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BASILICATA, STOP ALLA “MACCHINA DEL FANGO”: LA RINASCITA DI POLICORO È UN’OPPORTUNITÀ CHE NON PUÒ ATTENDERE

L’UGL Matera scende in campo a difesa dell’Assessore Latronico e del progetto “SI FA” nell’ex zuccherificio Eridania. Pino Giordano: “Basta polemiche sterili, il Metapontino torna finalmente a respirare grazie a 30 milioni di euro di investimenti”.

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BASILICATA, STOP ALLA “MACCHINA DEL FANGO”: LA RINASCITA DI POLICORO È UN’OPPORTUNITÀ CHE NON PUÒ ATTENDERE

Redazione-  In una Basilicata troppo spesso soffocata da logiche di campanile e veleni elettorali, c’è chi prova a tracciare una rotta diversa, fatta di sviluppo, innovazione e opportunità concrete. L’UGL Matera, attraverso una nota ferma e appassionata, ha alzato gli scudi a difesa dell’Assessore regionale Cosimo Latronico, finito nel mirino di una dura offensiva politica orchestrata dalle opposizioni. Al centro della contesa non c’è solo il futuro di un uomo delle istituzioni, ma il destino del progetto “SI FA – Società & Energia”, un’iniziativa che promette di cambiare il volto del Metapontino e dell’intera regione.

La verità sui fondi: nessuna sottrazione a Tito

Il sindacato intende, innanzitutto, sgombrare il campo dalle ombre gettate sul presunto “scippo” di risorse ai danni dell’area di Tito (PZ) in favore di Policoro (MT). “È necessario fare chiarezza una volta per tutte”, si legge nella nota dell’UGL. La decisione di premiare il progetto di Policoro non è stata un’arbitraria scelta politica della Regione, bensì il risultato di una valutazione tecnica rigorosa condotta dai Ministeri competenti, basata su criteri scientifici e amministrativi nazionali. Alimentare uno scontro tra territori – sostengono dal sindacato – è un atto irresponsabile che danneggia i cittadini lucani e allontana gli investitori.

Attacchi strumentali e “ombre” del passato

L’UGL Matera non usa giri di parole nel definire le critiche mosse da Giovanni Vizziello e Angelo Chiorazzo come una “macchina del fango” costruita ad arte per colpire chi governa. Il sindacato respinge con forza i tentativi di accostare Latronico a vecchie vicende societarie legate a “La Cascina”, ricordando che l’Assessore non ricopre da anni alcun ruolo nella società.

Con una nota di aspro sarcasmo, l’organizzazione sindacale invita i detrattori, in particolare Chiorazzo, a guardare in casa propria, citando le pesanti inchieste nazionali (come quella del programma Report) che hanno riguardato il sistema delle cooperative sanitarie e la gestione di Auxilium Care. “Appare singolare che proprio chi è al centro di ombre così fitte tenti oggi di impartire lezioni di moralità politica”, sottolinea il comunicato.

Ex Eridania: da archeologia industriale a polo del futuro

Ma oltre la bagarre politica, c’è la sostanza di un investimento da oltre 30 milioni di euro. L’ex zuccherificio Eridania di Policoro, per decenni simbolo di una desertificazione industriale dolorosa, sta per trasformarsi in un centro di ricerca d’eccellenza sulla povertà energetica e sulle nuove tecnologie.

“Il cuore del Metapontino torna finalmente a battere”, dichiara con orgoglio Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera. “Non parliamo di promesse elettorali, ma di cantieri, servizi e posti di lavoro veri. Questo progetto coinvolgerà università, scuole e imprese, offrendo ai nostri giovani un motivo concreto per restare in questa terra anziché fuggire”.

Una visione strategica per la Basilicata

Secondo il sindacato, la vera sfida dei prossimi mesi non sarà alimentare conferenze stampa polemiche, ma reperire personale qualificato per sostenere il boom economico che il progetto “SI FA” genererà nel Metapontino. L’obiettivo è trasformare Policoro in un motore di sviluppo per tutta la Basilicata, un polo tecnologico capace di attrarre competenze e innovazione a livello nazionale.

“Noi giudichiamo i fatti, non le campagne diffamatorie”, conclude Giordano, ribadendo la piena fiducia nell’operato di Latronico. La linea dell’UGL è chiara: la Basilicata non può permettersi di restare ostaggio di rancori politici. La rinascita di Policoro è un treno in corsa che nessuna “macchina del fango” deve avere il potere di fermare. I lucani chiedono lavoro e dignità, e il progetto dell’ex Eridania sembra essere la risposta più forte a questa domanda.

