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Cultura

Cecilia Quattrer debutta in libreria con la raccolta d’amore “Le ali nel cuore” edita da Aletti

🚨 NOVITÀ IN LIBRERIA: ESCE “LE ALI NEL CUORE” DI CECILIA QUATTRER! Un emozionante viaggio poetico ai confini dell’anima edito da Aletti Editore nella prestigiosa collana “I Diamanti della Poesia”. La scrittrice di Santo Stefano di Cadore trasforma il vissuto in versi limpidi e profondi, offrendo una potente scrittura terapeutica per superare il dolore e ritrovare la pace interiore. Un’opera carica di empatia e amore per la natura, già presentata con grande successo al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 e arricchita dalla prefazione del Maestro Giuseppe Aletti. Scopri la recensione e i link per l’acquisto 👇#ceciliaquattrer | #lealinescuore | #alettieditore | #poesiacontemporanea | #salonedellibro | #cadore | #bellunocultura | #libri2026 | #scritturaterapeutica | #pagineutili

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Copertina_Le ali nel cuore

Il percorso letterario della scrittrice cadorina inserito nella prestigiosa collana dei Diamanti della Poesia

Santo Stefano di Cadore – Un imponente, accurato e quanto mai intimo percorso di affermazione editoriale nel panorama della letteratura contemporanea della penisola, incentrato sulle riforme dei linguaggi poetici e sulla necessità impellente di restituire centralità alla bellezza delle piccole cose attraverso lo specchio della scrittura terapeutica, ha registrato l’esordio di una nuova voce artistica. Nelle librerie fisiche e sulle principali piattaforme telematiche di distribuzione digitale è uscita ufficialmente la silloge intitolata Le ali nel cuore, un’opera della scrittrice Cecilia Quattrer, residente a Santo Stefano di Cadore nella provincia di Belluno. La raccolta di componimenti lirici risulterà inserita nella prestigiosa collana editoriale denominata I Diamanti della Poesia, un marchio di assoluto spessore gestito dai vertici della nota casa editrice Aletti Editore. Il volume si configura come un vero itinerario sincero all’interno del quale il vissuto individuale della poetessa si eleva a codice universale per parlare direttamente al cuore della comunità.
L’autrice cadorina ha illustrato i presupposti concettuali del libro spiegando che il titolo evoca il senso più profondo e completo della libertà personale, una condizione interiore in cui l’intero essere e non soltanto l’organo cardiaco sperimenta l’assenza di vincoli strutturali o artifici della mente.

La scrittura come strumento terapeutico contro i sensi di colpa e il dialogo costante con i paesaggi della natura

I testi della scuderia letteraria affrontano l’intero spettro dell’esistenza umana, spaziando dal sentimento amoroso, inteso come pilastro fondamentale di unione sociale, fino alle sofferenze profonde che lasciano un segno indelebile nei ricordi dei lettori ma che al contempo spingono l’individuo verso il cambiamento e la speranza. Cecilia Quattrer ha confessato che la scrittura ha rappresentato uno strumento idoneo a superare i momenti di smarrimento esistenziale e a guardare al futuro con rinnovata autostima, offrendo un significato autentico ai quesiti della vita rimasti a lungo senza alcuna risposta razionale. L’atto creativo ha permesso di abbandonare i dannosi sensi di colpa del passato, riconquistando una duratura pace interiore. I versi della poetessa veneta si caratterizzano per uno stile lineare ma profondo, capace di instaurare un dialogo costante con i paesaggi naturali delle vette dolomitiche, considerati come veri e propri interlocutori dell’anima.
Lo scorrere del tempo, la sacralità degli affetti familiari e la fede religiosa diventano specchi in cui ogni lettore mobile può riflettere la propria interiorità, beneficiando della naturalezza di componimenti che rifiutano la retorica per esaltare l’empatia e la trasparenza.

