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Vertenza CallMat a Matera, i sindacati: «Da TIM e Urso un segnale positivo, ora servono garanzie definitive per tutti i 350 lavoratori»

Vertenza CallMat a Matera, i sindacati: da TIM e Urso un segnale positivo, ora garanzie definitive per 350 lavoratori al tavolo del 12 novembre. 👇

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Vertenza Callmat Matera

Matera – Uno spiraglio incoraggiante che riapre i canali del confronto istituzionale, allontana lo spettro immediato dei licenziamenti collettivi ma non basta ancora a considerare chiusa la partita più delicata dell’economia lucana. Le segreterie regionali di Basilicata di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL-FPC e UGL Telecomunicazioni prendono atto con favore della disponibilità manifestata dal gruppo TIM – a seguito dell’incontro diretto promosso dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – ad assegnare nuovi e consistenti volumi di commesse operative alla sede di CallMat a Matera per i prossimi mesi. Un passaggio fondamentale per garantire continuità produttiva immediata, sul quale però le organizzazioni sindacali mantengono altissima la guardia in vista di un accordo strutturale e duraturo.

In una nota congiunta dai toni fermi e costruttivi, i segretari regionali Bruno Giordano, Anna Russelli, Donato Piccinni e Giuseppe Letterelli riconoscono con lealtà l’incisività del ruolo svolto dal ministro Urso nel riaprire il dossier industriale con i vertici dell’ex monopolista telefonico. Al contempo, le sigle esprimono apprezzamento per la costante vigilanza assicurata dalle istituzioni regionali della Basilicata, a partire dal presidente Vito Bardi e dall’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo, affinché la vertenza imbocchi un sentiero risolutivo per l’intero presidio occupazionale della Città dei Sassi.

«Non confondiamo un’apertura con la soluzione»: il rifiuto delle proroghe ponte

Nonostante il clima di rinnovata fiducia, la posizione dei sindacati lucani è improntata alla massima lucidità rivendicativa: «Siamo fiduciosi che oggi esistano le condizioni politiche e industriali per centrare una soluzione positiva – scandiscono all’unisono Giordano, Russelli, Piccinni e Letterelli –, ma guai a confondere un’apertura negoziale con una vertenza definitivamente risolta. La disponibilità manifestata per i prossimi mesi deve tramutarsi al più presto in un piano industriale solido, credibile e pluriennale, sostenuto da volumi di traffico adeguati a tutelare fino all’ultimo dei circa 350 posti di lavoro oggi attivi nel sito di Matera».

Il sindacato rigetta con fermezza la prospettiva di soluzioni temporanee o parziali che si limitino a rinviare la crisi di qualche mese: «Non sono più tollerabili rinvii a singhiozzo, intese tampone o accordi ponte che spostano semplicemente l’emergenza in avanti nel calendario. Chiediamo trasparenza totale sulle motivazioni che hanno condotto alla progressiva contrazione delle commesse destinate alla Basilicata e pretendiamo certezze assolute sulle prospettive industriali del polo di Matera».

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La dignità delle lavoratrici e dei lavoratori: il patrimonio umano di CallMat

Un passaggio fondamentale della presa di posizione unitaria è dedicato alla straordinaria prova di compostezza offerta dai dipendenti dell’azienda di contact center, in larghissima parte donne e giovani professionisti che rappresentano spesso l’unica fonte di sostentamento economico per interi nuclei familiari del territorio materano. «Vogliamo ringraziare pubblicamente le lavoratrici e i lavoratori di CallMat per la dignità, la compostezza, la pazienza e la determinazione con cui stanno affrontando lunghi mesi di logorante incertezza – sottolineano i segretari –. È nei loro confronti che la committenza, l’azienda e le istituzioni hanno un debito di responsabilità morale: restituire serenità a trecentocinquanta famiglie che hanno sempre garantito elevatissimi standard di efficienza qualitativa nelle risposte all’utenza».

La vicenda di CallMat si inserisce nella più ampia vertenza che attraversa l’intero comparto del customer care e dei servizi telefonici nel Mezzogiorno d’Italia, schiacciato tra le logiche delle gare al massimo ribasso, le delocalizzazioni e l’impatto dell’automazione digitale. Per le organizzazioni dei lavoratori, difendere il polo di Matera significa porre un argine invalicabile alla desertificazione produttiva delle aree interne del Sud, ribadendo la centralità della clausola sociale e della responsabilità sociale d’impresa dei grandi committenti nazionali.

