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Territorio

Silent walk a Nepezzano: la camminata immersiva al tramonto cambia data

🎧 Non perdere l’occasione di vivere i sentieri di Nepezzano in un modo unico: una camminata immersiva al tramonto tra musica, benessere e convivialità. Prenota subito il tuo posto per la Silent Walk del 22 giugno!
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Redazione-  Nepezzano, frazione alle porte di Teramo, si prepara a vivere un momento di aggregazione collettiva dal sapore particolare. La Silent Walk, iniziativa che ha già riscosso grande interesse nei mesi scorsi, subisce un piccolo slittamento nel calendario ma non perde la sua essenza. Il nuovo appuntamento è fissato per lunedì 22 giugno, una scelta dettata dalla volontà di offrire ai partecipanti uno scenario ancora più suggestivo, quello della luce dorata del crepuscolo che avvolge le colline teramane durante le prime ore serali.

un percorso sensoriale tra musica e natura

L’evento, promosso con impegno dal Comitato di Frazione Nepezzano in sinergia con l’amministrazione comunale di Teramo, si pone l’obiettivo di ridefinire il concetto di passeggiata all’aria aperta. Il cuore della proposta risiede nella tecnologia: ogni partecipante indosserà cuffie wireless, diventando solitario protagonista di un’esperienza sonora condivisa. Lungo un tracciato di cinque chilometri che si snoda tra gli scorci più caratteristici della zona, la colonna sonora accompagnerà i passi dei presenti, eliminando i rumori di fondo e creando una bolla di concentrazione e relax.

Non si tratta di una gara sportiva o di una semplice camminata di gruppo, bensì di un percorso che punta alla riscoperta del territorio attraverso una lente diversa. L’assenza di rumori ambientali, sostituita da una selezione musicale studiata, permette di focalizzare l’attenzione sui dettagli del paesaggio e sul ritmo del proprio corpo. La direzione tecnica e il coordinamento generale sono affidati a Sara Roncacè, personal trainer di comprovata esperienza che avrà il compito di guidare il gruppo, garantendo che l’andatura sia sostenibile per ogni tipologia di camminatore, dai più allenati alle famiglie con bambini.

il comitato di frazione e la valorizzazione del territorio

Il Comitato di Frazione Nepezzano, sodalizio attivo sin dal 1993, conferma con questa iniziativa la propria dedizione verso il tessuto sociale locale. In un’epoca dominata dalla frenesia digitale, le attività proposte dal comitato mirano a ricostruire legami di vicinato attraverso iniziative che richiedono la presenza fisica e la condivisione di emozioni. La Silent Walk diventa quindi un pretesto per abitare gli spazi pubblici in modo consapevole, trasformando una via o un sentiero in un palcoscenico di inclusione sociale.

La scelta del nuovo orario serale, con ritrovo fissato alle 19:00 in piazza Roberto Spinozzi e partenza alle 19:30, non è casuale. Il tramonto trasforma la percezione cromatica del paesaggio circostante, rendendo la camminata un momento di stacco ideale dagli impegni quotidiani. Al termine dei cinque chilometri, lo sforzo fisico lascerà spazio alla convivialità con un aperitivo finale, compreso nella quota d’iscrizione, che permetterà di chiudere la serata scambiando impressioni e rafforzando i rapporti tra i residenti e i visitatori provenienti dal capoluogo o dalle frazioni limitrofe.

modalità di partecipazione e iscrizioni

Per chi volesse unirsi alla manifestazione, la procedura di iscrizione richiede una pianificazione tempestiva. La quota di partecipazione è fissata a 12 euro e include il noleggio delle cuffie professionali, l’accompagnamento guidato durante tutto il tragitto e l’aperitivo conclusivo. È necessario completare le procedure di registrazione e il versamento della quota entro il 15 giugno, data limite stabilita dagli organizzatori per permettere la corretta gestione del materiale tecnico e dell’accoglienza.

Ogni dettaglio è curato meticolosamente per far sì che la serata rispetti il motto della manifestazione: “Indossa le cuffie. Segui il ritmo. Condividi le emozioni”. Per ulteriori informazioni, richieste specifiche o per confermare la propria presenza, è possibile fare riferimento a Daniela al numero 3383111615. Con il rinnovato appuntamento del 22 giugno, Nepezzano si conferma centro propulsore di un modo nuovo di vivere l’estate, dove il benessere fisico incontra la cultura dello stare insieme in una cornice naturale che merita di essere valorizzata e vissuta, passo dopo passo, con un nuovo sguardo.