La prefazione firmata dal maestro Giuseppe Aletti ed il successo della vetrina del Salone del Libro di Torino

Nella prefazione critica che arricchisce il faldone digitale, il maestro Giuseppe Aletti, celebre poeta, editore e formatore, ha evidenziato come Le ali nel cuore affondi le sue radici in un racconto intimo capace di interpretare le inquietudini dei tempi moderni con un linguaggio immediato e accessibile. La spiccata componente empatica che caratterizza l’identità di Cecilia Quattrer le consente di sintonizzarsi sui sentimenti altrui, traducendo in versi le emozioni di quanti scelgono la via del silenzio per pudore o per oggettive difficoltà comunicative della provincia. Questa solidità concettuale giustifica la selezione della semplicità come principale cifra stilistica, una scelta strategica lungimirante che mira a valorizzare i dettagli della quotidianità. Il volume ha beneficiato di una importante vetrina internazionale, risultando esposto e presentato al pubblico negli spazi espositivi della Aletti Editore in occasione dello svolgimento del Salone Internazionale del Libro di Torino duemilaventisei.
L’opera costituisce un invito esplicito rivolto ai consumatori a recuperare la fiducia nelle proprie capacità personali e ad affrontare il domani con audacia, ricordando che ogni essere umano possiede gli elementi necessari per vivere pienamente.

Le guide informative per l’acquisto dell’ebook e le riforme della saggistica contemporanea della nazione

I dettagli organizzativi sulle presentazioni librarie estive del Cadore e i link telematici per completare l’acquisto immediato del volume cartaceo o della versione ebook sono liberamente consultabili online sulle piattaforme informatiche societarie della casa editrice per agevolare l’accessibilità da smartphone. Lo sviluppo di queste riforme dell’industria editoriale indipendente risulta fondamentale per sostenere la competitività economica delle imprese culturali della penisola, garantendo la diffusione della lettura tra le nuove generazioni ed elevando il prestigio dei piccoli borghi montani d’Italia. I lettori mobili e i professionisti della penisola continueranno a ricevere guide utili e aggiornamenti puntuali sui temi dell’economia, della scuola, del lavoro, della sanità e dello sviluppo delle riforme dei corpi sociali della nostra bellissima nazione.

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Cultura

Roma, l’Università Salesiana lancia il manifesto internazionale AI AnthropoCosmic

🚨 L’UNIVERSITÀ SALESIANA LANCIA AI ANTHROPOCOSMIC! La Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale di Roma, guidata dal Decano Prof. Fabio Pasqualetti, lancia un grande progetto internazionale in collaborazione con AIopenmind e il patrocinio di UNINFO. Obiettivo: orientare l’Intelligenza Artificiale verso il bene comune, l’etica e la sostenibilità globale. In programma 3 seminari online a novembre 2026 e il grande convegno internazionale del 28 novembre presso l’Aula Paolo VI, volto a definire un Libro Bianco sull’IA. Attivati anche 18 Laboratori del Domani basati sui parametri ISO. I dettagli del manifesto 👇#aianthropocosmic #universitàsalesiana #fabiopasqualetti #aiopenmind #uninfo #intelligenzaartificiale #ethics #mediaduemila #lavoro #pagineutili

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LOGO AI ANTHROPOCOSMIC

La continuità accademica della Facoltà Salesiana ed il percorso storico avviato dal 2019

