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Lifestyle

L’AQUILA ESPLODE DI ENERGIA: AL VIA IL “MULTIVERSO CANADÀ” TRA SPORT, ARTE E L’ATTESO CONCERTO DI DITONELLAPIAGA

A L’Aquila esplode la magia del COOLture Fest 2026! 🎨🏀 Tra sport, arte e innovazione, il Centro Canadà si riempie di giovani in attesa del grande concerto gratuito di Ditonellapiaga stasera. Non mancate! 🎶✨
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coolturefest2026

Redazione-  Una marea di giovani, colori che prendono vita sulle pareti, il ritmo dei palleggi sui campi da gioco e quella vibrazione elettrica che solo i grandi eventi sanno sprigionare. L’Aquila si è svegliata così, immersa nell’entusiasmo travolgente di “Multiverso Canadà”, la manifestazione che oggi, fin dalle prime ore del mattino, ha trasformato il Centro Polifunzionale di Coppito nel cuore pulsante della socialità studentesca e cittadina.

L’evento segna ufficialmente il debutto del COOLture Fest 2026, l’ambizioso cartellone promosso dall’ADSU L’Aquila (Azienda per il Diritto agli Studi Universitari). Non si tratta di una semplice festa, ma di un tassello fondamentale nel mosaico di iniziative verso L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, dimostrando come l’università e il territorio possano fondersi in un unico, vibrante ecosistema.

Un’esplosione di attività: tra arte, sport e innovazione

Dalle 9 del mattino, gli spazi del Centro Canadà sono diventati un laboratorio a cielo aperto. Mentre i tornei di basket, pallavolo, ping pong e calcio balilla accendevano la competizione agonistica, a pochi metri di distanza il silenzio creativo veniva interrotto solo dai pennelli del live painting e dalle installazioni artistiche curate in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti.

Ma il “Multiverso” esplorato oggi non riguarda solo il fisico e l’estetica: c’è spazio anche per la mente. Grande curiosità ha suscitato il progetto “SACS UNIVAQ”, che propone percorsi di mindfulness e gestione dell’ansia attraverso l’uso della realtà virtuale, offrendo agli studenti strumenti tecnologici all’avanguardia per il benessere personale. Tra teatro, DJ Silent e momenti di socialità pura davanti agli stand enogastronomici, la giornata sta volando verso un finale che promette scintille.

Le voci dei protagonisti

All’inaugurazione, che ha visto la partecipazione dell’assessore comunale al Sociale Manuela Tursini e dei vertici delle ADSU di L’Aquila e Teramo, la soddisfazione era palpabile. “È stato un avvio molto partecipato con presenze che crescono costantemente”, ha commentato entusiasta la presidente dell’Adsu, Marica Schiavone“Siamo felici che i ragazzi abbiano colto lo spirito di questa iniziativa, nata per costruire spazi di incontro. È solo il primo capitolo di un COOLture Fest destinato a crescere negli anni”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore Michele Suriani, che ha sottolineato l’importanza della sinergia tra istituzioni e associazioni: “Riuscire a fare rete fa bene all’intero territorio. Ringraziamo il rettore Fabio Graziosi e tutte le realtà coinvolte: questa è la dimostrazione di come L’Aquila sappia rispondere con forza alla chiamata della cultura”.

Il gran finale: Ditonellapiaga inaugura il tour estivo

Il culmine della giornata è atteso per questa sera. A partire dalle ore 18:00, il palco diventerà il trampolino di lancio per i migliori talenti della scena locale: da Lavinia Di Bartolomeo ai Melliphera, passando per Lucrezia Olivieri e Marco Rotilio, una line-up ricca che scalderà il pubblico per l’evento principale.

Poi, il momento clou: il concerto gratuito di Ditonellapiaga. La cantautrice romana ha scelto proprio L’Aquila per la data zero del suo tour estivo 2026. Dopo il successo a Sanremo e l’uscita dell’acclamato album “Miss Italia”, l’artista porterà sul palco la sua carica pop, eclettica e provocatoria, regalando alla città una notte di musica indimenticabile.

Il “Multiverso Canadà” non è solo un evento, è la prova che quando sport, cultura e musica si incontrano, il futuro dell’Aquila brilla più che mai.

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Lifestyle

L’ANIMA CHE MUTA: GIUSEPPINA CUDDÉ E IL VIAGGIO INTERIORE TRA COLORI E STAGIONI

Il viaggio dell’anima tra fragilità e rinascita: scopri “Foglie rosse, gialle, brune”, la nuova silloge di Giuseppina Cuddé che trasforma il vissuto in poesia universale.
#GiuseppinaCuddé #PoesiaItaliana #AlettiEditore #StagioniDellAnima

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Copertina Foglie rosse gialle brune

Redazione-  Cosa resta di noi quando il tempo, come un vento autunnale, trasforma i colori del nostro vissuto? A questa domanda risponde con sensibilità vibrante Giuseppina Cuddé, docente di lingua francese e poetessa, con la sua ultima raccolta: “Foglie rosse, gialle, brune”. Pubblicata all’interno della prestigiosa collana “I Diamanti della Poesia” di Aletti Editore, l’opera rappresenta un vero e proprio viaggio lirico in cui la vulnerabilità non è una debolezza, ma la chiave per comprendere la complessità dell’umano.

Originaria di Ginevra ma siciliana d’adozione, Cuddé vive a Mineo, nel cuore del catanese, un microcosmo che permea le sue pagine non solo come scenario, ma come lingua viva. È proprio in questo fertile incontro tra la precisione del ricordo e il profumo mediterraneo di zagara e gelsomino che nasce la sua cifra stilistica: trasformare il “privato” in “universale”.

«Il titolo nasce dall’immagine delle stagioni dell’anima», racconta l’autrice. «Le foglie sono il mutamento, ma anche la resistenza della vita. Il rosso è passione e dolore, il giallo è luce e speranza, il bruno è il colore della memoria e delle radici». È un ciclo, quello evocato da Cuddé, che non teme di guardare nell’ombra per poi risalire verso la luce, in un mosaico cromatico che celebra la bellezza del divenire.

La forza di questa silloge risiede nel pudore con cui l’autrice maneggia le proprie emozioni. Come sottolinea nella prefazione il noto regista e sceneggiatore Cosimo Damiano Damato, «la poesia è la cura del tempo e guarisce le stagioni». I versi della Cuddé si offrono al lettore come foglie protette dal rigore della tramontana, custodi di quel ritmo segreto che appartiene a chiunque sappia scorgere l’infinito nelle piccole cose: un raggio di sole, un sentiero, il silenzio che parla.

Per Giuseppina Cuddé, scrivere significa abitare luoghi familiari per poi allargarne i confini, invitandoci a una riflessione profonda sulla nostra esistenza. Il suo è un invito a guardare al mondo con intensità e verità, cogliendo la promessa di una rinascita in ogni caduta, esattamente come la natura insegna.

L’opera ha vissuto un momento di grande visibilità internazionale lo scorso maggio, trovando spazio tra gli scaffali di Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, un’occasione che l’autrice definisce come un onore profondo: «È come affidare le proprie emozioni al mondo, con gratitudine e responsabilità».

“Foglie rosse, gialle, brune” non è soltanto un libro di versi; è uno specchio in cui chiunque può riconoscersi. Che si tratti di un momento di riflessione o di una ricerca di conforto, la parola poetica della Cuddé ci ricorda che, nonostante il passare delle stagioni, l’anima possiede una forza segreta, capace di colorare di nuovo, e sempre, il grigio del quotidiano.

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LUIGI ZENO PROTAGONISTA DEL SOCIALE: TESTIMONIAL DELL’EVENTO BENEFICO “CENANDO SOTTO UN CIELO DIVERSO”

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Redazione-  Sarà Luigi Zeno il testimonial ufficiale dell’edizione 2026 di “Cenando sotto un Cielo Diverso”, il prestigioso evento charity in programma il 7 luglio presso Villa Tony – Complesso Zeno di Ercolano.

Giovane promessa del cinema e della televisione italiana, l’attore porterà la propria immagine e il proprio impegno a sostegno di una serata dedicata alla solidarietà, all’inclusione sociale e alla valorizzazione delle eccellenze campane. In costante ascesa nel panorama nazionale, Luigi Zeno si è fatto notare grazie alla partecipazione a produzioni come Minerva – La Scuola per Netflix e La Promessa di Patrizio su Rai, oltre a ottenere riconoscimenti in ambito giovanile che ne confermano il percorso artistico in crescita.

La sua presenza all’evento contribuisce a rafforzare il messaggio solidale della manifestazione, avvicinando in particolare il pubblico più giovane attraverso una forte esposizione mediatica e un impegno concreto verso iniziative di beneficenza e inclusione sociale.

