Territorio
VINITALY: NO IRRIGAZIONE, UVE AUTOCTOCNE, FERMENTAZIONE SPONTANEA, GEOLOCALIZZAZIONE DELLE VIGNE CON I DRONI: VALPELIGNA BUONA PRATICA CON CERTIFICAZIONE BLOCKCHAIN
ENIO CIANFAGLIONE, PRESIDENTE DELLA CANTINA DI PRATOLA PELIGNA IN PROVINCIA DELL’AQUILA ADERENTE A VITICOLTORI DEL MEDITERRANEO ED ASSICIATA A BIO CANTINA SOCIALE ORSOGNA, “AL CONSUMATORE DIAMO LA GARANZIA DI BERE IL TERRIRORIO, NELLA SUA UNICITÀ E AUTENTICITÀ”. DE MICHELI, AD RINA AGRIFOOD, “CONTROLLIAMO OGNI PASSAGGIO DEL PROCESSO PRODUTTIVO”
Redazione – Nessuna irrigazione oltre alle piogge naturali, raccolta delle uve a mano, fermentazione spontanea, geolocalizzazione con droni e tracciabilità dalla raccolta alla messa in bottiglia dei quattro ettari divigne nell’area del Morrone, e ai piedi della Maiella, a garanzia del legame del prodotto con la terra incontaminata. In tutto monitorato e certificato con la Blockchain.
Questa la buona pratica in viticoltura che è stata al centro del convegno “Terroir e digitalassurance, valorizzazione degli ecotipi e dei territori mediante tracciabilità certificata”, proposto al Vinitaly di Verona da Viticoltori del Mediterraneo e Rina Agrifood srl, con protagonista la Cantina sociale Valpeligna, di Pratola Peligna, in provincia dell’Aquila, associata della Bio Cantina Sociale Orsogna, che riunisce piccoli produttori e i cui vini sono certificati con la Blockchain, registro digitale, accessibile al consumatore tramite QR-code sull’etichetta, che raccoglie le informazioni, validate da un ente certificatore terzo, come la data di raccolta dell’uva, le condizioni di trasporto e la conservazione, le modalità di produzione e altro ancora.
Ha spiegato il presidente di Cantina Valpeligna, Enio Cianfaglione: “Abbiamo convintamente aderito a questa iniziativa per valorizzare, rendere noto e accessibile il significato di cui il nostro vino si fa portatore, della viticoltura che abbiamo abbracciato. Vogliano che il consumatore finale possa avere la certezza di versare nel bicchiere il nostro territorio, la sua natura, la sua bellezza, la sua storia millenaria”.
La Cantina Valpeligna aderisce a Viticoltori del Mediterraneo, alleanza tra piccoli produttori e cooperative sociali in cui vengono condivise conoscenze, ricerca, organizzazione, attrezzature e risorse umane, in una rotta comune verso l’agricoltura biologica e biodinamica certificata. Realtà presentata proprio al Vinitaly nell’aprile 2024 e, al momento, composto da aziende vitivinicole provenienti da diverse regioni d’Italia: Veneto, Toscana, Marche, Abruzzo, Campania e Sicilia.
Aggiunge l’enologo di Valpeligna Antonio Santini: “Era importante certificare l’intera fase di produzione, dalla coltivazione dell’uva, passando per la gestione agronomica, fino al prodotto finale. La qualità e specificità del prodotto nasce del resto dalla vendemmia manuale, dalla non irrigazione, che oltre a minimizzare l’utilizzo non necessario di una risorsa sempre più preziosa, l’acqua, garantisce anche che il vino imbottigliato in un singolo anno rispecchi ogni volta la stagionalità”.
Ha spiegato Enrico De Micheli, amministratore delegato di Rina agrifood: “la blockchain è una tecnologia informatica che permette di cristallizzare i dati, autenticarli, definirli e renderli immutabili. Il problema, però, è che i dati inseriti nella blockchain devono essere veritieri, devono corrispondere alla realtà, ed è questo il nostro compito, attraverso le verifiche che effettuiamo sul campo, ma anche attraverso i dati che la cantina ci trasmette, che controlliamo e poi autentichiamo”.
Nel suo intervento il direttore di Bio Cantina Sociale Orsogna, Camillo Zulli, ha infine evidenziato: “il consumatore deve essere tutelato, occorre la massima trasparenza, e un presidio alla veridicità di quanto di un prodotto viene raccontato e comunicato. In tal senso la blockchain è uno strumento utile e affidabile. Per quello che riguarda la Valpeligna, ad esempio, gli ispettori hanno verificato il processo di fermentazione spontanea, aspetto centrale per questi vini, sin dal giorno in cui l’uva è arrivata in cantina e fino all’imbottigliamento. Consideriamo nelle viticolture delle aree calde per produrre un chilo d’uva vengono consumati 300 litri d’acqua, mentre per le vigne di Valpeligna, l’irrigazione è stata abolita, basta l’acqua piovana e naturale”.
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Carsoli – tutto pronto per il Festival della Birra, con la cover di Vasco Rossi
Si parte finalmente con la prima edizione del Festival della Birra. Alle 18 il taglio del nastro che da il via ai grandi festeggiamenti, con cinque giorni di vera allegria, e stasera di parte con una strepitosa cover dell’immenso Vasco Rossi.
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Lupi a Montesilvano attratti dai rifiuti: l’allarme di Salviamo l’Orso
🚨 ALLARME A MONTESILVANO: DUE LUPI STABILI IN VIA DE GASPERI ATTRATTI DAL DEGRADO DEI RIFIUTI. LA DENUNCIA DI SALVIAMO L’ORSOUn’emergenza che unisce la fauna selvatica alla carenza dei servizi di igiene urbana. Stefano Orlandini, presidente dell’associazione Salviamo l’Orso, ha lanciato un duro e documentato allarme segnalando la presenza stabile di due lupi appenninici che si aggirano regolarmente nei pressi di via De Gasperi a Montesilvano, attirati da cumuli di sacchetti di immondizia e scarti alimentari abbandonati lungo la strada. Una situazione di forte degrado che ha spinto l’esperto a diffondere foto e video del grande predatore tra le case.Orlandini, già audito in Consiglio Comunale a Pescara per il fenomeno dello sbarco di lupi e cinghiali nell’intera area metropolitana, evidenzia come via De Gasperi viva una condizione di totale abbandono istituzionale: la spazzatura non viene raccolta regolarmente dall’ultimo Trofeo Matteotti, i parchi e le aree verdi (come quella di via Parco degli Ulivi 9) vengono curati solo grazie al volontariato dei residenti e l’asfalto non viene rinnovato da ben 22 anni, ricevendo solo piccoli rattoppi in occasione delle gare ciclistiche. L’associazione chiede un intervento immediato di pulizia per allontanare gli animali in totale sicurezza e restituire dignità e tranquillità al quartiere. 🏛️🐺🗑️👇 Ritieni che una raccolta differenziata più efficiente e rigorosa sia il primo passo fondamentale per evitare l’arrivo dei lupi nelle nostre città? Esprimi la tua opinione nei commenti!#LupiMontesilvano #SalviamoLErso #StefanoOrlandini #ViaDeGasperi #RifiutiEAmbiente #PescaraCronaca #FaunaSelvatica #TrofeoMatteotti #WelfareTerritoriale
Montesilvano – Nel dibattito contemporaneo relativo alla gestione della fauna selvatica protetta e all’urbanizzazione dei territori costieri dell’Adriatico, la crescente penetrazione dei grandi predatori nei centri urbani si impone come un fattore di rischio biologico strettamente connesso alle criticità del decoro pubblico e della gestione dei servizi ecologici territoriali. Una severa e dettagliata segnalazione ufficiale, documentata da rilievi fotografici e materiale audiovisivo, è stata trasmessa alle autorità competenti da Stefano Orlandini, presidente dell’associazione ambientalista “Salviamo l’Orso”. Al centro dell’allarme si colloca la presenza stabile e monitorata di due esemplari di lupo appenninico (Canis lupus italicus) che si aggirano con regolarità nelle immediate vicinanze di via Alcide De Gasperi a Montesilvano, nella provincia di Pescara. Secondo l’analisi dell’esperto, ad agire come potente attrattivo biologico per i selvatici è lo stato di grave degrado in cui versa la banchina stradale, trasformatasi a causa dei ritardi nella raccolta in una vera e propria discarica a cielo aperto di rifiuti domestici e scarti alimentari [1].
