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IL TEATRO MARRUCINO SI REINVENTA: IL FOYER BAR DIVENTA IL PALCOSCENICO DELL’EMOZIONE CON L’OMAGGIO A WHITNEY HOUSTON

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IL TEATRO MARRUCINO SI REINVENTA: IL FOYER BAR DIVENTA IL PALCOSCENICO DELL’EMOZIONE CON L'OMAGGIO A WHITNEY HOUSTON

Redazione-  C’è un fascino particolare nel varcare la soglia del Teatro Marrucino. L’odore del legno antico, il velluto rosso, l’eco di secoli di storia che risuona tra gli stucchi. Eppure, quest’anno, il tempio della cultura teatina ha deciso di stupire il suo pubblico, uscendo dai confini canonici del palcoscenico per esplorare nuove, inedite dimensioni dell’ascolto.

Sabato 16 maggio, alle ore 18:00, la Stagione Concertistica 2026 segna una svolta storica: il Foyer Bar del Teatro apre ufficialmente le sue porte alla musica dal vivo. Non più solo un luogo di transito o attesa durante gli intervalli, ma cuore pulsante di un evento che promette di riscrivere il rapporto tra interprete e spettatore.

Un format intimo, una serata da non perdere

Il concerto scelto per questo debutto è “All at once duo – Omaggio a Whitney Houston e alla musica per film”. A dare voce e corpo a questo progetto sono il soprano Giulia Bruni e il pianista Paride Marzuoli, artisti che hanno saputo tradurre l’iconica potenza vocale di Whitney Houston in una chiave di lettura raffinata e sofisticata.

L’idea alla base di questo inedito appuntamento nel Foyer è chiara: creare un’esperienza immersiva. Se nella sala principale il legame tra il pubblico e il palco è mediato dalla distanza e dalla solennità, negli spazi più raccolti del Foyer Bar la musica si fa vicina, quasi confidenziale. La vicinanza fisica permette allo spettatore di cogliere ogni respiro, ogni sfumatura interpretativa, ogni dettaglio di quel dialogo magico che nasce tra un pianoforte e una voce.

Dalle hit pop alle colonne sonore leggendarie

Il repertorio, curato nei minimi dettagli, non si limita a celebrare la grande artista americana, ma si espande fino ad abbracciare le atmosfere immortali della musica da film. Attraverso arrangiamenti studiati per esaltare la sensibilità classica dei due interpreti e la forza emotiva del repertorio pop contemporaneo, Bruni e Marzuoli guideranno il pubblico in un viaggio nostalgico e vibrante. Sarà un’occasione per riscoprire brani leggendari sotto una nuova luce, in un contesto che coniuga l’eleganza degli ambienti storici del Marrucino con l’informalità di un’esperienza condivisa, quasi come in un salotto d’altri tempi.

Il Marrucino: innovazione nella tradizione

Questa iniziativa non è un evento isolato, ma la chiara espressione di una visione del Teatro Marrucino che si fa sempre più dinamica. La volontà della direzione è quella di valorizzare ogni centimetro della struttura, rendendo gli ambienti del Teatro luoghi vivi, pronti ad accogliere proposte artistiche diversificate.

Trasformare il Foyer Bar in una sala da concerto significa abbattere le barriere, rendendo la cultura un bene ancor più accessibile e partecipato. Il Teatro, pur rimanendo custode delle più elevate tradizioni musicali, si conferma così un punto di riferimento territoriale capace di guardare al futuro, intercettando nuove modalità di fruizione che rispondono al desiderio del pubblico contemporaneo di sentirsi parte integrante dell’atto artistico.

Con questo appuntamento, il Marrucino non ci invita soltanto a un concerto, ma a una nuova forma di convivialità culturale. L’invito è rivolto a tutti: agli abbonati fedeli, ai curiosi, a chi cerca nell’eccellenza musicale un momento di tregua e ispirazione. Sabato 16 maggio, lasciate fuori il caos della quotidianità e varcate la soglia del Foyer: la musica vi aspetta, più vicina che mai.

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Spettacolo

“Dove scende il sole”, il nuovo singolo dei Quartiere Coffee celebra il legame con la Maremma

🌅 I Quartiere Coffee tornano con “Dove scende il sole”, un inno poetico che celebra il legame inscindibile con la Maremma e le proprie radici musicali. Un mix perfetto di reggae e cantautorato mediterraneo pronto a conquistare l’estate.

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#QuartiereCoffee #MusicaItaliana #ReggaeMusic #Maremma

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Grosseto – Il panorama musicale italiano si arricchisce di una nuova vibrazione che profuma di salsedine e terra incontaminata. A partire dal 3 luglio 2026, le frequenze radiofoniche nazionali inizieranno a trasmettere “Dove scende il sole”, l’ultimo lavoro discografico dei Quartiere Coffee, band iconica nata tra le vie e le piazze di Grosseto. Il brano, già disponibile sulle principali piattaforme di streaming dallo scorso 19 giugno per l’etichetta E8 Records/Enterprise 8, si propone come un inno viscerale e cantautorale, capace di unire l’attitudine classica del reggae con una sensibilità squisitamente mediterranea.

Un legame profondo con il territorio maremmano

La canzone non è solo un pezzo estivo, ma una dichiarazione d’amore verso la propria terra d’origine. I musicisti descrivono il singolo come un ritorno alle radici, celebrando quel lembo di suolo toscano definito nel testo come una “terra sacra tra ulivi e cieli di rame”. Attraverso un arrangiamento che fonde il calore del reggae con la freschezza della musica pop italiana, il gruppo cattura l’essenza di un tramonto che, lungi dall’essere una fine, diventa la promessa luminosa di un nuovo inizio.

Il collettivo, che ha mosso i primi passi nel 2004 proprio nel cuore della Maremma, ha saputo mantenere intatta la propria identità. Nonostante i numerosi viaggi e le tournée internazionali, il centro gravitazionale del loro sound rimane ancorato alle radici locali. Questo brano invita l’ascoltatore a riscoprire quel “posto dentro” che resiste all’usura dei decenni e al frenetico scorrere della quotidianità moderna.

Evoluzione e storia di una band simbolo

Il percorso artistico dei Quartiere Coffee è una parabola che parte dalle cantine di Grosseto per approdare sui grandi palchi europei. La formazione attuale, che vanta musicisti di consolidata esperienza come Tommaso Bai “Kg Man” e Filippo Fratangeli “Rootman” alle voci, insieme a Matteo Varricchio al basso, Marco Vagheggini e Giulio Grillo alle tastiere, Matteo Maggio alla batteria e Filippo Scandroglio alla chitarra, rappresenta una sorta di istituzione del reggae tricolore.

La storia del gruppo è segnata da tappe fondamentali che hanno definito il suono della band. Dalle prime registrazioni al Boomker Sound di Firenze nel 2008, passando per il trionfo all’Heineken Jammin’ Festival del 2010, fino ad arrivare alla tragica scomparsa del chitarrista Gianluca “Real Giallu” Aquilino nel 2014, che ha imposto un momento di riflessione profonda. La tenacia dei membri superstiti e il ritorno di Kg Man in formazione nel 2020 hanno dato nuova linfa al progetto, portando a collaborazioni di prestigio nazionale e internazionale, come quella con Simone Cristicchi nella cover di “Centro di gravità permanente” di Franco Battiato o il featuring con gli Israel Vibration.

Verso il futuro tra studio e concerti

Con l’uscita di “Dove scende il sole”, i Quartiere Coffee confermano la loro capacità di rinnovarsi costantemente. Il 2024 è stato un anno di particolare fermento creativo, culminato con la pubblicazione dell’album “La mia terra”, un lavoro capace di dialogare con artisti del calibro di Tonino Carotone e Finaz della Bandabardò. La band continua a essere una presenza costante nel cartellone dei principali festival reggae, come l’Overjam in Slovenia, portando in alto il vessillo della musica toscana.

L’attività in studio resta frenetica, parallela a un’agenda live che non conosce soste. Il nuovo singolo arriva in un momento in cui il pubblico cerca autenticità e messaggi che parlino di identità e memoria. Per chi avesse desiderio di approfondire l’immaginario visivo del brano, è disponibile su YouTube anche il lyric video ufficiale, un contenuto che riflette appieno la cura estetica e la poetica del gruppo toscano. La rotazione radiofonica, in partenza a luglio, è pronta a consacrare questa nuova fase di una carriera ventennale, fatta di impegno, ricerca sonora e, soprattutto, di un profondo rispetto per il paesaggio umano della Maremma.

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“Estasi e Veleno”, il nuovo singolo di Giuseppe Cucè indaga il paradosso della contemporaneità

🎭 Giuseppe Cucè torna sulla scena con il nuovo singolo “Estasi e veleno”, un viaggio visionario nel cuore delle contraddizioni del nostro tempo. Una riflessione intensa per chi cerca significati profondi oltre la superficie.

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#GiuseppeCucè #Estasieveleno #MusicaItaliana #Cantautore

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"Estasi e Veleno", il nuovo singolo di Giuseppe Cucè indaga il paradosso della contemporaneità

Catania – La scena musicale italiana si prepara ad accogliere una nuova riflessione artistica profonda e stratificata. A partire da venerdì 3 luglio 2026, sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le principali piattaforme di streaming digitale “Estasi e veleno”, l’inedito firmato da Giuseppe Cucè. Il brano, pubblicato sotto l’etichetta TRP Vibes / Track Records Productions, rappresenta un punto di rottura rispetto alle produzioni precedenti, posizionandosi come una disamina critica e visionaria sulla società moderna e sulle sue derive.

Una riflessione sull’assurdo quotidiano

L’artista catanese, classe 1972, torna a confrontarsi con il proprio pubblico proponendo un brano che scava nelle crepe del presente. “Estasi e veleno” nasce dal tentativo di decifrare il paradosso in cui versa la civiltà attuale, costantemente saturata da flussi infiniti di dati, immagini contrastanti e una verità che si frammenta in mille direzioni. In questo scenario, l’assurdo perde la sua natura di evento eccezionale per trasformarsi in una condizione ordinaria, una sorta di rumore di fondo che accompagna le giornate di ogni individuo. Cucè, attraverso una scrittura che mescola simboli e visioni, invita chi ascolta a guardare il mondo come se fosse riflesso in uno specchio deformante, una lente che ne accentua le contraddizioni.

Il brano non si limita a osservare il caos, ma ne sviscera le dinamiche psicologiche. L’estasi evocata nel titolo è la forza seduttiva esercitata dalle dinamiche mediatiche contemporanee, mentre il veleno incarna l’assuefazione che ne deriva, quella paralisi cognitiva che ci induce ad accettare ogni fenomeno senza sollevare dubbi. Il cantautore siciliano mette in guardia contro l’automatismo del consenso, suggerendo che ogni verità che non ammette di essere interrogata si trasforma rapidamente in una nuova forma di fede cieca.

L’identità tra simboli e fragilità umana

La visione del mondo di Giuseppe Cucè affonda le radici nella sua terra d’origine, quel Mediterraneo che nelle sue opere diventa un luogo simbolico, crocevia di memoria e conflitti mai risolti. Il musicista, che ha costruito una carriera solida tra il capoluogo etneo e i palchi parigini, sceglie per questo nuovo progetto un’estetica fortemente caratterizzata da riferimenti iconografici. Nel videoclip ufficiale, atteso per il 26 giugno su YouTube, Cucè appare come una voce narrante smarrita, un interprete che indossa metaforicamente le vesti di figure storiche trasformate in dottrina, cercando però di portare in primo piano non il potere del simbolo, ma la fragilità intrinseca dell’essere umano che vi si cela dietro.

La produzione del singolo, curata dal sodalizio ormai consolidato con il produttore Riccardo Samperi, mantiene il carattere analogico e cinematografico che ha decretato il successo internazionale dell’album “21 grammi”, pubblicato nel 2025. Quel disco, capace di superare i confini europei per arrivare fino alle testate specializzate di Brasile, Messico e Stati Uniti, ha confermato la capacità di Cucè di trasmettere un’emotività autentica, capace di abbattere le barriere linguistiche. Con “Estasi e veleno”, l’artista prosegue il suo percorso di ricerca multidisciplinare, integrando la propria esperienza in ambito pittorico, teatrale e coreutico.

L’uscita del singolo segna inoltre l’avvio di una nuova stagione comunicativa per l’autore, che inaugurerà a luglio 2026 un tour nei club italiani. Sarà l’occasione per misurare sul campo l’efficacia di questa nuova urgenza creativa, unendo le tracce del nuovo repertorio ai brani che hanno segnato tappe fondamentali della sua discografia, come “La mela e il serpente” o le recenti sperimentazioni in lingua spagnola di “El mundo es verdadero”. In attesa del rilascio, è già attiva la funzione di pre-save del brano al link ufficiale indicato dalla produzione, un segnale che evidenzia l’attenzione crescente di una fanbase internazionale sempre più orientata verso una canzone d’autore che non teme di porre domande scomode sul senso dell’esistenza.

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La musica stellare di Jazzaltro porta i grandi talenti internazionali tra Busto Arsizio e San Giorgio su Legnano

🎶 Il grande jazz torna protagonista tra Varese e Milano con la rassegna JAZZaltro: in arrivo i Gaia Cuatro e il trio di Michele Fazio per due serate di musica internazionale tra Busto Arsizio e San Giorgio su Legnano.

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#Jazzaltro #MusicaDalVivo #JazzLombardia #EventiMusica

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Il gruppo Gaia Cuatro

Busto Arsizio – La rassegna JAZZaltro si conferma ancora una volta come uno dei pilastri culturali più dinamici dell’asse che unisce le province di Varese e Milano. Giunta alla sua diciassettesima edizione, la kermesse continua il suo percorso di diffusione sonora che, dal 2010, arricchisce i centri urbani con proposte di alto profilo artistico. Per il mese di luglio, il programma prevede due appuntamenti di rilievo che vedranno salire sui palchi locali musicisti provenienti da ogni parte del globo, pronti a confrontarsi in un dialogo artistico che supera i confini geografici e linguistici.

L’incontro intercontinentale dei Gaia Cuatro a Busto Arsizio

Il primo appuntamento è fissato per giovedì 2 luglio presso il Giardino quadrato del Museo del Tessile, situato in via Luigi Galvani 2 a Busto Arsizio. L’evento, previsto per le ore 21, rappresenta una rarità nel panorama jazzistico contemporaneo. Sul palco si esibiranno i Gaia Cuatro, un ensemble nato nel 2003 dalla sinergia tra due icone della musica nipponica, ovvero Aska Maret Kaneko al violino e Tomohiro Yahiro alle percussioni, e due rappresentanti di spicco della scena argentina in Europa, il pianista Natalio Luis Mangalavite e il bassista Carlos “el Tero” Buschini.

Il sodalizio tra questi quattro artisti offre una miscela sonora dove la tradizione sudamericana, intrisa di ritmi folkloristici e armonie passionali, incontra la raffinatezza estetica e la delicatezza formale del Sol Levante. Il gruppo ha saputo costruire nel tempo un repertorio solido, documentato da cinque album pubblicati dall’etichetta italiana Abeat Records, tra cui lavorazioni che hanno visto la partecipazione del trombettista Paolo Fresu. In caso di maltempo, l’organizzazione comunica che il concerto si sposterà all’interno della Sala Pro Busto, in via Cesare Battisti 12. L’ingresso per la serata è a libera donazione, permettendo così a tutta la cittadinanza di partecipare a un momento di musica di alto livello che spazia dall’improvvisazione pura alla composizione meditata.

Michele Fazio e la fusione sonora a San Giorgio su Legnano

Domenica 5 luglio, la rassegna si sposta nel territorio milanese, precisamente a San Giorgio su Legnano. In piazza Mazzini, a partire dalle 21, il pubblico potrà assistere alla performance del Michele Fazio World Trio, arricchito per l’occasione dalla partecipazione straordinaria del percussionista Tomohiro Yahiro. Il pianista e compositore pugliese Michele Fazio, noto anche per il suo lavoro come autore di colonne sonore cinematografiche per il regista Sergio Rubini, presenterà i brani estratti dall’album “Infinity”.

Il trio, che vede la collaborazione fissa di Aska Maret Kaneko al violino e di Carlos Buschini al contrabbasso, si distingue per la capacità di legare le radici etniche a strutture melodiche di stampo jazzistico. La presenza di Buschini, musicista di lungo corso che ha collaborato con formazioni di prestigio come il Tango Negro di Juan Carlos Caceres, garantisce una sezione ritmica solida e di grande respiro. Il concerto di San Giorgio su Legnano, in caso di pioggia, si terrà presso la sala consiliare “Giacomo Bassi” sita in piazza IV Novembre 7. Anche in questa circostanza, l’evento sarà a ingresso libero con libera donazione, confermando l’impegno di JAZZaltro nel rendere la cultura accessibile.

La programmazione di questa XVII edizione non si ferma però a luglio. Il calendario proseguirà per tutta l’estate, portando in scena artisti del calibro di Enrico Pieranunzi, atteso per il 6 settembre a Olgiate Olona, e il quartetto di Luca Falomi previsto a Legnano per il 23 agosto. La rassegna si pone come un punto di riferimento per l’intero territorio lombardo, trasformando piazze, giardini e sale comunali in palcoscenici dal respiro internazionale. La cura nella selezione degli interpreti, unita all’attenzione per il contesto architettonico e urbano che ospita le esibizioni, rende JAZZaltro un appuntamento immancabile per i cultori della musica di qualità che cercano un’esperienza sensoriale autentica e profonda, lontana dai circuiti commerciali di massa.

JAZZaltro – XVII edizione – Dal 21 giugno al 6 settembre 2026

Domenica 21 giugno

Fagnano Olona (Va)

Ore 6 – Concerto all’alba e Yoga
Calipolis, via C. Colombo 80 – Approdo del Parco del Medio Olona

Sonia Spinello (voce, daf, kalimba) e Ashti Abdo (saz, sansula, oud, duduk, effetti e voce)

Domenica 28 giugno
Olgiate Olona (Va)
Ore 21, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4
Sugarpie & The Candymen
Lara Ferrari (voce), Jacopo Delfini (chitarra gipsy), Renato Podestà (chitarra semiacustica),  Marco Zammuto (contrabbasso), Roberto Lupo (batteria)

Giovedì 2 luglio
Busto Arsizio (Va)
Ore 21, Giardino Quadrato del Museo del Tessile, via L. Galvani 2
Gaia Cuatro
Aska Maret Kaneko (voce, violino), Natalio Luis Mangalavite (pianoforte), Carlos “el Tero” Buschini (basso, contrabbasso), Tomohiro Yahiro (percussioni)

Domenica 5 luglio

San Giorgio su Legnano (Mi)

Ore 21, piazza Mazzini

Michele Fazio World Trio feat. Tomohiro Yahiro

Michele Fazio (pianoforte), Aska Maret Kaneko (voce, violino), Carlos “el Tero” Buschini (basso acustico), guest Tomohiro Yahiro (percussioni)

Giovedì 9 luglio

Busto Arsizio (Va)

Ore 21, Villa Ottolini Tosi, via A. Volta 4

Vik & The Doctors of Jive

Vittorio Marzioli (voce), Germano Zenga (sax tenore), Marco Gianotti (contrabbasso), Paolo De Ceglie (tromba), Carlo Napolitano (trombone), Giulio Stromendo (pianoforte), Tommy Bradascio (batteria), Vince Tempera (special guest)

Venerdì 7 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
Luigi Martinale Quartet & Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo
Luigi Martinale (pianoforte), Gianni Virone (sax soprano e tenore), Yuri Goloubev (contrabbasso), Zaza Desiderio (batteria) e 16 elementi dell’Orchestra da Camera

Domenica 23 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
Luca Falomi Myricae Quartet
Luca Falomi (chitarre), Eugenia Canale (pianoforte), Stefano Della Casa (violoncello), Max Trabucco (batteria)

Sabato 29 agosto

Castellanza (Va)

Ore 21, Cortile del Municipio, via delle Rimembranze 4

Francesco Schepisi Elevation Quartet

Francesco Schepisi (pianoforte), Samantha Spinazzola (voce), Antonello Losacco (basso), Fabio Delle Foglie (batteria)

Domenica 30 agosto

Legnano (Mi)

Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1

TeBuCaSe Quartet

Max Tempia (organo hammond), Fabio Buonarota (tromba), Mario Caccia (basso), Massimo Serra (batteria)

Domenica 6 settembre

Olgiate Olona (Va)

Ore 11, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4

Enrico Pieranunzi piano solo (concerto e aperitivo)

Ingresso libero a tutti gli eventi con libera donazione.
On line: jazzaltro.it
FB: www.facebook.com/JAZZaltroTour

Instagram: jazzaltro.
Maggiori informazioni: management@abeatrecords.com; cell: 3478906468.

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