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Attualità

UGL Matera, Giordano sui controlli: “Serve operazione verità”

🚨 BUFERA ISPEZIONI A MATERA: L’UGL DENUNCIA PRESUNTE “SOFFIATE” ALLE AZIENDE E CHIEDE CHIAREZZA SULLA SICUREZZAUn fatto di estrema gravità che mette a rischio la credibilità dello Stato e la sicurezza dei lavoratori. Il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, interviene duramente sulle indiscrezioni relative a un’azienda che avrebbe conosciuto in anticipo un’ispezione programmata a seguito di una denuncia sindacale. “Serve un’operazione verità immediata”, attacca il sindacato, evidenziando come una fuga di notizie simile distrugga la funzione stessa dei controlli e tradisca i lavoratori che trovano il coraggio di segnalare le violazioni. 🕵️‍♂️🔒L’UGL allarga l’allarme all’intera area del Metapontino, denunciando come durante la stagione estiva — tra stabilimenti balneari, ristorazione e turismo — aumentino i casi di lavoro nero o “grigio”, il mancato rispetto dei contratti e le carenze nei presidi antinfortunistici. Giordano chiede al Governo e alla Regione la nascita di un piano permanente e protetto di vigilanza interforze tra Ispettorato del Lavoro, INPS, INAIL e Asl per colpire chi aggira le norme e difendere le aziende sane dalla concorrenza sleale. La legalità non può essere stagionale! 💼🇮🇹👇 Ritieni che le sanzioni per le aziende che violano le norme sulla sicurezza sul lavoro debbano essere inasprite? Scrivilo nei commenti!#UGLMatera #PinoGiordano #SicurezzaSulLavoro #IspettoratoDelLavoro #Metapontino #LavoroNero #LegalitàEImpresa #BasilicataLavoro

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Matera – Nell’architettura del moderno mercato del lavoro e delle tutele costituzionali del cittadino, l’efficacia e l’imparzialità dei sistemi di vigilanza e ispezione rappresentano i pilastri fondamentali per garantire la sicurezza interna delle aziende e la leale concorrenza tra le imprese. Un gravissimo caso di cronaca sindacale e amministrativa sta scuotendo in queste ore la provincia lucana, a seguito di notizie diffuse dagli organi di stampa in merito a una presunta fuga di notizie riservate: nello specifico, un’azienda avrebbe appreso in anticipo l’imminente arrivo di un’ispezione degli organi di vigilanza, scaturita da una formale segnalazione di una sigla sindacale. Sulla delicata vicenda è intervenuto con fermezza il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, il quale ha invocato un’immediata “operazione verità” alle autorità competenti. Secondo l’esponente sindacale, se l’indiscrezione venisse confermata dagli accertamenti giudiziari, ci si troverebbe dinanzi a un fatto di estrema gravità, capace di compromettere la credibilità istituzionale dei corpi ispettivi e la stessa funzione dello Stato come garante della legalità.

Il vulnus delle soffiate ispettive e il monitoraggio del Metapontino

La posizione espressa dall’UGL Matera evidenzia come tali anomalie procedurali non costituiscano un fulmine a ciel sereno, ma si inseriscano in un quadro di criticità strutturali che il sindacato denuncia da anni all’interno del distretto economico materano e, in modo particolare, nel quadrante strategico dell’area Metapontina. Quando si sollevano dubbi sulla riservatezza e sulla tenuta del segreto d’ufficio durante le attività di accertamento nei cantieri o negli stabilimenti, viene meno la funzione stessa del controllo ispettivo, il quale deve potersi consumare senza preavvisi impropri o illegittimi. La trasparenza e la netta separazione tra l’organo controllante e il soggetto sottoposto a verifica costituiscono la base logistica per la tutela di quei lavoratori che trovano il coraggio civile di denunciare abusi, carenze nei dispositivi di protezione individuale o violazioni dei protocolli di sicurezza, e che rischiano di trovarsi esposti a ritorsioni aziendali a causa di soffiate infedeli.

L’escalation estiva delle irregolarità: lavoro nero e grigio nella movida

L’analisi del segretario provinciale allarga l’orizzonte macroeconomico alle dinamiche occupazionali che caratterizzano la stagione estiva lungo il litorale jonico e nei centri a forte vocazione ricettiva della provincia. Durante i mesi di massimo afflusso turistico, i comparti della ristorazione, degli stabilimenti balneari, dei pubblici esercizi e dell’accoglienza alberghiera registrano un incremento esponenziale della forza lavoro impiegata, parallelamente a un aumento fisiologico delle segnalazioni di irregolarità contrattuali trasmesse agli uffici sindacali. L’UGL mappa una presenza diffusa di fenomeni legati al lavoro “nero” o al lavoro “grigio” — inteso come parziale e fittizia regolarizzazione oraria —, al mancato rispetto dei contratti collettivi nazionali, al superamento dei turni di riposo e a gravi carenze nei presidi di prevenzione degli infortuni. L’assenza di controlli rigorosi e imprevedibili non danneggia esclusivamente la dignità della manovra operaia, ma favorisce una sistematica concorrenza sleale ai danni di quel tessuto di aziende sane che sostengono i costi della legalità.

