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Vertenza callmat, stallo al ministero: nessuna soluzione definitiva per i lavoratori

πŸ“’ La vertenza CallMat resta in una fase di stallo preoccupante dopo l’ultimo incontro al MIMIT, con il futuro di centinaia di lavoratori ancora legato a incerte promesse di riconversione. I sindacati alzano la voce e confermano lo stato di mobilitazione fino a fine luglio.
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#CallMat #Basilicata #VertenzaLavoro #Sindacati

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Redazione-Β  Β Si Γ¨ concluso con un nulla di fatto sostanziale il tavolo ministeriale dedicato alla vertenza CallMat, svoltosi presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’incontro, che ha visto la partecipazione delle organizzazioni sindacali, dei rappresentanti aziendali, dei vertici di TIM e delle istituzioni locali, ha lasciato un senso di profonda incertezza tra i lavoratori del comparto. Nonostante la presenza di tutti gli attori coinvolti, l’esito della trattativa non ha prodotto la svolta auspicata, portando a un nuovo rinvio della discussione, fissato per il prossimo 29 luglio.

La situazione, che da mesi tiene con il fiato sospeso centinaia di famiglie lucane, rimane appesa a un filo. Se da una parte il funzionario ministeriale ha confermato che gli uffici stanno conducendo approfondimenti tecnici per delineare una strategia di salvaguardia occupazionale, dall’altra manca ancora il documento che attesti la concretezza di tali piani. Il progetto di riconversione industriale, che dovrebbe coinvolgere l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, resta per ora una scatola vuota in attesa di essere riempita di contenuti operativi.

la questione dei volumi di lavoro e i tempi tecnici

Un punto sul quale si Γ¨ concentrata l’attenzione durante il confronto Γ¨ relativo all’impegno assunto da TIM. La societΓ  ha garantito il mantenimento dei volumi di attivitΓ  fino alla fine del mese di settembre. Questo elemento, sebbene accolto con cautela, allontana temporaneamente lo spettro di procedure di licenziamento collettivo o di contrazioni drastiche del personale. Tuttavia, per i rappresentanti di SLC CGIL, Fistel CISL, UILFPC UIL e UGL Telecomunicazioni, questo non deve essere letto come una tregua definitiva, ma solo come un periodo di tempo limitato concesso per trovare una soluzione strutturale.

Il nodo centrale che resta da sciogliere riguarda il passaggio dall’attuale modello operativo a una prospettiva di lungo periodo. I sindacati hanno ribadito con forza che le proroghe tecniche non possono sostituire la programmazione industriale. Senza una visione chiara che integri le competenze dei lavoratori CallMat in un progetto di ampio respiro, ogni mese di lavoro garantito appare solo come un posticipare il problema, senza risolverlo alla radice. La partecipazione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sarΓ , in questo senso, il test decisivo per capire se le ipotesi discusse al MIMIT siano realmente percorribili o destinate a rimanere intenti teorici.

la mobilitazione sindacale non si ferma

La reazione del fronte sindacale al termine della riunione Γ¨ stata compatta e determinata. Le segreterie territoriali della Basilicata hanno chiarito che, fino alla data del 29 luglio, il livello di allerta rimarrΓ  massimo. L’obiettivo Γ¨ esercitare una pressione costante su tutte le parti in causa affinchΓ© il prossimo tavolo ministeriale non si trasformi nell’ennesima occasione mancata. Non Γ¨ piΓΉ tempo di interlocuzioni interlocutorie: i lavoratori esigono certezze sul proprio inquadramento, sulla tenuta dei livelli salariali e sulla continuitΓ  operativa a lungo termine.

Le strutture territoriali di SLC CGIL, Fistel CISL, UILFPC UIL e UGL Telecomunicazioni hanno giΓ  pianificato una serie di iniziative di mobilitazione sui territori. L’obiettivo Γ¨ quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni regionali sulla gravitΓ  di una vertenza che rischia di desertificare ulteriormente il settore dei call center in una regione come la Basilicata, giΓ  duramente provata dai processi di trasformazione tecnologica ed economica.

Il tavolo del 29 luglio Γ¨ dunque cerchiato in rosso. Le parti sociali si attendono che, in quell’occasione, il MIMIT presenti finalmente il progetto definitivo di riconversione, con il coinvolgimento diretto dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Solo allora si potrΓ  capire se ci siano le basi per una transizione occupazionale dignitosa. In assenza di risposte concrete, la vertenza Γ¨ destinata a inasprirsi, poichΓ© il sacrificio dei lavoratori non puΓ² piΓΉ essere la moneta di scambio per garantire l’efficienza di sistemi aziendali che tendono a fare il proprio interesse a discapito della stabilitΓ  territoriale. La partita Γ¨ aperta e la tensione tra i dipendenti resta alta.

