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Attualità

MED YOUNG – GENERAZIONE Z, SU RAIPLAY IL NUOVO FORMAT CON FABIOLA CIMMINELLA

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MED YOUNG – GENERAZIONE Z, SU RAIPLAY IL NUOVO FORMAT CON FABIOLA CIMMINELLA


Redazione-
  Arriva su RaiPlay dal 9 marzo Med Young – Generazione Z, il nuovo format dedicato ai giovani e alle loro visioni sul futuro, nato in Sardegna durante il MED FEST di Olbia e diventato negli ultimi anni un vero e proprio progetto educativo nazionale. Un percorso che ha già coinvolto oltre 30.000 studenti in tutta Italia, portando nelle scuole un dialogo diretto con la Generazione Z sui grandi temi del presente: ambiente, comunicazione digitale e turismo sostenibile. Con questo progetto RaiPlay sceglie di dare spazio e visibilità a una nuova narrazione generazionale, accogliendo un format costruito con linguaggi, ritmi e valori delle nuove generazioni.

Med Young – Generazione Z è un format nativo digitale, pensato per il pubblico 15–25 anni e per le famiglie, capace di attivare i giovani su temi di grande rilevanza pubblica attraverso un racconto partecipativo, contemporaneo e interattivo. Il progetto affronta con creatività e consapevolezza alcuni dei temi più centrali per il futuro: turismo sostenibile; educazione ambientale; comunicazione responsabile; attivismo civico. Un contenuto mobile-first, partecipativo e crossmediale, che coinvolge creator, studenti e scuole in un processo di co-creazione dei contenuti e nella costruzione di una community attiva. La puntata disponibile su RaiPlay racconta il grande evento realizzato a Olbia, durante il MED FEST, che ha visto la partecipazione di oltre 3.000 ragazzi provenienti da tutta Italia. Un momento di incontro e confronto in cui i giovani sono stati protagonisti di un dialogo aperto sui temi della comunicazione digitale e della responsabilità nell’uso dei social media. Il progetto ha inoltre coinvolto numerose scuole italiane grazie alla collaborazione con i Salesiani Don Bosco, portando incontri e attività educative dedicate alla consapevolezza digitale e alla comunicazione online. In un momento storico in cui i giovani cercano spazi autentici per esprimersi e costruire il proprio futuro, Med Young – Generazione Z rappresenta un progetto capace di unire: valore sociale; impatto educativo; innovazione narrativa; grande visibilità digitale. Un nuovo asset strategico per raccontare la Generazione Z non dall’esterno, ma insieme a loro, rendendola protagonista del racconto.

A dare voce al format è la conduttrice partenopea Fabiola Cimminella. La produzione è formata da Joy Production & Sustainability, in collaborazione con Librì – Progetti Educativi.

 

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Attualità

Filorosso domani martedì 27 ottobre su Rai 3 con Antonino Monteleone: gli scontri di piazza e il caso Youssef Siher, l’inchiesta sui CPR di Ravenna e l’emergenza casa, tra gli ospiti Alessandro Orsini, Pietro Senaldi e Annamaria Bernardini De Pace

Domani martedì 27 ottobre 2026 alle ore 21:15 su Rai 3 e RaiPlay torna Filorosso con la conduzione di Antonino Monteleone: al centro della puntata gli scenari geopolitici con Alessandro Orsini, gli scontri nelle città italiane e le indagini su Youssef Siher (“Movimento 17 Ottobre”), l’inchiesta esclusiva sull’indagine della Procura di Ravenna sui presunti falsi certificati medici per i CPR e il dossier sull’emergenza casa e il racket delle occupazioni abusive, nel dibattito in studio Karima Moual, Pietro Senaldi, Pierfrancesco Majorino, Gianluigi Paragone, Annamaria Bernardini De Pace e Francesco Giubilei 👇

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Filorosso

ROMA – Dagli scontri di piazza che hanno scosso diverse città italiane ai nuovi fronti caldi della geopolitica mondiale, passando per un’inchiesta esclusiva sui certificati medici per i CPR e il dramma sociale dell’emergenza abitativa: sarà una puntata ad altissima tensione giornalistica quella di Filorosso in onda domani, martedì 27 ottobre 2026, alle ore 21:15 su Rai 3 e in diretta streaming su RaiPlay, con la conduzione di Antonino Monteleone.

Il programma di approfondimento del prime time della terza rete accenderà i riflettori sui grandi dossier di attualità interna ed estera che stanno dividendo l’opinione pubblica e la politica nazionale, proprio nelle ore in cui il dibattito sulle tensioni sociali nelle piazze e sul disagio economico delle famiglie è al centro anche delle riflessioni sul confine tra disordini violenti e legittima protesta sociale e delle mobilitazioni territoriali sul tema della sicurezza urbana.

L’apertura geopolitica con Alessandro Orsini e il dibattito sugli scontri e sul caso Youssef Siher («Movimento 17 Ottobre»)

La serata di Filorosso si aprirà con un focus dedicato ai principali scenari geopolitici internazionali e alle crisi che stanno ridisegnando gli equilibri globali, con la presenza in studio del sociologo e politologo Alessandro Orsini.

Subito dopo, Antonino Monteleone dedicherà ampio spazio alle manifestazioni e alle guerriglie urbane divampate in diverse città italiane, con gli ultimi sviluppi investigativi su Youssef Siher, fermato all’indomani dei disordini poiché ritenuto dagli inquirenti la mente del cosiddetto «Movimento 17 Ottobre». A confrontarsi in un acceso dibattito in studio saranno la giornalista e scrittrice Karima Moual, il direttore di Libero Pietro Senaldi, il consigliere regionale della Lombardia del Partito Democratico Pierfrancesco Majorino, il giornalista Gianluigi Paragone, l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace e il saggista e presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei.

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L’inchiesta esclusiva sull’indagine della Procura di Ravenna e i certificati medici per i CPR

Uno dei momenti centrali della puntata di domani sera sarà rappresentato da un’inchiesta esclusiva firmata dalla squadra di Filorosso sugli sviluppi dell’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Ravenna.

Al centro del fascicolo giudiziario vi sono i presunti falsi certificati medici di non idoneità emessi a favore di cittadini stranieri irregolari al fine di impedirne il trattenimento all’interno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR): un caso destinato ad alimentare un forte scontro politico sul funzionamento del sistema delle espulsioni e dei controlli sanitari.

Il dossier sull’emergenza casa tra sfratti di anziani, caro-affitti e il racket delle occupazioni abusive

Infine, le telecamere di Filorosso (presente anche su Instagram all’indirizzo ufficiale @filorosso_rai) entreranno nel vivo dell’emergenza abitativa in Italia: dalle storie drammatiche di anziani costretti a lasciare la propria casa per sfratto alle difficoltà insormontabili di chi non riesce più ad accedere a un alloggio, fino all’indagine sui circuiti organizzati e sul racket delle occupazioni abusive che spiegano e favoriscono l’occupazione illecita degli immobili, in una settimana televisiva in cui anche il mondo del giornalismo italiano celebra l’impegno dei cronisti d’inchiesta con il Premio Cronisti Romani 2026 in programma a Roma. Segui tutte le anticipazioni televisive e i temi del dibattito pubblico nella nostra sezione Attualità.

A cura della Redazione Attualità e Televisione di Cavaliere News

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Economia

Debito pubblico e carovita, Walter Mauriello (Presidente Meritocrazia Italia): «Non si confondano i disordini con la legittimità della protesta, serve una ristrutturazione con il debito in mano agli italiani»

Il Presidente Nazionale di Meritocrazia Italia Walter Mauriello interviene sulle proteste contro il carovita in Europa e in Italia e lancia una proposta strutturale sul debito pubblico da 3.000 miliardi di euro: avviare un’operazione di ristrutturazione finanziaria portando le quote del debito in mano a investitori, patrimoni e partecipate italiane per fermare l’emorragia da 70-80 miliardi l’anno di interessi e liberare risorse per sanità, scuola, trasporti e sicurezza 👇

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debito pubblico

ROMA – Un’analisi lucida che parte dalle tensioni sociali che attraversano le piazze europee per arrivare al cuore strutturale dell’emergenza economica italiana: il fardello del debito pubblico e il peso miliardario degli interessi passivi che sottraggono risorse vitali ai servizi per i cittadini. A intervenire con un monito e una proposta programmatica di respiro nazionale è Walter Mauriello, Presidente Nazionale di Meritocrazia Italia, che invita a distinguere nettamente gli episodi isolati di disordine dalla profonda legittimità delle proteste contro il carovita.

Un contributo che si inserisce nel grande dibattito economico e istituzionale di queste ore sulla sostenibilità dei conti pubblici, sulla pressione fiscale e sull’efficienza dello Stato, temi al centro anche delle riflessioni sul rapporto tra fisco, spesa pubblica e crescita economica nel Paese e del confronto nazionale a Roma sugli adeguati assetti organizzativi e contabili per imprese e pubbliche amministrazioni.

Walter Mauriello: «Grazie alle Forze dell’Ordine per la prevenzione, ma la protesta contro il carovita è legittima»

«Meritocrazia Italia segue con grande attenzione l’agitazione di questi giorni in tutta Europa. Fortunatamente, grazie anche a una grande opera di prevenzione e al senso di responsabilità delle Forze dell’Ordine, non si sono registrati in queste ultime ore incidenti gravi come nelle prime giornate. Questo è un dato positivo. Ma sia chiaro: gli eventuali disordini non devono far sfumare, né delegittimare, la legittimità della protesta», esordisce il Presidente Nazionale Walter Mauriello.

Secondo il numero uno di Meritocrazia Italia, il malessere sociale italiano affonda le radici in un paradosso contabile che penalizza da decenni famiglie e imprese: «La protesta è legittima e in Italia assume un rilievo del tutto particolare. Siamo tra i Paesi più indebitati al mondo: il nostro debito pubblico sfiora i 3.000 miliardi di euro, circa il 137% del PIL. Un fardello insostenibile. Eppure, il popolo italiano è un popolo che paga, e paga molto. Dal 2000 al 2024, con la sola eccezione del 2019, il totale delle entrate fiscali e contributive versate dai cittadini è stato costantemente e di gran lunga superiore alla spesa pubblica primaria. Gli italiani pagano più tasse di quanto lo Stato spenda per i servizi: il surplus è notevole».

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L’emorragia da 70-80 miliardi l’anno di interessi che toglie risorse a sanità, scuola, trasporti e sicurezza

«Dove finiscono allora tutti questi soldi? Finiscono in interessi», incalza Walter Mauriello. «In questi decenni abbiamo pagato in interessi sul debito una cifra pari, di fatto, all’intero ammontare del debito stesso. Paghiamo un debito con un altro debito: è un’emorragia continua che sottrae risorse a sanità, scuola, trasporti e sicurezza» – settori cruciali per la tenuta sociale del Paese al centro in queste ore anche dei grandi vertici nazionali dedicati alle sfide della sanità pubblica italiana.

La proposta di Meritocrazia Italia: ristrutturazione finanziaria e quote di debito in mano a investitori e risparmiatori italiani

Di fronte a questo quadro, Meritocrazia Italia avanza una proposta strutturale precisa: «Il debito pubblico non può più essere gestito giorno per giorno: va gestito come si gestirebbe una grande azienda in crisi, con un’operazione di ristrutturazione finanziaria. Chiediamo che si studi un percorso di acquisizione diretta di quote di debito pubblico da parte di investitori italiani, di grandi patrimoni italiani e di società partecipate italiane. Un debito in mano agli italiani è un debito più sostenibile, meno ricattabile dai mercati internazionali e i cui interessi restano in Italia».

«I cittadini devono riflettere su un punto semplice: pensate quanto potrebbe migliorare la gestione dei servizi pubblici in Italia con un abbattimento del debito e del costo degli interessi. Con quei 70-80 miliardi l’anno di interessi potremmo azzerare le liste d’attesa, mettere in sicurezza le scuole, pagare le imprese. La protesta di piazza parla di carovita, ma il carovita nasce anche da qui: da uno Stato che per pagare gli interessi di ieri toglie i servizi di oggi. È su questo che va aperta una grande discussione nazionale», conclude il Presidente Nazionale Walter Mauriello. Segui tutti gli approfondimenti economici e istituzionali nella nostra sezione Politica.

A cura della Redazione Politica ed Economia di Cavaliere News

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Politica

Vannacci chiede la crisi di governo, l’affondo di Luca Sforzini (Rinascimento Nazionale): «Getta la maschera, vuole far cadere Giorgia Meloni e distruggere il centrodestra fondato da Berlusconi»

Durissimo intervento di Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano dopo le parole con cui Roberto Vannacci ha chiesto a Matteo Salvini di aprire una crisi di governo: «Ha gettato definitivamente la maschera, vuole far cadere il governo di Giorgia Meloni e distruggere l’architettura del centrodestra costruita da Silvio Berlusconi nel 1994 riconsegnando il Paese alla sinistra» 👇

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Vannacci

CASTELLAR PONZANO (ALESSANDRIA) – Scontro politico ad altissima tensione a destra dopo le ultime dichiarazioni di Roberto Vannacci, che ha invitato il leader della Lega Matteo Salvini ad aprire una crisi di governo sui temi della politica internazionale. A intervenire con una presa di posizione durissima dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano è Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, che accusa il generale di puntare apertamente alla caduta dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e alla demolizione della coalizione di centrodestra.

Un intervento netto che prosegue la riflessione politica e culturale avviata da Sforzini nelle scorse ore con il saggio programmatico sul «dividendo fiscale della libertà» e il programma liberale e occidentale del dopo-Novecento in Rinascimento Nazionale, all’indomani di un fine settimana segnato anche dal Congresso federale che ha riconfermato Matteo Salvini alla guida della Lega.

Luca Sforzini: «Vannacci non chiede di discutere nella maggioranza, chiede di far saltare il governo Meloni»

Nelle sue dichiarazioni diffuse oggi, lunedì 26 ottobre 2026, il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale non usa giri di parole per leggere la mossa politica di Roberto Vannacci: «Vannacci oggi ha gettato definitivamente la maschera. Chiede a Salvini di aprire una crisi di governo. Non di cambiare una decisione, non di correggere una linea, non di aprire una discussione nella maggioranza: di aprire una crisi. Significa mettere in gioco il governo Meloni. E questo chiarisce molto bene quale sia il suo progetto politico», afferma Luca Sforzini.

Al centro dell’analisi vi è la difesa della coalizione nata trent’anni fa: «Chi vuole la destra al governo del Paese conosce una verità elementare della storia politica italiana degli ultimi trent’anni: l’unica architettura politica che abbia consentito alla destra di arrivare al governo è quella costruita da Silvio Berlusconi nel 1994. È quella architettura che ha portato, quasi trent’anni dopo, Giorgia Meloni a Palazzo Chigi».

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Il nodo della politica estera tra Ucraina, sanzioni e la differenza rispetto alla linea di Matteo Salvini

Secondo Luca Sforzini, l’obiettivo reale di Vannacci è proprio la tenuta del perimetro di governo: «Ed è precisamente quell’architettura che Vannacci dimostra ancora oggi di voler abbattere. Non vuole rafforzare il centrodestra: chiede che salti il suo governo. Non vuole spostarne la linea: è disposto a provocarne la crisi. E una crisi del governo Meloni non rafforzerebbe certamente il centrodestra; aprirebbe invece uno scenario del quale beneficerebbero solo le opposizioni».

Un distinguo netto anche sul terreno dei dossier internazionali: «La politica estera è soltanto il punto sul quale oggi questa strategia diventa evidente. Si può dissentire sull’Ucraina, sulle armi, sulle sanzioni e sulla Russia. Salvini lo fa restando nella maggioranza. Vannacci compie un passo completamente diverso: dice che su quella divergenza è pronto alla crisi».

«Un’operazione che rischia di riconsegnare alla sinistra ciò che gli elettori le hanno tolto»

La conclusione del presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale traccia un confine politico invalicabile, richiamando quel principio di chiarezza e verità già evocato stamani nel Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano: «A questo punto le parole hanno un significato preciso. Chi vuole la destra al governo difende, pur discutendola e modificandola, l’architettura politica che le ha consentito di governare. Chi chiede di far cadere il governo Meloni mette in discussione quell’architettura alla radice».

«Vannacci non sta cercando di rafforzare il centrodestra. Con le dichiarazioni di oggi dimostra quale sia la conseguenza della sua linea politica: far cadere il governo Meloni e disarticolare il centrodestra costruito da Berlusconi. Esattamente l’operazione che può riconsegnare alla sinistra ciò che gli elettori le hanno tolto», conclude Luca Sforzini. Segui tutti gli sviluppi del dibattito parlamentare e dei partiti nella nostra sezione Politica.

A cura della Redazione Politica di Cavaliere News

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