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Territorio

Terelle si stringe a Sant’Egidio Abate: fede, devozione e vicinanza istituzionale nel cuore storico della Ciociaria

Fede, tradizione e una folla commossa tra i vicoli: Terelle festeggia in grande il suo amato Patrono, Sant’Egidio Abate! 🙏 🕍 Le feste patronali sono il cuore pulsante delle nostre comunità, il momento in cui i nostri borghi si stringono come una grande famiglia per onorare le proprie radici! Ieri, 1° settembre, la meravigliosa comunità di Terelle (FR) ha vissuto una giornata di grandissima e commossa partecipazione emotiva per le solenni celebrazioni in onore del Santo Patrono, Sant’Egidio Abate. I vicoli in pietra del borgo si sono riempiti di preghiere, canti e devozione durante il suggestivo Corteo dello Stendardo e la storica Processione! All’evento, accolti dalla Sindaca Fiorella Gazzellone, hanno partecipato numerose Autorità civili, tra cui il Consigliere Provinciale e Dirigente ANCI Lazio Gianluca Quadrini e il Consigliere Comunale di Casalvieri Mario Borza, per dimostrare l’assoluta vicinanza delle Istituzioni ai piccoli Comuni! “La festa patronale custodisce la Storia e l’Identità della Ciociaria!”, ha dichiarato orgogliosamente Quadrini. “I nostri piccoli Comuni sono dei veri e propri presidi di bellezza e di valori, e noi Istituzioni abbiamo il dovere morale di ascoltare i territori e non abbandonarli mai, lavorando per dargli un futuro roseo!”. Un ringraziamento speciale da parte delle Istituzioni è andato agli infaticabili volontari del Comitato Festeggiamenti, che hanno lavorato per mesi alla riuscita della festa! Leggi il racconto completo e le dichiarazioni dei protagonisti nel nostro articolo! 👇 🌹 E voi eravate presenti alla bellissima festa di Terelle? Quanto è importante secondo voi l’aiuto della Provincia e delle Istituzioni per mantenere vive le preziose e antichissime tradizioni religiose dei nostri piccoli borghi? Taggate gli amici e i parenti per condividere con loro le emozioni di questa bellissima giornata di festa!

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Terelle, vicinanza istituzionale

Terelle – Ci sono giorni speciali in cui le piccole comunità dei nostri meravigliosi borghi mettono in pausa la frenesia della quotidianità moderna per stringersi, come in un unico e immenso abbraccio fraterno, attorno alle proprie radici più antiche e preziose. Fede incondizionata, devozione popolare e rispetto istituzionale si fondono, creando un’atmosfera magica e intrisa di memoria. È esattamente questo il clima di profonda condivisione spirituale, storica e civile che si è respirato a pieni polmoni ieri, 1° settembre 2026, nello splendido borgo di Terelle (FR), in occasione delle solenni e attesissime celebrazioni in onore del Santo Patrono Sant’Egidio Abate.
All’importantissimo appuntamento religioso e identitario, raccogliendo l’invito istituzionale della prima cittadina, la Dott.ssa Fiorella Gazzellone, hanno preso attivamente parte il Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, e il Consigliere Comunale di Casalvieri, Mario Borza, a testimonianza di quanto l’unità territoriale sia fondamentale per lo sviluppo e la sopravvivenza dei nostri piccoli comuni.

Il rito dello Stendardo e la commozione nei vicoli del borgo

La giornata festiva è stata baciata dal sole e ha visto la partecipazione commossa, massiccia e composta di quasi tutta la cittadinanza locale, affiancata da numerose Autorità civili, militari e religiose della zona. Il ricchissimo programma delle celebrazioni si è aperto ufficialmente alle ore 10:00 presso la centrale Piazza Loreto Biondi con il rito dell’accoglienza delle Autorità, seguita alle ore 10:30 dalla maestosa partenza del suggestivo Corteo dello Stendardo (scattato da Piazza Antonio Tarì).
Alle ore 11:00, in una chiesa gremita e silenziosa, è stata celebrata la Solenne Santa Messa dedicata a Sant’Egidio Abate. Il momento più alto ed emozionante dell’intera mattinata è coinciso, come da antichissima tradizione, con la Solenne Processione: la statua del Santo Patrono, portata orgogliosamente a spalla, si è snodata lentamente e faticosamente lungo i caratteristici, stretti e meravigliosi vicoli in pietra del borgo, accompagnata dalle preghiere e dai canti dei fedeli.

