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Politica

Elezioni Napoli, l’attacco frontale di Laboccetta (Polo Sud): “Il Centrodestra è in coma profondo, e il sindaco Manfredi ringrazia commosso”

“Il Centrodestra è in coma profondo e si dichiara sconfitto prima di combattere. E intanto Manfredi ringrazia commosso!”. Il clamoroso siluro dell’On. Laboccetta contro i vertici di FdI, Lega e FI! 🚨 🗳️ Manca un anno alle cruciali elezioni Comunali di Napoli, ma nel Centrodestra napoletano vige il vuoto assoluto e un silenzio inquietante. A rompere gli indugi (e a bacchettare pesantemente la classe dirigente del territorio) ci ha pensato un furioso Onorevole Amedeo Laboccetta, Presidente di “Polo Sud”! “L’elettroencefalogramma del centrodestra è irrimediabilmente piatto”, ha tuonato Laboccetta, definendo quello dei vertici locali un “menefreghismo irresponsabile” che rischia di bissare la clamorosa e ignominiosa disfatta delle recenti Elezioni Regionali in Campania! “O la classe dirigente campana di FdI, Forza Italia e Lega è totalmente inadeguata (e allora i leader nazionali devono cambiarla!), oppure soffrono della sindrome dello sconfittismo e si danno già per battuti! Ne è la riprova la scelta di festeggiare il record del governo a Bari e non a Napoli!”. L’amara conclusione dell’esponente di destra è rivolta all’attuale primo cittadino: “Di fronte alla totale evanescenza degli avversari, il Sindaco Gaetano Manfredi ha già la strada spianata per la riconferma… e commosso ringrazia!”. Leggi l’analisi spietata e l’attacco frontale di Laboccetta nel nostro articolo! 👇 🏛️ E voi come valutate la situazione politica in Campania? Siete d’accordo con Laboccetta sul fatto che il Centrodestra a Napoli e in Regione sia praticamente assente e si sia arreso in partenza? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post!

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Laboccetta

Redazione – Nel vibrante e caotico scacchiere politico della Campania, c’è un silenzio che fa molto più rumore di mille comizi urlati nelle piazze. È il silenzio assordante e preoccupante di una coalizione che sembra aver gettato la spugna ancor prima di salire sul ring. A lanciare un vero e proprio e disperato grido d’allarme, scuotendo violentemente i vertici dei partiti di maggioranza, è stato in queste ore l’Onorevole Amedeo Laboccetta, autorevole presidente dell’associazione politica e culturale Polo Sud, che ha puntato l’indice contro l’incredibile immobilismo della sua stessa area politica in vista del cruciale appuntamento elettorale partenopeo.

Il grido d’allarme: “Un menefreghismo irresponsabile”

Il tempo stringe, il calendario politico non fa sconti a nessuno e la posta in palio è altissima: la guida della terza città d’Italia. «A Napoli si vota l’anno prossimo per scegliere il nuovo sindaco», esordisce l’On. Laboccetta con amarezza e rassegnazione, «ma il centrodestra sembra non aver alcuna voglia di uscire dal suo attuale stato di coma profondo».
Le parole del presidente di Polo Sud sono pietre scagliate nello stagno della politica locale. Laboccetta parla apertamente di una «condizione di irresponsabile menefreghismo». Non si tratta di una semplice critica tattica, ma di una vera e propria requisitoria contro la paralisi decisionale di una coalizione che, se a livello nazionale guida saldamente il Paese con il Governo Meloni, a livello locale sembra brancolare drammaticamente nel buio più totale, priva di nomi, di strategie e di entusiasmo.

Il fantasma delle Regionali: un’altra disfatta annunciata?

L’analisi di Laboccetta affonda il dito nella piaga di un passato recentissimo e ancora doloroso per la destra campana. L’apatia di oggi, infatti, «ricorda molto da vicino quella che, alle elezioni regionali dello scorso anno, condusse ad un’ignominiosa disfatta la coalizione guidata a livello nazionale da Giorgia Meloni».
Eppure, fa notare il politico, c’è un’aggravante non da poco: un anno fa, pur navigando in cattive acque, c’era almeno un dibattito vivo. «Con la differenza che, in quell’occasione, di candidature competitive si parlava almeno sui giornali. Oggi, invece, l’elettroencefalogramma del centrodestra è irrimediabilmente piatto». Nessun rumor, nessun totonomi, nessun dibattito interno: solo un vuoto pneumatico che spaventa i militanti storici e allontana gli elettori moderati.

