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Esteri

Missione in Irlanda, Quadrini guida la delegazione della Provincia di Frosinone e sigla lo storico accordo a Cashel

🚨 GIORNATA STORICA IN IRLANDA: LA PROVINCIA DI FROSINONE FIRMA L’ACCORDO A CASHEL! Si è conclusa alla Rocca di Cashel la missione internazionale della delegazione ciociara guidata da Gianluca Quadrini (Provincia di FR / ANCI Lazio). Alla prestigiosa presenza dell’Ambasciatore d’Italia Nicola Faganello, dei deputati Onori e Billi e della Console Caponi, è stata siglata un’intesa strategica con la Camera di Commercio di Cashel. Obiettivo: lanciare il “Turismo delle Radici” nella Valle di Comino e aprire canali di export per l’olio d’oliva con l’Ing. Antonio Sardellitti e la formazione con Giancarlo Baglione. Presenti i sindaci di Casalattico, Filettino, Picinisco, Casalvieri e Fontechiari. I dettagli 👇#frosinone #ciociaria #missioneirlanda #gianlucaquadrini #nicolafaganello #cashel #export #turismodellederadicis #ancilazio #lavoro #pagineutili

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Quadrini in Irlanda
Cashel – Un imponente, coordinato e quanto mai lungimirante progetto di internazionalizzazione dei distretti industriali del mezzogiorno, espressamente concepito dai programmatori istituzionali per favorire lo sviluppo dei canali di esportazione dei prodotti enogastronomici d’eccellenza della penisola e per stringere accordi commerciali multilaterali con i ricchi mercati del nord Europa, si è concluso con un bilancio straordinario. Nella storica e monumentale cornice architettonica della Rocca di Cashel si è svolto l’evento di chiusura della missione istituzionale transnazionale coordinata in prima persona dal Consigliere della Provincia di Frosinone e stimato Dirigente di Anci Lazio Gianluca Quadrini. L’esponente amministrativo ha assunto la rappresentanza legale della totalità dei novantuno comuni del territorio frusinate, gettando le basi operative per un interscambio di lungo periodo capace di unire i comparti dello sviluppo agricolo, della protezione civile e del turismo integrato delle radici.
Il tavolo diplomatico ha registrato la prestigiosa ed autorevole partecipazione di sua eccellenza Nicola Faganello, Ambasciatore d’Italia in Irlanda, il quale ha onorato l’evento sancendo la solennità del progetto politico. Ai colloqui bilaterali hanno preso parte attiva la Console Onoraria Gabriella Caponi e i deputati della Repubblica Italiana Federica Onori e Simone Billi, i quali hanno agevolato il raccordo strategico tra le reti imprenditoriali estere, le comunità dei connazionali e le istituzioni locali.

I patti commerciali con la Camera di Commercio estera ed il protagonismo dei sindaci ciociari

Sotto il coordinamento di Gianluca Quadrini, la delegazione dei sindaci del frusinate ha visto lo schieramento compatto di Francesco De Lucia per il comune di Casalattico, Paolo De Meis per la municipalità di Filettino, il consigliere Fabio Iacobone per il borgo di Picinisco, l’amministratore Mario Borza per la comunità di Casalvieri e la delegata Marta Di Cocco per la municipalità di Fontechiari. Un momento di straordinario spessore culturale ed emotivo è coinciso con la presentazione ufficiale del libro intitolato Sulle tracce della nave Arandora Star, un’opera scritta dal capostipite Francesco Morelli per custodire la memoria storica dell’emigrazione all’estero, supportato dal figlio Piero Angelo Morelli, consigliere di Casalattico e membro attivo dell’ente camerale di Cashel. I sindaci hanno espresso una profonda gratitudine per la squisita ospitalità ricevuta dalla struttura camerale locale, la quale ha permesso di siglare una intesa strategica fondamentale per legare la Valle di Comino a partner commerciali esteri di prim’ordine.
Il patto intende trasformare la memoria dei flussi migratori del passato in una risorsa economica viva, capace di attrarre investimenti e creare nuove opportunità occupazionali per i giovani professionisti laziali.

