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Sentieri sospesi, la sociologia di Pasquale Martucci analizza le radici e il futuro delle comunità

📖 La presentazione ufficiale di “Sentieri sospesi” segna un momento importante di riflessione sociologica sulla nostra regione. Pasquale Martucci esplora il legame tra memoria, identità e il futuro delle nostre comunità.

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#sociologia #Napoli #cultura #identitàterritoriale

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Redazione- Napoli è la cornice scelta per la presentazione di un’opera che prova a decodificare le trasformazioni profonde della società odierna. Mercoledì 17 giugno, alle ore 17.00, la Sala Caduti di Nassiriya del Consiglio Regionale della Campania, situata nel Centro Direzionale, ospita il dibattito attorno a “Sentieri sospesi. Memoria della cultura e prospettive territoriali”, il recente saggio scritto dal sociologo Pasquale Martucci. A conferire autorevolezza all’evento, la presenza di figure di spicco del panorama culturale e istituzionale campano, tra cui Luca Trapanese, vicepresidente del Consiglio Regionale, Lello Savonardo, docente presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, e Giovanni Lombardi, primo ricercatore dell’ISMed-CNR. L’apertura del confronto è affidata a Sergio Mantile, presidente dell’associazione Sociologi per il Sociale, mentre la moderazione è curata dalla giornalista Letizia Bonelli.

Una bussola per interpretare le fragilità contemporanee

Il volume di Pasquale Martucci non si limita alla mera analisi teorica, ma si propone come una guida per orientarsi nelle dinamiche che definiscono il presente. L’autore pone l’accento sulla frattura crescente tra centri urbani e periferie, analizzando come le nuove forme di marginalità stiano influenzando la tenuta delle comunità locali. In un periodo storico segnato dall’incertezza, il concetto di “sentiero sospeso” diventa la chiave di lettura principale dell’intera operazione editoriale: il sentiero è inteso come la metafora della ricerca costante di significati, mentre la sospensione richiama lo stato di transizione in cui versa la contemporaneità, divisa tra la necessità di preservare il passato e l’impulso verso rotte inedite.

Martucci esplora la crisi delle appartenenze, un fenomeno che rende i cittadini meno ancorati al proprio contesto di origine e più esposti alla globalizzazione indifferenziata. Attraverso un metodo interdisciplinare che intreccia sociologia, memoria collettiva e riflessioni sulla sostenibilità tecnologica, l’autore sostiene che le identità locali non rappresentino un retaggio superato, ma costituiscano il pilastro su cui costruire risposte concrete alle sfide del domani. Il recupero della memoria, dunque, non è una fuga nostalgica, bensì uno strumento operativo per progettare modelli di sviluppo più sostenibili e umani.

Quattro direttrici per comprendere il cambiamento

L’impalcatura del saggio è sorretta da quattro sezioni tematiche ben distinte. Si parte dai “Sentieri della cultura”, dove l’accento è posto sul ruolo fondamentale dell’identità collettiva come collante sociale. Segue l’analisi dei “Sentieri dell’incertezza”, in cui l’autore scava nelle contraddizioni di un mondo che corre velocemente senza una direzione chiara, mettendo in luce le fragilità dei legami interpersonali. La riflessione si sposta poi verso i “Sentieri della creatività”, dove emerge il ruolo dell’umanesimo tecnologico: la tecnologia, se governata dalla narrazione collettiva, può diventare un volano per la valorizzazione del territorio anziché una causa di isolamento digitale.

Infine, il libro dedica un ampio spazio ai “Sentieri della cilentanità”, un caso studio che eleva il territorio del Cilento a paradigma universale di resilienza. In questa sezione, l’appartenenza diventa un patrimonio culturale tangibile, dimostrando come il legame con la terra di origine possa trasformarsi in una risorsa strategica. Martucci avverte che il rischio principale per le nostre comunità sia l’oblio delle proprie storie. Il filo conduttore, che attraversa le oltre trecento pagine di ricerca, si riassume in un concetto tanto semplice quanto potente: le comunità sopravvivono unicamente se continuano a narrare se stesse, rigenerando costantemente il proprio patrimonio di tradizioni e valori sociali.

