Rimani in contatto con noi
#

Politica

Fine vita, il “suicidio” politico del Centrodestra: l’Assemblea regionale veneta approva la legge e spacca a metà la coalizione

Terremoto politico ed etico nel Centrodestra italiano: l’Assemblea Regionale veneta approva la legge sul FINE VITA con i voti determinanti della Lega. Fratelli d’Italia si oppone e urla al tradimento! ⚠️ ⛪ Quella che è andata in scena ieri nel Consiglio Regionale del Veneto è stata definita da molti una vera e propria “Caporetto ideologica”. Il Veneto, infatti, è diventata clamorosamente la prima Regione italiana guidata dal Centrodestra ad approvare (su spinta dell’associazione Luca Coscioni) una legge che spiana la strada al suicidio medicalmente assistito! Un voto che ha letteralmente sventrato la maggioranza: la Lega si è clamorosamente spaccata (ma la maggioranza dei suoi consiglieri ha votato a favore, appoggiando la linea del governatore Zaia), mentre Fratelli d’Italia si è opposta con fermezza definendo la legge “un attacco inaccettabile alla dignità umana e ai princìpi sacri della vita”. Furioso il mondo cattolico e pro-life, che accusa il Carroccio di aver tradito vigliaccamente il proprio elettorato svendendosi alla mentalità eutanasica. L’amarezza più grande arriva dalla Chiesa, con il grido d’allarme del Patriarca di Venezia Moraglia: “Oggi si afferma una deriva difficilmente controllabile, la vita umana è meno tutelata, e i fragili e gli anziani saranno abbandonati!”. Il consigliere Stefano Valdegamberi (oggi schierato con Futuro Nazionale di Vannacci) ha sentenziato dal palco: “Altro che legge di civiltà! Con questa scelta abbiamo appena assistito al VERO fine vita della Lega!”. Leggi tutti gli interventi e lo scontro pazzesco nel Centrodestra all’interno del nostro articolo! 👇 🗳️ E voi da che parte state in questo scontro durissimo? Pensate che l’Assemblea veneta abbia fatto bene ad approvare questa legge sul Fine Vita, o ha tradito vigliaccamente i princìpi sacri e non negoziabili per i quali era stata votata dagli elettori di Centrodestra? Scrivete la vostra opinione nei commenti e condividete questo post bollente!

Pubblicato

a

Luca Zaia

Venezia– Quella che è andata in scena ieri pomeriggio tra i banchi del Consiglio Regionale di Palazzo Ferro Fini, a Venezia, non è stata semplicemente una votazione su un tema etico delicatissimo, ma una vera e propria Caporetto ideologica per il Centrodestra italiano. Con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 pesantissimi astenuti, l’assemblea regionale del Veneto ha infatti clamorosamente approvato la legge di iniziativa popolare (promossa dall’Associazione Luca Coscioni) riguardante le “procedure di assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”.
Si tratta di un evento politicamente storico, che segna uno spartiacque senza precedenti: il Veneto diventa ufficialmente la prima Regione a guida Centrodestra a dotarsi di una simile normativa, accodandosi alle amministrazioni progressiste di Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna. Sebbene tecnicamente la norma recepisca il perimetro tracciato dalla Corte Costituzionale nel 2019, di fatto avvia, a livello di sanità regionale, il drammatico iter istituzionale del fine vita.

La “Caporetto” del Centrodestra: la Lega si spacca

Il dato politico che balza violentemente agli occhi è lo sgretolamento totale della tenuta del Centrodestra sui cosiddetti princìpi non negoziabili. La coalizione si è letteralmente spaccata. Il via libera è stato reso possibile grazie ai voti determinanti della Lega, partito che ha assecondato la linea del presidente della Giunta, Luca Zaia, e del segretario regionale Alberto Stefani. I consiglieri del Carroccio si sono divisi (con la maggioranza schierata per il “Sì”), mentre Forza Italia ha optato per un pilatesco “voto di coscienza”, dividendosi tra astenuti e favorevoli.
L’unico partito rimasto fedele al mandato elettorale e al proprio elettorato cattolico è stato Fratelli d’Italia, che ha votato compattamente contro il testo. Fortissima la condanna di Maddalena Morgante (deputata FdI veneta), che ha definito la legge «uno strappo grave e inaccettabile ai danni della dignità umana. Ha perso il Veneto e ha perso la responsabilità politica: non sono ammessi colpi di mano da parte di maggioranze territoriali in cerca di bandierine ideologiche».

