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Adsu L’Aquila lancia il Cammino dello Studente: 200 ragazzi tra i borghi

L’Adsu dell’Aquila presenta il “Cammino dello Studente”: dal 25 al 28 agosto duecento ragazzi viaggeranno tra i borghi fino a Collemaggio. 🚶‍♂️ 🏛️

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Cammino dello studente

L’Aquila – Nel vibrante scenario dell’anno che celebra il capoluogo abruzzese come Capitale Italiana della Cultura 2026, le istituzioni accademiche e gli enti per il diritto allo studio si fanno promotori di progetti d’avanguardia capaci di unire la formazione giovanile alla valorizzazione dei territori interni. L’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari (Adsu) dell’Aquila ha ufficializzato il programma dettagliato e l’itinerario definitivo del primo “Cammino dello Studente”. La manifestazione, che si svolgerà da martedì 25 a venerdì 28 agosto 2026, vedrà la partecipazione attiva di oltre duecento ragazzi iscritti agli atenei del territorio. Concepito non come un semplice percorso escursionistico, ma come un autentico viaggio nella memoria, nella spiritualità e nella coesione sociale, il progetto offre ai giovani un’importante occasione di crescita interiore, fissando il termine ultimo per le iscrizioni a sabato 8 agosto.

L’itinerario tra i borghi storici dell’Abruzzo interno e della Valle Subequana

Il cronoprogramma dei quattro giorni di cammino si articolerà attraverso un reticolo di sentieri storici e borghi medievali che rappresentano il cuore antico dell’Abruzzo aquilano e peligno. I duecento studenti attraverseranno località di straordinario pregio architettonico e naturalistico, tra cui Pratola Peligna, Corfinio — antica capitale della Lega Italica —, Castel di Ieri, San Demetrio ne’ Vestini, Fontecchio, Castelvecchio Subequo e Tione degli Abruzzi. Camminare lentamente lungo queste direttrici permetterà ai partecipanti di entrare in contatto diretto con le comunità locali, scoprendo l’arte, le tradizioni e l’archeologia di aree spesso distanti dai flussi del turismo di massa, ma ricche di un patrimonio immateriale unico. Il viaggio si configurerà come un’esperienza di ascolto e di immersione totale nei paesaggi della平原 e delle valli interne.

Il gran finale al Corteo della Bolla e l’apertura della Porta Santa di Collemaggio

Il momento di massimo spessore spirituale e civile dell’intera iniziativa coinciderà con la giornata conclusiva del 28 agosto, quando la carovana degli studenti farà il suo ingresso trionfale all’Aquila. I giovani partecipanti avranno il privilegio unico di sfilare all’interno del solenne Corteo della Bolla, l’evento storico e identitario per eccellenza della municipalità aquilana, che precede la secolare cerimonia di apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, fulcro della Perdonanza Celestiniana. Questa sponda tra il mondo universitario e le radici storiche della città d’arte consacra il cammino come un manifesto di cittadinanza attiva, unendo il cammino terreno dei ragazzi al messaggio universale di pace, riconciliazione e indulgenza promulgato da Papa Celestino V nel 1294.

Le dichiarazioni dei vertici Adsu: Marica Schiavone e Michele Suriani

La soddisfazione per il raggiungimento di questo importante traguardo organizzativo traspare dalle parole dei massimi dirigenti dell’Adsu, che hanno evidenziato la solidità della rete istituzionale costruita attorno al progetto, inserito nel cartellone del “Coolture Fest 2026”. La presidente dell’ente, Marica Schiavone, ha rimarcato il valore della sinergia territoriale: «Siamo molto soddisfatti del programma organizzato, che toccherà alcuni dei luoghi simbolo dell’Abruzzo interno. Un obiettivo raggiunto anche grazie alla rete che siamo riusciti a creare con le numerose realtà del territorio per offrire agli studenti un’esperienza che unirà socialità, benessere, cultura e conoscenza». Sulla stessa lunghezza d’onda, il direttore Michele Suriani ha ricordato come l’iniziativa si inserisca in una visione più ampia di welfare studentesco, richiamando il precedente successo di “Multiverso Canadà”, l’evento che a maggio ha radunato oltre quattromila studenti in una giornata di sport, arte e socialità.

