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IL GENERALE DI CORPO D’ARMATA GIANPAOLO MIRRA IN VISITA A L’AQUILA

Un’occasione per consolidare la sinergia tra Esercito e territorio 

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IL GENERALE DI CORPO D’ARMATA GIANPAOLO MIRRA IN VISITA A L’AQUILA
Redazione- . Il Comandante Territoriale Nazionale dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Gianpaolo Mirra, nell’ambito delle visite agli Enti dipendenti del COMTER, ha visitato il Comando Militare Esercito “Abruzzo – Molise”.
Il Generale Mirra, dopo la resa degli onori, è stato accolto dal Comandante del CME, Colonnello Alessandro Poli, e successivamente ha incontrato il personale civile e militare. Rivolgendosi alle donne e uomini dell’ente il Comandante Territoriale ha sottolineato come la nuova organizzazione territoriale dell’Esercito sia fondamentale per garantire la sinergia tra mondo militare e istituzioni locali. 
A seguire, il Generale Mirra si è recato presso Palazzo Margherita, sede del Comune, dove ha incontrato il Sindaco Pierluigi Biondi, per un confronto sulle principali opportunità del territorio e sulle collaborazioni future.
Il Comando Militare Abruzzo – Molise gestisce i rapporti istituzionali con le autorità locali, le attività di presidio, la promozione dei reclutamenti, il sostegno al ricollocamento professionale dei militari congedati, la gestione documentale e tutte le attività legate al benessere delle famiglie dei militari.

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Attualità

Schiavi nei campi, la dura lotta dell’UGL Matera ai caporali: “Basta slogan elettorali! Il nuovo treno Magna Grecia ridarà Libertà ai lavoratori”

LA DURA BATTAGLIA SINDACALE CONTRO IL SISTEMA DEI “CAPORALI”! UGL Matera: “Basta chiacchiere da campagna elettorale, il nuovo Treno Magna Grecia restituirà finalmente Liberta e Dignità agli Schiavi dei Campi!” 🚂 👨‍🌾 Ci sono purtroppo dei drammi silenziosi e delle “Piaghe Sociali” orribili che continuano a sanguinare e a consumarsi lontano dalle telecamere nelle nostre campagne del Sud. Uno dei più brutali e schifosi è senza dubbio il “Caporalato”! Decine di migliaia di disperati lavoratori agricoli, per poter semplicemente andare a lavorare e spaccarsi la schiena per due spiccioli raccogliendo la nostra frutta e verdura, sono letteralmente “costretti” a sottostare al ricatto dei Caporali! Come? Pagando cifre altissime e “Pizzini” ai criminali solo ed esclusivamente per essere “Trasportati” e stipati come bestie in furgoni fatiscenti e pericolosi fino ai campi! Come si sconfigge definitivamente questa assurda schiavitù moderna? Con il Trasporto Pubblico! È questa la formidabile, geniale e potentissima denuncia lanciata oggi da Pino Giordano (Segretario dell’UGL Matera). Il Sindacato ha accolto con gioia ed esultanza la riapertura della meravigliosa linea ferroviaria “Magna Grecia” (Ringraziando la Regione per gli sforzi e chiedendo a “Ferrovie” di potenziare velocemente la Sibari-Taranto), ricordando a tutti noi una cosa fondamentale: SE UN LAVORATORE PUÒ ANDARE A LAVORARE PRENDENDO NORMALMENTE UN TRENO, NON DOVRÀ PIÙ CHIEDERE IL PASSAGGIO AL CAPORALE E NON SARÀ PIÙ RICATTABILE! Il treno, dunque, non è solo ferro e bulloni, ma è una vera e propria e bellissima arma per restituire l’Autonomia, la Libertà e la Legalità ai lavoratori contro i criminali! Sentite le durissime e appassionate parole di accusa del Segretario contro i “Finti e Comodi Politici”: “C’è purtroppo chi si ricorda dell’esistenza dei lavoratori solo e unicamente quando iniziano le elezioni! Ma per l’UGL non è così. La Legalità e la Sacra Dignità non possono mai essere usate come un furbesco e falso Slogan da spendere per prendere voti! Vanno protette 365 giorni l’anno!”. Leggi l’infuocato articolo Sindacale per lo sviluppo del Territorio e per difendere la povera gente! 👇 🗣️ Voi conoscevate le tremende ed esorbitanti cifre del ricatto legato al “Trasporto Furgoni” del Caporalato che strozza i lavoratori agricoli al Sud? Siete d’accordo sul fatto che i nostri politici (e molti altri finti Sindacati) si riempiano tristemente la bocca con finte promesse a favore dei Lavoratori solo e unicamente quando bisogna scendere per strada a “Mendicare un Voto” alle elezioni, per poi sparire e non fare Assolutamente NULLA? Diteci la vostra spassionata e sincera opinione sviscerando a fondo tutta la vostra indignazione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo coraggiosissimo articolo sulle vostre bacheche per difendere la sacra DIGNITÀ DI CHI LAVORA in agricoltura!