Il lavoro del sociologo campano, frutto di anni di osservazioni dirette e studi sul campo, si configura come un appello rivolto alle istituzioni e ai cittadini. L’obiettivo è stimolare una consapevolezza rinnovata, invitando il lettore ad abbandonare la posizione di spettatore passivo per tornare a essere protagonista attivo della vita del proprio territorio. In un mondo che tende a omologare ogni sfumatura, Martucci rivendica la necessità di mantenere intatti i sentieri che ci hanno condotti fino a qui, pur restando pronti a tracciarne di nuovi, più adatti alle complessità di un futuro in continua evoluzione.

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Teatri d’Arrembaggio, dieci anni di cultura e inclusione sul litorale romano

🎭 Il festival Teatri d’Arrembaggio festeggia dieci anni di cultura gratuita sul litorale di Ostia con 16 appuntamenti tra teatro, stand up comedy e laboratori per i più piccoli.

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#TeatridArrembaggio #Ostia #CulturaRoma #TeatroDelLido

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Chiara Becchimanzi Foto di Carlo Mogiani 3

Redazione-  Ostia si prepara ad accogliere una nuova edizione di una delle rassegne più attese del panorama estivo capitolino. Dal 3 al 26 luglio 2026, il Teatro del Lido torna a essere il fulcro di “Teatri d’Arrembaggio – Piraterie, InCanti e Castelli di Sabbia”, un festival multidisciplinare ideato dall’associazione Valdrada che spegne quest’anno dieci candeline. La manifestazione si conferma un presidio culturale fondamentale per il territorio, trasformando gli spazi di via delle Sirene in un laboratorio a cielo aperto dove l’arte performativa incontra le dinamiche della comunità, offrendo un programma articolato in sedici appuntamenti a ingresso gratuito.

Un cartellone tra satira, stand up e riflessione sociale

Il festival si struttura attorno a una programmazione capace di spaziare tra generi differenti, mantenendo però un filo conduttore che lega l’ironia alla capacità di leggere le storture del presente. L’apertura del 3 luglio è affidata a Daniele Parisi con lo spettacolo “Non è uno sport acquatico”, un monologo che utilizza la chiave dell’assurdo per esplorare le fragilità umane. Il percorso prosegue con nomi di primo piano della comicità italiana, chiamati a confrontarsi con tematiche attuali: il 4 luglio Chiara Becchimanzi porta in scena “Eroina”, un lavoro che decostruisce gli archetipi femminili attraverso una narrazione autobiografica che ha riscontrato ampi consensi in tutta Italia.

La rassegna prosegue il 10 luglio con il duo Karma B in “Cominciamo Male”, uno show che mescola musica, drag e satira. Il calendario continua con la riflessione sulle contraddizioni contemporanee di Simonetta Musitano, attesa l’11 luglio, e la visione critica sul rapporto tra individuo e controllo tecnologico proposta il 17 luglio da Walter Cerrotta e Giorgia Conteduca in “Salmoni”. Spazio anche al racconto del fallimento con Xhuliano Dule, protagonista il 18 luglio di “Remuntada”. Il ciclo di performance per adulti si chiude il 25 luglio con Pietro Sparacino e il suo ultimo monologo “Lucido”, dove l’artista affronta con sguardo irriverente le incertezze tipiche dell’età adulta e la costante ricerca di stabilità nel mondo contemporaneo.

Spazio alle famiglie e alla creatività partecipata

Accanto alla proposta serale, il festival riserva un’attenzione particolare alle nuove generazioni, confermando la vocazione del Teatro del Lido come spazio intergenerazionale. La sezione InCanti vede la partecipazione di eccellenze del teatro ragazzi, come Accademia Perduta Romagna Teatri, che il 5 luglio presenta “Granny e il Lupo”, una rilettura contemporanea delle fiabe classiche. Il programma prosegue il 12 luglio con “L’Avventura di Nino” di Roberto Anglisani, un testo che affronta il tema della paura come processo di crescita. Il Teatro Verde sarà invece protagonista il 19 luglio con “Il Pifferaio di Hamelin”, mentre il 26 luglio la chiusura sarà affidata alla Fondazione AIDA con la messa in scena di “Pippi Calzelunghe”, un omaggio alla celebre eroina creata da Astrid Lindgren.

La componente formativa e ludica è integrata dai “Castelli di Sabbia”, un insieme di laboratori pomeridiani – previsti alle ore 17.00 – che mirano a stimolare la creatività e il benessere dei più piccoli. Le attività spaziano dallo yoga per bambini, curato dal centro Samadhi Yoga Shala, ai percorsi artistici di “Trame d’Incanto” di Riccardo Gioia, fino alle lezioni di inglese attraverso il gioco e il teatro di Paola Sacco. L’obiettivo degli organizzatori è trasformare lo spazio teatrale in un luogo di apprendimento orizzontale, dove la cultura non è solo fruita passivamente, ma costruita attraverso l’esperienza diretta.

