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CRISI LFOUNDRY AVEZZANO: L’APPELLO DI DI GIROLAMO PER USCIRE DALL’INCERTEZZA E TUTELARE L’ASSET DEI SEMICONDUTTORI

LFoundry Avezzano al bivio: Di Girolamo chiede alla proprietà piani certi o l’attivazione del Golden Power per salvare il polo dei semiconduttori e i posti di lavoro. Non c’è più tempo per l’incertezza.
#LFoundry #Avezzano #Semiconduttori #LavoroAbruzzo

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Gabriella Di Girolamo 1

Redazione-  Il futuro dello stabilimento LFoundry di Avezzano è arrivato a un punto di svolta che non ammette ulteriori rinvii. Attraverso una nota ufficiale, l’esponente politico Di Girolamo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di ottenere risposte precise dalla proprietà cinese della fabbrica, sottolineando come la mancanza di una strategia industriale chiara stia mettendo a rischio uno dei poli tecnologici più rilevanti d’Abruzzo e dell’intero comparto nazionale dei semiconduttori. La richiesta è netta: l’azienda deve presentare piani concreti o, in alternativa, le istituzioni devono attivarsi per gestire una transizione che salvaguardi l’occupazione e le competenze del territorio marsicano.

Lo stabilimento di Avezzano non rappresenta solo un’importante fonte occupazionale per centinaia di famiglie, ma si configura come un presidio tecnologico essenziale per la sovranità industriale italiana. Tuttavia, anni caratterizzati da segnali di instabilità, flessioni produttive e frequenti avvicendamenti nei quadri dirigenziali hanno generato un clima di sospensione che non appare più sostenibile. Secondo Di Girolamo, occorre ora affrontare la realtà con un approccio pragmatico, delineando percorsi differenziati a seconda delle reali intenzioni della proprietà.

Tre strade per il futuro del sito

L’analisi proposta individua tre possibili scenari per uscire dalla crisi. Il primo riguarda l’ipotesi di un rilancio effettivo: se la proprietà intende mantenere il sito operativo a pieno regime, deve dimostrarlo attraverso investimenti immediati, l’acquisizione di nuove commesse e lo sviluppo di prodotti innovativi. In questo caso, diventa indispensabile un cronoprogramma verificabile che possa restituire sicurezza ai lavoratori.

Il secondo scenario ipotizza una fase di ridimensionamento. Se l’azienda non fosse più in grado di sostenere i livelli produttivi attuali, sarebbe necessario un intervento diretto del Governo e delle istituzioni locali. L’obiettivo, in questa circostanza, deve essere la protezione dei livelli occupazionali, evitando che il patrimonio di conoscenze tecniche accumulato in decenni di attività vada disperso.

La terza opzione, la più complessa sul piano diplomatico e societario, riguarda la ricerca di nuovi investitori. Qualora la proprietà attuale non garantisse una prospettiva solida, Di Girolamo suggerisce di valutare l’ingresso di partner industriali capaci di valorizzare il sito. In tale contesto, viene richiamata l’applicazione del Golden Power, lo strumento normativo che permette allo Stato di intervenire su asset strategici per tutelare l’interesse nazionale e la sicurezza tecnologica del Paese.

La gestione dei segnali d’allarme

Un punto centrale della riflessione riguarda la gestione passata delle avvisaglie di crisi. Per lungo tempo, le difficoltà manifestate dallo stabilimento sono state sottovalutate o trattate come episodi passeggeri. Di Girolamo evidenzia come quegli indicatori meritassero una vigilanza più rigorosa e un intervento più tempestivo. Studiare ciò che non ha funzionato nella fase di prevenzione è necessario per evitare che la crisi si trasformi in uno smantellamento silenzioso della capacità produttiva del territorio.

Le crisi industriali, si legge nell’analisi, maturano nel tempo e richiedono capacità di lettura anticipata dei dati. Il tempo delle attese sembra ormai esaurito: la comunità di Avezzano e i dipendenti di LFoundry attendono ora azioni che vadano oltre le semplici dichiarazioni di principio, puntando a una trasparenza che permetta di pianificare il futuro economico della Marsica con maggiore serenità.

La posta in gioco è la sopravvivenza di un’eccellenza tecnologica che l’Italia non può permettersi di perdere in un momento storico in cui la produzione di microchip è diventata una priorità geopolitica globale.