I patrocini istituzionali e l’attenzione alla sostenibilità ambientale

Il livello scientifico e operativo del Cammino dello Studente è garantito dall’adesione e dal patrocinio formale concesso da un’ampia costellazione di enti pubblici, ordini professionali e associazioni del Terzo Settore. Tra i partner che affiancheranno i ragazzi figurano il Comune dell’Aquila, la sezione locale del Club Alpino Italiano (CAI), il Parco Naturale Regionale Sirente Velino e i tecnici dell’Arpa Abruzzo, i quali cureranno laboratori didattici sul campo legati alla sostenibilità ambientale, alla tutela del paesaggio e al monitoraggio degli ecosistemi montani. Il supporto psicologico e la mediazione spirituale saranno assicurati dall’Ordine degli Psicologi d’Abruzzo, dall’Istituto di Scienze Religiose “Fides et Ratio” e dai gruppi Scout, offrendo alle famiglie la certezza di un ambiente sicuro, formativo e attento alla salute biologica e relazionale dei minori e dei giovani adulti.

La scuola come comunità viva contro l’isolamento degli schermi digitali

In ultima analisi, il manifesto politico e civile lanciato dall’Adsu dell’Aquila interpreta l’esperienza universitaria non come una mera e sterile accumulazione di nozioni d’aula e crediti formativi, bensì come una comunità viva da abitare e costruire giorno dopo giorno attraverso l’incontro reale. Sradicare i giovani dalla solitudine domestica e dall’abuso nevrotico degli schermi digitali e delle reti virtuali, per innestarli nel cammino collettivo e nel dialogo intergenerazionale, costituisce l’unico vero strumento per prevenire il disagio giovanile e promuovere il benessere psicofisico. La cooperazione trasparente tra l’università, i comuni dei distretti interni e il capitale umano degli studenti rimane la via maestra per trasformare la cultura in una dinamo di sviluppo economico, occupazionale e civile, dimostrando che il futuro dell’Abruzzo e dell’Italia prende spazio grazie alla forza delle idee e della solidarietà.

IL PROGRAMMA

25 AGOSTO

ORE 7:00 RITROVO A L’AQUILA PRESSO PIAZZALE MERIDIANA (spostamento in pullman verso Pratola Peligna)
ORE 8:15 RITROVO PRESSO MADONNA DELLA LIBERA DI PRATOLA PELIGNA
ORE 8:30 CERIMONIA DI APERTURA DEL CAMMINO
ORE 9:00 PARTENZA DA PRATOLA PER CORFINIO (CIRCA 4 km)
ORE 10:00 ARRIVO A CORFINIO – CATTEDRALE DI SAN PELINO
ORE 11:00 PARTENZA VERSO RAIANO – SOLFA (CIRCA 4.0 km)
ORE 12:30 PAUSA PRANZO
ORE 13:00 PARTENZA PER GOLE DI SAN VENANZIO (CIRCA 1.0 km) – VISITA AL FIUME SOTTOSTANTE L’EREMO
ORE 13:30 RIPARTENZA DALLE GOLE DI SAN VENANZIO VERSO IL TEMPIO ITALICO DI CASTEL DI IERI (circa 11 km) – spostamento in pulmino per alcuni nel primo tratto
ORE 18:00 ARRIVO AL TEMPIO ITALICO
ORE 19:30 PARTENZA PER CASTEL DI IERI PER LA CENA (CIRCA 1.5 km)
SPOSTAMENTO SERALE IN NAVETTA VERSO CASTELVECCHIO SUBEQUO per il pernotto

