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Cronaca

EMERGENZA CINGHIALI AD ANCONA: SCUOLA CHIUSA E SCATTA IL PIANO DI CATTURA E DI ABBATTIMENTO

Cinghiali a scuola: chiude l’asilo Gramsci di Ancona. Parte il piano di cattura con trappole, ma per legge i selvatici saranno abbattuti.
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Dopo l’incursione dei selvatici vicino all’asilo Gramsci, il Comune corre ai ripari: posizionate le fototrappole. Gli animali verranno abbattuti per prevenire la peste suina.

Redazione – La presenza di cinghiali in area urbana non è più solo una questione di avvistamenti sporadici, ma un’emergenza che ha toccato direttamente la quotidianità dei più piccoli. A Posatora, la scuola per l’infanzia “Gramsci” di via Brodolini è stata costretta a chiudere i battenti per un giorno proprio a causa dell’incursione di un branco di ungulati che, indisturbati, hanno stazionato nei pressi dell’istituto.

Una situazione che ha spinto il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, a firmare un’ordinanza urgente per riattivare e potenziare le misure di contenimento. Il provvedimento, che rinnova l’accordo con l’Urca (Unione Regionale Cacciatori dell’Appennino), mira a gestire una popolazione di selvatici che sembra aver eletto la città a proprio habitat, mettendo a rischio la pubblica incolumità.

Il piano d’azione: come verranno catturati? Non ci sarà una caccia aperta, ma un intervento mirato basato sulla tecnologia. L’Urca, che vanta un’esperienza consolidata nella gestione dei cinghiali in contesti urbani, ha già avviato il monitoraggio. «Abbiamo posizionato le fototrappole per mappare i loro spostamenti – spiega Massimo Iuliano, rappresentante dell’associazione –. Una volta compresi i percorsi abituali, installeremo la “pig-brig”, una speciale trappola-gabbia dotata di esca alimentare, solitamente frutta e verdura, in grado di attirare l’intero gruppo».

Quella che molti chiamano “cucciolata” potrebbe essere in realtà un branco ben più strutturato. Secondo Iuliano, infatti, gli esemplari avvistati vicino alla scuola non sono piccoli, ma ungulati di dimensioni già significative. L’epilogo, però, è segnato dal rigido protocollo ministeriale: una volta catturati, i cinghiali saranno abbattuti. Non è possibile, infatti, procedere con la cattura e la ricollocazione in altre aree boschive a causa dell’alto rischio di diffusione della Peste Suina Africana (PSA).

Il “rifugio” tra la vegetazione Ma perché i cinghiali si spingono così vicini alle classi? Gli occhi di molti sono puntati sull’area dell’ex Crass, al Piano, la collina sottostante la scuola Gramsci. Qui, la fitta vegetazione e i cespugli incolti offrono agli animali il nascondiglio perfetto, un corridoio verde che li porta dritti nel cuore del quartiere. Gli uffici che operano all’interno dell’ex Crass hanno più volte segnalato la necessità di una manutenzione del verde, che appare come una misura preventiva urgente. Un taglio sistematico degli arbusti, infatti, potrebbe fungere da deterrente naturale, spingendo gli animali a tornare verso la campagna e ad allontanarsi spontaneamente dai centri abitati.

Nel frattempo, la città resta in attesa. Per le famiglie di Posatora l’auspicio è che il piano di cattura sia rapido ed efficace, restituendo serenità agli alunni e ai residenti. La gestione della fauna selvatica si conferma, ancora una volta, una sfida complessa per le amministrazioni, chiamata a bilanciare la tutela dell’ambiente con la sicurezza assoluta dei cittadini.

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CAMPOBASSO – NEONATA DI 22 MESI INVESTITA DAL PAPA’, LA PROCURA APRE INCHIESTA

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Redazione-  La procura di Larino ha aperto un fascicolo sull’incidente avvenuto questa mattina a Portocannone, nel Campobassano, dove una bambina di 22 mesi è stata investita accidentalmente dall’auto guidata dal padre davanti all’abitazione di famiglia.
La piccola, trasferita in elisoccorso all’ospedale di Ancona dopo un primo ricovero al San Timoteo di Termoli, è ricoverata in prognosi riservata.I medici hanno riscontrato diversi politraumi e un grave trauma cranico.
Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, l’uomo stava effettuando una manovra in retromarcia e non si sarebbe accorto della presenza della figlia. Il fascicolo aperto dagli inquirenti è, al momento, per lesioni colpose.
La polizia di Termoli sta conducendo gli accertamenti sull’accaduto e ha sequestrato l’auto coinvolta nell’incidente.

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TORTORETO – TRAGEDIA, TROVATO SENZA VITA LEONARDO DE ASCENTIIS, AVEVA 33 ANNI

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Redazione-  Una grande tragedia ha colpito la comunità di Tortoreto, in Abruzzo. Intorno alle 8 è stato trovato morto nella sua abitazione il 33enne Leonardo De Ascentiis. La drammatica scoperta sarebbe stata fatta dalla madre quando sarebbe entrata nella stanza del figlio per chiamarlo. Purtroppo all’arrivo dei sanitari del 118 di Giulianova per il giovane non c’era ormai più nulla da fare. I carabinieri stanno ascoltando familiari e conoscenti per ricostruire le sue ultime ore di vita e verificare ogni dettaglio utile. Figlio di un ex consigliere comunale oggi titolare di un noto agriturismo della zona, veniva descritto da amici e conoscenti come un ragazzo solare, molto legato alle sue amicizie.Al momento sembrerebbero escluse cause violente della morte, ma in ogni caso si attendono gli esiti della ricognizione cadaverica, disposta per Lunedi 25 Maggio.

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LAZIO – ABBATTUTI A FUCILATE 40 BOVINI LIBERI NEL PARCO DEI MONTI LUCRETILI

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Redazione-  Abbattuti a fucilate. “40 bovini liberi e rinselvatichiti sono stati uccisi nel Parco dei Monti Lucretili nell’ambito di un piano di “eradicazione”. Un piano costruito “in nome” della sicurezza e della tutela agricola, nel quale modalità non cruente di gestione, come cattura e trasferimento non sono state prese in considerazione”, lo denuncia in una nota stampa la Lega Anti Vivisezione (Lav) che senza mezzi termini scrive: “Hanno ucciso 40 animali a fucilate in un parco pubblico del Lazio perché considerati pericolosi”.L’abbattimento è stato attuato nell’area del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, un’area di oltre 18mila ettari che si estende tra le province di Roma e Rieti. Come denunciano da Lav Italia: “L’unica soluzione è stata l’uccisione e mentre decine di animali venivano prese a fucilate, nelle carte ufficiali compaiono le tariffe: 600 euro per ogni vita eliminata. Soldi pubblici utilizzati per massacrare animali e non per prevenire situazioni di questo tipo e gestirle in modo non cruento, dialogando con le associazioni. Una situazione molto simile a quella di un’altra zona della Regione Lazio tra Carpineto e Montelanico che stiamo seguendo con il nostro ufficio legale. Invariabilmente queste criticità si risolvono con l’uccisione degli animali, ma nessun provvedimento viene mai adottato per punire coloro che li hanno abbandonati.”A condannare quanto accaduto anche il Movimento Etico Tutela Animali e Ambiente Meta Parma: “Erano libere, ma le hanno uccise senza nessuna pietà”.

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