Il piano permanente di vigilanza e il coordinamento interforze ADM e INL

Per arginare una deriva che rischia di minare la coesione sociale del territorio, l’UGL Matera propone la strutturazione immediata di un piano permanente di vigilanza a livello provinciale, superando la logica degli interventi emergenziali o stagionali. Il sindacato chiede un potenziamento logistico e un coordinamento stabile e integrato tra le diverse articolazioni dello Stato: l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), l’INPS, l’INAIL, i servizi di prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale (ASM) e i comandi territoriali delle Forze dell’Ordine. Solo attraverso una rete investigativa coordinata ed ermetica sotto il profilo della riservatezza sarà possibile restituire autorevolezza alle istituzioni ed estirpare i fenomeni di caporalato e sfruttamento. Giordano conclude riaffermando che l’organizzazione sindacale non farà alcun passo indietro nella difesa dei diritti dei lavoratori, pretendendo che sia fatta piena luce sull’episodio della notifica preventiva e che vengano individuate le singole responsabilità penali e amministrative dei funzionari coinvolti.

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Attualità

Vertenza CallMat, rinvio al MIMIT: l’analisi dei sindacati lucani

🚨 VERTENZA CALLMAT: SLITTA IL TAVOLO AL MINISTERO. I SINDACATI LUCANI CHIEDONO UN PUNTO DI SVOLTAMassima vigilanza e fermezza istituzionale da parte dei sindacati della Basilicata. Il tavolo ministeriale sulla crisi CallMat, inizialmente previsto al MIMIT per il 29 luglio, è stato ufficialmente rinviato a mercoledì 5 agosto 2026 alle ore 11.00 per consentire l’approfondimento di alcuni elementi di novità emersi nelle ultime ore. Una decisione accolta con cauto ottimismo dalle Segreterie regionali di SLC CGIL, Fistel CISL, UILFPC e UGL Telecomunicazioni, che sperano si tratti del segnale di trattative in corso con nuovi investitori privati. 🏢📉Nel frattempo, si registra il flop del bando promosso dalla Regione Basilicata, conclusosi senza alcuna manifestazione d’interesse. Un esito che conferma le perplessità sollevate dai segretari Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano sulle condizioni previste dall’avviso pubblico. In una nota congiunta, i sindacati avvertono che i lavoratori e le loro famiglie non possono più vivere sospesi tra rinvii e attese: il vertice del 5 agosto dovrà sancire impegni chiari, tempi certi e un progetto industriale serio e duraturo capace di garantire la piena tutela dell’occupazione e il rilancio di una realtà strategica per il territorio lucano. 💼🇮🇹👇 Ritieni che la Regione debba intervenire con maggiori tutele economiche per salvare i posti di lavoro in Basilicata? Scrivilo nei commenti!#VertenzaCallMat #CallMatBasilicata #MIMIT #SindacatiLucani #LavoroETelecomunicazioni #UglTlc #CgilCislUil #WelfareTerritoriale

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MIMIT-Roma

Potenza – Nel complesso scacchiere delle vertenze occupazionali che interessano il comparto dei servizi e delle telecomunicazioni nel Mezzogiorno, la gestione delle crisi aziendali richiede un costante monitoraggio delle dinamiche ministeriali e delle risposte dei mercati industriali. Le Segreterie regionali di SLC CGIL, Fistel CISL, UILFPC e UGL Telecomunicazioni della Basilicata hanno comunicato ufficialmente che il tavolo di confronto istituzionale sulla delicata vertenza CallMat, originariamente programmato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per il prossimo 29 luglio, è stato formalmente differito a mercoledì 5 agosto 2026, alle ore 11.00. Il rinvio, disposto direttamente dalle autorità ministeriali, è motivato dalla necessità tecnica di acquisire e approfondire alcuni elementi di novità documentale emersi nelle ultime ore. Si tratta di una transizione cronologica che le organizzazioni sindacali accolgono con un atteggiamento di cauto ottimismo e vigile preoccupazione, nella speranza che lo slittamento sia propedeutico al consolidamento di trattative reali e non a una sterile strategia di attendismo politico.