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Territorio

Fondo montagna, la protesta di Gianluca Quadrini contro i nuovi criteri di classificazione

📢 La montagna non è un calcolo, è una comunità che vive! Gianluca Quadrini e i sindaci del Lazio si uniscono contro una burocrazia che minaccia di cancellare i diritti delle nostre aree interne. La lotta per la difesa del territorio è appena iniziata.
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#Frosinone #ANCI #Montagna #Territorio

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Redazione-  Il dibattito sulla definizione normativa di comune montano si è acceso nelle ultime ore, sollevando un’ondata di malumori tra le amministrazioni locali del Lazio. Al centro delle polemiche vi è l’applicazione dei nuovi criteri per l’accesso al Fondo Sviluppo Montagne Italiane (FOSMIT), che rischiano di estromettere decine di enti locali dalle storiche agevolazioni fiscali e dai benefici destinati alle aree interne. Una sfida che Gianluca Quadrini, Consigliere provinciale di Frosinone e dirigente di ANCI Lazio, ha deciso di raccogliere, ponendosi a capo di una mobilitazione istituzionale volta a tutelare i territori a rischio declassamento.

la critica ai parametri burocratici che ignorano le realtà locali

Secondo le nuove direttive, la classificazione dei comuni montani sembrerebbe basarsi su modelli che privilegiano parametri altimetrici e pendenze medie, trascurando tuttavia le variabili socio-economiche che caratterizzano l’Appennino. Per Quadrini, tale approccio rappresenta un limite concettuale grave. “La montagna non è una formula matematica, né un freddo calcolo fatto a tavolino nei palazzi della burocrazia romana”, sottolinea il consigliere provinciale. La sua analisi punta il dito contro una visione che, basandosi esclusivamente sull’altitudine, ignora le difficoltà oggettive che governano la vita quotidiana dei piccoli centri.

Il rischio concreto, per decine di comuni della provincia di Frosinone, è quello di perdere le deroghe fondamentali per il mantenimento dei plessi scolastici, le esenzioni dall’IMU agricola e i contributi specifici per la lotta al dissesto idrogeologico. In un contesto già gravato dall’invecchiamento della popolazione e dalla carenza di collegamenti infrastrutturali, la perdita del “bollino” di comune montano equivarrebbe a un isolamento definitivo. Le amministrazioni locali non contestano solo la perdita di risorse, ma la visione politica che sottende a questa ristrutturazione: l’idea che il valore di un territorio si possa quantificare senza considerare il costo del servizio garantito ai cittadini.

la mobilitazione di anci lazio e la battaglia legale nei territori

La protesta sta coagulando diverse realtà regionali. Nel viterbese, comuni come Vitorchiano hanno già deliberato il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, in collaborazione con Asmel, per impugnare la delibera del Consiglio dei Ministri del 18 febbraio scorso. Questa strategia legale, che vede oggi impegnati oltre 170 comuni in tutta Italia, viene vista da Quadrini come un modello da seguire per la Ciociaria. “I territori sanno fare squadra di fronte ai soprusi burocratici”, evidenzia il dirigente di ANCI Lazio, portando come esempio il caso del comune di Pico, i cui amministratori hanno chiesto un intervento diretto per fermare l’esclusione.

Per dare sostanza a questa opposizione, Quadrini ha sollecitato formalmente la Presidente della Consulta dei Piccoli Comuni di ANCI Lazio, Lubiana Restaini. L’obiettivo è duplice: portare l’istanza dei sindaci laziali all’attenzione di ANCI Nazionale e aprire un tavolo di confronto diretto con il Governo. Per il consigliere provinciale, non è ammissibile che il risanamento dei conti pubblici o la ripartizione dei fondi nazionali ricadano in modo sproporzionato sulle spalle dei comuni più piccoli. La richiesta che emerge dal territorio frusinate è chiara: la classificazione deve essere riformata attraverso indicatori di svantaggio strutturale, come la distanza dai presidi ospedalieri e l’indice di spopolamento, mettendo fine a una stagione di algoritmi che penalizzano il Centro-Sud.

La battaglia intrapresa dai sindaci del Lazio appare dunque come una reazione difensiva, definita dal consigliere come una necessità storica. Se la normativa non dovesse subire correzioni, le conseguenze sull’economia rurale e sui servizi minimi essenziali potrebbero risultare irreversibili. La volontà espressa da Quadrini è quella di non arretrare, trasformando la protesta dei municipi in un caso politico nazionale capace di imporre una revisione radicale dei criteri di accesso ai benefici montani. La partita è iniziata e, per la provincia di Frosinone, rappresenta una prova vitale per il futuro dei propri borghi.