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CallMat Matera, sciopero totale e protesta a Roma per difendere oltre 350 posti di lavoro

πŸ“’ Da Matera a Roma, oltre 350 famiglie scendono in campo per difendere il lavoro e chiedere risposte sul futuro di CallMat.
La protesta sindacale accende i riflettori su una crisi che riguarda tutta la Basilicata: leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡
#Matera #Basilicata #Lavoro #CallMat

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Lavoratori CallMat

Redazione-Β  Matera si prepara a vivere una giornata ad alta tensione sociale e sindacale con lo sciopero totale proclamato per il 10 giugno 2026 dalle segreterie regionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni insieme alla RSU di CallMat Matera. Dalle prime ore del mattino, centinaia di lavoratrici e lavoratori raggiungeranno Roma per manifestare davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel tentativo di ottenere risposte concrete sul futuro del sito lucano e sulla sorte di oltre 350 famiglie.

La mobilitazione, per numeri e impatto, supera ormai i confini di una normale vertenza aziendale. Attorno alla crisi di CallMat si Γ¨ concentrata una preoccupazione che riguarda l’intero territorio materano e piΓΉ in generale la Basilicata, dove il lavoro resta uno dei nodi piΓΉ delicati dello sviluppo locale. La riduzione dei volumi di attivitΓ  sul sito viene letta dai sindacati come un passaggio che rischia di aprire una frattura profonda sul piano occupazionale, sociale ed economico, in un’area che da anni combatte contro precarietΓ , spopolamento e riduzione delle opportunitΓ  per i giovani.

la protesta da Matera a Roma e il peso della vertenza sul territorio

Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, la partenza verso la capitale avverrΓ  all’alba e vedrΓ  la presenza, accanto ai lavoratori, dei segretari regionali Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano. L’obiettivo della manifestazione Γ¨ portare il caso CallMat all’attenzione nazionale e chiedere un intervento immediato capace di fermare una crisi che viene considerata devastante per il tessuto sociale lucano.

La vicenda assume un valore ancora piΓΉ forte perchΓ© coinvolge un territorio che negli anni ha cercato di costruire occasioni di occupazione stabile anche nel settore dei servizi e del customer care. In una cittΓ  come Matera, che ha conquistato negli ultimi anni una visibilitΓ  internazionale sul piano culturale e turistico, la tenuta dell’occupazione resta perΓ² un indicatore decisivo per misurare la qualitΓ  reale della crescita. Per questo i sindacati insistono su un punto: dietro il dato dei 350 posti a rischio non ci sono soltanto numeri, ma salari, mutui, percorsi di vita e la possibilitΓ  concreta per molte persone di continuare a vivere nella propria terra.

i sindacati: β€œnon Γ¨ solo una crisi aziendale”

Nel testo diffuso alla vigilia dello sciopero, le sigle sindacali parlano in modo netto di una battaglia che riguarda Matera, la Basilicata e l’intero Mezzogiorno. Il messaggio politico e sociale Γ¨ chiaro: la vertenza CallMat viene presentata come il simbolo di una questione piΓΉ ampia, quella del diritto al lavoro nelle aree del Sud, spesso esposte a decisioni industriali prese lontano dai territori e dalle comunitΓ  coinvolte.

Le organizzazioni dei lavoratori contestano il rischio che l’occupazione venga trattata come una voce di bilancio da ridurre, senza considerare le conseguenze sulle famiglie e sulle comunitΓ  locali. Il lavoro, nella lettura sindacale, non Γ¨ soltanto reddito, ma dignitΓ , autonomia e permanenza sul territorio. In Basilicata questo tema assume un peso particolare, perchΓ© ogni crisi occupazionale finisce per alimentare la fuga dei giovani, il calo demografico e l’indebolimento del sistema economico locale.

