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Salute

Influenza 2026, al via i vaccini: chi ha diritto alle dosi gratuite e perché non bisogna assolutamente aspettare il freddo

Con l’arrivo dell’Autunno e la riapertura delle Scuole si risveglia il nemico più silenzioso e pericoloso per la nostra famiglia: il Virus dell’Influenza! Per scongiurare ondate di contagi letali per i nostri nonni, per i soggetti fragili e per i bambini più piccoli, l’Italia sta per far partire la nuovissima e vitale Campagna di Vaccinazione 2026-2027. L’Agenzia del Farmaco ha appena autorizzato 9 vaccini potentissimi, tra cui il famosissimo e comodissimo “Spray Nasale” per evitare la paura dell’ago ai bimbi tra i 2 e i 18 anni! Il Governo ha già stilato la lista delle lunghissime categorie che avranno diritto al Vaccino in modo TOTALMENTE GRATUITO (Over 60, donne in gravidanza, bambini, malati, familiari di persone fragili, Forze dell’Ordine e Sanitari). Il Professor Gianni Rezza lancia l’Allarme a tutti gli italiani: “Fa ancora caldo, ma NON DOVETE aspettare il freddo per vaccinarvi, sennò il virus vi troverà impreparati!”. Scopri tutte le Date in cui partono le vaccinazioni nella tua Regione e scopri se hai diritto alla Dose Gratuita leggendo il nostro articolo 👇

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vaccino-antinfluenzale

Roma – L’autunno non porta con sé soltanto il fascino romantico delle foglie che cadono e dei primi maglioni di lana, ma apre silenziosamente le porte a un nemico invisibile che, ogni singolo anno, bussa con prepotenza alle nostre case mettendo a dura prova la tenuta delle nostre famiglie e del sistema sanitario. La stagione influenzale 2026-2027 è ormai alle porte, e la parola d’ordine che deve risuonare nelle nostre coscienze è una sola: prevenzione. Proteggere se stessi significa, soprattutto, alzare uno scudo vitale e insuperabile per difendere la salute dei nostri nonni, dei nostri figli piccoli e delle persone più deboli che amiamo. Proprio per scongiurare ondate di contagi pericolosi, l’Italia sta accendendo i motori per la nuovissima e vitale campagna di vaccinazione.
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha ufficialmente dato il via libera, autorizzando ben nove vaccini antinfluenzali. Si tratta di sieri modernissimi e accuratamente aggiornati dai virologi sulla base degli ultimi ceppi virali individuati a livello globale e seguendo le rigidissime indicazioni dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Una barriera invisibile per i più fragili: lo spray per i bambini

Le armi a disposizione dei medici italiani quest’anno sono numerose e studiate su misura per ogni singola età. Tra le grandissime e apprezzatissime riconferme figura il vaccino in spray nasale: una vera e propria benedizione per i genitori, poiché permette di immunizzare in modo totalmente indolore i bambini e gli adolescenti di età compresa tra i 2 e i 18 anni, risparmiando loro il pianto e il terrore del classico ago.
La maggior parte degli altri prodotti autorizzati viene invece somministrata, come da tradizione, tramite iniezione intramuscolare. Per garantire la massima copertura possibile ai “saggi” della nostra società, le autorità hanno approvato due vaccini potenziati, rivolti specificamente alle fasce d’età più avanzate e vulnerabili: si tratta del farmaco Efluelda (calibrato e indicato a partire dai 60 anni) e del Fluad (che può essere somministrato in sicurezza già a partire dai 50 anni di età). Gli altri preziosi farmaci approvati coprono invece tutte le restanti fasce della popolazione, con formulazioni autorizzate a partire già dai 6 mesi di vita del neonato.

Le fasce prioritarie: chi ha diritto al vaccino totalmente gratuito

Il Ministero della Salute, consapevole del fortissimo impatto economico e sociale del virus, ha deciso di blindare le categorie più a rischio. La vaccinazione antinfluenzale, infatti, non è solo fortemente raccomandata dai camici bianchi, ma viene orgogliosamente offerta in forma totalmente gratuita a diverse fasce considerate prioritarie per la salute pubblica.
Ma chi rientra in questo fondamentale scudo di gratuità? Hanno diritto al siero gratuito tutte le persone che hanno già compiuto 60 anni di età, le donne in gravidanza e quelle che si trovano nel delicatissimo periodo successivo al parto, tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, e naturalmente tutte quelle persone affette da patologie pregresse croniche che aumentano vertiginosamente il rischio di complicazioni respiratorie gravi in caso di contagio. Il grandissimo cuore dell’offerta statale copre inoltre, in maniera automatica, gli ospiti delle strutture di lungodegenza e delle RSA, oltre a garantire l’immunità ai familiari stretti delle persone particolarmente fragili, impedendo che il virus entri nelle case e faccia danni irreparabili.

