribunale ha inflitto l’ergastolo a nove persone, mentre altre sette sono state assolte.

La condanna a morte non è ancora definitiva. Il legale di Sarah Khalifa ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso, chiedendo alla magistratura di riesaminare il caso.

La vicenda aveva già attirato l’attenzione dei media egiziani nelle scorse settimane, per il coinvolgimento di una figura televisiva conosciuta e per la gravità delle accuse contestate agli imputati.

Foto: Instagram/ sara_khaliifa

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