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Spettacolo

Jazzaltro 2026, tra Varese e Milano torna la rassegna che unisce jazz, world music e concerti nei parchi

🎷 Tra concerti all’alba, world music, swing e grandi nomi del jazz, JAZZaltro 2026 torna tra Varese e Milano con un’estate di musica dal vivo nei parchi e nelle piazze.
Si parte il 21 giugno a Fagnano Olona con Sonia Spinello e Ashti Abdo: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Jazzaltro #Varese #Milano #MusicaDalVivo

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Jazzaltro 2026, tra Varese e Milano torna la rassegna che unisce jazz, world music e concerti nei parchi

Redazione-  Milano si prepara ad accogliere una nuova edizione di JAZZaltro, la rassegna che dal 2010 porta musica dal vivo tra le province di Varese e Milano costruendo, anno dopo anno, un percorso riconoscibile nel panorama culturale lombardo. La diciassettesima edizione partirà il 21 giugno 2026 e proseguirà fino al 6 settembre con una decina di appuntamenti distribuiti tra parchi fluviali, cortili storici, piazze e spazi pubblici. Il cartellone conferma la vocazione del festival: mettere in dialogo jazz, swing, funky, world music e sonorità contemporanee, puntando su artisti affermati e musicisti in crescita, in contesti territoriali che danno all’ascolto un valore diverso da quello del tradizionale concerto in sala.

L’apertura è fissata all’alba, alle 6 del mattino, all’approdo Calipolis del Parco del Medio Olona, nel comune di Fagnano Olona, in provincia di Varese. Non è soltanto una scelta suggestiva, ma una cifra precisa della manifestazione, che fin dall’inizio ha lavorato sul rapporto tra musica e paesaggio. Ad aprire l’edizione 2026 saranno la vocalist Sonia Spinello e il polistrumentista di origine siriana Ashti Abdo, protagonisti del progetto Zimanê Sînoran, espressione che significa “linguaggio dei confini”. Un titolo che riassume bene l’identità di un live costruito sull’incontro tra jazz, world music, sonorità antiche e ricerca timbrica.

il concerto all’alba a Fagnano Olona apre il festival

L’evento inaugurale si svolgerà in uno dei luoghi più riconoscibili della Valle Olona, un’area che negli ultimi anni ha cercato di valorizzare spazi naturali e percorsi culturali anche attraverso iniziative diffuse. Il concerto all’alba si inserisce in questo contesto e punta a trasformare il risveglio del paesaggio in parte integrante dell’esperienza musicale. La voce di Sonia Spinello, insieme a strumenti come daf e kalimba, dialogherà con il mondo sonoro di Ashti Abdo, che porterà sul palco saz, sansula, oud, duduk, effetti e voce.

Il risultato annunciato è un intreccio di tradizioni differenti, capace di tenere insieme dimensione spirituale, scrittura contemporanea e suoni legati a culture lontane. Subito dopo il concerto, per chi vorrà fermarsi, è prevista anche una sessione di Hatha Yoga del mattino curata da Claudia Berti. Gli organizzatori consigliano di portare tappetino, cuscino o coperta. A seguire, sarà possibile fare colazione al chiosco-bar della struttura. Un formato che unisce musica, benessere e fruizione lenta del territorio, rendendo l’appuntamento qualcosa di più di una semplice apertura di stagione.

un cartellone tra grandi nomi, ensemble internazionali e musicisti emergenti

Dopo il live inaugurale, JAZZaltro entrerà nel vivo con un programma che attraversa l’estate fino a settembre. Domenica 28 giugno a Olgiate Olona saliranno sul palco gli Sugarpie & The Candymen, formazione nota per il suo repertorio tra swing, jazz e riletture dal forte impatto dal vivo. Giovedì 2 luglio a Busto Arsizio arriveranno i Gaia Cuatro, gruppo molto apprezzato per la capacità di fondere America Latina, jazz e scrittura cameristica in una dimensione internazionale.

Il 5 luglio a San Giorgio su Legnano sarà la volta del Michele Fazio International Trio feat. Tomohiro Yahiro, mentre il 9 luglio Busto Arsizio ospiterà Vik & The Doctors of Jive, nome legato a una proposta che guarda allo swing e al rhythm and blues con un organico ricco e impostazione da grande palco. Dopo la pausa di metà estate, il festival riprenderà il 7 agosto a Legnano con il Luigi Martinale Quartet & Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo, progetto che unisce jazz e scrittura orchestrale.

