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Politica

Monza scopre la sua anima futurista: il Comitato 47 registra il tutto esaurito con l’incontro culturale

🚨 ANIMA FUTURISTA A MONZA: BOOM DI PRESENZE PER IL COMITATO 47! Grande successo e affluenza per l’aperitivo culturale organizzato dai “Vannacciani”, i giovani futuristi di ieri che guardano alle sfide e allo sviluppo della Monza di domani. Un incontro dinamico che ha riunito cittadini, professionisti ed esponenti della società civile attorno a un progetto comune: creare una rete solida, propositiva e fuori dagli schemi tradizionali per l’innovazione del territorio brianzolo. Questo è solo il primo passo di una lunga serie di appuntamenti in Lombardia. Tutti i dettagli 👇#monza | #comitato47 | #vannacciani | #futurismo | #monzaeventi | #brianza | #societàcivile | #cultura | #lombardia | #pagineutili

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Esponenti Vannacciani a Monza

Il dibattito promosso dai Vannacciani nel capoluogo brianzolo tra professionisti e società civile

Monza – Un imponente, coordinato e quanto mai dinamico percorso di mobilitazione e cittadinanza attiva, incentrato sulle riforme dei modelli di aggregazione sociale e sulla necessità impellente di tracciare nuove linee guida per l’evoluzione economica delle aree metropolitane della penisola, si è aperto ufficialmente nel cuore della Brianza. Le sale cittadine di Monza hanno ospitato lo svolgimento dell’atteso aperitivo culturale promosso dai vertici del Comitato 47, un appuntamento pubblico che ha saputo catalizzare l’interesse di una platea eterogenea ed intergenerazionale unita dallo spirito identitario dei Vannacciani. Questi esponenti della società civile, definiti dagli organizzatori come i giovani futuristi di ieri che guardano con decisione alle sfide del domani, si candidano a trasformare il territorio brianzolo in un vero laboratorio di innovazione per il rilancio dei corpi sociali della nazione.
La fitta affluenza di pubblico ha visto la partecipazione e il confronto diretto tra professionisti, lavoratori indipendenti, commercianti e residenti, tutti attratti da una proposta editoriale e politica che esce esplicitamente dagli schemi tradizionali della comunicazione di partito per abbracciare la filosofia dell’azione concreta.

La costruzione di una rete solidale e propositiva per coordinare le prossime iniziative della Lombardia

Al centro del dibattito svoltosi durante la sessione estiva si è consolidata la volontà unanime di edificare una rete solida, coesa e fortemente propositiva, capace di agire come motore di sviluppo per l’intera provincia lombarda attraverso l’elaborazione di progetti di democrazia partecipata. Lo spirito d’assalto dei Vannacciani si propone di interpretare le esigenze reali del ceto produttivo e dei giovani professionisti della scuderia monzese, offrendo soluzioni rapide alle problematiche legate alla sicurezza dei quartieri e alla tutela del patrimonio artistico e industriale del territorio. I promotori del Comitato 47 hanno espresso una profonda gratitudine per l’accoglienza ricevuta dalla cittadinanza, annunciando che questo appuntamento rappresenta solamente il primo tassello di una serie fitta di incontri itineranti che nel corso delle prossime settimane toccheranno i principali centri della regione.
L’efficienza dei canali di ascolto messi in campo dai coordinatori permette di raccogliere capillarmente le istanze dei consumatori mobili, traducendole in programmi di intervento da presentare sui tavoli delle istituzioni comunali per aggirare i ritardi della burocrazia ministeriale.

I canali informatici del Comitato quarantasette e le procedure di adesione da telefono cellulare

