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Politica

Jonghi Lavarini gela la Fiamma Tricolore e striglia Futuro Nazionale: “Basta derive antifasciste, rispetto per i vecchi missini”

“Basta derive antifasciste, state facendo infuriare i vecchi missini! Voglio chiarezza”. Roberto Jonghi Lavarini rifiuta le avance della Fiamma Tricolore e striglia Futuro Nazionale! 🇮🇹 ⚡ C’è grande fermento nel mondo della destra milanese! Roberto Jonghi Lavarini ha appena diramato un durissimo comunicato stampa per fare chiarezza sul suo futuro. Dopo aver ringraziato la Fiamma Tricolore per un’importante proposta politica (ricordando quando, nel 1999, Pino Rauti lo candidò alla Provincia di Milano, risultando poi decisivo per far vincere Ombretta Colli), Jonghi Lavarini ha deciso di declinare l’invito, almeno per il momento. Il motivo? Vuole vederci chiaro sulle mosse di Futuro Nazionale! “Non ho mai rinnegato i miei ideali. Spero che Futuro Nazionale diventi la casa di tutta la destra diffusa, ma i suoi dirigenti devono occuparsi di Milano e smetterla di dire ‘cazzate antifasciste’ per compiacere qualcuno, perché così fanno solo infuriare lo zoccolo duro storico della Destra!”, ha tuonato Lavarini, attaccando duramente l’entourage della dirigenza. Leggi il comunicato integrale e la nostra analisi politica nell’articolo! 👇 🗳️ E voi, credete che la “destra diffusa” riuscirà a trovare un nuovo leader in grado di unire tutti?

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Jonghi Lavarini

Redazione – Nel frastagliato, complesso e sempre in fermento universo della destra politica milanese e nazionale, le mosse sullo scacchiere non sono mai casuali, ma pesano come veri e propri macigni. Nelle scorse ore, una nota ufficiale diramata dal noto esponente politico Roberto Jonghi Lavarini ha letteralmente infiammato il dibattito interno agli ambienti della destra radicale e conservatrice. Con un comunicato schietto, diretto e senza alcun pelo sulla lingua (come nel suo inconfondibile stile), Jonghi Lavarini ha voluto rispondere pubblicamente alle avance politiche ricevute dalla Fiamma Tricolore, cogliendo però l’occasione per lanciare un durissimo avvertimento ai vertici di Futuro Nazionale.

Il ringraziamento alla Fiamma e il ricordo storico del 1999

La dichiarazione si apre con un sincero riconoscimento umano e politico verso chi gli ha teso la mano. «Ringrazio i camerati della Fiamma Tricolore per la loro stima, stima che è ampiamente ricambiata, e per la loro proposta politica che mi lusinga e mi stimola moltissimo», esordisce Jonghi Lavarini, dimostrando un profondo rispetto per la storia e per i simboli di quell’area politica.
Ma è guardando al passato che si capisce il peso specifico del presente. L’esponente politico rievoca infatti una storica battaglia elettorale che cambiò le sorti di Milano: «Già nel lontano 1999 fui candidato proprio con loro alla presidenza della Provincia di Milano, su proposta diretta e personale dell’indimenticato Pino Rauti. In quell’occasione ottenni un piccolo, ma dal peso specifico straordinario, 1,9%. Quel risultato si rivelò poi matematicamente determinante, al momento del ballottaggio, per riuscire a fare eleggere Ombretta Colli». Un pezzo di storia della politica ambrosiana che ricorda a tutti come i voti della “destra dura e pura” siano sempre stati l’ago della bilancia per le vittorie del centrodestra allargato.

Ideali immutati e l’attacco ai “collaboratori incapaci”

Se i tempi storici, le leggi elettorali e i precari equilibri dei palazzi romani sono radicalmente cambiati, Jonghi Lavarini rivendica con orgoglio di essere rimasto esattamente l’uomo di sempre: «Io non ho mai cambiato né i miei valori né i miei ideali, e ho continuato ininterrottamente a fare politica militante sul territorio con la stessa immutata passione del primo giorno».
Tuttavia, il clima si surriscalda quando il mirino si sposta sulle recenti dichiarazioni politiche emerse sulla stampa. Entrando nel merito di alcune uscite attribuite a Burgio (figura di spicco dei nuovi movimenti a destra), Jonghi Lavarini usa il fioretto per salvare il leader e la sciabola per colpire l’entourage: «Non credo assolutamente che tutte quelle riportate dai media siano veramente dichiarazioni di Burgio. Sono molto più probabilmente il frutto della penna di qualche suo zelante quanto incapace collaboratore, qualcuno che nella vita non si è evidentemente mai occupato di vera militanza sul campo e di comunicazione politica seria».