Verso il vertice decisivo del 12 novembre al MIMIT: la mobilitazione non si ferma

La roadmap della trattativa entra ora nella sua fase più delicata. Dopo i tavoli tecnici a livello regionale, l’attenzione generale converge sulla data di giovedì 12 novembre 2026, giorno in cui è convocato a Roma, presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in via Veneto, il tavolo plenario nazionale alla presenza del ministro Adolfo Urso, dei vertici aziendali di TIM e CallMat, delle delegazioni sindacali e della Regione Basilicata.

«Continueremo a garantire la massima disponibilità al confronto istituzionale, ma senza rinunciare alla nostra autonomia né allo stato di agitazione già proclamato – concludono le segreterie di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL-FPC e UGL TLC –. Il dialogo non significa abbassare la guardia, ma vigilare affinché ogni parola spesa diventi impegno nero su bianco. Non chiediamo promesse generiche ma accordi vincolanti: CallMat deve continuare a vivere e lavorare a Matera, e nessuno dei trecentocinquanta posti di lavoro dovrà essere sacrificato».

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Basilicata, svolta per la Pista Mattei: bando di gara fino a 15 anni. UGL Matera: «Ora investimenti concreti, infrastrutture collegate e occupazione per fermare la fuga dei giovani»

La pubblicazione del bando di gara con concessione fino a 15 anni per l’aviosuperficie Pista Mattei di Pisticci Scalo apre una stagione decisiva per la Basilicata. Pino Giordano, segretario provinciale UGL Matera, promuove l’operato del Commissario Di Sanza e della Regione ma lancia l’avviso: serve un piano industriale integrato con la Valbasento, l’Interporto e la ferrovia per creare posti di lavoro stabili e trattenere le nuove generazioni. 👇

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Pino GIORDANO, UGL Matera

Pisticci Scalo (Matera) – Una delle infrastrutture logistiche più discusse, strategiche e cariche di potenziale della Basilicata giunge a un bivio storico. La pubblicazione ufficiale del bando di gara per l’affidamento in concessione, per una durata massima di 15 anni, della gestione e della valorizzazione dell’aviosuperficie «Pista Mattei» di Pisticci Scalo, in provincia di Matera, segna una svolta attesa da tempo per l’intero comprensorio della Valbasento e per il sistema economico regionale. Un passaggio amministrativo cruciale che punta a trasformare una pista a lungo sottoutilizzata in un nodo logistico e di trasporto aereo moderno, capace di servire sia l’utenza d’affari e industriale sia le rotte di protezione civile, soccorso ed elisoccorso, fino a prospettive di aviazione commerciale e turistica a supporto dei poli di Matera e della costa ionica.

A commentare con fiducia ma al contempo con assoluto pragmatismo l’avvio della procedura è l’UGL di Matera, che per voce del proprio segretario provinciale, Pino Giordano, ha voluto esprimere un giudizio ampiamente favorevole sull’operato delle istituzioni, richiamando tuttavia la politica e il mondo produttivo alla responsabilità della concretezza. Il bando rappresenta le fondamenta, ma l’edificio dello sviluppo lucano andrà costruito attraverso investimenti tangibili, partnership industriali di livello e, soprattutto, ricadute occupazionali dirette e indirette a favore delle maestranze e dei giovani del territorio.

La concessione quindicennale e il rilancio strategico dell’aviosuperficie

La Pista Mattei, intitolata alla memoria del fondatore dell’Eni Enrico Mattei che negli anni Sessanta intuì l’importanza strategica della chimica e delle connessioni veloci per il riscatto del Mezzogiorno, ha vissuto decenni di alterne vicende, promesse di ampliamento e fasi di stallo burocratico. L’attuale bando di gara, strutturato con un orizzonte temporale quindicennale, offre finalmente agli operatori di settore la stabilità finanziaria e contrattuale necessaria per pianificare interventi strutturali, adeguamenti tecnologici e l’attrazione di vettori aerei.

«Riconosciamo con chiarezza il proficuo lavoro svolto dal Commissario straordinario Antonio Di Sanza e l’impegno concreto profuso dai vertici della Regione Basilicata», ha dichiarato Pino Giordano nel suo intervento ufficiale. «La pubblicazione della procedura di evidenza pubblica è un traguardo fondamentale che aspettavamo da anni. Tuttavia, non possiamo fermarci all’atto formale: aver tracciato la strada è un merito, ma ora la vera sfida comincia adesso. Dobbiamo guardare avanti affinché questa straordinaria opportunità non resti un esercizio burocratico, ma si traduca in risultati visibili, misurabili e tangibili per la comunità della Basilicata».

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La rete integrata: Pista Mattei, Interporto di Ferrandina e ferrovia

La tesi cardine sostenuta dal sindacato è che un’aviosuperficie non possa funzionare come una cattedrale nel deserto. Per sprigionare il suo valore competitivo, la Pista Mattei deve essere concepita come parte integrante di una piattaforma intermodale di più ampio respiro, inserendosi in una rete logistica fluida e coordinata con gli altri nodi infrastrutturali della provincia materana.

Secondo l’analisi dell’UGL Matera, la vera moltiplicazione del valore avverrà solo quando il traffico aereo e i servizi tecnici della pista dialogheranno a stretto contatto con l’Interporto di Ferrandina, con i corridoi produttivi della Valbasento, con il completamento e la messa a regime del fondamentale raccordo ferroviario Ferrandina-Matera e con le principali aree industriali del Materano. Un asse ferro-gomma-aria in grado di abbattere l’isolamento storico delle aree interne, agevolare l’export delle filiere agroalimentari e manifatturiere lucane e offrire canali d’accesso privilegiati ai flussi turistici attratti dalla Città dei Sassi e dalla costa metapontina.

Occupazione qualificata e stop all’esodo dei giovani talenti

Nelle parole del segretario provinciale Pino Giordano, il vero e unico termometro del successo dell’operazione non sarà rappresentato dai metri quadrati di asfalto o dalle cerimonie inaugurali, bensì dal numero e dalla qualità dei posti di lavoro generati per il territorio:

«Per noi dell’UGL, l’indicatore autentico dello sviluppo si chiama lavoro. La valorizzazione della Pista Mattei deve viaggiare di pari passo con la nascita di nuove competenze professionali, opportunità di fornitura per il tessuto imprenditoriale locale e prospettive contrattuali stabili, tutelate e altamente qualificate. I nostri giovani continuano a lasciare la Basilicata per cercare dignità professionale altrove: infrastrutture come questa hanno il dovere morale di invertire la rotta, offrendo ragioni concrete per restare e costruire il proprio futuro qui».

L’UGL sottolinea come il settore aeronautico e logistico richieda figure tecniche specializzate: dalla gestione dei servizi di terra alla manutenzione degli aeromobili, dalla sicurezza antincendio alla logistica integrata e al coordinamento delle merci aviotrasportate, creando filiere di alta formazione tecnica che potrebbero vedere coinvolti gli istituti professionali e gli atenei della regione.

Il tavolo di monitoraggio e la cooperazione tra istituzioni e parti sociali

In conclusione del suo appello, l’organizzazione sindacale dichiara la propria disponibilità a sedersi ai tavoli di concertazione regionali per accompagnare e vigilare su ogni singola fase dell’iter di gara. La richiesta indirizzata alla Regione Basilicata è quella di un coordinamento rigoroso, sostenuto da programmazione, fondi chiari e cronoprogrammi certi, lontani da improvvisazioni o logiche autoreferenziali.

«Il nostro atteggiamento verso il progetto Pista Mattei è di sostegno attivo, costruttivo e propositivo», chiosa Giordano. «Chiediamo trasparenza nei tempi, rigore nei controlli e la convocazione periodica delle parti sociali e delle rappresentanze imprenditoriali. Soltanto attraverso un patto di responsabilità tra istituzioni, aziende e lavoratori potremo trasformare una potenziale promessa in una fabbrica di futuro, competitività e benessere sociale per tutti i cittadini lucani».

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Crisi call center e intelligenza artificiale: UGL TLC Basilicata proclama lo sciopero per l’11 novembre contro esuberi e delocalizzazioni

L’UGL TLC Basilicata aderisce allo sciopero generale del settore call center e customer care (CRM/BPO) proclamato per l’11 novembre 2026. L’allarme di Pino Giordano e Mina Saracino contro automazione da AI e delocalizzazioni all’estero: «Il Governo dia garanzie al tavolo del 12 novembre» 👇

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Cosimina SARACINO, Segretaria Provinciale UGL TLC Matera

Potenza – Una mobilitazione generale per difendere il valore del lavoro, fermare l’emorragia occupazionale e impedire che l’avanzata incontrollata dell’Intelligenza Artificiale si traduca in una macelleria sociale per migliaia di famiglie. L’UGL Telecomunicazioni della Basilicata ha formalizzato la propria convinta adesione allo sciopero nazionale proclamato per l’intera giornata di mercoledì 11 novembre 2026 in tutto il comparto del CRM/BPO (Customer Relationship Management e Business Process Outsourcing). La decisione giunge a seguito del fallimento della procedura di raffreddamento e conciliazione svoltasi lo scorso 7 ottobre presso il Ministero del Lavoro, certificando una distanza incolmabile tra le istanze sindacali e le politiche aziendali di un settore strategico ormai al collasso.

L’allarme di Giordano e Saracino: automazione selvaggia e delocalizzazioni minacciano la Basilicata

A delineare con fermezza le motivazioni della protesta sono il segretario regionale UGL Basilicata TLC, Pino Giordano, e la segretaria provinciale della Federazione di Matera, Mina Saracino. I due dirigenti sindacali accendono i riflettori su una realtà territoriale, quella lucana, che negli anni ha trovato nei servizi di assistenza clienti ed esternalizzazione dei processi un bacino occupazionale fondamentale, soprattutto per giovani e donne, oggi esposto a rischi gravissimi di ridimensionamento.

«L’adesione della struttura regionale lucana – spiegano congiuntamente Pino Giordano e Mina Saracino – si inserisce a pieno titolo nel quadro della vertenza nazionale e nasce dalla crescente e legittima preoccupazione per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center. Parliamo di operatrici e operatori sempre più esposti agli effetti devastanti delle trasformazioni tecnologiche selvagge, alle miopi politiche di mero abbattimento dei costi e alla piaga delle delocalizzazioni all’estero. L’introduzione sempre più estesa e non adeguatamente regolamentata di processi di automazione basati sull’Intelligenza Artificiale, insieme allo spostamento continuo di volumi di attività oltreconfine, sta alimentando un clima di insostenibile incertezza».

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«L’innovazione non può cancellare il lavoro»: la necessità di una transizione digitale etica

Il sindacato denuncia come diverse importanti aziende del settore abbiano già preannunciato o avviato procedure formali di riduzione del personale ed esuberi. Un campanello d’allarme rosso fuoco che impone alle istituzioni lucane e nazionali un immediato cambio di paradigma: la transizione tecnologica non può essere lasciata all’arbitrio del profitto finanziario né ridursi a un mero pretesto per sostituire l’apporto umano con chatbot e algoritmi generativi.

«Anche in Basilicata – incalzano Giordano e Saracino – dobbiamo mantenere altissima la guardia. La tutela dell’occupazione e la salvaguardia delle competenze professionali rappresentano un valore insostituibile per l’intero ecosistema delle telecomunicazioni. Il progresso tecnico deve essere governato da regole chiare, responsabilità sociale d’impresa e politiche industriali lungimiranti capaci di armonizzare innovazione e dignità del lavoro. Non è eticamente né economicamente tollerabile un modello di sviluppo fondato unicamente sulla compressione del costo del lavoro e sulla progressiva espulsione di lavoratori specializzati».

Il tavolo ministeriale del 12 novembre: «Basta dichiarazioni d’intenti, servono impegni vincolanti»

Lo sciopero generale dell’11 novembre si collocherà alla vigilia di una data cruciale: giovedì 12 novembre è infatti calendarizzata la convocazione del Tavolo Nazionale delle Telecomunicazioni alla presenza dei ministri competenti. Per l’UGL TLC si tratterà dell’ultimo banco di prova per verificare se il Governo intenda mettere in campo misure strutturali o limitarsi a promesse interlocutorie.

«La convocazione del tavolo ministeriale è senza dubbio un passaggio rilevante – concludono i segretari Pino Giordano e Mina Saracino – ma adesso è improrogabile passare dalle analisi accademiche agli impegni concreti e vincolanti. Il settore attende una vera e propria clausola sociale per l’AI, incentivi legati al mantenimento dei perimetri occupazionali sul territorio nazionale e un freno severo alle delocalizzazioni mascherate. L’UGL TLC Basilicata farà sentire con forza la propria voce durante lo sciopero dell’11 novembre e porterà le istanze della terra lucana al confronto istituzionale. Perché l’innovazione deve generare benessere e nuove opportunità, non cancellare la dignità di chi lavora».

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Vertenza CallMat Matera, asse unitario dei sindacati per salvare l’occupazione: assemblee con i lavoratori e pressing su azienda e istituzioni

Vertenza CallMat Matera, fronte comune di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL e UGL Telecomunicazioni: assemblee unitarie per difendere l’occupazione e le commesse nel polo dei servizi lucano. Il pressing su azienda e istituzioni per una soluzione industriale definitiva nel nostro articolo completo 👇

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Vertenza Callmat

Matera – La difesa intransigente dei livelli occupazionali, la tutela della dignità professionale di centinaia di famiglie e la ricerca di una soluzione industriale definitiva che scongiuri l’ennesimo impoverimento produttivo del Mezzogiorno. Si intensifica e si compatta l’azione delle organizzazioni sindacali attorno alla delicata vertenza che interessa il sito operativo di CallMat a Matera, uno dei principali presidi occupazionali nel settore delle telecomunicazioni e dei servizi di contact center della Basilicata. Le Segreterie Regionali di categoria di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni, insieme al coordinamento delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) aziendali, hanno promosso una serie di partecipate assemblee con le lavoratrici e i lavoratori per fare il punto sullo stato delle trattative e concordare le prossime tappe della mobilitazione.

Gli incontri con il personale hanno visto la partecipazione corale dei massimi vertici territoriali delle sigle sindacali: al tavolo dei relatori sono intervenuti i segretari regionali Anna Russelli (SLC-CGIL), Vincenzo Piccinni (FISTEL-CISL), Pino Giordano (UILFPC-UIL), Giovanni Letterelli (UGL Telecomunicazioni) e la segretaria provinciale di Matera dell’UGL TLC, Mina Saracino. Nel corso del confronto è stato condiviso il resoconto dettagliato delle interlocuzioni avviate finora con il management aziendale e con le istituzioni pubbliche, sottolineando l’importanza di mantenere una trasparenza informativa totale verso una forza lavoro che da mesi convive con l’angoscia della precarietà contrattuale.

Unità sindacale e interlocuzione a 360 gradi: «Serve un’intesa concreta e duratura»

La vertenza CallMat si inserisce all’interno di un contesto settoriale complesso e altamente competitivo, dove le trasformazioni tecnologiche, l’automazione dei processi tramite intelligenza artificiale e la continua ridefinizione dei volumi di traffico da parte dei grandi committenti telefonici nazionali mettono costantemente a repentaglio la stabilità dei contact center nel Mezzogiorno. Di fronte a questo scenario, la linea espressa congiuntamente dalle quattro sigle sindacali fa leva sul valore insostituibile dell’unità e del senso di responsabilità: «Soltanto attraverso il coinvolgimento attivo, sincero e coordinato di tutte le parti interessate — azienda, organizzazioni sindacali, istituzioni locali e Governo nazionale — sarà possibile individuare una soluzione concreta e duratura nel tempo».

«Il nostro impegno quotidiano prosegue con la ferma determinazione di favorire un dialogo a 360 gradi», hanno ribadito i segretari durante le assemblee. «Non cerchiamo lo scontro fine a se stesso, ma un confronto strutturato capace di mettere a nudo le criticità, avvicinare le posizioni e creare le precondizioni indispensabili per superare una fase di stallo che si protrae ormai da troppo tempo. La priorità assoluta e non negoziabile resta la salvaguardia integrale dell’organico aziendale e la garanzia di un piano di sviluppo solido che restituisca serenità e certezze alle lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno garantiscono la continuità e la qualità dei servizi erogati dal sito lucano».

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Vigilanza massima sul tavolo istituzionale: «Non accetteremo soluzioni tampone»

Se da un lato le parti sociali confermano la propria piena disponibilità a sedersi a qualsiasi tavolo negoziale utile a raggiungere un’intesa condivisa, dall’altro l’attenzione sui prossimi passaggi operativi resta altissima. I sindacati hanno chiarito senza ambiguità che il tempo delle rassicurazioni verbali è scaduto: l’evoluzione della vertenza verrà monitorata passo dopo passo, pretendendo che agli annunci seguano impegni contrattuali stringenti, investimenti sulla formazione continua e la salvaguardia delle commesse strategiche che alimentano le postazioni materane.

«L’auspicio è che il lavoro meticoloso svolto unitariamente fino a oggi e il confronto aperto con l’azienda e con gli assessorati competenti della Regione Basilicata possano favorire un esito positivo in tempi rapidi», conclude la nota congiunta di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL TLC. «Matera non può permettersi di disperdere un patrimonio professionale e occupazionale così rilevante, composto in larghissima parte da giovani e donne che rappresentano l’ossatura economica della comunità locale. Continueremo a batterci con ogni strumento a nostra disposizione affinché la responsabilità sociale d’impresa prevalga sulle logiche di mero contenimento dei costi, restituendo dignità, stabilità e futuro a chi lavora in CallMat».

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