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L’Aquila, l’ultimo saluto al maestro José Maria Sciutto nella Basilica di San Giuseppe Artigiano

🎶 Domani pomeriggio a L’Aquila, la Basilica di San Giuseppe Artigiano ospiterà la messa in suffragio del Maestro José Maria Sciutto. Un’occasione per ricordare il fondatore dell’Associazione Musica per la Pace e il suo grande lascito culturale.

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#LAquila #MusicaPerLaPace #JoseMariaSciutto #CulturaAquilana

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José Maria Sciutto

Redazione-  L’Aquila si prepara a stringersi in un abbraccio corale per rendere omaggio a una delle figure più influenti del panorama musicale cittadino degli ultimi decenni. Domani, 2 luglio, alle ore 16:30, la splendida cornice della Basilica di San Giuseppe Artigiano, situata nel cuore del centro storico in Via Sassa, ospiterà la Santa Messa in suffragio del Maestro José Maria Sciutto. Il celebre direttore d’orchestra e docente, figura di riferimento per intere generazioni di musicisti aquilani, è venuto a mancare lo scorso 20 giugno a La Plata, in Argentina, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo della didattica e della cultura.

La celebrazione liturgica sarà animata dal Coro dell’Associazione Musica per la Pace, l’ente di formazione musicale fondato dallo stesso Maestro proprio nel capoluogo abruzzese nel 1988. Sarà un momento di preghiera, ma anche di profonda gratitudine artistica, in cui le voci dei coristi si uniranno per ricordare colui che ha saputo trasformare la musica in un linguaggio universale e in uno strumento di coesione sociale. La comunità aquilana, che ha visto crescere tra le mura della Bottega Ars Musicalis — la scuola corale e musicale gestita dall’Associazione — numerosi giovani talenti, si ritroverà per commemorare un uomo che ha dedicato la propria esistenza alla missione pedagogica.

Una guida per le generazioni aquilane

Il legame tra José Maria Sciutto e L’Aquila è stato di natura profonda e duratura. Arrivato in città, il Maestro ha saputo innestare una sensibilità artistica di stampo internazionale all’interno del tessuto culturale locale. Attraverso il suo lavoro costante e rigoroso, la Bottega Ars Musicalis non è diventata solo un centro di studio, ma una vera fucina di valori umani. Molti dei giovani che sono passati sotto la sua direzione hanno oggi intrapreso carriere brillanti in Italia e all’estero, portando con sé l’impronta lasciata dal fondatore.

Il presidente dell’Associazione Musica per la Pace, Giuseppe Leuzzi, ha espresso il cordoglio di tutto il sodalizio, sottolineando come la scomparsa di Sciutto segni la chiusura di un capitolo fondamentale per la didattica musicale cittadina. Le parole di Leuzzi mettono in evidenza la dedizione professionale del Maestro, capace di coniugare una rara sensibilità artistica con una visione etica del fare musica. Per chi ha avuto l’opportunità di formarsi con lui, Sciutto non è stato soltanto un insegnante di tecnica vocale o strumentale, ma una guida morale che ha insegnato a concepire la musica come un’arte del vivere.

Il ricordo di un uomo di pace

Dopo la funzione religiosa, la commemorazione assumerà un tono più intimo e celebrativo. A tratteggiare il profilo umano e intellettuale di José Maria Sciutto sarà il giornalista e scrittore Goffredo Palmerini. La sua narrazione servirà a contestualizzare l’impatto che il Maestro ha avuto sulla vita culturale della città, riportando alla memoria aneddoti e traguardi raggiunti in anni di instancabile attività. Sarà un modo per fissare nel tempo la memoria di un uomo che, nonostante le origini argentine, aveva trovato nell’Aquila una seconda casa, contribuendo attivamente alla rinascita e al fermento artistico locale.

