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MARZO A ROMA. DUE SETTIMANE DI CULTURA FRA INCONTRI, LIBRI, ARTE, CINEMA E SPETTACOLI

Redazione- La programmazione culturale di Roma Capitale prosegue nella seconda metà di marzo con un palinsesto di iniziative promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria che spazia dalla musica al cinema, dal teatro alla danza, dalle mostre alle presentazioni editoriali, alle tante occasioni per riflettere sui temi contemporanei e sull’importanza di tenere viva la Memoria, non solo su vicende del lontano passato e su accadimenti della storia più recente, come l’eccidio delle Fosse Ardeatine, ferita ancora aperta per tutta la città.
Tra gli appuntamenti in programma nei prossimi giorni, da non perdere la nuova edizione di Libri Come, uno degli appuntamenti culturali più attesi della stagione, che animerà l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e il convegno internazionale The Dream Syndicate al MACRO dedicato alle trasformazioni del lavoro immateriale e culturale e alle pratiche artistiche contemporanee.
Tante le occasioni per vivere gli spazi e i luoghi della città grazie alle numerose proposte delle principali istituzioni culturali capitoline e le iniziative nell’ambito dei progetti portati in città dai vincitori dell’Avviso Pubblico per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti. Stagione 2025-2026.
Ecco alcuni degli appuntamenti in calendario.
INCONTRI
Dal 20 al 22 marzo l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone sarà animato dalla XVII edizione di Libri Come, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e curata da Michele De Mieri, Rosa Polacco e Marino Sinibaldi. La manifestazione avrà come parola guida Democrazia, una parola-mondo che dalla Grecia classica fino a oggi ha rappresentato oltre che un sistema politico anche un modo di vivere insieme agli altri, secondo regole di partecipazione e di discussione. Come sempre attraverso incontri, letture e dibattiti, la Festa del Libro e della Lettura offrirà strumenti di conoscenza e confronto, esplorando la Democrazia non solo come principio politico, ma anche come elemento culturale, capace di unire persone, idee e generazioni. Tanti gli ospiti internazionali e italiani che saranno presenti, tra i quali, solo per citarne alcuni, Anne Applebaum, Joanna Bator, Tahar Ben Jelloun, Marie Darrieussecq, Phoebe Greenwood, Steffen Kopetzky, Dinaw Mengestu, Yascha Mounk, Chris Pavone, David Quammen, Mark Sedgwick, Samanta Schweblin, Ece Temelkuran, Clara Usón, Edward St Aubyn, Ayşegül Savaş e poi ancora Niccolò Ammaniti, Annalena Benini, Daria Bignardi, Diego Bianchi, Filippo Ceccarelli, Mauro Covacich, Annalisa Cuzzocrea, Marco Damilano, Maurizio de Giovanni, Concita De Gregorio, Luciano Fontana, Anna Foa, Paolo Giordano, Alessia Gazzola, Fabrizio Gifuni, Giordano Bruno Guerri, Felicia Kingsley, Valerio Magrelli, Stefano Massini, Ezio Mauro, Enrico Mentana, Paolo Mieli, Francesco Piccolo, Massimo Recalcati, Gianni Riotta, Francesco Rutelli, Antonio Scurati, Simonetta Sciandivasci, Zerocalcare, Emanuele Trevi.Per questa edizione, la tradizionale mostra sul tema che ogni anno viene proposta al pubblico, è affidata alla street artist Alice Pasquini. Info al link https://www.auditorium.com/it/festival/libri-come-2026.
Tra le proposte della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali si segnala che al Museo di Roma a Palazzo Braschi, il 19 marzo alle 16.30, per gli appuntamenti di Roma Racconta – il ciclo di conferenze rivolte sia a semplici appassionati che a docenti e studenti universitari – Camilla De Boni (Associazione Culturale Renato Nicolini-Meraviglioso Urbano), condurrà l’incontro dedicato all’Estate romana, esperienza di punta dell’allora assessorato alla Cultura di Roma guidato da Renato Nicolini tra il 1976 e il 1985, con un approfondimento sui risultati e sugli strumenti che hanno dato vita a un modello di capitale culturale ancora oggi insuperato (ingresso libero nella Sala Tenerani, sede dell’incontro).
E sempre il 19 marzo alle ore 17 al Museo di Roma in Trastevere, per la rassegna Le parole delle scrittrici dedicato alle scritture delle donne, Novella Bellucci (Sapienza Università di Roma) terrà la conferenza Elsa Morante 1974-2026. Rileggere “La Storia” a oltre cinquant’anni dalla prima pubblicazione del romanzo, tra le opere più influenti del Novecento e ancora oggi di grande attualità (ingresso libero nella Sala Multimediale, sede dell’incontro).
Per entrambi gli appuntamenti, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19). Info su https://www.museiincomuneroma.it e https://www.sovraintendenzaroma.it.
Tra gli appuntamenti dell’Istituzione Biblioteche di Roma si segnala che il 19 marzo alle ore 17.30 presso la Biblioteca Enzo Tortora si terrà l’incontro Kalimat durante il quale i circoli di lettura che vogliano aderire leggeranno una selezione di racconti di autori arabi usciti su Arabpop, rivista di arti e letterature arabe contemporanee che esplora la variegata cultura del mondo arabo. racconti della letteratura araba contemporanea. Il progetto intende favorire la diffusione di autori ancora poco noti in Italia facendo conoscere, tramite la loro voce, la ricchissima e complessa cultura di vari Paesi tra cui Marocco, Iraq, Egitto, Palestina.