Lo scossone a Futuro Nazionale: “Basta cazzate antifasciste!”

Ma è nel finale che il comunicato si trasforma in un vero e proprio manifesto politico e in un avvertimento categorico per chi cerca di costruire una nuova grande casa per i conservatori. L’obiettivo dichiarato di Jonghi Lavarini è che Futuro Nazionale (movimento nato sull’onda del fenomeno Vannacci) possa davvero diventare il partito di riferimento elettorale di tutta la grande e frastagliata “destra diffusa”. Ma le condizioni per il suo appoggio sono rigide e non negoziabili.
«Spero che i dirigenti di Futuro Nazionale si occupino seriamente del presente e del futuro della città di Milano, abbandonando sterili dibattiti sulla storia passata», tuona l’esponente politico. Poi, la stoccata finale, durissima e senza filtri, rivolta ai tentativi di “annacquare” l’identità del movimento per compiacere i salotti buoni: «Basta con queste cazzate antifasciste, che non fanno altro che infuriare e allontanare lo storico zoccolo duro dei vecchi missini!».
La conclusione è una porta socchiusa, ma che richiede risposte immediate: «Per ora, quindi, declino l’invito ufficiale e resto in attesa di doverosi chiarimenti politici». La palla, adesso, passa inevitabilmente ai vertici del partito. Il dibattito a destra è più aperto che mai.

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Politica

“Vannacci grandioso, ha sfidato Draghi e Monti nella tana del lupo e li ha scioccati!”. Roberto Jonghi Lavarini esalta il trionfo a Cernobbio

“Vannacci a Cernobbio è stato grandioso: ha scioccato i saccenti professoroni Draghi e Monti affrontandoli nella tana del lupo!”. 🐺 ⚔️ L’incredibile retroscena svelato dal “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini: “Il Generale ha conquistato in segreto il 25% degli imprenditori presenti!”. Ma vi ricordate quando i moderati dicevano che l’intervento di Roberto Vannacci al Forum di Cernobbio era stato un “Flop”? Beh, dimenticate tutto! Roberto Jonghi Lavarini (figura di spicco della Destra milanese e grandissimo estimatore di “Futuro Nazionale”) ha ribaltato completamente la storia con un comunicato vulcanico che svela i retrosceni clamorosi di quel giorno! Secondo Jonghi Lavarini, Vannacci è stato un eroe epico: “Ha sfidato i poteri forti e l’ipocrita plutocrazia mondialista proprio a casa loro, sbattendo in faccia ai banchieri la necessità di difendere la Sovranità Nazionale e l’Identità Italiana!”. L’impatto delle parole del Generale sarebbe stato devastante: “Ha letteralmente scioccato l’ex premier Mario Monti, che spiazzato non ha saputo far altro che balbettare per l’ennesima volta del finto ‘pericolo fascista’ a cui nessuno crede più!”. La vera bomba? Secondo il Barone Nero, almeno il 25% dei ricchissimi imprenditori in sala (tra cui un suo parente diretto) avrebbe segretamente approvato e applaudito le parole di Vannacci! “Lui non parla solo alla pancia del popolo, ma al cervello di chi produce! Alle prossime elezioni Futuro Nazionale volerà al 15%!”. Leggi tutti i succosissimi retrosceni di questa guerra politica nel nostro articolo! 👇 🏛️ Voi a chi credete? Vannacci ha fatto davvero “tremare e balbettare” i grandi professori come Mario Monti difendendo orgogliosamente l’Italia davanti ai banchieri, o pensate che quelle di Jonghi Lavarini siano solo esagerazioni politiche? Diteci la vostra nei commenti e accendete il dibattito!