26 AGOSTO

ORE 7:00 COLAZIONE PRESSO CASTELVECCHIO SUBEQUO
ORE 8:00 momento culturale CASTELVECCHIO SUBEQUO
ORE 9:00 PARTENZA PER MOLINA ATERNO (3 km)
ORE 10:00 ARRIVO A MOLINA ATERNO (zona di sosta attrezzata all’inizio di via Pila, tratto lungo fiume Aterno)
ORE 10:30 PARTENZA DA MOLINA ATERNO VERSO ACCIANO (9 km circa lungo Fiume Aterno)
ORE 13:30 ARRIVO AD ACCIANO pausa pranzo
ORE 15:00 PARTENZA DA ACCIANO VERSO TIONE DEGLI ABRUZZI (11 km)
ORE 19:30 ARRIVO A TIONE DEGLI ABRUZZI
ORE 20:00 SPOSTAMENTO CON NAVETTE PRESSO GORIANO SICOLI PER LA CENA e successivo spostamento in navetta presso le sedi del pernotto (solo in parte, alcuni dormiranno a Goriano Sicoli)

27 AGOSTO

ORE 7:00 SPOSTAMENTO (OVE NECESSARIO IN NAVETTA) DALLE LOCALITA’ DI PERNOTTO AL PUNTO COLAZIONE
ORE 8:00 PARTENZA DA TIONE DEGLI ABRUZZI VERSO FONTECCHIO (7 km lungo fiume Aterno)
ORE 10:30 ARRIVO A FONTECCHIO
ORE 11:30 PARTENZA DA FONTECCHIO PER LA FRAZIONE “CAMPANA” DI FAGNANO ALTO (circa 5 km lungo fiume)
ORE 13:30 ARRIVO A CAMPANA
ORE 15:00 PARTENZA DA CAMPANA PER STIFFE (4 km lungo fiume Aterno)
ORE 16:30 ARRIVO A STIFFE
ORE 18:30 PARTENZA DA STIFFE PER SAN DEMETRIO NE’ VESTINI PASSANDO PER VILLA SANT’ANGELO – (2,2 + 3 = 5,3 km circa)
ORE 20:00 ARRIVO A SAN DEMETRIO NE’ VESTINI: cena e pernotto

28 AGOSTO

ORE 6:00 COLAZIONE
ORE 6:30 PARTENZA DA SAN DEMETRIO NE’ VESTINI VERSO SANT’EUSANIO FORCONESE (3,3 KM)
ORE 8:00 ARRIVO A SANT’EUSANIO FORCONESE
ORE 8:30 PARTENZA DA SANT’EUSANIO FORCONESE VERSO FOSSA (4,4 km circa)
ORE 10:00 ARRIVO A FOSSA (Santa Maria ad Cryptas)
ORE 11:00 PARTENZA DA FOSSA VERSO MONTICCHIO (3,6 km)
ORE 12:30 ARRIVO A MONTICCHIO: pranzo presso Area Sport
ORE 13:30 PARTENZA DA MONTICCHIO PER PORTA NAPOLI (7,6 km)
ORE 15:30 ARRIVO ALLE PORTE DELLA CITTA’ (PORTA NAPOLI – zona ex Pesa comunale) – rinfresco e sosta in attesa della partenza del Corteo della Bolla che verrà intercettato all’altezza dell’inizio di Viale Collemaggio

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Roma celebra Gianni Testa a due anni dalla scomparsa: al Portico d’Ottavia nasce l’associazione per il «pittore dei cavalli» con Claudio Strinati

Lunedì 19 ottobre a Roma (Da Giggetto al Portico d’Ottavia) una giornata speciale in ricordo del Maestro Gianni Testa a due anni dalla scomparsa. Alla presenza dello storico dell’arte Claudio Strinati e delle istituzioni nasce l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione» presieduta dalla figlia Chiara. La carriera del «pittore dei cavalli», da Carlo Levi al Vittoriano: tutti i dettagli nell’articolo completo 👇

