Rimani in contatto con noi
#

Attualità

Le “cornacchie nere” della politica e il rischio di guardare al passato: il duro ed illuminante editoriale di Luca Sforzini

“Una forza politica deve essere un porto per navi diverse, non una sagrestia in cui si controlla il certificato di ortodossia”. La durissima e lucidissima analisi politica di Luca Sforzini. ⚖️ 🏛️ Qual è il vero nemico di un progetto politico in ascesa? Gli avversari? No: i cattivi consiglieri. Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, lancia un allarme pesantissimo contro quelle che lui definisce “le cornacchie nere”: strateghi improvvisati e cortigiani che sussurrano all’orecchio dei leader di chiudersi e di radicalizzarsi su battaglie morali medioevali (suggerendo soluzioni ferme al 1864). In questo magistrale editoriale, Sforzini difende l’idea di una Destra autenticamente liberale, risorgimentale e laica, capace di difendere i valori cristiani senza istituire “polizie morali” ed evitando di trasformare un Vangelo in codice penale. Una Destra capace di affrontare le vere sfide del 21esimo secolo. Leggi il testo integrale dell’editoriale nel nostro articolo! 👇 🇮🇹 E voi, cosa ne pensate? Il nostro Paese guarda troppo al passato e poco al futuro?

Pubblicato

a

Il sillabo di Pio IX

Redazione – Nel vibrante e spesso caotico panorama politico italiano, la direzione intrapresa dai partiti e dai loro leader non è dettata esclusivamente dalle ideologie di base, ma molto spesso da chi sta dietro le quinte: i consiglieri. È proprio su queste figure, spesso oscure e manipolatrici, che si concentra la spietata e lucidissima analisi di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. In un momento storico in cui i dibattiti su diritti civili, famiglia, aborto e fine vita tornano prepotentemente alla ribalta (spesso con toni da crociata medioevale), Sforzini pubblica un editoriale durissimo, un vero e proprio manifesto per una Destra moderna, liberale e laica, lontana anni luce dalle tentazioni oscurantiste del passato.

I cattivi consiglieri e la deriva oscurantista

Sforzini li chiama le “cornacchie nere”: sono i cattivi consiglieri, i cortigiani, gli strateghi improvvisati che sussurrano all’orecchio del leader politico di turno. Il loro mantra è sempre lo stesso: per essere forti bisogna essere estremi, per essere coerenti bisogna chiudersi a riccio, per avere un’identità bisogna tornare indietro. Ma, si chiede retoricamente l’autore, verso quale secolo stiamo tornando? Il rischio, sottolinea Sforzini, è quello di deragliare verso posizioni anacronistiche, trasformando dogmi religiosi in codici penali e battaglie morali in armi di distrazione di massa, distogliendo lo sguardo dalle vere sfide del XXI secolo (l’intelligenza artificiale, la crisi demografica, la competizione globale).

Quale Destra per il futuro? La visione liberale e risorgimentale

L’editoriale (che anticipa i temi del suo nuovo libro “Rinascimento Nazionale” in uscita a ottobre) traccia una netta linea di demarcazione. Esiste una Destra che Sforzini definisce liberale, risorgimentale e occidentale, capace di difendere le radici cristiane e la famiglia senza però instituire “polizie morali” o invadere la sfera privata dei cittadini, memore del cavouriano «libera Chiesa in libero Stato». All’opposto, ci sono le cornacchie nere che vorrebbero governare con il Sillabo di Pio IX del 1864 in mano, allontanando le menti indipendenti per circondare il leader solo di obbedienti “yes men”.
Un’analisi magistrale, che vi proponiamo di seguito nella sua versione integrale.


LE CORNACCHIE NERE E IL FUTURO CHE GUARDA ALL’INDIETRO

Di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale

Ci sono momenti nei quali il problema di un progetto politico non sono i suoi avversari. Sono i suoi consiglieri.

Ogni leader, soprattutto quando cresce rapidamente e intorno a lui cominciano ad affollarsi aspiranti strateghi, teologi improvvisati, reduci di battaglie perdute e custodi autoproclamati dell’ortodossia, dovrebbe ricordare una regola antica: i cattivi consiglieri sono assai più pericolosi dei buoni nemici. I nemici, almeno, stanno di fronte. I cattivi consiglieri siedono accanto, sussurrano, suggeriscono, spiegano che per essere più riconoscibili bisogna essere più estremi, che per essere coerenti bisogna restringere il campo, che per costruire il futuro occorre tornare indietro.
Sono le cornacchie nere della politica. E gracchiano sempre la stessa parola: indietro.