Il valore di un festival radicato nel territorio

L’iniziativa, promossa dall’assessorato alla Cultura di Roma Capitale nel quadro dell’avviso pubblico “Roma Creativa 365”, si distingue per un approccio che mira alla valorizzazione del litorale come area di fermento culturale. In un contesto in cui l’offerta di spettacolo gratuito è spesso soggetta a logiche puramente commerciali, la scelta di garantire il libero accesso a tutti gli appuntamenti risponde alla volontà di rendere l’arte un bene comune. Il Teatro del Lido di Ostia, con la sua storia di resistenza e partecipazione, si conferma la sede ideale per questo progetto che, decennio dopo decennio, è riuscito a costruire una platea fidelizzata e attenta.

La partecipazione ai laboratori richiede la prenotazione anticipata via email, garantendo così una gestione ottimizzata degli spazi. Per facilitare l’afflusso del pubblico, vengono suggeriti gli spostamenti tramite i mezzi pubblici, in particolare il bus 01 e il 05, oltre all’utilizzo della pista ciclabile del lungomare, in un’ottica di mobilità sostenibile che si sposa con l’atmosfera del festival. La decima edizione di “Teatri d’Arrembaggio” si propone dunque come un appuntamento nevralgico, capace di unire intrattenimento di qualità e pensiero critico, riaffermando il ruolo centrale del teatro nella costruzione di una identità collettiva aperta, curiosa e resiliente.

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Il ritorno letterario di Matteo Nerbi: tra assenza e memoria nel nuovo volume “In Absentia”

🎵 La musica incontra la letteratura: Matteo Nerbi torna con “In absentia”, un viaggio profondo tra le pieghe della memoria e la sfida di dare voce a ciò che non c’è più. Un’opera trasversale che si ascolta e si legge.

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#MatteoNerbi #InAbsentia #LetteraturaItaliana #VoceNarrante

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Matteo Nerbi 1

 Redazione-  La letteratura contemporanea accoglie una nuova voce, o meglio, una “Voce Narrante” che torna a interrogare il senso profondo del distacco. Matteo Nerbi, già apprezzato dal pubblico e dalla critica per il pluripremiato Utrum – opera capace di imporsi in oltre venti concorsi nazionali, tra cui il prestigioso primo posto a “La via dei libri” durante il Premio Bancarella – approda nuovamente in libreria con In absentia e altri racconti di Voce Narrante. Il volume non si configura come un semplice seguito, ma come un naturale ampliamento di una ricerca poetica che mette al centro il concetto di anima, declinandolo attraverso le lenti della perdita, della nostalgia e della memoria che non si spegne.

Il dialogo costante con l’assenza

La domanda che attraversa le pagine del libro è di quelle che non lasciano scampo: cosa rimane quando qualcosa, o qualcuno, scompare? Nerbi propone una chiave di lettura originale: il vuoto non è assenza totale, ma una presenza che cambia stato, facendosi più sottile, quasi impalpabile. È un’impronta che persiste negli oggetti quotidiani, nei suoni, nei gesti dimenticati e nei silenzi prolungati. La Voce Narrante non si limita a osservare, ma agisce come una coscienza condivisa che attraversa le vicende dei personaggi, spingendo il lettore a interrogarsi su varchi aperti tra ciò che è stato e ciò che continua a vibrare nel presente.

Strutturato quasi come un concept album musicale, il libro guida il lettore attraverso un’esperienza sensoriale stratificata. Dall’Intro all’Outro, ogni racconto comunica con il successivo, affidando alla metafora musicale il compito di narrare ciò che le parole, da sole, non riuscirebbero a contenere. Questa scelta stilistica si riflette nell’uso di un Qr code, inserito all’inizio del volume, che rimanda a un canale YouTube dedicato. Qui, l’autore propone una selezione di brani musicali e poesie da lui stesso musicate al pianoforte, trasformando la lettura in un momento multimediale, una sorta di reading permanente che prelude agli eventi pubblici.