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Gianni Testa Studio

Roma – A due anni dalla scomparsa di Gianni Testa, avvenuta nell’autunno del 2024, la Capitale si prepara a rendere un omaggio solenne e corale a uno dei maestri più amati, vigorosi e originali della pittura italiana contemporanea. Universalmente celebrato come il «pittore dei cavalli» per la straordinaria potenza cromatica con cui sapeva infondere sulle tele l’impeto ancestrale, il movimento plastico e la nobiltà del destriero, l’artista romano sarà al centro di una giornata commemorativa in programma lunedì 19 ottobre 2026, alle ore 17:30, presso lo storico ristorante Da Giggetto al Portico d’Ottavia, nel cuore monumentale del Ghetto ebraico di Roma. L’appuntamento, che accoglierà collezionisti, studiosi, galleristi e amici di una vita tra le opere del Maestro esposte nelle sale, rappresenterà la cornice ufficiale per il debutto dell’Associazione «Arte, Cavalli e Passione», sodalizio nato per iniziativa della famiglia con il compito di tutelarne, catalogarne e divulgarne l’immenso patrimonio artistico e umano.

Il tributo al Portico d’Ottavia: Roma celebra il genio e l’eredità di Gianni Testa

La cerimonia vedrà la partecipazione di figure di spicco del panorama culturale e istituzionale capitolino. Tra gli interventi più attesi figura quello dello storico e critico d’arte Claudio Strinati, già Soprintendente per il Polo Museale Romano, affiancato dai colleghi critici d’arte Tony Bonavita, Vittorio Esposito e Nicoletta Rossotti. A portare la loro testimonianza saranno inoltre la scrittrice Livia Mombelli Garrone, l’attrice Mariangela Torres e il consigliere capitolino Giorgio Trabucco, a testimonianza dell’indissolubile legame che ha unito Gianni Testa alla sua città natale.

L’incontro, moderato da Giuseppe Scatolini, vedrà una fitta rappresentanza della famiglia e del comitato fondatore dell’associazione: dalla presidente Chiara Testa alla moglie Mariagrazia Bomba, dalla sorella Lidia Testa a Massimo Ferrari, socio fondatore e storico fotografo del pittore, fino al nipote Daniel Giannasca Testa, a cui l’artista era legato da un affetto viscerale, e una delegazione dell’Associazione del Fante. Un momento di memoria viva che rifugge la retorica per riscoprire il fuoco creativo di un maestro che ha fatto dell’indipendenza espressiva e del rigore accademico la sua firma inconfondibile.

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Nasce l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione»: la memoria affidata alla figlia Chiara

Fondata da sette soci promotori, l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione» nasce con finalità civiche, solidaristiche e di promozione sociale. L’ente si prefigge il compito primario di avviare l’archiviazione scientifica dell’intero corpus pittorico di Gianni Testa, contrastando il fenomeno delle contraffazioni e garantendo a collezionisti e musei un punto di riferimento filologico certo per la certificazione e autenticazione delle opere.

Accanto alla conservazione documentale, l’associazione punta a sostenere attivamente le nuove generazioni di artisti attraverso l’istituzione di borse di studio, laboratori formativi, premi di pittura e percorsi di turismo culturale aperti a ricercatori italiani e stranieri. «Ricordare mio padre a due anni dalla scomparsa significa non soltanto celebrare una carriera straordinaria, ma costruire un ponte vivo capace di trasmettere ai giovani i valori della libertà espressiva e della dedizione al lavoro che hanno guidato ogni sua pennellata», ha dichiarato la presidente Chiara Testa, custode della memoria artistica paterna.