In queste ore si leggono proposte che riguardano la famiglia, l’aborto, il concepito, le unioni civili, l’eutanasia, l’omosessualità, la televisione, la religione. Non mi interessa qui compilare l’elenco delle cose sulle quali concordo, di quelle sulle quali dissento e di quelle sulle quali sarebbe opportuno aprire una discussione seria. Mi interessa qualcosa di più importante: la direzione della macchina del tempo. Perché quando una proposta politica pretende di parlare al futuro, la prima domanda dovrebbe essere molto semplice: verso quale secolo stiamo andando?

Attenzione alle date, perché la storia ha un certo gusto per l’ironia. Il Sillabo di Pio IX non è del 1850, come talvolta si dice per approssimazione polemica: è del 1864. Ottanta proposizioni attraverso le quali venivano censiti e condannati numerosi “errori” della modernità, fino al liberalismo moderno. Il non expedit maturò negli anni successivi e divenne il simbolo della separazione dei cattolici dalla vita politica dello Stato unitario.

Ecco perché la questione mi riguarda particolarmente. Io appartengo culturalmente a un’altra genealogia. Quella del Risorgimento, non della Restaurazione. Quella di chi pensa che la Nazione italiana sia diventata adulta precisamente quando ha avuto il coraggio di attraversare la modernità, non quando ha tentato di sbarrarle la porta.
Sono un laico che riconosce senza difficoltà l’immensa impronta del cristianesimo sulla nostra civiltà. Proprio per questo non sento alcun bisogno di trasformare il Vangelo in un regolamento amministrativo, la fede in un ministero o la morale personale in un palinsesto televisivo. Una civiltà sicura di sé non ha bisogno di proibire per dimostrare di esistere. E una destra che voglia governare una grande Nazione occidentale dovrebbe avere l’ambizione di persuadere uomini liberi, non quella di educarli sotto tutela.

Il punto, dunque, non è essere “più a destra”. È capire quale destra.
Come spiego in un passaggio di Rinascimento Nazionale, il libro in uscita a ottobre, la questione decisiva non è quanto una destra riesca a spingersi a destra, ma quale idea dell’uomo, dello Stato e della libertà intenda portare con sé nel futuro.
Esiste una destra liberale, risorgimentale, nazionale, occidentale, che considera la libertà individuale non una concessione dello Stato ma il limite dello Stato. Esiste una destra che difende la famiglia senza entrare nelle camere da letto; che può sostenere la natalità senza istituire polizie morali; che può riconoscere il valore della vita senza trasformare tragedie individuali in materiale per guerre culturali; che può difendere la nostra identità cristiana senza dimenticare Cavour e il suo «libera Chiesa in libero Stato». Una destra che sa distinguere una convinzione morale da un codice penale.

E poi esistono le cornacchie nere.
Sono quelle che consigliano di rispondere alle inquietudini del XXI secolo con il prontuario del XIX. Quelle che, davanti all’intelligenza artificiale, alla rivoluzione tecnologica, alla crisi demografica, alla competizione americana e cinese, alla produttività ferma, all’energia, alla sicurezza dell’Occidente, rischiano di convincerci che il terreno decisivo sul quale costruire una proposta nazionale siano soprattutto divieti, prescrizioni morali e guerre di costume.
Sarebbe un errore. Non perché quei temi non esistano o non meritino posizioni chiare, ma perché una visione politica non può essere ridotta alle sue frontiere più identitarie. Una Nazione è infinitamente più grande.

Ed è precisamente qui che servono buoni consiglieri.
I buoni consiglieri non dicono sempre sì. Non trasformano ogni intuizione del leader in dogma e ogni dubbio in tradimento. Non misurano la fedeltà con il numero dei decibel. Sanno distinguere ciò che rafforza un progetto da ciò che lo restringe, ciò che apre una strada da ciò che costruisce un recinto. Soprattutto, hanno il coraggio di dire che qualche volta una buona intenzione può produrre una pessima rappresentazione politica.
I cattivi consiglieri fanno l’opposto. Spiegano al capo che chi solleva dubbi è tiepido. Che chi invita alla prudenza è un moderato. Che chi vuole allargare è un traditore. Che la purezza vale più del consenso. È un copione antichissimo: progressivamente si allontanano le intelligenze indipendenti e rimangono soltanto quelli che annuiscono. Alla fine il leader è circondato da persone perfettamente d’accordo tra loro e sempre meno capaci di ascoltare il Paese.
Le cornacchie, intanto, gracchiano soddisfatte.

Io continuo a pensare esattamente il contrario. Una forza politica nuova dovrebbe essere un porto nel quale arrivano navi diverse, non una sagrestia nella quale qualcuno controlla il certificato di ortodossia all’ingresso. Dovrebbe mettere insieme liberali e conservatori, libertari e sociali, cattolici e laici, federalisti e nazionalisti, persone che possono persino dissentire sull’aborto o sul fine vita ma riconoscersi in una medesima idea di Nazione, responsabilità e libertà.
Questa si chiama politica.
Il resto rischia di diventare catechismo elettorale.

Il Sillabo appartiene alla storia e va studiato con rispetto: fu pubblicato l’8 dicembre 1864 e rappresentò una delle più nette risposte cattoliche alle dottrine della modernità, compreso il liberalismo. Il non expedit appartiene anch’esso alla storia italiana e racconta la lunga frattura tra una parte del mondo cattolico e lo Stato nato dal Risorgimento. Sono pagine importanti proprio perché sappiamo che cosa accadde dopo.
Dopo venne l’Italia.

Per questo non temo le discussioni, anche dure, all’interno di una comunità politica. Al contrario: le considero un segno di vitalità. Temo molto di più l’unanimismo, le piccole corti, coloro che scambiano la fedeltà a un leader con il dovere di dargli sempre ragione. Un leader forte non ha bisogno di cortigiani: ha bisogno di persone abbastanza leali da dirgli anche ciò che non desidera sentirsi dire.
Quando le cornacchie nere cominciano a volare intorno a un progetto politico, dunque, non bisogna sparare alle cornacchie. Basta aprire le finestre.
E ricordarsi che il futuro sta davanti. Anche quando qualche cattivo consigliere continua ostinatamente a indicare il 1864.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attualità

DDL Caregiver, l’affondo di Comellini (OS.PER.DI.): «Norma che discrimina approvata da una maggioranza risicata, le risorse vadano alle Regioni»

DDL Caregiver approvato alla Camera tra le polemiche: Francesco Alberto Comellini (OS.PER.DI.) contesta il testo («Crea discriminazioni tra chi cura i congiunti»). La proposta di trasferire i fondi direttamente alle Regioni per l’assegno di cura e l’appello per riscriverlo al Senato nel nostro articolo completo 👇

Pubblicato

a

Comellini (OS.PER.DI.)

Roma – L’approvazione nell’Aula di Montecitorio del disegno di legge sul riconoscimento giuridico e la tutela dei caregiver familiari, anziché segnare una storica conquista per il welfare italiano, si trasforma nell’ennesima occasione mancata e rischia di generare profonde sperequazioni sociali ed economiche. A denunciare con asprezza i limiti strutturali del testo licenziato dalla Camera dei Deputati è Francesco Alberto Comellini, vicepresidente dell’Osservatorio Permanente sulla Disabilità – OS.PER.DI. ONLUS ETS, che punta il dito contro un provvedimento licenziato con numeri risicatissimi e senza un reale ascolto delle esigenze primarie di chi dedica quotidianamente la propria esistenza alla cura di congiunti non autosufficienti.

L’esito del voto in Aula a Montecitorio riflette una profonda spaccatura parlamentare: il disegno di legge è passato infatti con appena 153 voti favorevoli a fronte di 105 contrari e 4 astenuti. Una maggioranza numericamente con il fiato corto che ha blindato il testo senza accogliere le proposte di miglioramento giunte dal Terzo Settore. Secondo l’analisi di Comellini, il provvedimento introduce disparità inaccettabili tra cittadini che affrontano il medesimo, logorante carico di assistenza: «Il lavoro di cura non ammette gerarchie artificiose né tutele a intermittenza. Frammentare la platea dei beneficiari attraverso criteri selettivi iniqui significa misconoscere la natura stessa del sacrificio quotidiano compiuto da chi opera nell’ombra senza soste».