La Biblioteca Europea celebra la Giornata internazionale della donna con la presentazione il 26 marzo alle ore 17.30 dell’antologia Donne in poesia. Per una mappa della poesia europea contemporanea a cura di Luigi Marinelli, Isabella Tomassetti e Matteo Iacovella (ed. Le Lettere 2025). Attraverso l’approfondimento critico-interpretativo delle opere di poesia, il libro intende inserirsi in un processo già ampiamente in corso di decostruzione di alcuni stereotipi, se non proprio pregiudizi, storico-critici relativi alla presenza della scrittura di donne nella poesia europea. Intervengono: Luigi Marinelli, Matteo Iacovella, Camilla Miglio, Laura Pugno. Moderano: Sara De Simone e Federico Italiano.
Evento realizzato in collaborazione con il Goethe-Institut Rom.
MOSTRE
Dal 17 marzo le sale espositive di Palazzo Esposizioni Roma riaprono al pubblico con due grandi mostre: Mario Schifano e Marco Tirelli. Anni luce, entrambe prodotte e organizzate da Azienda Speciale Palaexpo con il supporto della Fondazione Silvano Toti.
Il progetto dedicato a Mario Schifano (1934-1998), una delle figure più significative e popolari della recente arte italiana, è il nuovo capitolo del programma di studio e valorizzazione delle figure che hanno segnato la cultura visiva del secondo Novecento, in particolare quella emersa nella città di Roma. La mostra, a cura di Daniela Lancioni, presenta nelle sale del Piano nobile oltre cento opere che restituiscono la biografia artistica di Schifano: dalle sperimentazioni con i materiali fino ai monocromi, i paesaggi TV, le immagini in movimento e i più recenti lavori di esplicito impegno sociale. A corredo della mostra anche un ricco public program, oltre a proiezioni, visite guidate e laboratori.
L’artista romano Marco Tirelli (1956), tra i principali protagonisti del rinnovamento della pittura avviato in Italia e all’estero alla fine degli anni Settanta, con Anni luce presenta un’inedita mostra-installazione di grande impatto visivo che testimonia lo stato più avanzato della sua ricerca. La mostra, a cura di Mario Codognato, espone oltre quaranta dipinti inediti realizzati attraverso un metodo originale e l’impiego di tecniche diverse, la cui somiglianza alla fotografia è in realtà solo apparente: le opere, tutte di grande formato, sono il risultato di un costante dialogo tra luce, ombra e immaginario. Le sale diventano così un “teatro della memoria”, un atlante visivo che dà vita a un archivio personale e universale.
Entrambe le mostre saranno visitabili fino al 12 luglio 2026. Info al link https://www.palazzoesposizioniroma.it.
Al MACRO il 13 e 14 marzo, si terrà The Dream Syndicate, convegno internazionale a cura di Carlo Antonelli e Valerio Mannucci, che intende riflettere sulle trasformazioni del lavoro immateriale e culturale, con un focus specifico sulla musica e sulle pratiche artistiche contemporanee. L’evento si inserisce nel quadro della mostra in corso One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze, riattivandone lo spirito critico per esplorare temi come l’economia delle piattaforme, l’autonomia dell’artista e le nuove forme di resistenza al burnout. Previste lecture, conversazioni e tavoli di discussione che metteranno in dialogo teorici, critici, artisti e operatori della scena culturale italiana e internazionale, per analizzare il rapporto tra tecnologia, musica e produzione simbolica – superando la dimensione celebrativa – e interrogare le urgenze del presente. Due giorni di dibattiti che trasformeranno il museo in una piattaforma di ascolto e analisi sulle “geometrie del possibile” nella società contemporanea. Ingresso libero. Orari: venerdì ore 18; sabato dalle 12 alle 19. L’evento sara trasmesso anche in streaming al link https://www.museomacro.it/evento/the-dream-syndicate.
CINEMA
La Casa del Cinema a Villa Borghese, per tutto il mese, propone la rassegna Lei e le altre, un ciclo di proiezioni che celebrano l’universo femminile, tra sguardi d’autore e visioni contemporanee, a corredo della mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis, in corso nel vicino Museo Carlo Bilotti. Il programma delle proiezioni prevede, il 13 marzo alle ore 18, la visione di 8 Femmes (8 donne e un mistero) di François Ozon, seguito, il 14 marzo alle 20.30, da The Florida Project (Un sogno chiamato Florida) di Sean Baker e il 22 marzo alle 20, da Her di Spike Jonze. Tutti i film sono in v.o. con sottotitoli in italiano. Biglietti acquistabili sul posto presso la biglietteria in largo Marcello Mastroianni oppure online sul sito www.casadelcinema.it o www.boxol.it/casadelcinema.
Si segnala, inoltre, l’appuntamento speciale del 21 marzo in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Alle ore 20 nella Sala Cinecittà, ad ingresso gratuito verrà proiettata la versione restaurata de I cento passi di Marco Tullio Giordana, con Luigi Lo Cascio nei panni di Peppino Impastato, il giornalista che dai microfoni di Radio Aut sfidò apertamente la mafia.