Nel finale di agosto troveranno spazio alcuni dei profili più interessanti della scena nazionale. Luca Falomi, con il suo Myricae Quartet, sarà a Legnano il 23 agosto; Francesco Schepisi Elevation Quartet suonerà a Castellanza il 29 agosto; il 30 agosto, ancora a Legnano, è previsto il live del TeBuCaSe Quartet con Max Tempia all’organo hammond. La chiusura è affidata a un nome di primo piano del pianismo italiano: Enrico Pieranunzi, atteso domenica 6 settembre a Olgiate Olona per un concerto piano solo alle 11, accompagnato da aperitivo.

la parola chiave del 2026 è “hope” e racconta il senso della rassegna

A firmare anche quest’anno la direzione artistica è Mario Caccia, ideatore del festival e patron di Abeat Records. Per l’edizione 2026 la parola guida scelta è Hope, speranza. Un termine che, nelle intenzioni degli organizzatori, non viene usato come slogan, ma come chiave per leggere il ruolo della musica in un tempo attraversato da divisioni sociali, culturali ed emotive. Il festival rivendica da sempre la capacità della musica di superare confini, creare relazioni e costruire comunità temporanee attorno all’ascolto condiviso.

Questa visione emerge anche dalla struttura stessa della rassegna. JAZZaltro non si concentra in un unico spazio, ma si distribuisce tra comuni diversi, tenendo insieme Varese e Milano in un dialogo territoriale che valorizza luoghi pubblici e reti locali. Cortili municipali, giardini museali, piazze e parchi fluviali diventano così parte del racconto, con eventi a ingresso libero e libera donazione, scelta che mantiene ampia l’accessibilità del festival e rafforza il legame con il pubblico.

In un’estate ricca di proposte musicali, la nuova edizione di JAZZaltro punta quindi su un’identità precisa: qualità artistica, varietà di linguaggi e attenzione ai luoghi. Non solo concerti, ma un percorso che mette insieme ascolto, paesaggio e comunità tra due province che da anni hanno trovato nella rassegna uno degli appuntamenti culturali più stabili della stagione.

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Spettacolo

L’incanto indomabile della donna oltre i confini del patriarcato: Anastasia Anniemore24 lancia “Sirena” e trasforma la lingua italiana in un coro universale

La mitologia si fa rock, elettronica e riscatto femminile contro ogni barriera! 🧜‍♀️🔮 È fuori da oggi “Un bacio di fortuna – Volume 3”, lo straordinario ed eclettico nuovo EP della produttrice italo-bielorussa Anastasia Anniemore24. Il singolo di punta “SIRENA” (in radio dal 18 settembre con la voce di Vanessa Berni) è un capolavoro pop-ambient e cinematografico che distrugge i cliché patriarcali sulle donne, unendo arpe celtiche, flauti etnici e sussurri poliglotti in russo e italiano. Una storia pazzesca di accoglienza che vede collaborare artisti da tutta Italia e persino uno studente siriano per dimostrare che la nostra lingua può unire il mondo. Scoprite la recensione e la tracklist nell’articolo! 👇❤️✨

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UN BACIO DI FORTUNA

Milano – Ci sono canzoni che non nascono semplicemente per scalare le classifiche di gradimento digitale o per fare da sottofondo effimero nei palinsesti radiofonici, ma che erompono sulla scena musicale come veri e propri manifesti di riscatto civile, catarsi interiore e decostruzione culturale. La figura della donna, per millenni imprigionata dalle maglie della cultura patriarcale all’interno di cliché punitivi e bidimensionali — ora additata come “strega” da perseguitare, ora demonizzata come pericolosa “femme fatale” —, reclama oggi la propria totale, incondizionata e trasparente libertà espressiva. Da oggi, venerdì 11 settembre 2026, questo affascinante viaggio antropologico si trasforma in una colonna sonora di devastante impatto emotivo: sulle piattaforme digitali di streaming debutta “Un bacio di fortuna – Volume 3”, il nuovo e attesissimo EP della produttrice e autrice italo-bielorussa Anastasia Anniemore24, dal quale è estratto il magnetico singolo “Sirena” (feat. Vanessa Berni), in rotazione radiofonica da venerdì 18 settembre.