La proposta shock: «Meglio fermare la legge e trasferire i fondi alle Regioni»

Di fronte a un quadro normativo giudicato inadeguato e privo di coperture previdenziali e assicurative universali, il vicepresidente di OS.PER.DI. lancia una proposta pragmatica e provocatoria destinata a far discutere i decisori politici: «A fronte di un testo viziato all’origine da criteri sperequativi, appare doveroso porsi un interrogativo di merito e di metodo: è davvero utile portare a compimento l’iter di questa legge? Molto probabilmente no. Sarebbe di gran lunga preferibile evitare una norma-spot priva di efficacia reale e scegliere invece di destinare integralmente le risorse già stanziate con l’ultima legge di bilancio alla gestione diretta delle Regioni».

Secondo Comellini, il decentramento delle risorse garantirebbe una risposta assai più aderente ai bisogni reali delle famiglie: «Gli enti territoriali, pur tra enormi difficoltà strutturali e di bilancio, garantiscono già da tempo misure di prossimità consolidate come l’assegno di cura e l’assistenza domiciliare integrata. Affidare direttamente a loro questi fondi permetterebbe di rafforzare servizi concreti, tempestivi ed equi, tarati sulle reali condizioni di non autosufficienza dei territori, anziché alimentare una sovrastruttura burocratica centrale che rischia di lasciare fuori la maggioranza dei richiedenti».

🔥 IL PIÙ VENDUTO PER SMARTPHONE A MENO DI 20€
★★★★★ (Valutazione 4.8/5 – Oltre 70.000 recensioni)

Power Bank Tascabile 10.000 mAh con Ricarica Rapida USB-C e Display LED

Il caricabatterie portatile più venduto e affidabile su Amazon Italia. Ultra-compatto e leggero, garantisce ricarica rapida fino a 3 volte per non restare mai a corto di batteria durante gli impegni quotidiani fuori casa o al lavoro.

✓ Spedizione rapida Prime e reso gratuito esteso garantiti da Amazon
👉 Controlla il prezzo scontato e la disponibilità su Amazon →

Verifica le offerte attive, i coupon e la disponibilità immediata

Oltre 2,3 milioni di invisibili: l’appello al Senato per una riscrittura totale

I dati statistici delineano un’emergenza sociale di proporzioni gigantesche che la politica nazionale sembra continuare a sottovalutare. In Italia si stima la presenza di oltre 2,3 milioni di caregiver familiari, nella quasi totalità dei casi donne, madri, figlie o coniugi costrette a rinunciare alla propria occupazione, a ridurre drasticamente le ore lavorative o a compromettere la propria salute psicofisica per garantire un’assistenza continuativa h24 ai propri cari. Si tratta di un pilastro silenzioso che sostiene un sistema sociosanitario pubblico altrimenti destinato al collasso, risparmiando allo Stato miliardi di euro di spesa assistenziale ogni anno.

«I numeri registrati a Montecitorio sono politicamente inequivocabili: una maggioranza risicata e un’opposizione incapace di fare un reale argine testimoniano un disinteresse generalizzato verso chi regge sulle proprie spalle il welfare del Paese», conclude con fermezza Francesco Alberto Comellini. «Chiediamo che durante l’esame al Senato vi sia un sussulto di responsabilità e dignità: o si riscrive radicalmente il provvedimento introducendo una vera e piena copertura assicurativa, previdenziale e pensionistica per tutti i caregiver senza esclusioni, oppure si abbia il coraggio civile di fermare una riforma zoppa a tutela di chi cura nell’ombra senza chiedere privilegi, ma pretendendo rispetto e giustizia».

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Attualità

«L’accessibilità non è una concessione, è un diritto»: OS.PER.DI. ONLUS nomina il nuovo referente per la mobilità urbana contro le barriere fisiche e culturali

«L’accessibilità non è una concessione, ma un diritto»: OS.PER.DI. ONLUS ETS conferisce l’incarico per le politiche di accessibilità e mobilità urbana. Dal presidente Domenico Putignano alle battaglie per abbattere barriere architettoniche e culturali nelle città italiane. Tutti i dettagli nell’articolo completo 👇

Pubblicato

a

Accessibilità

Roma – L’accessibilità universale non rappresenta un atto di benevola concessione istituzionale né un capitolo secondario delle politiche sociali, ma costituisce un diritto fondamentale della persona sancito dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali, destinato a tradursi in realtà quotidiana per milioni di cittadini. Con questo messaggio di civiltà, l’Osservatorio Permanente sulla Disabilità – OS.PER.DI. ONLUS ETS ha ufficializzato il conferimento del prestigioso incarico di Referente per le politiche di accessibilità e mobilità urbana, corredato da una specifica delega operativa per la rappresentanza istituzionale e il coordinamento delle attività territoriali dell’ente del Terzo Settore. Una nomina che riconosce anni di battaglie sul campo e apre una nuova stagione di proposta e vigilanza nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

La designazione, accolta con profondo spirito di servizio, segna un passaggio nevralgico nelle strategie dell’Osservatorio. «Desidero ringraziare sinceramente il Presidente Domenico Putignano, Francesco Alberto Comellini e l’intero direttivo di OS.PER.DI. per la fiducia accordatami e per aver voluto riconoscere il valore di un impegno civico portato avanti con coerenza da tanti anni», si legge nella dichiarazione programmatica diffusa a margine della nomina. L’obiettivo dichiarato è quello di imprimere una decisa svolta culturale: superare definitivamente la concezione pietistica e puramente assistenziale della disabilità per affermare una visione fondata sui diritti inalienabili, sulla libertà di movimento, sull’autonomia individuale e sulla piena partecipazione democratica alla vita delle nostre comunità.

Oltre le barriere fisiche: quando l’inaccessibilità urbana ferisce la democrazia

Il nodo centrale dell’intervento tocca direttamente la conformazione e la vivibilità degli spazi urbani moderni. Una città costellata di ostacoli architettonici non è semplicemente un centro abitato con qualche gradino o marciapiede dissestato: è un modello urbano escludente che comprime la libertà delle persone, ne condiziona le scelte esistenziali, limita l’accesso al lavoro e all’istruzione e ne compromette le opportunità di realizzazione. Questa condizione di svantaggio strutturale non è più tollerabile in una società che pretenda di definirsi equa e solidale.

«L’accessibilità riguarda l’intera collettività, non una singola categoria protetta», viene sottolineato con forza. «Riguarda le persone con disabilità motoria, sensoriale o cognitiva, riguarda gli anziani che vedono ridotta la propria agilità, riguarda i genitori con i passeggini, riguarda chiunque si trovi ad attraversare una temporanea condizione di difficoltà fisica o post-traumatica. In definitiva, l’accessibilità misura il grado di civiltà e la qualità complessiva della nostra democrazia: una città davvero inclusiva non è quella che concede un piccolo spazio a qualcuno, ma quella che appartiene a tutti, senza distinzioni di mobilità».

🔥 IL PIÙ VENDUTO PER LA VISTA A MENO DI 18€
★★★★★ (Valutazione 4.7/5 – Oltre 35.000 recensioni)

Occhiali da Lettura Anti Luce Blu con Filtro UV e Protezione Riposo Visivo

Gli occhiali da riposo e lettura più venduti in assoluto su Amazon Italia per proteggere la vista. Lenti certificate antiriflesso con filtro anti luce blu per eliminare affaticamento oculare, secchezza e mal di testa causati da schermi di cellulari, computer e lettura prolungata, con montatura ultra-leggera ed elegante.

✓ Spedizione rapida Prime e reso gratuito esteso garantiti da Amazon
👉 Controlla il prezzo scontato e la gradazione su Amazon →

Verifica le offerte attive, i coupon e la disponibilità immediata

Applicare le leggi esistenti e abbattere le barriere culturali

L’assunzione della delega operativa coincide con una chiara linea d’azione pragmatica rivolta agli enti locali, alle aziende di trasporto pubblico e al legislatore. La sfida non risiede unicamente nella formulazione di nuove disposizioni normative, ma nella rigorosa e tempestiva applicazione del quadro legislativo già vigente: dalla redazione e attuazione dei P.E.B.A. (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) all’adeguamento delle infrastrutture di trasporto intermodale, stazioni ferroviarie, fermate bus e percorsi pedonali protetti.