Al Nuovo Cinema Aquila il 14 marzo a partire dalle 18 serata speciale intitolata Narrative per il Diritto all’Umanità. Argentina 1976-2026: 50 anni di Memoria, Verità e Giustizia. A cinquant’anni dal golpe civico-militare in Argentina, la memoria non è un esercizio nostalgico, ma un atto politico universale. In un mondo attraversato da guerre, autoritarismi, discorsi d’odio e nuove forme di sparizione – fisica, simbolica, digitale – tornare a interrogare quella storia significa difendere, oggi, il diritto all’identità, la dignità umana. Il programma intreccia tre momenti: la proiezione del documentario Resistenza. Storie dell’esilio argentino a Roma; la presentazione della mostra fotografica Spazi (des)aparecidos; la proiezione del documentario Identità e il dibattito con il protagonista Daniel Santucho Navajas (Nieto 133) e la regista Florencia Santucho. Info al link https://cinemaaquila.it/evento/narrative-per-il-diritto-allidentita.
MUSICA
Per la Stagione Sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il 12, 13 e 14 marzo a dirigere l’Orchestra ceciliana nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sarà il Direttore musicale Daniel Harding. Accanto a lui anche il pianista Daniil Trifonov che per l’occasione si misurerà con il Concerto n. 2 di Brahms, un’opera che per dimensioni e difficoltà rappresenta una vera sfida per ogni interprete. Il brano è una cattedrale sonora in quattro movimenti, dove il pianoforte dialoga con l’orchestra in una trama densa di richiami sinfonici. La serata proseguirà poi con la Sinfonia n. 7 di Dvořák, un’opera che riflette l’ammirazione sconfinata del compositore boemo proprio per Brahms, di cui fu amico. La Settima fu composta cercando di unire il rigore formale tedesco con i colori e i ritmi della terra boema. Orari: giovedì e venerdì alle 20; sabato alle 18. Info al link https://santacecilia.it/concerto/daniel-harding-daniil-trifonov/?replica=1496.
E sempre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, tra gli appuntamenti proposti invece dalla Fondazione Musica per Roma, il 13 marzo alle ore 20 arriva la giovane artista siciliana Delia che porterà sul palco un inno alla propria terra, tra musica folk ed elettronica. Info al link https://www.auditorium.com/it/event/delia-buglisi.
TEATRO E DANZA
Per la stagione della Fondazione Teatro di Roma, dall’11 al 15 marzo, al Teatro India va in scena Un dettaglio minore, adattamento teatrale dell’omonimo romanzo della scrittrice palestinese Adania Shibli (edito da La nave di Teseo, con la traduzione di Monica Rocco). Lo spettacolo, con la regia di Massimo Luconi, che cura anche il progetto scenico, e l’interpretazione di Dalal Suleiman, ripercorre un tragico evento storico del 1949 – lo stupro e l’uccisione di una adolescente, avvenuto dopo l’attacco a un gruppo di beduini da parte di soldati israeliani – intrecciandolo con l’indagine ossessiva che una donna conduce nel presente. Una narrazione potente e necessaria che, partendo da un episodio rimosso, scava nelle pieghe della memoria e del dolore per riflettere sulla tragedia attuale del popolo palestinese e sulla costruzione del discorso storico. Orari: da mercoledì a sabato ore 20; domenica ore 18. Info al link https://www.teatrodiroma.net/spettacoli/stagione-2025-2026/teatro-india/un-dettaglio-minore.
Per la stagione del Balletto del Teatro dell’Opera di Roma, dal 17 al 22 marzo, sul palco del Teatro Costanzi arriva Trittico Contemporaneo, appuntamento voluto da Eleonora Abbagnato che porta in scena tre titoli presentati per la prima volta nella Capitale. Ogni sera il programma si apre con Spring and Fall, creato nel 1991 sulle musiche di Antonín Dvořák, con la coreografia e i costumi di John Neumeier: un lavoro che gioca sull’ambiguità del titolo tra stagioni e dinamiche di movimento (caduta e recupero). Segue Echoes from a Restless Soul, creazione del 2016 di Jacopo Godani sulle note di Ravel, di cui l’autore cura integralmente coreografia, scene, costumi e luci. Chiude la serata I Feel the Earth Move di Benjamin Millepied, nato per l’American Ballet Theatre nel 2017: un pezzo ipnotico sulle musiche di Philip Glass che inizia a sipario già alzato, coinvolgendo i macchinisti nel passaggio verso le atmosfere di Einstein on the Beach. Interpreti: Simone Agrò, Alessandra Amato, Claudio Cocino, Federica Maine, Alessio Rezza, Susanna Salvi, Michele Satriano e Marianna Suriano. La direzione musicale dell’Orchestra del Teatro dell’Opera è affidata a Daniel Capps. Orari: da martedì a venerdì ore 20; sabato ore 15 e ore 20; domenica ore 16.30. Info al link https://www.operaroma.it/spettacoli/neumeier-godani-millepied.
Al Teatro Villa Pamphilj, il 15 marzo dalle 11 alle 14, Monica Demuru presenta Tre donne, lettura sonorizzata dedicata a tre autrici lontane per collocazione geografica ed esiti stilistici quali Katherine Mansfield, Ingeborg Bachmann e Alice Munro. Con la cura di Daria Deflorian e la collaborazione artistica di Andrea Pizzalis, il testo si trasforma in un “thriller esistenziale” tra voci, oggetti sonori e canzoni, esplorando l’universo femminile del secolo scorso con una sensibilità viva e contemporanea. Info al link https://www.teatriincomune.roma.it/events/tre-donne.