Nel comunicato emerge anche un forte richiamo alla responsabilitΓ  collettiva. I sindacati ricordano che molti lavoratori hanno investito anni di professionalitΓ  e competenze nel sito di Matera, contribuendo alla qualitΓ  del servizio e alla stabilitΓ  produttiva. Da qui la richiesta di non scaricare sulle persone il costo di scelte aziendali che rischiano di cambiare in modo pesante il futuro di centinaia di nuclei familiari.

il ruolo delle istituzioni e la richiesta di un impegno diretto di TIM

Nella ricostruzione sindacale viene riconosciuto il sostegno espresso dal Consiglio comunale di Matera, dalle istituzioni locali e dalla Regione Basilicata. Un passaggio specifico riguarda l’assessore regionale alle AttivitΓ  produttive Franco Cupparo, indicato come interlocutore attivo nella ricerca di strumenti utili alla salvaguardia del sito e dell’occupazione. Le sigle parlano di iniziative concrete e non soltanto di solidarietΓ  formale, sottolineando come la Regione abbia mostrato disponibilitΓ  operativa su una vertenza considerata strategica.

Il punto piΓΉ duro del comunicato Γ¨ perΓ² rivolto a TIM, chiamata direttamente in causa dai sindacati. Secondo le organizzazioni, l’azienda deve chiarire quali siano le sue reali intenzioni sul sito di Matera e non puΓ² restare in una posizione di attesa di fronte a una crisi che coinvolge centinaia di lavoratori. La richiesta Γ¨ quella di un’assunzione piena di responsabilitΓ  sociale e industriale, in considerazione del fatto che il territorio lucano ha garantito negli anni professionalitΓ , affidabilitΓ  e continuitΓ .

Da Roma, aggiungono i sindacati, non servono dichiarazioni generiche ma impegni precisi. Il tavolo ministeriale viene visto come uno snodo decisivo: da lì dovranno arrivare indicazioni chiare sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulla continuità produttiva del sito. In caso contrario, la mobilitazione è destinata a proseguire.

una giornata chiave per il futuro occupazionale di Matera

La manifestazione del 10 giugno viene presentata come una prova di unitΓ  sindacale e territoriale. Non soltanto i dipendenti CallMat, ma un’intera comunitΓ , nella lettura delle sigle, si muove per difendere il diritto a lavorare in Basilicata senza essere costretta a subire decisioni esterne. Il messaggio finale Γ¨ netto: nessun licenziamento, nessun abbandono, nessuna cancellazione di posti di lavoro.

Per Matera sarΓ  una giornata che va oltre la cronaca sindacale. Sul tavolo c’è la tenuta di un pezzo rilevante dell’economia locale e la possibilitΓ  di evitare una nuova ferita occupazionale in una regione che continua a chiedere rispetto, investimenti e prospettive stabili.

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Adempimenti al Registro Imprese, a Salerno un incontro tecnico tra commercialisti e Camera di Commercio per semplificare le procedure

πŸ“‹ Commercialisti e Camera di Commercio insieme per semplificare le pratiche al Registro Imprese: giovedΓ¬ 11 giugno a Salerno un focus tecnico gratuito con crediti formativi. Deposito bilanci, trasferimento quote e molto altro. Leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡
#Salerno #Commercialisti #RegistroImprese #CameraCommercio

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Foto or presidente Sergio Cairone

Redazione-Β  Salerno ospiterΓ  giovedΓ¬ 11 giugno 2026 un importante appuntamento dedicato ai professionisti del settore contabile e alle imprese del territorio. A partire dalle ore 15, presso il Saint Joseph Resort, si terrΓ  un focus tecnico organizzato dalla Camera di Commercio di Salerno in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ODCEC) di Salerno. L’obiettivo dell’incontro Γ¨ chiaro: migliorare le procedure di deposito delle pratiche telematiche e rendere piΓΉ agevoli gli adempimenti legati alla vita societaria.

L’iniziativa nasce dalla volontΓ  di creare un dialogo costruttivo tra gli enti coinvolti nella gestione delle pratiche del Registro Imprese, con l’intento di ridurre gli errori e velocizzare i tempi di lavorazione. Un tema di particolare rilevanza per il tessuto imprenditoriale salernitano, composto in larga parte da piccole e medie imprese che quotidianamente si confrontano con obblighi burocratici complessi.

Gli argomenti al centro del focus tecnico

Il programma dell’evento prevede un’analisi approfondita dei principali adempimenti richiesti dal Registro Imprese. Si partirΓ  dall’iscrizione di nuove imprese, passaggio fondamentale per chi avvia un’attivitΓ  economica, per poi affrontare il deposito dei bilanci, operazione annuale che coinvolge tutte le societΓ  di capitali e che richiede particolare attenzione nella compilazione dei documenti.