«Servono visione strategica, senso di responsabilità amministrativa, competenze tecniche aggiornate e, soprattutto, la determinazione etica a infrangere quelle barriere culturali che, ancora oggi, si rivelano spesso assai più resistenti e invisibili di quelle fisiche», prosegue il documento dell’Osservatorio. «L’indifferenza burocratica e la rassegnazione dei cittadini devono lasciare spazio a un’alleanza virtuosa tra associazionismo, istituzioni e pianificatori urbanistici affinché i principi sanciti sulla carta si trasformino in risultati tangibili e verificabili nella quotidianità delle persone».

Un principio di civiltà: le città al servizio di tutti

Il manifesto programmatico affidato al nuovo referente di OS.PER.DI. ONLUS ETS si chiude con un monito solenne che ribalta la prospettiva tradizionale del rapporto tra individuo e spazio pubblico: «Non sono le persone con disabilità a doversi adattare a città inaccessibili ed escludenti. Sono le città a dover diventare accessibili, accoglienti e sicure per tutte le persone, senza eccezione alcuna».

Un impegno che l’Osservatorio intende portare avanti con capillarità su tutto il territorio nazionale attraverso tavoli di confronto con i Comuni, monitoraggi sul campo e proposte legislative concrete. Perché abbattere un gradino, installare un semaforo sonoro o garantire una banchina rialzata non costituisce un favore speciale concesso a una minoranza, ma una conquista di dignità, equità e civiltà che rende l’intera società più libera, moderna e giusta.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Attualità

Carlo Acutis e il miracolo di Valeria: era in fin di vita dopo una caduta, poi la preghiera della madre ad Assisi e la guarigione che ha commosso il mondo

Carlo Acutis e il miracolo di Valeria: la ragazza era in coma dopo una drammatica caduta in bicicletta, poi la preghiera disperata della madre Liliana ad Assisi e l’inspiegabile risveglio clinico. Dalla perizia medica al decreto di Papa Francesco, la storia di fede che ha commosso il mondo intero. Tutti i dettagli nell’articolo completo 👇

Pubblicato

a

San Carlo Acutis

Firenze – Una drammatica caduta dalla bicicletta sull’asfalto, una corsa disperata in ospedale tra sirene spiegate, un quadro clinico ritenuto irreversibile dai neurochirurghi e una madre che, di fronte all’abisso della perdita imminente, decide di aggrapparsi con tutte le forze rimaste al mistero della preghiera. È una vicenda di straziante sofferenza terrena, speranza incrollabile e fede luminosa quella di Valeria Valverde, la giovane studentessa originaria della Costa Rica la cui improvvisa e scientificamente inspiegabile guarigione è stata formalmente riconosciuta dalla Chiesa cattolica come il miracolo decisivo attribuito all’intercessione di San Carlo Acutis. Una storia che ha segnato il passo definitivo verso la canonizzazione del giovane “patrono del web” e che continua a commuovere credenti e laici in ogni angolo della terra.

I fatti risalgono al 2 luglio 2022. Valeria, nata in Costa Rica nel 2001 e trasferitasi a Firenze per frequentare l’università e inseguire i propri sogni accademici, sta pedalando per le vie del capoluogo toscano quando perde improvvisamente il controllo della bicicletta rovinando a terra. L’impatto è violentissimo: la ragazza riporta un gravissimo trauma cranico con estese emorragie cerebrali e una pressione intracranica salita a livelli incompatibili con la sopravvivenza. Trasportata d’urgenza all’ospedale di Careggi, viene sottoposta a un delicatissimo intervento neurochirurgico di craniotomia decompressiva. Il verdetto dei medici per la famiglia è una sentenza senza appello: le speranze di sopravvivenza sono ridotte a un flebile lumicino e il rischio di danni cerebrali permanenti o morte cerebrale è altissimo.

Il pellegrinaggio di Liliana ad Assisi: il grido di una madre sulla tomba di Carlo

Mentre la giovane è intubata in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva, sospesa tra la vita e la morte, la madre Liliana compie una scelta dettata dalla disperazione e dalla fede più pura. Informata da amici fiorentini della figura di Carlo Acutis, il ragazzo milanese scomparso nel 2006 a soli 15 anni per una leucemia fulminante e sepolto nel Santuario della Spogliazione ad Assisi, la donna decide di partire. L’8 luglio 2022, a sei giorni dall’incidente, Liliana raggiunge la cittadina umbra e si inginocchia in lacrime davanti alla tomba del venerato beato.