Il bivio: classe dirigente inadeguata o “sindrome dello sconfittismo”?

Di fronte a questa emorragia di iniziativa politica, l’Onorevole pone i leader nazionali (Meloni, Tajani e Salvini) di fronte a un bivio ineluttabile. «A questo punto, delle due l’una», incalza Laboccetta.
La prima ipotesi è che «la classe dirigente napoletan-campana di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega sia del tutto inadeguata; ma allora non si capisce perché i rispettivi leader non procedano ad avvicendarla immediatamente». Un siluro direttivo contro i coordinatori regionali e cittadini dei tre partiti.
La seconda ipotesi è ancora più avvilente da un punto di vista psicologico e strategico: «O forse la sindrome dello sconfittismo si è talmente incrostata nei vertici di quei partiti da indurli a dichiararsi battuti prima ancora di iniziare a combattere». A sostegno di questa desolante tesi, Laboccetta cita un episodio altamente simbolico e politicamente pesante: «Come pure parrebbe indicare la scelta di festeggiare a Bari, e non a Napoli, il record di longevità del governo nazionale». Uno sgarbo geografico che, secondo il presidente di Polo Sud, testimonia come la Campania sia ormai considerata “terra persa” dai vertici romani.

L’autostrada spianata per la riconferma del sindaco Manfredi

La conclusione del comunicato è un amaro sarcasmo, una fotografia spietata delle inevitabili conseguenze di questo “coma politico”. Mentre il Centrodestra dorme, il centrosinistra si prepara a mietere i frutti di questa inazione.
«In ogni caso», chiosa amaramente Laboccetta, «il sindaco Gaetano Manfredi, che anche per la totale evanescenza dei suoi avversari politici sembra ormai destinato ad incassare una comodissima e scontata riconferma a Palazzo San Giacomo, commosso ringrazia».
Il Centrodestra napoletano si sveglierà in tempo prima che l’elettroencefalogramma si fermi del tutto, o si accontenterà di recitare il ruolo di impotente comparsa alle prossime elezioni comunali? La palla passa ora ai vertici romani.

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Politica

Verso Milano 2027: la Destra Futurista di Vannacci serra le fila con un super-summit blindato a caccia dei quartieri e dei lavoratori

La “Destra Futurista” del Generale Vannacci scende in campo a Milano: summit a porte chiuse per preparare l’assalto a Palazzo Marino (con il supporto dei lavoratori AMSA e ATM)! 🗳️ 🇮🇹 La corsa per le elezioni politiche e comunali del 2027 è già iniziata (e promette scintille)! La galassia che ruota attorno a Roberto Vannacci sta costruendo una vera e propria “macchina da guerra elettorale” nel capoluogo lombardo. È in programma per domani una blindatissima e riservata riunione del “Comitato 421 di Futuro Nazionale”, guidata dall’avvocato Renato Maturo. All’ordine del giorno ci sono punti esplosivi e strategici! Il movimento punta infatti a radicarsi nelle periferie e nel mondo del lavoro, siglando un’alleanza con i “nuclei di lavoratori patrioti” di AMSA (rifiuti) e ATM (trasporti pubblici)! L’obiettivo è strappare Milano al centrosinistra, pianificando candidature forti per il Sindaco e per le Nove Municipalità della città. Al summit sono invitati i vertici lombardi del partito e il Generale Carmelo Burgio, il nome caldo per la poltrona di Primo Cittadino! Si parlerà anche di sicurezza, alleanze con i comitati di quartiere e sinergie con tutte le province lombarde e le altre regioni d’Italia. Il “Futuro Nazionale” scalda i motori! Leggi tutti i punti all’ordine del giorno di questa delicatissima riunione politica nel nostro articolo! 👇 🏛️ E voi cosa ne pensate di questa mossa politica? Credete che il movimento di Vannacci abbia la forza di intercettare il voto degli operai, dei lavoratori e dei comitati di quartiere milanesi delusi dalla sinistra? Diteci la vostra nei commenti e accendete il dibattito!