L’amarezza della Chiesa e l’allarme del Patriarca Moraglia

Se il mondo politico fa i conti con un vero e proprio “scarrocciamento radicale”, la Chiesa esprime un dolore profondo. Il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, non ha nascosto tutta la sua cocente «amarezza» per l’esito del voto.
«Si afferma un modello culturale e un modello di sanità che possono portare ad una deriva difficilmente controllabile», ha ammonito duramente l’alto prelato. «La percezione della dignità della vita umana appare da oggi clamorosamente meno tutelata. C’è soprattutto grande preoccupazione per le persone fragili, malate e sole, che non possono contare su un effettivo accompagnamento e supporto umano».

I “ribelli”: “Questa è la vera fine della Lega”

Il dibattito in Aula ha visto interventi al vetriolo. Stefano Valdegamberi (consigliere fuoriuscito dalla Lega e oggi tra le fila di “Futuro Nazionale”, il movimento del Generale Vannacci) ha attaccato duramente Zaia: «Altro che legge di civiltà. Non considero un atto di civiltà il riconoscimento del suicidio assistito come un diritto da parte dello Stato. E con questa scelta scellerata, oggi assistiamo anche al vero fine vita della Lega».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Davide Lovat (“Resistere Veneto”), che ha condannato l’iniziativa parlando di una vera e propria «cooperazione al suicidio che tradisce la dignità umana», chiedendosi come faranno i futuri candidati sindaci della Lega a chiedere i voti ai cattolici dopo questo sdoganamento eutanasico.

L’appello di Pro Vita al Governo: “Impugnate la legge”

Mentre i palazzi della politica consumavano quello che molti elettori considerano un tragico inciucio con la Sinistra, fuori dai palazzi il mondo pro-life si è fatto sentire con manifestazioni di dissenso. Toni Brandi, anima e leader dell’associazione Pro Vita e Famiglia, ha chiuso il cerchio chiedendo un intervento immediato di Palazzo Chigi: «Il Centrodestra di Zaia e Stefani ha scelto la strada della morte. Ora il Governo nazionale ha il dovere morale di impugnare immediatamente questa legge, perché si tratta di un vile tradimento dei cittadini da parte di alcuni consiglieri di centrodestra, i cui elettori oggi hanno scoperto con orrore di aver votato una maggioranza progressista e radicale». Una frattura che, in vista delle prossime elezioni regionali, rischia di lasciare ferite insanabili.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Politica

Politica, nuovo scontro di fuoco Vannacci-Sforzini: «Grazie per la citazione, fuffaguru. Il tempo è galantuomo»

Politica, nuovo scontro di fuoco Vannacci-Sforzini: «Grazie per la citazione, fuffaguru. Il tempo è galantuomo» 👇

Pubblicato

a

Roberto Vannacci

Roma – Si infiamma nuovamente lo scontro politico e mediatico tra il generale Roberto Vannacci e Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Nelle ultime ore è andato in scena un durissimo botta e risposta a mezzo social che certifica la frattura ormai insanabile all’interno dell’area culturale e sovranista della destra italiana. Un confronto a distanza dai toni al vetriolo, destinato a far discutere a lungo gli addetti ai lavori e l’opinione pubblica su tutto il territorio nazionale.

La miccia è stata accesa dalle dichiarazioni trionfali diffuse dall’europarlamentare della Lega in occasione del traguardo dei 160mila iscritti registrati dalla sua associazione, Futuro Nazionale. Nel celebrare la crescita esponenziale del movimento, Vannacci ha voluto lanciare un messaggio netto e perentorio, rivendicando con orgoglio la linea dura adottata negli ultimi mesi e l’epurazione interna di «chi non meritava di stare con noi». Un chiaro e mirato riferimento a quanti hanno preso le distanze dal suo corso o sono stati allontanati dopo frizioni e divergenze strategiche.