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PREVENZIONE SISMICA DIFFUSA: IL GRUPPO GUERRI ESTENDE IL MONITORAGGIO STRUTTURALE AI CONDOMINI DI NAPOLI, CASERTA E SALERNO

Il Gruppo Guerri sta portando l’innovazione della prevenzione sismica direttamente nelle nostre case. Con centinaia di sensori in condomini di Napoli, Caserta e Salerno, il monitoraggio strutturale è ora una realtà per milioni di persone. #PrevenzioneSismica #GruppoGuerri #SicurezzaAbitativa #InnovationVillage

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alfredo guerri

Redazione-  Una nuova frontiera nella prevenzione sismica e nella gestione del patrimonio edilizio è stata presentata all’undicesima edizione di Innovation Village, l’appuntamento annuale promosso da Knowledge For Business che riunisce imprese, istituzioni e centri di ricerca. Il Gruppo Guerri ha illustrato, per la prima volta nel Centro-Sud Italia, un’esperienza innovativa che porta il monitoraggio strutturale dagli ambiti tradizionali delle grandi opere e delle infrastrutture direttamente negli edifici residenziali. Antonello Amabile, Vicedirettore Operativo del Gruppo Guerri, ha delineato come questa tecnologia stia ridefinendo la sicurezza delle abitazioni private, con installazioni già operative nelle province di Napoli, Caserta e Salerno, realizzate nell’alveo degli interventi supportati dal Sisma Bonus.

L’iniziativa rappresenta un passo significativo verso una prevenzione sismica più capillare e inclusiva. Il Gruppo Guerri ha implementato 52 impianti di monitoraggio sismico in altrettanti condomini residenziali, coinvolgendo complessivamente circa 1.100 appartamenti. Questa operazione, condotta in collaborazione con Boviar e MyMove, si traduce in una rete di 2.030 sensori e 98 gateway dedicati alla trasmissione dei dati, numeri che pongono il Gruppo tra i principali attori nazionali in questo settore specifico.

La funzionalità e l’efficacia di questi sistemi sono state concretamente dimostrate in occasione della scossa sismica che ha interessato l’area Flegrea il 21 maggio 2026. I sensori installati sugli edifici residenziali hanno registrato e fornito dati strutturali in tempo reale, confermando la possibilità di un monitoraggio intelligente anche per le abitazioni private. I dispositivi sono capaci di rilevare parametri quali temperatura, umidità, oscillazioni e movimenti anomali degli edifici, offrendo una panoramica dinamica e preziosa sullo stato di salute delle strutture.

Oltre alla progettazione, realizzazione e manutenzione dei sistemi, il Gruppo Guerri ha avviato un programma di formazione dedicato agli amministratori di condominio. L’obiettivo è garantire la massima comprensione e diffusione di queste nuove tecnologie, rendendo gli addetti ai lavori consapevoli degli strumenti disponibili per la sicurezza abitativa.

Alfredo Guerri, Ceo del Gruppo Guerri, ha sottolineato l’importanza di questi dati: “I dati raccolti sono archiviati e disponibili per approfondimenti. Riteniamo che l’integrazione tra monitoraggio privato e ricerca pubblica possa generare strumenti permanenti di prevenzione e raccolta dati su un patrimonio edilizio storicamente escluso da questo tipo di presidio tecnologico, fino ad oggi destinato quasi unicamente a edifici pubblici strategici come ospedali, scuole e infrastrutture rilevanti”.

Guerri ha poi aggiunto che il Gruppo “mette a disposizione di università, studi professionali, società di ingegneria e pubblica amministrazione un patrimonio conoscitivo prezioso per lo studio della sicurezza sismica del territorio, aprendo la strada a modelli predittivi più accurati sulla risposta dinamica del costruito esistente”. Guardando al futuro, il Gruppo Guerri si propone di incentivare ulteriormente la diffusione di questi sistemi, anche attraverso l’introduzione di strumenti finanziari specifici che ne facilitino l’adozione da parte dei condomìni. Si auspica inoltre che le istituzioni riconoscano il monitoraggio strutturale permanente come elemento strategico nelle politiche di prevenzione sismica, sostenendolo con nuove agevolazioni fiscali. L’espansione del monitoraggio sismico residenziale rappresenta non solo un avanzamento tecnologico, ma un investimento essenziale nella sicurezza collettiva e nella resilienza del territorio.

