Spettacolo
MAURIZIO BIANCANI | L’ALCHIMISTA DEL SUONO
Redazione- Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18:00, Maurizio Biancani presenterà a Milano il libro “L’Alchimista del suono. Cinquant’anni di musica al mixer” edito da Fernandel presso la Libreria Birdland (Via Vettabbia 9). Dialogheranno con l’autore Dario Giovannini (Carosello Records) e Luca De Gennaro (Radio Capital).
“L’ALCHIMISTA DEL SUONO. Cinquant’anni di musica al mixer”, già disponibile in libreria e negli store digitali dal 23 gennaio 2026, è l’autobiografia dello storico sound engineer e produttore musicale, fondatore e anima dello Studio Fonoprint di Bologna. Da dietro al mixer, Maurizio Biancani ha registrato voci e musica di Luca Carboni, Lucio Dalla, Laura Pausini, Pooh, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Samuele Bersani, Zucchero e molti altri artisti, facendone risaltare la forza e le emozioni. Il libro è un viaggio nella musica italiana dagli anni Settanta ad oggi, ma è anche una riflessione sul mestiere del tecnico del suono, su cosa significhi davvero lavorare dietro le quinte, contribuendo in silenzio a qualcosa di più grande.
Spiega Maurizio Biancani a proposito del libro: «Avere il coraggio di radunare 50 anni di ricordi, come mi faceva notare anche Vasco, parlando del libro, non è una cosa facile, ci vuole coraggio. Significa mettere un punto fermo e riavvolgere il nastro della vita. La verità è che, spinto dai miei amici e da mio figlio, ho sentito il bisogno di fissare su carta tutto quello che da anni raccontavo a parole, per la sensazione che “tutti quei momenti si sarebbero perduti nel tempo come lacrime nella pioggia…”».
SINOSSI
Il libro è un racconto in prima persona, con il punto di vista esclusivo di uno dei principali sound engineer italiani, di alcuni dei capitoli più importanti della musica italiana. Maurizio Biancani è stato il coinquilino di Vasco Rossi quando faceva il dj negli anni Settanta (con il quale ha lavorato a dischi e tournée sin dagli esordi), il socio di Lucio Dalla (ha lavorato con lui a produzioni discografiche, live e studi di registrazione come Fonoprint), ha vinto due Grammy, un Telegatto, ha vissuto in America tra i precursori dell’Italo Disco ed è l’ospite fisso delle sei edizioni del programma “33 italian masters” di Sky Arte.
Queste pagine forniscono un pass “all areas” per il dietro le quinte di dischi e tournée di grandi firme come, ad esempio, Vasco (Siamo solo noi, Bollicine, Gli Spari sopra, Fronte del Palco, rock sotto l’assedio…) Dalla (1983, Bugie, Canzoni…), Pooh (Tropico del nord e Non siamo in pericolo), ma non solo. Biancani con il suo tono gentile, umile, condito dalla spiccata ironia bolognese, permette di accedere a un mondo che ha ancora molti aneddoti da svelare.
Come lava su un ghiacciaio i racconti di Maurizio fondono la monotonia binaria delle procedure discografiche odierne, con un passionale approccio ricco di una pionieristica, e talvolta ingenua, romantica genialità. A fare da sfondo gli usi e costumi degli ultimi 50 anni in tutte le varie e caleidoscopiche ere caratterizzate da nuove correnti artistiche, ma anche da nuovi problemi da risolvere. Come fil rouge invece si potranno apprezzare le grandi capacità relazionali che uno dei principali sound engineer italiani ha dovuto mettere in campo per gestire le sfumature variopinte delle personalità degli artisti italiani.
Nel volume saranno coinvolti alcuni dei protagonisti con i quali Maurizio ha collaborato da Vasco agli Stadio, da Samuele Bersani a Mauro Malavasi, dai Pooh a Celso Valli, Fiorella Mannoia, Ron, Miguel Bosè, Gianni Morandi, Luca Carboni e molti altri.
