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Cronaca

Incidente agricolo a San Benedetto dei Marsi: uomo ferito in codice rosso

🚨 GRAVE INFORTUNIO NEI CAMPI: TRATTORE SI RIBALTA A SAN BENEDETTO DEI MARSI, UOMO ALFA IN CODICE ROSSOAncora un drammatico incidente sul lavoro legato alla movimentazione dei mezzi agricoli nella Marsica. Questa mattina, intorno alle ore 6:00 di martedì 28 luglio 2026, un uomo è rimasto gravemente ferito nelle campagne di San Benedetto dei Marsi dopo che il trattore che stava guidando si è improvvisamente ribaltato, intrappolandolo al di sotto della carrozzeria metallica. 🚜⛈️I Vigili del Fuoco dell’Aquila sono intervenuti con urgenza sul posto, riuscendo a liberare l’agricoltore dalle lamiere grazie all’utilizzo di attrezzature speciali. Affidato immediatamente alle cure dei sanitari del 118, l’uomo è stato trasportato in codice rosso presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Avezzano a causa dei severi traumi da schiacciamento riportati. Sulle cause del ribaltamento sono in corso gli accertamenti d’ufficio da parte delle forze dell’ordine e degli ispettori della sicurezza sul lavoro per verificare il rispetto di tutti i protocolli di prevenzione INAIL. 🏛️🔒🏥👇 Esprimi la tua vicinanza al lavoratore e dì la tua sulla necessità di potenziare i sistemi di sicurezza sui mezzi agricoli nei commenti!#IncidenteAgricolo #SanBenedettoDeiMarsi #Fucino #TrattoreRibaltato #VigiliDelFuocoLAquila #Soccorso118 #OspedaleAvezzano #SicurezzaSulLavoro #CronacaMarsica

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Trattore ribaltato

San Benedetto dei Marsi – Nel perimetro dell’economia agricola del Fucino e della provincia dell’Aquila, la gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro e il monitoraggio degli infortuni legati all’utilizzo di macchinari pesanti continuano a rappresentare una priorità critica per le istituzioni e gli organi di vigilanza. Nelle prime ore della mattinata odierna, precisamente intorno alle ore 6:00 di martedì 28 luglio 2026, si è registrato un grave incidente stradale e lavorativo nelle campagne perimetrali del comune di San Benedetto dei Marsi . Un agricoltore, intento a svolgere le ordinarie operazioni di movimentazione del terreno a ridosso dei canali di irrigazione, è rimasto vittima del ribaltamento del trattore gommato che si trovava alla guida, rimanendo incastrato sotto la pesante struttura metallica del mezzo agricolo e attivando la catena dei soccorsi d’urgenza dell’intera rete marsicana.

La dinamica del ribaltamento e la vulnerabilità dei mezzi agricoli

La dinamica dell’infortunio, le cui cause originarie e concause strutturali sono ancora in corso di accertamento da parte dei comandi territoriali delle forze dell’ordine, evidenzia la vulnerabilità dei vettori agricoli durante le transizioni su terreni sconnessi o in pendenza. Il conducente ha perso il controllo del mezzo a ridosso dell’alba, determinando la rotazione del baricentro del veicolo e il conseguente schiacciamento del posto di guida. La rapidità dell’allarme ha permesso l’attivazione immediata della sala operativa dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale dell’Aquila, i quali sono intervenuti sul posto con un’autopompa e attrezzature da taglio oleodinamiche per sollevare i moduli meccanici e liberare il corpo del lavoratore intrappolato, evitando il peggioramento del quadro di asfissia posizionale.

Il ricovero in codice rosso al Pronto Soccorso di Avezzano

Una volta completate le complesse manovre di estricazione coordinate dalle squadre dei vigili del fuoco, il ferito è stato immediatamente preso in carico dall’equipe medica e dai sanitari del servizio d’emergenza 118, giunti nelle campagne marsicane con un’ambulanza da soccorso avanzato. Valutata la gravità dei traumi da schiacciamento riscontrati a livello toracico e degli arti inferiori, i medici di bordo hanno disposto il trasferimento d’urgenza in regime di codice rosso presso i locali del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero “Santi Filippo e Nicola” di Avezzano. Il paziente è stato ammesso direttamente nelle sale di rianimazione e diagnosi radiologica, dove l’equipe medica multidisciplinare sta monitorando i parametri vitali per stabilizzare le lesioni interne ed escludere complicanze emodinamiche reversibili.