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Sisma 2009, dal Cipess arrivano 255 milioni di euro per la ricostruzione privata in Abruzzo

🏗️ Il Cipess ha sbloccato 255 milioni di euro per la ricostruzione privata in Abruzzo: ecco come verranno ripartiti i fondi tra L’Aquila e gli altri centri colpiti, con un occhio di riguardo al recupero della chiesa di Santa Maria del Carmine a Pescina.
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#Abruzzo #Cipess #Ricostruzione2009 #LAquila

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Redazione-  Il processo di rinascita dei territori abruzzesi feriti dal devastante terremoto del 6 aprile 2009 compie un nuovo, significativo passo in avanti. Il Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, ha deliberato in data odierna l’assegnazione di oltre 255 milioni di euro destinati specificamente al sostegno della ricostruzione privata. La notizia, comunicata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, segna una tappa fondamentale per il completamento degli interventi di riparazione sugli immobili danneggiati, un percorso che a distanza di quindici anni continua a richiedere attenzione istituzionale e ingenti investimenti di capitale pubblico.

la distribuzione delle risorse sul territorio

La manovra finanziaria appena approvata non si limita a uno stanziamento generico, ma delinea una suddivisione geografica mirata a coprire l’intero cratere sismico e le zone limitrofe. La fetta più consistente dell’investimento, pari a circa 153 milioni di euro, è destinata ai comuni del cratere, ovvero quei centri abitati che hanno subito i danni maggiori e che ancora oggi necessitano di fondi per chiudere i cantieri aperti da tempo.

Il capoluogo di regione, L’Aquila, beneficerà di una quota pari a circa 74 milioni di euro, cifra che permetterà di accelerare il recupero di numerosi complessi abitativi ancora in attesa di riqualificazione. A completare il quadro, figurano oltre 28 milioni di euro stanziati per i comuni definiti “fuori cratere”, aree che sebbene abbiano subito danni meno radicali rispetto al centro storico della città dell’Aquila, mantengono comunque ferite aperte negli edifici privati e necessitano di risorse certe per il ripristino dell’agibilità. Questi contributi, erogati direttamente ai cittadini proprietari degli immobili, rappresentano la base su cui poggia la ripartenza economica e sociale di un’intera provincia.

l’attenzione al patrimonio culturale con il recupero di Pescina

Oltre al capitolo dedicato all’edilizia abitativa, la seduta del Comitato si è concentrata sul recupero del patrimonio storico e religioso. È stato infatti ratificato il rifinanziamento per il restauro della chiesa di Santa Maria del Carmine, situata nel comune di Pescina, in provincia dell’Aquila. Si tratta di un luogo cardine per la comunità locale e per l’identità culturale della Marsica.

L’intervento, che vede la titolarità del Ministero della cultura, mira a sanare le problematiche strutturali del campanile e dei locali adiacenti, attualmente interdetti al pubblico a causa delle vulnerabilità residue del sisma. Restituire questo edificio alla collettività significa non solo mettere in sicurezza un bene architettonico, ma ricucire lo strappo sociale causato dall’impossibilità di fruire di spazi destinati al culto e all’aggregazione. Pescina rappresenta, in questo senso, un esempio di come la ricostruzione non debba limitarsi al mero ripristino delle abitazioni, ma debba tendere a una rigenerazione completa degli spazi pubblici che definiscono la quotidianità dei cittadini.

lo stato dell’arte della macchina ricostruttiva

Secondo quanto dichiarato dal sottosegretario Morelli, l’impegno del Governo rimane focalizzato sul superamento definitivo dell’emergenza. Il lavoro svolto dal Cipess in questi mesi testimonia la volontà di dare stabilità ai cantieri, evitando blocchi che potrebbero rallentare ulteriormente il ritorno alla normalità. La sfida per i prossimi anni sarà quella di coniugare il completamento degli interventi strutturali con una strategia di attrattività per il territorio, affinché la ricostruzione fisica si traduca in una nuova competitività economica per i centri colpiti.

La gestione di oltre 255 milioni di euro richiede ora un attento monitoraggio da parte degli uffici speciali per la ricostruzione, affinché le somme arrivino nei tempi stabiliti ai proprietari e alle imprese esecutrici. L’obiettivo ultimo, sottolineato più volte nelle sedi governative, è chiudere definitivamente la pagina della post-emergenza, trasformando L’Aquila e i comuni limitrofi in un modello di resilienza, trasformando i vincoli di bilancio in opportunità concrete per la sicurezza e la stabilità abitativa delle famiglie residenti dopo oltre un decennio di incertezze.