Tra i temi trattati figurano anche il rinnovo delle cariche sociali, procedura necessaria ogni volta che cambiano gli amministratori o i membri degli organi di controllo, e il trasferimento di quote di SRL, operazione sempre piΓΉ frequente nel panorama economico attuale. Non mancheranno approfondimenti sulle fasi di scioglimento, liquidazione e cancellazione delle societΓ , sia di persone che di capitali, momenti delicati che richiedono il rispetto di tempistiche e formalitΓ  precise.

Durante i lavori verrΓ  posta particolare attenzione agli aspetti tecnici piΓΉ complessi e alle criticitΓ  che emergono nella pratica quotidiana. L’incontro rappresenta un’occasione per condividere soluzioni operative e buone prassi, riducendo il margine di errore nelle pratiche depositate.

I relatori e il programma della giornata

A moderare i lavori sarΓ  il dottore commercialista Carmine Noschese. Tra i relatori figura la dottoressa Silvia Piattelli di InfoCamere, che si occupa di formazione e knowledge management per il sistema camerale italiano. InfoCamere gestisce l’infrastruttura tecnologica delle Camere di Commercio italiane e rappresenta un punto di riferimento per l’innovazione digitale nella pubblica amministrazione.

InterverrΓ  anche il dottor Francesco Vanacore, dottore commercialista e consigliere dell’ODCEC di Nocera Inferiore con delega specifica alla digitalizzazione. La sua presenza testimonia l’attenzione crescente della categoria professionale verso le competenze digitali, ormai indispensabili per gestire in modo efficiente le pratiche telematiche.

La collaborazione tra Ordine e Camera di Commercio

Il presidente dell’ODCEC Salerno, Sergio Cairone, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “Quest’evento si inserisce nel piΓΉ ampio programma di collaborazione messo in campo tra il nostro Ordine e la Camera di Commercio di Salerno per una maggiore condivisione degli iter cui sono tenute le imprese nel corso del tempo”. Cairone ha evidenziato come l’obiettivo sia quello di migliorare concretamente le procedure, “snellire il deposito bilanci o l’iscrizione degli assetti organizzativi, evitando a monte errori nelle pratiche”.

La sinergia tra ODCEC, Camera di Commercio e Registro Imprese punta a creare un canale di comunicazione piΓΉ efficace, a beneficio delle imprese del territorio salernitano. Una collaborazione che si traduce in eventi formativi come questo, ma anche in un confronto costante sulle problematiche operative.

Crediti formativi e modalitΓ  di partecipazione

L’evento Γ¨ in corso di accreditamento presso il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. La partecipazione, completamente gratuita, consente di acquisire un credito formativo per ogni ora di presenza effettiva, fino a un massimo di tre crediti. Un’opportunitΓ  significativa per i professionisti che devono assolvere agli obblighi di formazione continua previsti dall’ordinamento.

La prenotazione Γ¨ obbligatoria e va effettuata attraverso il portale dedicato. I consiglieri dell’ODCEC Salerno delegati all’organizzazione dell’evento sono il dottor Alfonso Maria Gaeta e il ragioniere Vincenzo Landi, mentre il dottor Pierluigi Chiarito Γ¨ il consigliere delegato alla formazione professionale continua.

L’appuntamento di giovedΓ¬ rappresenta un segnale concreto della volontΓ  delle istituzioni locali di supportare professionisti e imprese nella gestione degli adempimenti burocratici, trasformando gli obblighi normativi in procedure piΓΉ snelle e accessibili.

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Tangentopoli, 30 anni dopo: a Quarta Repubblica il faccia a faccia tra Di Pietro, Sama e Cusani

Trent’anni dopo la tempesta di Mani Pulite, i protagonisti si ritrovano faccia a faccia: le accuse, le memorie e l’ereditΓ  di Tangentopoli stasera da Nicola Porro. Non mancate all’approfondimento di Quarta Repubblica, ore 21.30 su Rete 4.
#Tangentopoli #ManiPulite #QuartaRepubblica #StoriaItaliana

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Questa sera, alle 21.30 su Rete 4, il programma condotto da Nicola Porro riunisce i protagonisti della stagione che ha cambiato la storia politica italiana. Un confronto inedito tra l’ex magistrato Antonio Di Pietro e i volti del processo Enimont, Sergio Cusani e Carlo Sama, per rileggere l’ereditΓ  di Mani Pulite a tre decenni di distanza.