Dall’amicizia con Carlo Levi e Guttuso alle mostre a New York: sessant’anni di pittura pura

Nato a Roma il 23 ottobre 1936, Gianni Testa ha attraversato oltre sei decenni di storia dell’arte del secondo Novecento. Dopo la laurea conseguita all’Università La Sapienza e gli anni formativi dedicati al restauro presso la prestigiosa Galleria Borghese, dove apprese i segreti della luce caravaggesca e la chimica dei pigmenti rinascimentali, Testa si inserì nel fermento intellettuale della Capitale del dopoguerra.

Determinante fu l’incontro con Carlo Levi, che ne intuì immediatamente il talento prorompente e lo incoraggiò a esporre già nei primi anni Sessanta accanto ai mostri sacri della pittura figurativa italiana. In quegli anni di vivace dibattito politico e artistico, Testa strinse legami di fraterna stima con Renato Guttuso, Ennio Calabria, Pericle Fazzini e Carlo Quaglia, partecipando alle più prestigiose kermesse del Paese, dalla Biennale Romana alla Triennale di Milano fino alla Quadriennale di Roma. Negli anni Ottanta e Novanta il suo raggio d’azione travalicò i confini nazionali, conquistando il collezionismo internazionale con memorabili rassegne a Basilea, New York e Philadelphia.

I critici, Claudio Strinati e il Vittoriano: l’energia selvaggia del «pittore dei cavalli»

Sebbene il soggetto equestre sia stato la sua icona più celebre, la poetica di Gianni Testa ha saputo spaziare con eguale maestria tra paesaggi onirici, nudi carnali, folle oceaniche e soggetti sacri. Nei suoi destrieri in corsa, vibranti di pennellate dense, vorticose e materiche, si condensa una ricerca stilistica originale che fonde il rigore del realismo con la luminosità atmosferica dell’impressionismo francese e l’urlo espressivo dell’avanguardia.

Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua lunga traiettoria artistica, tra cui spicca il Premio alla Carriera conferitogli dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e la memorabile mostra antologica che la città di Roma gli tributò nel 2014 negli spazi solenni del Complesso del Vittoriano. L’evento del 19 ottobre al Portico d’Ottavia riapre ufficialmente il dialogo tra Roma e uno dei suoi figli più illustri, consegnando alle future generazioni la testimonianza di un artista che ha saputo dipingere la vita con indomita passione e assoluta libertà.

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Artinvita Festival 2026 accende l’Abruzzo: tra videoinstallazioni, residenze francesi e l’Antropocena, l’arte interroga l’impatto dell’uomo sulla terra

Dal 23 ottobre al 1° novembre la IX edizione di Artinvita Festival Internazionale degli Abruzzi: tra Orsogna, Guardiagrele, Arielli e Crecchio arte e sostenibilità interrogano l’Antropocene. Dal Nouveau Grand Tour francese alla performance con marionette a grandezza naturale, fino alla cena-evento «Antropocena» e al videomapping monumentale. Tutto il programma completo nell’articolo 👇

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Carnet de bal 2

Orsogna – L’arte contemporanea torna a farsi lente d’ingrandimento per decifrare le ferite e le trasformazioni del nostro pianeta, radicandosi nel cuore pulsante dell’Abruzzo collinare. Dal 23 ottobre al 1° novembre 2026 prende ufficialmente il via la nona edizione di Artinvita – Festival Internazionale degli Abruzzi, prestigiosa kermesse multidisciplinare che unisce teatro, danza, musica, arti visive e riflessione ecologica lungo il suggestivo asse marrucino, toccando i territori comunali di Orsogna, Guardiagrele, Arielli e Crecchio, in provincia di Chieti. Organizzato dall’associazione culturale abruzzese Insensi in coproduzione con la compagine francese Théâtre de Léthé – Collectif 2+, e sostenuto dalla Fondazione Nuovi Mecenati (Fondazione Franco-Italiana di sostegno alla creazione contemporanea), il festival compie un salto di qualità ambizioso, promuovendo un dialogo fecondo tra comunità locali, residenze artistiche internazionali e urgenza climatica.