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Vannacci e Avv. Renato Maturo

Milano – La politica, quella vera che incide sulla vita delle persone, non si fa solo ed esclusivamente sotto i luminosi riflettori degli studi televisivi nazionali o a colpi di effimeri sondaggi sui social network. Le vere battaglie elettorali, quelle in grado di cambiare radicalmente il volto amministrativo e culturale di un Paese, si vincono (o si perdono) costruendo il consenso strada per strada, quartiere per quartiere, guardando negli occhi i cittadini. E la nascente e agguerrita galassia che ruota attorno alla figura del generale Roberto Vannacci sembra averlo capito perfettamente.
In vista del cruciale e imminente doppio appuntamento con le elezioni comunali e politiche del 2027, la “destra futurista” ha deciso di accendere i motori partendo proprio dal capoluogo lombardo, una piazza storicamente complessa e decisiva. È stata infatti indetta per domani una delicatissima (e blindatissima) riunione politica e organizzativa del neonato Comitato 421 di Futuro Nazionale Vannacci (FNV). Un summit a porte chiuse, curato nei minimi e maniacali dettagli dal referente cittadino, l’avvocato Renato Maturo, che si preannuncia come un vero e proprio “consiglio di guerra” elettorale per tentare la titanica impresa di strappare Palazzo Marino all’egemonia del centrosinistra.

Il cuore della strategia: strappare i lavoratori alla Sinistra

Scorrendo il fittissimo e ambizioso ordine del giorno della riunione, emerge con forza una strategia politica molto chiara, che punta a stravolgere le tradizionali logiche elettorali. Il movimento di Vannacci, infatti, non vuole assolutamente essere etichettato come una forza elitaria o un semplice “club per ufficiali in congedo”, ma punta a radicarsi profondamente nel tessuto sociale e, soprattutto, nella classe operaia della città.
Il primo, esplosivo punto all’ordine del giorno prevede infatti la confluenza all’interno del progetto del coordinamento territoriale ABC e dei cosiddetti “nuclei patrioti lavoratori” di AMSA (l’azienda cittadina dei rifiuti) e ATM (l’azienda dei trasporti pubblici). L’obiettivo tattico è cristallino: intercettare il malcontento, la fatica quotidiana e la profonda disillusione di chi vive la città reale tutti i giorni garantendone i servizi essenziali. Lavoratori che storicamente guardavano a sinistra, ma ai quali oggi il comitato offre una nuova casa politica che parla di patria, sicurezza, merito e identità nazionale.

Radicamento sul territorio: un’onda tricolore da Monza alla Sicilia

Il progetto politico milanese, ovviamente, non nasce isolato, ma si inserisce in una rete logistica che punta ad avvolgere rapidamente l’intera Lombardia e l’Italia intera. Il summit di domani servirà proprio a tessere i fili organizzativi e a costituire formalmente il direttivo operativo del Comitato 421 (definendo i ruoli chiave di leadership e aggiornando le procedure di tesseramento per i nuovi iscritti).
L’ambizione dichiarata del movimento vannacciano è quella di creare un collante politico inscindibile tra le province: all’ordine del giorno ci sono i rapporti strutturali con i neo-costituenti comitati di Bergamo, Brescia, Lecco, Mantova e della Brianza. Ma non solo: si lavorerà anche per il rafforzamento dell’asse strategico con i “comitati amici” già sparsi in Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e persino nella lontana Sicilia. Un’onda tricolore che vuole disperatamente trasformare l’entusiasmo popolare e social per le idee del Generale in una vera e propria e inarrestabile macchina da voti istituzionale.

I volti noti del summit e l’assalto alle Nove Municipalità

L’importanza cruciale di questo tavolo di lavoro è testimoniata dalla lunga lista degli “invitati VIP”, i veri colonnelli politici di questa vasta operazione. Oltre a tutti i membri dell’assemblea nazionale, sono stati convocati d’urgenza i consiglieri regionali Luca Ferrazzi e Pietro Macconi (rispettivamente coordinatore e vice di FNV in Lombardia), il consigliere comunale Luca Bernardo e il nome caldissimo per la futura corsa a sindaco: il generale Carmelo Burgio. Presente anche Simone Giglio, direttore del megafono informativo Futureitalia.
Sotto la loro guida esperta, si dovrà pianificare nel minimo dettaglio la complessa campagna elettorale per il Comune di Milano. L’obiettivo non è solo puntare al ruolo di Sindaco, ma presentare candidati forti e agguerriti in tutte le nove municipalità milanesi e nei comuni dell’hinterland che andranno al voto nel 2027. Per farlo, il Comitato 421 cercherà in modo capillare l’appoggio di associazioni culturali, gruppi di volontariato, sindacati, categorie professionali e, soprattutto, comitati di quartiere (spesso esasperati dai cronici problemi di sicurezza e degrado urbano). La riunione di domani sarà rigorosamente riservata agli iscritti e ai simpatizzanti esplicitamente autorizzati: la macchina della Destra Futurista si muove nel silenzio per preparare l’assalto elettorale.

