Atene – Il giornalismo come presidio irrinunciabile di libertà, argine civile contro le tempeste della disinformazione digitale e ponte etico di cooperazione democratica tra i popoli. In un’epoca segnata da profonde instabilità geopolitiche e dalla rivoluzione tecnologica dei mass media, la giornalista e scrittrice Angela Kosta ha incontrato per Cavalier News il dottor Demitrios Kannavos, autorevole firma del giornalismo investigativo ellenico e membro del Comitato di vigilanza dell’Associazione Europea dei Giornalisti (Sezione Ellenica). Di seguito pubblichiamo integralmente la conversazione, un documento di straordinario valore civico sulla responsabilità sociale dell’informazione.
Il giornalismo come servizio pubblico e baluardo dei diritti umani
A cura di Angela Kosta
Dr. Demitrios Kannavos affronta le sfide del giornalismo investigativo, la tutela dei diritti umani e la cooperazione internazionale nell’era della disinformazione.
Buongiorno, Dr. Demitrios. Può descriverci il suo percorso professionale, soffermandosi sulle tappe che hanno maggiormente contribuito alla sua formazione nel campo del giornalismo internazionale?
«Il mio percorso professionale nel giornalismo è stato caratterizzato da un profondo impegno per l’informazione di interesse pubblico, il dialogo internazionale e il lavoro investigativo. Nel corso degli anni, ho operato in diversi ambiti dei media, tra cui il giornalismo investigativo e internazionale, la diplomazia culturale e le strategie di comunicazione digitale.
Un momento fondamentale della mia carriera è stata la fondazione e la direzione di Hellenic Group Media, un’organizzazione impegnata nel giornalismo responsabile, nella cooperazione internazionale e nella promozione dei valori democratici. Attraverso questo lavoro ho avuto l’opportunità di collaborare con giornalisti, accademici e personalità culturali in tutta Europa e negli Stati Uniti.
Un altro passo importante è stato lo sviluppo di Hellenic Los Angeles Network, che mira a costruire ponti tra la Grecia, la diaspora greca e la comunità creativa internazionale.
Queste iniziative hanno rafforzato la mia convinzione che il giornalismo non sia soltanto una professione, ma anche una responsabilità civica globale».
Lei concepisce il giornalismo come una missione di responsabilità e di servizio alla società. In che modo questa visione orienta il suo lavoro professionale?
«Per me, il giornalismo è essenzialmente un servizio pubblico. Il ruolo e il dovere del giornalista non consistono soltanto nell’informare, ma anche nel difendere i valori democratici, dare voce alla società e contribuire alla trasparenza e alla responsabilità delle istituzioni.
Questa filosofia guida ogni aspetto del mio lavoro. Un giornalismo responsabile richiede indipendenza, integrità etica e rispetto della verità. In un’epoca in cui la disinformazione si diffonde rapidamente, i giornalisti devono agire come custodi dell’informazione attendibile.
Per questo motivo, il mio lavoro mira a promuovere un giornalismo al servizio della società, non del potere. Ciò significa concentrarsi sull’accuratezza, sull’equità e sul contesto sociale più ampio in cui si inseriscono le notizie».
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Le sfide investigative, le crisi umanitarie e la vigilanza etica in Europa
In relazione alle dinamiche internazionali e al giornalismo investigativo, quali ritiene siano oggi le principali sfide in termini di indipendenza, accuratezza e protezione delle fonti?
«Una delle sfide più importanti consiste nel preservare l’indipendenza editoriale in un contesto in cui le pressioni economiche, le influenze politiche e la disinformazione digitale condizionano sempre più il mondo dei media.
Il giornalismo investigativo deve inoltre affrontare rischi crescenti, legati soprattutto alla protezione delle fonti e alla sicurezza delle informazioni. I giornalisti sono chiamati a operare in contesti geopolitici complessi, nei quali le informazioni possono essere manipolate o utilizzate come strumenti di pressione.
Per affrontare queste sfide sono necessari solidi standard etici e giuridici. La protezione dei giornalisti e la cooperazione internazionale tra organi di informazione e organizzazioni sono essenziali e indispensabili».
Quando si affrontano questioni legate agli interventi umanitari e alla protezione civile, quali principi considera fondamentali per garantire un’informazione accurata e responsabile?
«Nelle crisi umanitarie, i giornalisti devono dare priorità all’accuratezza, alla dignità umana e alla comprensione del contesto.
È importante evitare il sensazionalismo e garantire che la narrazione giornalistica rifletta la realtà delle popolazioni colpite. Questo rafforza ulteriormente la nostra responsabilità. Il giornalismo deve mettere in evidenza la dimensione umana delle crisi, offrendo al contempo informazioni verificate ed equilibrate.
I giornalisti devono inoltre essere consapevoli delle proprie responsabilità etiche, che implicano la necessità di riferire correttamente i fatti anche in contesti delicati, soprattutto quando sono coinvolte comunità vulnerabili».
In qualità di membro del Comitato di vigilanza dell’Associazione Europea dei Giornalisti – Sezione Ellenica, quali iniziative ritiene prioritarie per rafforzare l’etica e la qualità dell’informazione in Europa?
«In qualità di membro del Comitato di vigilanza dell’Associazione Europea dei Giornalisti – Sezione Ellenica, il mio ruolo si concentra principalmente sulla supervisione, sulla trasparenza e sulla responsabilità istituzionale.
L’organo di vigilanza e il comitato sono responsabili della revisione e del controllo finanziario, nonché del monitoraggio delle attività e delle procedure amministrative del Consiglio direttivo, al fine di garantire che l’organizzazione operi con integrità, trasparenza e nel rispetto del proprio statuto.
Oltre a questa responsabilità istituzionale, ritengo che il rafforzamento del giornalismo etico in Europa richieda una formazione professionale continua, un sostegno concreto al giornalismo indipendente e solidi meccanismi di trasparenza e responsabilità all’interno delle organizzazioni mediatiche.
Le istituzioni giornalistiche devono inoltre rafforzare le proprie strutture di governance interna e i principi etici. Una buona gestione delle associazioni professionali rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare la credibilità del giornalismo europeo».
In qualità di fondatore e membro dell’Unione Internazionale dei Giornalisti di Creta e dei Mass Media, quale ruolo attribuisce alla cooperazione internazionale tra i professionisti dell’informazione?
«In qualità di fondatore e membro dell’Unione Internazionale dei Giornalisti di Creta e dei Mass Media, ritengo che la cooperazione internazionale tra giornalisti sia fondamentale nel mondo interconnesso di oggi.
I professionisti dell’informazione devono lavorare insieme per condividere conoscenze, difendere la libertà di stampa e rafforzare gli standard professionali.
Le organizzazioni che promuovono la cooperazione internazionale creano valori condivisi e reti che consentono ai giornalisti di confrontare le proprie prospettive e affrontare collettivamente le sfide globali.
Una simile collaborazione rafforza anche il ruolo culturale e democratico del giornalismo oltre i confini nazionali».
Il futuro della professione nell’era digitale e il messaggio alle nuove generazioni
In un contesto globale caratterizzato dalla crescente diffusione della disinformazione, quale contributo possono offrire le istituzioni giornalistiche per tutelare l’affidabilità delle informazioni?
«Le istituzioni giornalistiche svolgono un ruolo fondamentale nella tutela dell’affidabilità dell’informazione. Devono promuovere l’etica professionale, sostenere il giornalismo investigativo e rafforzare i meccanismi di verifica dei fatti.
Inoltre, le organizzazioni mediatiche dovrebbero investire nell’educazione ai media e alla comunicazione digitale, affinché i cittadini siano maggiormente preparati a distinguere le informazioni attendibili da quelle false.
In definitiva, la credibilità del giornalismo dipende dalla trasparenza, dalla responsabilità e dal rispetto costante dei principi etici».
A suo giudizio, quale rapporto esiste tra giornalismo investigativo e tutela dei diritti umani nella società contemporanea?
«Il giornalismo investigativo è strettamente legato alla tutela dei diritti umani. Portando alla luce gli abusi di potere, la corruzione e le violazioni delle libertà e dei diritti fondamentali, contribuisce alla costruzione di una democrazia più responsabile.
Spesso i giornalisti agiscono come sentinelle della società, richiamando l’attenzione su questioni che altrimenti potrebbero rimanere nascoste. Questo ruolo è fondamentale per proteggere le libertà civili e la giustizia stessa.
In numerose occasioni, il giornalismo investigativo ha svolto un ruolo decisivo nel denunciare le violazioni dei diritti umani e nel promuovere riforme istituzionali».
Osservando l’evoluzione del panorama mediatico, quali aspetti strutturali e trasformazioni ritiene più significativi per il futuro della sua professione?
«Le trasformazioni più importanti comprendono la rapida digitalizzazione dei media, la comparsa di nuove piattaforme di comunicazione e la circolazione globale delle informazioni in tempo reale.
Sebbene questi sviluppi offrano nuove opportunità al giornalismo, generano anche sfide legate alla disinformazione, alla sostenibilità economica e alla fiducia del pubblico.
Il futuro del giornalismo dipenderà dalla capacità delle istituzioni mediatiche di adattarsi tecnologicamente, preservando al contempo solidi valori etici fondamentali».
Quale messaggio desidera trasmettere alle nuove generazioni di giornalisti che si affacciano a un mondo sempre più complesso?
«Alle nuove generazioni di giornalisti direi che l’integrità è il nostro patrimonio più prezioso.
In un mondo caratterizzato dal rumore mediatico e dalla competizione, la dedizione alla verità e al giornalismo etico deve rimanere il nostro principio guida.
Il giornalismo richiede coraggio, curiosità e responsabilità. I giovani giornalisti devono continuare a ricercare la conoscenza, mantenere la propria indipendenza di pensiero e ricordare sempre che il giornalismo è al servizio della società.
Nonostante le difficoltà, il giornalismo rimane uno dei pilastri più importanti della democrazia».
La ringrazio per questa intervista.
«Ringrazio lei, Angela, e tutti i lettori italiani. Desidero esprimere la mia gratitudine e il mio rispetto a tutta la redazione di Cavaliere News».
Biografia e percorso professionale del Dr. Demitrios Kannavos
Il Dr. Demitrios Kannavos è un giornalista conosciuto e una figura attiva nei settori dell’informazione, della cultura e del servizio pubblico.
È membro del Comitato di revisione contabile dell’Associazione Europea dei Giornalisti – Sezione Ellenica, nonché fondatore e membro dell’Unione Internazionale dei Giornalisti di Creta e dei Mass Media. Nel corso della sua attività ha contribuito allo sviluppo degli standard giornalistici e alla promozione della cooperazione internazionale.
Durante la sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali per il proprio lavoro, il servizio alla comunità e l’impegno nella promozione culturale.