La nona edizione sull’asse marrucina: l’arte contemporanea che interroga l’Antropocene

Al centro del cartellone 2026 vi è una domanda radicale: quale impronta lasciano le attività umane sui paesaggi, sugli ecosistemi e sulla memoria collettiva? La direzione artistica guidata da Marco Cicolini ha scelto di sfidare il concetto stesso di festival temporaneo, costruendo una presenza culturale distribuita lungo l’intero arco dell’anno per consolidare legami autentici con il territorio e con i suoi abitanti. L’edizione di quest’anno intende fare delle piazze, delle chiese dismesse e dei teatri dell’entroterra chietino un laboratorio a cielo aperto in cui riflettere collettivamente su modelli di convivenza più equi e sostenibili.

La rassegna si aprirà ufficialmente venerdì 23 ottobre nella suggestiva cornice della chiesa di San Rocco ad Arielli, dove sarà inaugurata la video installazione documentaria «Da qui in poi ci sono i Leoni», opera dell’artista associata Paola Di Mitri visitabile fino al 1° novembre. Il progetto osserva con sguardo lucido e penetrante le alterazioni del paesaggio naturale provocate dall’espansione industriale e dalle dinamiche estrattive, stimolando una presa di coscienza sui limiti invalicabili degli equilibri biologici.

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Da Arielli a Guardiagrele e Crecchio: videoinstallazioni, residenze francesi e tango con marionette

Domenica 25 ottobre il festival proporrà un doppio evento ad altissimo tasso di contaminazione internazionale. Alle ore 11:00 lo spazio indipendente /f urbä/ di Guardiagrele ospiterà il vernissage dell’installazione visiva firmata dalla giovane artista francese Pernelle Gaufillet-Ventura, in residenza per un mese in Abruzzo grazie al programma «Nouveau Grand Tour 2026», promosso dall’Institut Français e dall’Ambasciata di Francia in Italia per sostenere i migliori talenti emergenti transalpini, con la curatela di Simone Marsibilio.

Nel pomeriggio, dalle ore 16:00, la carovana di Artinvita si sposterà nell’Auditorium Santa Maria Da Piedi a Crecchio: la giornata si aprirà con un laboratorio gratuito di tango argentino accessibile a tutti, seguito alle ore 18:00 dalla performance «Carnet de Bal», in cui la celebre coreografa francese Pascale Toniazzo danzerà intrecciando i propri passi con una poetica marionetta a grandezza naturale, sospesa e animata dal vivo. A suggellare l’incontro tra arte e convivialità paesana sarà la degustazione culinaria a cura delle storiche «Mamme d’Abruzzo», custodi delle ricette tradizionali del territorio marrucino.

«Antropocena» a Orsogna: la tavola sostenibile di Marco Cicolini e dello chef Arturo Franzino

Mercoledì 28 ottobre alle ore 21:00 tornerà a Orsogna uno degli eventi simbolo più amati e provocatori del festival: «Antropocena». Ospitata presso i locali della pizzeria FràGranze di Francesco Pace, la cena/evento interdisciplinare ideata dal direttore artistico Marco Cicolini e realizzata in collaborazione con lo chef italo-francese Arturo Franzino condurrà i commensali in un’esperienza sensoriale inedita.

Attraverso un percorso gastronomico a portate narrative, i partecipanti saranno invitati a confrontarsi direttamente con l’impatto ecologico delle proprie abitudini alimentari, interrogandosi su filiere corte, impronta carbonica del cibo, biodiversità e prospettive nutrizionali del futuro. Un format originale in cui la convivialità della tavola si trasforma in dibattito etico e civile, richiedendo la prenotazione obbligatoria per ragioni di capienza.