Al Teatro Tor Bella Monaca il 20, 21 e 22 marzo arriva la commedia Gli Internettuali di Paolo Triestino, che cura anche la regia, accompagnato in scena da VivianaToniolo, Matteo Cirillo, Matteo Montaperto, Federica Calderoni. Due genitori, per compiacere il figlio Mario, si affaccino al mondo social venendone inesorabilmente travolti. Il ragazzo ne è prima divertito, poi sorpreso, infine sgomento, rendendosi conto delle mostruosità che involontariamente ha generato. Nel frattempo in un pub Mario conosce Lucia, rimanendone affascinato. Le chiede dove può trovarla in rete, ma la ragazza non è rintracciabile su nessun social: preferisce parlare, non postare o taggare. E così anche Mario si cancella dai social. Da quel momento accade qualcosa di straziante: non lo riconoscerà più nessuno, né gli amici più cari, né i suoi genitori. In questa dimensione di vuoto, a riconoscerlo sarà solo Lucia. Orari: venerdì e sabato alle 21; domenica alle 17.30. Info al link https://www.teatriincomune.roma.it/events/gli-internettuali-ma-dove-vai-se-un-profilo-non-ce-l-hai.
Al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 21 marzo alle 20.30, in programma una serata dedicata alla danza contemporanea con due lavori firmati da Andrea Costanzo Martini. In apertura, il duetto Pas de Cheval vede Martini in scena con Francesca Foscarini: un’opera che esplora il parallelismo tra la figura del cavallo e quella del performer, analizzando con ironia il confine tra l’addestramento e la libertà d’espressione. A seguire, Martini presenta l’assolo What happened in Torino, un’indagine fisica ed eccentrica sul corpo come oggetto dello sguardo altrui. Attraverso una performance che mette a nudo la vulnerabilità del danzatore, l’autore esplora la tensione costante tra il desiderio di esibirsi e l’angoscia del giudizio, trasformando il palco in uno spazio di resistenza e indagine contemporanea. Info al link https://www.teatriincomune.roma.it/events/pas-de-cheval-andrea-costanzo-martini-francesca-foscarini.
Proseguono gli appuntamenti nell’ambito dei progetti proposti dai vincitori dell’Avviso Pubblico per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti. Stagione 2025-2026.
Per il progetto di formazione teatrale Cordae. Connessioni creative a cura di APS Arte in movimento a.s.d che prendendo avvio dalla commedia dell’arte, dalle maschere e dai classici della tradizione teatrale, riletti in chiave contemporanea, intende favorisce l’incontro e la collaborazione tra diverse generazioni artistiche — giovani interpreti, studenti, attori emergenti, professionisti e maestri della scena — promuovendo uno scambio continuo di competenze, esperienze e visioni, il 21 marzo alle ore 10, presso il teatro Ygramul (via Nicola Maria Nicolai, 14) si terrà il laboratorio Corpo, voce e maschera: percorsi integrati di espressione scenica. Attraverso lo studio delle maschere, dell’improvvisazione e della teatralità propria della Commedia dell’Arte, si approfondiranno le dinamiche espressive del corpo e della voce in scena. Le sessioni dedicate alla tecnica vocale e al canto favoriranno la consapevolezza respiratoria, l’uso delle risonanze e l’interpretazione musicale, mentre il laboratorio coreografico consentirà di trasformare gesto, ritmo e movimento in linguaggio performativo. Max 16 partecipanti, iscrizione obbligatoria al numero 328.4135771 oppure all’email info@arteinmovimentoasd.it. Gli spettacoli finali sono previsti il 27 e 28 giugno presso lo Spazio Diamante (via Prenestina 230/b). Info su www.arteinmovimentoasd.it.
A cura di Teatro dei Contrari APS continua Rinoceronti Oggi, il progetto di formazione e creazione teatrale dedicato a giovani autori/autrici e attori/attrici, sviluppato a partire da Il rinoceronte di Eugène Ionesco. Presso il Teatro Testaccio (via Romolo Gessi 8) il 15, 22 e 29 marzo dalle ore 10 alle 13, in programma gli ultimi laboratori drammaturgici guidati da Silvia Falabella e i percorsi attoriali coordinati da Franca Garcea. Ciascun laboratorio è organizzato come un percorso intensivo e progressivo che alterna momenti di formazione teorica, esercitazioni pratiche e lavoro di scrittura guidata. Ogni incontro prevede una prima fase di analisi del testo originale, condotta con metodi di lettura critica e confronto collettivo, seguita da sessioni operative in cui i partecipanti sviluppano idee, strutture narrative e materiali drammaturgici. Max 8 partecipanti, a partire dai 16 anni. Spettacolo finale previsto il 9 e 10 giugno presso il Teatro Anfitrione (via San Saba 24). Info e candidature al 348.9602600 o alla mail labs@teatrotestaccio.com. Ulteriori info su su www.teatrotestaccio.com.
Tutte le informazioni e gli altri appuntamenti promossi dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale sono disponibili su https://culture.roma.it, sui canali FB e IG @cultureroma, X culture_roma e con #CultureRoma.