I rilievi delle Forze dell’Ordine e i protocolli di prevenzione INAIL

I rilievi plano-volumetrici e gli accertamenti di polizia giudiziaria sono affidati alle autorità competenti intervenute sul quadrante di San Benedetto dei Marsi, con il supporto degli ispettori del lavoro dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL 1) preposti alla vigilanza sulla sicurezza nei contesti produttivi. Gli investigatori dovranno verificare se il mezzo agricolo fosse strutturalmente provvisto dei dispositivi di protezione passiva previsti dalle normative INAIL, con particolare riferimento al telaio di protezione antiribaltamento (ROPS) e alle cinture di sicurezza vincolanti. Questo ennesimo infortunio riapre la riflessione macroeconomica sulla necessità di accelerare il piano di rinnovo generazionale del parco macchine delle aziende agricole del Fucino, incentivando l’acquisizione di hardware dotati di sensori cinetici predittivi per mitigare il rischio di incidenti sul lavoro legati alla stanchezza biologica delle prime ore del mattino.

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Cronaca

Orrore a Caserta: clochard massacrato di botte e ucciso in piazza per un miserabile debito di 50 euro. Arrestato l’aggressore

Orrore senza fine a Caserta: clochard massacrato di botte e ucciso in piazza per un debito di soli 50 euro 💔 🩸 Una tragedia dell’indifferenza e della disperazione che fa raggelare il sangue. Guido Roviello, senzatetto di 62 anni, è morto in ospedale dopo essere stato selvaggiamente aggredito nei pressi di una panchina a Caserta. Il motivo di un simile accanimento letale? Un banale e miserabile debito non saldato di appena 50 euro. L’assassino, un altro clochard di 40 anni di nazionalità romena, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza e ha confessato tutto. Sui social, intanto, sta girando l’orribile video dell’aggressione, in cui si vede chiaramente l’omicida sferrare prima pugni alla testa, per poi continuare a colpire con calci violentissimi la povera vittima ormai crollata a terra e indifesa. Si può davvero morire così, pestati a sangue in mezzo alla strada, per 50 euro? Leggi la drammatica ricostruzione dell’omicidio nel nostro articolo dedicato alla Cronaca. 👇 🚔 Un pensiero e una preghiera per il povero Guido, ennesima vittima di una società che non vede gli “invisibili”.

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Guido Roviello

Caserta – Ci sono storie che sembrano uscite dalle pagine più buie di un romanzo metropolitano, racconti di vite disperate ai margini della società in cui il valore della vita umana viene azzerato, calpestato e annientato per motivazioni così futili da risultare incomprensibili. È un quadro agghiacciante quello che emerge dalla brutale aggressione avvenuta mercoledì scorso nel cuore di Caserta. Una violenza cieca, selvaggia e letale consumata in pieno giorno, in mezzo a una piazza, che è costata la vita a Guido Roviello, un clochard di 62 anni, noto a chi frequenta le strade della città. Il motivo di un simile e mortale accanimento? Un miserabile debito non saldato di appena 50 euro.

Una brutalità senza senso: la tragica fine di Guido Roviello

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, la tragedia si è consumata rapidamente ma con una violenza inaudita. Il sessantaduenne è stato letteralmente preso a calci e pugni dal suo aggressore nei pressi di una panchina, il rifugio di fortuna di chi non ha un tetto sopra la testa. Percosso così selvaggiamente al cranio e al corpo da riportare lesioni devastanti, Roviello è stato trasportato d’urgenza in ospedale. I medici hanno tentato disperatamente di salvargli la vita, ma il suo cuore, provato dall’età, dalla dura vita di strada e soprattutto dai traumi inflitti dai colpi ricevuti, non ha retto. Guido si è spento in un letto d’ospedale, vittima di un’esecuzione sommaria nata nei bassifondi della disperazione urbana, ucciso per l’equivalente di una banconota che per molti rappresenta una cena, ma che per chi vive per strada ha decretato una condanna a morte.

L’arresto, la confessione e la convalida del GIP

A stringere le manette ai polsi dell’aggressore sono stati i militari della Guardia di Finanza. Nelle ore successive alla tragedia, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha ufficialmente convalidato il fermo dell’uomo. Si tratta di un altro senza fissa dimora, un quarantenne di nazionalità romena (e non ucraina come era stato erroneamente diffuso e appreso dagli organi di stampa in un primo momento concitato). Le accuse formulate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sono pesantissime: l’uomo dovrà rispondere del reato di omicidio aggravato dai futili motivi.
Messo di fronte all’evidenza dei fatti e incalzato dalle domande del Pubblico Ministero durante il duro interrogatorio di garanzia, il quarantenne romeno sarebbe crollato, ammettendo sostanzialmente le proprie responsabilità e confessando che a scatenare la sua ira omicida è stata proprio la mancata restituzione di quel debito di 50 euro.

