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LE PAROLE COME STRUMENTO DI LIBERTÀ: VERA GHENO INCONTRA GLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO DI CARSOLI

L’uso consapevole delle parole come atto di cittadinanza: il Liceo Scientifico di Carsoli riflette sul valore del linguaggio con Vera Gheno.
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LE PAROLE COME STRUMENTO DI LIBERTÀ: VERA GHENO INCONTRA GLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO DI CARSOLI

Redazione-  La sociolinguista e saggista Vera Gheno è stata ospite della Sala Polifunzionale di via Genova a Carsoli per un incontro conclusivo con gli studenti del locale Liceo Scientifico, evento che ha segnato il culmine di un percorso di approfondimento dedicato al suo saggio “Grammamanti”, edito da Einaudi. L’appuntamento ha offerto a ragazze e ragazzi l’occasione di dialogare sul peso specifico del linguaggio, analizzando come la cura delle parole sia, di fatto, un atto di cittadinanza attiva e uno strumento per decodificare le complessità della società contemporanea.

Il percorso didattico, che ha impegnato gli studenti durante l’intero anno scolastico, non si è limitato alla semplice analisi testuale, ma ha esplorato il legame profondo tra lingua e pensiero. L’obiettivo condiviso da docenti e relatrice era quello di mostrare come la comunicazione non sia un esercizio stilistico fine a se stesso, bensì il pilastro su cui poggiano le relazioni umane e la proiezione delle ambizioni future. Il confronto diretto con l’autrice ha trasformato la teoria in pratica, permettendo ai giovani di interrogarsi su temi quali l’uso consapevole dei termini, l’evoluzione dei registri comunicativi e la responsabilità che deriva dall’utilizzo del linguaggio, specialmente in un’epoca dominata dalle piattaforme digitali.

L’evento si inserisce all’interno del progetto didattico denominato “Una chiacchierata con…” e rientra nel circuito nazionale “Lo struzzo a scuola”, un’iniziativa che punta a diffondere l’amore per la lettura tra i banchi di scuola, trasformando l’approccio ai libri in un’esperienza di crescita collettiva. La presenza di una figura di spicco nel panorama della divulgazione scientifica come Gheno ha permesso di dare concretezza a queste finalità, rendendo la scrittura e la linguistica materie vive, capaci di parlare alle nuove generazioni con un linguaggio accessibile ma rigoroso.

Dietro la riuscita dell’incontro si cela un lavoro di programmazione meticoloso. Le docenti Lara Errera e Cristina Taiti hanno curato l’intero percorso formativo, guidando gli alunni passo dopo passo nella comprensione dell’opera. Il successo della giornata è stato inoltre supportato da una rete di collaborazioni locali, che ha visto il coinvolgimento attivo di Roberta Rubini, da tempo impegnata nella valorizzazione delle attività culturali sul territorio, e di Giancarlo Schiavoni, responsabile dell’associazione “Il mondo in una stanza”. Un tassello fondamentale per il coordinamento logistico è giunto dal dottor Antonio Liturri, referente di area per “Lo struzzo a scuola”, che ha facilitato l’interazione tra l’ambiente scolastico e la realtà editoriale nazionale.

L’iniziativa ha ribadito l’importanza della scuola come presidio di pluralismo e confronto, uno spazio dove gli studenti possono allenare il pensiero critico e imparare a padroneggiare gli strumenti necessari per abitare il presente con consapevolezza. In un mondo in cui la velocità della comunicazione rischia spesso di appiattire il significato dei concetti, l’incontro con Vera Gheno ha restituito alla parola la sua dignità di cantiere aperto, dove ogni studente può costruire la propria identità civile.