Redazione-Β  Sono passati oltre trent’anni da quando il sistema dei partiti della Prima Repubblica si sgretolΓ² sotto il peso delle inchieste giudiziarie milanesi, ridefinendo in modo permanente il volto dell’Italia. Questa sera, lo studio di Quarta RepubblicaΒ si trasforma in un teatro di memoria storica e confronto serrato: Nicola Porro ospiterΓ  Antonio Di Pietro, l’ex pubblico ministero simbolo del pool di Mani Pulite, insieme a due figure centrali di quegli anni, Sergio Cusani e Carlo Sama. L’appuntamento, in onda in prima serata, promette di non essere soltanto una rievocazione nostalgica, ma un tentativo di tracciare un bilancio di quella stagione che ha segnato uno spartiacque tra il vecchio e il nuovo corso della nazione.

Il ritorno del pool e degli imputati

La presenza in studio di Antonio Di Pietro riporta al centro del dibattito la figura del magistrato che, con la sua inconfondibile parlata e la tenacia investigativa, divenne l’eroe mediatico di una riscossa popolare contro la corruzione sistematica. Dall’altra parte del tavolo, seduti come testimoni e protagonisti di una stagione di processi mediatici e giudiziari, ci saranno Sergio Cusani e Carlo Sama.

Cusani, consulente finanziario, Γ¨ passato alla storia come l’imputato unico del processo Enimont, quello che piΓΉ di ogni altro ha rappresentato il legame perverso tra politica e grande industria. Le sue udienze, trasmesse in diretta televisiva, furono le prime a trasformare l’aula di tribunale in un evento di massa, segnando l’inizio dell’era in cui la giustizia Γ¨ diventata materia di dibattito pubblico quotidiano. Al suo fianco, Carlo Sama, braccio destro di Raul Gardini e figura chiave nelle strategie di potere del gruppo Ferruzzi-Montedison. La sua testimonianza offre un punto di vista interno su come venivano gestiti i rapporti tra le grandi holding e le segreterie dei partiti, un meccanismo di finanziamento illecito che Γ¨ stato la linfa della vita pubblica italiana per decenni.

Una ferita ancora aperta

L’incontro di questa sera si inserisce in un dibattito mai del tutto sopito: Γ¨ stata Mani Pulite una rivoluzione democratica o l’inizio di una deriva che ha svuotato la politica di contenuti, consegnandola a una fragilitΓ  cronica? La domanda aleggia ancora nelle aule parlamentari e nelle piazze. Per molti, il 1992 resta l’anno della fine dell’impunitΓ ; per altri, l’inizio di un declino in cui l’azione giudiziaria ha finito per sostituirsi al confronto politico, lasciando un vuoto di rappresentanza che il Paese fatica a colmare ancora oggi.

Il confronto condotto da Nicola Porro cercherΓ  di scavare oltre le cronache del tempo. Non si tratterΓ  solo di ricostruire il passaggio di bustarelle o i nomi dei beneficiari dei conti esteri, ma di comprendere come gli attori di allora vedono oggi le conseguenze di quel terremoto. Di Pietro, che ha vissuto in prima linea l’ascesa e il declino del consenso attorno all’operato dei magistrati, si troverΓ  a rispondere alle domande di chi, al contrario, ha subito sulla propria pelle la pressione di una giustizia diventata, in quel contesto, il principale attore politico.

La storia che si fa cronaca

L’evento di stasera su Rete 4 ha il valore di una testimonianza diretta, una raritΓ  in un panorama televisivo dove la memoria storica viene spesso filtrata da ricostruzioni di terze parti. Vedere fianco a fianco, a distanza di trent’anni, l’accusa e la difesa del processo piΓΉ importante della storia repubblicana offre uno spaccato unico della psicologia collettiva del tempo. SarΓ  interessante osservare non solo le risposte, ma anche le attitudini, i silenzi e le prospettive di chi ha vissuto in due mondi contrapposti: quello del Palazzo, con il suo sistema di potere ormai collassato, e quello delle Procure, che con la propria azione hanno accelerato il cambiamento.

Il Paese, che oggi si interroga su nuove forme di corruzione e su un sistema di giustizia ancora al centro di aspre polemiche, ha l’opportunitΓ  di guardare indietro per capire meglio il presente. La sfida diΒ Quarta RepubblicaΒ sarΓ  quella di bilanciare le prospettive, evitando di trasformare il racconto in agiografia o, al contrario, in una mera difesa d’ufficio, per restituire agli spettatori la complessitΓ  di una vicenda che, nel bene e nel male, definisce ancora oggi la nostra identitΓ  civile.

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