Il brano si inserisce come gemma preziosa nel monumentale e ambizioso progetto indipendente battezzato “30 brani per 30 voci”, un laboratorio d’avanguardia che mette la vulnerabilità e la ricchezza della lingua italiana al centro della sperimentazione sonora contemporanea. Con “Sirena”, l’autrice compie un vero e proprio atto di ribellione intellettuale, dialogando apertamente con una monumentale tradizione iconografica e letteraria — che spazia dai dipinti dorati di Gustav Klimt e Marc Chagall fino alle opere liriche di Antonín Dvořák e Richard Wagner, senza dimenticare le pagine immortali di Hans Christian Andersen e Vladimir Nabokov. Tuttavia, la traccia ribalta radicalmente la prospettiva storica: al centro della narrazione non vi è più l’ossessione o la paura del marinaio maschio, ma la piena consapevolezza femminile di una creatura fiera, complessa e assoluta padrona del proprio destino.

Dalla Siria all’Abruzzo: la geografia umana di un coro poliglotto senza confini

Sul piano prettamente musicale, “Sirena” è un sofisticato e accattivante ibrido acustico che fonde con disarmante naturalezza l’ambient elettronico, la scrittura cantautorale classica e le suggestioni mistiche della world music. La voce ipnotica e viscerale di Vanessa Berni viene magnificamente sorretta dall’arrangiamento cesellato da Anastasia e dalla produzione in studio curata al Pocketstudio dal produttore Fabio Vaccaro. Il sound design si rivela un capolavoro cinematografico e fiabesco, capace di colpire dritto allo stomaco grazie alla fusione di flauti etnici, riverberi profondi e il tocco rituale dell’arpa celtica. La vera e propria magia del pezzo risiede però nella scelta controcorrente di inserire frammenti parlati e sussurrati in diverse lingue (compreso il russo, lingua madre dell’autrice), trasformando la canzone in un coro universale di anime che abbatte ogni barriera geopolitica.

«Sirena è un punto di incontro tra biografia, caso e mito», racconta visibilmente emozionata Anastasia Anniemore24, svelando un incredibile retroscena legato al destino. «Quando Vanessa Berni ha ricevuto la mia mail con la demo e i riferimenti artistici, stava leggendo proprio un libro sulle sirene. Nonostante il lavoro a distanza, tra noi si è creata un’intesa immediata. Gestire le energie, i tempi e gli umori di tanti artisti è stata la parte più difficile, ma sapevo che il risultato ne valeva la pena. Questo volume è la dimostrazione che si può cercare un sound moderno e, allo stesso tempo, difendere la lingua italiana come luogo d’incontro e di futuro». Una scelta coraggiosa che lancia una sfida aperta a quei musicisti italiani che abusano dell’inglese alla ricerca di una facile modernità artificiale.

Dalla censura televisiva di Minsk al riscatto a Milano: la storia di Anastasia

L’assoluta solidità etica e la profondità narrativa di questo progetto affondano le radici nella drammatica, coraggiosa e toccante biografia della sua creatrice. Anastasia Anniemore24 ha costruito il proprio background culturale studiando con rigore presso la Facoltà di Giornalismo dell’Università Statale di Minsk, muovendo i primi passi professionali all’interno della redazione musicale della televisione di Stato bielorussa. Tuttavia, la soffocante e pericolosa situazione politica del suo Paese d’origine l’ha costretta a compiere una scelta dolorosa: fuggire in Italia, spogliarsi del passato e ricominciare interamente da zero come operaia e commerciante, prima di trovare la forza civile di tornare alla sua vera, intramontabile vocazione creativa per la parola scritta.

Lo studio del pianoforte coltivato fin dall’infanzia ha fatto il resto. L’autrice ha edificato una vera e propria geografia umana all’interno della tracklist di “Un bacio di fortuna – Volume 3” — che comprende tracce intense come “QUESTA NOTTE” (synth pop con la toscana Cecilia Quad), “IL CREPUSCOLO” (pop ambient con il punk lombardo Bone), “MAPPAMONDO” (feat. Biko) e “IL POSTINO”, quest’ultima interpretata da Arthurium, un giovane studente siriano residente a Milano. La partecipazione di un interprete non madrelingua in un brano pop cantautorale classico ma moderno incarna l’anima stessa dell’EP: dimostrare al mondo che l’italiano può e deve diventare una lingua internazionale di accoglienza, una risorsa terapeutica in grado di dare voce all’inespresso. Il videoclip ufficiale, già disponibile su YouTube, evoca le acque profonde e il mito di Odisseo attraverso primi piani emotivi mozzafiato. Lasciate da parte gli schermi degli smartphone e mettetevi le cuffie: la sirena di Anastasia è pronta a cantare, e questa volta non per farvi naufragare, ma per insegnarvi a restare liberi.