La diffusione di queste manifestazioni culturali punta a restituire centralità al dibattito sociologico sul perimetro urbano di Monza, stimolando la nascita di laboratori di idee focalizzati sulla digitalizzazione delle imprese private, sulla meritocrazia e sulla tenuta dei valori tradizionali della comunità nazionale. I dettagli sui calendari completi delle prossime tappe della scuderia e i link per consultare i manifesti ideologici del movimento futurista sono liberamente consultabili online sulle piattaforme informatiche societarie del Comitato 47 per garantire la trasparenza delle attività associative. Lo sviluppo di queste riforme della partecipazione popolare risulta fondamentale per incrementare la resilienza del Paese, permettendo ai consumatori di compiere scelte previdenti in linea con i reali traguardi di crescita occupazionale fissati dai dipartimenti regionali della penisola.
Il successo dell’aperitivo testimonia la vitalità del tessuto associazionistico brianzolo, capace di rinnovarsi e di attrarre le migliori energie della società civile attorno a un progetto di lungo periodo che intende valorizzare le eccellenze produttive e l’identità lombarda. I lettori mobili e i professionisti della penisola continueranno a ricevere guide utili e aggiornamenti puntuali sui temi dell’economia, della scuola, del lavoro, della sanità e dello sviluppo delle riforme dei corpi sociali della nostra bellissima nazione.

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Politica

Riforma del Calcio, la ricetta di Sforzini: “I miliardi delle scommesse vadano ai campetti di periferia per salvare i nostri ragazzi”

“È assurdo che le famiglie debbano svenarsi per far giocare un bambino, mentre il calcio genera miliardi di euro!”. ⚽️ 🇮🇹 Riforma dello sport, la ricetta shock di Luca Sforzini: “Meno burocrazia, premi a chi fa volontariato nei campi di periferia e usiamo i soldi delle scommesse legali per finanziare i piccoli vivai”. Un attacco durissimo al sistema che asfissia il calcio dilettantistico. Leggi le proposte e condividi se stai dalla parte dei campetti di provincia! 🏟️ 👦

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Luca Sforzini

Castellar Ponzano (AL) – Quando si parla di crisi del calcio italiano, le telecamere puntano sempre e solo sui grandi palcoscenici della Serie A: i diritti televisivi milionari, i bilanci in rosso delle multinazionali del pallone, i contratti faraonici dei campioni. Ma c’è un’altra Italia calcistica, silenziosa e orgogliosa, che fatica ogni giorno lontano dai riflettori. È l’Italia dei campetti di periferia polverosi, delle scuole calcio di provincia, delle reti bucate e dei volontari che la domenica mattina si svegliano all’alba per tracciare le linee del campo. È proprio da qui, dalla base pulsante della piramide, che deve ripartire la grande riforma dello sport nazionale. A lanciare questo potente grido di battaglia è Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale (think tank legato a Futuro Nazionale con Vannacci), intervenuto a gamba tesa sul nuovo disegno di legge a firma del senatore Paolo Marcheschi.

“Basta asfissiare le piccole società”: l’urlo di dolore del calcio dilettantistico

Sforzini promuove senza mezzi termini l’iniziativa parlamentare, ma chiede coraggio per compiere il passo decisivo. «Il disegno di legge Marcheschi va nella direzione giusta e merita il nostro pieno sostegno. Finalmente si comincia a ragionare sul calcio italiano non chiedendo pietosamente altri soldi allo Stato, ma cercando di rimettere in circolo all’interno del sistema una parte delle enormi risorse economiche che il calcio stesso produce». Un vero e proprio cambio di paradigma, che punta dritto al cuore del problema: la sopravvivenza delle realtà minori.

I numeri parlano chiaro e non possono più essere ignorati dalla politica. Attorno al mondo del calcio si sviluppa un gigantesco giro d’affari legale legato alle scommesse sportive, nell’ordine di miliardi di euro. Eppure, le piccole società agonizzano. «È assurdo che il calcio produca questa immensa ricchezza e che, contemporaneamente, migliaia di piccole società debbano chiedere sacrifici economici sempre maggiori alle famiglie per riuscire semplicemente a tenere aperto un campo, pagare le bollette della luce, mantenere il riscaldamento negli spogliatoi e consentire a un bambino di inseguire un pallone», sottolinea con amarezza Sforzini.

Oltre il Decreto Dignità: sbloccare i fondi per finanziare i vivai

La soluzione proposta da Rinascimento Nazionale è netta: abbattere il muro dell’ipocrisia di Stato. «La proposta di destinare al sistema calcio una quota della raccolta delle scommesse sportive affronta uno dei problemi strutturali del nostro movimento». Ma Sforzini si spinge oltre, sfidando direttamente i tabù della sinistra e del Decreto Dignità: «Dobbiamo avere il coraggio di superare definitivamente il proibizionismo cieco. Consentiamo agli operatori legali, autorizzati e controllati dallo Stato, di tornare a investire nel calcio attraverso pubblicità e sponsorizzazioni, ovviamente all’interno di regole rigorose a tutela dei minori. Ma una parte delle maggiori risorse generate deve essere vincolata per legge al finanziamento esclusivo dei vivai, dell’impiantistica e soprattutto delle società dilettantistiche».

