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Salute

IL CUORE NASCOSTO DELLA DIAGNOSI: I TECNICI DI LABORATORIO BIOMEDICO CHIEDONO PIENO RICONOSCIMENTO E INDENNITÀ GIUSTE

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Redazione-   Mentre ferve il dibattito sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del Comparto Sanità, una voce autorevole si leva per richiamare l’attenzione su una categoria professionale troppo spesso relegata nell’ombra ma fondamentale per la salute pubblica: i Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (TSLB). La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), insieme alla Commissione di albo nazionale dei Tslb, ha lanciato un appello pressante alle Istituzioni, chiedendo il pieno riconoscimento del ruolo, delle responsabilità e delle condizioni operative di questi professionisti.

L’urgenza di questa richiesta non è un semplice capriccio sindacale, ma affonda le radici nella realtà quotidiana di migliaia di operatori che costituiscono il vero e proprio motore della diagnosi e della prevenzione all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). I Tslb non sono semplici esecutori di test: la loro competenza, precisione e tempestività sono fattori determinanti per la correttezza di ogni decisione clinica, soprattutto in contesti ad alta criticità come i percorsi DEA (Dipartimenti di Emergenza e Accettazione) e nelle situazioni di emergenza-urgenza.

Ogni giorno, questi professionisti operano in ambienti caratterizzati da una costante esposizione a rischi significativi: rischio chimico-biologico, gestione di campioni potenzialmente infettivi e utilizzo di sostanze pericolose sono la norma. Sono loro a maneggiare il sangue, i tessuti e i fluidi corporei, analizzandoli con strumenti sofisticati per fornire risposte rapide e accurate che guidano i medici nella cura dei pazienti. Dalla validazione del dato diagnostico, frutto del loro lavoro meticoloso, dipende la scelta della terapia più efficace, la prevenzione di epidemie e la sorveglianza delle malattie. Errori o ritardi in laboratorio possono avere conseguenze drammatiche, rendendo la loro responsabilità un fattore di stress e pressione costante.

Nonostante il ruolo cruciale e i rischi intrinseci alla loro professione, emerge una discrasia che la Fno Tsrm e Pstrp definisce “inaccettabile”: i Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico sono stati esclusi da indennità che, in modo diverso, sono riconosciute ad altri profili sanitari che operano in contesti con rischi e responsabilità analoghe o persino inferiori. Questa disparità contrattuale non solo genera un senso di ingiustizia tra i professionisti, ma sminuisce anche l’importanza del loro contributo all’interno del sistema sanitario.

La Federazione nazionale ritiene che sia giunto il momento di superare questo disallineamento contrattuale, che non riflette la gravosità e la complessità del lavoro svolto. È necessario prevedere strumenti idonei a riconoscere in modo stabile e proporzionato non solo il rischio professionale cui sono esposti quotidianamente, ma anche il disagio operativo e l’enorme responsabilità connessa alla validazione dei dati diagnostici. Questo riconoscimento non è solo una mera questione economica, ma un atto di giustizia e di valorizzazione della dignità professionale.

La Fno Tsrm e Pstrp si dichiara pronta al confronto tecnico con le Istituzioni. Nel rispetto dei ruoli e delle competenze, la Federazione si propone di definire criteri e modalità specifiche per il riconoscimento delle indennità dovute ai Tslb. L’obiettivo è chiaro: tutelare la dignità economica di migliaia di professionisti che, con il loro impegno silente e costante, garantiscono quotidianamente la sicurezza delle cure e la tenuta stessa del Servizio Sanitario Nazionale. Ignorare questa richiesta significherebbe non solo perpetuare un’ingiustizia, ma anche compromettere la motivazione e l’efficacia di una categoria senza la quale l’intero sistema diagnostico italiano collasserebbe, con ripercussioni incalcolabili sulla salute dei cittadini. Il rinnovo del CCNL rappresenta un’occasione imperdibile per colmare questa lacuna e assicurare ai Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico il posto che meritano nel pantheon degli eroi della sanità.

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Salute

DOLORE PELVICO CRONICO, L’ABRUZZO ROMPE IL SILENZIO: APPROVATA LA LEGGE CHE DÀ VOCE AI “MALATI INVISIBILI”

Dall’istituzione di un Registro regionale a una Rete multidisciplinare: la Regione punta a trasformare l’assistenza e a mettere fine al calvario di migliaia di pazienti. I consiglieri Mannetti e D’Incecco: “Ora acceleriamo sull’attuazione”.

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Redazione-   Il dolore cronico non è solo una condizione fisica; spesso è una prigione silenziosa che isola, stanca e consuma. Per troppo tempo, chi soffre di dolore pelvico cronico si è sentito dire che il proprio malessere era “normale” o semplicemente da sopportare. Oggi, l’Abruzzo dice basta, diventando una delle prime regioni in Italia, dopo la Lombardia, a dotarsi di una legge specifica per dare dignità e risposte concrete a migliaia di cittadini.

Il progetto di legge “Disposizioni in favore delle persone affette da dolore pelvico cronico e patologie correlate”, approvato dal Consiglio regionale lo scorso 21 aprile, è stato presentato ufficialmente a Pescara dai suoi promotori, i consiglieri della Lega Carla Mannetti e Vincenzo D’Incecco. L’obiettivo è ambizioso: creare un sistema integrato che passi dall’invisibilità del paziente a una diagnosi precoce, certificata e curata.

La fine dell’invisibilità

“Vivere con un dolore cronico è estenuante. È qualcosa che nessuno può immaginare”, ha dichiarato con emozione Carla Bucciarelli, rappresentante regionale del Comitato per la Vulvodinia e la Neuropatia del Pudendo. “Molte persone, fino a ieri, erano costrette a cercare cure fuori regione per l’assenza di formazione adeguata. Oggi, finalmente, queste donne e questi uomini non si sentono più invisibili”.

La legge non è solo un atto formale, ma un cambio di rotta radicale. Il testo prevede l’istituzione di un Osservatorio regionale per monitorare le patologie e definire un piano d’azione capillare, affiancato da un Registro regionale che permetterà, per la prima volta, di raccogliere dati clinici e statistici certi. Senza numeri, infatti, non esiste programmazione sanitaria; senza programmazione, il paziente resta solo.

Un approccio multidisciplinare

Il cuore del provvedimento risiede nel superamento della frammentazione terapeutica. Come sottolineato da Ali Younes, dirigente medico della Asl di Pescara, il tempo è il fattore decisivo: “La diagnosi precoce impedisce la cronicizzazione. La nostra sfida è costruire una rete di competenze certificate che non lasci il paziente in balia dei singoli professionisti”.

La legge punta dunque a una formazione continua del personale sanitario, affinché l’approccio alla patologia sia multidisciplinare a 360 gradi, coinvolgendo anestesisti, ginecologi, urologi e specialisti del dolore. Un impegno confermato dal finanziamento di 20mila euro previsto per il 2026, destinato a campagne di informazione ed educazione sanitaria in tutto il territorio.

“Non ci fermiamo qui”

“È un risultato frutto di un grande lavoro di ascolto”, ha precisato Carla Mannetti, che ha sottolineato come la legge sia stata approvata quasi all’unanimità: “Ora chiederemo un incontro immediato con l’Agenzia sanitaria regionale per accelerare sui tempi di attuazione. Non ci accontentiamo del voto in aula: vigileremo affinché questa norma si trasformi in realtà tangibile per i pazienti”.

Sulla stessa linea Vincenzo D’Incecco: “Fino ad oggi tutto era affidato alla sensibilità dei singoli medici. Con questa legge costruiamo un percorso uniforme, uguale per ogni Asl, per garantire a tutti lo stesso standard di cura”.

Claudio Rossi, presidente dell’Associazione Italiana Neuropatia del Pudendo (Ainpu Onlus), ha lanciato infine una sfida per il futuro: “Il nostro sogno, dopo questa legge, è arrivare ad avere in Abruzzo una vera Pelvic Unit pubblica. Oggi abbiamo compiuto un primo, grande passo che restituisce dignità a tantissime persone”.

L’Abruzzo, dunque, alza l’asticella. La sfida è lanciata: trasformare le carte in cura e riportare le persone affette da dolore cronico a una vita finalmente piena, fuori dall’oscurità della sofferenza solitaria.

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Salute

NASCE L’EUR MUSIC CONTEST: IL “SANREMO DI ROMA SUD” DEDICATO AI TALENTI EMERGENTI

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Redazione-  Roma si prepara ad accendere i riflettori sulla musica emergente con la prima edizione dell’EUR MUSIC CONTEST, il nuovo festival musicale ideato dai ragazzi di TGEUR in collaborazione con EUR Music Fest. Un progetto nato per valorizzare i giovani artisti dell’EUR e di tutta Roma Sud, offrendo loro un grande palco dove presentare brani originali, scritti e composti personalmente.

L’iniziativa punta a diventare un vero e proprio “Sanremo di Roma Sud”, capace di unire musica, cultura e impegno sociale in un unico grande evento dedicato alla comunità.

Il contest non sarà soltanto una gara musicale: ogni serata sarà infatti dedicata anche a temi di forte impatto sociale, come la lotta alla violenza di genere, la sicurezza stradale e il ricordo delle vittime della strada, oltre alla valorizzazione dei progetti e delle realtà positive che operano sul territorio di Roma Sud.

Grande entusiasmo accompagna questa prima edizione, sostenuta da partner di rilievo come Euroma2, che premierà i vincitori con gift card dedicate; Sanremo New Talent, il prestigioso concorso canoro guidato dal patron Devis Paganelli, che farà parte della giuria mettendo in palio un premio esclusivo; e La Notte Bianca dell’EUR, che ospiterà le esibizioni dei primi tre classificati.

Il programma

L’EUR MUSIC CONTEST si svolgerà presso EUR Music Fest secondo il seguente calendario:

* 14 maggio: inaugurazione ufficiale dell’evento, esibizione dei primi 30 artisti e presentazione della giuria e del sistema di votazione;
* 21 maggio: seconda serata con altri 30 artisti in gara e focus sulla sensibilizzazione contro discriminazione e violenza di genere;
* 28 maggio: nuova serata dedicata alle vittime della strada e alla promozione della sicurezza stradale;
* 4 giugno: finalissima con i 15 artisti selezionati, premiazioni e spazio alle iniziative positive del territorio.

L’ingresso al pubblico sarà gratuito per tutte le serate. Apertura dalle ore 18:30, inizio spettacoli alle 19:30 e conclusione entro le 23:00. La location metterà inoltre a disposizione un’area food & beverage attiva per tutta la durata dell’evento.

Gli organizzatori consigliano la prenotazione anticipata per garantire la migliore gestione degli accessi.

Sistema di votazione

La classifica finale sarà determinata attraverso un sistema misto:

* 50% voto della giuria;
* 40% voto del pubblico presente sul posto;
* 10% voto social.

La giuria valuterà gli artisti in base a cinque categorie: testo, vocals, performance & look, interpretazione e originalità.

Anche il pubblico potrà partecipare attivamente votando tramite QR Code e modulo Google dedicato, mentre il voto social sarà basato sulle interazioni ricevute dai post pubblicati sul profilo Instagram ufficiale del contest.

Giuria, presentatori e premi

Tra i membri della giuria figurano:

* Devis Paganelli
* Giovanni Zaralli
* Miele Gullì
* Serena Verdone
* Giuseppe Troncone

A condurre le serate saranno:

* Marcello Perazzolo
* Donato Leoni

Oltre ai premi per i primi tre classificati, saranno assegnati riconoscimenti speciali per:

* Miglior Brano Musicale;
* Miglior Testo Musicale;
* Miglior Performance e Look.

Previsto anche un importante premio speciale: un contratto editoriale gratuito per un brano inedito, comprensivo di distribuzione e promozione a cura della LaLa Label, consegnato personalmente da Sara Lauricella.

L’organizzazione ha inoltre voluto ringraziare tutto lo staff di TGEUR, i presentatori e Janira, responsabile del team riprese che documenterà l’intera manifestazione.

Con l’EUR MUSIC CONTEST, musica e impegno sociale si incontrano finalmente nel cuore di Roma Sud, dando spazio ai giovani talenti e alla voglia di costruire una comunità più unita e consapevole.

Per aggiornamenti e contenuti dell’evento:

* Instagram: @tgeur
* Instagram: @eurmusiccontest

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Salute

COLON INFIAMMABILE, SINDROME DEL COLON IRRITABILE IBS, SINTOMI, CAUSE E RIMEDI

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Redazione-  Il colon irritabile, o sindrome dell’intestino irritabile (IBS, dall’inglese Irritable Bowel Syndrome), è una condizione clinica molto frequente nella popolazione generale, rappresentando una fra le più frequenti cause di consulto medico. Una corretta informazione può indubbiamente agevola-re il percorso di cura di ogni singolo paziente.  Il colon irritabile è un disturbo funzionale dell’intestino, ovvero la sua diagnosi avviene solo quando si escludono tutte le possibili cause organiche di malattia intestinale, quali ad esempio le malattie infiammatorie croniche, le neoplasie o la diverticolosi.  L’intestino, quindi, non funzionando correttamente, genera una serie di sintomi che possono essere molto fastidiosi per il paziente alterandone significativamente la qualità di vita. I principali sintomi sono: dolore addominale, gonfiore e alterazioni dell’alvo. L’IBS è una condizione cronica, anche di lunga durata, che si manifesta con alternanza di periodi di benessere a quelli con esacerbazione dei sintomi. Il colon irritabile, per fortuna, è una patologia assolutamente benigna, non correlata al cancro colorettale.

sintomi del colon irritabile possono variare da persona a persona ma in genere includono: Il dolore è spesso localizzato nella parte inferiore dell’addome e tende a migliorare dopo l’evacuazione. Può essere lieve o molto intenso.Molti pazienti riferiscono una sensazione di pienezza o gonfiore, che può aumentare durante la giornata.Le persone con IBS possono avere episodi di diarrea (IBS-D), stitichezza (IBS-C) o un’alternanza di entrambe (IBS-M). Gli episodi possono variare in frequenza e intensità.Dopo essere andati in bagno i pazienti possono avere la sensazione di non aver evacuato completamente, riferendo particolare fastidio e/o dolore.In alcuni casi le feci possono contenere muco, segno evidente di possibile infiammazione della mucosa. Questi sintomi possono essere aggravati da fattori come lo stress, l’alimentazione, le infezioni intestinali pregresse o i cambiamenti ormonali (soprattutto nelle donne).Non esiste una causa unica e ben definita per il colon irritabile. Questa è una patologia multifattoriale, tra le cause principali troviamo:Nei pazienti con IBS il movimento delle pareti intestinali può essere troppo rapido (provocando diarrea) o troppo lento (provocando stitichezza).Le persone con IBS tendono ad avere una soglia del dolore più bassa a livello intestinale, percependo in modo amplificato stimoli che per altri potrebbero risultare impercettibili, come il passaggio dei gas o il movimento intestinale. Alcuni alimenti possono aggravare i sintomi del colon irritabile. Cibi ricchi di grassi, zuccheri o fibre insolubili, così come bevande gassate e alcolici, possono peggiorare i sintomi. Anche alimenti difficili da digerire, come i legumi o alcuni tipi di verdure (broccoli, cavolfiori), possono provocare gonfiore e crampi.L’IBS è strettamente correlata allo stress. Ansia, depressione o situazioni stressanti possono scatenare o peggiorare i sintomi. L’intestino è strettamente connesso al cervello tramite l’asse intestino-cervello e lo stress emotivo può alterare il normale funzionamento dell’intestino.Alterazioni nella composizione della flora intestinale (microbiota) possono contribuire alla sintomatologia dell’IBS. Un eccesso di batteri “cattivi” o un deficit di quelli “buoni” può compromettere la digestione e aumentare la produzione di gas.La diagnosi di IBS si basa principalmente sui sintomi e sull’esclusione di altre condizioni. Non esistono test specifici per il colon irritabile ma è fondamentale escludere altre patologie come: Malattia infiammatoria intestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn); Celiachia; Infezioni intestinali o parassitosi; Tumori intestinali.Non esiste una cura definitiva per il colon irritabile ma ci sono diversi approcci terapeutici per gestire e alleviare i sintomi. Il trattamento è personalizzato e può includere:

  1. Modifiche dietetiche:
    • Dieta FODMAP: questa dieta esclude temporaneamente alimenti ad alto contenuto di FODMAP (zuccheri fermentabili che possono essere difficili da digerire, come lattosio, fruttosio e certi tipi di fibre).
    • Fibre: l’aumento dell’assunzione di fibre può essere utile per i pazienti con IBS-C (stitichezza predominante) ma deve essere fatto con cautela per evitare un aumento del gonfiore addominale.
  2. Terapia farmacologica:
    • Antispastici: questi farmaci aiutano a ridurre i crampi addominali.
    • Lassativi o antidiarroici: possono essere utilizzati a seconda del tipo di IBS (IBS-C o IBS-D).
    • Probiotici: l’assunzione di probiotici può aiutare a migliorare l’equilibrio del microbiota intestina-le, riducendo i sintomi come gonfiore e diarrea.
  3. Terapia psicologica:
    • Gestione dello stress: tecniche di rilassamento, psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) e il supporto psicologico sono fondamentali per i pazienti che riconoscono un forte legame tra i sin-tomi dell’IBS e lo stress emotivo.
  4. Attività fisica:
    • l’esercizio fisico regolare aiuta a migliorare la motilità intestinale e a ridurre lo stress. Anche solo camminare 30 minuti al giorno può fare la differenza nel controllo dei sintomi.
  5. Farmaci specifici:
    • in alcuni casi il medico può prescrivere farmaci come antidepressivi a basse dosi, che agiscono anche sulla sensibilità viscerale e migliorano il dolore.

La sindrome del colon irritabile è una condizione complessa e multifattoriale, che può avere un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti.

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