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Pino GIORDANO, Segretario Provinciale UGL Matera

Matera – Ci sono piaghe sociali profondissime, dolorose e vergognose che purtroppo continuano a sanguinare nel silenzio assordante delle nostre campagne del Sud. E ci sono diritti fondamentali, sanciti a chiare lettere dalla nostra Costituzione, che non possono e non devono mai essere ridotti a semplici specchietti per le allodole. «La legalità, la sacra dignità del lavoro e il diritto alla mobilità non possono assolutamente diventare dei comodi temi da riscoprire magicamente e furbescamente soltanto durante le frenetiche campagne elettorali. I lavoratori hanno disperatamente bisogno di risposte serie e concrete ogni singolo giorno dell’anno». È con questo durissimo e appassionato monito che Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, rilancia con forza la grande battaglia sindacale a difesa dei braccianti agricoli e dello sviluppo infrastrutturale del territorio lucano.

Il lavoro non è uno slogan da spendere in campagna elettorale

Il j’accuse del Segretario Giordano è diretto e non fa sconti a nessuno. Punta il dito contro chi utilizza le sofferenze della povera gente unicamente per raccattare voti, scomparendo puntualmente il giorno dopo lo spoglio delle urne. «C’è purtroppo chi si ricorda dell’esistenza dei lavoratori solo e unicamente quando serve», sottolinea con amarezza Giordano. «Ma per la famiglia dell’UGL non è assolutamente così. Non si può mai essere “sindacato a convenienza”: sui diritti inalienabili e sulla legalità sui luoghi di lavoro bisogna esserci sempre, in prima linea, mettendoci la faccia e il cuore».

La “Magna Grecia”: il treno che unisce il Sud

Ed è proprio in nome di questi fatti concreti (tanto invocati dai cittadini) che l’UGL ha voluto accendere i riflettori su una grande, importantissima conquista territoriale: il tanto atteso riavvio strutturale della linea ferroviaria Magna Grecia. Un risultato salutato con immenso favore dal sindacato, che ha voluto rivolgere un plauso istituzionale al prezioso e caparbio lavoro svolto dalla Regione Basilicata e, in particolare, agli instancabili assessori Pasquale Pepe e Cosimo Latronico.
Il grande ritorno del treno sulla costa jonica, con i vitali e strategici collegamenti verso i poli di Taranto, Bari e Salerno, non rappresenta infatti soltanto un’infrastruttura d’acciaio; rappresenta al contrario una vera e propria e vitale risposta alla pressante necessità di mobilità quotidiana di migliaia di cittadini, pendolari e onesti lavoratori spesso isolati.

Sconfiggere i Caporali spezzando la catena del trasporto illegale

Ma la riflessione politica e sociologica dell’UGL Matera va ben oltre il semplice fatto logistico, e tocca il cuore sanguinante del lavoro agricolo. «Proprio la mobilità può diventare potentemente una formidabile questione di legalità», spiega brillantemente Giordano.
Sappiamo tutti troppo bene come funziona il brutale sistema criminale del Caporalato: i disperati braccianti agricoli vengono reclutati illegalmente, sfruttati all’inverosimile, e sono spessissimo costretti a pagare cifre folli ai propri aguzzini (i “caporali”) solo per avere il “privilegio” di essere stipati come bestie in furgoni fatiscenti per poter raggiungere fisicamente i campi di raccolta.
Se, al contrario, un lavoratore agricolo viene messo nelle condizioni di poter raggiungere del tutto autonomamente il proprio luogo di lavoro utilizzando un normale ed economico servizio pubblico, non sarà mai più costretto a piegare la testa e a dipendere dal caporale per il trasporto. «È esattamente qui che il treno assume un valore immenso che va ben oltre il semplice collegamento ferroviario: restituisce totale autonomia al lavoratore e riduce drasticamente il controllo esercitato da chi organizza criminalmente gli spostamenti per sfruttarlo a sangue».

L’appello a Ferrovie: attivare le tratte Sibari-Taranto e Crotone-Taranto

In virtù di questa nobile e intelligentissima visione strategica, l’UGL Matera lancia un forte, pressante e costruttivo appello diretto ai vertici di Ferrovie dello Stato e alle istituzioni competenti. La richiesta sindacale è quella di valutare immediatamente e seriamente l’istituzione di un servizio ferroviario capillare sulla fondamentale tratta Sibari-Taranto, o in alternativa sulla Crotone-Taranto, calibrando fermate e orari tenendo scrupolosamente conto proprio delle delicate e complesse esigenze orarie dei tantissimi lavoratori agricoli stagionali.
«Investire nella mobilità significa anche, e soprattutto, investire massicciamente nella Legalità», ribadisce Giordano con fermezza. Per l’UGL Matera i tre pilastri inamovibili su cui costruire il futuro del territorio sono chiarissimi: legalità assoluta, inattaccabile dignità del lavoro e responsabilità condivisa da tutte le parti sociali.
«Servono istituzioni, imprese private e sindacati che siano presenti e lottino tutto l’anno, non soltanto quando si accendono per magia i riflettori elettorali della Tv. La città di Matera e la sua straordinaria e lavoratrice provincia – conclude perentorio e orgoglioso Giordano – hanno disperatamente bisogno di fatti concreti, non di vuoti slogan. La Dignità sacra dei lavoratori non va mai in vacanza o in campagna elettorale: essa va protetta, sudata e difesa strenuamente 365 giorni l’anno».

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Pioggia d’Oro e di Sogni in Brianza: centrato un clamoroso ‘6’ al Superenalotto da 223 Milioni di Euro! È la seconda vincita più alta della Storia

LA DEA BENDATA HA BACIATO L’ITALIA: Centrato in Brianza un Clamoroso e Magico “6” al SuperEnalotto che vale 223 Milioni di Euro! È la Seconda vincita più alta della Storia! 🍾 💰 Ci sono sogni incredibili e colossali che, almeno una volta nella vita, tutti noi italiani abbiamo fatto ad occhi aperti o sotto le coperte: “Se vincessi alla Lotteria, mollerei tutto, farei sistemare i miei figli, comprerei una barca e andrei a vivere su un’isola sperduta!”. Ebbene, questa sera (venerdì 11 Settembre) quel sogno utopico è diventato una Mostruosa e inimmaginabile realtà per un misterioso e fortunatissimo cittadino! Con una banalissima schedina giocata al volo da pochissimi euro nella ricevitoria “Al Chicherin” (nel piccolo e tranquillo comune di La Valletta Brianza, in provincia di Lecco), un giocatore ha clamorosamente centrato l’impossibile Sestina Vincente del Superenalotto, sbancando le casseforti dello Stato e portandosi a casa uno spaventoso “Jackpot” dal valore inestimabile: OLTRE 223 MILIONI DI EURO! Per farvi capire l’assurdità titanica di questa pioggia di denaro filigranato, si tratta della Seconda Vincita in assoluto PIÙ ALTA dell’intera e lunghissima Storia del concorso (battuta solo dal mitologico Jackpot da 371 milioni centrato con un sistema di gruppo nel 2023). Pensateci un attimo: una singola persona (che in queste ore sarà sicuramente in preda a un mezzo infarto per la gioia irrefrenabile davanti alla Tv) stasera è andata a letto con ben 223 MILIONI versati sul conto in banca! Il gestore del piccolo locale in Brianza è assediato dai curiosi, stanno stappando spumante a fiumi ma giura di non avere la minima idea di chi possa essere il ricchissimo vincitore! E voi lo ricordate l’ultimo “6”? Era stato centrato a Desenzano del Garda più di un anno fa! Leggi l’incredibile articolo di cronaca, scopri I MAGICI NUMERI ESTRATTI, i premi consolatori e… provate a chiudere gli occhi per un secondo. 👇 ✈️ Sinceramente e col cuore in mano, se la Dea Bendata dovesse colpire voi in questo esatto momento, quali sarebbero le primissime e Follissime TRE COSE che fareste domattina appena svegli con 223 MILIONI di Euro versati in cassaforte? Mollate il Lavoro? Comprate una Ferrari? Beneficenza? Regalare un mutuo agli amici? Ditecelo e Sogniamo tutti insieme sviscerando i vostri sogni nei commenti, e CONDIVIDETE a raffica questo bellissimo articolo portafortuna sulle vostre bacheche (Taggando tutti i vostri amici che giocano al Superenalotto)!

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Superenalotto

La Valletta Brianza (Lecco) – Ci sono giorni qualunque, scanditi dalla solita e monotona routine quotidiana, che all’improvviso, nel tempo di un battito di ciglia, si trasformano in una vera e propria sceneggiatura da film di Hollywood. È esattamente quello che è successo venerdì 11 settembre nel tranquillo e laborioso comune di La Valletta Brianza, in provincia di Lecco, dove la Dea Bendata ha deciso di posare il suo sguardo benevolo per regalare un’emozione che definire “storica” è forse riduttivo. Un misterioso e fortunatissimo giocatore ha infatti centrato l’impossibile e clamorosa “sestina” del Superenalotto, portandosi a casa un mostruoso e inimmaginabile Jackpot dal valore stratosferico di oltre 223 milioni di euro (esattamente 223.173.416,83 euro).

La schedina magica e la festa impazzita alla ricevitoria

Il favoloso e milionario “colpo della vita”, come segnalato tempestivamente dall’agenzia specializzata Agimeg, è stato messo a segno con una semplicissima schedina da appena 5 pannelli. La ricevitoria baciata dalla fortuna assoluta è il frequentatissimo punto vendita ‘Al Chicherin’, situato nella centrale Via Milano 36.
Mentre il misterioso neo-multimilionario sta probabilmente cercando di riprendere fiato davanti allo schermo del televisore incredulo, all’interno del locale brianzolo il clima è di totale, rumorosa e goliardica follia collettiva. «Non sappiamo assolutamente nulla di chi sia il vincitore, ma sappiamo benissimo che è stata realizzata qui la mega vincita perché il telefono fisso del negozio non smette di squillare impazzito da ore!», ha raccontato all’Adnkronos il gestore incredulo, quasi sovrastato dalle voci, dalle urla di gioia e dai brindisi improvvisati dei clienti presenti nel locale.

Un traguardo vertiginoso: il secondo Jackpot più alto della storia

Per comprendere l’assoluta enormità della cifra vinta, basti pensare che 223,2 milioni di euro rappresentano una somma in grado di stravolgere non solo la vita del vincitore, ma anche quella delle prossime e future generazioni della sua famiglia. Questo incredibile tesoro di carta filigranata si inserisce di diritto, come un fulmine a ciel sereno, tra i montepremi più colossali e ricchi mai distribuiti nella gloriosa storia del concorso, conquistando la medaglia d’argento assoluta e piazzandosi comodamente al secondo posto di tutti i tempi.
Il gradino più alto del podio, per ora, resta infatti saldamente occupato dai leggendari 371,1 milioni di euro vinti tramite la celebre “Bacheca dei Sistemi”, centrati il 16 febbraio del 2023. In quell’occasione, però, la pioggia di denaro venne accuratamente suddivisa in ben 90 quote in tutta Italia, mentre la vincita di stasera a La Valletta Brianza sembra destinata ad aver cambiato la vita di un’unica, incredula persona.

La fine del digiuno: l’attesa del ‘6’ durata oltre un anno

Questo meraviglioso venerdì sera segna anche la fine di un lunghissimo e snervante “digiuno” per gli scommettitori italiani. Quello centrato a La Valletta Brianza è infatti ufficialmente il primo ‘6’ dell’anno 2026. L’ultimo Jackpot milionario, decisamente più “modesto”, risaliva all’ormai lontano 22 maggio 2025, quando a Desenzano del Garda (Brescia) furono vinti 35,4 milioni di euro.
Con quest’ultimo colpo grottesco e magnifico, salgono vertiginosamente a 135 le vincite totali con il “6” realizzate dalla nascita del concorso, per un tesoro immenso di oltre 5 miliardi di euro distribuiti agli italiani a partire dal 1997. Dopotutto, matematicamente parlando, battere il banco è un’impresa titanica: esistono ben 622 milioni di sestine possibili per riuscire a centrare la magica combinazione esatta.

I numeri estratti e come controllare eventuali vincite minori

Ma quali sono stati i sei numeri capaci di scardinare le casseforti dello Stato? Ecco la favolosa combinazione vincente dell’estrazione di stasera: 8, 13, 16, 52, 64, 70. A questi si aggiungono il numero Jolly (17) e il fondamentale numero Superstar (21).
Ovviamente, il fascino magnetico del Superenalotto risiede anche nei generosissimi “premi di consolazione”. È importante ricordare che si vince non solo con il “6”, ma con punteggi che vanno dal 2 (che paga orientativamente 5 euro) al “5+1” (che può regalare somme altissime e mozzafiato intorno ai 620mila euro). I giocatori sbadati o speranzosi possono verificare tranquillamente eventuali vecchie schedine impolverate e mai controllate scaricando l’apposita App ufficiale o consultando il vasto archivio online delle ultime 30 estrazioni. Chiudete gli occhi e provate a sognare: cosa fareste se, aprendo il portafoglio, vi rendeste conto di avere tra le mani 223 milioni di euro?

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La bomba sociale dei call center fa tremare la Basilicata, l’allarme dell’UGL: “350 famiglie di Matera ostaggio del silenzio di TIM, il Governo intervenga”

350 posti di lavoro a rischio e una scadenza che fa tremare l’intera Basilicata! 🛑📞 Il segretario dell’UGL Matera, Pino Giordano, lancia un urlo disperato al MIMIT e a TIM sul futuro della CallMat: “Non possiamo aspettare il 31 dicembre 2026 con una spada di Damocle sulla testa delle nostre famiglie!”. Di fronte all’allarme nazionale di 100mila licenziamenti nella filiera, il sindacato chiede un piano industriale immediato per governare l’Intelligenza Artificiale e trasformare la digitalizzazione della sanità in nuovi posti di lavoro. Sosteniamo i lavoratori lucani, scoprite tutta la verità nell’articolo! 👇❤️✨

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Giordano UGL Matera al MIMIT per vertenza CallMat

Matera – Ci sono scadenze sul calendario che non indicano semplicemente la fine di un anno, ma che pesano sulle spalle delle persone come gigantesche spade di Damocle, togliendo il sonno la notte e avvelenando la speranza del domani. Per 350 lavoratori della CallMat di Matera, e per le loro famiglie, quella data ha contorni nitidi e spaventosi: il 31 dicembre 2026. Non parliamo di freddi numeri da far quadrare in un bilancio societario, ma di carne, sangue, competenze e dignità di un intero territorio che rischia di essere spazzato via dall’onda d’urto di una crisi occupazionale senza precedenti. Di fronte al silenzio dei grandi committenti e all’avanzare dello spettro dell’intelligenza artificiale non governata, il sindacato alza la voce, invocando una mobilitazione immediata delle istituzioni nazionali.

A lanciare questo grido d’allarme viscerale, accorato e privo di ipocrisie è Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL Matera, che ha voluto squarciare il velo di indifferenza che circonda il comparto delle telecomunicazioni e dei contact center lucani. Lo stimolo per questa dura riflessione nasce dalle drammatiche dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato di TIM e presidente di Asstel, Pietro Labriola, il quale ha lanciato un vero e proprio sasso nello stagno, preconizzando ben 100mila posti di lavoro a rischio nell’intera filiera nazionale nei prossimi 18 mesi. Un campanello d’allarme sordo che, secondo l’UGL, impone alla Basilicata di non inseguire l’emergenza, ma di prevenirla attraverso un grande atto di coraggio civile e industriale.

L’appello a TIM e al MIMIT: «Matera non è un numero, serve una strategia vera»

La posizione del sindacato è netta e rifiuta qualsiasi logica legata all’assistenzialismo passivo o a scorciatoie temporanee. L’obiettivo è costringere i giganti della comunicazione e i ministeri chiave a fare una scelta di campo trasparente. «Il nostro appello a TIM e al MIMIT è diretto», tuona Pino Giordano con fiera determinazione, richiamando ciascun attore alle proprie storiche responsabilità. «Prendano in mano la questione Basilicata e la considerino per quello che è, una necessità occupazionale e industriale che riguarda un intero territorio. TIM è un committente strategico e deve valutare le conseguenze delle proprie scelte sui territori; il MIMIT, dal canto suo, deve assumere una funzione di ferrea regia davanti a una trasformazione che rischia di distruggere il lavoro».

L’UGL esprime un profondo, sincero e incondizionato apprezzamento nei confronti della dirigenza di CallMat e dei suoi impiegati, che stanno affrontando sacrifici enormi pur di mantenere attivo il presidio di Matera e tutelare il futuro di 350 professionisti. Ma l’azienda non può essere lasciata sola in questa trincea. Dietro ogni singola postazione con le cuffie ci sono madri e padri che per anni hanno garantito un servizio d’eccellenza, costituendo un patrimonio di sound design umano che non può essere rottamato dall’automazione sfrenata. La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e della sanità, indicata dallo stesso Labriola, deve trasformarsi da minaccia in un’incredibile opportunità di ricollocamento e riscatto economico.

La sanità digitale e il PNRR: le alleanze per sconfiggere la spada di Damocle

Per disinnescare la bomba sociale prima della scadenza del 2026, l’UGL Matera chiede l’istituzione immediata di una cabina di regia permanente alla quale debbono sedere la Regione Basilicata, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), le aziende del settore e i sindacati. In questo scacchiere complesso, Giordano riconosce il grande merito dell’assessore regionale alle Attività Produttive, Francesco Cupparo, il primo ad aver acceso con forza i riflettori sulla vertenza CallMat. Ma ora serve un salto di qualità normativo, un piano strategico che veda il pieno coinvolgimento anche dell’assessore alla Sanità e al PNRR, Cosimo Latronico, per connettere la rivoluzione della telemedicina e della sanità digitale alle competenze già presenti sul territorio.

«Non chiediamo di fermare il futuro, chiediamo di costruirlo», conclude con spavaldo orgoglio il segretario provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, blindando la linea di resistenza operaia contro le gare al massimo ribasso e le delocalizzazioni selvagge. «L’intelligenza artificiale e l’automazione non devono essere percepite soltanto come strumenti di sostituzione del lavoro. Devono essere governate attraverso la formazione, la riqualificazione e la riconversione professionale. Il 31 dicembre 2026 deve essere la data entro la quale avremo già edificato una prospettiva sicura». I telefoni della CallMat continuano a squillare, le dita corrono sulle tastiere, ma gli occhi degli operai guardano a Roma e a Potenza: Matera ha già dimostrato di saper risorgere dalle proprie ferite, e questa volta non farà passi indietro a difesa del proprio patrimonio più grande.

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