La replica non si è fatta attendere. Chiamato indirettamente in causa, Luca Sforzini ha raccolto la sfida e ha risposto per le rime sul proprio profilo con una bordata carica di sarcasmo e determinazione: «Grazie per la citazione, fuffaguru. Vedo che non l’hai ancora digerita». Una definizione al fulmicotone che testimonia come le recenti polemiche abbiano lasciato ferite profonde e conti ancora aperti all’interno del dibattito politico e culturale.

Il traguardo di Futuro Nazionale e l’affondo sulle espulsioni

Per Roberto Vannacci il raggiungimento dei 160mila tesserati con Futuro Nazionale rappresentava l’occasione perfetta per dimostrare la solidità della propria leadership e la capacità di mobilitazione popolare al di fuori delle dinamiche partitiche tradizionali. Tuttavia, l’insistenza nel rivendicare l’allontanamento dei dissidenti interni ha rivelato come l’eurodeputato senta ancora il peso delle critiche provenienti da quegli intellettuali e dirigenti che, fin dall’inizio, ne avevano messo in discussione l’approccio organizzativo e comunicativo.

L’uscita del generale puntava a compattare le fila e a presentare l’associazione come un blocco monolitico e disciplinato. Ma l’effetto ottenuto è stato quello di riaprire una faglia polemica mai sopita con il Centro Studi Rinascimento Nazionale, che continua a rappresentare una spina nel fianco per la narrazione vannacciana, denunciando improvvisazione strategica e derive autoreferenziali.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
SAGGISTICA POLITICA E ATTUALITÀ

Il mondo al contrario – Roberto Vannacci

Il saggio politico che ha scosso il panorama istituzionale italiano, innescando dibattiti accesi sui temi dell’identità, della sovranità e del buonsenso.

★★★★★
4.7 su 5
(9.850 recensioni certificate)

Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

La replica tagliente di Sforzini: «Guerriglia, pazienza e timing»

Nel suo intervento, Sforzini ha alzato ulteriormente il tiro, utilizzando metafore mutuate proprio dal gergo tattico e militare per colpire il generale sul suo stesso terreno: «Ho memoria selettiva, molta pazienza e una certa cura nella scelta del momento. Guerriglia, strategic patience, timing. Ti ricordano qualcosa? Non preoccuparti. Non ho fretta. Il tempo è galantuomo».

Parole pesanti come pietre che delineano una strategia di lungo periodo: nessuna reazione impulsiva, ma l’attesa metodica del momento propizio per tirare le somme di una traiettoria politica giudicata effimera. Il richiamo alla «pazienza strategica» e al «timing» suona come un avvertimento chiaro a chi pensa di aver chiuso definitivamente la partita con una semplice battuta liquidatoria sui social.

Lo scontro per l’egemonia culturale e gli scenari futuri

Dietro il duello rusticano tra Vannacci e Sforzini si cela in realtà una contesa ben più profonda per la leadership culturale dell’area identitaria italiana. Da una parte vi è il populismo d’assalto del generale, forte del consenso di piazza e di numeri imponenti registrati sul web; dall’altra il richiamo a una visione strutturata, radicata nei centri studi e nella formazione teorica di una classe dirigente preparata.

La sensazione è che questo nuovo capitolo sia solo l’anticamera di un confronto destinato a intensificarsi nei prossimi mesi, quando gli equilibri politici interni alla maggioranza e le sfide elettorali metteranno alla prova la tenuta reale di movimenti nati sull’onda dell’emotività. Nel frattempo, la replica di Sforzini ha fissato il punto: la partita è apertissima e il tempo, come sempre, sarà l’unico giudice inappellabile.

A cura della Redazione Politica di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

Politica, terremoto nel movimento di Vannacci: i Paracadutisti della Brianza lasciano «Futuro Nazionale», strappo sulla meritocrazia

Politica, terremoto nel movimento di Vannacci: i Paracadutisti della Brianza lasciano «Futuro Nazionale» 👇

Pubblicato

a

Paracadutisti

Monza e Brianza – Un terremoto politico e identitario scuote le fondamenta dell’area politica che fa riferimento al Generale Roberto Vannacci. Con una presa di posizione ufficiale, netta e priva di margini di ricucitura, il Gruppo Indipendente di Corpi Speciali e Paracadutisti della Brianza ha annunciato la propria decisione irrevocabile di interrompere ogni forma di collaborazione e di uscire formalmente da «Futuro Nazionale», il movimento d’opinione e azione politica nato per dare voce e struttura organizzativa ai sostenitori dell’europarlamentare ed ex comandante del reggimento d’assalto Col Moschin e della brigata Folgore.

La notizia rappresenta uno strappo doloroso e inaspettato, soprattutto perché colpisce al cuore quel nucleo duro di militari in congedo, incursori e reduci dei reparti scelti che avevano visto nella discesa in campo del Generale una bandiera di riscatto morale contro i compromessi della politica tradizionale. Ma le divergenze maturate sul territorio lombardo hanno trasformato l’entusiasmo iniziale in una profonda delusione, culminata con l’addio pubblico.

Le ragioni dell’addio: «Principi traditi e frattura con i vertici»

Nel comunicato diffuso dal sodalizio brianzolo, la scelta di abbandonare il movimento viene definita come un passo sofferto, meditato a lungo ma ormai non più procrastinabile. Alla base del divorzio vi è la constatazione amara del venire meno di quei valori fondanti di lealtà, trasparenza e cameratismo che avevano costituito la premessa per la nascita del sodalizio. Secondo i paracadutisti e gli operatori dei corpi speciali della Brianza, l’evoluzione interna di Futuro Nazionale ha progressivamente allontanato la dirigenza dalle istanze della base, creando un solco insormontabile tra le parole d’ordine della campagna elettorale e la gestione concreta delle sezioni locali.

Il documento punta l’indice contro la gestione verticistica impressa dai quadri dirigenti, accusati di aver tradito lo spirito originario dell’associazione per cedere alle medesime dinamiche di palazzo che il Generale Vannacci ha sempre dichiarato pubblicamente di voler combattere. Una contestazione che pesa come un macigno, perché proviene da uomini abituati alla disciplina militare e alla rigorosa corrispondenza tra i principi proclamati e le azioni sul campo.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
POLITICA & ATTUALITÀ

Il coraggio vince. Vita e avventure di un generale incursore – Roberto Vannacci

L’autobiografia bestseller edita da Piemme: il percorso nei reparti d’élite dell’Esercito, le missioni operative, il comando della Folgore e la visione politica del Generale.

★★★★★
4.6 su 5
(Bestseller Piemme Saggistica)

Ascolta tutti i saggi politici e le grandi biografie dell’attualità su Audible. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per accedere all’ascolto illimitato.

Il nodo della meritocrazia e lo scontro sulle nomine territoriali

Il cuore del contenzioso risiede nella mancata applicazione della meritocrazia, sbandierata come cardine del progetto ma disattesa nei fatti. Nel comunicato si legge senza mezzi termini: «Nonostante le rassicurazioni iniziali su una gestione basata sul valore, sull’impegno e sul merito individuale, la struttura di Futuro Nazionale ha dimostrato nei fatti di premiare logiche differenti rispetto a chi lavora quotidianamente con dedizione e spirito di servizio». Un’accusa esplicita di favoritismo e di calcoli correntizi che avrebbe mortificato chi ha garantito presenza costante, sacrifici logistici e mobilitazione militante nelle province lombarde.

L’uscita di scena si conclude con un messaggio che unisce distacco formale e sarcasmo politico: «Auguriamo comunque buon lavoro a Lele Petrucci», figura apicale e coordinatore di spicco della compagine vannacciana. Un commiato che lascia intendere come le frizioni con la gestione operativa delle deleghe e l’accentramento decisionale siano stati il detonatore definitivo per una rottura che covava sotto la cenere già da diverse settimane.

L’impatto sul radicamento di Futuro Nazionale al Nord

Lo strappo del Gruppo Indipendente di Corpi Speciali e Paracadutisti della Brianza non è una semplice scaramuccia locale, ma un campanello d’allarme strategico per le ambizioni future del Generale Vannacci. La Brianza e la Lombardia rappresentano da sempre il bacino elettorale ed economico più solido del Paese, e perdere l’appoggio organico del mondo dei paracadutisti – da sempre la guardia d’onore e la spina dorsale simbolica dell’ufficiale – rischia di indebolire la capacità di penetrazione del movimento proprio nel momento in cui si cerca di consolidare una rete capillare alternativa o parallela alla Lega.