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Monti, Vannacci a Cernobbio

Cernobbio (CO) – Nella politica italiana, la verità assoluta non esiste: ogni evento dipende dagli occhi (e dal credo politico) di chi lo guarda. E se per l’area più moderata del Centrodestra l’intervento del Generale a Cernobbio è stato un autentico flop, per la fazione più radicale e orgogliosamente sovranista si è trattato di un trionfo epico, degno dei libri di storia. A riscrivere completamente e in modo clamoroso la narrazione di quanto accaduto nelle lussuose sale del Forum Ambrosetti sul Lago di Como è intervenuto Roberto Jonghi Lavarini (storica figura della Destra radicale milanese, noto come il “Barone Nero”), che ha dipinto l’intervento di Roberto Vannacci come una vera e propria e gloriosa rivoluzione culturale contro l’Establishment.
«Il generale Roberto Vannacci oggi è stato letteralmente grandioso», ha esordito Jonghi Lavarini con un entusiasmo travolgente. «Ha avuto l’immenso coraggio di sfidare a viso aperto gli intoccabili, i “saccenti professoroni” come Mario Draghi e Mario Monti, andandoli a colpire proprio nella loro tana del lupo!». Per il Barone Nero, il Generale ha compiuto un miracolo politico: portare prepotentemente al centro del dibattito dell’alta finanza temi considerati “scomodi” e tabù, come la sacra sovranità nazionale, l’orgoglio dell’identità italiana e la necessaria giustizia sociale.

La sfida ai poteri forti e alla “plutocrazia mondialista”

Le parole usate da Jonghi Lavarini per descrivere l’impatto di Vannacci a Cernobbio grondano di fiera retorica sovranista. L’intervento del Generale viene descritto come l’assalto di un leone in un covo di lupi affamati.
«Non solo Vannacci ha difeso l’Italia, ma è stato il primissimo politico ad avere gli attributi per sfidare apertamente il pensiero unico e i poteri forti della plutocrazia mondialista, e per di più lo ha fatto giocando a “casa loro”», esulta Jonghi Lavarini. Il Forum di Cernobbio è notoriamente il salotto buono dei grandi banchieri europei e dei tecnocrati, l’ambiente più lontano e ostile in assoluto per le teorie populiste e patriottiche del Generale. Andare lì e sbattere i pugni sul tavolo per difendere i confini e la sovranità economica dell’Italia ha richiesto, secondo Lavarini, una dose di audacia politica che nessuno aveva mai mostrato prima.

Il balbettio di Monti e l’applauso segreto del 25% della sala

Ma il passaggio più gustoso e retroscenistico dell’intera dichiarazione di Jonghi Lavarini riguarda la reazione fisica dei “professoroni” e degli imprenditori presenti in platea. Secondo il Barone Nero, infatti, Vannacci ha ottenuto l’insperata e segreta «approvazione di almeno un quarto degli imprenditori e dei potentissimi finanzieri presenti in sala» (e a conferma di ciò, Lavarini svela persino di aver ricevuto la testimonianza diretta di un suo cugino di primo grado, presente fisicamente al Forum).
La visione di una classe dirigente spaccata a metà avrebbe mandato in confusione l’ala più tecnocrate. «Si è trattato di una vera e propria rivoluzione culturale che ha letteralmente scioccato l’ex premier Mario Monti», affonda il colpo Jonghi Lavarini. «Un Monti talmente spiazzato e in difficoltà che non ha potuto fare altro che replicare balbettando in modo confuso dei soliti e inesistenti “pericoli fascisti”, una vecchia e noiosa favoletta alla quale gli italiani non credono più da tempo».

Obiettivo 15% alle urne: l’ultimo, severo monito sulla squadra

La conclusione del vulcanico intervento di Jonghi Lavarini è un mix di pura esaltazione elettorale e pragmatismo organizzativo. «Vannacci ha ampiamente dimostrato che non parla più soltanto alla pancia arrabbiata del popolo, ma sa parlare in modo eccellente anche al cervello e al portafoglio della classe dirigente e della parte produttiva del Paese».
Le previsioni per le prossime scadenze elettorali sono a dir poco esplosive: secondo l’esponente milanese, il partito Futuro Nazionale ha oggi tutte le carte in regola per sfondare clamorosamente la mostruosa e fantascientifica soglia del 15% dei consensi alle urne. Ma per centrare questo obiettivo storico serve un’ultima condizione vitale, un monito che ricalca esattamente la polemica interna sollevata nei giorni scorsi da altri dirigenti del partito: «Per arrivare a quel traguardo, Vannacci deve necessariamente rafforzare la squadra, smettendola di imbarcare chiunque e iniziando a selezionare una vera classe dirigente pensante». La guerra (politica) è appena iniziata.

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Politica

“Vannacci a Cernobbio è stato un flop e un gigantesco bluff”. L’urlo di Mazzocchi (Cristiano Riformisti) asfalta il Generale: “Idee distruttive”

“È stato un Flop pazzesco, un vero e proprio buco nell’acqua! La sua politica filo-putiniana e anti-europea rischia di distruggere l’Italia!”. L’Onorevole Mazzocchi asfalta il Generale Vannacci dopo il discorso di Cernobbio! ❌ 🇮🇹 Nella Destra italiana è scoppiato un vero e proprio uragano politico, e questa volta le critiche feroci a Roberto Vannacci non arrivano dalla Sinistra, ma dal cuore dell’area cattolica e conservatrice! Dopo l’attesissimo intervento del Generale al prestigioso “Forum Ambrosetti” di Cernobbio (dove si riuniscono i più grandi economisti e politici d’Europa), il Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti, l’Onorevole Antonio Mazzocchi, ha diramato un comunicato infuocato per stroncare il leader di “Futuro Nazionale”! Secondo Mazzocchi, il discorso di Vannacci è stato “un grande bluff”, accolto dalla sala con “timidi e gelidi applausi di circostanza”. Le accuse politiche mosse da Mazzocchi fanno tremare i polsi: “Le sue parole hanno confermato la sua natura anti-europea e filo-putiniana! Ipotizzare di far uscire l’Italia dall’Europa o di abbandonare l’Euro è una follia che ignora la geopolitica mondiale. L’alternativa che ci propone il Generale non è competitiva, è puramente distruttiva contro tutto ciò che l’Europa ha costruito fino a oggi!”. L’Onorevole ha quindi ribadito i sacri valori Cristiani ed Europeisti del suo movimento, prendendo nettamente e duramente le distanze dal populismo estremo di Vannacci. Leggi tutti i dettagli di questo durissimo attacco frontale nel nostro articolo completo! 👇 🇪🇺 Voi da che parte state in questa furente litigata politica? Credete che l’On. Mazzocchi abbia ragione a dire che le idee di Vannacci sull’Europa siano una “follia distruttiva” che rischia di far fallire l’Italia? O siete d’accordo con il Generale? Diteci la vostra opinione nei commenti e accendete il dibattito condividendo il post!

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Vannacci a Cernobbio

Roma – Ci sono palcoscenici politici in cui non basta saper urlare gli slogan giusti per strappare un applauso, ma serve una reale e profonda visione geopolitica ed economica del mondo. Il celebre Forum Ambrosetti di Cernobbio (l’esclusivo ritrovo annuale sulle sponde del Lago di Como dove si riunisce la vera élite dell’imprenditoria, dell’alta finanza e della politica internazionale) è da sempre il banco di prova più duro per qualsiasi leader. E, a giudicare dalle reazioni durissime emerse in queste ore, l’attesissimo intervento del Generale Roberto Vannacci si è trasformato in un clamoroso autogol politico.
A lanciare un vero e proprio missile terra-aria contro il leader di Futuro Nazionale non è stata la solita opposizione di Sinistra, bensì una costola importantissima del mondo conservatore: l’Onorevole Antonio Mazzocchi, combattivo Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti. E le parole usate per stroncare la performance del Generale sono di una durezza politica senza precedenti.

Applausi gelidi a Cernobbio: “Il suo discorso è stato un buco nell’acqua”

L’attacco dell’Onorevole Mazzocchi parte proprio dall’analisi fisica e tangibile della reazione che il pubblico di Cernobbio (formato da industriali e grandissimi investitori) ha riservato alle idee “fuori dagli schemi” di Vannacci. «Il suo discorso pronunciato a Cernobbio non fa che confermare, ancora una volta di più, il grande bluff della sua proposta politica», tuona senza mezzi termini il Presidente dei Cristiano Riformisti.
Mazzocchi dipinge una scena quasi umiliante per il leader sovranista: «A Cernobbio, Vannacci ha fatto un vero e proprio buco nell’acqua, come hanno ampiamente sottolineato i timidi, freddi e molto tiepidi applausi di circostanza che ha ricevuto alla fine». Un giudizio tranciante che svela come, al di fuori dei propri comizi di piazza, le tesi estremiste del Generale fatichino terribilmente a trovare sponda in chi deve concretamente gestire l’economia del Paese.

Le accuse pesantissime: “Linea politica anti-europea e filo-putiniana”

Ma qual è il punto di rottura che ha fatto infuriare così tanto i Riformisti? È la totale mancanza di una bussola occidentale. Mazzocchi spara ad alzo zero sull’ideologia che muove i fili di Futuro Nazionale: «Come Movimento riteniamo che le dichiarazioni del Generale abbiano dimostrato ancora una volta la netta natura anti-europea e apertamente filo-putiniana della sua linea politica».
Essere etichettati come “amici di Putin” in un consesso internazionale prestigioso come Cernobbio equivale a una vera e propria condanna all’isolamento diplomatico. Ma l’Onorevole va oltre, attaccando la follia economica paventata (o lasciata intuire) da Vannacci nei suoi discorsi sulla sovranità nazionale. «Ipotizzare anche solo lontanamente l’uscita dall’Europa o, peggio ancora, l’abbandono della moneta unica (l’Euro), significa ignorare totalmente le dinamiche della geografia e della geopolitica contemporanea. Dinamiche che oggi impongono, al contrario, di essere uniti sotto le insegne dei valori comuni europei per poter fronteggiare le minacce globali».

La difesa dei valori cristiani e la fine del “Bluff”

Il durissimo comunicato si chiude con una orgogliosa e identitaria difesa dei principi cattolici, che non possono essere barattati con il populismo sfrenato. «Come Movimento dei Cristiano Riformisti ribadiamo con forza i nostri sacri valori fondanti, legati a una chiara e profonda identità cristiana europea, e condanniamo con piena convinzione e senza alcun dubbio l’intervento di Roberto Vannacci», dichiara fiero Mazzocchi.
La stoccata finale è un monito rivolto direttamente agli elettori moderati della Destra italiana, spesso ammaliati dalle promesse facili di Futuro Nazionale: «L’alternativa proposta da Vannacci non è affatto competitiva come lui cerca di sostenere e raccontare ai suoi elettori, ma si rivela al contrario fortemente distruttiva rispetto a tutto quanto di buono e di solido è stato costruito e realizzato fino ad oggi in Europa». Il grande bluff sembra essere stato definitivamente svelato, e la luna di miele tra il Generale e il mondo cattolico moderato si è schiantata contro le severe mura del Forum di Cernobbio.

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Politica

Futuro Nazionale lancia l’assalto a Milano: il Generale Burgio per fare il Sindaco e un “Piano Casa” per gli italiani. Parla l’Avvocato Maturo

“Basta criminalità, riprendiamoci la nostra città! Mille nuove Case Popolari solo per gli Italiani e tolleranza zero sui mezzi pubblici!”. 🇮🇹 🦅 La “Destra Sociale” si compatta e lancia l’assalto al Comune di Milano in vista del 2027: ecco il clamoroso piano di “Futuro Nazionale”! Ormai vivere a Milano sta diventando un incubo: scippi, degrado, immigrazione fuori controllo e aggressioni quotidiane su bus e metropolitane. Ma c’è chi ha deciso di dire BASTA e di scendere in campo per sconfiggere la Sinistra! In queste ore si è riunito il Comitato milanese di “Futuro Nazionale” (il partito di stampo sovranista) per lanciare ufficialmente la candidatura a Sindaco del Generale CARMELO BURGIO! A guidare questa truppa di patrioti è lo storico Avvocato Renato MATURO, figura di spicco assoluto della Destra, che ha suonato la carica per una Milano “finalmente sicura, pulita e ordinata!”. Durante la riunione è intervenuto anche il “vulcanico” ex assessore Piergianni PROSPERINI, che ha lanciato una proposta bomba: serve un “Piano Casa” immediato per costruire 1.000 nuove case popolari destinate SOLTANTO AGLI ITALIANI che da anni marciscono dimenticati nelle liste d’attesa! Spazio anche alla battaglia sulla sicurezza sui mezzi ATM, portata avanti dai fratelli Ettore e Nunzia Vairo. “Dobbiamo difendere gli autisti e i passeggeri italiani dalla criminalità!”, hanno tuonato. Leggi tutti i dettagli di questa potente riunione politica (a cui ha partecipato anche il “Barone Nero” Jonghi Lavarini) nel nostro articolo completo! 👇 🚔 Voi cosa ne pensate di questo programma elettorale? Siete d’accordo con Prosperini sul fatto che le case popolari andrebbero assegnate “Prima agli Italiani”? O siete stufi delle promesse dei politici e volete vedere i fatti? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post con i vostri amici milanesi!

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Rappresentanti di Futuro Nazionale di Milano

Milano – In una metropoli sempre più piegata dall’emergenza criminalità, dove la microdelinquenza dilaga nelle piazze e la qualità della vita sembra peggiorare mese dopo mese sotto il peso dell’insicurezza diffusa, c’è una nuova e arrembante forza politica che ha deciso di scendere in campo per lanciare una clamorosa sfida elettorale in vista del 2027. Stiamo parlando di Futuro Nazionale, il movimento politico di chiara ispirazione sovranista, che in queste ore ha serrato i ranghi sotto la Madonnina, organizzando una potentissima riunione operativa del Comitato Costituente Milano 421.

La visione dell’Avvocato Maturo: riprenderci Milano

L’obiettivo è chiaro e ambizioso: strappare Palazzo Marino alla Sinistra e candidare alla poltrona di Sindaco il Generale Carmelo Burgio. A tirare le fila di questo ambizioso progetto politico è l’Avvocato Renato Maturo, Presidente del comitato costituente e figura storica, amatissima e di enorme spessore della Destra sociale milanese (già dirigente di altissimo profilo in MSI, Alleanza Nazionale e Fratelli d’Italia).
«Noi lavoriamo sodo per una Milano più sicura, pulita, ordinata, accogliente e vivibile per tutti i milanesi, ma anche per i tantissimi pendolari e turisti che ogni giorno vengono nella nostra storica e laboriosa città», ha sintetizzato con pragmatismo l’Avvocato Maturo davanti a una platea affollata da militanti, iscritti, ex consiglieri di zona e moltissimi rappresentanti delle associazioni culturali e di volontariato dei quartieri periferici.

Il ritorno di Prosperini: identità ambrosiana e “Case agli italiani”

Ad infiammare l’incontro è stata anche la presenza del “vulcanico” Dottor Piergianni Prosperini, già noto e indimenticato Assessore Regionale. Con la sua consueta e inimitabile energia politica, Prosperini ha dettato la linea su due temi che fanno letteralmente ribollire il sangue ai cittadini: la difesa totale dell’identità ambrosiana (sempre più minacciata dalla globalizzazione) e il dramma insopportabile dell’emergenza abitativa.
Prosperini ha lanciato una proposta che farà sicuramente discutere: serve un massiccio e gigantesco “Piano Casa” per la metropoli. Un progetto che passi inevitabilmente per il recupero immediato dell’immenso e malandato patrimonio edilizio attuale, affiancato dalla costruzione ex novo di «almeno mille nuove case destinate esclusivamente agli italiani che marciscono da anni in lista di attesa».

Terrore sui mezzi pubblici: la battaglia dei fratelli Vairo

Un altro tema caldissimo affrontato durante la riunione è stato quello della sicurezza sui mezzi di trasporto. Ormai prendere la metro o un autobus di sera a Milano è diventato un atto di coraggio estremo. A dare voce all’esasperazione dei lavoratori ci hanno pensato Ettore e Nunzia Vairo, fratelli militanti della destra sociale e storici operatori ATM. Il loro obiettivo è tanto chiaro quanto urgente: portare la ferrea linea politica securitaria e sovranista di Futuro Nazionale direttamente nel cuore del trasporto pubblico locale, alzando un muro in difesa sia dei terrorizzati utenti, sia dei lavoratori italiani, ormai quotidianamente vittime di aggressioni incontrollate.

La rete provinciale e l’esercito dei patrioti

A chiudere il cerchio della strategia politica è stato Luca Brandolini (Presidente del comitato di Peschiera Borromeo ed ex consigliere comunale), che ha proposto la creazione di un coordinamento d’acciaio fra Milano e i tanti comuni della provincia che andranno al voto contemporaneamente nel 2027, per creare una vera e propria morsa elettorale contro le sinistre.
La riunione ha visto la partecipazione di tantissime personalità di spicco dell’ambiente della destra extra-parlamentare e culturale: da Antonio Imperatore (del circolo culturale Amici della Russia) a Giovanni Trombetta (Centro studi multipolari), passando per il noto “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini, fino a Felice Piscitelli (dei Centri di Assistenza Fiscale). A suggellare l’inizio formale della grande corsa elettorale verso il 2027 è stata la nomina ufficiale di Carmine Pirrotta, scelto per ricoprire l’importantissimo ruolo di Vice Presidente del Comitato 421. La corazzata della Destra milanese ha scaldato i motori: la Sinistra a Palazzo Marino è ufficialmente avvisata.

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