MAURIZIO BIANCANI | BIOGRAFIA
Maurizio Biancani Nerozzi nasce a Bologna il 5 febbraio 1953. Diplomato in Elettronica Industriale all’ ITIS di Bologna. Fondatore, Socio e Amministratore degli Studi di registrazione Fonoprint di Bologna dal 1976 al 2017. Musicista (tastierista) e Live Engineer dal 1970 al 1977 con alcune fra le maggiori live band emiliane.
Collaborazione in veste di Sound Engineer con il produttore-arrangiatore Mauro Malavasi nelle maggiori produzioni dance italiane negli anni ‘80. Sound Engineer con esperienze di registrazione, mixaggio, programmazione e Sound Design in studi professionali in Italia ed all’estero con i maggiori artisti italiani, tra cui: Lucio Dalla, Vasco Rossi, Luca Carboni, Fiorella Mannoia, Pooh, Eros Ramazzotti, Ennio Morricone, Pino Daniele, Samuele Bersani, Matia Bazar, Mango, Stadio, Franco Battiato.
Sound Engineer in importanti tournée dal vivo in Italia ed all’estero.
Produttore discografico per i seguenti artisti: Vasco Rossi (Bollicine, C’è chi dice no, Cosa succede in città, Va bene va bene così); Steve Rogers Band; Quartiere Latino; Stadio; Dodi Battaglia (Pooh).
Giornalista con collaborazioni a testate specializzate di settore tecnico-musicale.
Novembre 2001 vincitore di due Latin Grammy Awards per l’album “El alma al aire” di Alejandro Sanz nelle categorie: Miglior Album dell’anno e Migliore registrazione dell’anno.
Docente e coordinatore dei Corsi di Formazione Professionale per Sound Engineer negli Studi Fonoprint dal 1987 ad oggi.
Dall’anno 2000 Mastering Engineer presso gli Studi Fonoprint per i più importanti artisti italiani: Vasco Rossi, Lucio Dalla, Ivano Fossati, Luciano Ligabue, Angelo Branduardi, Zucchero, Fiorello, Irene Grandi, Luca Carboni, Lucio Dalla, Laura Pausini, Gianmaria Testa, Il Volo, Mina, Paolo Conte, Zecchino D’oro.
Mastering Surround con i più importanti artisti italiani, tra cui i Dvd Bluray dei Tour di Vasco Rossi, compreso il celeberrimo Modena Park, Film “Famoso” di Sferaebbasta, Film Tintoretto per Sky Arte 2021. Mix e Mastering International Jazz Album The Bari Session (Paul Vertico, John Helliwell Project).
Dal 2021 mix Engineer per il rivoluzionario formato Dolby Atmos per gli interi cataloghi discografici di Vasco Rossi, Lucio Dalla e Zucchero.
Conduttore televisivo dal 2018 al 2023 per le sei Stagioni della serie 33 Giri Italian Masters in onda su Sky Arte.
Nel 2023 partecipa alle cinque puntate della serie tv Netflix “Il Supervissuto” di Vasco Rossi.
Da Marzo 2024 insieme ad Arturo Bertusi (Vasco Rossi art director) si esibisce in locali bolognesi in uno spettacolo di musica e video: “Ascolta, storie di musica”. Attualmente oltre al normale lavoro come Sound e Mastering Engineer organizza Masterclass e Seminari musicali.
Spettacolo
Traindeville porta la magia di Can Giovanni e le leggende delle streghe nel cuore di Montesacro
🌙 La magia della notte di San Giovanni rivive a Roma: musica tradizionale, poesie e leggende popolari si incontrano in un concerto unico con i Traindeville.
Non perdere una serata dedicata alla cultura romana più autentica alla Salagnini, tra racconti di streghe e omaggi ai grandi maestri della canzone.
Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Roma #MusicaPopolare #Traindeville #SanGiovanni
Redazione- Roma, e in particolare il quartiere di Montesacro, si prepara a vivere un appuntamento che fonde cultura popolare, musica d’autore e il fascino arcano delle tradizioni solstiziali. Mercoledì 24 giugno 2026, lo spazio della Salagnini in Viale Adriatico diventerà il palcoscenico per un omaggio alla notte di San Giovanni, un momento dell’anno storicamente avvolto da misteri, credenze contadine e rituali esoterici. A guidare il pubblico in questo viaggio sonoro e narrativo saranno i Traindeville, il gruppo folk attivo da anni nel lavoro di recupero e riattualizzazione della musica tradizionale romana.
il legame tra musica popolare e narrazioni magiche
La serata non si configura come un semplice concerto, ma come un intreccio di linguaggi. La musica dei Traindeville, nota per la cura filologica unita a un piglio contemporaneo, farà da colonna sonora a un racconto che attraversa i secoli. Il repertorio del gruppo, che alterna brani originali in dialetto romanesco a rivisitazioni di classici della canzone capitolina, si sposerà con la lettura di poesie e curiosità legate proprio alla notte delle streghe.
La narrazione si spinge lontano nel tempo, richiamando figure mitologiche come Canidia, la potente maga descritta dal poeta Orazio nelle sue opere, per poi arrivare a icone più vicine alla letteratura romanesca, come la nota figura della “vecchiaccia” protagonista di un celebre sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli. Questo collegamento tra la letteratura alta e il folklore popolare permette di osservare come l’immaginario collettivo romano abbia da sempre cercato di dare un volto e un nome alle forze misteriose che, secondo la tradizione, si scatenano proprio in coincidenza con il solstizio d’estate.
l’eredità dei grandi maestri di roma
Sul palco di Viale Adriatico saliranno Ludovica Valori, impegnata alla voce, fisarmonica e trombone, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone, che si alternerà tra chitarra, clarinetto, armonica e kazoo. La formazione, attiva da tempo sulla scena musicale cittadina, ha costruito un percorso artistico mirato a non disperdere la memoria storica della città. Durante lo spettacolo, il pubblico potrà ascoltare omaggi sentiti a pilastri della cultura romana come Ettore Petrolini, il volto dell’ironia graffiante, e Gabriella Ferri, che con la sua voce ha dato dignità artistica ai canti di strada e del popolo.
Non mancherà un pensiero a Pier Paolo Pasolini, figura sempre centrale quando si parla di ricerca antropologica nel sottoproletariato romano e di valorizzazione delle lingue locali. I Traindeville dimostrano, attraverso i loro brani inediti, che il dialetto romanesco non è un rudere linguistico, ma una forma comunicativa viva, capace di descrivere la modernità, le ansie del presente e le contraddizioni di una metropoli in continuo mutamento. La sfida del gruppo consiste nel mantenere intatta l’anima di questi pezzi, pur contaminandoli con sonorità che attingono al folk internazionale e alla canzone d’autore.
un solstizio tra tradizione e modernità
L’evento presso la Salagnini rappresenta una tappa interessante nel panorama culturale cittadino, proponendo uno sguardo diverso sulla periferia storica di Montesacro. La scelta di collocare il concerto proprio nella notte di San Giovanni non è casuale: il 24 giugno è da sempre considerato il momento in cui le erbe officinali sprigionano il massimo potere e le streghe, secondo i racconti del passato, si radunavano per celebrare i loro rituali. In questo contesto, il concerto diventa un ponte tra la “stregoneria” dei tempi antichi e il fermento culturale di una città che cerca ancora oggi le sue radici profonde.
Per chi volesse partecipare, l’appuntamento è fissato per le ore 21. Si consiglia la prenotazione, dato il numero limitato di posti in uno spazio intimo come quello della Salagnini. Informazioni dettagliate sono reperibili contattando il numero 3381201904 oppure scrivendo all’indirizzo salagnini@gmail.com. La serata si preannuncia come un’occasione dedicata agli appassionati di storia romana, musica dal vivo e curiosità legate a un folklore che, nonostante il passare dei secoli, continua a esercitare una forza attrattiva persistente nell’animo di chi abita la Capitale.