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Territorio

Festival Adriatica Cabaret a Lanciano: trionfa Denny Napoli

🚨 TRIONFO A LANCIANO: SI CHIUDE CON UN SUCCESSO DA TUTTO ESAURITO IL FESTIVAL ADRIATICA CABARETSi spengono i riflettori sulla XXVI edizione del Festival Nazionale Adriatica Cabaret, e Piazza d’Armi alle Torri Montanare di Lanciano celebra una chiusura trionfale. Oltre tre ore e mezza di spettacolo condotto magistralmente da Carolina Sardelli hanno entusiasmato una platea gremita in ogni ordine di posto. 🎭🏆Il verdetto delle giurie ha incoronato il grandissimo talento siciliano Denny Napoli, vincitore assoluto del prestigioso “Delfino d’Oro”, mentre il “Delfino d’Argento” è andato ad Adel. La serata finale è stata impreziosita dal conferimento del Delfino d’Oro alla carriera al maestro della comicità Francesco Paolantoni e dai premi speciali a Ivaldo Rulli (per i suoi 25 anni alla guida del festival) e al manager Gigi Esposito. Grande soddisfazione espressa dal nuovo direttore artistico Matteo Cotellessa per un successo che proietta la kermesse, patrocinata da Comune e Regione Abruzzo, verso traguardi ancora più ambiziosi. 🐬✨👇 Qual è il tuo comico preferito della scena italiana contemporanea? Dicci la tua nei commenti!Scopri tutti i dettagli sulle premiazioni e le foto della finale nel nostro articolo.#AdriaticaCabaret #Lanciano #DennyNapoli #FrancescoPaolantoni #MatteoCotellessa #TorriMontanare #CabaretItaliano #AbruzzoCultura

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ph. Saverio Fratini

Lanciano – Nel panorama italiano delle rassegne dedicate alla comicità e all’avanguardia del teatro umoristico, il consolidamento dei festival storici rappresenta un indicatore fondamentale per misurare lo stato di salute dell’industria dello spettacolo dal vivo. La ventiseiesima edizione del Festival Nazionale Adriatica Cabaret si è conclusa registrando uno straordinario successo di critica e un’affluenza di pubblico senza precedenti. La storica manifestazione ha trovato la sua collocazione ideale nella suggestiva cornice architettonica di Piazza d’Armi, all’interno del complesso monumentale delle Torri Montanare a Lanciano, in provincia di Chieti. L’evento, promosso dall’Associazione di spettacolo Adriatica Cabaret e sostenuto dai patrocini istituzionali dell’assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo e del Comune di Lanciano, ha fatto registrare il tutto esaurito. Il pubblico ha assistito a una maratona artistica di oltre tre ore e mezza di spettacolo, condotta con ritmo e brillantezza giornalistica dalla presentatrice Carolina Sardelli, confermando la centralità della kermesse nel calendario estivo della costa adriatica.

I riconoscimenti alla carriera: l’omaggio a Ivaldo Rulli e Francesco Paolantoni

L’edizione del ventiseiesimo anno ha assunto una forte valenza simbolica e storiografica grazie alla consegna di alcuni premi d’eccezione volti a celebrare la memoria storica e manageriale del festival. Un premio speciale e una solenne standing ovation sono stati tributati a Ivaldo Rulli, figura cardine del panorama culturale abruzzese, per aver guidato la macchina organizzativa della manifestazione per ben venticinque anni con lungimiranza e dedizione. Un ulteriore riconoscimento speciale è stato conferito a Gigi Esposito, storico manager dello spettacolo e storico alleato istituzionale della rassegna frentana. Il momento più atteso della sezione istituzionale è stato tuttavia il conferimento del prestigioso “Delfino d’Oro alla Carriera” all’attore e comico napoletano Francesco Paolantoni, ospite d’onore della serata finale, il quale ha offerto alla platea una lectio magistralis sui mutamenti della satira e della comicità televisiva e teatrale dagli anni Ottanta a oggi.

Il verdetto dei concorsi: il trionfo di Denny Napoli e l’argento ad Adel

Il nucleo agonistico del festival, da sempre considerato un prestigioso incubatore per le nuove promesse del cabaret nazionale, ha visto lo svolgimento di una competizione accesa e dall’elevato standard qualitativo. Il verdetto finale ha decretato il trionfo assoluto del talento siciliano Denny Napoli, il quale ha conquistato il gradino più alto del podio e il “Delfino d’Oro” grazie a una performance caratterizzata da tempi comici millimetrici e da una dissacrante satira di costume. Il prestigioso “Delfino d’Argento” è stato invece assegnato al cabarettista Adel, autore di un monologo originale di forte impatto narrativo. Entrambi gli artisti hanno ottenuto l’unanimità dei consensi, raccogliendo il massimo dei voti sia da parte della giuria tecnica — composta da registi, critici teatrali e addetti ai lavori — sia da parte della giuria popolare formata dal pubblico in platea, dimostrando la capacità dei nuovi linguaggi comici di unire il favore della critica al gradimento di massa.