Il paradosso del mismatch ecologico e l’audizione nel consiglio comunale di Pescara
La presenza dei canidi nell’area nord del distretto pescarese non costituisce un episodio isolato, ma si inserisce in una transizione antropologica ed ecologica più complessa che sta investendo l’intera conurbazione della città metropolitana di Pescara-Montesilvano-Spoltore. Orlandini ha rimarcato come il fenomeno del sinantropismo — che vede gli animali selvatici modificare le proprie abitudini per colonizzare gli spazi urbani in cerca di risorse trofiche artificiali — sia già stato oggetto di una formale audizione istituzionale da lui sostenuta dinanzi al Consiglio Comunale di Pescara. Nel perimetro specifico di via De Gasperi a Montesilvano, la situazione strutturale risulta tuttavia esasperata dall’inefficienza logistica del servizio di igiene urbana. I sacchetti dell’immondizia indifferenziata risultano abbandonati e accumulati lungo i margini della carreggiata, con l’ultimo intervento straordinario di rimozione centralizzata che risale ai giorni immediatamente precedenti lo svolgimento dell’ultimo Trofeo Matteotti, lo storico circuito ciclistico internazionale che attraversa le colline pescaresi [1].
Dall’incursione dei cinghiali alla sindrome dell’abbandono burocratico
La proliferazione dei lupi segue storicamente le rotte di colonizzazione di un altro grande mammifero ampiamente documentato nel comprensorio collinare di Montesilvano, ovvero il cinghiale (Sus scrofa), la cui presenza era già stata ripetutamente intercettata e censita nella medesima area residenziale. Il presidente di Salviamo l’Orso allarga la disamina tecnica denunciando una gestione carente e frammentaria delle manutenzioni ordinarie da parte del Comune di Montesilvano. La vegetazione ruderale e infestante lungo via De Gasperi è rimasta incolta per un intero semestre, tramutandosi in una giungla biologica prima del parziale intervento di sfalcio meccanizzato eseguito dalle ditte incaricate appena quindici giorni fa. I tratti di verde pubblico che presentano uno stato di decoro accettabile risultano gestiti in regime di sussidarietà e autogestione dai singoli residenti della via, così come accade per l’area verde comunale situata in via Parco degli Ulivi 9, sede operativa dell’associazione ambientalista, sottratta all’incuria esclusivamente grazie al volontariato civico [1].
L’ingegneria stradale ferma da 22 anni e il welfare dei distretti collinari
In ultima analisi, la protesta dei residenti investe anche le infrastrutture viarie e i protocolli di sicurezza stradale, evidenziando una disparità di trattamento rispetto ai distretti balneari e pianeggianti della riviera. Secondo quanto formalizzato nella denuncia di Stefano Orlandini, il manto stradale di via De Gasperi non è oggetto di un intervento strutturale di rifacimento e riasfaltatura da ben ventidue anni, costringendo gli utenti a transitare su una superficie logorata da profonde buche. L’amministrazione comunale interverrebbe sul quadrante esclusivamente mediante rattoppi temporanei e asfalti a freddo in coincidenza temporale con il passaggio della carovana del Trofeo Matteotti, una logica emergenziale che ha spinto il presidente del sodalizio a formulare duri interrogativi sulla presenza di una presunta e ingiustificata ostilità burocratica contro l’indotto collinare. L’Ufficio Stampa di Salviamo l’Orso chiede l’attivazione immediata di un piano straordinario integrato tra Comune, ASL e gestori dei rifiuti per ripristinare la legalità ecologica, precondizione materiale per allontanare i predatori e restituire sicurezza e dignità civile ai residenti di Montesilvano [1].
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