Personaggi in bilico tra dolore e riscatto

Ciascun racconto della raccolta offre uno squarcio su esistenze sospese. In In absentia, l’episodio che dà il titolo all’intera opera, il protagonista Guido vive una routine scandita da incontri domenicali con Fosca. Tuttavia, la narrazione scivola presto in una riflessione struggente sull’amore oltre la morte, per poi ribaltare bruscamente le certezze del lettore verso un finale inaspettato, capace di scuotere le fondamenta di ciò che consideriamo “accettabile” rispetto alla perdita.

Altrettanto intensa è l’atmosfera di Guida all’ascolto del mare in burrasca, in cui Voce Narrante incontra Glauco su un litorale invernale. Qui, la solitudine dell’uomo trova conforto nella furia degli elementi marini e in una breve poesia, consegnata con la timidezza di un anonimato bagnato dalla pioggia, capace di ridefinire lo spazio-tempo emotivo dei protagonisti. Non mancano accenni a mondi chiusi e delicati, come in I mille orologi di Valeri, dove il tempo diventa materia solida, misurata da congegni meccanici e carillon, fino a generare un miracolo verosimile tra un bambino autistico e un’anziana donna affetta da Alzheimer. Infine, Né fretta, né moka, solo freddo di primavera accompagna il dolore di Miche, cercando, tra confidenze cinematografiche e solitarie notti insonni, il fragile ponte verso una possibile speranza.

Musica, parola e il legame con il territorio

La presentazione ufficiale dell’opera si terrà venerdì 19 giugno alle ore 18:00 presso la storica cornice di Palazzo Binelli, a Carrara. L’evento, promosso dal Club Unesco ‘Carrara dei marmi’ in collaborazione con Mondadori Bookshop, vedrà la partecipazione della giornalista Cristina Lorenzi de La Nazione e del narratore Giuseppe Giannotti. Sarà l’occasione per testare dal vivo quella dimensione musico-letteraria che caratterizza la scrittura di Nerbi, dove il verso declamato si intreccia con la citazione colta, creando un linguaggio polisemico capace di abbracciare il lettore.

Come sottolineato dallo stesso autore, il tentativo non è quello di fornire risposte definitive, ma di offrire una testimonianza di come le cose che abbiamo perduto continuino a risiedere, sotto mentite spoglie, nel silenzio delle nostre emozioni. Un invito, dunque, ad ascoltare le vibrazioni interiori e a guardare con occhi diversi il riflesso di quei luoghi che, pur nella loro assenza, continuano ad abitare dentro di noi.

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Fogli(e) in Fiera torna all’Ex Dogana dal 18 al 21 giugno: la terza edizione è dedicata a Plinio Perilli

📚 Dal 18 al 21 giugno torna a Roma Fogli(e) in Fiera, la manifestazione dedicata all’editoria indipendente: oltre venti editori, reading, musica, teatro e un toccante omaggio a Plinio Perilli. Quattro giorni di cultura viva all’Ex Dogana di San Lorenzo. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#FoglieInFiera #EditoriaIndipendente #FestadellaLettura #Roma

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grafica generale foglie in fiera orizzontale

Redazione-  Quattro giorni di libri, idee, musica, teatro e impegno civile nel cuore di San Lorenzo. Dal 18 al 21 giugno gli spazi dell’Ex Dogana – The Social Hub ospitano la terza edizione di Fogli(e) in Fiera, la manifestazione dedicata alla piccola e media editoria indipendente italiana, inserita nel programma della Festa della Lettura 2026 del Municipio II di Roma Capitale. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Il Talento di Roma, fondata e presieduta da Chiara Mazza, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Municipio II, e si colloca all’interno del tema scelto per questa edizione della Festa della Lettura: Parole oltre ogni confine.

L’edizione 2026 porta con sé una dedica speciale: quella a Plinio Perilli, poeta, scrittore, critico letterario e giornalista tra le voci più autorevoli e originali della cultura italiana contemporanea, recentemente scomparso. Perilli aveva fatto della vicinanza all’editoria indipendente una scelta culturale precisa e coerente, sostenendo per decenni autori, editori e progetti lontani dai grandi circuiti commerciali, convinto che la letteratura fosse prima di tutto uno spazio di libertà e ricerca.

Un omaggio a Plinio Perilli apre la manifestazione

Il momento più significativo di questa dedica prenderà forma mercoledì 18 giugno alle 20.30 con l’incontro Omaggio a Plinio Perilli, moderato dalla giornalista di Rai 1 Carmen Di Stasio. Sul palco si alterneranno scrittori, poeti e protagonisti della vita culturale che con Perilli hanno condiviso percorsi professionali e rapporti di amicizia: tra gli interventi previsti quelli di Eraldo Affinati, Maria Jatosti, Francesco Paolo Memmo, Gabriella Sica, Marco Palladini e Lucianna Argentino, insieme ad altri ospiti. Testimonianze, letture e ricordi comporranno il ritratto di un intellettuale che ha lasciato un segno profondo nel panorama culturale italiano.

La stessa serata del 18 giugno si aprirà alle 18.30 con un reading musicale tratto da A Bologna con Francesco Guccini. Geografia poetica all’ombra delle Torri di Matteo Chiavarone, edito da Giulio Perrone Editore, con la partecipazione del musicista Claudio Mancini.

Oltre venti editori e un calendario ricco di appuntamenti

Fogli(e) in Fiera riunirà decine di realtà editoriali indipendenti, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire cataloghi, collane e progetti che contribuiscono ogni giorno alla pluralità del panorama librario italiano. Tra le case editrici presenti figurano Alterego, Argento Dorato, Astro Edizioni, Controversi, Croce Edizioni, Edizioni Botteghe Invisibili, Edizioni dell’Ippogrifo, Ensemble, Exòrma, Future Fiction, Gagio Edizioni, Graphe Edizioni, Graphofeel, Il Piroscafo, Il Ramo e la Foglia, Kaba Edizioni, Kulturjam, Lorusso Editore, Mauvais Livres, Paesi Edizioni, Rogas Edizioni, Rubbettino, TAB Edizioni, Voland e molte altre. Una presenza che restituisce la bibliodiversità del settore, mettendo in dialogo piccole case editrici di ricerca e realtà più strutturate, accomunate da una forte identità culturale.

Accanto agli editori saranno presenti associazioni, collettivi e realtà del terzo settore impegnate nella promozione della lettura e dei diritti civili, tra cui Amnesty International e FuoriRiga, attiva dal 2014 presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Casal del Marmo, dove gestisce la biblioteca e sviluppa progetti culturali rivolti ai giovani detenuti.

Il calendario degli eventi è fitto e variegato. Il 19 giugno sarà presentato il sesto numero della rivista Barrio, intitolato Viva lo sport?, con Boris Sollazzo, Sandro Bonvissuto, Andrea Bosca e altri autori, per riflettere sullo sport come fenomeno culturale e narrativo ben oltre la sua dimensione agonistica. Il 20 giugno alle 19.00 andrà in scena Pagine di Tango, con Mimma Mercurio, Mariano Navone e la Compañia Meditango. Il 21 giugno alle 16.00 è previsto un laboratorio per bambini dai 4 anni dedicato a Il Grande Libro dei Tarli di Exòrma Edizioni, mentre alle 18.00 si esibirà il Coro del Mercato Trieste, diretto dal Maestro Fabrizio Adriano Neri, con Edina Back al pianoforte e Nino Testa al violoncello.

Diritti civili e impegno politico chiudono la fiera

La manifestazione non si limita alla dimensione letteraria. Il 19 giugno alle 18.30 è in programma la presentazione di Una nuova idea di Paese di Giovanni Marconi per Rubbettino, riflessione sulle prospettive del sistema politico italiano. Il 20 giugno, nella giornata del Roma Pride, spazio a Romarcobaleno di Francesco Angeli. L’evento conclusivo, il 21 giugno alle 20.30, è Risposta repressiva, promosso da Amnesty International Italia con Giacomo Stallone, Federica Sabatini e Laura Renzi, incentrato sulla criminalizzazione del diritto di protesta e sul rapporto tra libertà di espressione e partecipazione democratica.

Fogli(e) in Fiera rappresenta inoltre uno snodo centrale del più ampio calendario della Festa della Lettura, che proseguirà ben oltre le quattro giornate dell’Ex Dogana. Dal 22 al 30 giugno il dialogo con autori ed editori continuerà con Salotto Indipendente, ospitato dalla Casetta dei Pini di Villa Massimo. Parallelamente, la rassegna Sconfinamenti teatrali animerà i lotti del Tiburtino II con spettacoli dedicati a Flaiano, Pasolini e molto altro, mentre il 27 giugno è prevista la prima visita guidata del percorso gramsciano nel Municipio II, realizzata in collaborazione con la Fondazione Gramsci.

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