L’iniziativa, ideata da Alfonsina Longobardi, riunisce chef, artisti, imprenditori e ospiti del mondo dello spettacolo in una serata dedicata alla solidarietà e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio campano.

Riconoscimenti e premi

Nel suo percorso artistico, Luigi Zeno ha già collezionato importanti riconoscimenti che ne confermano il talento e la crescita nel panorama cinematografico italiano. Tra i premi più significativi spicca il riconoscimento come Miglior Giovane Attore al Picentia Short Film Festival per l’interpretazione nel cortometraggio “La Linea Sottile”.

Successivamente è stato insignito anche del premio Miglior Giovane Attore al Capri Hollywood International Film Festival, oltre al Premio Miglior Attore all’Hallelujah Film Festival di Castel Gandolfo e al Premio Giovani Talenti al Vesuvius Film Festival.

Tra i traguardi istituzionali di maggiore rilievo figurano anche i riconoscimenti ricevuti presso il Senato della Repubblica e il Parlamento Europeo, attestazioni che valorizzano non solo il suo percorso artistico ma anche il suo impegno sociale e il contributo rivolto alle nuove generazioni.

Questi risultati consolidano Luigi Zeno come una delle giovani figure emergenti del panorama artistico italiano, capace di unire talento, sensibilità e attenzione alle tematiche sociali.

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LA MEMORIA NON SFILA. RIMANE

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Redazione-  Esistono serate che scorrono via come tante e poi esistono quelle rare occasioni in cui una passerella riesce a trasformarsi in qualcosa di più profondo: un atto culturale, umano, perfino morale.

All’Umoya di Umoya non ha sfilato soltanto la moda; ha sfilato la memoria,

quella memoria scomoda che molti preferiscono lasciare sepolta perché ricorda all’uomo la propria fragilità, la propria violenza, le proprie responsabilità.

Carmine Nappi, giovanissimo designer campano e anima del progetto Archivio Volgare, ha avuto il coraggio di fare ciò che oggi pochissimi creativi osano più fare: usare l’arte non per distrarre, ma per interrogare.

L’ispirazione all’Eccidio di Nola non è diventata provocazione sterile, è diventata linguaggio.

Un linguaggio duro, contemporaneo, inquieto,

quasi una ferita cucita addosso ai corpi. Gli abiti sembravano attraversati da una tensione continua tra passato e presente, tra identità e smarrimento, tra bellezza e dolore. Perché la vera arte non nasce mai dalla comodità.

Nasce sempre da qualcosa che brucia dentro e forse il punto più potente della ricerca di Carmine Nappi è proprio questo: non utilizzare la moda per costruire perfezione, ma per raccontare le crepe dell’essere umano.

In un tempo dominato dall’estetica veloce, dai contenuti usa e getta e da una bellezza sempre più artificiale, la sua visione appare quasi controcorrente.

Non cerca il consenso facile,

non rincorre la superficialità delle tendenze, cerca invece di restituire peso alle immagini,

ed è una differenza enorme.

Perché oggi la società guarda tutto, ma osserva pochissimo.

Consuma dolore, tragedie, identità e perfino memoria con una rapidità spaventosa.

La sofferenza dura il tempo di uno scorrimento sul telefono,

poi arriva altro,altro rumore,altro vuoto.

La sfilata di Archivio Volgare ha avuto invece il coraggio di rallentare lo sguardo.

Di obbligare chi osservava a sentire il peso della storia, delle radici, delle assenze.

Molto intenso anche l’intervento del critico d’arte Pasquale Lettieri, che ha letto la collezione come una vera installazione performativa contemporanea, capace di fondere estetica, denuncia sociale e memoria collettiva,

ed è forse qui che si comprende davvero il valore di questa giovane ricerca artistica: quando la moda smette di essere semplice apparenza e diventa coscienza culturale.

Per troppo tempo abbiamo pensato che l’eleganza fosse soltanto perfezione estetica,

non è così.

La vera eleganza è avere qualcosa da dire senza urlare.

È riuscire a trasformare il dolore in pensiero.

La memoria in linguaggio.

La fragilità in identità e in quella passerella di Castel Volturno non si celebrava soltanto un giovane designer.

Si celebrava il coraggio di una nuova generazione che prova ancora a dare un’anima all’arte.

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