Calci e pugni sul corpo esanime: il video choc sui social

A rendere questa vicenda ancora più macabra e inquietante è la dimensione pubblica della tragedia. In queste ore, un video amatoriale che riprende i drammatici e crudi momenti dell’aggressione ha iniziato a circolare vorticosamente sui vari social network. Le immagini, raccapriccianti e difficili da guardare, mostrano l’inizio della lite: i due uomini vengono ripresi mentre discutono apparentemente in modo concitato nei pressi di una panchina. Improvvisamente, le parole lasciano il posto alla furia cieca. Uno dei due si scaglia contro l’altro, colpendolo ripetutamente con pesantissimi pugni alla testa. Ma l’orrore non si ferma qui: quando la vittima, ormai stordita, crolla pesantemente a terra, l’aggressore continua a infierire, sferrando calci brutali contro il corpo inerme e indifeso del 62enne.

Morire in strada per 50 euro: una tragedia che deve farci riflettere

La morte di Guido Roviello non è solo un caso di cronaca giudiziaria, ma rappresenta un pugno nello stomaco per la coscienza civile di tutti noi. Morire massacrati in una piazza pubblica, di giorno, per un debito di 50 euro, accende una spia d’allarme preoccupante sul livello di rabbia sociale e di indifferenza che si respira nelle nostre città. Tra gli invisibili che popolano le nostre strade, la lotta per la sopravvivenza può trasformarsi in un inferno di violenza dove la vita umana perde ogni suo valore. Oggi Caserta piange un uomo fragile, sperando che la giustizia faccia il suo corso, ma soprattutto che drammi del genere non si consumino mai più nel silenzio e nell’indifferenza delle nostre piazze.

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Cronaca

Terrore a Gallipoli: mamma e figlia di 12 anni azzannate da un lupo nella pineta, salvate dal coraggio eroico di un passante

Il coraggio di una madre e l’intervento eroico di uno sconosciuto salvano una dodicenne aggredita da un lupo! L’incubo a Gallipoli 🐺 😱 Una tranquilla passeggiata dopo cena in Salento si è trasformata in una scena di puro terrore. Giovedì sera, nei pressi della pineta di Punta Pizzo a Gallipoli, un lupo (o forse un enorme cane inselvatichito) è sbucato dal buio avventandosi su una bambina tedesca di 12 anni in vacanza. La mamma di 52 anni si è lanciata a mani nude contro l’animale per difenderla, venendo brutalmente azzannata. Ad evitare la tragedia è stato l’intervento di un turista campano di 47 anni che, sentendo le urla disperate, si è scagliato contro la belva a mani nude e usando una sedia, riuscendo a metterlo in fuga! Mamma e figlia sono state ricoverate al Vito Fazzi di Lecce per le profonde ferite da morso (ed è scattato il protocollo urgente antirabbico). Intanto Carabinieri e Forestale danno la caccia all’animale nella macchia mediterranea. Leggi tutta la drammatica cronaca e l’incredibile salvataggio nel nostro articolo! 👇 👏 Un applauso a questo coraggioso turista!

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Lupo

Redazione – Quella che doveva essere la classica e rilassante passeggiata serale in una calda notte d’estate, si è trasformata in una manciata di secondi in una vera e propria scena da film dell’orrore. Il terrore primordiale, quello di essere preda di una fiera feroce, ha sconvolto la tranquillità di Gallipoli, più precisamente nella rinomata e suggestiva località salentina di Punta Pizzo. Nella serata di giovedì 20 agosto, due turiste di nazionalità tedesca – una madre di 52 anni e la sua giovanissima figlia di appena 12 anni – sono state improvvisamente, brutalmente e inspiegabilmente aggredite da un grosso animale selvatico. Una vicenda che ha lasciato sotto choc l’intera costa ionica e che avrebbe avuto un epilogo sicuramente drammatico e fatale se non fosse stato per l’intervento, tanto istintivo quanto eroico, di uno sconosciuto.

Il buio, l’assalto e l’istinto materno

Secondo le primissime e ancora frammentarie ricostruzioni, le due donne stavano passeggiando tranquillamente a piedi nei pressi della folta pineta che costeggia una nota struttura ricettiva del posto, godendosi la brezza serale del dopocena. All’improvviso, sfruttando il buio della fitta vegetazione, un grosso animale (descritto concordemente dai testimoni oculari come un esemplare di lupo o comunque un enorme canide inselvatichito) è balzato fuori dalla macchia mediterranea. Con una furia cieca, l’animale si è avventato per prima sulla preda più piccola e indifesa: la ragazzina dodicenne. Sentendo le urla disperate della figlia, la madre di 52 anni non ci ha pensato due volte e, mossa dall’istinto materno più puro e coraggioso, si è lanciata a mani nude contro l’animale nel disperato tentativo di fargli mollare la presa e salvare la figlia, venendo a sua volta brutalmente azzannata.