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CARSOLI, RECUPERO IMMINENTE PER LA FONTANA STORICA DI FONTE VECCHIA: RIPRISTINO E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO URBANO

Carsoli si prepara a restituire lustro alla storica fontana di Fonte Vecchia. Un intervento di recupero e pulitura, approvato dall’Amministrazione comunale, mira a ripristinare il decoro e la piena fruibilità di un importante simbolo locale, garantendo sicurezza e valorizzazione del patrimonio.
#Carsoli #FontanaFonteVecchia #RecuperoStorico #PatrimonioCulturale

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Redazione-  L’Amministrazione comunale di Carsoli ha recentemente dato il via libera a un intervento mirato per il recupero e la riqualificazione della storica fontana situata in località Fonte Vecchia. L’iniziativa, dettata dall’urgente necessità di ripristinare il decoro e la funzionalità del monumento a seguito di riscontrate criticità strutturali e di conservazione, vedrà l’inizio dei lavori a breve, con un investimento complessivo di 854,00 euro. L’obiettivo principale è restituire alla comunità e ai visitatori un simbolo del patrimonio locale, garantendone nuovamente il pieno e sicuro utilizzo.

La decisione di intervenire è maturata dopo un’attenta verifica sul posto, che ha evidenziato un deterioramento significativo dello stato di conservazione della fontana. Superfici logore, incrostazioni e la rottura di vari elementi costitutivi compromettevano non solo l’estetica del sito, ma anche la sua fruibilità e la sicurezza. Le fontane, in particolare quelle storiche, rivestono un ruolo non trascurabile nell’identità di un luogo, fungendo spesso da punti di riferimento, luoghi di ritrovo e testimoni silenziosi della storia locale. Il degrado di un elemento così radicato nel tessuto urbano come la fontana di Fonte Vecchia rappresentava, pertanto, una priorità per l’amministrazione, impegnata nella salvaguardia e nella promozione del proprio patrimonio.

I lavori previsti comprenderanno una serie di operazioni sistematiche di riparazione e pulitura. L’intervento non si limiterà a una semplice manutenzione, ma punterà a un ripristino accurato che riguarderà la consolidazione delle parti danneggiate, la sostituzione degli elementi irrimediabilmente compromessi e una pulizia approfondita per rimuovere sedimenti, calcare e muschio, che ne alteravano l’aspetto originario. L’obiettivo è restituire alla fontana la sua dignità estetica e strutturale, assicurando che possa continuare a erogare acqua potabile in condizioni igienico-sanitarie ottimali e in totale sicurezza per gli utenti.

L’appalto per l’esecuzione dei lavori è stato assegnato tramite affidamento diretto a una ditta locale, in conformità con le disposizioni del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (d.lgs. n. 36/2023). Questa modalità procedurale, pensata per snellire e accelerare le procedure per interventi di minore entità, ha permesso di avviare rapidamente il processo di recupero. La scelta di affidarsi a un’impresa del territorio non solo garantisce tempi di intervento più rapidi e una migliore conoscenza del contesto locale, ma rappresenta anche un segnale di sostegno all’economia locale. L’investimento totale per le casse comunali si attesta sui già menzionati 854,00 euro, di cui 700,00 euro costituiscono l’importo dei lavori a base d’asta e 154,00 euro sono destinati all’IVA al 22%. Un costo contenuto, se rapportato all’importanza del bene da valorizzare e ai benefici attesi per la comunità.

Questo intervento rientra in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio storico e dell’arredo urbano che l’Amministrazione di Carsoli sta portando avanti. La cura degli spazi pubblici e la conservazione dei beni culturali e architettonici sono considerate pilastri fondamentali per migliorare la qualità della vita dei residenti e per rendere il comune più accogliente e attrattivo per il turismo. Il recupero della fontana di Fonte Vecchia è, quindi, un passo concreto in questa direzione, testimoniando l’impegno dell’ente nel mantenere viva la storia e l’identità del territorio, e nel garantire ai cittadini spazi pubblici funzionali, belli e sicuri. La fontana, una volta restaurata, tornerà a essere un punto di riferimento dignitoso e pienamente operativo, simbolo della costante attenzione del Comune al benessere della sua gente e alla tutela di quanto ereditato dal passato.

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SPOLTORE, DALLE ORIGINI ROMANE ALLA DIFESA BIZANTINA: IL PROFESSOR STAFFA SVELA I SEGRETI ARCHEOLOGICI DEL TERRITORIO

Spoltore riscopre le sue antiche radici con una lezione dell’archeologo Andrea Staffa sull’evoluzione dal Castrum romano al presidio bizantino. Un appuntamento imperdibile per conoscere le scoperte che hanno segnato la storia della Val Pescara.
#Spoltore #Archeologia #AbruzzoStoria #CulturaLocale

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Redazione-  Sabato 6 giugno, alle ore 17:30, la sala consiliare “G. Matteotti” del Comune di Spoltore ospiterà un incontro dedicato alla ricostruzione storica della bassa Val Pescara attraverso le più recenti scoperte archeologiche. Il Professor Andrea Rosario Staffa, già funzionario archeologo della Soprintendenza Chieti-Pescara, terrà una lezione incentrata sulla presenza bizantina e longobarda nell’area, analizzando l’evoluzione dell’insediamento locale. L’iniziativa, promossa dall’Associazione L’Accademia degli Insepolti, intende offrire alla cittadinanza un quadro documentato sulle trasformazioni che hanno segnato il passaggio dall’epoca classica all’alto Medioevo.

L’analisi dell’archeologo Staffa si concentrerà sulla mutazione di Spoltore da Castrum romano a presidio bizantino. Questo passaggio non rappresenta soltanto un cambiamento di dominio politico, ma riflette una riorganizzazione profonda delle strutture difensive e sociali della vallata. Il contributo del docente si baserà sui dati emersi dalle diverse campagne di scavo condotte nel territorio spoltorese nel corso degli ultimi decenni, integrando le evidenze materiali con lo studio delle fonti d’archivio. L’obiettivo è restituire precisione storica a un periodo spesso considerato oscuro, ma che ha determinato l’attuale conformazione urbana e identitaria della zona.

L’evento vede come motore principale l’Associazione L’Accademia degli Insepolti. Si tratta di una realtà culturale che affonda le proprie radici nella metà del Seicento, quando venne fondata dai fratelli Antonio e Giuseppe Toppi. Oggi, il gruppo si è ricostituito con una struttura rinnovata e una missione precisa: promuovere la riscoperta della storia locale e valorizzare l’eredità culturale cittadina. Durante l’incontro interverranno la presidente dell’associazione, Romina Di Zio, e Lucio Morico, in rappresentanza del direttivo, per illustrare i programmi futuri del sodalizio volti a consolidare il legame tra la cittadinanza e il proprio passato.

Il valore scientifico dell’appuntamento è sottolineato dalla partecipazione della Dottoressa Anna Dionisio, archeologa della Soprintendenza di Chieti e Pescara. La presenza delle autorità di tutela conferma l’importanza dei ritrovamenti effettuati a Spoltore e l’esigenza di una costante divulgazione dei risultati ottenuti sul campo. L’integrazione tra ricerca accademica e territorio permette di trasformare i siti archeologici da semplici aree di scavo a elementi centrali della vita culturale della comunità.

L’amministrazione comunale ha accolto con favore l’iniziativa, riconoscendo nel patrimonio sotterraneo una risorsa per il futuro della città. All’incontro prenderanno parte il Sindaco di Spoltore, Chiara Trulli, e il Consigliere comunale delegato ai Beni Archeologici, Cinzia Berardinelli. I saluti istituzionali apriranno il dibattito, evidenziando come la tutela dei resti antichi e la loro narrazione siano obiettivi primari per una gestione del territorio che guardi alla qualità dell’offerta culturale.

La storia di Spoltore si inserisce in un contesto più ampio che riguarda l’intera dorsale adriatica, zona di confine e di scambio durante le invasioni barbariche e il consolidamento dell’Impero d’Oriente. La lezione del Professor Staffa permetterà di comprendere meglio come i flussi di popolazione e le esigenze militari abbiano modellato le fortificazioni e gli insediamenti della Val Pescara. Attraverso l’esame della cultura materiale, delle necropoli e dei resti murari, emergerà il volto di una Spoltore dinamica, capace di adattarsi ai grandi mutamenti dell’Europa tardo-antica. L’appuntamento di sabato rappresenta dunque un momento di confronto aperto a studiosi, appassionati e cittadini desiderosi di conoscere le vicende che hanno dato origine alla città attuale.

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