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Schiavi nei campi, la dura lotta dell’UGL Matera ai caporali: “Basta slogan elettorali! Il nuovo treno Magna Grecia ridarà Libertà ai lavoratori”
LA DURA BATTAGLIA SINDACALE CONTRO IL SISTEMA DEI “CAPORALI”! UGL Matera: “Basta chiacchiere da campagna elettorale, il nuovo Treno Magna Grecia restituirà finalmente Liberta e Dignità agli Schiavi dei Campi!” 🚂 👨🌾 Ci sono purtroppo dei drammi silenziosi e delle “Piaghe Sociali” orribili che continuano a sanguinare e a consumarsi lontano dalle telecamere nelle nostre campagne del Sud. Uno dei più brutali e schifosi è senza dubbio il “Caporalato”! Decine di migliaia di disperati lavoratori agricoli, per poter semplicemente andare a lavorare e spaccarsi la schiena per due spiccioli raccogliendo la nostra frutta e verdura, sono letteralmente “costretti” a sottostare al ricatto dei Caporali! Come? Pagando cifre altissime e “Pizzini” ai criminali solo ed esclusivamente per essere “Trasportati” e stipati come bestie in furgoni fatiscenti e pericolosi fino ai campi! Come si sconfigge definitivamente questa assurda schiavitù moderna? Con il Trasporto Pubblico! È questa la formidabile, geniale e potentissima denuncia lanciata oggi da Pino Giordano (Segretario dell’UGL Matera). Il Sindacato ha accolto con gioia ed esultanza la riapertura della meravigliosa linea ferroviaria “Magna Grecia” (Ringraziando la Regione per gli sforzi e chiedendo a “Ferrovie” di potenziare velocemente la Sibari-Taranto), ricordando a tutti noi una cosa fondamentale: SE UN LAVORATORE PUÒ ANDARE A LAVORARE PRENDENDO NORMALMENTE UN TRENO, NON DOVRÀ PIÙ CHIEDERE IL PASSAGGIO AL CAPORALE E NON SARÀ PIÙ RICATTABILE! Il treno, dunque, non è solo ferro e bulloni, ma è una vera e propria e bellissima arma per restituire l’Autonomia, la Libertà e la Legalità ai lavoratori contro i criminali! Sentite le durissime e appassionate parole di accusa del Segretario contro i “Finti e Comodi Politici”: “C’è purtroppo chi si ricorda dell’esistenza dei lavoratori solo e unicamente quando iniziano le elezioni! Ma per l’UGL non è così. La Legalità e la Sacra Dignità non possono mai essere usate come un furbesco e falso Slogan da spendere per prendere voti! Vanno protette 365 giorni l’anno!”. Leggi l’infuocato articolo Sindacale per lo sviluppo del Territorio e per difendere la povera gente! 👇 🗣️ Voi conoscevate le tremende ed esorbitanti cifre del ricatto legato al “Trasporto Furgoni” del Caporalato che strozza i lavoratori agricoli al Sud? Siete d’accordo sul fatto che i nostri politici (e molti altri finti Sindacati) si riempiano tristemente la bocca con finte promesse a favore dei Lavoratori solo e unicamente quando bisogna scendere per strada a “Mendicare un Voto” alle elezioni, per poi sparire e non fare Assolutamente NULLA? Diteci la vostra spassionata e sincera opinione sviscerando a fondo tutta la vostra indignazione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo coraggiosissimo articolo sulle vostre bacheche per difendere la sacra DIGNITÀ DI CHI LAVORA in agricoltura!
Matera – Ci sono piaghe sociali profondissime, dolorose e vergognose che purtroppo continuano a sanguinare nel silenzio assordante delle nostre campagne del Sud. E ci sono diritti fondamentali, sanciti a chiare lettere dalla nostra Costituzione, che non possono e non devono mai essere ridotti a semplici specchietti per le allodole. «La legalità, la sacra dignità del lavoro e il diritto alla mobilità non possono assolutamente diventare dei comodi temi da riscoprire magicamente e furbescamente soltanto durante le frenetiche campagne elettorali. I lavoratori hanno disperatamente bisogno di risposte serie e concrete ogni singolo giorno dell’anno». È con questo durissimo e appassionato monito che Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, rilancia con forza la grande battaglia sindacale a difesa dei braccianti agricoli e dello sviluppo infrastrutturale del territorio lucano.
Il lavoro non è uno slogan da spendere in campagna elettorale
Il j’accuse del Segretario Giordano è diretto e non fa sconti a nessuno. Punta il dito contro chi utilizza le sofferenze della povera gente unicamente per raccattare voti, scomparendo puntualmente il giorno dopo lo spoglio delle urne. «C’è purtroppo chi si ricorda dell’esistenza dei lavoratori solo e unicamente quando serve», sottolinea con amarezza Giordano. «Ma per la famiglia dell’UGL non è assolutamente così. Non si può mai essere “sindacato a convenienza”: sui diritti inalienabili e sulla legalità sui luoghi di lavoro bisogna esserci sempre, in prima linea, mettendoci la faccia e il cuore».
La “Magna Grecia”: il treno che unisce il Sud
Ed è proprio in nome di questi fatti concreti (tanto invocati dai cittadini) che l’UGL ha voluto accendere i riflettori su una grande, importantissima conquista territoriale: il tanto atteso riavvio strutturale della linea ferroviaria Magna Grecia. Un risultato salutato con immenso favore dal sindacato, che ha voluto rivolgere un plauso istituzionale al prezioso e caparbio lavoro svolto dalla Regione Basilicata e, in particolare, agli instancabili assessori Pasquale Pepe e Cosimo Latronico.
Il grande ritorno del treno sulla costa jonica, con i vitali e strategici collegamenti verso i poli di Taranto, Bari e Salerno, non rappresenta infatti soltanto un’infrastruttura d’acciaio; rappresenta al contrario una vera e propria e vitale risposta alla pressante necessità di mobilità quotidiana di migliaia di cittadini, pendolari e onesti lavoratori spesso isolati.