La nuova direzione artistica di Matteo Cotellessa e le prospettive future

La complessa architettura artistica e logistica di questa ventiseiesima edizione ha visto il debutto alla firma della direzione del maestro Matteo Cotellessa, il quale ha ereditato una macchina spettacolare complessa proiettandola verso standard produttivi contemporanei. A margine della cerimonia di chiusura, il direttore artistico Cotellessa ha rilasciato una nota ufficiale di profonda soddisfazione per gli obiettivi strategici conseguiti: «Sono particolarmente soddisfatto di questa mia prima edizione da direttore artistico, soprattutto per aver portato in scena un cast d’eccezione che ha saputo conquistare il pubblico. Non mi aspettavo un’affluenza così numerosa, e sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo successo. Appuntamento, dunque, alla prossima edizione». Il successo di Lanciano si pone come solida base per la programmazione del prossimo anno, confermando il ruolo dell’Abruzzo come distretto d’eccellenza per la sperimentazione dei nuovi codici della comicità e dello spettacolo d’autore.

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Piana del Cavaliere

“La Via delle Cantine”, Rocca di Botte ricorda Fernando Antonio Marzolini

🚨 EMOZIONI A ROCCA DI BOTTE: LA VIA DELLE CANTINE CELEBRA LE SUE RADICI E COMMEMORA IL SINDACO MARZOLINIIl vino come memoria, cultura e legame profondo di un intero popolo. Il convegno della XX edizione de “La Via delle Cantine” ha vissuto un momento di straordinaria commozione con la consegna del premio alla memoria dell’ex sindaco Fernando Antonio Marzolini, pilastro della crescita della manifestazione. A ritirare il riconoscimento è stata la figlia e Vicesindaca Francesca Marzolini, che ha trasformato la gratitudine in una profonda analisi storica sulle radici agricole del borgo della Marsica. 🍷🌿Attraverso i racconti storici del pastore e viticoltore Gino Iale, è emerso come la vite fosse legata alla pastorizia, alla solidarietà vicinale e all’identità stessa della comunità. Un patrimonio nei secoli che oggi ispira il futuro economico e turistico del territorio, affinché la terra torni a produrre eccellenza. Sul palco anche l’ideatore Francesco Gallizzi, che ha ripercorso con gratitudine i 20 anni di questo straordinario cammino culturale. ⛰️✨👇 Quanto ritieni importante il legame tra le vecchie tradizioni contadine e il rilancio dei nostri splendidi borghi? Scrivilo nei commenti!#LaViaDelleCantine #RoccaDiBotte #FernandoMarzolini #Marsica #IdentitàETradizione #VinoEStoria #AbruzzoCultura #BorghiItaliani

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In ricordo di Fernando Marzolini ex sindaco di Rocca di Botte

Rocca di Botte – Nel processo di riscatto civile ed economico delle aree interne dell’Appennino centrale, il recupero delle matrici identitarie e storiche si configura come la precondizione culturale per arginare lo spopolamento e pianificare lo sviluppo futuro. La ventesima edizione de “La Via delle Cantine” ha vissuto il suo momento di massima intensità emotiva e spessore istituzionale durante il convegno di apertura, contrassegnato dalla consegna di un solenne riconoscimento alla memoria di Fernando Antonio Marzolini, storico sindaco del borgo e tra i principali artefici della nascita e dello sviluppo strutturale della kermesse enologica. A ritirare il premio è stata la vicesindaca Francesca Marzolini, la quale ha saputo trasformare un formale atto di gratitudine in una profonda riflessione storiografica e antropologica, tesa a dimostrare come il vino, prima ancora di essere un bene di consumo o un asset commerciale, rappresenti la stratificazione della memoria collettiva e l’essenza stessa dell’identità della comunità marsicana.