Il volontariato sportivo è un patrimonio sacro da difendere

L’altro grande mostro da abbattere per salvare il calcio di provincia è la burocrazia asfissiante. Negli ultimi anni, le associazioni dilettantistiche sono state trattate dallo Stato come se fossero grandi aziende multinazionali, caricate di obblighi amministrativi, contratti, scartoffie e responsabilità penali insostenibili.

«Il volontariato sportivo non è un’anomalia da correggere o da tassare: è un patrimonio nazionale sacro da proteggere», tuona Sforzini. «Dietro una piccola società di paese ci sono spesso uomini e donne che regalano gratuitamente ore, giornate e anni della propria vita affinché centinaia di ragazzi possano stare al sicuro su un campo da calcio, piuttosto che perdersi per strada. Lo Stato dovrebbe ringraziarli, incentivarli e semplificare loro la vita, non trasformarli in burocrati disperati. Gli obblighi amministrativi devono essere proporzionati: non possiamo pretendere dalla piccola associazione dilettantistica gli stessi apparati organizzativi di una società di Serie A».

Il vero talento nasce nella polvere: premiamo chi forma i campioni

L’ultimo tassello della riforma auspicata da Sforzini riguarda la meritocrazia e il riconoscimento degli sforzi. Condividendo l’impianto della legge Marcheschi, il presidente di Rinascimento Nazionale ribadisce un concetto vitale: chi forma un giovane calciatore deve ricevere un premio economico adeguato quando quel ragazzo spicca il volo. «Il vivaio non può essere considerato semplicemente un serbatoio gratuito dal quale il professionismo pesca talenti a costo zero. Se una società di provincia investe per anni nella crescita umana, tecnica ed educativa di un ragazzo, quell’investimento deve essere riconosciuto lungo tutta la filiera economica».

Ma le nuove risorse dovranno arrivare direttamente nei campi polverosi, non perdersi nei meandri dei palazzi romani. «Ogni euro sottratto alla burocrazia e restituito al territorio è un euro investito nel futuro dello sport italiano», conclude Sforzini con un monito severo ai partiti. «Se vogliamo davvero rilanciare l’Italia, dobbiamo smettere di guardare soltanto alla punta della piramide. La Serie A si vede in televisione, ma il calcio italiano nasce la domenica mattina su migliaia di campi di provincia. Se muore quella base, prima o poi crolla anche tutto il resto».

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Scommesse e Decreto Dignità, l’ira di Sforzini contro Giorgetti: “Fa la guerra al calcio e regala l’Italia all’illegalità”

“Lo Stato incassa le tasse dal gioco legale ma vieta gli sponsor, favorendo le scommesse clandestine e affossando lo sport italiano”. ⚽️ 🇮🇹 Duro attacco di Luca Sforzini (Rinascimento Nazionale) contro il Ministro Giorgetti sul Decreto Dignità: “Un proibizionismo inutile. Sblocchiamo le sponsorizzazioni legali per finanziare i piccoli campi di provincia e i settori giovanili”. Leggi l’intervista integrale e le proposte per salvare il calcio italiano! 🏟️ 💶

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Castellar Ponzano (AL) – C’è un paradosso tutto italiano che si consuma sulla pelle dello sport più amato nel nostro Paese. Da una parte ci sono le società di calcio, dai grandi club professionistici fino alle piccole e gloriose squadre dilettantistiche di provincia, che faticano ogni giorno per far quadrare i conti, pagare le bollette degli stadi e mantenere in vita i settori giovanili. Dall’altra c’è lo Stato, che invece di aiutarle decide deliberatamente di tagliare una delle loro fonti di sostentamento più importanti: le sponsorizzazioni del circuito del gioco legale. A lanciare un durissimo atto d’accusa contro questa politica è Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale (think tank legato a “Futuro Nazionale con Vannacci”), che dal Castello Sforzini punta il dito dritto contro il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Lo statalismo moralistico che uccide i nostri vivai calcistici

La miccia della polemica si è accesa dopo le indiscrezioni sulla volontà del Governo di inasprire ulteriormente il famigerato “Decreto Dignità”, bloccando in modo ancora più stringente qualsiasi forma di pubblicità legata alle scommesse sportive. «Apprendo che il ministro Giancarlo Giorgetti non soltanto intende difendere uno degli errori più gravi compiuti negli ultimi anni ai danni dell’economia del calcio italiano, ma vorrebbe addirittura irrigidirlo», attacca frontalmente Sforzini. «È una scelta economicamente miope, culturalmente proibizionista e politicamente incomprensibile per un ministro che appartiene, o dovrebbe appartenere, a una maggioranza di centrodestra».

Le conseguenze di questo blocco cadono a pioggia su tutto il sistema sportivo nazionale. Il calcio italiano ha un disperato bisogno di capitali freschi per competere a livello internazionale, ma soprattutto per costruire e modernizzare impianti fatiscenti, finanziare i vivai e sostenere il dilettantismo, vera e propria spina dorsale sociale delle nostre città. Mentre i club esteri si fortificano grazie agli sponsor, in Italia si sceglie volontariamente di chiudere i rubinetti di una fonte di finanziamento proveniente da imprese, è bene ricordarlo, perfettamente legali.

Il paradosso di Stato: incassare le tasse ma vietare le sponsorizzazioni

Il cuore del problema, secondo l’analisi di Sforzini, risiede in un’ipocrisia di fondo inaccettabile. «Il paradosso è clamoroso: parliamo di imprese legali, autorizzate, regolamentate e pesantemente tassate dallo Stato italiano. Lo Stato incassa miliardi dal gioco legale, lo disciplina, concede le autorizzazioni e poi pretende quasi che gli operatori autorizzati debbano vergognarsi di esistere e nascondersi», spiega il presidente di Rinascimento Nazionale. «Tutto questo non è liberalismo, non è responsabilità civile, non è nemmeno buona amministrazione. È un banale e dannoso statalismo moralistico».

Oscurare i loghi e i nomi delle aziende legali, infatti, non fa scomparire per magia la voglia di scommettere degli italiani, ma rischia di produrre l’effetto diametralmente opposto. Vietare la comunicazione agli operatori autorizzati rende molto meno riconoscibile, soprattutto per i più giovani, il confine tra il mercato sicuro, tracciabile e regolamentato e la pericolosa giungla del mercato clandestino gestito dalla criminalità organizzata.

“Giorgetti si accoda al PD”: l’appello per una politica economica di libertà

La dura presa di posizione di Sforzini tocca inevitabilmente anche gli equilibri e l’identità politica dell’attuale maggioranza. «Pochi giorni fa avevamo criticato aspramente il Partito Democratico proprio perché proponeva di rafforzare questo divieto assurdo. Oggi dobbiamo constatare qualcosa di politicamente ancora più sorprendente e deludente: a spingere nella stessa direzione è un ministro di centrodestra».

Un cortocircuito politico che non può passare inosservato. «Se la destra e la sinistra finiscono per fare a gara su chi proibisce di più, allora qualcuno dovrà ricordare che esiste anche un’altra cultura politica nel nostro Paese: quella della libertà, della responsabilità individuale, dell’impresa e di uno Stato che si limita a stabilire regole chiare, senza pretendere di fare il tutore morale dei cittadini adulti».

La proposta: fondi per i dilettanti e tolleranza zero per la criminalità

Non si tratta però solo di una critica distruttiva. La ricetta proposta da Luca Sforzini è chiara, pragmatica e mira a salvare lo sport di base senza abbassare la guardia sulle patologie sociali. La ludopatia non si combatte oscurando una maglietta di Serie A, ma con la prevenzione sul territorio, l’informazione capillare nelle scuole, i controlli ferrei sui limiti di età e strumenti sanitari e sociali adeguati e ben finanziati.

«La nostra posizione è chiara e l’abbiamo formulata pubblicamente da tempo», rilancia Sforzini. «Chiediamo l’abolizione del divieto per gli operatori autorizzati, una forte semplificazione burocratica e, contemporaneamente, una guerra senza quartiere al gioco illegale e clandestino. Si riaprano le sponsorizzazioni agli operatori legali sotto regole rigorose e trasparenti, tutelando con estrema severità i minori, ma si destini obbligatoriamente una parte delle ingenti risorse generate direttamente al calcio di base, ai vivai, agli impianti di provincia e alle società dilettantistiche che oggi fanno fatica a comprare persino i palloni per i ragazzini».

«Giorgetti scelga da che parte stare», conclude perentorio Sforzini. «O con il proibizionismo fallimentare del Decreto Dignità, oppure con un calcio italiano che vuole tornare a crescere e competere nel mondo. Trasformare gli operatori legali in nemici pubblici, mentre le mafie e il mercato illegale ringraziano e continuano a esistere indisturbati, non è rigore. È semplicemente una pessima politica».

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Politica

Elezioni Milano, Jonghi Lavarini (Futuro Nazionale) smentisce i nomi del candidato Vannacci: “Pronti ad andare al ballottaggio contro la Sinistra”

Scintille nel centrodestra in vista delle Comunali a Milano! 🔥 Roberto Jonghi Lavarini smentisce i finti candidati apparsi sui giornali e avverte Lega e Forza Italia: “Futuro Nazionale (il movimento legato a Vannacci) non si farà marginalizzare. Se Salvini e Tajani ci ignorano, corriamo da soli per arrivare al ballottaggio e sconfiggere la sinistra”. 🗳️ 🇮🇹 Leggi le dichiarazioni complete.

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Roberto Jonghi Lavarini

Milano – Il clima politico in vista delle prossime elezioni comunali a Milano inizia già a surriscaldarsi. A smuovere le acque nel centrodestra ci pensa Futuro Nazionale, il movimento che fa riferimento al Generale Roberto Vannacci, attraverso le parole nette di Roberto Jonghi Lavarini. L’esponente politico interviene duramente per smentire alcune indiscrezioni giornalistiche e per lanciare un avvertimento chiaro agli alleati (o potenziali tali) della coalizione.

“In merito all’articolo uscito oggi su QN (Quotidiano Nazionale) dal titolo ‘Comunali, Futuro nazionale scalpita. Un poker di candidati per Vannacci, ma c’è un mister X’, ci tengo a precisare la nostra reale posizione”, esordisce Jonghi Lavarini, chiarendo subito l’infondatezza dei rumors: “Si tratta di notizie infondate e, in alcuni casi, di palesi auto-candidature. L’unico nome possibile tra i tre citati dal quotidiano potrebbe essere quello di Luca Bernardo, ma in realtà il generale Vannacci, insieme al coordinatore regionale lombardo Luca Ferrazzi, sta valutando altri importanti profili provenienti dalla società civile”.

“Non ci faremo marginalizzare: o alleati o pronti a correre da soli”

La dichiarazione di Jonghi Lavarini si sposta poi sul piano prettamente strategico, mandando un segnale inequivocabile ai leader nazionali del centrodestra, in particolare ad Antonio Tajani (Forza Italia) e Matteo Salvini (Lega).

“Futuro Nazionale non ha alcuna intenzione di farsi marginalizzare e relegare alla estrema destra”, tuona Lavarini. “Al contrario, vogliamo essere il motore trainante di un rinnovato centrodestra. La matematica parla chiaro: senza Futuro Nazionale, il centrodestra perde”.

E se l’intesa con le forze moderate e leghiste non dovesse trovarsi? Futuro Nazionale non sembra avere intenzione di fare passi indietro: “Noi non vogliamo certo far vincere la sinistra. Ma se dovessimo subire l’ostruzionismo e venire ostracizzati da Tajani e Salvini, siamo pronti e determinati ad andare alle elezioni da soli, schierando liste aperte e qualificate composte da esponenti della destra civica”.

Le ambizioni del movimento sono tutt’altro che timide: “Puntiamo ad almeno il 15% dei consensi. E attenzione: se andassimo da soli, potremmo essere proprio noi di Futuro Nazionale ad arrivare al ballottaggio per sfidare la sinistra a Milano”, conclude Roberto Jonghi Lavarini.

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