Il gran finale al Teatro De Nardis: la musica di BINETA, il videomapping e Giulia Scotti

La tranche conclusiva di Artinvita 2026 animerà il Teatro Comunale Camillo De Nardis di Orsogna. Venerdì 30 ottobre alle ore 21:00 riflettori accesi sul concerto-spettacolo «L’Acquario – Ce qui s’écaille de ce qui brille» di BINETA, alter ego artistico della virtuosa polistrumentista, cantante e ballerina francese Anne-Lise Binard, già collaboratrice di giganti della scena come James Thierrée e fresca di pubblicazione dell’acclamato album «FOLKLO». Lo spettacolo vedrà l’artista esibirsi in una versione speciale creata durante la sua residenza abruzzese.

Al termine del concerto, dalle 22:30 a mezzanotte, la facciata monumentale del teatro orsognese si trasformerà in un’immensa tela vivente grazie al videomapping monumentale «L’ile au corail», ideato dall’artista associato Simon Rouby: un’opera visiva magnetica che mette a confronto i milioni di anni necessari alle barriere coralline per rigenerarsi dopo le ere geologiche con la rapidità drammatica dell’attuale collasso climatico. Il sipario sulla nona edizione calerà domenica 1° novembre alle 19:00 con la pièce teatrale «Quello che non c’è» della regista Giulia Scotti, produzione selezionata attraverso il prestigioso network nazionale In-Box, suggellando dieci giorni di pura creatività e impegno civile tra le montagne e il mare d’Abruzzo.

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A Spazio Rossellini nasce «2046: Lettere al futuro»: il grande teatro, la danza e la musica scrivono alle prossime generazioni con ATCL e Rai Radio 3

A Spazio Rossellini (Roma) tre serate evento il 19 e 26 ottobre e il 9 novembre: «2046: lettere al futuro» chiude il progetto T.I.R. di ATCL con i vertici di teatri, festival e musica (da Longhi a Macciardi e Capparelli) che scrivono ai colleghi di domani. I simposi, i tirocini per giovani under 35 e la trasmissione su Rai Radio 3: tutti i dettagli nell’articolo completo 👇

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Spazio Rossellini

Roma – Che cosa scriverebbe oggi un direttore artistico, un sovrintendente o un maestro di scena alla persona che, esattamente vent’anni dopo, sarà chiamata a ricoprire il suo medesimo incarico alla guida di un teatro nazionale, di un corpo di ballo o di una grande istituzione concertistica? Da questo interrogativo visionario e carico di responsabilità civile prende vita «2046: lettere al futuro», l’atteso ciclo di tre serate pubbliche che conclude la fortunata rassegna T.I.R. – Teatri in Rete. Promosso e coordinato da ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio (Circuito Regionale Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo, riconosciuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio), il progetto giunge al suo atto conclusivo sul palcoscenico di Spazio Rossellini, polo culturale della Regione Lazio, trasformandosi in una tribuna d’eccezione in cui i vertici del sistema performativo italiano passeranno simbolicamente il testimone alle nuove leve under 35.

La sfida visionaria di Spazio Rossellini: epistole dal presente verso il 2046

Il format ideato per le tre serate del 19 ottobre, 26 ottobre e 9 novembre 2026 si distingue per una formula tanto essenziale quanto dirompente. Ciascun protagonista invitato salirà sul palco per leggere una lettera inedita della durata di circa cinque minuti, indirizzata direttamente al proprio ideale successore dell’anno 2046. Non si tratterà di un nostalgico amarcord né di una sterile lezione accademica, ma di un autentico esercizio di preveggenza e generosità: interrogarsi sulle trasformazioni tecnologiche, antropologiche e sociali che investiranno lo spettacolo dal vivo nei prossimi due decenni.

Alle letture seguirà un confronto aperto e senza filtri con la platea composta da studenti universitari, giovani artisti, allievi delle accademie e operatori under 35 che hanno partecipato alle attività formative di Teatri in Rete. Un dialogo generazionale incentrato sulla ridefinizione degli spazi pubblici, sui modelli di finanziamento, sull’impatto dell’intelligenza artificiale nei processi creativi e sulle nuove modalità di ingaggio con pubblici sempre più frammentati e digitalizzati.

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Il trittico degli incontri: i maestri del teatro, della danza e della musica a confronto

Il calendario delle tre serate vedrà sfilare a Spazio Rossellini i massimi esponenti della cultura nazionale. Si comincia lunedì 19 ottobre con il teatro, con la conduzione di Graziano Graziani e Lorenzo Pavolini. A scrivere al futuro saranno Claudio Longhi, direttore del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa; Elena Di Gioia, direttrice artistica di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale; Isabella Di Cola, direttrice artistica di ATCL; e Saverio La Ruina, pluripremiato attore, drammaturgo e direttore del festival Primavera dei Teatri.

Lunedì 26 ottobre il testimone passerà all’arte coreutica, in una serata guidata da Katia Ippaso e Graziano Graziani. Protagonisti saranno Gemma Di Tullio (Puglia Culture), Angela Fumarola (Fondazione Armunia e Inequilibrio Festival), Michele Mele (OperaEstate Festival / B.Motion), Gabriella Stazio (coreografa e presidente di Movimento Danza) e Mvula Sungani, presidente del Consiglio Superiore dello Spettacolo. Infine, lunedì 9 novembre alle 20:30, la chiusura sarà affidata alla musica, con il coordinamento di Valerio Corzani: sul palco interverranno Marco Molendini (consulente Umbria Jazz), Stefano Senardi (presidente onorario Club Tenco), Andrea Miccichè (presidente NUOVO IMAIE), Elena Capparelli (direttrice RaiPlay e Digital) e Fulvio Macciardi, sovrintendente del Teatro di San Carlo di Napoli.

Il bilancio del progetto T.I.R. di ATCL: orientamento, simposi e dieci tirocini retribuiti

Le tre serate rappresentano il coronamento di un vasto programma di divulgazione e orientamento professionale finanziato dall’Assessorato al Lavoro e alla Formazione della Regione Lazio e cofinanziato dall’Unione Europea con le risorse del FESR Lazio 2021-2027. Nel corso del 2026, Teatri in Rete ha coinvolto centinaia di giovani under 35 residenti in tutte le cinque province del Lazio (Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo), abbattendo la distanza tra i percorsi accademici e le concrete opportunità occupazionali nelle carriere organizzative, gestionali, tecniche e promozionali del palcoscenico.

Il progetto ha visto la realizzazione di cinque simposi tematici territoriali, cinque webinar specialistici e cinque workshop immersivi, arricchiti da moduli e-learning e sessioni di mentoring personalizzato. Punto di forza dell’iniziativa è stata l’attivazione di dieci tirocini retribuiti della durata di sei mesi presso teatri, festival e circuiti regionali, consentendo a giovani professionisti di entrare direttamente negli organigrammi delle strutture produttive per apprendere i segreti della contrattualistica, del diritto d’autore, della sostenibilità ecologica e della progettazione europea per la cultura.

Dallo Spazio Rossellini ai microfoni di Radio 3 Rai: un patrimonio sonoro per le nuove generazioni

La risonanza del ciclo di incontri non resterà confinata entro le mura del polo di via della Vasca Navale. Tutte le lettere al futuro e i dibattiti con le giovani generazioni saranno integralmente registrati per una successiva messa in onda sui canali nazionali di Rai Radio 3, storica emittente culturale del servizio pubblico radiofonico.

Le trasmissioni radiofoniche trasformeranno le riflessioni dei maestri in un archivio sonoro permanente e liberamente fruibile in podcast, fornendo alle università, agli addetti ai lavori e al grande pubblico uno spaccato autentico sulle speranze e sui timori dello spettacolo dal vivo. Un ponte ideale gettato verso il 2046, che ribadisce la centralità del teatro, della danza e della musica come beni comuni irrinunciabili per la tenuta civile e democratica del nostro Paese.

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