Spettacolo
Cronika, il nuovo singolo di Titta racconta burnout, fragilità e stanchezza emotiva
🎧 Con Cronika, Titta porta nella musica il peso del burnout, della stanchezza cronica e della fragilita emotiva, trasformandoli in un racconto diretto e intenso.
Il nuovo singolo apre il progetto Fuori asse e segna un passaggio importante nel suo percorso artistico: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Titta #Cronika #NuovaMusica #MusicaItaliana
Redazione- Roma accoglie una nuova uscita musicale che mette al centro uno dei temi piu sentiti del presente: il rapporto tra corpo, stress e fragilita emotiva. Dal 12 giugno 2026 sara disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “Cronika”, il nuovo singolo di Titta, pubblicato da Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy. Il brano apre il percorso di Fuori asse e si presenta come una dichiarazione artistica netta, costruita attorno all’esperienza della stanchezza cronica e del burnout, senza retorica e senza semplificazioni.
La canzone nasce da una condizione fisica e psicologica vissuta come limite reale, non come immagine astratta. Nel racconto che accompagna l’uscita, Cronika viene presentata come una traccia che prova a dare forma a quel momento in cui il corpo smette di reggere il ritmo imposto dall’esterno e la fragilita non puo piu essere nascosta. Il titolo richiama apertamente una condizione di durata, una fatica che non si esaurisce in un episodio e che entra nella vita quotidiana, nelle relazioni e nella percezione di se. In questo senso il singolo si colloca in una linea espressiva molto presente nella musica contemporanea, ma sceglie una scrittura diretta e poetica che punta piu sulla verita emotiva che sull’effetto.
un brano che trasforma il burnout in racconto musicale
Secondo la presentazione del singolo, Cronika intreccia stanchezza cronica, sopravvivenza emotiva e vulnerabilita in una forma sonora intensa, costruendo un pezzo che non cerca la reazione spettacolare ma una presa di coscienza. Titta racconta il corpo come un luogo che a un certo punto non riesce piu a sostenere il passo del mondo, mentre tutto attorno continua a chiedere prestazione, lucidita, velocita e continuita. Da qui nasce una canzone che non propone una narrazione eroica della sofferenza, ma sceglie di restare nella sua verita concreta.
Le parole dell’artista chiariscono bene il cuore del progetto. Titta spiega di aver scritto Cronika in un momento in cui si sentiva sfinita e svuotata, mentre il mondo sembrava continuare a pretendere corsa e resistenza. La fragilita, nella sua lettura, non viene presentata come un ostacolo da vincere o un difetto da nascondere, ma come una presenza con cui imparare a convivere. Questa impostazione da al brano una precisa identita narrativa e lo rende il manifesto iniziale di Fuori asse, progetto che gia dal titolo lascia intuire uno spostamento rispetto agli equilibri sociali e personali considerati normali.
La registrazione e stata realizzata al Mad Records, studio che segue Titta nel suo percorso artistico dal 2018. Anche questo elemento suggerisce continuita e maturazione, in un lavoro che sembra inserirsi in una traiettoria gia definita ma ora piu consapevole e riconoscibile. Non si tratta quindi di un singolo isolato, ma del primo tassello di una costruzione piu ampia, musicale e narrativa.
Titta tra musica, teatro e ricerca artistica sulla vulnerabilita
La figura di Titta si distingue per un profilo multidisciplinare che tiene insieme musica, teatro e formazione. Artista, attrice, cantautrice e formatrice teatrale, negli anni ha costruito un’identita espressiva che utilizza la scrittura come strumento centrale, portando nella canzone temi come salute mentale, corpo, identita, relazioni e fatica del lavoro artistico. La sua produzione si muove tra autobiografia e osservazione sociale, con una forte attenzione per cio che normalmente viene rimosso o semplificato nel discorso pubblico.
Alla base del suo percorso c’e una formazione teatrale e vocale ampia, accompagnata da studi nelle artiterapie espressive e da collaborazioni in ambito educativo e performativo. Il suo lavoro non si limita quindi al palco o alla pubblicazione musicale, ma si estende a un ragionamento piu ampio sul valore terapeutico dell’arte, tema che l’ha portata anche a intervenire come relatrice alla Camera dei Deputati. Attualmente sta completando il proprio percorso didattico per il conseguimento del Diploma in Canto Moderno, dettaglio che conferma la volonta di consolidare ulteriormente il proprio strumento espressivo.
Dal punto di vista sonoro, Titta attinge a influenze diverse: cantautorato italiano contemporaneo, teatro-canzone, alternative pop e repertorio del musical anglo-americano. Questa pluralita si riflette anche nei brani gia pubblicati, come “Ostaggi”, “Mimma” e “Perfetta”, tracce che hanno definito una linea autoriale fondata su scrittura personale e attenzione ai temi dell’unicita e dell’imperfezione.
Con Fuori asse – carta celeste per stelle inclinate, sostenuto da un team di professionisti del settore musicale e audiovisivo, Titta apre ora una fase nuova del suo percorso. A rafforzare il progetto arriva anche il videoclip di Cronika, diretto da Armando Di Lillo ed editato da Ilaria Tonali, ambientato in un teatro vuoto e caratterizzato da un’estetica psico-punk. La coreografia contemporanea, firmata e interpretata da Anna Bucci, accompagna il senso del brano raccontando non la sfida frontale al dolore, ma la ricerca di una possibile convivenza con esso.
Nel panorama della nuova musica italiana, Cronika si segnala cosi come un’uscita che prova a nominare con chiarezza un disagio diffuso, trasformandolo in forma artistica. Non una confessione privata chiusa in se stessa, ma una canzone che intercetta stanchezze condivise e le restituisce con voce, corpo e presenza.
Spettacolo
Jazzaltro 2026, tra Varese e Milano torna la rassegna che unisce jazz, world music e concerti nei parchi
🎷 Tra concerti all’alba, world music, swing e grandi nomi del jazz, JAZZaltro 2026 torna tra Varese e Milano con un’estate di musica dal vivo nei parchi e nelle piazze.
Si parte il 21 giugno a Fagnano Olona con Sonia Spinello e Ashti Abdo: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Jazzaltro #Varese #Milano #MusicaDalVivo
Redazione- Milano si prepara ad accogliere una nuova edizione di JAZZaltro, la rassegna che dal 2010 porta musica dal vivo tra le province di Varese e Milano costruendo, anno dopo anno, un percorso riconoscibile nel panorama culturale lombardo. La diciassettesima edizione partirà il 21 giugno 2026 e proseguirà fino al 6 settembre con una decina di appuntamenti distribuiti tra parchi fluviali, cortili storici, piazze e spazi pubblici. Il cartellone conferma la vocazione del festival: mettere in dialogo jazz, swing, funky, world music e sonorità contemporanee, puntando su artisti affermati e musicisti in crescita, in contesti territoriali che danno all’ascolto un valore diverso da quello del tradizionale concerto in sala.
L’apertura è fissata all’alba, alle 6 del mattino, all’approdo Calipolis del Parco del Medio Olona, nel comune di Fagnano Olona, in provincia di Varese. Non è soltanto una scelta suggestiva, ma una cifra precisa della manifestazione, che fin dall’inizio ha lavorato sul rapporto tra musica e paesaggio. Ad aprire l’edizione 2026 saranno la vocalist Sonia Spinello e il polistrumentista di origine siriana Ashti Abdo, protagonisti del progetto Zimanê Sînoran, espressione che significa “linguaggio dei confini”. Un titolo che riassume bene l’identità di un live costruito sull’incontro tra jazz, world music, sonorità antiche e ricerca timbrica.
il concerto all’alba a Fagnano Olona apre il festival
L’evento inaugurale si svolgerà in uno dei luoghi più riconoscibili della Valle Olona, un’area che negli ultimi anni ha cercato di valorizzare spazi naturali e percorsi culturali anche attraverso iniziative diffuse. Il concerto all’alba si inserisce in questo contesto e punta a trasformare il risveglio del paesaggio in parte integrante dell’esperienza musicale. La voce di Sonia Spinello, insieme a strumenti come daf e kalimba, dialogherà con il mondo sonoro di Ashti Abdo, che porterà sul palco saz, sansula, oud, duduk, effetti e voce.
Il risultato annunciato è un intreccio di tradizioni differenti, capace di tenere insieme dimensione spirituale, scrittura contemporanea e suoni legati a culture lontane. Subito dopo il concerto, per chi vorrà fermarsi, è prevista anche una sessione di Hatha Yoga del mattino curata da Claudia Berti. Gli organizzatori consigliano di portare tappetino, cuscino o coperta. A seguire, sarà possibile fare colazione al chiosco-bar della struttura. Un formato che unisce musica, benessere e fruizione lenta del territorio, rendendo l’appuntamento qualcosa di più di una semplice apertura di stagione.
un cartellone tra grandi nomi, ensemble internazionali e musicisti emergenti
Dopo il live inaugurale, JAZZaltro entrerà nel vivo con un programma che attraversa l’estate fino a settembre. Domenica 28 giugno a Olgiate Olona saliranno sul palco gli Sugarpie & The Candymen, formazione nota per il suo repertorio tra swing, jazz e riletture dal forte impatto dal vivo. Giovedì 2 luglio a Busto Arsizio arriveranno i Gaia Cuatro, gruppo molto apprezzato per la capacità di fondere America Latina, jazz e scrittura cameristica in una dimensione internazionale.
Il 5 luglio a San Giorgio su Legnano sarà la volta del Michele Fazio International Trio feat. Tomohiro Yahiro, mentre il 9 luglio Busto Arsizio ospiterà Vik & The Doctors of Jive, nome legato a una proposta che guarda allo swing e al rhythm and blues con un organico ricco e impostazione da grande palco. Dopo la pausa di metà estate, il festival riprenderà il 7 agosto a Legnano con il Luigi Martinale Quartet & Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo, progetto che unisce jazz e scrittura orchestrale.
Nel finale di agosto troveranno spazio alcuni dei profili più interessanti della scena nazionale. Luca Falomi, con il suo Myricae Quartet, sarà a Legnano il 23 agosto; Francesco Schepisi Elevation Quartet suonerà a Castellanza il 29 agosto; il 30 agosto, ancora a Legnano, è previsto il live del TeBuCaSe Quartet con Max Tempia all’organo hammond. La chiusura è affidata a un nome di primo piano del pianismo italiano: Enrico Pieranunzi, atteso domenica 6 settembre a Olgiate Olona per un concerto piano solo alle 11, accompagnato da aperitivo.
la parola chiave del 2026 è “hope” e racconta il senso della rassegna
A firmare anche quest’anno la direzione artistica è Mario Caccia, ideatore del festival e patron di Abeat Records. Per l’edizione 2026 la parola guida scelta è Hope, speranza. Un termine che, nelle intenzioni degli organizzatori, non viene usato come slogan, ma come chiave per leggere il ruolo della musica in un tempo attraversato da divisioni sociali, culturali ed emotive. Il festival rivendica da sempre la capacità della musica di superare confini, creare relazioni e costruire comunità temporanee attorno all’ascolto condiviso.
Questa visione emerge anche dalla struttura stessa della rassegna. JAZZaltro non si concentra in un unico spazio, ma si distribuisce tra comuni diversi, tenendo insieme Varese e Milano in un dialogo territoriale che valorizza luoghi pubblici e reti locali. Cortili municipali, giardini museali, piazze e parchi fluviali diventano così parte del racconto, con eventi a ingresso libero e libera donazione, scelta che mantiene ampia l’accessibilità del festival e rafforza il legame con il pubblico.
In un’estate ricca di proposte musicali, la nuova edizione di JAZZaltro punta quindi su un’identità precisa: qualità artistica, varietà di linguaggi e attenzione ai luoghi. Non solo concerti, ma un percorso che mette insieme ascolto, paesaggio e comunità tra due province che da anni hanno trovato nella rassegna uno degli appuntamenti culturali più stabili della stagione.
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