Roma – Un imponente, coordinato e quanto mai lungimirante progetto accademico internazionale incentrato sulle riforme dei sistemi digitali, sulla salvaguardia dei principi etici applicati alle nuove tecnologie e sulla necessità impellente di governare lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale a beneficio del bene comune globale è stato ufficialmente lanciato nella capitale. La Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, guidata dal Decano professore Fabio Pasqualetti, ha formalizzato il varo dell’ambiziosa iniziativa scientifica denominata Ai Anthropocosmic. Il percorso di ricerca e divulgazione nasce in stretta collaborazione operativa con l’associazione senza fini di lucro Aiopenmind, potendo contare sul prestigioso patrocinio istituzionale concesso da Uninfo e sulla media partnership della testata giornalistica Media Duemila. L’obiettivo primario della scuderia universitaria risiede nella volontà di orientare l’innovazione scientifica verso la sostenibilità globale, superando le logiche predatorie dei mercati per edificare un modello collaborativo e responsabile incentrato sul rispetto di ogni forma di vita sul pianeta. Il piano culturale si propone di ridurre la distanza strutturale tra l’evoluzione tecnologica e la vita quotidiana dei cittadini attraverso la condivisione della conoscenza.
L’iniziativa rappresenta l’evoluzione sistemica di un cammino di studio avviato dall’ateneo romano già nel corso del duemila diciannove, quando venne organizzato il primo convegno pionieristico italiano dedicato al rapporto tra Intelligenza Artificiale e computer quantistici. Nel duemila venti la Facoltà ha proseguito la riflessione ospitando l’assise incentrata sulla governance umana dell’evoluzione digitale, anticipando le attuali questioni normative legate alla responsabilità sociale dei sistemi algoritmici complessi. Oggi il progetto Ai Anthropocosmic espande questa visione su una scala multilivello, integrando la tecnologia e la tutela dell’ambiente per diventare un punto di riferimento globale per università, imprese e istituzioni pubbliche. I promotori intendono contribuire alla definizione di linee guida condivise per orientare le politiche comunitarie, i parametri tecnici e i piani industriali in modo armonizzato. Il programma di lavoro si articolerà attraverso lo svolgimento di tre seminari interattivi in modalità telematica e un grande convegno internazionale in presenza.

I tre appuntamenti seminariali autunnali dedicati alla persona alla biodiversità ed alla governance globale

La prima sessione formativa andrà in scena sabato sette novembre duemila ventisei, affrontando le implicazioni etiche dell’interazione tra uomo e sistemi intelligenti, con un focus mirato sulla difesa dei diritti umani, sul lavoro e sull’educazione critica per tutelare i processi democratici e la qualità dell’informazione. Sabato quattordici novembre i lavori si sposteranno sull’analisi del rapporto tra tecnologia e ambiente, esaminando il potenziale dei sistemi informatici per il monitoraggio della biodiversità e la prevenzione dei disastri ecologici, senza tralasciare l’impatto energetico causato dai grandi data center. Il terzo appuntamento è fissato per sabato ventuno novembre e risulterà incentrato sulle connessioni tra la scienza del clima, l’esplorazione del cosmo, il quantum computing e gli scenari futuri della cooperazione tra gli Stati. Sabato ventotto novembre duemila ventisei l’Aula Paolo VI di Roma accoglierà il convegno internazionale intitolato Ai Anthropocosmic per un’intelligenza artificiale a servizio dell’uomo, dell’ambiente e del cosmo, un evento finalizzato alla stesura di un Libro Bianco collettivo aperto ai contributi di studiosi e professionisti.
L’evento promuoverà un cambio di paradigma culturale per trasformare i sistemi informatici da strumenti di potere geopolitico a beni comuni orientati alla tutela della vita e dello sviluppo integrale dei popoli della terra. In linea con le risultanze del Report Tecnico internazionale contrassegnato dalla sigla Iso Iec Tr ventiquattromilatrenta del duemila ventiquattro, l’Intelligenza Artificiale si configura come una tecnologia orizzontale in grado di trasformare tutti i principali ecosistemi economici, sociali e industriali del pianeta. Per questa ragione il progetto mette in campo l’attivazione di diciotto Laboratori del Domani, chiamando a raccolta i centri di ricerca e le federazioni di categoria per elaborare proposte concrete e soluzioni sostenibili per l’industria. In questo quadro normativo gli standard tecnici risultano fondamentali per tradurre i principi etici in criteri verificabili sul campo.

L’importanza dei criteri tecnici normativi con Uninfo e le prospettive industriali dell’Ai Act europeo

A tali attività parteciperà l’ente Uninfo, dando continuità al lavoro avviato nel Comitato Tecnico per connettere le disposizioni europee dell’Ai Act e del Data Act alla governance dei dati aziendali. La costruzione di tecnologie etiche e socialmente responsabili consentirà alle imprese di incrementare la fiducia dei consumatori, garantendo la perfetta conformità rispetto alle future leggi nazionali ed europee. I lettori mobili e i professionisti della penisola continueranno a ricevere guide utili e aggiornamenti puntuali sui temi dell’economia, della scuola, del lavoro, della sanità e dello sviluppo delle riforme dei corpi sociali della nostra bellissima penisola.