L’urlo disperato e l’angelo custode campano

Le urla agghiaccianti delle due donne, miste ai ringhi feroci della bestia, hanno squarciato il silenzio della serata, attirando l’attenzione di un altro turista, un uomo campano di 47 anni che si trovava nei paraggi. Davanti a una scena di inaudita violenza, davanti a una belva che strappava le carni a una madre e a una bambina, l’uomo non è scappato. Senza esitare un solo secondo e mettendo a repentaglio la sua stessa vita, si è scagliato frontalmente contro l’animale. L’uomo ha ingaggiato una vera e propria e disperata colluttazione corpo a corpo con il predatore, arrivando ad afferrare e utilizzare pesantemente persino una sedia per riuscire a respingerlo e metterlo in fuga. L’intera, macabra e concitata sequenza dell’aggressione è stata fortunatamente ripresa dalle telecamere di videosorveglianza della struttura turistica, i cui preziosi filmati sono ora attentamente al vaglio delle Forze dell’Ordine.

La corsa in ospedale: scatta l’allarme antirabbica

Subito dopo la fuga dell’animale, la zona si è riempita di sirene, con il personale sanitario del 118 che ha immediatamente preso in carico i tre feriti. Il bilancio più pesante lo hanno pagato proprio la madre e la figlia tedesche: entrambe hanno riportato profonde e preoccupanti ferite e lacerazioni da morso. Sono state trasportate d’urgenza e ricoverate all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Fortunatamente, i medici hanno escluso il pericolo di vita, ma le ferite richiederanno cure lunghe. Data la natura ignota e selvatica dell’animale aggressore, l’ospedale ha fatto arrivare con la massima urgenza da fuori regione dei sieri antirabbici specifici per sottoporre le donne alla necessaria profilassi di sicurezza.
Il 47enne campano, vero “eroe” della serata, ha riportato escoriazioni e ferite lievi durante la coraggiosa zuffa: è stato medicato al vicino ospedale di Gallipoli e dimesso con una prognosi di appena 5 giorni, ma con la consapevolezza di aver salvato due vite umane.

Scatta la caccia alla fiera: massima allerta in Salento

L’episodio, come prevedibile, ha innescato una psicosi tra i moltissimi vacanzieri che in questi giorni di fine agosto affollano il litorale ionico pugliese. I Carabinieri Forestali, affiancati dai tecnici esperti del servizio veterinario dell’Asl di Lecce, hanno avviato immediatamente un monitoraggio serrato, diurno e notturno, dell’intera area verde di Punta Pizzo. L’obiettivo primario è individuare e isolare l’esemplare aggressore: gli accertamenti serviranno a capire se si sia trattato dell’attacco anomalo di un lupo solitario disorientato, di un aggressivo ibrido o semplicemente di un enorme cane randagio inselvatichito e spinto dalla fame.
È vero che la presenza di lupi stanziali nel Salento è un fenomeno documentato e monitorato ormai da anni dagli zoologi, ma le aggressioni fisiche, dirette e immotivate all’uomo (per di più in zone turistiche) restano eventi di un’anomalia assoluta, quasi fantascientifica. Mentre la caccia al predatore è in corso, le autorità locali invitano tutti i cittadini alla massima calma, ma raccomandano caldamente la più assoluta prudenza, evitando di passeggiare a piedi in solitaria nelle aree isolate limitrofe alle pinete e alla fitta macchia mediterranea durante le ore serali e notturne.

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Cronaca

Tragedia al Palio di Allumiere: il sonno fatale. Trovati morti nello stand della loro panineria un uomo di 35 anni e un ragazzo di 15