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Nepezzano ha celebrato il Corpus Domini con la tradizionale infiorata dedicata alla pace

🕊️ Nepezzano si è unita in un abbraccio di pace attraverso la straordinaria Infiorata del Corpus Domini, trasformando le vie del borgo in un messaggio di speranza e fratellanza.
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#Nepezzano #Infiorata2026 #CorpusDomini #Teramo

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Redazione-  Nepezzano, frazione del comune di Teramo, ha rinnovato anche quest’anno il suo legame profondo con una delle tradizioni religiose e artistiche più sentite del territorio abruzzese. Nel fine settimana appena trascorso, le strade del borgo si sono trasformate in un mosaico a cielo aperto in occasione del Corpus Domini, un evento che unisce fede, manualità e un forte messaggio di coesione sociale. L’organizzazione, curata con dedizione dal gruppo degli “Amici dell’Infiorata” in stretta sinergia con don Carlo Farinelli, parroco della parrocchia di San Lorenzo Martire, ha visto la partecipazione attiva di decine di volontari che hanno lavorato senza sosta per dare vita a un percorso di rara bellezza.

La solennità del Corpus Domini, che celebra la presenza dell’Eucaristia, ha trovato in questo piccolo centro teramano una forma di espressione collettiva straordinaria. I tappeti floreali, realizzati con petali di fiori, essenze naturali e materiali vegetali sapientemente selezionati, hanno ricoperto l’asfalto, trasformando il percorso della processione in un cammino simbolico preparato per accogliere il passaggio del Santissimo Sacramento. Il lavoro, iniziato ben prima del fine settimana, è un atto di devozione che esprime il senso di appartenenza di una comunità intera, orgogliosa di tramandare una tecnica artistica antica che richiede pazienza, precisione cromatica e una visione d’insieme capace di trasformare elementi effimeri in opere d’arte di grande impatto visivo.

l’arte come veicolo di messaggi universali

L’edizione 2026 dell’Infiorata di Nepezzano ha scelto di marcare la propria identità non solo attraverso la bellezza visiva, ma anche tramite un impegno etico e civile. Il tema cardine scelto per le composizioni artistiche è stato quello della pace, un argomento di stringente attualità che ha guidato la mano dei maestri infioratori. Sette opere principali, circondate da ulteriori decorazioni floreali che hanno collegato i diversi punti del borgo, hanno delineato un itinerario di riflessione che partiva dalla chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire per giungere fino alla chiesa di Santa Maria degli Angeli, situata nella vicina Villa Schiavoni.

Il percorso grafico-artistico si apre con una rappresentazione del cielo solcato da due colombe, icona secolare di armonia, sormontate dalla parola “Pax”. Procedendo lungo il tragitto, l’attenzione del visitatore è catturata dall’immagine del pianeta Terra sorretto da mani di diversa provenienza, un monito chiaro sull’importanza dell’accoglienza e sulla necessità di superare i confini geografici e culturali. Uno dei momenti di maggiore impatto emotivo è rappresentato dai bambini dipinti seduti su un muretto, accompagnati dal monito: “Ci vuole coraggio per fare la pace”. Questa installazione invita i fedeli e i turisti a considerare il dialogo come l’unico strumento percorribile per la costruzione di una società veramente fraterna. La narrazione prosegue con il rosone che punta verso l’alto, la Croce come emblema di dono e rinascita, l’Agnello di Dio come fonte di comunione, fino a concludersi con l’effigie della Madonna con il Bambino, venerata in questa circostanza come Regina della Pace.

una comunità unita attorno alle proprie radici

Il successo dell’evento è il risultato di un lavoro corale che ha visto impegnati ventisei cittadini tra artisti e volontari. La lista dei realizzatori, che include nomi come Lucia Angelozzi, Ilaria Brandimarte, Tiziana D’Andrea e molti altri, testimonia una partecipazione intergenerazionale capace di mantenere vivo un sapere locale che altrimenti rischierebbe l’oblio. L’inaugurazione ufficiale, che ha dato il via ai festeggiamenti, ha visto la presenza del sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, della presidente della Commissione Pari Opportunità comunale, Debora Fantozzi, e di Tonino Di Raimondo, presidente dell’associazione “Xenia”. La loro partecipazione ha sottolineato la rilevanza della manifestazione nel contesto dell’identità culturale teramana, che vede nel volontariato un pilastro fondamentale per la tenuta del tessuto sociale delle frazioni.

La cerimonia si è chiusa domenica sera con la processione solenne, momento clou in cui l’ostensorio, portato sotto il baldacchino e scortato dai fedeli, ha percorso il tragitto sui tappeti di fiori. In questo istante, il rito religioso si è fuso perfettamente con il lavoro artistico, celebrando il passaggio di Gesù lungo le strade del paese. Un gesto che, pur nella sua semplicità, rinnova ogni anno il patto di solidarietà dei residenti di Nepezzano, confermando come la bellezza, anche se destinata a svanire in pochi giorni, lasci un segno profondo nell’animo di chi la crea e di chi la osserva.

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