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Cultura

Cultura e lavoro a Policoro, Ugl Matera: la presentazione del romanzo di Silvia Trupo diventa un segnale per donne, famiglie e futuro della Basilicata

📣 Cultura, lavoro e dignità: da Policoro il messaggio dell’UGL Matera sulla forza delle donne, delle famiglie e del territorio. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Policoro #Matera #UGL #LavoroDonne

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Da SX, Pino GIORDANO UGL MATERA e Silvia TRUPO scrittrice e giornalista

Policoro Una sala gremita nella Parrocchia della Chiesa Madre di via Siris, i saluti istituzionali, la voce di un’autrice lucana che torna a parlare alla sua comunità. La presentazione del romanzo “Tutto in una notte” di Silvia Trupo, giornalista e scrittrice di Policoro (Matera), pubblicato da Edigrafema Casa Editrice, si è trasformata in un momento corale in cui cultura e lavoro hanno trovato un terreno comune. L’iniziativa, promossa dall’associazione Nuova Hera con il patrocinio del Comune di Policoro, ha visto la partecipazione dell’UGL Matera, rappresentata dal segretario provinciale Pino Giordano, intervenuto anche a nome del segretario generale Paolo Capone.

La cornice è quella del Metapontino, area dinamica della provincia di Matera dove la filiera agricola, il terziario, il turismo costiero e il piccolo artigianato scandiscono la quotidianità tra il lungomare di via Lido e le contrade che circondano il centro. In questo tessuto sociale, spesso attraversato da contratti discontinui e da servizi che non sempre tengono il passo con i bisogni delle famiglie, un romanzo può diventare pretesto e strumento di confronto pubblico sui temi della dignità, della maternità, della conciliazione, del coraggio personale.

Il messaggio dell’ugl: persona, famiglia, dignità del lavoro

Nel suo intervento, Pino Giordano ha sottolineato una linea chiara: “La cultura cresce quando racconta il valore della persona, del lavoro, della famiglia e del ruolo della donna”. Il sindacato, ha aggiunto, guarda con favore a iniziative capaci di tenere insieme riflessione e comunità, perché in provincia di Matera – dalla città capoluogo ai comuni della fascia ionica, fino alle aree interne di Montagna Materana – sono proprio le donne e i giovani a pagare il prezzo più alto di precarietà, servizi insufficienti e mobilità forzata verso altre regioni.

Il saluto a nome del segretario generale Capone ha ribadito il perimetro culturale dell’UGL: centralità della persona, tutela della famiglia, dignità del lavoro come chiavi per una crescita che tenga insieme ambizione economica e qualità della vita. Un’impostazione che a Policoro è stata accolta con attenzione dal pubblico presente e dall’autrice, accompagnata dall’editrice Antonella Santarcangelo e dai referenti del network Il Corriere Lucano.

“Tutto in una notte”: temi universali che parlano alla Basilicata

Con “Fridda” Silvia Trupo aveva già messo a fuoco fragilità e resilienze dell’animo umano. “Tutto in una notte” conferma una cifra narrativa attenta al quotidiano, alle scelte difficili, alle attese. Coraggio, maternità, sacrificio, speranza: parole che, nel perimetro lucano, prendono forma in storie fatte di turni, pendolarismo sulla SS106, contratti stagionali sulla costa, famiglie che si reggono su nonni e reti informali. Il romanzo mette a fuoco ciò che spesso le statistiche riassumono in percentuali: il carico mentale delle donne, la fatica di tenere insieme cura e lavoro, il bisogno di servizi prossimi (asili nido, tempo prolungato, sostegno socio-sanitario) per evitare che la scelta tra famiglia e occupazione diventi un aut aut.

Giordano ha legato il messaggio del libro a un appello che chiama in causa istituzioni, imprese, scuola, terzo settore e parti sociali: assumersi una responsabilità condivisa per costruire una società più giusta e inclusiva, capace di mettere davvero al centro la persona. Un’agenda che a Policoro significa anche ragionare di politiche attive locali, di incentivi all’occupazione femminile e giovanile, di sicurezza sul lavoro nei comparti stagionali, di trasporti che colleghino le frazioni e i centri scolastici, di spazi culturali accessibili nei quartieri di nuova espansione.

Occupazione femminile e servizi: cosa serve nel materano

“Il lavoro è dignità, libertà, emancipazione”, ha rimarcato l’UGL. Per trasformare i principi in misure concrete, l’organizzazione sindacale indica alcune priorità: contratti stabili e non meramente stagionali, salari adeguati al costo della vita, ambienti di lavoro sicuri anche nei picchi estivi, nidi e servizi educativi realmente fruibili, strumenti di welfare aziendale e territoriale che favoriscano la conciliazione. Temi che toccano da vicino le famiglie del litorale ionico e dei comuni contermini (Scanzano Jonico, Tursi, Rotondella, Nova Siri), dove il pendolarismo su Matera, Taranto e Metaponto è routine e il tempo di cura diventa variabile che incide sulle scelte occupazionali.

L’UGL richiama anche la questione dello spopolamento: trattenere competenze e far rientrare i giovani lucani che oggi lavorano a Bari, Bologna, Milano significa rendere attrattivo il territorio con lavoro qualificato, servizi stabili, una rete culturale e associativa viva. In questo quadro, eventi come la presentazione di “Tutto in una notte” non sono parentesi, ma tasselli di una strategia più ampia in cui biblioteche, scuole, parrocchie, associazioni e editori locali collaborano per costruire comunità attive.

Cultura come prevenzione e alfabetizzazione civica

Nelle parole di Giordano, la cultura è anche prevenzione: promuove rispetto della persona, legalità, solidarietà, riconoscimento delle differenze. Libri che raccontano scelte e conseguenze aiutano a nominare problemi spesso taciuti (isolamento, ricatti occupazionali, stereotipi di genere) e offrono linguaggi condivisi per chiedere cambiamenti. È la stessa logica che guida l’azione sindacale sul territorio: tutela dei lavoratori, dialogo con i datori di lavoro, contrattazione di misure di conciliazione, ascolto dei bisogni reali.

Da Policoro parte dunque un segnale che prova a legare crescita economica e crescita sociale. L’UGL Matera annuncia che continuerà a sostenere iniziative capaci di mettere insieme cultura e partecipazione, perché “difendere il lavoro” significa anche difendere la dignità delle donne, tenere insieme famiglia e occupazione, rafforzare il welfare e dare alle nuove generazioni opportunità concrete in Basilicata. Una visione che invita amministrazioni comunali, scuole superiori del territorio (dall’IPSIA al Liceo Scientifico), mondo produttivo e terzo settore a fare squadra su progetti misurabili: occupazione femminile di qualità, nidi e servizi per l’infanzia diffusi anche nelle contrade, sicurezza nei luoghi di lavoro, programmazione culturale capace di rendere Policoro e l’intero Materano luoghi dove restare e tornare.

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Cultura

Quando la memoria si fa più fragile e resta soltanto la persona

🚨 UNA RIFLESSIONE COMMOVENTE SULLA MEMORIA E SULL’ALZHEIMER. Cosa succede a una persona quando i ricordi iniziano a sfumare? La memoria non è solo date o nomi, è il filo che lega la nostra storia. Quando si allenta, si perdono i punti di riferimento. Un saggio intimo e profondo sulla fragilità umana, che ci ricorda l’importanza di esserci, senza giudicare o correggere. Perché anche quando la memoria lascia spazio al silenzio, il bisogno di uno sguardo gentile, di una carezza e di essere riconosciuti rimane intatto. Il cuore continua sempre a conoscere la strada verso l’amore. Da leggere e condividere 👇#alzheimer #demenzasenile #riflessionidivita #memoria #fragilitàumana #famiglia #caregiver #amore #pagineutili

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La perdita dei ricordi e la forza dei legami affettivi che resistono all’avanzare del tempo costituiscono il cuore pulsante di una delicata analisi sulla fragilità della mente umana. Di fronte alle sfide poste dalle patologie che colpiscono la terza età, la vicinanza e l’ascolto silenzioso si trasformano nell’unico vero porto sicuro per salvaguardare la dignità di chi smarrisce la propria strada quotidiana
Redazione-  Ci sono momenti nella vita in cui ci accorgiamo che alcune cose che davamo per scontate non sono poi così solide. La memoria, per esempio. Pensiamo che i nostri ricordi siano qualcosa di nostro per sempre, una parte intoccabile di quello che siamo. Poi arriva il tempo, arrivano gli anni, e ci rendiamo conto che anche ciò che sembrava più sicuro può diventare fragile.
Ma cosa succede a una persona quando i ricordi iniziano a sfumare?
La memoria non è soltanto ricordare un nome, una data o un avvenimento. La memoria è il filo che lega la nostra vita. Sono i volti delle persone amate, le case in cui abbiamo vissuto, le emozioni che ci hanno accompagnato. È il modo in cui diciamo a noi stessi: “Questa sono io. Questa è la mia storia”.
Quando quel filo comincia ad allentarsi, qualcosa cambia profondamente. A volte una persona non perde soltanto dei ricordi: perde dei punti di riferimento, perde pezzi della propria sicurezza.
Ho visto persone vivere con un piede nel presente e uno nel passato. Persone che cercavano un volto, un nome, una voce che forse apparteneva a molti anni prima. Non lo facevano per capriccio. Lo facevano perché quei ricordi erano diventati un luogo sicuro dove sentirsi ancora a casa.
Ho visto anche persone rimanere in silenzio. Un silenzio che non era vuoto, ma pieno di qualcosa che noi da fuori spesso non riusciamo a comprendere.
E noi, che siamo accanto a loro, cosa facciamo? Spesso cerchiamo di correggerli, di riportarli alla realtà. Ma forse, a volte, la cosa più importante non è correggere. È esserci.
Ricordo una donna anziana vicino a una finestra. Parlava di sua madre con una dolcezza che mi ha colpita. Non sembrava cercare soltanto una persona del passato. Sembrava cercare una parte di sé, un legame con la donna che era stata.
In quella domanda c’era amore, ma anche paura. La paura di perdere lentamente il contatto con la propria storia.
Ricordo anche un uomo che ogni mattina continuava a prepararsi con cura. Sistemava la camicia, controllava le tasche, guardava le sue mani. Erano gesti semplici, ma raccontavano molto. Come se attraverso quei piccoli rituali cercasse di dire a se stesso: “Io sono ancora qui”.
Forse la parte più difficile da accettare è questa: quando la memoria si indebolisce, non scompare soltanto il passato. Cambia il modo in cui una persona si sente dentro il mondo.
Eppure c’è qualcosa che rimane sempre.
Il bisogno di essere riconosciuti.
Anche quando una persona dimentica molte cose, continua ad avere bisogno di uno sguardo gentile, di una voce che la chiami per nome, di una mano che le faccia sentire che è ancora importante.
Una carezza, una presenza, un momento di ascolto non sono piccoli gesti. A volte sono il modo più semplice per dire a qualcuno: “Tu sei ancora qui. Tu conti”.
Guardando queste persone, impariamo qualcosa anche su noi stessi. Perché la distanza tra memoria e dimenticanza non riguarda soltanto gli altri. È una fragilità che appartiene alla vita umana.
Alla fine forse non siamo soltanto ciò che ricordiamo.
Siamo anche ciò che abbiamo donato, gli abbracci che abbiamo ricevuto, le parole che abbiamo lasciato nel cuore degli altri. Perché la memoria può indebolirsi, i ricordi possono confondersi, ma la parte più profonda di una persona non scompare mai completamente.
Rimane nel modo in cui qualcuno ci tiene la mano. Rimane in uno sguardo pieno di affetto. Rimane nei gesti di chi sceglie di restare accanto a noi, anche quando noi facciamo fatica a ritrovare la strada dentro noi stessi.
Forse la vera sfida dell’umanità non è soltanto ricordare, ma imparare a riconoscere il valore di ogni persona anche quando qualcosa dentro di lei comincia a spegnersi.
Perché finché esiste qualcuno capace di guardarti con amore, di ascoltarti senza giudicare e di dirti con la sua presenza “tu sei importante”, nessuno è davvero perduto.
E forse è proprio questo il miracolo più grande della vita: anche quando la memoria lascia spazio al silenzio, il cuore continua a conoscere la strada verso l’amore.

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