Il fallimento del bando regionale e le criticità dell’avviso pubblico

Parallelamente alle evoluzioni del tavolo romano, la vertenza registra un dato oggettivo di fondamentale rilevanza macroeconomica: il bando di gara straordinario promosso dall’amministrazione della Regione Basilicata per l’attrazione di nuovi partner si è concluso senza la presentazione di alcuna manifestazione di interesse ufficiale. Questo esito desertificato convalida ex post le riserve e le criticità tecniche che i sindacati di categoria avevano ripetutamente sollevato fin dal momento della pubblicazione dell’avviso pubblico, giudicato strutturalmente incapace di esercitare una reale forza attrattiva alle condizioni economiche e logistiche previste dal testo. Secondo l’analisi confederale, il fallimento dello strumento regionale non deve tramutarsi in un fattore di smobilitazione, bensì configurarsi come un punto di svolta imprescindibile per azzerare le vecchie strategie e strutturare una nuova programmazione negoziale finalmente efficace, credibile e realmente appetibile per i grandi player del settore del customer care.

La nota congiunta dei segretari: responsabilità e rifiuto della propaganda

A margine della comunicazione del MIMIT, i segretari generali delle quattro sigle lucane — Anna Russelli (SLC CGIL), Vincenzo Piccinni (Fistel CISL), Giovanni Letterelli (UILFPC) e Pino Giordano (UGL Telecomunicazioni) — hanno rilasciato una dura nota congiunta per tracciare la linea d’azione in vista del vertice di agosto, riaffermando la centralità del welfare familiare all’interno della disputa industriale: «Sin dalla pubblicazione del bando avevamo espresso le nostre perplessità sulla capacità dello strumento di attrarre investitori alle condizioni previste. L’esito del bando conferma quelle valutazioni. Speriamo quindi che le interlocuzioni in corso con nuovi potenziali soggetti interessati possano portare a costruire una soluzione industriale seria e duratura. Attendiamo quindi il tavolo del 5 agosto con senso di responsabilità e con l’auspicio che possa rappresentare un passaggio decisivo per offrire risposte concrete ai lavoratori e alle loro famiglie». Le parole dei dirigenti evidenziano la volontà di mantenere il confronto su binari di rigoroso pragmatismo, rifiutando le derive della propaganda elettorale.

Gli obiettivi del 5 agosto: clausola sociale e continuità aziendale

In ultima analisi, il sindacato confederale e autonomo ribadisce che la stabilità occupazionale di CallMat rappresenta una priorità non negoziabile per la tenuta del sistema produttivo della Basilicata, un territorio già duramente provato dai processi di deindustrializzazione e dalla contrazione dei livelli occupazionali nel terziario. Le maestranze e le loro famiglie non possono continuare a subire una condizione di perenne precarietà emotiva ed economica scandita da continui rinvii burocratici. Il vertice ministeriale del 5 agosto dovrà pertanto configurarsi come un reale punto di svolta, all’interno del quale il MIMIT e la Regione Basilicata dovranno presentare impegni normativi chiari, cronoprogrammi certi e un piano industriale di rilancio industriale di lungo periodo. L’obiettivo irrinunciabile resta l’applicazione rigorosa della clausola sociale e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, legando la transizione verso i nuovi asset societari alla certezza del reddito e alla dignità professionale dei lavoratori lucani.

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Stellantis Termoli, l’UGL a Campobasso per il rilancio dello stabilimento

🚨 STELLANTIS TERMOLI: L’UGL METALMECCANICI RIUNISCE L’ATTIVO A CAMPOBASSO PER IL RILANCIO DELLO STABILIMENTOIl futuro industriale del Molise e della filiera dell’auto si decide adesso. Si è svolto presso la sede di Campobasso l’importante attivo sindacale dell’UGL Metalmeccanici interamente incentrato sulle prospettive e sulle sfide del sito Stellantis di Termoli. Il sindacato chiede impegni immediati e concreti alla multinazionale: servono nuove produzioni e investimenti certi per salvaguardare i livelli occupazionali delle maestranze e difendere l’economia del territorio. 🚗🏭Al vertice hanno partecipato il Segretario Nazionale Antonio Spera, il provinciale Domenico Guida, il regionale Giovanni Servaroli e i delegati di fabbrica, che hanno stabilito una roadmap chiarissima per i prossimi mesi. A settembre prenderanno il via le assemblee dei lavoratori nello stabilimento di Termoli, mentre a ottobre verrà presentata ufficialmente la nuova piattaforma per il rinnovo del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro (CCSL). L’UGL ribadisce la linea della fermezza: il sito adriatico è una priorità strategica per l’intero Mezzogiorno e non si accettano passi indietro. 💼🇮🇹👇 Ritieni che il piano di riconversione dello stabilimento di Termoli debba essere accelerato dal Governo? Dicci la tua nei commenti!#UGLMetalmeccanici #StellantisTermoli #Campobasso #AntonioSpera #Sindacato #CCSL #Automotive #LavoroEImpresa #MoliseIndustriale