Andare a lavorare e non tornare più a casa: la terribile fine di un uomo di 35 anni e un ragazzo di appena 15 ad Allumiere 😢 🖤 Doveva essere una giornata di gioia e duro lavoro al famoso Palio dei Somari di Allumiere (Roma), ma si è trasformata in un dramma che lascia senza parole. Nella notte tra il 21 e il 22 agosto, due giovani ambulanti originari di Fondi (Latina) hanno allestito delle brandine per dormire all’interno dello stand della loro panineria. Purtroppo, per illuminare l’ambiente chiuso, avevano lasciato acceso un piccolo generatore di corrente a motore. Il monossido di carbonio, il famigerato “killer invisibile e inodore”, ha saturato lo spazio, intossicandoli nel sonno. A fare la macabra scoperta all’alba è stato un fornitore. Sotto choc le comunità di Allumiere e di Fondi, mentre gli investigatori indagano anche sulla presenza lavorativa del minorenne. Leggi la triste ricostruzione nel nostro articolo. Riposate in pace, ragazzi 🙏🥀

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Soccorritori 118

Redazione – Ci sono notti in cui il destino decide di spegnere le luci della festa nel modo più crudele e inaspettato possibile. È quello che è successo nelle scorse ore ad Allumiere, tranquillo comune nella provincia di Roma, dove la tradizionale allegria del celebre Palio dei Somari è stata spazzata via da un dramma che lascia un’intera comunità senza fiato. Nella notte tra il 21 e il 22 agosto, due vite si sono spente nel silenzio più assoluto all’interno di uno stand gastronomico. Le vittime sono un uomo di circa 35 anni e un giovanissimo ragazzo di soli 15 anni, entrambi originari di Fondi (in provincia di Latina). Erano venuti per lavorare, per guadagnarsi da vivere vendendo panini, e non hanno mai più riaperto gli occhi.

Una notte di festa trasformata in una trappola mortale

La dinamica di questa tragedia stringe il cuore per la sua fatalità. Secondo le prime e drammatiche ricostruzioni, i due – noti e stimati ambulanti che con il loro banco giravano le piazze di tutto il Lazio – avevano finito il loro turno di lavoro in vista della successiva e intensa giornata del Palio. Per non allontanarsi e per custodire la merce, avevano allestito due semplici brandine all’interno della struttura telata della loro panineria, preparandosi a trascorrere la notte sul posto. Una prassi comune per chi fa la dura vita dell’ambulante, spostandosi di fiera in fiera.

Il generatore acceso e il “killer invisibile”

Ma in quella piccola struttura c’era un ospite silenzioso e letale. Per garantire un po’ di illuminazione o forse per alimentare qualche utenza indispensabile durante la notte, all’interno del gazebo era rimasto acceso un piccolo generatore di corrente a scoppio. È bastata una disattenzione, o forse la semplice stanchezza che impedisce di ragionare sui pericoli: lo spazio chiuso della tenda si è lentamente saturato. Le esalazioni di monossido di carbonio, tristemente noto come il “killer invisibile” perché inodore e indolore, si sono sprigionate dal dispositivo riempiendo l’ambiente. Secondo i primi, dolorosi accertamenti effettuati dai Carabinieri, il gas avrebbe provocato una letale e silenziosa intossicazione. I due si sono addormentati per sempre, senza accorgersi di nulla. Sui corpi, infatti, non è stato rinvenuto alcun segno di violenza.

La macabra scoperta all’alba e l’arrivo dei soccorsi

A dare l’allarme, spezzando il silenzio della mattina successiva, è stato un fornitore giunto allo stand per consegnare la merce fresca in vista della giornata del Palio. Non ricevendo risposta, si è avvicinato, trovandosi di fronte alla scena straziante. Sul posto si sono precipitate immediatamente a sirene spiegate le pattuglie dei militari dell’Arma e il personale del servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro della Asl.

I medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso: il tempo si era ormai fermato durante la notte. I rilievi dell’autorità giudiziaria, eseguiti con estrema meticolosità, si sono conclusi poco dopo e le salme sono state messe a disposizione per la rimozione e gli eventuali esami autoptici del caso.

Le indagini in corso e lo sgomento di due intere città

Oltre al dolore incalcolabile, ora è il momento delle doverose verifiche. Gli investigatori stanno scavando a fondo per accertare tutte le responsabilità, verificando con precisione le posizioni lavorative delle vittime e cercando di capire, soprattutto, le ragioni della presenza e dell’impiego del minorenne di 15 anni all’interno dello stand lavorativo durante la notte.

Oggi ad Allumiere il clima di festa ha lasciato il posto a un dolore sordo e composto. Decine di persone, tra colleghi ambulanti e residenti, si sono radunate nelle scorse ore nei pressi dell’area transennata, increduli e con le lacrime agli occhi. Lo stesso cordoglio sta avvolgendo in queste ore la comunità di Fondi, città d’origine delle due vittime. Resta l’amaro in bocca per una fine assurda, per due lavoratori partiti con il furgone carico di speranze e fermati per sempre da una tragica distrazione nel cuore della notte.

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