L’esportazione dell’olivicoltura di Antonio Sardellitti ed il modello educativo di Giancarlo Baglione

Il versante economico e commerciale della spedizione comunitaria ha visto il protagonismo dell’ingegner Antonio Sardellitti, Presidente della prestigiosa Associazione Italiana Olivicoltori denominata Terra di Cicerone, impegnato ad avviare canali privilegiati per favorire l’incontro tra i coltivatori laziali e i grandi distributori nordeuropei, capitalizzando l’interesse verso l’olio extravergine biologico. Per il comparto della formazione professionale ha partecipato Giancarlo Baglione, presidente del gruppo scuole Baglione e Cervantes, leader in Italia nell’istruzione e pronto a esportare nel nord Europa il proprio modello didattico avanzato. Il sindaco Francesco De Lucia ha evidenziato come questo confronto permetta di dare ai cittadini residenti una prospettiva di interscambio moderno, mentre Paolo De Meis ha ribadito che l’unione dei piccoli comuni montani rappresenta la formula vincente per promuovere il patrimonio naturale oltre i confini nazionali.
Il consigliere Fabio Iacobone ha rimarcato che la Valle di Comino è pronta ad accogliere i progetti europei, mentre Mario Borza e Marta Di Cocco hanno annunciato l’avvio di nuovi gemellaggi e scambi giovanili dedicati alle nuove generazioni.

Le riforme dell’attrattività turistica della Sabina ed i collegamenti stradali per i passeggeri mobili

I protocolli operativi stabiliti durante i colloqui irlandesi verranno attuati immediatamente al rientro della delegazione in Italia attraverso l’istituzione di tavoli di lavoro permanenti presso la sede della Provincia di Frosinone. L’obiettivo comune è mappare le imprese idonee a partecipare ai bandi transnazionali, incrementando il volume d’affari delle aziende private ciociare e favorendo lo sviluppo di reti turistiche integrate capaci di attirare i viaggiatori nordeuropei verso i borghi della Ciociaria. La sinergia tra le autorità diplomatiche e gli amministratori locali costituisce un pilastro fondamentale per incrementare la competitività del territorio, dimostrando che quando le realtà locali si muovono unite non esistono confini geografici in grado di frenare lo sviluppo economico della nazione. I dettagli sui programmi culturali e i link ai cataloghi dei prodotti tipici laziali sono liberamente consultabili online sulle piattaforme informatiche societarie.
I lettori mobili e i professionisti della penisola continueranno a ricevere guide utili e aggiornamenti puntuali sui temi dell’economia, della scuola, del lavoro, della sanità e dello sviluppo delle riforme dei corpi sociali della nostra bellissima penisola.

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Due miliardi di euro di aiuti, una condizione politica: la nuova posizione dell’Unione Europea nei confronti di Afghanistan

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Unione Europea

Redazione- A cinque anni dal ritorno dei talebani al potere, l’Unione Europea lancia un messaggio chiaro all’Afghanistan e alla comunità internazionale: continuerà a sostenere il popolo afghano, ma senza riconoscere né legittimare il governo talebano.

Mentre milioni di cittadini afghani affrontano una grave crisi economica, povertà e limitazioni sempre più pesanti, Bruxelles afferma che non interromperà il proprio sostegno. L’ultimo esempio concreto è lo stanziamento di 10 milioni di euro al Fondo umanitario per l’Afghanistan, un contributo che l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha definito essenziale per garantire la continuità degli aiuti alle persone più vulnerabili.

Dietro questi interventi umanitari, tuttavia, emerge anche un messaggio politico preciso: l’Unione Europea vuole mantenere una distinzione netta tra il sostegno alla popolazione afghana e il riconoscimento dei talebani. Secondo Bruxelles, il dialogo con il gruppo al potere serve esclusivamente a proteggere gli interessi fondamentali della popolazione e a garantire servizi essenziali, ma non rappresenta in alcun modo un atto di legittimazione politica.

Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’Unione Europea, ha dichiarato che l’UE rimane uno dei principali sostenitori dell’Afghanistan e l’unica presenza diplomatica occidentale ancora attiva nel Paese. Allo stesso tempo, ha sottolineato che qualsiasi passo verso un eventuale riconoscimento dei talebani dipenderà dal rispetto di precise condizioni internazionali.

Tra queste condizioni figurano il rispetto dei diritti delle donne e delle ragazze, la creazione di un governo inclusivo, il rispetto degli impegni internazionali dell’Afghanistan e la garanzia che il territorio afghano non venga utilizzato da gruppi terroristici.

Negli ultimi cinque anni, l’Unione Europea ha destinato oltre due miliardi di euro all’Afghanistan. Questi fondi sono stati utilizzati per interventi umanitari, assistenza sanitaria, istruzione, sostegno ai mezzi di sussistenza e copertura dei bisogni fondamentali della popolazione.

Nonostante gli aiuti, l’Europa avverte che la crisi afghana è ancora lontana dalla soluzione. Dopo il crollo dell’economia nazionale, circa metà della popolazione continua ad avere bisogno di assistenza umanitaria, mentre le restrizioni sui diritti umani, in particolare quelli delle donne e delle ragazze, rimangono una delle principali preoccupazioni della comunità internazionale.

L’Unione Europea ha inoltre evidenziato i rischi regionali legati all’instabilità dell’Afghanistan, tra cui terrorismo, traffico di droga, cambiamenti climatici e flussi migratori incontrollati.

La posizione europea resta quindi sospesa tra solidarietà e diplomazia: Bruxelles continua ad aiutare il popolo afghano, ma mantiene una linea politica ferma nei confronti dei talebani. Gli aiuti proseguiranno, ma un eventuale riconoscimento internazionale dipenderà da cambiamenti concreti nelle politiche e nel comportamento dell’attuale governo afghano.

Il messaggio dell’Unione Europea è dunque duplice: sostenere l’Afghanistan sì, riconoscere i talebani no, almeno finché non verranno rispettati i criteri stabiliti dalla comunità internazionale.

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Hamid Karzai: il presidente che è rimasto in Afghanistan

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Hamid Karzai

Redazione- Hamid Karzai, ex presidente dell’Afghanistan, è una delle figure più importanti della storia politica recente del Paese. La sua vicenda è legata a due momenti decisivi: la caduta dei talebani nel 2001 e il loro ritorno al potere nel 2021.

Karzai è nato il 24 dicembre 1957 a Kandahar, in una famiglia politicamente influente. Dopo la caduta del primo regime talebano, nel 2001 fu scelto come capo dell’amministrazione ad interim dell’Afghanistan. Nel 2004 divenne il primo presidente eletto dopo la caduta dei talebani e rimase in carica fino al 2014.

Durante la sua presidenza furono ricostruite numerose istituzioni statali e aumentarono l’accesso all’istruzione e ai mezzi di comunicazione. Allo stesso tempo, il suo governo fu criticato per la corruzione, la debolezza delle istituzioni, l’influenza dei signori della guerra e la forte dipendenza dal sostegno degli Stati Uniti e dei Paesi occidentali.

Dopo aver lasciato la presidenza nel 2014, Karzai rimase in Afghanistan. La sua decisione acquistò particolare importanza il 15 agosto 2021, quando i talebani entrarono a Kabul e il governo della Repubblica crollò. L’allora presidente Ashraf Ghani lasciò il Paese, mentre Karzai rimase a Kabul.

Anche dopo il ritorno dei talebani, Karzai ha continuato a vivere in Afghanistan e a intervenire nel dibattito politico. Ha più volte chiesto un governo inclusivo e la riapertura delle scuole e delle università alle ragazze e alle donne.

Il rapporto con la stampa italiana

Karzai ha rilasciato diverse interviste alla stampa italiana, tra cui al quotidiano Corriere della Sera. Una delle interviste documentate fu pubblicata il 23 gennaio 2012 e realizzata dal giornalista Davide Frattini a Kabul. In quell’occasione Karzai parlò soprattutto del futuro dell’Afghanistan, del ritiro delle forze della NATO e della capacità del Paese di assumersi la responsabilità della propria sicurezza.

È importante distinguere questa intervista del 2012 dalle dichiarazioni più recenti sulla sua decisione di non lasciare l’Afghanistan dopo il ritorno dei talebani nel 2021.

Il significato della sua scelta di rimanere nel Paese è soprattutto politico: Karzai ha sostenuto più volte che i leader afghani dovrebbero rimanere accanto alla propria popolazione anche nei momenti di crisi.

La sua figura rimane quindi controversa. Per alcuni rappresenta il principale volto dell’Afghanistan ricostruito dopo il 2001; per altri è anche uno dei simboli dei problemi di quel sistema politico. Dopo il ritorno dei talebani, tuttavia, Karzai ha assunto un ruolo diverso: quello di ex presidente che continua a vivere nel proprio Paese e a parlare del suo futuro.

In questo contesto va compresa la sua affermazione di essere «felice di non aver lasciato il suo Paese»: non significa necessariamente che approvi il governo talebano, ma che considera importante essere rimasto in Afghanistan durante uno dei momenti più difficili della sua storia recente.

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Il ghiaccio del Nepal restituisce i corpi dei cinque alpinisti dispersi. Torna a casa anche l’abruzzese Marco Di Marcello: fine di un’agonia lunga 9 mesi

La montagna restituisce i suoi figli. Finisce in tragedia l’incubo durato nove lunghissimi mesi: sono stati ritrovati a 5.400 metri di quota in Nepal i corpi dei cinque alpinisti spazzati via dalla valanga il 3 novembre 2025. Tra loro c’è anche il biologo 37enne abruzzese Marco Di Marcello, originario di Castellalto (Teramo), che stava tentando la difficilissima ascesa al Dolma Khang. Il recupero è stato un’operazione difficilissima condotta da eroici sherpa nepalesi tra i crepacci dell’Himalaya. “Finalmente queste cinque bellissime anime stanno tornando a casa dalle loro famiglie”, hanno dichiarato i soccorritori. Leggi il nostro articolo per conoscere i dettagli di questa straziante missione di recupero. Tutta la nostra comunità si stringe nel dolore della famiglia Di Marcello. Riposa in pace, Marco. 🏔️ 💔 👇