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Attivo Campobasso UGL METALMECCANICI

Campobasso – Nel complesso scenario della transizione ecologica globale che sta investendo il comparto dell’automotive nell’Eurozona, le strategie industriali delle multinazionali e la tenuta dei livelli occupazionali nei siti produttivi periferici rappresentano due variabili strettamente interconnesse per la stabilità economica dei territori. Presso la sede confederale di Campobasso si è svolto un importante e partecipato attivo sindacale indetto dall’UGL Metalmeccanici. La riunione è stata interamente dedicata all’analisi delle prospettive strategiche e strutturali dello stabilimento Stellantis di Termoli, un’infrastruttura produttiva considerata nevralgica non solo per l’economia industriale del Molise, ma per l’intera filiera metalmeccanica del Mezzogiorno. Il sindacato ha espresso una forte preoccupazione per le incertezze di mercato, formalizzando la richiesta pressante ai vertici del gruppo automobilistico affinché vengano destinate nuove produzioni e investimenti tecnologici al sito adriatico, precondizione indispensabile per garantirne la sostenibilità industriale a lungo termine.

Il rinnovo del CCSL e la roadmap delle assemblee di fabbrica

Un asse fondamentale del dibattito interno all’attivo sindacale ha riguardato la pianificazione della roadmap che condurrà alla definizione della nuova piattaforma contrattuale per il rinnovo del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro (CCSL), lo strumento pattizio speciale che disciplina i rapporti lavorativi all’interno delle aziende del gruppo Stellantis in Italia. I vertici dell’UGL Metalmeccanici hanno stabilito una rigorosa cronologia procedurale che vedrà il coinvolgimento diretto e capillare della base operaia. A partire dal mese di settembre, prenderà il via una fitta serie di assemblee sindacali all’interno dello stabilimento di Termoli, concepite come laboratori di ascolto per raccogliere le istanze dei turnisti e dei tecnici. Questo percorso confluirà successivamente, nel mese di ottobre, nella presentazione ufficiale della piattaforma rivendicativa ai tavoli ministeriali e aziendali, focalizzandosi su incrementi salariali protettivi rispetto all’inflazione e sul miglioramento dei protocolli di sicurezza sul lavoro.

Il parterre dirigenziale e la sinergia confederale in Molise

La rilevanza politica e strategica della riunione campobassana è testimoniata dall’alto profilo dei partecipanti, che ha visto schierati i massimi vertici nazionali e territoriali dell’organizzazione sindacale. Al tavolo dei relatori erano presenti il Segretario Nazionale dell’UGL Metalmeccanici, Antonio Spera; il Segretario Provinciale della categoria di Campobasso, Domenico Guida; il Segretario Regionale dell’UGL Molise, Giovanni Servaroli; e il Segretario dell’Unione Territoriale del Lavoro (UTL) di Campobasso, Nicolino Libertone. Ad arricchire l’analisi tecnica e logistica hanno concorso il Responsabile dei Servizi, Giuseppe De Luca, unitamente all’intera delegazione delle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA) operanti nei reparti produttivi di Termoli. Questa sinergia interprovinciale mira a costituire un fronte negoziale compatto e preparato ad affrontare i tavoli di crisi ministeriali senza cedere a logiche di rassegnazione industriale.

La transizione verso la Gigafactory e la tutela dell’indotto territoriale

In ultima analisi, l’UGL Metalmeccanici ribadisce che il destino industriale del sito di Termoli costituisce una priorità non negoziabile per lo sviluppo macroeconomico del territorio molisano, specialmente alla luce del delicato e rimandato progetto di riconversione parziale del plesso in una moderna Gigafactory per la produzione di celle per batterie. Il sindacato sottolinea come la difesa dei posti di lavoro diretti debba necessariamente procedere di pari passo con la tutela delle aziende dell’indotto logistico, delle pulizie industriali e della componentistica locale, settori strutturalmente fragili e vulnerabili alle oscillazioni dei volumi produttivi del committente principale. L’UGL continuerà a vigilare con fermezza e pragmatismo sui piani industriali di Stellantis, rifiutando le scorciatoie della cassa integrazione strutturale per pretendere un piano straordinario di investimenti che restituisca centralità, dignità e certezze occupazionali alle maestranze di Termoli.

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