Il dovere sociale dei lavoratori: medici, forze dell’ordine e donatori

Ma la gratuità non si ferma alle sole fasce deboli. Lo Stato ha infatti deciso di proteggere anche chi, ogni singolo giorno, garantisce il funzionamento e la sicurezza della nostra Nazione. Rientrano nel piano gratuito tutti gli operatori impegnati nei servizi pubblici di interesse collettivo primario: parliamo dell’intero personale sanitario e socio-sanitario, delle coraggiose forze di polizia e dei vigili del fuoco. A queste categorie vitali si aggiungono anche i lavoratori che operano a stretto contatto con animali (potenzialmente coinvolti nella trasmissione di pericolosi virus influenzali non umani) e i sempre preziosissimi donatori di sangue.

Le date delle Regioni e l’allarme del Professor Rezza: “Non aspettate”

Il Ministero della Salute ha indicato l’inizio del mese di ottobre come linea di partenza nazionale, ma le singole Regioni godono di totale autonomia organizzativa. Nel Lazio, ad esempio, le somministrazioni scatteranno già dal 1° ottobre, la Toscana partirà dal 7 ottobre, mentre il Friuli Venezia Giulia accenderà i motori il 14 ottobre. L’obiettivo generale, in ogni caso, è blindare la popolazione entro la primissima metà del mese.
Molti cittadini, ingannati dalle temperature autunnali ancora calde, si stanno domandando se non sia il caso di ritardare l’iniezione, aspettando l’arrivo del vero gelo invernale. A spazzare via questo pericolosissimo falso mito ci ha pensato il luminare Gianni Rezza, professore straordinario di Igiene all’Università San Raffaele di Milano. «Decisamente no, non dovete aspettare», ha sentenziato l’esperto. Il clima mite non ferma affatto il virus, la cui furia è scatenata soprattutto dalla riapertura delle scuole e dal ritorno massiccio negli uffici chiusi. Il monito del professore è chiarissimo e non ammette repliche: «Dopo la puntura servono circa 10-15 giorni perché l’organismo sviluppi una risposta immunitaria e produca gli anticorpi. Più si aspetta a vaccinarsi, più è alta e pericolosa la probabilità che l’influenza ci colpisca trovandoci drammaticamente impreparati». L’appello è lanciato: contattate il vostro medico e proteggete chi amate.

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Salute

Un robot può curare la nostra anima? L’allarme dello psicologo Claudio Belardo a Radio Radio

“CHIEDERE AIUTO A UN ROBOT O A UNA CHAT SU INTERNET PER CURARE L’ANSIA E LA DEPRESSIONE È UN ERRORE GRAVISSIMO E PERICOLOSO!”. L’ALLARME DELLO PSICOLOGO SULLA SALUTE MENTALE! 🤖 🧠 💔 Ormai ci sentiamo tutti sempre più “Solitari”, ansiosi e stressati a causa dei ritmi folli della società e dei Social. Eppure, per la disperazione, molte persone stanno commettendo un errore spaventoso: cercano di curare la propria Depressione o i propri Attacchi di Panico affidandosi a Chat e programmi di “Intelligenza Artificiale” invece di andare da un vero Medico! Un robot senza cuore può davvero guarire le ferite della nostra Anima? Assolutamente NO! A lanciare l’allarme dai microfoni nazionali di “Radio Radio” è intervenuto il noto Psicologo Clinico Dott. Claudio Belardo! “L’Intelligenza Artificiale può dare semplici informazioni, ma non potrà mai sostituire il Calore Umano, l’ascolto, l’empatia e la relazione di fiducia con uno specialista in carne e ossa!”, ha tuonato il dottore! Siete curiosi di leggere l’intervista per intero e i consigli su come proteggersi dallo stress tecnologico? Cliccate e leggete il nostro articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete terrorizzati dal fatto che in futuro le Macchine e l’Intelligenza Artificiale cercheranno di rubare il lavoro ai Medici e agli Psicologi, eliminando del tutto l’umanità? Diteci la Vostra nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo articolo per avvisare i vostri amici dei pericoli delle “autodiagnosi” fatte su Internet!!

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Claudio Belardo

Roma – Viviamo in un’epoca dominata da un paradosso crudele e spaventoso: non siamo mai stati così tecnologicamente connessi col mondo intero, eppure non ci siamo mai sentiti così fottutamente soli, fragili e smarriti. L’ansia, lo stress cronico, gli attacchi di panico e la depressione stanno letteralmente divorando la nostra società. E in questo oceano di solitudine e sofferenza interiore, sempre più persone, per vergogna o per disperazione, stanno commettendo un errore gravissimo: si rivolgono agli schermi freddi dei propri smartphone, chiedendo aiuto a “chatbot” e sistemi di Intelligenza Artificiale per farsi curare l’anima.
Ma un algoritmo matematico, per quanto sofisticato e potente, potrà mai comprendere davvero il dolore di un lutto, il pianto disperato per un amore finito o il peso opprimente dell’ansia per il futuro? A questa domanda cruciale ha risposto, con grande autorevolezza e profonda umanità, il noto psicologo clinico campano Dott. Claudio Belardo, intervenuto ai microfoni dell’emittente nazionale Radio Radio durante la seguitissima trasmissione “Un Giorno Speciale”, magistralmente condotta da Alessio De Paolis.

L’illusione dell’Intelligenza Artificiale: la macchina non sa ascoltare

Il cuore pulsante dell’intervento del Dott. Belardo (professionista regolarmente iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Campania e da anni impegnato in una preziosa opera di divulgazione scientifica) si è concentrato proprio sul pericolosissimo confine tra tecnologia e benessere mentale. Il rischio che stiamo correndo, infatti, è quello di banalizzare la sofferenza umana, affidandola a un robot che scimmiotta i sentimenti.
Le parole del professionista a Radio Radio sono state tanto chiare quanto perentorie: «L’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento utile, senza dubbio, per accedere velocemente a delle informazioni e approfondire alcuni argomenti teorici, ma non va assolutamente confusa con una prestazione psicologica», ha avvertito Belardo. E il motivo è di una semplicità disarmante: la macchina non ha un cuore, non prova empatia, non sa leggere le pause, i silenzi, le esitazioni o lo sguardo lucido di un paziente seduto di fronte a lei.

Il valore insostituibile del calore e della relazione umana

Credere che basti digitare i propri traumi in una chat per sentirsi meglio è una pericolosa illusione ottica. Come ha giustamente ribadito lo psicologo ai microfoni della radio nazionale, la salute mentale è una faccenda estremamente delicata, che non può essere liquidata da un software.
«Un sistema di Intelligenza Artificiale non sostituisce in alcun modo la valutazione clinica del professionista, né potrà mai replicare la profonda complessità della relazione umana, del vero ascolto e dell’intervento psicologico. La tecnologia può fungere da mero strumento di supporto: ma la competenza, l’enorme responsabilità professionale e la costruzione di un rapporto umano di fiducia con la persona, restano gli unici elementi centrali per la guarigione». Non c’è algoritmo al mondo che possa sostituire l’abbraccio emotivo, la sensibilità e la preparazione clinica di uno specialista in carne ed ossa che prende per mano il paziente per accompagnarlo fuori dal tunnel oscuro della mente.

Ansia e stress: il pericolo delle false diagnosi online

Durante la lunga e interessante intervista, il Dott. Claudio Belardo ha toccato anche il tema spinosissimo della gestione dello stress causato proprio dalla vita moderna e dall’abuso delle nuove tecnologie. L’intervento, mantenuto su un tono prettamente divulgativo e rassicurante, ha però messo in guardia gli ascoltatori da un malcostume ormai diffusissimo: l’autodiagnosi su Internet.
Il professionista ha voluto lanciare un appello fortissimo, richiamando la necessità (anche deontologica) di saper distinguere in modo netto la generica “informazione scientifica” che si può leggere in rete, dalla vera e propria valutazione psicologica individuale. Quest’ultima, per essere sicura, tutelata ed efficace, può e deve avvenire esclusivamente all’interno di un corretto contesto professionale e sanitario privato. I nostri traumi, i nostri sogni infranti e le nostre paure più intime non sono semplici dati da far masticare a un calcolatore elettronico: sono i frammenti della nostra anima, e meritano di essere ascoltati e curati dal calore insostituibile di un vero essere umano.

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Salute

Albano Laziale scende in campo contro la SLA: la città abbraccia i malati e le loro famiglie

IMMAGINATE DI ESSERE “IMPRIGIONATI” NEL VOSTRO STESSO CORPO, DI NON POTER PIÙ PARLARE NÉ MUOVERVI, MA DI AVERE LA MENTE LUCIDISSIMA. È IL DRAMMA ATROCE DELLA “SLA”. E OGGI IL COMUNE DI ALBANO LAZIALE HA FATTO UN GESTO BELLISSIMO! 🙏 😢 ❤️ Ci sono malattie crudeli, silenziose e spietate che tolgono il respiro, che distruggono emotivamente ed economicamente intere Famiglie, costrette a rinunciare al lavoro e alla propria vita pur di assistere 24 ore su 24 i propri cari. Parliamo della SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Oggi, in tutta Italia, si celebra la Giornata Nazionale promossa dall’AISLA, e il Comune di Albano Laziale (guidato dal Sindaco Massimo Ferrarini) ha deciso di aderire in massa per gridare al mondo: “Non vi lasceremo soli!”. È fondamentale accendere i riflettori su questo dramma e, soprattutto, DONARE per sostenere la Ricerca Scientifica e pagare l’assistenza domiciliare ai malati. Basta mandare un semplice SMS per regalare una Speranza a chi sta combattendo per la propria Vita! Siete curiosi di leggere l’appello del Sindaco e scoprire il Numero Solidale a cui donare 2 Euro? Cliccate e leggete il nostro articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Siete d’accordo sul fatto che lo Stato debba dare molti più “Sussidi Economici” e stipendi alle mogli e ai mariti che lasciano il lavoro per fare i “Caregiver” e assistere in casa i malati Gravi? Diteci la Vostra nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo articolo per spargere la voce e convincere tutti i vostri amici a inviare l’SMS solidale!!

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Locandina evento Albano Laziale

Albano Laziale (Roma) – Esistono battaglie talmente crudeli e silenziose che vengono combattute ogni singolo giorno, nel chiuso delle pareti domestiche, lontano dal clamore mediatico e dall’attenzione del mondo. Sono le battaglie di chi, da un momento all’altro, si ritrova a dover fare i conti con un nemico spietato, invisibile e inarrestabile, capace di rubare letteralmente il movimento, la voce e il respiro, ma lasciando intatta e lucidissima la mente. È l’incubo atroce della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), una malattia neurodegenerativa che non colpisce mai una sola persona, ma devasta emotivamente, fisicamente ed economicamente intere famiglie, costrette ad assistere impotenti al declino dei propri cari.
Ma in questo oceano di solitudine e dolore, c’è chi non si volta dall’altra parte. L’amministrazione comunale di Albano Laziale, con un gesto di profonda umanità e grandissimo senso civico, ha deciso di non lasciare sole queste famiglie. La città ha infatti aderito in modo massiccio e convinto alla Giornata Nazionale SLA, la gigantesca e fondamentale mobilitazione promossa in tutta Italia (giunta alla sua 19ª edizione) da AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica).

Il messaggio del Sindaco Ferrarini: costruire un ponte di umanità

Oggi, venerdì 18 settembre, la città dei Castelli Romani si ferma per riflettere e per tendere una mano concreta a chi soffre. Questa Giornata Nazionale non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma rappresenta il momento istituzionale più importante e vitale dell’anno per sensibilizzare l’opinione pubblica su un dramma troppo spesso ignorato dalla politica e dalla società.
Il Comune di Albano Laziale intende così testimoniare la vicinanza fortissima, tangibile e incondizionata di tutti i suoi cittadini verso le persone che convivono quotidianamente con questa spaventosa patologia, verso i loro parenti stanchi ma coraggiosi, e verso i medici e i volontari impegnati h24 nell’assistenza e nella faticosa ricerca scientifica. Le parole del Sindaco, Massimo Ferrarini, sono un manifesto di civiltà: “Aderiamo convintamente ad una iniziativa dall’alto valore civile, scientifico e sociale. Il nostro intento è unirci alla sensibilizzazione su un tema vitale che, accanto alla giustissima rivendicazione di diritti concreti per i malati, richiede un ascolto umano e istituzionale assoluto. Raccogliamo l’appello di AISLA perché vogliamo aprire, ben oltre questa singola giornata, un vero e proprio percorso di collaborazione per costruire un ponte emotivo inscindibile tra i malati, le famiglie e la società civile, diffondendo la cultura della totale inclusione”.

Operazione Sollievo: l’importanza cruciale dell’assistenza domiciliare

Costruire un “ponte emotivo” significa innanzitutto comprendere il dramma infinito vissuto da chi accudisce un malato di SLA. I caregiver (mogli, mariti, figli) annullano totalmente la propria vita, lasciando spesso il lavoro, rinunciando al sonno, alle vacanze e a qualsiasi forma di svago, per dedicarsi 24 ore su 24 all’assistenza del proprio familiare, prigioniero di un corpo che non risponde più ai comandi. Questa fatica disumana, unita allo strazio psicologico, rischia spesso di far crollare l’intero nucleo familiare.
È proprio in questo scenario drammatico che interviene AISLA con i suoi psicologi, i suoi infermieri e i suoi volontari, portando sollievo, sostegno psicologico, attrezzature mediche, ausili respiratori e, soprattutto, tanta umanità. La Giornata Nazionale serve proprio a questo: a ricordare alle istituzioni nazionali la necessità disperata e urgente di garantire dignità, percorsi di cura personalizzati e un’adeguata presa in carico economica e sanitaria di queste persone che si sentono abbandonate dallo Stato.

Un piccolo gesto che vale una vita: come donare al 45580

Oltre alla preziosissima sensibilizzazione culturale, questa giornata deve trasformarsi in aiuto concreto, sonante, reale. Ed è per questo che da Albano Laziale parte un appello accorato a tutti i cittadini dal cuore grande.
In concomitanza con la mobilitazione nelle piazze, fino al 26 settembre è attiva una gigantesca campagna solidale tramite il numero 45580. Basta davvero pochissimo, un gesto che costa meno di una colazione al bar: inviando un semplice SMS dal proprio telefono cellulare è possibile donare 2 euro, mentre chiamando lo stesso numero da rete fissa si possono donare 5 o 10 euro. I fondi raccolti sono letteralmente vitali: andranno a finanziare integralmente “Operazione Sollievo”, il progetto cardine di AISLA che garantisce interventi rapidi, assistenza gratuita e sostegno domiciliare a centinaia di malati in tutta Italia. Non c’è scusa che tenga: digitiamo tutti il 45580, perché nessuno deve essere lasciato da solo a combattere nel buio.

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Salute

Il valore del tempo libero: perché fa bene alla mente intervento di Adelia Lucattini, membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e full member dell’International Psychoanalytical Association

Studio e lavoro occupano gran parte delle nostre giornate, riducendo lo spazio vitale dedicato al riequilibrio interiore e spesso agendo proprio a discapito del nostro benessere psicofisico. In un contesto sociale dominato sempre più spesso dalla frenesia, dalla produttività a tutti i costi e dall’iperconnessione, sorge spontanea una domanda cruciale: cos’è davvero il tempo libero? E perché, troppo spesso, corriamo il rischio di trasformarlo nell’ennesima prestazione da compiere con rigore e perfezionismo? Per rispondere a questi interrogativi e riflettere sul nostro stile di vita, approfondiamo oggi il tema insieme alla Dott.ssa Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalytical Association (IPA). Intervista di Marialuisa Roscino

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Tempo Libero

Redazione-  Studio e lavoro occupano gran parte delle nostre giornate, riducendo lo spazio vitale dedicato al riequilibrio interiore e spesso agendo proprio a discapito del nostro benessere psicofisico. In un contesto sociale dominato sempre più spesso dalla frenesia, dalla produttività a tutti i costi e dall’iperconnessione, sorge spontanea una domanda cruciale: cos’è davvero il tempo libero? E perché, troppo spesso, corriamo il rischio di trasformarlo nell’ennesima prestazione da compiere con rigore e perfezionismo? Per rispondere a questi interrogativi e riflettere sul nostro stile di vita, approfondiamo oggi il tema insieme alla Dott.ssa Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalytical Association (IPA).

Insieme, in questa intervista, esploreremo come attività apparentemente semplici, come lo sport, l’arte, gli hobby e le pause quotidiane, non siano mere distrazioni o passatempi futili, bensì veri catalizzatori fondamentali per la crescita e lo sviluppo emotivo di bambini e adolescenti, presidi di salute mentale trasversali, essenziali per preservare l’equilibrio a tutte le età, dagli anni della formazione fino età adulta e senile.

Dott.ssa Lucattini, spesso pensiamo al tempo libero come a un “premio” o a un momento di stacco. Dal punto di vista psicologico, qual è la sua vera funzione dopo ore di studio o di lavoro?

Il tempo libero non è un premio, ma un tempo necessario al funzionamento psichico. Dopo ore di studio o di lavoro permette un temporaneo disinvestimento dalle richieste esterne e dalla dimensione prestazionale, restituendo spazio alla vita interna, alla fantasia e all’elaborazione delle esperienze accumulate durante la giornata. In termini psicoanalitici, consente all’Io di allentare il controllo e di redistribuire le proprie energie su più attività anche diverse tra di loro, invece di mantenerle costantemente concentrate su di un’unica mansione. Questo “stacco” favorisce anche la regolazione emotiva e riduce il rischio che tensione e sovraccarico diventino una condizione mentale permanente e disturbante. Non si tratta quindi di tempo sottratto alla produttività, è uno dei presupposti perché attenzione, creatività e capacità di pensare restino vivi e costanti, senza cadute e arresti improvvisi (PLOS ONE, 2025).

Il tempo libero non dovrebbe essere visto solo come un “tempo aggiuntivo alla nostra routine quotidiana” o un premio di consolazione, ma come uno spazio fondamentale di recupero psicofisico. Crede che sia necessario uscire dalla logica dell’efficienza “estrema” per ritrovare un contatto autentico con se stessi?

La logica dell’efficienza, quando diventa pervasiva, rischia di trasformarsi in un vero imperativo interno: bisogna produrre, migliorare, utilizzare bene perfino il tempo libero. In termini psicoanalitici, è una pressione superegoica ovvero razionale e legata al senso del dovere, che può sottrarre spazio alla spontaneità, al desiderio e alla capacità di stare semplicemente bene con se stessi. Il tempo libero ha invece una funzione preziosa proprio quando non deve necessariamente servire a qualcosa, infatti, permette di allentare il controllo, recuperare il contatto con la propria vita interiore e lasciare emergere pensieri, fantasie e interessi non organizzati dalla prestazione. Anche il non fare, in questo senso, può essere psichicamente molto attivo (Journal of Applied Psychology, 2025).

 

Spesso lo sport e l’attività fisica vengono indicati come i principali alleati contro lo stress. Come agiscono, sul corpo, in particolare, nei più giovani?

Nei bambini e negli adolescenti il movimento è un potente regolatore dell’attivazione psicofisica. L’attività fisica interviene sui sistemi biologici dello stress, in particolare sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e sul sistema nervoso autonomo, favorendo nel tempo una maggiore flessibilità tra attivazione e recupero. Sul piano psicoanalitico, il corpo in movimento offre inoltre una via di espressione e trasformazione a tensioni ed eccitazioni che, soprattutto nei più giovani, non sempre sono ancora pienamente rappresentabili con le parole. Non è quindi soltanto uno scarico della tensione poiché attraverso il movimento, l’esperienza corporea può essere regolata molto meglio, integrata mentalmente e progressivamente resa pensabile. È particolarmente importante in età evolutiva, quando i sistemi neurovegetativi e le capacità di autoregolazione sono ancora in maturazione (Psychoneuroendocrinology, 2025).

 

Per i ragazzi, le attività extrascolastiche rappresentano spesso uno “spazio terzo” rispetto alla famiglia e alla scuola. Che valore possono avere nello specifico luoghi come il teatro o i laboratori creativi?

 

Il teatro e i laboratori creativi possono diventare quello che, in termini winnicottiani, definiamo uno spazio potenziale, “transizionale” ovvero un luogo intermedio tra mondo interno e realtà esterna, nel quale il ragazzo può sperimentare parti di sé senza sentirsi immediatamente giudicato o valutato. Attraverso il gioco, la rappresentazione, il corpo e la creatività, emozioni ancora difficili da nominare possono trovare una forma simbolica e diventare più pensabili. Sono inoltre contesti importanti per il processo di separazione-individuazione, fondamentale durante l’adolescenza, permettono di uscire temporaneamente dai ruoli familiari e scolastici, incontrare i coetanei e costruire appartenenze e aspetti nuovi della propria identità. Per questo, non sono semplici attività accessorie, ma veri spazi di crescita psichica (SSM – Population Health, 2025).

 

Attività come disegnare, suonare, scrivere o danzare vengono spesso associate alla creatività. In che modo, aiutano i bambini a elaborare ciò che le parole non riescono a esprimere?

 

Le attività creative offrono al bambino un linguaggio sotto forma di metafora quando quello verbale non è ancora pienamente sviluppato e ricco, in parole e concetti complessi. Disegnare, suonare, scrivere o ballare permette di dare forma a emozioni, fantasie e conflitti difficili da nominare, trasformando un vissuto ancora grezzo, infantile, in qualcosa che può essere rappresentato mentalmente e quindi pensato. In termini psicoanalitici, favoriscono i processi di simbolizzazione e pensiero astratto, e di integrazione tra esperienza corporea, affettività e capacità di pensiero (Scientific Reports, 2025).

 

Passando agli adulti, quanto è importante che un hobby sia nettamente distinto rispetto alla propria professione?

È sempre utile e spesso necessario per il benessere personale, che qualche hobby (che per definizione è un’attività non retribuita) introduca una discontinuità, un tempo diverso e piacevole, rilassante e stimolante, rispetto al lavoro, soprattutto sul piano psicologico. Un’attività diversa consente di disinvestire temporaneamente dal ruolo professionale, ridurre la ruminazione legata al lavoro e riattivare parti del Sé meno coinvolte nella prestazione. In termini psicoanalitici, apre uno spazio di libertà psichica in cui desiderio, curiosità e piacere possono tornare ad avere un valore non utilitaristico. Da non trascurare l’importanza del movimento, in casa nelle piccole pause, delle passeggiate prima e dopo il lavoro, andare in bicicletta e praticare uno sport amatoriale durante il fine settimana. Avere un ritmo regolare in cui fare attività fisica strutturata, con un insegnante o un maestro, è un modo eccellente per staccare dal lavoro, dagli obblighi scolastici e della gestione della famiglia e della casa. (International Journal of Environmental Research and Public Health, 2026).

 

C’è però un rischio moderno che anche il tempo libero rischia di diventare una “prestazione” o una competizione. Quando una passione smette di fare bene?

Una passione non fa più stare bene quando perde dalla dimensione di piacere e libertà e diventa un obbligo interiore, un altro “dovere”. In termini psicoanalitici, il desiderio viene allora colonizzato da un ideale non raggiungibile e dal bisogno di efficienza e prestazionale. Quando diviene un impegno ossessionante, un vero e proprio “secondo lavoro”. A quel punto, non si fa più qualcosa perché nutre, ma per sentirsi adeguati, migliori o all’altezza. Quando compaiono rigidità, senso di colpa se ci si ferma al confronto continuo con gli altri, il tempo libero non rigenera più, ma crea un’ulteriore pressione psicologica da cui in realtà dovrebbe proteggere (European Journal of Sport Science, 2025).

 

Per concludere, spesso demandiamo il recupero psicofisico nel weekend o  durante le vacanze. Qual è, invece, il messaggio che si sente di lasciare sull’importanza delle piccole pause durante il giorno? Quali consigli si sente di dare in merito?

Le piccole pause, durante la routine quotidiana, aiutano a diminuire la tensione e a recuperare attenzione e sono indispensabili. Però, la mente ha bisogno anche di momenti più prolungati di recupero in modo da staccarsi momentaneamente dalle richieste esterne e dalla continua sollecitazione degli strumenti digitale in cui siamo immersi. Questo è importante per centrarsi, ritrovare il proprio baricentro. Inoltre, è indispensabile per far emergere pensieri, fantasie e desideri che i dispositivi elettronici e i contenuti social schiacciano e appiattiscono. Il riposo autentico per la la mente è quando è possibile dedicarsi a sé stessi e alla propria vita con ritmi diversi, personalizzati.

-Creare ogni giorno zone senza smartphone, soprattutto durante i pasti, le passeggiate e prima di dormire;

-Riscoprire la lettura, anche e-ebook e audiolibri, poiché richiede un’attenzione lenta e continuativa, diversa dalla frammentazione tipica dello scrolling;

-Concedersi un buon film senza seconde attività, magari con qualcuno, evitando di guardarlo contemporaneamente al telefono;

-Ascoltare musica di ogni genere, classica e moderna, lasciandosi incuriosire da linguaggi e generi nuovi, la musica mobilita affetti, ricordi e immaginazione;

-Ballare, anche a casa, in ogni piccola pausa, poiché moto e ritmo fanno bene a tutto.

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