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Marco Di Marcello

Kathmandu (Nepal) / Teramo – Ci sono montagne che chiamano a sé le anime più avventurose e coraggiose, e ci sono montagne che, tragicamente, decidono di trattenerle per sempre. Dopo un silenzio bianco e straziante durato ben nove mesi, il ghiacciaio dello Yalung Ri, a 5.400 metri di quota, ha finalmente restituito i corpi dei cinque alpinisti travolti da una spaventosa valanga il 3 novembre 2025. Tra loro, come purtroppo si temeva fin dai primissimi giorni della tragedia, c’è anche l’abruzzese Marco Di Marcello, 37 anni, originario di Villa Zaccheo, frazione di Castellalto in provincia di Teramo. Una notizia che mette fine a una logorante agonia fatta di incertezza, preghiere e false speranze per le famiglie delle vittime, permettendo finalmente a questi giovani di tornare a casa per riposare in pace.

Il sogno spezzato sul Dolma Khang: chi era Marco Di Marcello

Marco non era solo un appassionato di montagna. Era un biologo stimato, un ragazzo dal cuore grande, innamorato della natura e dei silenzi vertiginosi che solo l’Himalaya sa regalare. Si trovava in Nepal per un’avventura che aveva pianificato con cura, accompagnato dal suo fraterno amico Paolo Cocco (41 anni, originario di Fara San Martino, in provincia di Chieti, fortunatamente scampato al disastro). Insieme ad altri alpinisti esperti, Marco faceva parte di una spedizione ambiziosa che puntava a conquistare la vetta del Dolma Khang, una montagna sacra e impervia che svetta a 6.332 metri nella remota e selvaggia valle della Rolwaling. Poi, quel maledetto 3 novembre, il boato della valanga ha spazzato via tutto: sogni, fatica e vite umane.

Un’operazione di recupero disperata: la tenacia degli Sherpa

La conferma ufficiale del ritrovamento è arrivata poche ore fa dall’agenzia Dreamers destination treks and expedition, che aveva organizzato parte della spedizione. Insieme a quello di Marco, sono stati recuperati i corpi dell’altro italiano disperso, Markus Kirchler, di Jakob Schreiber, di Padam Tamang e Mere Karki. L’operazione di recupero, coordinata congiuntamente con l’agenzia Wilderness outdoor, si è rivelata una vera e propria epopea ad altissimo rischio, ostacolata per mesi dalle proibitive condizioni meteorologiche invernali e primaverili dell’Himalaya.

A guidare la squadra di soccorso è stato Phurba Tenjing Sherpa, alpinista locale di Rolwaling ed eroico detentore del record mondiale Guinness. “Da metà giugno, Sherpa e la sua squadra hanno lavorato instancabilmente tra i crepacci per trovare i cinque alpinisti”, si legge nel commosso resoconto ufficiale. Il ritrovamento è avvenuto giovedì scorso, ma solo dopo aver atteso tre lunghissimi giorni per una finestra di “buon tempo”, la squadra è riuscita a raggiungere il sito in sicurezza e a recuperare tutte le salme, issandole a bordo degli elicotteri diretti a Kathmandu.

“Riportare a casa cinque bellissime anime”: il commiato del Nepal

Le parole usate dall’agenzia nepalese per annunciare la fine delle operazioni sono intrise di un profondo senso di umanità e spiritualità: “Dopo nove mesi, finalmente stanno tornando a casa. Questa missione non riguardava solo il recupero dei corpi, ma il ritorno di cinque bellissime anime alle loro famiglie dopo mesi di incertezza, speranza e attesa. E volevamo farlo con dignità, rispetto e massima cura. Due di loro, i nostri cari fratelli Marco Di Marcello e Padam Tamang, facevano parte della nostra famiglia esplorativa”.

Mentre i corpi si apprestano ad affrontare l’ultimo, doloroso volo per essere riconsegnati all’abbraccio dei loro cari in Italia e nel mondo, il pensiero di tutti si stringe attorno alle famiglie. “Che finalmente trovino un po’ di pace e chiusura”, concludono i soccorritori. Il Teramano e l’intero Abruzzo si preparano ora a piangere e a salutare per l’ultima volta un figlio che ha perso la vita cercando di toccare il cielo, là dove l’aria è più sottile e la montagna non fa sconti a nessuno.

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