Alla cerimonia presenzierà anche la figlia del Maestro, Virginia Sciutto Arbore, giunta appositamente dall’Argentina per dare l’ultimo saluto al padre insieme alla comunità che lo ha amato. La presenza della famiglia rappresenta un momento di congiunzione ideale tra il luogo in cui Sciutto ha concluso il suo cammino terreno e quello in cui ha piantato i semi della sua eredità artistica. L’appuntamento di domani si preannuncia come un evento di grande partecipazione popolare, dove il silenzio della Basilica sarà interrotto solo dalle note e dai canti che hanno definito l’intera vita del Maestro. Chiunque intenda partecipare potrà recarsi a Via Sassa, nel pieno centro cittadino, per unirsi al cordoglio dei musicisti, degli allievi e degli amici che hanno condiviso con lui anni di dedizione alla bellezza e alla pace tra i popoli attraverso le sette note.

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Tortoreto “Città della Legalità”: cittadinanza onoraria al Prefetto Renato Cortese, l’uomo che arrestò Provenzano

Un momento storico ed emozionante per la comunità abruzzese! Venerdì 9 ottobre, la splendida città di Tortoreto (da sempre impegnata nella promozione della cultura civile e del turismo etico) conferirà la cittadinanza onoraria a un vero e proprio eroe moderno dello Stato italiano: il Prefetto Renato Cortese. Il suo nome è scolpito a lettere d’oro nella storia della giustizia, poiché Cortese è il poliziotto che, l’11 aprile del 2006, quando era a capo della leggendaria sezione “Catturandi” di Palermo, arrestò il capo assoluto di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano, mettendo fine a una latitanza fantasma durata ben 43 anni! Ma non solo: sotto la sua guida sono stati catturati i criminali più spietati d’Italia, da Pietro Aglieri a Gaspare Spatuzza, fino al famigerato Giovanni Brusca (l’uomo che premette il telecomando della strage di Capaci uccidendo Giovanni Falcone e che sciolse nell’acido il piccolo Giuseppe Di Matteo). Oggi Cortese è il Presidente del Premio Nazionale “Paolo Borsellino” e continua a girare le scuole d’Italia per insegnare ai ragazzi che la legalità è una scelta quotidiana di coraggio. Scoprite tutti i dettagli dell’incredibile carriera di questo servitore dello Stato e le informazioni sulla cerimonia di Tortoreto nel nostro articolo! E per non dimenticare, vi suggeriamo le migliori letture storiche per conoscere a fondo gli eroi dell’antimafia. 👇

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Prefetto Renato Cortese

Tortoreto (TE) – La comunità di Tortoreto si prepara a vivere un momento di straordinaria importanza storica, civile e morale. La splendida cittadina abruzzese, da sempre orgogliosamente definita la “regina” del turismo costiero regionale, ha scelto da molti anni di associare la propria vocazione all’accoglienza a un messaggio sociale di inestimabile valore, aprendo le proprie stagioni turistiche con intense giornate dedicate alla memoria di Don Tonino Bello, all’impegno civile, alla solidarietà e alla diffusione della cultura della legalità. In virtù di questo impegno costante e instancabile, venerdì prossimo la città legherà indissolubilmente il proprio nome a quello di un vero e proprio eroe italiano dei nostri tempi: il Prefetto Renato Cortese. Il Comune, infatti, conferirà a Cortese la cittadinanza onoraria, il più alto riconoscimento istituzionale che l’amministrazione possa attribuire a personalità che si siano distinte per altissimi meriti civili, morali e sociali, contribuendo in maniera determinante al prestigio della Nazione. Ma chi è realmente Renato Cortese? Per capirne la grandezza bisogna tornare indietro nel tempo, riavvolgendo il nastro della storia italiana fino al 2006, nei meandri oscuri e apparentemente impenetrabili di Cosa Nostra.

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La cattura del “Fantasma”: la fine della latitanza di Bernardo Provenzano

Renato Cortese è l’uomo che ha letteralmente riscritto la storia della lotta alla mafia in Italia.
Il suo nome rimarrà scolpito per sempre negli annali della giustizia come il funzionario di Polizia che riuscì ad arrestare il “Capo dei Capi” della mafia corleonese, Bernardo Provenzano. Il boss mafioso viveva nell’ombra, latitante e introvabile da ben 43 lunghissimi anni. Provenzano governava Cosa Nostra come un fantasma invisibile, impartendo ordini di morte e gestendo affari miliardari attraverso il rudimentale ma efficacissimo sistema dei “pizzini” (foglietti di carta dattiloscritti e passati di mano in mano da complici fidatissimi), sfruttando una fitta rete di omertà, di silenzi colpevoli e di connivenze anche all’interno dei cosiddetti “salotti buoni” della società. L’incantesimo di questa presunta e arrogante invincibilità mafiosa venne definitivamente spezzato l’11 aprile del 2006. A compiere questa impresa storica fu proprio l’allora giovane funzionario della Polizia di Stato Renato Cortese, che all’epoca si trovava a capo della leggendaria sezione “Catturandi” della Questura di Palermo. Lavorando per anni fuori dalle luci dei riflettori, in silenzio assoluto, con appostamenti massacranti e intercettazioni microscopiche, Cortese e la sua squadra riuscirono a scovare il nascondiglio del boss in un cascinale di Corleone, mettendo fine a una delle latitanze più lunghe e sanguinose della storia criminale mondiale.

Dalle manette a Giovanni Brusca al Premio Borsellino

L’arresto di Bernardo Provenzano non è stato un caso isolato, ma il coronamento di una carriera investigativa strabiliante.
Renato Cortese ha infatti condotto e portato a termine operazioni che hanno letteralmente decapitato l’organizzazione mafiosa siciliana. Sotto la sua guida, sono finiti in manette criminali spietati e di altissimo calibro, veri e propri “padrini” del terrore. Tra questi spicca l’arresto di Pietro Aglieri; la cattura di Gaspare Spatuzza (il “colonnello” fedelissimo dei fratelli Graviano che, una volta divenuto collaboratore di giustizia, ha permesso di riscrivere enormi pezzi di verità sulla terribile stagione delle stragi del 1992-1993); e l’arresto del sanguinario boss Giovanni Brusca, il famigerato capomafia che azionò il telecomando della strage di Capaci massacrando il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta, e che si macchiò dell’orribile omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido. I successi investigativi di Cortese non solo hanno assicurato assassini spietati alla giustizia terrena, ma hanno avuto un potentissimo effetto psicologico e sociale, contribuendo a sconfiggere definitivamente il mito della “incrollabilità” della mafia e distruggendo le collusioni con la massoneria deviata. Da quegli anni gloriosi a Palermo, Cortese ha proseguito la sua brillante e immacolata carriera dirigendo la Squadra Mobile di Roma, ricoprendo il delicato ruolo di Questore e Prefetto, fino a essere nominato direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato. Ma nonostante i vertici raggiunti, Cortese non ha mai smesso di portare la sua testimonianza coraggiosa all’interno delle scuole italiane, mostrando alle nuove generazioni che la legalità non è un semplice concetto filosofico o astratto, ma una dura, scomoda e necessaria scelta quotidiana di coraggio per stare sempre dalla parte dello Stato.

I dettagli della cerimonia a Tortoreto

A distanza di vent’anni dalle epiche operazioni della sezione Catturandi, la città di Tortoreto, autoproclamatasi fiera “Città della legalità”, ha deciso di omaggiare questo straordinario servitore delle istituzioni.
La cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria si svolgerà venerdì 9 ottobre, alle ore 11:00, presso l’accogliente Centro Congressi e Meeting del Salinello Camping Village, situato a Tortoreto Lido sul Lungomare Sirena. Sarà l’occasione per omaggiare non solo un poliziotto formidabile, ma anche l’attuale presidente del Premio nazionale “Paolo Borsellino”. Questa manifestazione unica, nata orgogliosamente in Abruzzo nel lontano 1992 (all’indomani delle stragi mafiose) e presieduta dallo stesso Cortese, continua ininterrottamente da decenni a promuovere la cultura della legalità e dell’impegno civile. La cittadinanza onoraria di Tortoreto suggella dunque la straordinaria carriera di un uomo la cui attività investigativa e operativa è stata sempre ed esclusivamente caratterizzata da un’altissima professionalità, da uno spiccato coraggio personale, da una ferrea determinazione e da un’assoluta e instancabile dedizione al servizio del Paese e dei suoi cittadini più deboli.

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Nuova Pescara, i Giovani Democratici sfidano il centrodestra: “Gioventù Nazionale scomparsa, un silenzio imbarazzante”

La miccia è accesa e volano stracci anche tra le sezioni giovanili dei partiti! 🔥 Sulla fusione infinita della “Nuova Pescara”, i Giovani Democratici (GD) del PD hanno appena lanciato una bomba politica pazzesca contro i loro coetanei del Centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia)! Il motivo? Mentre in Regione i vertici del centrodestra litigano ferocemente tra loro per rinviare la fusione della città al 2028 o 2029 (pensando solo alle poltrone), le sezioni giovanili di Destra (che prima erano a favore!) sono improvvisamente… sparite nel nulla! “Un silenzio omertoso e imbarazzante, svegliatevi e venite a confrontarvi!” tuonano Emanuele Castigliego e Saverio Gileno dei Giovani Dem. “Invece di pensare a spartirvi il potere e a litigare sulle date, sediamoci a un tavolo tutti insieme per progettare la grande Città del Futuro che noi giovani saremo costretti a vivere!”. Una “strigliata” generazionale in piena regola che sicuramente non passerà inosservata! Trovate l’appello completo, le dichiarazioni velenose e il nostro libro suggerito sulle “Smart City” nell’articolo completo! 👇

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Comune-Nuova-Pescara

Pescara – Il farraginoso, ritardato e apparentemente infinito processo burocratico per la complessa istituzione della “Nuova Pescara” (la titanica fusione amministrativa e territoriale tra i comuni di Pescara, Spoltore e Montesilvano) non sta scatenando solamente le feroci e giustificate ire dei vari Comitati Civici cittadini, esasperati dai continui rinvii. L’intenso scontro istituzionale, che si sta consumando in queste ore cruciali all’interno delle stanze del Consiglio Regionale abruzzese (con la maggioranza spaccata sull’emendamento Sospiri che vorrebbe far slittare tutto al 2029), sta infatti infiammando anche e soprattutto il delicatissimo fronte delle organizzazioni politiche giovanili. A scendere pesantemente in campo, lanciando un vero e proprio guanto di sfida dialettico ai propri coetanei, sono i Giovani Democratici (GD). Con un durissimo comunicato ufficiale firmato congiuntamente da Emanuele Castigliego (Segretario cittadino dei GD di Nuova Pescara) e da Saverio Gileno (Segretario regionale dei GD Abruzzo), l’organizzazione giovanile del Partito Democratico ha puntato spietatamente il dito non solo contro la cecità politica dei “grandi”, ma soprattutto contro l’assordante, inspiegabile e tattico mutismo delle giovanili dei partiti di governo (ovvero i giovani militanti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia).

[CONSIGLIO DI LETTURA E URBANISTICA]
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Il mistero del silenzio a Destra: “Prima eravate a favore!”

L’attacco politico sferrato da Castigliego è frontale, tagliente e non ammette alcun tipo di replica evasiva.
“Mentre i leader del centrodestra continuano imperterriti a litigare furiosamente sui giornali e nelle aule sulla data del rinvio e sulle farraginose modalità esecutive della Nuova Pescara, viene spontaneo chiedersi dove diavolo sia finita la voce critica delle sue stesse organizzazioni giovanili!”, tuona senza mezzi termini il Segretario dei Giovani Democratici. La critica sollevata dai vertici del PD giovanile scoperchia in realtà una palese e clamorosa contraddizione storica all’interno del fronte conservatore locale. Negli anni passati, infatti, storiche sigle di destra come Forza Italia Giovani, l’agguerritissima Gioventù Nazionale (movimento giovanile legato a Giorgia Meloni) e la storica Lega Giovani, si erano sempre espresse con grande fervore e senza indugio alcuno a totale favore della rapida fusione metropolitana. “Oggi, invece”, incalza e accusa duramente Castigliego, “davanti al vergognoso rinvio strategico e alle palesi e imbarazzanti divisioni per le poltrone che stanno lacerando la maggioranza regionale, assistiamo sgomenti a un totale e assoluto silenzio istituzionale che ci sorprende e ci delude profondamente come generazione”. I Giovani Democratici ricordano a tutte le fazioni politiche che l’immenso futuro urbanistico, ecologico ed economico della Nuova Pescara non può e non deve essere cinicamente ridotto, come accade ormai troppo spesso in Italia, a una squallida partita a scacchi fatta di cinici equilibri politici e spietata spartizione del potere elettorale a breve termine.

La proposta: “Un tavolo con tutte le giovanili per progettare il futuro”

Ciò che fa più rabbia ai giovani dirigenti democratici è che, mentre la politica “dei grandi” continua a scannarsi pateticamente sulle date di slittamento, nessuno sta fisicamente mettendo su carta un progetto per capire “come” funzionerà e “cosa” offrirà la Pescara di domani ai suoi cittadini.
“Parliamo della metropoli che noi giovani, la nostra generazione, sarà materialmente chiamata a vivere, ad abitare e a sviluppare per i decenni a venire”, continuano i Segretari. “Noi Giovani Democratici riteniamo fortemente che questo imbarazzante silenzio debba essere urgentemente e coraggiosamente superato. Crediamo fermamente che le organizzazioni giovanili delle diverse forze politiche (nessuna esclusa) debbano avere il coraggio di confrontarsi apertamente e pubblicamente sulla città che vogliamo e sogniamo di costruire”. Per rompere questo stallo paralizzante, i Giovani Dem lanciano quindi un appello pubblico: un invito formale a tutte le giovanili di partito affinché prendano finalmente posizione in maniera chiara, sedendosi tutti insieme a un grande tavolo istituzionale bipartisan per discutere progetti comuni e idee strutturali per la nuova Smart City. Sulla stessa identica linea d’onda si posiziona l’analisi lucida e sferzante di Saverio Gileno, segretario regionale dei GD Abruzzo. “Purtroppo, l’attuale centrodestra, operando con lo stesso identico modus operandi sia a livello di Governo nazionale che a livello di Giunta Regionale, continua ostinatamente a occuparsi e preoccuparsi soprattutto della propria mera sopravvivenza elettorale e dei propri opachi destini personali”, commenta Gileno con amarezza. “Invece di concentrarsi responsabilmente sulle grandi riforme sociali, sui servizi e sulla qualità della vita delle persone. Questa triste vicenda della Nuova Pescara è assolutamente emblematica: le segreterie sono divise e si fanno la guerra tra chi vuole rinviare tutto al 2028 e chi al 2029. In tutto questo teatrino indecoroso, il vero e unico tema centrale dovrebbe invece essere: quale tipologia di città vogliamo costruire? Non serve assolutamente a nulla litigare sulle scadenze sul calendario! Dobbiamo utilizzare questo tempo per immaginare il futuro, creare nuove e concrete opportunità lavorative, portare convenienze tangibili per tutti i vasti territori coinvolti, e fare in modo che nessuno dei nostri cittadini venga tragicamente lasciato solo o indietro”.

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Poste Italiane: iniziativa d’oro a Rignano Flaminio con il piano di restyling straordinario

Poste Italiane avvia i lavori di manutenzione straordinaria all’ufficio postale di Rignano Flaminio. La sede di via Sant’Abbondio resterà chiusa per restyling, ma per garantire la continuità dei servizi è stato attivato uno sportello dedicato ai cittadini presso l’ufficio postale di Sant’Oreste. Scopri tutti gli orari e le alternative utili sul territorio 👇

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Ufficio Postale

Rignano Flaminio – Immaginate il piccolo grande disagio di chi, abituato da una vita a varcare la soglia del proprio ufficio postale sotto casa, si scontra all’improvviso con una saracinesca abbassata e con l’incertezza di non sapere dove ritirare la pensione, spedire un pacco o pagare una bolletta in scadenza. Nella routine quotidiana delle nostre comunità, la sede postale non rappresenta un semplice sportello burocratico, ma costituisce un punto di riferimento umano e sociale insostituibile, in particolare per i cittadini più anziani, le persone fragili e le famiglie che necessitano di servizi essenziali. Gestire una chiusura temporanea senza abbandonare i residenti al proprio destino richiede una pianificazione attenta e solidale, capace di limitare al massimo l’impatto sulla vita di tutti i giorni della gente comune.

Per elevare gli standard strutturali della propria rete e garantire al contempo una totale continuità assistenziale alla cittadinanza, l’azienda pubblica ha annunciato l’avvio immediato di un importante intervento sul territorio. Poste Italiane ha comunicato ufficialmente che la sede dell’ufficio postale di Rignano Flaminio è interessata da radicali lavori di manutenzione straordinaria e ammodernamento tecnologico. Per consentire il corretto e sicuro svolgimento dei cantieri edili all’interno dei locali storici, la filiale situata in via Sant’Abbondio dovrà rimanere temporaneamente chiusa al pubblico a partire da oggi e fino alla metà del mese, privando temporaneamente il borgo del suo consueto sportello.

Il piano di emergenza aziendale per blindare i servizi dei cittadini

La direzione aziendale, porgendo le proprie scuse formali alla popolazione per l’inevitabile ma necessario disservizio logistico, ha attivato uno scudo operativo d’urgenza per non lasciare scoperto il territorio. Per l’intero periodo di esecuzione dei lavori di ristrutturazione, è stato predisposto uno sportello speciale interamente dedicato ed esclusivo per la clientela di Rignano Flaminio presso il vicino ufficio postale di Sant’Oreste, situato nella centrale piazza dei Cavalieri Caccia. Questa postazione mobile consentirà ai residenti trasferiti di effettuare tutte le principali operazioni finanziarie e postali senza subire interruzioni o ritardi nei propri adempimenti quotidiani.

Il presidio dedicato all’utenza di Rignano Flaminio rispetterà orari di apertura specifici per andare incontro alle esigenze delle famiglie: lo sportello sarà accessibile dal lunedì al venerdì dalle ore 8:20 alle 13:35, e nella giornata del sabato dalle ore 8:20 fino alle 12:35. Presso questa sede provvisoria sarà possibile gestire anche le pratiche più delicate e cosiddette “radicate”, come le operazioni di prelievo e versamento sui libretti di risparmio, la gestione dei conti correnti BancoPosta e il ritiro fondamentale della corrispondenza a firma e delle raccomandate non consegnate a domicilio per assenza del destinatario. L’edificio di Sant’Oreste è inoltre dotato di uno sportello automatico ATM Postamat attivo 24 ore su 24.

La rete alternativa delle tabaccherie per evitare lunghe trasferte

La macchina organizzativa di Poste Italiane ha voluto ricordare come tutti i prodotti finanziari e i servizi tradizionali in circolarità restino comunque fruibili non solo presso gli altri sportelli ordinari di Sant’Oreste, ma all’interno di qualsiasi altro ufficio postale dislocato sulla mappa nazionale. Tuttavia, per evitare faticosi spostamenti automobilistici verso i comuni limitrofi, l’azienda suggerisce ai cittadini una validissima e utilissima alternativa integrata sul territorio: l’utilizzo capillare della rete multiservizi dei partner commerciali convenzionati denominati “Punto Poste e PuntoLis”, ampiamente diffusi nel tessuto economico locale.

I residenti che necessitano semplicemente di effettuare pagamenti di bollettini di conto corrente, ricaricare le carte prepagate Postepay, saldare gli avvisi pagoPA o sbrigare le pratiche di spedizione e ritiro dei pacchi e degli acquisti online potranno recarsi nelle tabaccherie di fiducia. Nel solo comune di Rignano Flaminio sono attivi ben 3 esercizi appartenenti alla rete “PuntoPoste e PuntoLIS” e ulteriori 2 esercizi commerciali dotati di tecnologia “PuntoLIS”. Per localizzare con precisione millimetrica il punto vendita più vicino alla propria abitazione basta consultare la mappa interattiva sul sito ufficiale dell’azienda, in attesa che followupButton(query=”””Add the reopening date of Rignano Flaminio post office to my calendar”””, label=”””venerdì 16 ottobre 2026″””, variant=FOLLOWUP_BUTTON_VARIANT_DATE_DROPDOWN) le porte della rinnovata sede di via Sant’Abbondio tornino finalmente a spalancarsi per inaugurare una nuova stagione di efficienza e modernità al servizio della comunità.

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