Sconfiggere i Caporali spezzando la catena del trasporto illegale
Ma la riflessione politica e sociologica dell’UGL Matera va ben oltre il semplice fatto logistico, e tocca il cuore sanguinante del lavoro agricolo. «Proprio la mobilità può diventare potentemente una formidabile questione di legalità», spiega brillantemente Giordano.
Sappiamo tutti troppo bene come funziona il brutale sistema criminale del Caporalato: i disperati braccianti agricoli vengono reclutati illegalmente, sfruttati all’inverosimile, e sono spessissimo costretti a pagare cifre folli ai propri aguzzini (i “caporali”) solo per avere il “privilegio” di essere stipati come bestie in furgoni fatiscenti per poter raggiungere fisicamente i campi di raccolta.
Se, al contrario, un lavoratore agricolo viene messo nelle condizioni di poter raggiungere del tutto autonomamente il proprio luogo di lavoro utilizzando un normale ed economico servizio pubblico, non sarà mai più costretto a piegare la testa e a dipendere dal caporale per il trasporto. «È esattamente qui che il treno assume un valore immenso che va ben oltre il semplice collegamento ferroviario: restituisce totale autonomia al lavoratore e riduce drasticamente il controllo esercitato da chi organizza criminalmente gli spostamenti per sfruttarlo a sangue».
L’appello a Ferrovie: attivare le tratte Sibari-Taranto e Crotone-Taranto
In virtù di questa nobile e intelligentissima visione strategica, l’UGL Matera lancia un forte, pressante e costruttivo appello diretto ai vertici di Ferrovie dello Stato e alle istituzioni competenti. La richiesta sindacale è quella di valutare immediatamente e seriamente l’istituzione di un servizio ferroviario capillare sulla fondamentale tratta Sibari-Taranto, o in alternativa sulla Crotone-Taranto, calibrando fermate e orari tenendo scrupolosamente conto proprio delle delicate e complesse esigenze orarie dei tantissimi lavoratori agricoli stagionali.
«Investire nella mobilità significa anche, e soprattutto, investire massicciamente nella Legalità», ribadisce Giordano con fermezza. Per l’UGL Matera i tre pilastri inamovibili su cui costruire il futuro del territorio sono chiarissimi: legalità assoluta, inattaccabile dignità del lavoro e responsabilità condivisa da tutte le parti sociali.
«Servono istituzioni, imprese private e sindacati che siano presenti e lottino tutto l’anno, non soltanto quando si accendono per magia i riflettori elettorali della Tv. La città di Matera e la sua straordinaria e lavoratrice provincia – conclude perentorio e orgoglioso Giordano – hanno disperatamente bisogno di fatti concreti, non di vuoti slogan. La Dignità sacra dei lavoratori non va mai in vacanza o in campagna elettorale: essa va protetta, sudata e difesa strenuamente 365 giorni l’anno».
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Pioggia d’Oro e di Sogni in Brianza: centrato un clamoroso ‘6’ al Superenalotto da 223 Milioni di Euro! È la seconda vincita più alta della Storia
LA DEA BENDATA HA BACIATO L’ITALIA: Centrato in Brianza un Clamoroso e Magico “6” al SuperEnalotto che vale 223 Milioni di Euro! È la Seconda vincita più alta della Storia! 🍾 💰 Ci sono sogni incredibili e colossali che, almeno una volta nella vita, tutti noi italiani abbiamo fatto ad occhi aperti o sotto le coperte: “Se vincessi alla Lotteria, mollerei tutto, farei sistemare i miei figli, comprerei una barca e andrei a vivere su un’isola sperduta!”. Ebbene, questa sera (venerdì 11 Settembre) quel sogno utopico è diventato una Mostruosa e inimmaginabile realtà per un misterioso e fortunatissimo cittadino! Con una banalissima schedina giocata al volo da pochissimi euro nella ricevitoria “Al Chicherin” (nel piccolo e tranquillo comune di La Valletta Brianza, in provincia di Lecco), un giocatore ha clamorosamente centrato l’impossibile Sestina Vincente del Superenalotto, sbancando le casseforti dello Stato e portandosi a casa uno spaventoso “Jackpot” dal valore inestimabile: OLTRE 223 MILIONI DI EURO! Per farvi capire l’assurdità titanica di questa pioggia di denaro filigranato, si tratta della Seconda Vincita in assoluto PIÙ ALTA dell’intera e lunghissima Storia del concorso (battuta solo dal mitologico Jackpot da 371 milioni centrato con un sistema di gruppo nel 2023). Pensateci un attimo: una singola persona (che in queste ore sarà sicuramente in preda a un mezzo infarto per la gioia irrefrenabile davanti alla Tv) stasera è andata a letto con ben 223 MILIONI versati sul conto in banca! Il gestore del piccolo locale in Brianza è assediato dai curiosi, stanno stappando spumante a fiumi ma giura di non avere la minima idea di chi possa essere il ricchissimo vincitore! E voi lo ricordate l’ultimo “6”? Era stato centrato a Desenzano del Garda più di un anno fa! Leggi l’incredibile articolo di cronaca, scopri I MAGICI NUMERI ESTRATTI, i premi consolatori e… provate a chiudere gli occhi per un secondo. 👇 ✈️ Sinceramente e col cuore in mano, se la Dea Bendata dovesse colpire voi in questo esatto momento, quali sarebbero le primissime e Follissime TRE COSE che fareste domattina appena svegli con 223 MILIONI di Euro versati in cassaforte? Mollate il Lavoro? Comprate una Ferrari? Beneficenza? Regalare un mutuo agli amici? Ditecelo e Sogniamo tutti insieme sviscerando i vostri sogni nei commenti, e CONDIVIDETE a raffica questo bellissimo articolo portafortuna sulle vostre bacheche (Taggando tutti i vostri amici che giocano al Superenalotto)!
La Valletta Brianza (Lecco) – Ci sono giorni qualunque, scanditi dalla solita e monotona routine quotidiana, che all’improvviso, nel tempo di un battito di ciglia, si trasformano in una vera e propria sceneggiatura da film di Hollywood. È esattamente quello che è successo venerdì 11 settembre nel tranquillo e laborioso comune di La Valletta Brianza, in provincia di Lecco, dove la Dea Bendata ha deciso di posare il suo sguardo benevolo per regalare un’emozione che definire “storica” è forse riduttivo. Un misterioso e fortunatissimo giocatore ha infatti centrato l’impossibile e clamorosa “sestina” del Superenalotto, portandosi a casa un mostruoso e inimmaginabile Jackpot dal valore stratosferico di oltre 223 milioni di euro (esattamente 223.173.416,83 euro).
La schedina magica e la festa impazzita alla ricevitoria
Il favoloso e milionario “colpo della vita”, come segnalato tempestivamente dall’agenzia specializzata Agimeg, è stato messo a segno con una semplicissima schedina da appena 5 pannelli. La ricevitoria baciata dalla fortuna assoluta è il frequentatissimo punto vendita ‘Al Chicherin’, situato nella centrale Via Milano 36.
Mentre il misterioso neo-multimilionario sta probabilmente cercando di riprendere fiato davanti allo schermo del televisore incredulo, all’interno del locale brianzolo il clima è di totale, rumorosa e goliardica follia collettiva. «Non sappiamo assolutamente nulla di chi sia il vincitore, ma sappiamo benissimo che è stata realizzata qui la mega vincita perché il telefono fisso del negozio non smette di squillare impazzito da ore!», ha raccontato all’Adnkronos il gestore incredulo, quasi sovrastato dalle voci, dalle urla di gioia e dai brindisi improvvisati dei clienti presenti nel locale.
Un traguardo vertiginoso: il secondo Jackpot più alto della storia
Per comprendere l’assoluta enormità della cifra vinta, basti pensare che 223,2 milioni di euro rappresentano una somma in grado di stravolgere non solo la vita del vincitore, ma anche quella delle prossime e future generazioni della sua famiglia. Questo incredibile tesoro di carta filigranata si inserisce di diritto, come un fulmine a ciel sereno, tra i montepremi più colossali e ricchi mai distribuiti nella gloriosa storia del concorso, conquistando la medaglia d’argento assoluta e piazzandosi comodamente al secondo posto di tutti i tempi.
Il gradino più alto del podio, per ora, resta infatti saldamente occupato dai leggendari 371,1 milioni di euro vinti tramite la celebre “Bacheca dei Sistemi”, centrati il 16 febbraio del 2023. In quell’occasione, però, la pioggia di denaro venne accuratamente suddivisa in ben 90 quote in tutta Italia, mentre la vincita di stasera a La Valletta Brianza sembra destinata ad aver cambiato la vita di un’unica, incredula persona.
La fine del digiuno: l’attesa del ‘6’ durata oltre un anno
Questo meraviglioso venerdì sera segna anche la fine di un lunghissimo e snervante “digiuno” per gli scommettitori italiani. Quello centrato a La Valletta Brianza è infatti ufficialmente il primo ‘6’ dell’anno 2026. L’ultimo Jackpot milionario, decisamente più “modesto”, risaliva all’ormai lontano 22 maggio 2025, quando a Desenzano del Garda (Brescia) furono vinti 35,4 milioni di euro.
Con quest’ultimo colpo grottesco e magnifico, salgono vertiginosamente a 135 le vincite totali con il “6” realizzate dalla nascita del concorso, per un tesoro immenso di oltre 5 miliardi di euro distribuiti agli italiani a partire dal 1997. Dopotutto, matematicamente parlando, battere il banco è un’impresa titanica: esistono ben 622 milioni di sestine possibili per riuscire a centrare la magica combinazione esatta.
I numeri estratti e come controllare eventuali vincite minori
Ma quali sono stati i sei numeri capaci di scardinare le casseforti dello Stato? Ecco la favolosa combinazione vincente dell’estrazione di stasera: 8, 13, 16, 52, 64, 70. A questi si aggiungono il numero Jolly (17) e il fondamentale numero Superstar (21).
Ovviamente, il fascino magnetico del Superenalotto risiede anche nei generosissimi “premi di consolazione”. È importante ricordare che si vince non solo con il “6”, ma con punteggi che vanno dal 2 (che paga orientativamente 5 euro) al “5+1” (che può regalare somme altissime e mozzafiato intorno ai 620mila euro). I giocatori sbadati o speranzosi possono verificare tranquillamente eventuali vecchie schedine impolverate e mai controllate scaricando l’apposita App ufficiale o consultando il vasto archivio online delle ultime 30 estrazioni. Chiudete gli occhi e provate a sognare: cosa fareste se, aprendo il portafoglio, vi rendeste conto di avere tra le mani 223 milioni di euro?
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La bomba sociale dei call center fa tremare la Basilicata, l’allarme dell’UGL: “350 famiglie di Matera ostaggio del silenzio di TIM, il Governo intervenga”
350 posti di lavoro a rischio e una scadenza che fa tremare l’intera Basilicata! 🛑📞 Il segretario dell’UGL Matera, Pino Giordano, lancia un urlo disperato al MIMIT e a TIM sul futuro della CallMat: “Non possiamo aspettare il 31 dicembre 2026 con una spada di Damocle sulla testa delle nostre famiglie!”. Di fronte all’allarme nazionale di 100mila licenziamenti nella filiera, il sindacato chiede un piano industriale immediato per governare l’Intelligenza Artificiale e trasformare la digitalizzazione della sanità in nuovi posti di lavoro. Sosteniamo i lavoratori lucani, scoprite tutta la verità nell’articolo! 👇❤️✨
Matera – Ci sono scadenze sul calendario che non indicano semplicemente la fine di un anno, ma che pesano sulle spalle delle persone come gigantesche spade di Damocle, togliendo il sonno la notte e avvelenando la speranza del domani. Per 350 lavoratori della CallMat di Matera, e per le loro famiglie, quella data ha contorni nitidi e spaventosi: il 31 dicembre 2026. Non parliamo di freddi numeri da far quadrare in un bilancio societario, ma di carne, sangue, competenze e dignità di un intero territorio che rischia di essere spazzato via dall’onda d’urto di una crisi occupazionale senza precedenti. Di fronte al silenzio dei grandi committenti e all’avanzare dello spettro dell’intelligenza artificiale non governata, il sindacato alza la voce, invocando una mobilitazione immediata delle istituzioni nazionali.
A lanciare questo grido d’allarme viscerale, accorato e privo di ipocrisie è Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL Matera, che ha voluto squarciare il velo di indifferenza che circonda il comparto delle telecomunicazioni e dei contact center lucani. Lo stimolo per questa dura riflessione nasce dalle drammatiche dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato di TIM e presidente di Asstel, Pietro Labriola, il quale ha lanciato un vero e proprio sasso nello stagno, preconizzando ben 100mila posti di lavoro a rischio nell’intera filiera nazionale nei prossimi 18 mesi. Un campanello d’allarme sordo che, secondo l’UGL, impone alla Basilicata di non inseguire l’emergenza, ma di prevenirla attraverso un grande atto di coraggio civile e industriale.
L’appello a TIM e al MIMIT: «Matera non è un numero, serve una strategia vera»
La posizione del sindacato è netta e rifiuta qualsiasi logica legata all’assistenzialismo passivo o a scorciatoie temporanee. L’obiettivo è costringere i giganti della comunicazione e i ministeri chiave a fare una scelta di campo trasparente. «Il nostro appello a TIM e al MIMIT è diretto», tuona Pino Giordano con fiera determinazione, richiamando ciascun attore alle proprie storiche responsabilità. «Prendano in mano la questione Basilicata e la considerino per quello che è, una necessità occupazionale e industriale che riguarda un intero territorio. TIM è un committente strategico e deve valutare le conseguenze delle proprie scelte sui territori; il MIMIT, dal canto suo, deve assumere una funzione di ferrea regia davanti a una trasformazione che rischia di distruggere il lavoro».
L’UGL esprime un profondo, sincero e incondizionato apprezzamento nei confronti della dirigenza di CallMat e dei suoi impiegati, che stanno affrontando sacrifici enormi pur di mantenere attivo il presidio di Matera e tutelare il futuro di 350 professionisti. Ma l’azienda non può essere lasciata sola in questa trincea. Dietro ogni singola postazione con le cuffie ci sono madri e padri che per anni hanno garantito un servizio d’eccellenza, costituendo un patrimonio di sound design umano che non può essere rottamato dall’automazione sfrenata. La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e della sanità, indicata dallo stesso Labriola, deve trasformarsi da minaccia in un’incredibile opportunità di ricollocamento e riscatto economico.
La sanità digitale e il PNRR: le alleanze per sconfiggere la spada di Damocle
Per disinnescare la bomba sociale prima della scadenza del 2026, l’UGL Matera chiede l’istituzione immediata di una cabina di regia permanente alla quale debbono sedere la Regione Basilicata, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), le aziende del settore e i sindacati. In questo scacchiere complesso, Giordano riconosce il grande merito dell’assessore regionale alle Attività Produttive, Francesco Cupparo, il primo ad aver acceso con forza i riflettori sulla vertenza CallMat. Ma ora serve un salto di qualità normativo, un piano strategico che veda il pieno coinvolgimento anche dell’assessore alla Sanità e al PNRR, Cosimo Latronico, per connettere la rivoluzione della telemedicina e della sanità digitale alle competenze già presenti sul territorio.
«Non chiediamo di fermare il futuro, chiediamo di costruirlo», conclude con spavaldo orgoglio il segretario provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, blindando la linea di resistenza operaia contro le gare al massimo ribasso e le delocalizzazioni selvagge. «L’intelligenza artificiale e l’automazione non devono essere percepite soltanto come strumenti di sostituzione del lavoro. Devono essere governate attraverso la formazione, la riqualificazione e la riconversione professionale. Il 31 dicembre 2026 deve essere la data entro la quale avremo già edificato una prospettiva sicura». I telefoni della CallMat continuano a squillare, le dita corrono sulle tastiere, ma gli occhi degli operai guardano a Roma e a Potenza: Matera ha già dimostrato di saper risorgere dalle proprie ferite, e questa volta non farà passi indietro a difesa del proprio patrimonio più grande.
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