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Politica

Nessun compromesso per il futuro di Milano: la risposta netta di Massimiliano Lisa a Punta Italia blinda l’indipendenza civica di Milano Libera 2027

Niente accordi, niente alleanze, nessuna scorciatoia. ❌🇮🇹 Massimiliano Lisa, candidato sindaco per la lista civica Milano Libera 2027, risponde con fermezza e trasparenza a Punta Italia, blindando l’assoluta indipendenza del suo progetto politico. Accanto a lui, una squadra di altissimo profilo con l’ex pm Tiziana Siciliano come vicesindaco, pronta a lottare per una città più giusta, sicura e vicina ai cittadini. Scoprite tutti i dettagli di questo clamoroso botta e risposta nell’articolo! 👇❤️

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Massimiliano Lisa

Milano – Ci sono momenti in cui la politica smette di essere un semplice gioco di incastri, alleanze e spartizioni strategiche per ritrovare la sua missione più nobile: la coerenza e il rispetto assoluto verso i cittadini. Nel fervore che già circonda la preparazione per le prossime elezioni comunali di Milano 2027, la lista civica Milano Libera ha voluto tracciare una linea di demarcazione invalicabile. Attraverso una nota ufficiale, il candidato sindaco Massimiliano Lisa, noto imprenditore culturale e cofondatore del Museo Leonardo3, ha risposto in modo netto, trasparente e privo di ambiguità a una dichiarazione di apprezzamento e sostegno giunta dal movimento politico Punta Italia – Punta Milano, ribadendo l’assoluta indipendenza del proprio progetto per la metropoli lombarda.

La presa di posizione di Lisa non è una semplice formalità burocratica, ma un vero e proprio manifesto di dignità politica. Con uno stile che non lascia spazio a interpretazioni, il candidato ha chiarito che il percorso intrapreso non si piegherà alle logiche tradizionali delle coalizioni strutturate. «Milano Libera nasce come progetto civico totalmente indipendente e, proprio per questa ragione, non stringe accordi, alleanze o apparentamenti con partiti, movimenti o altre formazioni politiche», ha spiegato Massimiliano Lisa, mettendo subito in chiaro i pilastri etici che governano la sua corsa a Palazzo Marino. Una scelta coraggiosa che punta a scardinare il classico sistema partitico, rimettendo al centro la voce esclusiva dei milanesi.

L’apprezzamento di Punta Italia e il valore della trasparenza spontanea

L’intervento chiarificatore si è reso necessario a seguito delle calorose parole di stima espresse dai promotori di Punta Italia – Punta Milano. Il movimento, che fonda la propria iniziativa politica sulla creazione di una fitta rete territoriale e nazionale volta a sostenere progetti nell’interesse esclusivo delle comunità locali, ha manifestato pubblicamente un forte entusiasmo nei confronti della visione amministrativa portata avanti da Milano Libera. Pur accogliendo con sincera gratitudine queste attestazioni di stima, Lisa ha voluto evitare qualsiasi tipo di fraintendimento mediatico che potesse far pensare a un accordo politico sottobanco, tutelando la purezza originaria della lista civica.

«Naturalmente accogliamo con piacere l’apprezzamento e il sostegno spontaneo di chi condivide le nostre idee e il nostro programma», ha specificato il candidato sindaco nella sua missiva ufficiale, «ma questo non può essere presentato come un accordo politico né come un’alleanza con Milano Libera». Una puntualizzazione che, lungi dal creare una frattura, ha trovato la piena comprensione e il plauso degli stessi promotori di Punta Italia. Il movimento ha infatti confermato la volontà di condividere integralmente la dichiarazione di Lisa sulle proprie pagine social, facendosi cassa di risonanza proprio di quel valore di indipendenza che reputano un esempio raro di onestà e trasparenza nel panorama politico contemporaneo.