Quadrini (ANCI Lazio): “I piccoli Comuni sono presidi di bellezza”

L’importanza della presenza politica in queste occasioni è stata rimarcata dalle parole cariche di affetto di Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente ANCI Lazio. «Partecipare fisicamente alle celebrazioni in onore del Santo Patrono Sant’Egidio Abate qui a Terelle rappresenta un segnale fortissimo e concreto di vicinanza delle Istituzioni alla nostra gente e a tutte le comunità locali», ha dichiarato Quadrini.
«La festa patronale non è soltanto un momento di altissimo valore religioso e di sincera, genuina devozione, ma costituisce il vero cuore pulsante delle nostre antiche radici, custodendo l’identità, la storia millenaria e la coesione sociale della Ciociaria. Come Consigliere Provinciale, ribadisco con forza quanto sia fondamentale stare al fianco dei piccoli Comuni, che sono dei veri e propri presidi di valori, tradizioni e bellezza inestimabile della nostra terra. Essere qui oggi testimonia un impegno istituzionale che va ben oltre l’aspetto meramente formale: significa ascoltare i territori, condividerne la memoria e lavorare costantemente per dare forza, voce e prospettiva amministrativa alle nostre realtà».
Quadrini ha infine rivolto un sincero plauso organizzativo alla Sindaca Gazzellone e a tutti gli infaticabili componenti del Comitato Festeggiamenti, che con passione e puro spirito di servizio hanno lavorato alacremente dietro le quinte per mesi per l’ottima riuscita delle solenni festività.

La sinergia tra Ciociaria e Val di Comino

Sulla stessa lunghezza d’onda, e concentrato sulla rilevanza assoluta del raccordo amministrativo tra le diverse municipalità del territorio provinciale, si è espresso anche Mario Borza, Consigliere Comunale di Casalvieri.
«È per me un grandissimo onore essere presente oggi a Terelle, al fianco del Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini e dell’Amministrazione locale che ci ha ospitato così calorosamente», ha sottolineato Borza. «Eventi aggregativi come questo dimostrano quanto sia fondamentale, oggi più che mai, la sinergia e la solidarietà concreta tra i Comuni della Ciociaria e quelli della Val di Comino. Condividere questi momenti di altissimo valore umano rafforza il legame vitale tra gli amministratori locali e i cittadini, confermando l’assoluta centralità dei nostri amatissimi borghi storici». Una giornata indimenticabile, in cui le Istituzioni e i cittadini hanno camminato fianco a fianco sotto l’ala protettiva del Santo Patrono.

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Piana del Cavaliere

Costruire ponti e non muri: a Rocca di Botte lo storico e commovente abbraccio tra la Chiesa abruzzese e quella del Brasile

In un mondo sempre più cupo che costruisce muri per dividere, le Chiese d’Abruzzo e del Brasile lanciano un messaggio fortissimo di Amore e Fratellanza, costruendo “ponti” di solidarietà! ⛪ 🇧🇷 Un abbraccio storico, lunghissimo ed emozionante che va ben oltre i diecimila chilometri di oceano che separano l’Italia dal Sudamerica! Questa mattina, lo splendido borgo di ROCCA DI BOTTE (AQ) si è trasformato nella capitale della fratellanza universale. Il Vescovo della Diocesi dei Marsi (Mons. Giovanni Massaro) ha infatti accolto con immensa gioia l’arrivo del Vescovo brasiliano della Diocesi di Mogi das Cruzes (Mons. Pedro Luiz Stringhini)! Un vertice istituzionale meraviglioso (a cui hanno partecipato anche i Sindaci di Rocca di Botte e Pereto) che serve a rinsaldare un patto di collaborazione ecclesiastica che dura ormai da decenni! Un’amicizia nata con il sudore e le opere di carità dell’indimenticato sacerdote marsicano Padre Giovanni Cosimati (missionario per una vita intera proprio in Brasile) e che oggi continua in senso inverso con la vulcanica e amorevole guida pastorale dell’amatissimo parroco brasiliano Don Lauro, anima delle comunità di Pereto e Rocca di Botte! “Viviamo in un mondo in cui sembra più facile alzare i muri che costruire ponti”, ha detto emozionato il Vescovo Massaro, “ma la nostra storia dimostra che è ancora possibile e bellissimo collaborare, aiutarsi e volersi bene come Fratelli!”. Leggete questo meraviglioso e istruttivo resoconto della visita nel nostro articolo completo! 👇 ❤️ In tempi difficili e spaventosi come questi, quanto abbiamo bisogno di messaggi di Amore e unione come quello lanciato oggi dai Vescovi? Lasciate un cuore nei commenti per salutare la delegazione brasiliana e condividete il post con tutti i vostri concittadini!

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S.E. Monsignor Giovanni Massaro e S.E. Monsignor Pedro Luiz Stringhini

Rocca di Botte  – In un mondo contemporaneo sempre più cupo, tragicamente segnato da guerre fratricide, egoismi nazionali, odio social e un’incessante voglia di innalzare muri per respingere il prossimo, c’è ancora un luogo dove la parola “fratellanza” assume un significato reale e tangibile. E questo luogo, oggi, è un piccolo e meraviglioso borgo incastonato tra le montagne dell’Abruzzo.
La giornata odierna a Rocca di Botte non è stata soltanto una festa paesana, ma si è trasformata in un palcoscenico di spiritualità internazionale. Questa mattina, infatti, il Vescovo della Diocesi dei Marsi, S.E. Monsignor Giovanni Massaro, ha accolto ufficialmente e con un lungo abbraccio S.E. Monsignor Pedro Luiz Stringhini, l’amatissimo Vescovo brasiliano della lontana Diocesi di Mogi das Cruzes, giunto appositamente in visita nel territorio abruzzese. All’incontro erano orgogliosamente presenti anche i Sindaci di Rocca di Botte e di Pereto, a testimonianza di come il legame spirituale si sia ormai trasformato in un solidissimo asse civile, capace di unire a doppio filo due comunità geograficamente divise dall’Oceano Atlantico.

Costruire ponti: il forte messaggio contro i conflitti mondiali

Nel corso del commovente e sentitissimo incontro istituzionale, il Vescovo Giovanni Massaro ha voluto esprimere a Monsignor Pedro la propria sincera gratitudine per questa «piacevolissima e inattesa visita», andando però ben oltre i semplici convenevoli diplomatici o i ringraziamenti di rito.
Il pastore della Chiesa dei Marsi ha infatti voluto lanciare un potente messaggio di pace all’intera società, sottolineando il valore immenso e la positività travolgente del rapporto che unisce queste due “Chiese sorelle”. Un rapporto umano e spirituale che, come ha evidenziato con fermezza Monsignor Massaro, assume un significato ancora più profondo in un momento storico come quello attuale. Viviamo purtroppo in una società globale cinica, segnata da continue divisioni politiche e sanguinose contrapposizioni militari, nella quale sembra sempre molto più facile e istintivo alzare alti muri difensivi piuttosto che fare la fatica di costruire ponti di dialogo. L’esperienza diretta di questa alleanza tra la Diocesi dei Marsi e quella di Mogi das Cruzes rappresenta, invece, una preziosa testimonianza viva e concreta: dimostra al mondo che è sempre possibile incontrarsi, collaborare pacificamente, accogliersi a braccia aperte e riconoscersi come veri fratelli.

Sacerdoti in trincea: il sacrificio e l’impegno senza confini

Ma su cosa si fonda questo gemellaggio dell’anima tra l’Abruzzo e il Sudamerica? Tra la Diocesi dei Marsi e quella brasiliana di Mogi das Cruzes esiste da tantissimo tempo un proficuo, silenzioso e inarrestabile rapporto di collaborazione pastorale, alimentato nel corso dei decenni dalla presenza e dal duro servizio sul campo di numerosi sacerdoti in prima linea.
È impossibile non citare il lavoro straordinario svolto per tanti anni nella difficile diocesi brasiliana dal compianto sacerdote marsicano Padre Giovanni Cosimati: il suo dolce ricordo e il suo impegno in favore dei poveri continuano ancora oggi a rappresentare la vera pietra angolare di questo legame indistruttibile. Un’opera missionaria immensa che non si è mai fermata, e che ancora oggi vede in prima linea, sempre nella diocesi di Mogi das Cruzes, il servizio prezioso di Padre Beniamino Resta.

