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Sport

L’ANCOS APS DI AVEZZANO SCENDE IN CAMPO AL FIANCO DEI BABY RUGBISTI DELL’ISWEB AVEZZANO RUGBY CON UNA DONAZIONE PER L’ACQUISTO DI MATERIALE SPORTIVO

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Redazione-  L’Ancos Aps di Avezzano conferma il proprio impegno concreto a sostegno dello sport del territorio, scendendo in campo al fianco dei baby rugbisti dell’Isweb Avezzano Rugby con una donazione destinata all’acquisto di nuovo materiale sportivo.

Un gesto che testimonia la vicinanza dell’associazione alle realtà sportive locali, da sempre punto di riferimento educativo e sociale per tanti ragazzi e le loro famiglie. Investire nello sport giovanile significa infatti offrire ai più giovani opportunità di crescita sana, inclusione e formazione attraverso i valori del gioco di squadra, del rispetto e del sacrificio.

Mettere i ragazzi nelle migliori condizioni per allenarsi e crescere, con strumenti adeguati e contesti positivi, rappresenta una priorità per costruire il futuro della comunità. Per questo Ancos Aps continua a sostenere iniziative capaci di valorizzare il talento, l’impegno e la passione delle nuove generazioni.

La collaborazione con l’Isweb Avezzano Rugby si inserisce in un percorso di attenzione costante verso lo sport locale, patrimonio prezioso della città e motore di aggregazione sociale. Nella stagione sportiva 2018/2019, l’associazione medesima donò un defibrillatore alle società frequentanti il campo da calcio di Antrosano.

“A nome di tutta la società, ringrazio l’Ancos Aps per il proprio impegno e contributo. Questa donazione ci ha consentito di acquistare del materiale tecnico per il mini rugby. È importante anche perché consentirà ai baby rugbisti di contare su un’attrezzatura moderna, efficace e sicura. Le porte dello stadio sono e saranno sempre aperte a chiunque vorrà aiutarci. All’Ancos va la mia personale gratitudine per un gesto nient’affatto scontato che ci riempie d’orgoglio”, afferma il presidente dell’Isweb Avezzano Rugby Alessandro Seritti.

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Sport

La mezza maratona di Roma sfonda il muro dei 40mila runner: record assoluto e boom di solidarietà

🏃‍♂️💙 Quasi 40mila runner, record di partecipazione femminile e un Charity Program che unisce corsa e solidarietà: la Rome Half Marathon pronta a fare storia il 18 ottobre 👇

#RomeHalfMarathon #CorsaRoma #RunningItaly #WizzAirRomeHalf

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Wizz

Redazione- Roma si conferma la capitale europea della corsa su strada. A quattro mesi dalla sua terza edizione, la Wizz Air Rome Half Marathon by Brooks Running ha già scritto una pagina memorabile nella storia dello sport italiano e internazionale. Con quasi 40mila iscrizioni registrate, la mezza maratona organizzata da Roma Ostia e RCS Sports & Events per Roma Capitale raggiunge un traguardo straordinario: il doppio dei partecipanti rispetto alla scorsa edizione, quando gli atleti al via erano 22mila.

«Manca pochissimo ai 40 mila iscritti, quasi il doppio dell’ultima edizione», dichiara la Race Director Laura Duchi. «Alla sua terza edizione, l’evento si colloca ai vertici delle mezze maratone più partecipate d’Europa e del mondo, confermando il momento d’oro della corsa su strada».

Record anche nella partecipazione femminile

Il dato più significativo riguarda la componente femminile. Per la prima volta nella storia della manifestazione, le donne rappresentano il 52% degli iscritti, superando la componente maschile. Un incremento dell’8% rispetto allo scorso anno che segna un cambio di paradigma nel panorama podistico italiano, tradizionalmente a maggioranza maschile.

La crescita internazionale è altrettanto impressionante. L’80% dei partecipanti arriva dall’estero, con la Francia in testa al 15,9%, seguita dalla Spagna al 12,5%, dal Regno Unito al 9%, dalla Germania al 7,3% e dalla Polonia al 6,41%. Segnali significativi arrivano anche da Stati Uniti, Brasile e Messico, a conferma del fascino crescente della corsa nella capitale italiana.

«Quasi 40 mila iscritti a circa quattro mesi dall’evento rappresentano un risultato impressionante», sottolinea Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. «In soli due anni la Rome Half Marathon è diventata una delle corse più importanti al mondo. È la conferma che la scelta di creare un’unica mezza maratona ufficiale nel cuore della città è stata vincente. Sarà una grande festa popolare che durerà più giorni e produrrà importanti ricadute sociali, economiche e benefiche».

Ultimi mille pettorali per la solidarietà

Per chi non ha ancora garantito il proprio posto al via del 18 ottobre, resta un’ultima chance. L’organizzazione ha messo in vendita gli ultimi 1.000 pettorali attraverso il Charity Program, introdotto per la prima volta nel programma della Rome Half Marathon. Acquistando uno di questi bib solidali, ogni runner potrà partecipare all’evento sostenendo direttamente i progetti di organizzazioni non profit attive in ambito sociale, sanitario e culturale.

Le realtà aderenti al programma includono Fondazione Bambino Gesù ETS, Sport Senza Frontiere, Comitato Italiano per l’UNICEF – Fondazione ETS, Fondazione Italiana Diabete, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e PlayMore! con RunChallenge. Per prenotare il proprio pettorale è necessario collegarsi al sito ufficiale della manifestazione e scegliere l’organizzazione per cui correre.

«Crediamo fortemente nell’impatto che queste realtà generano sul territorio e sulle comunità», commenta Luca Onofrio, Responsabile Mass Events di RCS Sports & Events. «Il coinvolgimento di organizzazioni solidali, locali e nazionali, attive in diversi ambiti del sociale, contribuirà ulteriormente al successo della terza edizione di uno degli eventi di corsa più belli al mondo».

Un evento che fa vivere Roma

La Wizz Air Rome Half Marathon by Brooks Running non è solo una competizione sportiva, ma un volano economico e turistico per la città. L’arrivo di runner da tutto il mondo genera ricadute significative sull’ospitalità, sulla ristorazione e sul commercio locale, con un indotto che si estende ben oltre il giorno della gara. Il percorso, che attraversa alcune delle aree più iconiche della capitale, offre agli atleti un viaggio tra storia e modernità, con il traguardo che attende nel cuore della città.

Con il sold out delle iscrizioni ordinarie e un record di partecipazione che non ha eguali in Italia, la terza edizione della mezza maratona romana si preannuncia come l’evento sportivo dell’anno. La combinazione di agonismo, solidarietà e passione popolare trasforma questa competizione in un appuntamento imperdibile per runner di ogni livello e provenienza.

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Sport

Dietro lo sport c’è tanta fatica e impegno, tante sfide e sogni da realizzare

Dietro lo sport c’è tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante gioie e soddisfazione, tanti insegnamenti, esperienze che fanno crescere e maturare.

La pratica di uno sport aiuta a volersi bene, a credere in se stessi,

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Redazione-  Dietro lo sport c’è tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante gioie e soddisfazione, tanti insegnamenti, esperienze che fanno crescere e maturare.

La pratica di uno sport aiuta a volersi bene, a credere in se stessi, ad aver fiducia, a sentirsi realizzati, a sapersi organizzare per portare a compimento progetti di gare sfidanti. Lo sport incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di riuscire in qualcosa; lo sport incrementa la resilienza.

Lo sport che vogliamo è competitivo ma non aggressivo, dove si rispetta se stessi e gli altri; uno sport dove si può sperimentare uno spirito di squadra accogliente e rispettoso dove c’è posto per tutti e ognuno apporta il proprio importante contributo; uno sport dove la fatica e l’impegno viene ripagata con riconoscimenti e attestati di stima e di rispetto.

Lo sport che vogliamo è lo sport che ci permette di metterci in gioco apprendendo dall’esperienza; uno sport dove si sperimentano sensazioni ed emozioni; uno sport che fa ritornare a casa soddisfatti e contenti; uno sport che ci fa lasciare una zona di comfort per apprendere dall’esperienza.

Lo sport è un mondo dove si può scaricare tensione, ci si può mettere alla prova, puoi sentire il tuo corpo, ti puoi testare; c’è un percorso, un inizio e una fine come è la vita; trovi tanti compagni di viaggio lungo i percorsi e fai dei tratti con qualcuno così come succede nella vita; si attraversano sensazioni ed emozioni quali ansie, tensioni, paure, stanchezza, incredulità, gioia, precarietà, niente è stabile niente è per sempre.

È importante conoscersi bene e comprendere cosa è meglio per se stessi nelle fasi importanti dell’attività sportiva, ci sono momenti che bisogna stare in raccoglimento per fare il punto della situazione, per cercare dentro di se tutte le risorse necessarie per affrontare una gara importante, ci sono altri momenti che c’è più bisogno di condivisione come alcuni allenamenti di gruppo, o la gioia del risultato.

Per ottenere qualcosa bisogna faticare, impegnarsi un po’ soffrire, incontrare discese e salite e arrivare a conclusione sperimentando soddisfazione e gioia oltre che dolore e sofferenza. Lo sport permette di sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di confort per apprendere sempre dall’esperienza, per conoscersi meglio, ascoltare se stessi durante la fatica, attraverso il respiro e le sensazioni corporee, sempre pronti ad emozionarsi.

Attraverso lo sport si conoscono nuove persone, avvengono incontri e confronti; lo sport abbatte muri e barriere generazionali, lo sport rimette al mondo; nello sport si può notare e apprezzare la ciclicità della vita: partenze e arrivi, fatica e riposo.

Lo sport fa prendere direzioni per raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in se, con impegno, motivazione, passione e determinazione.

Dietro lo sport c’è tanta passione, allenamenti, incontri, fatica, aggregazione, decisioni, presenza, attenzione, focalizzazione, squadre, gruppi, associazioni.

Per ottenere qualcosa bisogna faticare, impegnarsi un po’, soffrire, e arrivare a conclusione sperimentando soddisfazione e gioia oltre che dolore e sofferenza, questa sembra essere l’esperienza di molti atleti.

Dopo la fatica tante emozioni che compensano lo sforzo profuso e chiudono il cerchio dell’esperienza fatta di preparazione, attese, partenza, esecuzione del gesto atletico, arrivo, recupero e questo è lo sport che vogliamo.

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Sport

Cosa c’è dietro una maratona? Un gran bel lavoro mentale

L’atleta attraversa tanti periodi e fasi, di allenamento e gare, attraversa sensazioni ed emozioni varie e difficili ma bisogna sapersi organizzare e presentarsi pronti, efficienti, efficaci, sicuri al momento della gara importante.

Quando si tratta una maratona può riservare brutti scherzi,

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Redazione-  L’atleta attraversa tanti periodi e fasi, di allenamento e gare, attraversa sensazioni ed emozioni varie e difficili ma bisogna sapersi organizzare e presentarsi pronti, efficienti, efficaci, sicuri al momento della gara importante.

Quando si tratta una maratona può riservare brutti scherzi, quindi coraggio con la consapevolezza che non è la prima volta, si è saputo gestire tante situazioni, tante volte e questa volta si farà bene come le altre volte con aspettative positive e fidandosi delle proprie risorse, capacità, qualità, caratteristiche già messe in campo altre volte in modo efficiente.

Il primo avversario da battere è se stessi, a volte ci si sente insicuri, non si crede sufficientemente in sé stessi, si pensa che l’obiettivo sia irraggiungibile, ed allora il primo lavoro da fare è mentale, vedersi vincitore, sconfiggere le credenze negative, e poi la strada diventa più percorribile.

Di seguito la testimonianza di Elena Casaro in risposta ad alcune mie domande:

Cosa c’è dietro una maratona?

Dietro una maratona c’è tanto, tantissimo da imparare; di noi stessi, degli altri, persino dell’universo. Oltre alla preparazione fisica, è un viaggio, un bellissimo viaggio che facciamo dentro di noi. Ci sono le paure (di non farcela), le gioie (quando tutto viene bene e facile), le battaglie interiori per andare avanti quando sembra tutta salita. E poi, all’improvviso, tutto torna, come quando un cerchio si chiude e la consapevolezza di aver dato tutto, per tanto tempo, trova conferma in un risultato che, spesso, è già scritto dentro il cuore, ha preso forma nei tuoi sogni, e si materializza nei tuoi pensieri”.

Lo sport fa faticare, fa impegnare giornalmente con costanza e determinazione per migliorare nei risultati e raggiungere risultati sfidanti ed è gratificante ottenere risultati come un podio a una maratona importante o un miglioramento del proprio personale.

Interessante e utile la testimonianza di Valeria Straneo, nel 2012 stabilisce le migliori prestazioni italiane in mezza maratona e maratona: il 26 febbraio chiude la Roma-Ostia in 1h07’46”, valida anche come Campionato Italiano assoluto, e il 15 aprile chiude maratona di Rotterdam in 2h23’44”.

Quali sensazioni sperimenti in maratona?

“Le sensazioni sono diverse: concentrazione massima, perché io sono molto distratta ma quando sono in gara penso solo a quello e sono molto focalizzata sulle sensazioni, su quello che il mio corpo mi dice sto molto attenta a prendere i ristori a stare dentro la gara al 100%, sensazioni anche di fatica estrema. 42km sono lunghi non sempre va tutto liscio, so sempre di dover far fronte poi appunto a periodi bui dove davvero mi ci vuole tantissima concentrazione, questa è una consapevolezza assoluta che ho, e quindi a volte le sensazioni appunto non sono belle, la sensazione invece bellissima di tagliare traguardo se la gara è andata bene come ti aspettavi la gioia è immensa se è andata bene, comunque una gioia essere arrivata in fondo e quindi sono davvero diverse le sensazioni sia positive che negative”.

Per diventare un forte maratoneta ed eccellere a livello nazionale e internazionale bisogna simulare il più possibile la gara, bisogna adattarsi gradualmente alla fatica, e i migliori allenamenti sono quelli di lunga durata, quasi quanto la maratona, per capire fino a che punto ci si può spingere, cosa si incontra dopo un certo chilometraggio, come affrontare le crisi che arrivano ma sappiamo che bisogna aspettarle, accettarle e saperle gestire.

Inoltre, le ripetute lunghe sono lungi e duri allenamenti che permettono di ottenere ottimi risultati in gara; si tratta di ripetute di più chilometri a ritmi sostenuti per abituare la gamba a faticare e persistere nella fatica, nello sforzo a una certa velocità.

Interessante la testimonianza di Caterina Luccisano, di seguito alcune risposte a mie domande:

La gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle?

La gara della mia vita è stata la maratona di Valencia. Un viaggio lungo 42,195 che tutti nella vita almeno una volta dovrebbero fare”.

Sogni realizzati? Prossimi obiettivi?

Ho sognato di finire la maratona sorridendo e così è stato. Il mio prossimo obbiettivo sarà sempre la maratona ma spingendo di più”.

È un buon approccio questo di Caterina, prima sognare e poi trasformare i sogni in realtà. Un gran bel lavoro mentale alla base della performance e del benessere cercando di spingere sempre di più, alzando l’asticella delle difficoltà, osando senza strafare, con attenzione e dedizione.

Concordo con Caterina, lo sport non regala nulla, per ottenere risultati bisogna essere motivati, avere grande passione, impegnarsi continuativamente per raccogliere frutti preziosi, sudare e faticare seguendo piani e programmi che portano a raggiungere un grande risultato come portare a termine una maratona. Portando a termine una maratona si può capire la ciclicità della vita fatta di piani e programmi, allenamenti duri e faticosi, ma alla fine tanta soddisfazioni, tante emozioni.

Utili e interessanti anche le testimonianze di Elisa Stefani rispondendo ad alcune mie domande a seguito della Maratona di Praga in 2h33’33”:

Cosa hai raccontato a casa, al lavoro, agli amici dopo la gara di maratona?

Dopo la gara ho chiamato i miei genitori, il mio allenatore, la mia vecchia allenatrice Silvana Cucchietti che mi ha fatto innamorare della maratona, ho parlato delle emozioni e basta, tutto il resto è qualcosa che domani sarà passato mentre quelle restano.”

Un gran miglioramento nelle prestazioni di Elisa che la rendono atleta da poter ben figurare in competizioni internazionali. La preparazione per affrontare il lungo viaggio di 42,195 km prevede un impegno notevole per allenarsi, per fare i cosiddetti “lunghi” e “lunghissimi” cioè allenamenti dai 25 i 35 chilometri circa e a ciò si aggiunge il riscaldamento, il defaticamento, gli allunghi, lo stretching per potersi presentare alla partenza della gara nella miglior condizione possibile.

Elisa sembra essere sempre più fiduciosa di sé stessa ma attenta a e meticolosa nella condotta di gara, è difficile interpretare bene una maratona, ma l’esperienza insegna a gestire forze ed energie fino alla fine della gara.

Dietro grandi atleti ci sono grandi persone ed è importante per l’atleta cercare le persone giuste e farsi voler bene sapendo trarre forze ed energie per far del proprio meglio e arrivare carica non solo alla partenza ma anche nel finale di gara.

Tutto passa, tutto finisce, tutto cambia ma restano davvero le sensazioni ed emozioni che bisogna memorizzare nel proprio cuore e che aiutano ad andare avanti con carica, entusiasmo ed energie rinnovate con la voglia di far sempre meglio finché si può. Una bella storia di una donna che lavora, si impegna, fatica.

Anche Liberato Pellecchia che ha corso la Maratona di Berlino in 2h14’28”, racconta la sua emozionante esperienza rispondendo ad alcune mie domande:

La gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle?

La maratona di Berlino dove ho corso il mio PB di 2h14’28”. Esperienza fantastica. Mi emoziono tuttora.

La tua gara più difficile?Fare la lepre alla Maratona di Roma dopo solo 9 giorni dalla scomparsa di mio papà, anche lui podista. Avrebbe dovuto fare anche lui quella gara.”

Obiettivi a breve, medio e lungo termine? Sogni realizzati e da realizzare?

Voglio migliorare il mio PB in maratona. Ho realizzato il sogno di indossare la maglia azzurra assoluta…L’appetito vien mangiando…Voglio farlo ancora.”

Correre la maratona significa diventare manager di se stessi, bisogna avere una grande consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti, bisogna conoscersi bene, sapere qual è il miglior carburante per i propri muscoli sia alla partenza della gara, sia gli ultimi chilometri e bisogna sperimentare anche in allenamento l’integrazione in gara per capire cosa e come assumere determinati alimenti per continuare lo sforzo prolungato nel tempo e terminare la gara senza incontrare il cosiddetto muro.

Se sei circondato da famigliari, amici, professionisti, che sostengono, supportano, continuano a credere in te anche nei momenti difficili, allora sei in una botte di ferro, senti protezione e sicurezza ed è più facile riemergere e ritornare a eccellere con più determinazione, grinta e voglia di fare bene.

Quando riesci a fare la gara della tua vita le sensazioni e le emozioni ti rimangono attaccate sulla pelle a vita e servono poi nei momenti più bui per ricordarti che sei stato in grado di fare qualcosa di importante, di sperimentare la performance e tutto ciò aiuta ad andare avanti serenamente e fiduciosamente.

Importante essere focalizzati sul qui e ora, sul momento presente, sul proprio passo che va avanti, metro per metro, chilometro per chilometro. Nella pratica sportiva, da una parte ti devi testare e capire cosa puoi fare, ma a volte è importante anche crederci e osare, a volte arrivano risultati insperati. È importante avere un’elevata fiducia in sé stessi, non troppa. Le visualizzazioni fanno parte di un mio modello di intervento per il raggiungimento degli obiettivi e la peak performance, modello O.R.A., obiettivi, risorse, autoefficacia.

Percorrere la maratona significa anche vivere l’esperienza di una giornata di eccessivo caldo oppure una giornata di pioggia, sentire l’acqua addosso, inzupparsi le scarpe nelle pozzanghere, insomma, osservare, sentire, percepire, giocare, tutto questo è anche maratona, come riporto nel libro O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport.

https://www.prospettivaeditrice.it/libro/o-r-a-modello-di-intervento-per-raggiungere-obbiettivi-nella-vita-e-nello-sport/

Nel libro “Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida (Edizioni Psiconline) scrivo della maratona le seguenti parole: “La maratona, oltre a essere una prestazione sportiva agonistica, è un’esperienza. Percorrere una maratona non significa solamente cercare di vincere, cercare di fare la performance della vita, cercare di fare il record personale. Percorrere una maratona significa anche fare un’esperienza e cioè organizzarsi per partire, per andare in un posto, mettersi d’accordo con i compagni di viaggio, con gli eventuali amici da incontrare nel luogo della maratona. L’esperienza maratona significa sperimentare l’alimentazione pregara, preoccuparsi del tempo atmosferico, pensare all’abbigliamento adatto. L’esperienza maratona comprende la possibile partecipazione agli eventi collaterali, il presentarsi alla partenza, osservare e prestare attenzione al territorio che si attraversa, ai colori, alle abitazioni, ai corsi d’acqua, alla gente lungo il percorso, soprattutto ai bambini che applaudono e che aspettano che gli batti il ‘cinque’ con il palmo della mano.”

https://www.edizioni-psiconline.it/catalogo/punti-di-vista/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

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