Una squadra di competenze per liberare la città: il sogno di una Milano per tutti

La fermezza di Milano Libera risiede nella forza di un programma organico e di una squadra di governo già parzialmente svelata e costruita su altissimi profili professionali, civili e culturali della città. Accanto a Massimiliano Lisa spicca la figura di Tiziana Siciliano, già acclamata Procuratore aggiunto della Repubblica di Milano, indicata ufficialmente come futura Vicesindaco e Assessora alla Trasparenza, insieme a personalità come Paola Colombari alla Cultura. Una “Giunta civica” che non cerca il consenso attraverso promesse elettorali standard, ma che propone soluzioni concrete a problemi drammatici come l’emergenza abitativa, la sicurezza e la gestione dell’edilizia pubblica, opponendosi frontalmente alle politiche tradizionali per restituire la città ai suoi legittimi abitanti.

I promotori di Punta Italia – Punta Milano, nel ribadire il loro supporto spontaneo basato sul passaparola, sulle conoscenze e sulle persone amiche radicate nel territorio milanese, hanno espresso l’augurio profondo che la squadra di Milano Libera possa trionfare nelle urne del 2027. La speranza, dichiarata apertamente nella loro nota, è che questa imminente esperienza amministrativa milanese possa fare da apripista, in futuro, per una collaborazione più ampia su scala nazionale, fondata su progettualità e competenze reali. Nel frattempo, la campagna elettorale prosegue nel segno dell’autonomia più pura: «La nostra scelta è molto netta: presentarci ai cittadini con la nostra identità, il nostro programma e la nostra squadra, mantenendo fino in fondo la piena autonomia che caratterizza il progetto». E i cittadini, ora, sanno esattamente da che parte guardare.

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Politica

Il Governo Meloni è il più longevo della Repubblica. Meritocrazia Italia: “Stabilità preziosa, ma governare significa accudire le libertà”

Il Governo Meloni abbatte tutti i record e diventa il più Longevo della storia della Repubblica! Ma “Meritocrazia Italia” lancia un appello profondo a Maggioranza e Opposizione: “Governare non significa solo occupare poltrone, ma ACCUDIRE la libertà dei cittadini!”. 🇮🇹 🏛️ Che la si ami o che la si odi, i numeri parlano chiaro: Giorgia Meloni è attualmente alla guida del Governo più lungo e stabile di tutta la storia dell’Italia repubblicana! Un traguardo importantissimo, perché un Paese che cambia governo ogni anno (come siamo stati sempre abituati a vedere in Italia) non riesce a fare riforme e spaventa i mercati. Su questo storico evento è intervenuta la nota associazione “Meritocrazia Italia”, che ha riconosciuto l’immenso valore della “stabilità istituzionale”, ma ha lanciato un meraviglioso e severo monito filosofico a tutta la classe politica! “La stabilità da sola non basta, altrimenti diventa pura conservazione”, ha tuonato l’associazione. “La politica non può essere un continuo inseguire i sondaggi! Fare politica non è occupare spazi di potere e poltrone: fare politica significa maneggiare un cristallo prezioso! Ogni legge varata a Palazzo Chigi o in Parlamento è una mano che entra nella vita delle persone: sfiora la libertà dei giovani di crearsi un futuro, la libertà dell’imprenditore di fare azienda, e la libertà del malato di potersi curare!”. L’appello di Meritocrazia è utopico ma bellissimo: smettere di vedere la politica come un “mestiere per tirare a campare”, ma trasformarla in una missione nobile (a tempo determinato) per restituire allo Stato le competenze apprese nella vita reale! Leggi l’editoriale completo nel nostro articolo! 👇 ⚖️ Siete d’accordo con le bellissime parole di Meritocrazia Italia? Credete anche voi che i politici dovrebbero smettere di fare battaglie per raccogliere “Like” sui social e iniziare a proteggere le persone più fragili e a premiare il vero Merito? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post se credete nei valori della Costituzione!

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Walter Mauriello

Redazione – Nel turbolento e frammentato panorama politico italiano, c’è un dato numerico e temporale che in queste ore sta facendo la storia. Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha appena tagliato un traguardo epocale, diventando ufficialmente il Governo più longevo della storia dell’intera Repubblica Italiana. Un record oggettivo, innegabile, che spazza via decenni di governi balneari e “ribaltoni” di palazzo.
A commentare questo storico spartiacque è intervenuta Meritocrazia Italia, la realtà associativa che da sempre si batte per la valorizzazione del talento e dei principi costituzionali. In una lunga, appassionata e profonda nota diramata in queste ore, Meritocrazia prende atto del traguardo con grandissimo e sincero «rispetto istituzionale». La stabilità, infatti, è la linfa vitale di ogni vera Democrazia: un Paese costretto a cambiare esecutivo ogni dodici mesi è un Paese che, inevitabilmente, vive alla giornata. Non programma, non investe, spaventa i mercati esteri e non cresce. Tuttavia, la semplice “sopravvivenza cronologica” a Palazzo Chigi non può e non deve bastare a se stessa.

La politica come Missione, non come “sondaggio permanente”

Il messaggio lanciato da Meritocrazia Italia, rivolto in egual misura sia alle forze di Maggioranza che a quelle di Opposizione, è un monito filosofico di altissimo livello. «La stabilità, da sola, non basta», si legge nel comunicato. «Anzi, se fine a se stessa, rischia pericolosamente di diventare pura conservazione».
Ciò che serve oggi al Paese è una visione politica a lungo termine. Una visione che non si abbassi a «inseguire ansiosamente i sondaggi del lunedì, a rafforzare il potere per presidiare la poltrona». La politica vera non si fa a colpi di like sui social o inseguendo la pancia dell’elettorato. «La politica non è un sondaggio permanente. La politica è una missione». E questa sacra missione costituzionale è una sola: far stare bene tutti i cittadini (non solo la propria fazione elettorale), correggendo e prevenendo le storture e le ingiustizie sociali.

Il tocco del Governo: “Sfiorare le libertà come un cristallo prezioso”

Nel passaggio forse più poetico e incisivo della sua nota, Meritocrazia Italia ricorda a chi siede in Parlamento la mostruosa delicatezza dell’azione legislativa. «Fare politica non è occupare spazi di potere. È sfiorare le libertà».
Bisogna sempre tenere a mente che ogni singola legge votata in Aula, ogni decreto e ogni regolamento «non è mai un atto neutro». La legge è una mano invisibile che entra prepotentemente nella carne viva delle persone: sfiora la libertà di un giovane che tenta di costruirsi un futuro in Italia; tocca la libertà dell’imprenditore di creare lavoro senza essere stritolato dalla burocrazia; impatta sulla libertà di un malato di curarsi dignitosamente e su quella del cittadino di esprimere un pensiero dissenziente. Proprio per questo motivo, sottolinea l’associazione, «la politica deve avere l’estrema delicatezza di chi maneggia un cristallo prezioso. Non si può mai governare a colpi di accetta».

Accudire i fragili ed esaltare il Merito assopito

Governare, dunque, è un verbo che per Meritocrazia Italia fa rima con un’altra parola bellissima: Accudire. Significa proteggere le libertà quando diventano terribilmente fragili, «come quella dei nostri ragazzi ormai schiacciati dalla dittatura degli algoritmi e dei social network». Significa esaltare quelle libertà sopite, come «la sacrosanta libertà di chi vuole emergere nella società puntando solo sul proprio talento e sul Merito». Ed ecco la chiosa più dura: «Una libertà non accudita appassisce. Una libertà calpestata diventa rancore sociale».

L’appello finale: la Politica non sia un mestiere, ma un dono

In conclusione (dopo un accorato «Stop War» per la pace globale), Meritocrazia Italia lancia un appello quasi utopico ma meraviglioso, auspicando un Paese in cui la Politica non venga più vissuta come «una collocazione lavorativa per vivere». Al contrario, dovrebbe essere vista come un atto di volontariato sacro e nobile: un percorso in cui i cittadini migliori, dopo essersi affermati nello studio, nell’impresa e nelle professioni, scelgono di dedicare un periodo temporaneo della loro vita per “regalare” la loro competenza allo Stato.
Senza questa altissima delicatezza morale, avverte l’associazione, «anche il Governo più longevo rischia di passare alla storia solo per la sua durata temporale, e non per ciò che ha amorevolmente accudito». Un avvertimento che la classe dirigente farebbe bene a stampare e incorniciare nei palazzi del potere.

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