Il cuore di Don Lauro e la bellezza dell’inclusione

La generosità e l’Amore di Dio, si sa, non conoscono confini geografici, e il flusso di solidarietà è assolutamente reciproco. Anche la stessa Diocesi dei Marsi, infatti, nel corso degli ultimi anni si è potuta avvalere della grandissima collaborazione e del travolgente entusiasmo pastorale di diversi sacerdoti brasiliani, venuti nel nostro Paese per supportare le comunità montane a rischio spopolamento.
Un legame vitale che prosegue ancora oggi in maniera fortissima e visibile a tutti attraverso lo straordinario ministero di Don Lauro Donizeti, vulcanico e amatissimo sacerdote brasiliano che ricopre attualmente il delicato ruolo di parroco nelle piccole, ma vivacissime comunità di Pereto e Rocca di Botte.
È questa, in fin dei conti, la vera bellezza universale di una Chiesa che sa e vuole andare oltre le etichette, oltre le dogane e oltre le differenze culturali. Una Chiesa capace di costruire relazioni umane profonde, condividere doni preziosi e camminare insieme verso un futuro migliore. La storia (passata e presente) di queste due bellissime Diocesi racconta al mondo intero una fraternità vissuta concretamente e lontana dalle belle parole di facciata: una testimonianza d’Amore che ci insegna, una volta per tutte, quanto sia possibile, utile e bellissimo volersi bene e vivere da fratelli.

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Territorio

Magia pura sul Lago del Turano: tra musica e sport, le “Lanterne del Ricordo” illuminano la notte e scaldano il cuore di Colle di Tora

Centinaia di lanterne galleggianti sull’acqua illuminate dalla Luna Piena per ricordare le persone che non ci sono più… La notte magica e da brividi del Lago del Turano! 🌕 ✨ Ci sono serate estive in cui la magia, lo sport, la grande musica e le emozioni del cuore si fondono in un abbraccio indimenticabile. È quello che è successo a Colle di Tora (RI), dove il clamoroso e inaspettato successo del primo “Dragon & Lights Festival” ha richiamato turisti da Roma e da tutto il Lazio e l’Abruzzo! La giornata è iniziata con l’adrenalina pura del “Dragon Boat”: decine di ragazzini hanno imparato a pagaiare sulle famose imbarcazioni, scoprendo che la vera forza di uno sportivo non sta nel talento individuale, ma nel gioco di squadra! Al tramonto, il lago si è trasformato in un teatro naturale mozzafiato: su una piattaforma galleggiante, un quartetto di sassofoni ha suonato dal vivo le grandi colonne sonore di Ennio Morricone! Ma il momento che ha fatto piangere e stringere il cuore a tutti è stato l’arrivo del buio. Centinaia di meravigliose “Lanterne del Ricordo” (totalmente biodegradabili) sono state liberate sull’acqua, cullate dalla luce della luna piena! Ogni singola fiammella rappresentava un pensiero o un “grazie mai detto” rivolto a una persona cara volata in cielo, in un momento di raccoglimento collettivo pieno di speranza e amore! (A fine serata tutte le lanterne sono state accuratamente recuperate per proteggere l’ambiente!). Leggi il racconto da brividi di questa festa meravigliosa nel nostro articolo. 👇 🕯️ E tu, a chi avresti dedicato la luce della tua lanterna sull’acqua? Scrivi il nome della tua persona speciale o di un “Angelo” che porti sempre nel cuore nei commenti, e condividi questo post bellissimo con chiunque abbia bisogno di un po’ di magia!

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Colle di Tora

Colle di Tora – Ci sono serate destinate a rimanere scolpite per sempre nella memoria di chi le vive, istanti in cui la natura, l’arte, lo sport e la spiritualità si fondono in un unico, irripetibile abbraccio. È esattamente ciò che è accaduto sabato 29 agosto sulle placide acque del reatino, in località Spiaggetta, dove è andata in scena la prima, travolgente edizione del “Dragon & Lights – Lago del Turano 1° Festival”.
L’evento, organizzato in modo impeccabile dal Comune di Colle di Tora e dall’Associazione Dragon Boat Colle di Tora (con il prezioso sostegno del Consorzio BIM Nera-Velino di Rieti), ha registrato un successo di pubblico clamoroso, attirando visitatori non solo dalla provincia, ma anche da Roma, Frosinone, Latina e dalla vicina Avezzano. Una giornata unica nel suo genere, capace di regalare tre emozioni fortissime e distinte: il sudore dello sport al mattino, l’incanto della musica al tramonto e le lacrime di commozione a chiudere la notte.

Il Dragon Boat: vincere inseguendo il gioco di squadra

La mattinata si è aperta all’insegna dell’adrenalina e dell’energia pura con il Dragon Boat. Sotto la guida eccezionale ed esperta degli istruttori della Nazionale Italiana, le sessioni di allenamento propedeutiche alla regata hanno visto salire a bordo atleti, semplici appassionati e un foltissimo gruppo di ragazzini tra i 9 e i 13 anni (molti dei quali con la pagaia in mano per la primissima volta).
Vedere questi giovani atleti remare all’unisono è stata una meravigliosa lezione di vita. Il Dragon Boat, infatti, è una disciplina che non premia mai il singolo fuoriclasse, ma esalta in modo assoluto la forza del gruppo, l’empatia e la collaborazione reciproca. Un messaggio educativo potentissimo per le nuove generazioni: per far scivolare la barca veloce sull’acqua, bisogna sapersi ascoltare e muoversi tutti insieme, con lo stesso identico ritmo del cuore.

Colonne sonore al tramonto: il sassofono a pelo d’acqua

Con il passare delle ore, la luce abbagliante del giorno ha lasciato il posto alle tinte morbide e infuocate del crepuscolo, colorando i profili dei Monti Navegna e Cervia. In questa scenografia naturale mozzafiato, la magia si è spostata su una speciale piattaforma galleggiante allestita proprio al centro del lago.
Qui, cullato dalle dolci increspature dell’acqua, il Phoinikes Sax Quartet (diretto magistralmente dal Maestro Matteo Di Giuliani) ha incantato i presenti con un concerto da brividi. Le note dei sassofoni hanno ripercorso le melodie eterne delle grandi colonne sonore del cinema italiano, rendendo omaggio a geni immortali come Ennio Morricone, Nicola Piovani, Nino Rota e Luis Bacalov. Una colonna sonora suonata letteralmente a pelo d’acqua, mentre l’orizzonte si scuriva, preparando l’animo degli spettatori al momento più intenso della giornata.

Le Lanterne del Ricordo: un “grazie” illuminato dalla Luna Piena

Il concerto ha fatto da dolcissimo prologo al momento più intimo e atteso del festival: la seconda edizione della Festa delle Lanterne del Ricordo. Nel silenzio commosso della vallata, illuminata dalla luce argentea della luna piena, centinaia di meravigliose lanterne biodegradabili sono state lasciate scivolare dolcemente sulle acque del lago.
Ogni piccola fiamma tremolante non era solo una candela, ma rappresentava il ricordo incancellabile di una persona cara che non c’è più. Come hanno sottolineato gli organizzatori, non si è trattato di un rito luttuoso o intriso di tristezza, ma di un atto di condivisione corale, un abbraccio collettivo verso il cielo. A rendere l’evento perfetto è stata anche l’assoluta attenzione verso l’ambiente: a fine serata, l’Associazione ha provveduto al recupero certosino di tutte le lanterne, a totale tutela del prezioso ecosistema lacustre.

Un trionfo destinato a ripetersi nel tempo

Il presidente dell’Associazione Dragon Boat, Antonio Pandolfi, ha voluto estendere i suoi più sinceri ringraziamenti a tutta la “squadra” che ha reso possibile questo miracolo organizzativo: dalle istituzioni agli Amici di Posticciola, da Emanuele Zegarelli per le spettacolari riprese aeree con il drone fino alla delicata cura della signora Ornella Di Benedetti per la cerimonia delle lanterne.
Visto l’enorme successo, l’obiettivo è chiaro: far diventare questo festival un appuntamento fisso dell’estate. E non c’è sintesi migliore del bellissimo motto scelto per questa prima edizione per descriverne l’anima: “Un pensiero, una luce: affida all’acqua un nome, un ricordo, un grazie mai detto. Il lago lo accoglierà, e la sua luce continuerà a brillare”.

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1° Memorial Giovanni D’Alessio, consegnati all’Associazione Zoè 2.000 euro raccolti durante la serata

Il ricordo di Giovanni D’Alessio si è trasformato in un gesto concreto di solidarietà. A pochi giorni dal 1° Memorial Giovanni D’Alessio, svoltosi lo scorso 26 agosto al Campo Sportivo “Di Fabio” di Nepezzano, è stato consegnato all’Associazione Oncologica Zoè APS l’assegno di 2.000 euro, somma raccolta grazie alla partecipazione e alla generosità di quanti hanno preso parte all’iniziativa.

La consegna è avvenuta giovedì 3 settembre 2026, proprio presso il Campo Sportivo “Di Fabio”, luogo che ha ospitato la manifestazione dedicata alla memoria dell’imprenditore teramano e figura profondamente legata al mondo dello sport e alle realtà calcistiche del territorio.

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Consegna di 2.00 all'Associazione Zoè

Nepezzano-  Il ricordo di Giovanni D’Alessio si è trasformato in un gesto concreto di solidarietà. A pochi giorni dal 1° Memorial Giovanni D’Alessio, svoltosi lo scorso 26 agosto al Campo Sportivo “Di Fabio” di Nepezzano, è stato consegnato all’Associazione Oncologica Zoè APS l’assegno di 2.000 euro, somma raccolta grazie alla partecipazione e alla generosità di quanti hanno preso parte all’iniziativa.

La consegna è avvenuta giovedì 3 settembre 2026, proprio presso il Campo Sportivo “Di Fabio”, luogo che ha ospitato la manifestazione dedicata alla memoria dell’imprenditore teramano e figura profondamente legata al mondo dello sport e alle realtà calcistiche del territorio.

A consegnare l’assegno sono stati Flavio Nocelli e Bruno Norcini, in rappresentanza degli organizzatori del Memorial. A riceverlo, per l’Associazione Oncologica Zoè APS, il presidente dottor Carlo D’Ugo. Alla cerimonia hanno partecipato anche la dottoressa Katia Cannita, direttore dell’Unità Operativa Complessa (UOC) di Oncologia Medica e del Polo Oncologico aziendale dell’Ospedale Mazzini di Teramo, e Roberto D’Alessio, figlio del compianto Giovanni.

Un momento semplice ma particolarmente significativo, che ha dato concretezza al messaggio che aveva accompagnato l’intero Memorial: mantenere vivo il ricordo attraverso un gesto capace di guardare anche agli altri.

I 2.000 euro raccolti rappresentano infatti il risultato della partecipazione di una comunità che, lo scorso 26 agosto, si era ritrovata al Campo Sportivo “Di Fabio” per condividere una serata di sport, amicizia e solidarietà. Una partecipazione numerosa che aveva coinvolto familiari, amici, sportivi e cittadini, tutti uniti nel ricordo di Giovanni.

Il Memorial aveva riportato sul terreno di gioco alcune delle realtà calcistiche che avevano accompagnato il suo percorso. La serata era stata aperta dalla sfida tra le vecchie glorie del Colle M.P. e del Varano, per poi proseguire con il triangolare tra Nepezzano, Varano e Torricella. Al di là dei risultati sportivi, il vero significato dell’appuntamento era stato quello di riunire persone legate a Giovanni e alla sua storia.

Ed è proprio questo legame che oggi trova una nuova espressione nella donazione all’Associazione Zoè. La scelta degli organizzatori di destinare l’incasso alla realtà impegnata nel sostegno e nella vicinanza alle persone colpite dalla malattia oncologica ha dato alla manifestazione un significato ulteriore, trasformando una serata dedicata al ricordo in un aiuto concreto.

Per Roberto D’Alessio, presente a nome della famiglia, la consegna dell’assegno ha rappresentato anche un ulteriore momento per condividere il ricordo del padre con quelle persone che, nel corso degli anni, hanno avuto modo di conoscerlo e di costruire con lui rapporti di amicizia e collaborazione.

Giovanni D’Alessio aveva avuto un rapporto particolarmente intenso con il calcio del territorio. Negli anni Ottanta era stato dirigente del Nepezzano calcio, mentre negli anni Novanta aveva contribuito alla nascita del Colle M.P., del quale era stato cofondatore e presidente. Un impegno vissuto con passione e capace di creare relazioni che sono andate oltre il campo da gioco.

“Quattro squadre, un unico ricordo” è stato il filo conduttore del Memorial. Oggi, a quel ricordo, si aggiunge un altro elemento: la solidarietà.

Il primo Memorial Giovanni D’Alessio non si è dunque concluso con il fischio finale delle partite. Il suo messaggio continua attraverso i 2.000 euro destinati all’Associazione Oncologica Zoè APS, trasformando l’affetto e la partecipazione di una comunità in un aiuto concreto.

Un modo, ancora una volta, per ricordare Giovanni non soltanto per ciò che ha fatto, ma soprattutto per i legami che ha saputo costruire e che, ancora oggi, riescono a unire le persone nel suo nome.

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