Resta ora da capire quale sarà la reazione dei vertici nazionali di Futuro Nazionale e se il Generale interverrà in prima persona per arginare l’emorragia di consensi tra i suoi fedelissimi della prima ora. Quel che appare certo è che la transizione da fenomeno editoriale e d’opinione a forza politica strutturata si sta rivelando irta di ostacoli, e il primo fronte caldo si è aperto proprio nella roccaforte del Nord.

A cura della Redazione Politica e Territorio di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

Comunali Roma, Pomarici (Futuro Nazionale): «Presto il nostro candidato per il Campidoglio, senza di noi il centrodestra non vince»

Comunali Roma, Pomarici (Futuro Nazionale): «Presto il candidato per il Campidoglio, il centrodestra senza di noi non vince» 👇

Pubblicato

a

Pomarici (Futuro Nazionale)

Roma – I motori della politica capitolina sono ufficialmente accesi e la corsa per la guida di Palazzo Senatorio si arricchisce di un protagonista destinato a sparigliare gli equilibri della coalizione. A margine della partecipata manifestazione di protesta contro la giunta del sindaco Roberto Gualtieri, svoltasi ai piedi del Campidoglio, è stato Marco Pomarici, responsabile per la Regione Lazio di Futuro Nazionale (il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci), a lanciare la sfida per le prossime elezioni amministrative di Roma.

Un intervento perentorio che rivendica il radicamento del movimento nelle periferie e avverte gli alleati tradizionali sulla necessità di una convergenza programmatica solida: senza il consenso e l’energia civica di Futuro Nazionale, la conquista del Campidoglio da parte del centrodestra rimarrà un miraggio per l’intero territorio metropolitano.

«A breve il nome per il Campidoglio e liste pronte in tutti i Municipi»

«Stiamo lavorando alacremente al candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative a Roma – ha dichiarato Marco Pomarici –. Stiamo strutturando con precisione e qualità le liste sia nei quindici municipi della Capitale, sia per l’Assemblea Capitolina. Roma è nel nostro cuore: lavoreremo senza sosta per ridare decoro e sicurezza alla Capitale d’Italia. Il nome del nostro candidato per la carica di primo cittadino arriverà molto presto».

Pomarici ha posto l’accento sulla frattura sociale tra il centro storico e i quartieri più esterni: «Le periferie, che rappresentano il cuore pulsante e operoso della nostra città, sono state letteralmente abbandonate dal centrosinistra di Gualtieri e noi siamo scesi in piazza per dare voce alla rabbia e alle speranze dei cittadini dimenticati».

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
POLITICA & ATTUALITÀ

Il coraggio vince. Vita e valori di un generale – Roberto Vannacci

L’autobiografia bestseller del generale Roberto Vannacci edita da Piemme: il percorso militare, le missioni operative, i principi morali e la visione della società italiana.

★★★★★
4.8 su 5
(oltre 1.800 recensioni su Amazon)

Disponibile in edizione cartacea e formato Kindle. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per accedere a tutti i vantaggi.

L’avviso agli alleati: «La nostra casa è il centrodestra, ma senza FNV non si vince»

Il dirigente laziale ha infine chiarito la collocazione e il peso strategico della forza politica ispirata da Vannacci nel mosaico delle prossime consultazioni:

«Abbiamo rivendicato con assoluta coerenza, soprattutto in quest’ultimo periodo, che la nostra collocazione naturale e la nostra casa è il centrodestra. Tuttavia, il centrodestra dovrà comprendere lucidamente che senza Futuro Nazionale non sarà possibile vincere e strappare Roma alla sinistra. Noi siamo determinati, strutturati e assolutamente a disposizione della città».

Un messaggio inequivocabile recapitato ai tavoli delle forze politiche nazionali e regionali: la partita per Roma è aperta e Futuro Nazionale è pronta a recitare un ruolo di primo piano.

A cura di Monica Macchioni – Redazione Politica di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza