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TALK, FUMETTI, INCONTRI CON GLI AUTORI, LABORATORI E CI-NEMA: DAL 18 AL 24 MAGGIO A GARBAGNATE MILANESE È TEMPO DI LIBRI IN CORTE

La biblioteca civica Corte Valenti ospiterà l’undicesima edizione
della manifestazione letteraria alla quale parteciperanno, tra gli altri, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, gli scrittori Rosa Teruzzi, Luca Crovi
ed Emilio Cozzi e gli sportivi Marcello Cuttitta e Dino Meneghin

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Locandina Libri in Corte 2026

Redazione-  Torna anche quest’anno, da lunedì 18 a domenica 24 maggio, l’appuntamento con Libri in Corte, la rassegna di Garbagnate Milanese dedicata alla lettura. Come di consueto, la manifestazione, organizzata dall’amministrazione comunale è giunta all’undicesima edizione, si svolgerà principalmente presso la biblioteca Corte Valenti (via Monza 12) e anche in questa occasione porterà a Garbagnate nomi di spicco e personaggi famosi, tra cui gli scrittori Luca Crovi, Rosa Teruzzi ed Emilio Cozzi, gli sportivi Dino Meneghin e Marcello Cuttitta, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e l’attore Ermes Frattini. In programma presentazioni di libri, incontri con gli autori, talk, approfondimenti, laboratori ma non solo.

Si partirà lunedì 18 maggio (ore 17.30) presso il Centro Vari.Età di via Bolzano 22, dove la psicoterapeuta Susanna Baldi presenterà il saggio Il coraggio di ricordare. Quando la memoria cura, edito da Montaonda. L’autrice, che è anche istruttrice di mindfulness e formatrice di lunga esperienza, ritiene che la scelta coraggiosa di raccontare le proprie esperienze dolorose possa permettere al ricordo, se opportunamente elaborato e analizzato, di diventare curativo, aiutando a ricucire le ferite psicologiche lasciate dal trauma. Nel libro, Baldi svela momenti intimi della sua vita di donna, descrive episodi storici, luoghi ed immagini che, insieme, diventano i tasselli di un cammino di consapevolezza personale e, al tempo stesso, di formazione professionale.

Da non perdere, giovedì 21 maggio, l’evento dedicato ad una grande figura della musica italiana: la proiezione, presso il Cinema Teatro Italia (via Varese 29, ore 20.45, biglietto 5 euro), del biopic Franco Battiato – Il lungo viaggio. Diretto da Renato De Maria, la pellicola narra il percorso di formazione del celebre cantautore (interpretato da Dario Aita), dagli esordi nella sua Sicilia fino all’arrivo nella Milano degli anni Settanta e, infine, al ritorno nella terra d’origine. Il film è anche il racconto di un viaggio interiore, in cui la natura dell’artista si trasforma grazie all’amicizia con la scrittrice svizzera Fleur Jaeggy, al rapporto con la madre e a incontri fondamentali come quelli con il musicista Juri Camisasca e la cantante Giuni Russo, fino allo storico sodalizio con il violinista, compositore e direttore d’orchestra Giusto Pio. Coprodotta da Rai Fiction e Casta Diva Pictures, l’opera celebra la vita e le passioni di uno dei più grandi esponenti della musica italiana. Sarà presente in sala e verrà intervistato per l’occasione da Luca Malini l’attore lombardo Ermes Frattini, che nel film interpreta Juri Camisasca.

Venerdì 22 maggio Libri in Corte tornerà nella sua sede tradizionale, la biblioteca Corte Valenti, con una serata imperdibile per gli appassionati di sport: il leggendario cestista Dino Meneghin e il celebre rugbista Marcello Cuttitta parteciperanno alla presentazione di Tre cuori e una palla ovale (ed. La Memoria del Mondo) insieme all’autore, lo scrittore e giornalista Raffaele Geminiani (ore 20.30, sala convegni). L’opera è una biografia romanzata dei tre fratelli Cuttitta: Michele, Marcello e Massimo, nati a Latina ma cresciuti in Sudafrica negli anni Settanta e Ottanta, dove scoprirono la passione per il rugby. Rientrati in Italia, i gemelli Marcello e Massimo si affermarono ad alti livelli nello sport: con l’Amatori Milano (poi Milan) vinsero quattro scudetti e una Coppa Italia e in Nazionale si laurearono Campioni d’Europa nel 1997, ottenendo così il primo successo dell’Italia a livello internazionale. Marcello diventò poi allenatore e con 26 mete è tuttora il miglior realizzatore della storia della Nazionale italiana di rugby.

A seguire, l’ex campionessa di ciclismo Morena Tartagni parlerà con Raffaele Geminiani di Volevo fare la corridora (Ediciclo), biografia scritta da Gianluca Alzati nella quale si raccontano la sua passione per le due ruote e le tante battaglie, sportive e non, di cui è stata protagonista. Prima atleta azzurra a salire sul podio dei Mondiali di ciclismo su strada nel 1968 a Imola, Tartagni ha poi stabilito il record del mondo dei 3 km su pista, ha vinto altre due medaglie d’argento ai Mondiali e ha ottenuto dieci titoli italiani su strada e su pista. In tempi difficili per il ciclismo femminile, ha lottato contro i pregiudizi e, grazie alla sua determinazione, ha collezionato complessivamente ben cento vittorie in carriera. Una volta scesa dal sellino, la campionessa romagnola ha ricoperto importanti ruoli nella Federazione ciclistica italiana ed è stata assessore allo sport e alle politiche giovanili nel comune di Senago (in provincia di Milano).

Sabato 23 maggio sarà una giornata ricca di appuntamenti in biblioteca: si comincerà con un laboratorio interattivo (ore 16) rivolto ai più giovani, a partire dai 10 anni di età, con il fumettista Gianfranco Florio, da tempo collaboratore di Disney e autore di strisce su Topolino, Paperinik, Paperino ma non solo. Il workshop (gratuito fino a esaurimento posti) insegnerà ai ragazzi il linguaggio del fumetto, come disegnare un personaggio e alcuni trucchi del mestiere. Per iscrizioni: tel. 0278618700; email: biblioteca@comune.garbagnate-milanese.mi.it.

Alle 17, in sala convegni, lo scrittore milanese Luca Crovi presenterà Andrea Camilleri. Una storia (Salani editore). L’autore siciliano, diventato celebre a quasi sessant’anni con la creazione del personaggio del commissario Salvo Montalbano, viene qui riscoperto come un uomo poliedrico e dalla storia sorprendente: il racconto della sua vita parte dall’infanzia, quando Camilleri era un bimbo innamorato dei gialli di George Simenon. Poi si parlerà delle sue esperienze professionali come registra teatrale e autore televisivo e, infine, dei suoi incontri con personalità di spicco del secolo scorso, da Luigi Pirandello a Robert Capa, da Papa Giovanni XXIII a Pier Paolo Pasolini, da Leonardo Sciascia a Elvira Sellerio, la sua storica editrice, alla quale è stato legato da un profondo legame di amicizia, andato oltre il semplice rapporto autore-editore.

Alle 18 sarà la volta della giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva monzese Rosa Teruzzi, che porterà a Garbagnate il suo nuovo giallo intitolato Trappola nella nebbia (Sonzogno). Nell’ultimo capitolo della serie dei “delitti del casello”, una misteriosa figura avvolta nella foschia milanese uccide brutalmente l’ambiziosa pm Mimma Arrigoni che la protagonista, la fioraia-detective Libera Cairati, conosce fin troppo bene. Mentre la polizia arranca, tra appostamenti, bugie e false piste, la Miss Marple del Giambellino scoprirà la verità solo grazie all’aiuto dell’affiatatissima squadra che l’accompagna in tutte le indagini, in una nuova avventura che questa volta la coinvolgerà molto da vicino. L’incontro con l’autrice, a cura di Luca Malini, sarà seguito da un aperitivo.

A chiudere la giornata, alle ore 20.30, la sala convegni ospiterà Giuseppe Valditara, il ministro dell’Istruzione e del Merito, che discuterà con Raffaele Geminiani del saggio La rivoluzione del buon senso. Per un Paese normale (Guerini e Associati). Partendo da un’attenta analisi storica, Valditara propone una riflessione che auspica il ripristino del fondamentale principio del buon senso: una svolta culturale basata sui principi della centralità della persona, del rispetto, della responsabilità individuale, dell’importanza del lavoro e della consapevolezza della nostra identità. Durante la serata si svolgerà la premiazione dei vincitori delle borse di studio riservate agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado di Garbagnate Milanese.

Anche l’ultima giornata di Libri in Corte, quella di domenica 24 maggio, si svolgerà tutta in Corte Valenti: alle ore 10 prenderà vita il laboratorio Land art. La natura è arte, curato da Cristina Ursino e finalizzato a stimolare l’osservazione e la creatività. I partecipanti saranno invitati a osservare la natura e a contemplarne la bellezza, facendo una breve passeggiata nel parco adiacente la biblioteca, durante la quale sceglieranno i materiali naturali utili all’opera che poi creeranno insieme. La partecipazione è gratuita fino a esaurimento posti (iscrizioni: tel. 0278618700; email biblioteca@comune.garbagnate-milanese.mi.it). Nel pomeriggio, dalle 16 in poi, Luca Malini dialogherà con tre scrittori del territorio: l’insegnante Cristina Maria Renzi presenterà Un’altra montagna (END Edizioni), raccolta di racconti ambientati nella valdostana Val d’Ayas, ai piedi del massiccio del Monte Rosa, dove si intrecciano passato e presente, esperienze e storie di generazioni diverse che in montagna trovano risposte alle proprie inquietudini, tra paesaggi, silenzi e incontri. Un’altra raccolta di racconti, firmati da Mario Franchi, è il libro intitolato Le tredici farfalle (EurArte), che ruota intorno al tema della gentilezza, di cui la farfalla è un simbolo per la delicatezza con cui vola di fiore in fiore. Infine, il giornalista Corrado Montrasi, esperto di Borsa e trading, introdurrà il pubblico al Galateo della finanza e degli affari.

L’undicesima edizione di Libri in Corte si concluderà (alle ore 18) con un evento… spaziale: Raffaele Geminiani incontrerà il giornalista e divulgatore scientifico Emilio Cozzi, coautore insieme all’astronauta Luca Parmitano di Camminare tra le stelle (Feltrinelli). Rivolto principalmente ai giovani lettori, il volume è una chiacchierata tra Cozzi e Parmitano, il primo italiano ad aver comandato una missione sulla stazione spaziale internazionale e ad aver compiuto una “passeggiata” extraveicolare. Ma com’è arrivato lassù? E perché si va nello spazio? Come si svolge una giornata-tipo su una navicella spaziale? Stimolato dalle domande di Cozzi, nel libro Parmitano risponde a queste curiosità, raccontando la propria storia e spiegando l’importanza non solo delle missioni nello spazio, ma anche della perseveranza nell’inseguire i propri sogni, grandi o piccoli che siano. A conclusione dell’evento verrà offerto un rinfresco.

Sarà possibile acquistare le opere presentate nel corso di Libri in Corte presso il bookshop a cura della libreria La Memoria del Mondo di Magenta (Mi).

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L’UMANO RITROVATO: DALL’ARTE PROFETICA DI GUADAGNUOLO ALL’ENCICLICA DI PAPA LEONE XIV, UN CERCHIO CHE SI CHIUDE E SI RIAPRE

Un ponte tra passato e futuro: nel 1981, l’artista Francesco Guadagnuolo anticipava con la sua “Humanitas” le sfide dell’era digitale. Oggi, la “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV risponde a quella profezia, riaffermando la dignità umana. 🎨📜
#Humanitas #FrancescoGuadagnuolo #PapaLeoneXIV #Transrealismo

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1 Francesco Guadagnuolo Humanitas Cartella di sei acqueforti

Redazione-  C’è un momento nella storia in cui l’arte non si limita a raccontare il mondo, ma lo precede, lo intuisce, lo presagisce. È il caso di Francesco Guadagnuolo e della sua cartella di acqueforti “Humanitas”, pubblicata quarantacinque anni fa, nel lontano 1981. Allora, nessuno avrebbe potuto immaginare che quelle immagini incise – ferite eppure luminose, interroganti e profonde – sarebbero diventate oggi la matrice simbolica di una riflessione globale sulla dignità dell’uomo nell’era dell’intelligenza artificiale. Eppure, questo straordinario allineamento si è compiuto con la pubblicazione dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, chiudendo un cerchio temporale e tematico che riapre, con forza rinnovata, il dialogo sull’essenza dell’essere umano.

La Profezia dell’Immagine: “Humanitas” di Guadagnuolo (Maggio 1981)

Quando nel maggio del 1981 Francesco Guadagnuolo incise le sue sei acqueforti intitolate “Humanitas”, non stava semplicemente raffigurando la condizione umana; stava, con una lucidità quasi diagnostica, anticipando un futuro. Le sue figure, sospese tra mito e rovina, tra pietà e disfacimento, non erano ancorate a un tempo storico preciso, ma apparivano come corpi in transito, esseri umani attraversati da una tensione non solo spirituale ma profondamente antropologica.

Già allora, critici e figure ecclesiastiche ne avevano colto la profondità. L’Arcivescovo Giovanni Fallani riconosceva come l’opera riavvicinasse ciascuno al proprio “problema umano e cristiano”. Mons. Ennio Francia la definì “necessaria”, mentre il Vescovo Pietro Garlato vi intravedeva la lotta tra finitudine e salvezza. Il filosofo Vittorio Stella e il critico letterario Ferruccio Ulivi ne esaltavano rispettivamente il movimento verso l’attuazione dell’essere e la memoria stratificata d’Europa. Ma nessuno poteva ancora scorgere la sua dimensione autenticamente profetica.

In quelle sei acqueforti, Guadagnuolo anticipava con sorprendente precisione: la dissoluzione dell’identità nell’era tecnologica, la potenziale perdita del volto umano nel dominio delle macchine, l’urgente necessità di una nuova etica della persona, la fragilità dell’uomo di fronte a poteri invisibili e, infine, la speranza come unica soglia di salvezza. Guadagnuolo non si limitava a rappresentare l’uomo; lo interrogava, ancor prima che il mondo rischiasse di smarrirlo.

“Magnifica Humanitas”: L’Enciclica che risuona (Maggio 2026)

Oggi, 25 maggio 2026, la pubblicazione della prima lettera Enciclica di Papa Leone XIV, intitolata appunto “Magnifica Humanitas”, segna un punto di svolta. Il testo affronta apertamente le minacce contemporanee: l’alienazione tecnologica, la manipolazione algoritmica, la perdita di libertà nell’era digitale. È un documento che pone al centro la dignità umana, la custodia dell’identità, il rischio di disumanizzazione, la necessità di un’etica globale per l’intelligenza artificiale e la difesa dell’uomo come fine, non come semplice dato.

Ciò che colpisce non è solo il contenuto, ma la risonanza del titolo. Quel “Humanitas” nel titolo dell’Enciclica sembra un richiamo, un’eco che attraversa quarantacinque anni di storia. Guadagnuolo aveva intravisto il pericolo prima che il pericolo avesse un nome, e ora il Pontefice riafferma, con la massima autorità morale, la centralità di quell’Umano che l’artista aveva già posto al centro della sua indagine.

Il Transrealismo come Spazio Profetico

Il Transrealismo, movimento che Guadagnuolo ha fondato e sviluppato con Antonio Gasbarrini, non è mai stato un mero movimento estetico, ma una vera e propria postura metafisica. È la convinzione che la realtà non sia un dato statico, ma una soglia; che l’uomo non sia un organismo finito, ma un passaggio; che l’immagine non sia una superficie, ma un varco attraverso cui giungere al mistero. In questo contesto, l’uomo non è più davanti al mistero, ma dentro il mistero. Ed è proprio questa la chiave profetica che collega indissolubilmente il maggio del 1981 al maggio del 2026.

Mentre l’arte italiana si appresta a festeggiare, il 30 maggio 2026, i settant’anni dell’artista Guadagnuolo, il mondo riconosce che la sua “Humanitas” non è un’opera del passato, ma un’opera del futuro, un faro che ha illuminato le sfide che ora ci troviamo ad affrontare globalmente. L’incisore del 1981 e il Maestro del Transrealismo del 2026 si guardano attraverso le pieghe del tempo, e per un istante, il tempo stesso si lascia attraversare. L’Humanitas ritorna, continua, si compie e si rinnova.

Francesco Guadagnuolo, entrando nei suoi settant’anni, non celebra un semplice anniversario, ma un destino che ha unito arte e teologia, immagine e parola, la sua Sicilia al mondo intero, l’uomo all’infinito. La sua “Humanitas” è la prima pietra di una nuova antropologia, e la “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV si inserisce, con autorevolezza, nel cuore del dibattito contemporaneo sull’Umano.

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CORPI PERMEABILI E DESTINI COSMICI: L’ARTE DI ARAMINTA BLUE DIALOGA CON IL MITO A PALAZZO DELLA PENNA

Il corpo come soglia e il destino come forza invisibile: Araminta Blue porta a Perugia una mostra intensa dove la pittura dialoga con il mito e l’architettura. Un viaggio unico tra luce, notte e vento che trasforma Palazzo della Penna in un’esperienza sensoriale da non perdere. 🌬️🖼️
#AramintaBlue #PalazzoDellaPenna #ArteContemporanea #PerugiaEventi

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Heat of the day Aramita Blu Foto via Gallery Rosenfeld

Redazione-  Perugia si prepara a un evento artistico di rara intensità. Dal 13 giugno al 26 luglio, le sale di Palazzo della Penna – Centro per le arti contemporanee diventano il palcoscenico di Venti Trasversali, la mostra personale dell’artista britannica Araminta Blue. Curata da Riccardo Freddo, l’esposizione non è una semplice rassegna pittorica, ma un profondo esercizio di risonanza tra l’arte contemporanea internazionale e il prezioso patrimonio storico del museo umbro.

Un dialogo tra secoli

Situato sopra i resti di un antico anfiteatro romano, Palazzo della Penna è un luogo dove il tempo è stratificato. Qui, le opere di Araminta Blue – oli intensi, materici, capaci di vibrare come visioni – si inseriscono tra gli affreschi ottocenteschi di Antonio Castelletti. È un confronto serrato tra il mito classico, incarnato dalle figure di Elena, Paride e Apollo, e la sensibilità contemporanea che indaga il corpo come territorio di confine.

La rassegna, realizzata in collaborazione con la Rosenfeld Gallery e Le Macchine Celibi, trasforma il palazzo in un dispositivo narrativo. L’artista, nata nel 1990 e formatasi alla Slade School of Art di Londra, utilizza la pittura a olio con una fluidità sperimentale: la tela diventa un campo di forze dove il colore viene diluito fino a sembrare acquerello, oppure addensato in strati quasi geologici, che ricordano l’argilla o il cemento.

La maternità come soglia

Al centro della ricerca di Blue vi è il corpo, inteso non come entità chiusa, ma come membrana permeabile. La maternità viene esplorata come condizione simbolica e ambigua: “il ventre si fa materia densa, quasi geologica”, spiega il curatore Riccardo Freddo, sottolineando come la pittura dell’artista renda visibile l’esposizione continua dell’essere umano alle forze invisibili – emotive e naturali – che oggi, al posto degli antichi dei, modellano il nostro destino.

Il percorso espositivo si articola come un crescendo emotivo, diviso in tre momenti chiave: la luce, la notte e il vento.

Nella prima sezione, la luce è una soglia percettiva, che svela corpi sospesi tra realtà e desiderio. Con il calare della notte, l’atmosfera si fa introspettiva: nei lavori dell’artista, il torso umano si trasforma in un portale verso l’invisibile, un luogo in cui le memorie personali incontrano le grandi proiezioni universali. Infine, la sala del vento rappresenta la sintesi suprema: qui le figure lottano tra radicamento e slancio, trovando nella vulnerabilità estrema – come nell’opera Verità di burrasca – una forma radicale di adesione alla vita.

Un’esperienza immersiva

Venti Trasversali è un invito a guardare oltre la superficie delle cose. Araminta Blue, attraverso una tecnica che rende visibile il processo creativo – tra segni cancellati e stratificazioni traslucide – ci ricorda che l’identità è un equilibrio precario, costantemente modellato da correnti invisibili.

Per gli amanti dell’arte e per chi cerca nel museo non solo memoria, ma una sfida intellettuale e visiva, l’appuntamento di Palazzo della Penna è imperdibile. È l’occasione per osservare come il contemporaneo riesca a dialogare con la storia, infondendo nuova energia alle pareti antiche e restituendo al visitatore una riflessione lucida, coraggiosa e profondamente umana sulla libertà e sulla nostra presenza nel mondo.

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L’INGEGNERIA DEL CUORE: SIMONA BISILLO E IL VIAGGIO POETICO ATTRAVERSO LE STAGIONI DELL’ANIMO

Scopri “In viaggio attraverso le stagioni dell’animo”, la nuova raccolta di Simona Bisillo: un cammino poetico essenziale per trasformare ogni inverno interiore in una nuova primavera di consapevolezza. 🍂🌸 Un’opera profonda che insegna il coraggio di ascoltarsi e rinascere. 📖✨
#SimonaBisillo #AlettiEditore #PoesiaContemporanea #SezioniDellAnimo

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Copertina In viaggio attraverso le stagioni dellanimo

Redazione-  Esiste una geografia invisibile che appartiene a ognuno di noi: una mappa fatta di picchi di gioia, abissi di incertezza e distese di silenzio. Per orientarsi in questo territorio spesso selvaggio, serve una bussola capace di segnare non il Nord, ma il senso del nostro divenire. Questa bussola è oggi racchiusa in “In viaggio attraverso le stagioni dell’animo”, la nuova silloge poetica di Simona Bisillo, pubblicata nella prestigiosa collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore.

L’opera non è una semplice raccolta di versi, ma un invito a rallentare e osservare il ciclo metamorfico che ci abita. Simona Bisillo, ingegnere di professione residente a Cisterna di Latina, porta nella sua scrittura una precisione quasi strutturale che, paradossalmente, si scioglie in una sensibilità lirica profonda. Per l’autrice, le stagioni non sono solo fenomeni meteorologici, ma potenti metafore del cambiamento interiore: inevitabile, ciclico e necessario.

Un itinerario tra fragilità e rinascita

Il viaggio proposto dalla Bisillo segue un ritmo ancestrale. Si parte dall’Autunno, il tempo dei dubbi e del “lasciar andare”, dove le foglie cadute liberano spazio per ciò che verrà. Si attraversa l’Inverno, definito dall’autrice come la tappa più complessa: una stagione di silenzio meditativo che sfida il frastuono della società contemporanea e l’obbligo costante di apparire. È qui, nel gelo apparente, che l’animo impara a stare con se stesso, scoprendo una fecondità insospettabile.

Il percorso prosegue poi verso la Primavera, con i suoi primi timidi germogli di trasformazione, per approdare infine all’Estate, simbolo di piena consapevolezza e maturità. «Le stagioni sono qualcosa che tutti noi conosciamo – spiega Simona Bisillo – ma che spesso non osserviamo davvero. È un modo per dare voce a ciò che spesso resta inespresso, per riconoscersi e forse sentirsi meno soli».

La poetica della sottrazione

La cifra stilistica della Bisillo è la purezza. L’autrice opera una costante “pulizia del superfluo”, lavorando per sottrazione. I suoi versi sono brevi, incisivi, spogliati di orpelli e sovrastrutture. Questa ricerca dell’essenziale riflette l’equilibrio tra le sue due anime: quella razionale dell’ingegnere e quella vibrante della poetessa. Invece di scontrarsi, queste due forze si intrecciano, permettendo alla Bisillo di “ripulire” l’emozione fino a trovarne il nucleo universale, quel frammento di verità in cui ogni lettore può rispecchiarsi.

Come sottolinea il maestro Giuseppe Aletti nella prefazione, il libro non segue una narrazione lineare, ma propone un percorso emotivo fatto di esitazioni e metamorfosi. È un elogio della fragilità intesa come forza motrice della vita.

Dalla solitudine al Salone del Libro

L’opera, disponibile anche in formato e-book, ha già varcato confini importanti, venendo esposta negli spazi di Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino (maggio 2026). Un traguardo significativo per un libro nato in un momento di intima riflessione. «Portarlo in un contesto così importante significa dargli voce, condividerlo, lasciarlo andare verso gli altri. È il passaggio più difficile, ma anche il più bello», confessa l’autrice.

“In viaggio attraverso le stagioni dell’animo” si rivolge a chi non teme il cambiamento e a chi sa che, per fiorire, bisogna prima avere il coraggio di attraversare il proprio inverno. È un monito a non aver fretta: anche nell’incertezza dell’autunno è già custodito, silenzioso, il seme del nuovo che avanza.

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