La transumanza, la vite e il modello agrario di Gino Iale

La ricostruzione filologica operata dalla vicesindaca ha trovato un solido ancoraggio scientifico e umano nel recupero della memoria orale e delle testimonianze biografiche del territorio, con particolare riferimento alla figura di Gino Iale, storico cittadino, pastore e viticoltore di Rocca di Botte. Attraverso questa lente biografica, l’analisi ha evidenziato come la coltura della vite non fosse un elemento isolato, bensì una componente simbiotica all’interno di un sistema economico integrato che univa la pastorizia transumante al lavoro dei campi e alle colture cerealicole di sussistenza. La pianta della vite scandiva i ritmi della quotidianità e regolava gli scambi commerciali e di baratto con i comprensori limitrofi del Lazio e dell’Abruzzo interno, fungendo da collante sociale per una comunità rurale coesa. Il vino veniva percepito nell’antichità e nella cultura contadina secondo una triplice dimensione: come alimento energetico indispensabile per i lavoratori, come fulcro della ritualità religiosa e come simbolo cardine della socialità comunitaria.

L’eredità politico-amministrativa di Fernando Antonio Marzolini

L’omaggio al precedente primo cittadino Fernando Antonio Marzolini ha permesso di tracciare un bilancio della sua dottrina amministrativa, storicamente orientata alla valorizzazione delle specificità paesaggistiche come leve di marketing territoriale. Sotto la sua guida lungimirante, “La Via delle Cantine” ha compiuto il salto di qualità da festa rionale a forum programmatico di rilievo regionale, capace di attrarre l’attenzione di agronomi, storici ed enologi. L’eredità lasciata dal compianto amministratore costituisce oggi una traccia metodologica per l’attuale giunta, mossa dall’auspicio che la vite possa tornare a recitare un ruolo da protagonista assoluta nel disegno del paesaggio agrario locale e nella diversificazione delle entrate economiche del borgo, dimostrando che la tutela delle radici storiche rappresenta il più efficace investimento per la creazione di nuova occupazione e per l’indipendenza produttiva del territorio.

Il ventennale del festival: la retrospettiva di Francesco Gallizzi

A completare l’analisi storica della manifestazione è intervenuto sul palco dei relatori Francesco Gallizzi, ideatore e fondatore storico de “La Via delle Cantine”, il quale ha guidato la platea in una rigorosa retrospettiva tecnica dei quattro lustri di attività del festival. Gallizzi ha ripercorso le tappe logistiche, le difficoltà iniziali legate all’isolamento geografico e la progressiva espansione del network istituzionale che ha decretato il successo della rassegna. Il suo discorso si è articolato attraverso un sentito ringraziamento corale rivolto a tutti i volontari, alle associazioni di categoria, ai viticoltori e agli specialisti scientifici che, con il loro apporto gratuito e costante, hanno permesso a una scommessa culturale nata nel secolo scorso di trasformarsi nel principale motore di promozione e cooperazione per l’intera comunità di Rocca di Botte.

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Piana del Cavaliere

La Via delle Cantine a Rocca di Botte: la sfida del Sindaco per il vino 2030

🚨 ROCCA DI BOTTE GUARDA AL FUTURO: LA SFIDA ENOLOGICA DEL SINDACO VERSO IL 2030″La Via delle Cantine non è solo una festa: è una visione per il futuro”. Con queste parole forti e programmatiche, il Sindaco Elvino Marzolini ha aperto il convegno della XX edizione della storica manifestazione, tracciando una linea strategica per lo sviluppo economico e territoriale del borgo della Marsica. 🍷📈L’Amministrazione punta su obiettivi concreti e strutturali: il rilancio definitivo del centro storico attraverso il nuovo Piano di Recupero, il sostegno agli investimenti privati e una sfida agronomica ambiziosa. L’obiettivo è produrre ed avere sulle tavole entro il 2030 la prima bottiglia di vino interamente nata dalla terra e dall’acqua di Rocca di Botte, riallacciandosi a una tradizione vitivinicola documentata fin dall’antichità. Un bellissimo messaggio di fiducia che unisce identità, storia e innovazione per creare nuove opportunità occupazionali per i giovani. ⛰️🍇👇 Cosa ne pensi del progetto di far rinascere l’antico vino autoctono del borgo? Dicci la tua nei commenti!Leggi l’analisi completa del piano urbanistico ed enologico nel nostro articolo.#LaViaDelleCantine #RoccaDiBotte #Vino2030 #PianoDiRecupero #Marsica #EnologiaItaliana #BorghiAbruzzesi #SviluppoLocale

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Sindaco di Rocca di Botte Marzolini

Rocca di Botte – Nel quadro dei moderni processi di rigenerazione urbana e di valorizzazione delle identità storiche delle aree interne dell’Appennino, le manifestazioni culturali ed enogastronomiche stanno subendo una profonda mutazione strutturale. Non si configurano più come semplici eventi di intrattenimento stagionale, ma si trasformano in veri e propri vettori di programmazione economica e di pianificazione strategica territoriale. L’apertura ufficiale del convegno scientifico che ha inaugurato la ventesima edizione de “La Via delle Cantine” è stata contrassegnata da un forte discorso programmatico del sindaco Elvino Marzolini. Il primo cittadino ha ripercorso il ventennale cammino di una kermesse che ha saputo difendere e promuovere le radici storiche del borgo, rivolgendo un formale ringraziamento a tutte le amministrazioni comunali precedenti, al tessuto associazionistico, ai volontari e alla cittadinanza attiva che hanno cooperato nel tempo per garantire la crescita e la sostenibilità strutturale della manifestazione.

Il Piano di Recupero e la rinascita strutturale del centro storico

La visione delineata dall’amministrazione comunale per il futuro a medio e lungo termine di Rocca di Botte si fonda su pilastri normativi e urbanistici ben precisi, orientati a contrastare i fenomeni di spopolamento attraverso il rilancio economico del nucleo antico. Il sindaco Marzolini ha annunciato la centralità strategica dell’adozione del Piano di Recupero del centro storico, uno strumento urbanistico e di governance indispensabile per sbloccare e incentivare gli investimenti privati nel settore immobiliare, commerciale e ricettivo. Questo piano integrato mira a trasformare il patrimonio architettonico esistente in un incubatore di nuove attività economiche a basso impatto ambientale, ridefinendo l’assetto della stessa manifestazione enologica: “La Via delle Cantine” cessa di essere una celebrazione isolata nel tempo per divenire il fulcro di un motore di sviluppo economico permanente, in grado di connettere la tutela del paesaggio agrario all’attrazione di flussi turistici di qualità ed enoturisti internazionali.

L’obiettivo strategico 2030: la prima bottiglia autoctona di Rocca di Botte

L’elemento più ambizioso e innovativo del manifesto politico-economico lanciato dal tavolo del convegno risiede in una sfida agronomica e filologica che punta al superamento della storica dipendenza dalle produzioni vinicole esterne. L’amministrazione si è posta l’obiettivo programmatico di portare sui mercati e sulle tavole, entro l’orizzonte temporale del 2030, la prima bottiglia di vino interamente prodotta, vinificata e imbottigliata sfruttando esclusivamente la terra, i vitigni e le risorse idriche del territorio comunale di Rocca di Botte. Questo progetto non rappresenta un’invenzione contemporanea, bensì il recupero scientifico di una consolidata e prestigiosa tradizione vitivinicola locale che risulta ampiamente documentata fin dall’antichità classica e medievale nelle fonti storiche della Marsica, ponendosi come un ponte ideale capace di unire il rigore dell’archeologia agraria alle moderne tecnologie della viticoltura di precisione.

Radici identitarie e innovazione scientifica come leve di riscatto

In ultima analisi, il messaggio di fiducia istituzionale emerso a Rocca di Botte dimostra come il riscatto delle piccole comunità montane non passi attraverso l’omologazione ai modelli di sviluppo metropolitano, ma attraverso la valorizzazione consapevole e scientifica delle proprie specificità uniche. La scommessa sulla produzione vitivinicola autoctona e la pianificazione urbanistica legata al Piano di Recupero costituiscono una traccia metodologica replicabile in altre aree interne dell’Abruzzo. Il connubio tra la memoria storica della terra e la capacità di attrarre capitali e competenze innovative rappresenta l’unica via sostenibile per generare nuova occupazione giovanile nella filiera agroalimentare, trasformando le radici culturali e storiche del borgo nella materia prima su cui edificare le opportunità economiche e civili delle future generazioni.

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