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Spettacolo

Il grido rock dei ragazzi di Verona conquista il Lido di Venezia: il “prof-cantante” Alex Fusaro lancia “GIOVANE HOLDEN” per curare il disagio adolescenziale

La scuola si fa rock e l’urlo dei ragazzi contro l’ansia e la solitudine conquista la Mostra del Cinema di Venezia! 🎒🎸 Da oggi, venerdì 11 settembre, arriva in radio e nei digital store “GIOVANE HOLDEN”, lo straordinario nuovo singolo de I Fuori Classe insieme al “prof-cantante” Alex Fusaro (The Saifam Group / Rock And Love). Un mix pazzesco di rap e melodie rock nato tra i banchi del Don Bosco di Verona per lanciare un messaggio universale a tutti i giovani: “Non abbiate paura di chiedere aiuto”. Un progetto etico, intimo ed emozionante che ha già incantato il Lido. Scoprite la storia di questo prof da 9 milioni di clic e guardate il video nell’articolo! 👇❤️✨

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I Fuori Classe & Alex Fusaro

Verona – Ci sono stanze, all’interno dei nostri istituti scolastici, in cui il silenzio degli studenti non è sinonimo di attenzione o di disciplina ferrea, ma la maschera spaventosa di un isolamento interiore, di un senso di inadeguatezza e smarrimento che logora l’anima delle nuove generazioni. L’adolescenza, oggi più che mai, si configura come una linea d’ombra instabile, una trincea quotidiana dove i ragazzi si sentono drammaticamente invisibili, schiacciati dal peso delle aspettative sociali e dall’asfissia degli schermi digitali. Ma quando in quelle stesse aule entra la forza terapeutica, viscerale e dirompente della musica, le corazze si frantumano. Da oggi, venerdì 11 settembre 2026, entra ufficialmente in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming “GIOVANE HOLDEN”, il travolgente nuovo singolo firmato dal collettivo I Fuori Classe & Alex Fusaro, rilasciato per l’etichetta The Saifam Group in preziosa collaborazione con la neonata realtà artistica Rock And Love. Un brano-manifesto che non si limita a intrattenere, ma che lancia un esplicito e accorato appello civile: non chiudetevi nel silenzio, chiedete aiuto.

Il pezzo è una scarica di pura adrenalina acustica che fonde con disarmante naturalezza le metriche serrate del rap alle aperture monumentali e sfolgoranti del rock melodico. Ispirata al capolavoro letterario immortale di J.D. Salinger, la traccia mette in scena un serrato, intimo e commovente dialogo intergenerazionale tra le mura di un’ambientazione urbana. A dare voce e carne a questa sfida contro il torpore della solitudine sono due studenti dell’istituto, Anna Ferrari e Federico Micheloni, che incrociano le loro strofe ritmiche con i ritornelli evocativi guidati dallo stesso Professor Alex Fusaro. La canzone si trasforma così in una risorsa terapeutica di portata universale, un faro di speranza che usa il sound design per dimostrare ai ragazzi che nessuna ferita è un vicolo cieco, e che errare è semplicemente una tappa necessaria del percorso di crescita personale.

Dalle cattedre del Conservatorio al Senato: il profilo del “prof-cantante” da 9 milioni di clic

Dietro la straordinaria forza d’urto di questo progetto pedagogico e artistico pulsa l’anima di un autentico artigiano della cultura. Alex Fusaro non è un improvvisatore, ma un musicista totale dal curriculum accademico monumentale. Dopo la maturità scientifica conseguita proprio al Liceo Don Bosco di Verona, ha collezionato ben sei lauree di Conservatorio (spaziando dalla Composizione alla Direzione di Coro, fino alle Nuove Tecnologie), diventando il primo laureato in Italia in Popular Music con il massimo dei voti e la lode. Già docente di Elettroacustica al Conservatorio di Trento, dal 2017 è professore di ruolo presso l’Istituto Statale “Medici” di Verona, dove ha rivoluzionato il concetto di didattica capovolta, trasformando gli studenti da spettatori passivi a protagonisti di videoclip virali come “Maturità”, un cult assoluto che ha superato la cifra astronomica di 9,6 milioni di visualizzazioni sul web.

La sua figura di “prof-cantante”, capace di combinare il rigore scientifico della saggistica (è autore dei manuali “Il solfeggio Pop” e “Teoria, analisi e composizione” adottati nei licei musicali) alla passione della strada, lo ha portato a presentare i suoi progetti di sensibilizzazione e contrasto alla dispersione scolastica davanti alle massime cariche dello Stato presso il Senato della Repubblica. «Ho incontrato tante volte, nel mio percorso di insegnante, ragazzi che si sentivano persi», confessa Alex Fusaro, svelando la genesi del pezzo. «Il giovane Holden è un personaggio che, a distanza di decenni, continua a parlare proprio a loro. Con questo brano abbiamo voluto raccontare quella fragilità, ma senza fermarci al disagio: il messaggio che vogliamo lasciare è che ogni scelta conta, che si può sbagliare e che non bisogna avere paura di chiedere aiuto. La musica può far sentire i ragazzi meno soli».

Il trionfo al Lido: il videoclip dei Fuori Classe incanta la Mostra del Cinema di Venezia

Il valore artistico e l’altissimo spessore civile di “Giovane Holden” hanno già varcato i confini della provincia veneta per conquistare una platea planetaria. Il videoclip ufficiale del brano ha infatti vissuto un prestigioso ed emozionante debutto in anteprima assoluta all’interno della cornice monumentale della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La clip, girata interamente tra i corridoi e i cortili storici dell’Istituto Don Bosco di Verona con la produzione impeccabile firmata da James D. Dawson (Dawson Films) in sinergia con Rock And Love, è stata proiettata nello spazio istituzionale della Regione del Veneto dedicato alle eccellenze scolastiche, scuotendo le coscienze dei critici e dei giurati presenti al Lido.

Insieme al video musicale, a Venezia è stata svelata la correlata e innovativa web serie intitolata “I Fuori Classe”: un diario di bordo a puntate che racconta con uno stile cinematografico e trasparente il dietro le quinte, il sudore dei casting, i momenti di crisi e la genesi di un’opera collettiva che unisce la scuola, la famiglia e il mondo del lavoro. Oggi, Fusaro continua a difendere il talento giovanile come Presidente dell’associazione no profit Vox Generation e come Direttore Artistico di Rock And Love, dimostrando che l’educazione permanente e l’onestà intellettuale sono le uniche armi rimaste per sconfiggere il cinismo contemporaneo. Sintonizzatevi sulle frequenze del cuore, allacciate le cuffie e lasciatevi travolgere dal flow dei Fuori Classe: la campanella è suonata, la chitarra è pronta e la scuola del futuro ha finalmente trovato la sua voce più pulita e indimenticabile.

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Spettacolo

L’urlo dei filosofi del garage che sfida l’omologazione sociale: i tuttotace pubblicano “Periferie 1”, l’EP-manifesto che scava sotto la nostra coscienza

La filosofia sposa il rock e la verità dei sentimenti si prende il presente! 🎸🎓 Da venerdì 11 settembre è fuori su tutte le piattaforme digitali “Periferie 1”, lo straordinario ed eterogeneo EP di debutto dei tuttotace (distribuito da ADA Music Italy). Cinque tracce viscerali nate in un garage tra libri di filosofia, chitarre shoegaze e ritmi progressive per raccontare una presa di coscienza contro l’omologazione della società moderna. Una scelta controcorrente e coraggiosa che vi colpirà dritto allo stomaco. Scoprite la tracklist completa e la bellissima storia della band nell’articolo! 👇❤️✨

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tuttotace

Roma – Ci sono dischi che non nascono per inseguire le tendenze passeggere dettate dagli algoritmi delle piattaforme digitali o per riempire di vuota retorica i palinsesti radiofonici, ma che erompono nella scena musicale come un vero e proprio atto di ribellione intellettuale, un taccuino di appunti intimi necessari per comprendere chi siamo. La musica, quando torna a riappropriarsi della sua funzione filosofica e terapeutica, diventa l’unico specchio trasparente capace di mostrarci le nostre nevrosi e i condizionamenti invisibili che guidano le scelte di ogni giorno. Da venerdì 11 settembre 2026, questo affascinante viaggio antropologico si trasforma in realtà acustica. Debutta infatti su tutte le piattaforme di streaming “Periferie 1”, il primo e attesissimo EP dei tuttotace, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy. Un’opera densa, stratificata e ricca di contrasti, concepita per chiunque senta il bisogno di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire.