Rimane per ore in silenzio, lasciando una supplica scritta e affidando a Carlo il destino della figlia con la straziante fiducia che solo una madre può concepire. Proprio in quelle stesse ore, a oltre centocinquanta chilometri di distanza, nel reparto rianimazione di Firenze accade qualcosa che lascia i sanitari nello sconcerto: il monitoraggio clinico evidenzia un repentino e spontaneo abbattimento della pressione intracranica. I medici constatano che Valeria ha ripreso a respirare autonomamente. Nelle ventiquattr’ore successive la ragazza comincia a compiere piccoli movimenti con gli arti e accenna a pronunciare le prime parole comprensibili.

La sequenza dei riscontri strumentali certifica una traiettoria clinica prodigiosa. Il 18 luglio una nuova tomografia assiale computerizzata (TAC) documenta la totale e completa scomparsa dell’emorragia cerebrale, mentre la lesione all’area temporo-occipitale destra risulta integralmente riassorbita. L’11 agosto Valeria viene trasferita in un centro di riabilitazione ma la degenza dura appena una settimana: la ragazza cammina autonomamente, ha recuperato le piene facoltà cognitive e linguistiche e viene dimessa tra la commozione e lo stupore dei medici curanti.

🔥 IL PIÙ VENDUTO PER LA VISTA A MENO DI 18€
★★★★★ (Valutazione 4.7/5 – Oltre 35.000 recensioni)

Occhiali da Lettura Anti Luce Blu con Filtro UV e Protezione Riposo Visivo

Gli occhiali da riposo e lettura più venduti in assoluto su Amazon Italia per proteggere la vista. Lenti certificate antiriflesso con filtro anti luce blu per eliminare affaticamento oculare, bruciore e mal di testa causati da schermi di smartphone, PC e libri, con montatura ultra-leggera ed elegante.

✓ Spedizione rapida Prime e reso gratuito esteso garantiti da Amazon
👉 Controlla il prezzo scontato e la gradazione su Amazon →

Verifica le offerte attive, i coupon e la disponibilità immediata

Il rigoroso processo canonico: perché la Chiesa ha decretato il miracolo

La Chiesa cattolica applica protocolli medico-legali di severità estrema prima di dichiarare miracolosa una guarigione. L’inchiesta diocesana, istruita presso la curia arcivescovile di Firenze tra maggio e giugno 2023, ha raccolto cartelle cliniche, perizie strumentali e le deposizioni giurate dell’intera equipe medica che aveva seguito il caso. La Consulta Medica vaticana ha stabilito all’unanimità l’impossibilità di spiegare scientificamente e farmacologicamente la repentina restitutio ad integrum di un quadro neurologico così devastante.

Successivamente, il 5 marzo 2024, i consultori teologi del Dicastero delle Cause dei Santi hanno confermato il nesso causale diretto tra l’invocazione di intercessione a Carlo Acutis da parte della madre e la simultanea guarigione della giovane. Con il parere favorevole espresso dai cardinali e vescovi il 7 maggio 2024, Papa Francesco ha infine autorizzato la promulgazione del solenne decreto che ha riconosciuto l’evento come miracolo di secondo grado, aprendo ufficialmente la strada alla proclamazione della santità del giovane milanese.

L’eredità di Carlo Acutis: il santo della porta accanto nell’era digitale

La straordinaria storia di Valeria Valverde e di sua madre Liliana non è soltanto il resoconto di una guarigione che sfida la medicina, ma rappresenta il suggello a una figura spirituale unica nella storia contemporanea. Carlo Acutis, con la sua passione per l’informatica, i videogiochi, la bicicletta e la carità silenziosa verso i senzatetto della stazione di Milano, ha incarnato l’ideale del “santo della porta accanto”, dimostrando come la ricerca del senso profondo dell’esistenza possa convivere armoniosamente con i linguaggi della modernità.

A distanza di oltre due anni da quei giorni drammatici, Valeria è tornata alla sua vita, agli studi e alla quotidianità, portando nel cuore un legame indissolubile con quel ragazzo che continua a intercedere per chi soffre. Una testimonianza che ricorda al mondo intero come la speranza autentica non cancelli il dolore umano, ma sappia trasformarlo in un faro di luce e gratitudine capace di superare ogni barriera razionale.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza