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Cronaca

Panico in autostrada a Oricola: il pullman riparte e dimentica a terra il papà. A bordo resta sola la figlia di 7 anni!

Scene di panico in Autostrada a Oricola: l’autista del pullman riparte senza aspettare i passeggeri… e dimentica a terra il papà di una bimba di 7 anni rimasta a bordo! 😱 🚌 Un vero e proprio incubo a occhi aperti che farebbe impazzire chiunque! È successo nelle scorse ore presso l’area di servizio “Civita Nord” a Oricola. Un autobus di linea privato, partito dall’Abruzzo e diretto verso l’aeroporto di Roma Fiumicino, si è fermato in Autogrill per la classica e veloce sosta “bagno” per i passeggeri. Ma, al momento di rimettersi in marcia, l’autista non ha controllato chi fosse effettivamente risalito a bordo! Le portiere si sono chiuse e il pullman è sfrecciato via verso Roma, lasciando letteralmente a piedi due passeggeri nel piazzale. Il dramma? Uno di quegli uomini dimenticati a terra era un padre di famiglia: la sua bambina di appena 7 anni era rimasta a bordo del pullman, addormentata sui sedili! Immaginate il terrore di questo papà nel vedere il bus con sua figlia sparire all’orizzonte. Sono scattate subito le telefonate disperate e le richieste di soccorso per bloccare la corsa del mezzo! Leggi tutta l’assurda disavventura e i dettagli nel nostro articolo completo! 👇 🚨 E a voi è mai capitata una disattenzione simile durante i viaggi organizzati? Di chi è la colpa in queste situazioni?

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Autogrill

Oricola – Quella che doveva essere la tratta finale di un tranquillo e spensierato viaggio verso le meritate vacanze o verso importanti impegni familiari, si è improvvisamente trasformata in una vera e propria scena di puro terrore. Immaginate per un istante di scendere dal pullman per sgranchirvi le gambe o prendere un caffè e, una volta usciti dall’Autogrill, vedere il vostro mezzo allontanarsi a tutta velocità lungo l’autostrada.
Già così la situazione rasenterebbe il limite della crisi di nervi, ma aggiungete un dettaglio a dir poco agghiacciante: su quel pullman in corsa, addormentata sui sedili e totalmente ignara di tutto, c’è la vostra bambina di appena sette anni. È esattamente questo l’incubo a occhi aperti che si è consumato nelle scorse ore presso la nota area di servizio “Civita Nord” situata a Oricola, segnando un pomeriggio di panico e disperazione totale.

La sosta di rito trasformata in un incubo

Il protagonista involontario di questa incredibile disavventura autostradale, come riporta puntualmente il quotidiano regionale ilcentro.it, è il conducente di un pullman appartenente a una compagnia di trasporto privata. Il mezzo, secondo la ricostruzione dei fatti emersa, era partito dall’Abruzzo e stava svolgendo la sua consueta tratta quotidiana, raccogliendo viaggiatori e famiglie da diverse zone e province abruzzesi per condurli direttamente fino ai terminal dell’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino.
Giunto all’altezza di Oricola, l’autista ha effettuato la classica, canonica e veloce sosta tecnica all’interno dell’area di servizio. L’obiettivo, come sempre accade nei lunghi viaggi su gomma, era quello di consentire ai passeggeri di scendere per qualche minuto, utilizzare i servizi igienici, fumare una sigaretta o comprare una bottiglietta d’acqua prima di immettersi nel caotico traffico della Capitale.

La ripartenza frettolosa e le urla nel piazzale

A questo punto, però, i protocolli di sicurezza e il semplice buonsenso sembrano aver clamorosamente fallito. Senza sincerarsi dell’effettivo rientro a bordo di tutti i viaggiatori e senza effettuare la consueta “conta” visiva dei presenti, le porte del pullman si sono chiuse e il pesante mezzo ha rimesso in moto i suoi enormi motori.
Nel giro di pochissimi secondi, l’autobus si è reimmesso nella carreggiata autostradale, accelerando verso Roma. Nel piazzale dell’area di servizio Civita Nord sono rimasti, letteralmente bloccati e sbigottiti, ben due passeggeri regolarmente paganti. Uno dei due era proprio un padre di famiglia che, uscito dai bagni del casello, ha visto sparire il retro del veicolo all’orizzonte.

Il dramma di un padre e il sonno della piccola

L’angoscia vissuta dall’uomo in quegli interminabili istanti è qualcosa di indescrivibile. Non si trattava di aver perso banalmente la propria valigia nel bagagliaio o il portafoglio lasciato sul sedile: la priorità assoluta e disperata era sua figlia.
La bambina di sette anni, infatti, era rimasta a bordo del pullman, cullata dal movimento del viaggio, ed era profondamente addormentata sui sedili. La piccola viaggiava ignara verso l’aeroporto di Fiumicino, completamente sola, a bordo di un mezzo pieno di sconosciuti, mentre il suo papà si sbracciava disperatamente nel parcheggio dell’area di sosta di Oricola. Un cortocircuito logistico gravissimo, che ha fatto scattare un imponente e immediato allarme. Le telefonate frenetiche alla sede della compagnia di trasporti, l’intervento delle forze dell’ordine e la corsa contro il tempo per riuscire a fermare il mezzo prima che raggiungesse l’aeroporto romano, hanno tenuto l’intera area di sosta (e i passanti che hanno assistito alla drammatica scena) con il fiato sospeso fino al ricongiungimento finale. Una disavventura che nessuno dei protagonisti dimenticherà mai più per il resto della vita.

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Cronaca

Tragedia nella notte a Perugia: l’auto si ribalta in curva, due ragazzi di soli 17 anni vengono sbalzati fuori e perdono la vita

Notte di sangue sulle strade dell’Umbria: l’auto si ribalta e finisce fuori strada. Due ragazzi di soli 17 anni vengono sbalzati fuori dall’abitacolo e muoiono sul colpo 😭 🖤 Una tragedia immane, un dolore impossibile da accettare. La scorsa notte, nel tratto di strada tra Perugia e Marsciano, si è consumato un incidente stradale devastante che ha spezzato per sempre la vita di due giovani di appena 17 anni. I ragazzi viaggiavano sui sedili posteriori di un’auto insieme ad altri tre amici. Improvvisamente, nell’affrontare una curva nel buio, l’automobile ha perso il controllo e si è ribaltata più volte su se stessa finendo fuori carreggiata. La violenza dell’impatto è stata talmente spaventosa che i due diciassettenni sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo, finendo per schiantarsi fatalmente contro un muro. Per loro non c’è stato purtroppo nulla da fare: sono morti sul colpo a causa dei traumi riportati. Gli altri tre ragazzi a bordo sono rimasti feriti, per fortuna in modo non grave fisicamente, ma sono sotto shock. Sul posto 118, Vigili del Fuoco e Polizia Locale di Perugia per i rilievi. Un’intera comunità piange la scomparsa di questi due giovani angeli. Leggi tutta la drammatica dinamica nel nostro articolo. 👇 🌹 Quante lacrime dobbiamo ancora versare per le “stragi del sabato sera”? Un pensiero e una preghiera enorme per i genitori di questi due ragazzi, colpiti dal dolore più grande che possa esistere al mondo.

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Tragedia nella notte a Perugia: l'auto si ribalta in curva, due ragazzi di soli 17 anni vengono sbalzati fuori e perdono la vita

Perugia– Ci sono notti in cui il destino decide di scrivere la pagina più nera e inaccettabile che si possa immaginare. Notti che iniziano con le risate spensierate di un gruppo di amici e si concludono nel buio più totale, tra il suono lacerante delle sirene e le lacrime disperate di genitori che non vedranno mai più i loro figli varcare la porta di casa.
È una tragedia di proporzioni immani quella che si è consumata nelle scorse ore lungo le strade umbre, precisamente nel tratto viario che collega i comuni di Perugia e Marsciano. Due giovanissimi ragazzi di soli 17 anni hanno perso tragicamente la vita in un incidente stradale tanto spaventoso quanto fatale, lasciando un’intera comunità immersa in un dolore sordo e incolmabile.

Una serata tra amici trasformata nel peggiore degli incubi

Secondo le prime, drammatiche ricostruzioni trapelate dagli inquirenti giunti sul posto, i due ragazzi deceduti viaggiavano a bordo di un’automobile insieme ad altri tre coetanei. Cinque giovani vite, presumibilmente di ritorno da una normale serata trascorsa in compagnia, che viaggiavano verso casa ignari di ciò che il destino aveva in serbo per loro pochi chilometri più avanti.
Mentre il veicolo percorreva la strada nel cuore della notte, qualcosa è andato improvvisamente e fatalmente storto. L’automobile, per cause che sono ancora in fase di strettissimo accertamento da parte delle forze dell’ordine, ha perso aderenza con l’asfalto proprio mentre si apprestava ad affrontare una curva. Il conducente non è riuscito a mantenere il controllo della traiettoria e la vettura, ormai fuori controllo, ha sbandato violentemente.

La dinamica dell’orrore: il ribaltamento e lo schianto mortale

Quello che è successo nei secondi immediatamente successivi alla perdita di controllo dell’auto è una sequenza da film dell’orrore. Il veicolo, impazzito, si sarebbe ribaltato su se stesso più volte, per poi terminare la sua drammatica e rovinosa corsa finendo completamente fuori strada.
Le due giovani vittime, stando ai primi rilievi effettuati sulla scena della tragedia, si trovavano sedute nella parte posteriore dell’abitacolo. La violenza cinetica del ribaltamento è stata talmente devastante da trasformare l’auto in una trappola mortale. I corpi dei due diciassettenni, infatti, sono stati violentemente sbalzati fuori dall’abitacolo, venendo proiettati come proiettili nel vuoto fino a schiantarsi in modo tremendo contro un muretto di contenimento adiacente alla carreggiata.

Il bilancio drammatico: due angeli volati via e tre sopravvissuti

Per i due minorenni non c’è stato purtroppo nulla da fare. L’impatto contro il muro è stato fatale e i due ragazzi sono morti sul colpo, uccisi dai gravissimi traumi riportati. Ogni tentativo di rianimazione si è rivelato purtroppo inutile.
Gli altri tre giovani occupanti della vettura (che verosimilmente si trovavano nei sedili anteriori o in posizioni meno esposte allo sbalzo) sono invece miracolosamente sopravvissuti. Sono rimasti feriti, fortunatamente in modo non grave dal punto di vista clinico, ma dovranno convivere per il resto della loro esistenza con uno shock psicologico devastante e inenarrabile.

L’arrivo dei soccorsi e lo strazio delle famiglie

Non appena è scattato l’allarme, sul luogo del disastro si è precipitata una vera e propria task force dell’emergenza. Sono intervenute diverse ambulanze del personale medico del 118, le squadre dei Vigili del Fuoco (che hanno illuminato a giorno l’area per recuperare i corpi e mettere in sicurezza il mezzo accartocciato), le gazzelle dei Carabinieri e le pattuglie della Polizia Locale di Perugia, a cui è stato formalmente affidato l’ingrato e complesso compito di eseguire i rilievi scientifici per stabilire l’esatta dinamica del sinistro (valutando velocità, stato del manto stradale ed eventuali distrazioni).
Oggi, però, non è il momento delle perizie tecniche o delle aule di tribunale. Oggi è solo il momento del silenzio, del lutto cittadino e del rispetto per due famiglie distrutte, che si ritrovano improvvisamente a piangere due figli meravigliosi a cui il destino ha strappato le ali proprio quando si stavano affacciando al mondo degli adulti. Buon viaggio, ragazzi.

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Cronaca

Terrore a Nepezzano (Teramo), orafo 81enne aggredito con spray al peperoncino e picchiato: rubato un tesoro da 200mila euro

Assalto brutale e vigliacco a Teramo: orafo 81enne accecato con lo spray, picchiato e rapinato di 200.000 euro di gioielli! 🤬 🚔 Un vero e proprio incubo in pieno giorno! La tranquilla comunità di Nepezzano (Teramo) è stata sconvolta da una rapina violentissima messa a segno da criminali senza il minimo scrupolo. Un noto orafo di 81 anni è finito in una trappola spaventosa. Un’auto scura gli ha sbarrato la strada e due malviventi sono scesi per aggredirlo. L’anziano è stato prima immobilizzato, poi accecato a bruciapelo con dello spray al peperoncino e infine picchiato brutalmente! Tutto questo per rubargli un gigantesco carico di oro e gioielli preziosi che aveva con sé, dal valore inestimabile di circa 200.000 euro! L’ottantunenne, sotto shock per i colpi e il bruciore, è svenuto, ma prima di crollare a terra è riuscito a memorizzare i dettagli dei criminali. Ora è ricoverato all’ospedale Mazzini di Teramo per un trauma cranico (per fortuna non è in pericolo di vita). La Squadra Mobile di Teramo ha avviato una caccia all’uomo a ritmo serrato su tutto il territorio. Leggi tutti i drammatici dettagli dell’assalto nel nostro articolo! 👇 🚨 Che pena e che condanna vi aspettate per chi ha il coraggio di accanirsi con tanta violenza contro un anziano indifeso?

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Nepezzano(Teramo) ,gioielleria

Nepezzano – Ci sono crimini che, per la loro efferatezza e vigliaccheria, lasciano un senso di profonda amarezza e indignazione nell’animo di ogni cittadino onesto. Aggredire un anziano lavoratore, colpendolo a tradimento pur di strappargli i frutti di una vita di sacrifici, è uno di questi.
Nelle scorse ore, la tranquilla e pacifica comunità di Nepezzano, una piccola frazione alle porte del comune di Teramo, è stata sconvolta da un episodio di cronaca nera degno di un violento film d’azione. La vittima di questo brutale e codardo agguato criminale è un noto orafo di 81 anni, un uomo che nonostante l’età avanzata continuava a svolgere la propria affascinante professione con l’impegno e l’abnegazione tipica della sua generazione.

L’agguato a sorpresa: immobilizzato e accecato

Secondo le prime, drammatiche ricostruzioni trapelate dagli inquirenti, l’anziano gioielliere è finito vittima di una trappola studiata fin nei minimi dettagli. I malviventi sapevano perfettamente chi colpire, quando colpire e, soprattutto, sapevano che in quel preciso momento l’uomo trasportava un carico di inestimabile valore.
Mentre si trovava in strada, l’ottantunenne è stato improvvisamente accerchiato. Un’automobile di colore scuro (descritta come completamente nera) ha frenato bruscamente a pochi passi da lui. Dalla vettura sono balzati fuori due individui senza scrupoli che non gli hanno lasciato la minima possibilità di difendersi o di chiedere aiuto. Per prima cosa, i rapinatori lo hanno immobilizzato fisicamente. Subito dopo, per annullare ogni sua resistenza, gli hanno spruzzato violentemente in pieno volto dello spray al peperoncino, accecandolo e togliendogli il respiro.

Violenza spietata e un bottino da capogiro

Non paghi di averlo stordito e reso inerme, i due aggressori hanno continuato a infierire sull’anziano. L’orafo è stato ripetutamente strattonato, strattonato e colpito con estrema brutalità, fino a quando i criminali non sono riusciti a strappargli dalle mani l’ingente carico che trasportava.
Il bottino sottratto in questa vera e propria spedizione punitiva è a dir poco clamoroso. I ladri si sono portati via una borsa colma di oro zecchino e gioielli preziosissimi, per un valore commerciale complessivo stimato intorno ai 200mila euro. Una cifra mostruosa, sparita in pochi drammatici e interminabili secondi prima che i criminali risalissero a bordo dell’auto scura per dileguarsi a tutta velocità nelle strade limitrofe.

Il ricovero in ospedale e la caccia all’uomo

L’uomo, sopraffatto dal dolore, dal bruciore dello spray e dai colpi ricevuti, ha perso momentaneamente conoscenza. Tuttavia, aggrappandosi a una straordinaria forza d’animo, prima di svenire è riuscito a imprimere nella propria memoria un fondamentale dettaglio fisico dei due aggressori e il modello della vettura nera in fuga.
Subito dopo l’allarme lanciato dai passanti, sul posto sono intervenuti d’urgenza gli operatori sanitari del 118, che hanno immediatamente prestato i primi soccorsi all’anziano artigiano. L’uomo è stato trasportato in ambulanza presso l’ospedale Mazzini di Teramo. I medici hanno diagnosticato un lieve trauma cranico dovuto alla colluttazione, ma fortunatamente le sue condizioni cliniche attuali sono stabili e non destano alcuna preoccupazione per la sua vita.
Nel frattempo, sul territorio è scattata una vera e propria caccia all’uomo. La Squadra Mobile di Teramo ha immediatamente preso in carico le indagini, setacciando le telecamere di videosorveglianza della zona (sia pubbliche che private) e ascoltando le preziosissime testimonianze della vittima. L’obiettivo è stringere il cerchio nel minor tempo possibile e assicurare alla giustizia i due vigliacchi responsabili di questo inaccettabile e vergognoso assalto.

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Cronaca

Terrore a Gallipoli: mamma e figlia aggredite da un lupo. Il racconto dell’eroe che le ha salvate: “Voleva sbranare la bambina”

“Voleva sbranare la bambina, non potevo voltarmi dall’altra parte”. Il drammatico racconto dell’eroe che ha affrontato a mani nude un lupo per salvare madre e figlia a Gallipoli! 🐺 🩸 Poteva trasformarsi in una vera e propria strage. Nei giorni scorsi, all’interno della pineta di un famoso resort di Punta Pizzo (a Sud di Gallipoli), si è consumato un vero incubo a occhi aperti. Una mamma di 52 anni e la sua bambina di 12 sono state improvvisamente e brutalmente attaccate da un lupo selvatico inferocito. Ma il destino ha voluto che nei paraggi ci fosse un coraggioso turista di 47 anni, che non ci ha pensato due volte a mettere a rischio la propria vita! L’uomo ha sferrato un calcio all’animale, permettendo alla mamma e alla bambina di fuggire, ma è stato a quel punto aggredito brutalmente dalla belva. “Mi ha morso al braccio e poi sono caduto a terra. Mi sono fratturato la mano a forza di tirargli pugni, poi l’ho colpito con una sedia e sono riuscito a salvarmi”, ha raccontato in tv. Un gesto eroico che ha salvato la vita della 12enne: “Il lupo voleva sbranare la bambina. Se non fossi intervenuto, altri due minuti e non sarebbe sopravvissuta. Potevo scappare come hanno fatto altri, ma non ce l’ho fatta. Lo rifarei cento milioni di volte”. Leggi il racconto da brividi di questo scontro nel nostro articolo completo! 👇 👏 Quanti like e ringraziamenti vogliamo mandare a questo eroe normale dal cuore d’oro? Voi avreste avuto il suo stesso coraggio?

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Lupo

Redazione – Ci sono momenti nella vita in cui il destino ti mette improvvisamente davanti a un bivio atroce: girare la testa dall’altra parte e scappare per salvare la propria pelle, oppure gettarsi a capofitto nel pericolo per salvare la vita di perfetti sconosciuti. Un turista di 47 anni, in vacanza nel meraviglioso Salento, non ha avuto esitazioni e ha scelto la seconda strada, trasformandosi in un vero e proprio eroe moderno.
Ciò che è accaduto nei giorni scorsi nella tranquilla e verdeggiante pineta di un noto resort di Punta Pizzo (a sud di Gallipoli) sembra la sceneggiatura di un film dell’orrore, ma è purtroppo la cruda realtà. Tre turisti sono stati brutalmente aggrediti da un grosso lupo selvatico. Le vittime designate dell’animale erano una donna di 52 anni e la sua giovane figlia di appena 12 anni, la cui vita è rimasta appesa a un filo per interminabili, drammatici minuti.

L’incubo nella pineta: morsi e grida disperate

L’intera sequenza da incubo è stata immortalata dalle telecamere dell’impianto di videosorveglianza della struttura ricettiva. Le immagini mostrano chiaramente la furia cieca dell’animale e il terrore assoluto della madre, disposta a fare da scudo col proprio corpo pur di proteggere la figlioletta.
“Dava dei morsi continui alla bambina e anche alla madre”, ha raccontato il turista soccorritore, ancora visibilmente scosso, ai microfoni dell’inviato del programma televisivo Morning News. La violenza dell’attacco non lasciava presagire nulla di buono. L’uomo, trovandosi a passare per puro caso (o per volere del destino) proprio in quel momento, si è reso subito conto della gravità letale della situazione. “Sono state miracolate che io fossi lì”, ha confessato l’eroe per caso. “La bambina, altri due minuti, e non viveva. Ve lo assicuro. Il lupo voleva cibarsi e mangiare la bambina, e quando finiva con lei sono sicuro che avrebbe mangiato anche me”.

Il coraggio di un eroe: il corpo a corpo con la bestia

Invece di fuggire a gambe levate per cercare un riparo, il 47enne ha scelto di affrontare a mani nude la belva inferocita. “Inizialmente gli ho dato un calcio fortissimo e ho urlato alla donna e a sua figlia di scappare e mettersi finalmente in salvo”.
Grazie a questo gesto provvidenziale e totalmente altruistico, le due donne sono riuscite a divincolarsi e a scappare lontano dalle zanne dell’animale, ma per l’uomo è iniziato il vero calvario. Rimasto totalmente solo contro il lupo, ha provato inizialmente a intimidirlo urlando a squarciagola, sperando di spaventarlo e farlo ritirare nella macchia mediterranea. Ma l’istinto predatorio dell’animale, affamato e feroce, non si è placato: “Invece di scappare, ha iniziato ad attaccare me”.

“Lo rifarei cento milioni di volte”

Ne è scaturito un corpo a corpo drammatico e violentissimo, in cui la vita del turista è stata in serio pericolo. “Prima mi ha morso sotto il braccio, facendomi sanguinare. Poi sono scivolato e caduto a terra. A forza di dare pugni per difendermi il viso, mi sono addirittura fratturato la mano”, ha raccontato l’uomo, ripercorrendo quegli attimi di pura adrenalina e disperazione.
Solo la prontezza di riflessi e l’istinto di sopravvivenza gli hanno permesso di ribaltare le sorti dello scontro. “Fortunatamente, tastando a terra, ho trovato una sedia. L’ho afferrata e l’ho centrato in pieno, riuscendo finalmente ad allontanarlo e a fuggire”.
Oggi, con una mano fratturata, un braccio fasciato e un trauma psicologico che difficilmente si cancellerà, questo turista quarantasettenne può guardarsi allo specchio con l’immenso e giustificato orgoglio di chi ha salvato due vite umane. La sua conclusione, pronunciata con la voce rotta dall’emozione, è il più bello e puro inno all’umanità che si possa ascoltare: “Potevo fare finta di niente e scappare via come altri, ma non ce l’ho fatta. Ho deciso di intervenire per salvare quella bambina. Se tornassi indietro, lo farei altre cento milioni di volte”.

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