I tuttotace sono un collettivo unico nel panorama indipendente italiano, un quartetto nato nel 2019 dall’incontro fortuito tra Massimo Rusi (voce e chitarra) e Riccardo Quell de Riso Paparo (batteria), all’epoca studenti di filosofia all’Università di Roma. L’ingresso successivo di Federico Bentivoglio (basso e cori) e Andrea El Khaloufi (chitarra e cori), conosciuti tra le aule della facoltà, ha trasformato definitivamente il garage in cui si “giocava” con gli strumenti in una vera e propria officina di composizione e improvvisazione. Nel corso di cinque anni di prove ininterrotte, lottando con il tempo sottratto al lavoro quotidiano, la band ha edificato un’identità solida e totalizzante, registrando nell’estate 2025 l’album d’esordio “un’altra grande città” e stringendo un sodalizio artistico fraterno che oggi si espone senza filtri protettivi.

Dall’emo d’oltreoceano al post-rock: la materia sonora di quattro polistrumentisti

La vera e straordinaria unicità di “Periferie 1” risiede nella sua architettura sonora, un ordito perfetto in cui convergono le influenze — apparentemente incompatibili — dei quattro membri, tutti eclettici polistrumentisti. Massimo suona la chitarra fingerpicking con la purezza del country folk alla Bill Monroe, fondendolo all’emo intimista dei Pinegrove, agli intrecci dei Genesis e alla profondità cantautorale di De André e De Gregori. Riccardo risponde con una batteria tecnica, geometrica ma profondamente emotiva, ispirata alle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, tanto da spingere i fan a ribattezzare ironicamente il gruppo “Ricky e i tuttotace”. Federico, il “signore dell’armonia”, tesse le trame melodiche guardando ai Beatles, agli Arctic Monkeys e ai Verdena, mentre Andrea spezza la linearità del pop iniettando nel sound la furia metal di Metallica e Tool, sfumata nelle atmosfere dilatate dello shoegaze alla Alcest e del post-rock dei Mogwai.

Il risultato di questa splendida contaminazione è un sound coerente, riconoscibile e viscerale, dove le prime quattro tracce mescolano folk e progressive per dare forma a emozioni intense, vissute come luoghi fisici da abitare e non da fuggire. L’ultima traccia rompe l’equilibrio preesistente, portando alla luce qualcosa che era presente sottotraccia fin dal primo accordo, regalando all’ascoltatore l’impressione di essere giunto a destinazione dopo aver attraversato sentieri periferici e impliciti. I testi e la musica si equivalgono e si confondono, trasformando ogni canzone in una quinta persona virtuale capace di lanciare un urlo liberatorio, come in preda alla gioia o alla sorpresa di essere al mondo.

La scelta controcorrente del gruppo: «Pubblichiamo in ordine cronologico come atto di rispetto»

I brani che compongono la tracklist — a partire dal celebre singolo d’apertura “Signori”, passando per l’intensità di “A cena”, “Forse noi”, “S2/Linea” fino al gran finale di “Questo suono” — sono stati composti tra il 2020 e il 2022. Una scelta di pubblicazione che rappresenta una vera e propria lezione di onestà intellettuale e rigore etico nel mercato discografico contemporaneo. «“Periferie 1” è la prima metà di un lavoro che condensa i nostri primi due anni di vita insieme», spiega calorosamente la band, svelando i retroscena del progetto. «Da allora abbiamo composto altri due album, ma abbiamo fatto la scelta di pubblicare le canzoni in ordine cronologico, senza farci prendere dall’entusiasmo per le novità. È stato un atto di rispetto verso ciò che siamo stati, la testimonianza trasparente di una crescita».

Le canzoni si configurano come una risorsa terapeutica per sconfiggere l’isolamento e il torpore della società moderna, affrontando la consapevolezza più destabilizzante raggiunta dal gruppo durante gli studi. «Le lune teste sono piene di parole già dette, discorsi già fatti e ambizioni altrui», confessano i tuttotace, invitando il pubblico ad abbandonare per un attimo gli schermi digitali degli smartphone per lasciarsi cullare dalle cuffie. «L’unica cosa che ci resta da fare, allora, è partire da questa consapevolezza non per provare a creare un percorso nuovo, ma per interpretare a nostro modo quelli che abbiamo ereditato». Il viaggio dei filosofi del garage è appena cominciato: le prime cinque tracce sono fuori, i videoclip curati dal regista Riccardo Baiocco (della rivista Sentieri Selvaggi) sono pronti a bucare lo schermo, e la seconda tappa del cammino è già cerchiata sul calendario per gennaio 2027 con l’uscita di “Periferie 2”. La spensieratezza e la verità hanno trovato una nuova, intramontabile via d’accesso.

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