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Cultura

Dieci anni di musica e magia: parte a Orvieto il “Festival della Piana del Cavaliere” all’insegna della Prossimità

Dieci anni di grande musica e magia: domani a Orvieto parte la storica X edizione del Festival della Piana del Cavaliere! 🎼 🎻 Il prestigioso Teatro Mancinelli di Orvieto è pronto a illuminarsi per festeggiare un traguardo formidabile. Dal 29 agosto fino al 13 settembre andrà in scena l’attesa decima edizione del Festival della Piana del Cavaliere. Il tema di quest’anno? La “Prossimità”, ovvero la capacità della musica di abbattere i muri e unire artisti, pubblico e intere generazioni in un unico abbraccio! L’inaugurazione di giovedì 29 agosto sarà un sogno a occhi aperti: nel pomeriggio i bambini potranno sognare con lo spettacolo di “Pippi Calzelunghe”, mentre in serata andrà in scena la meravigliosa Sinfonia n. 6 di Beethoven (in una rarissima versione per sestetto d’archi)! Nei giorni successivi il calendario sarà pazzesco: dalle grandi notti dedicate al Belcanto (Verdi e Rossini), al galà lirico dell’11 settembre dedicato alla “Bohème” di Puccini, per arrivare all’omaggio letterario a Italo Calvino e al Gran Concerto Sinfonico del 12 settembre. Ma ci sarà spazio anche per Masterclass ed eventi formativi per i giovani musicisti. Clicca sul nostro articolo per scoprire tutti gli spettacoli, gli orari e i protagonisti di questa meravigliosa kermesse culturale! 👇 🎶 E voi amate la grande musica classica e lirica? Qual è il vostro compositore preferito di tutti i tempi?

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Festival della Piana del Cavaliere , decima edizione Orvieto

Orvieto – Ci sono eventi che non si limitano a mettere in scena uno spettacolo fine a se stesso, ma riescono nel miracolo di creare una vera e propria comunità vibrante attorno al palcoscenico. Dieci anni ininterrotti di grande musica, di incontri indimenticabili, di profondo dialogo tra le arti e di pura bellezza condivisa. È questo lo straordinario e storico traguardo che si appresta a celebrare nel 2026 l’attesissimo Festival della Piana del Cavaliere.
La decima, prestigiosa edizione della rassegna prenderà ufficialmente il via domani, 29 agosto, nella magnifica e suggestiva cornice del Teatro Mancinelli di Orvieto. Il tema portante scelto dalla direzione artistica per questo anniversario speciale è una parola carica di significato umano e sociale: “Prossimità”. Non una fredda esibizione, dunque, ma un vero e proprio abbattimento delle barriere per celebrare la vicinanza emotiva tra gli artisti e il pubblico, tra le diverse generazioni e tra i molteplici linguaggi della cultura mondiale.

L’Inaugurazione: Beethoven per i grandi, Pippi per i piccoli

Il Festival, che terrà compagnia ad appassionati e turisti fino al prossimo 13 settembre, propone un formidabile percorso multidisciplinare capace di unire in un unico respiro l’opera lirica, la musica sinfonica e cameristica, il teatro musicale, la grande letteratura e la formazione didattica. L’obiettivo primario è quello di trasformare ogni singolo appuntamento in calendario in una indimenticabile esperienza di ascolto e condivisione collettiva.
L’inaugurazione ufficiale di giovedì 29 agosto partirà col botto, proponendo al pubblico un’opera maestosa: la Sinfonia n. 6 di Beethoven. Il capolavoro del genio di Bonn verrà tuttavia eseguito in una preziosissima e rarissima versione cameristica per sestetto d’archi, curata ed eseguita in modo magistrale dal gruppo da camera dell’Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani. Ma il Festival pensa davvero a tutti: nel corso del pomeriggio, le porte del teatro si apriranno alle famiglie e ai più piccini con “Pippi Calzelunghe”, un divertente spettacolo prodotto dalla compagnia La Corelli.

Dal Belcanto a Puccini: le notti magiche del Teatro Mancinelli

Il calendario degli eventi serali è un vero e proprio scrigno di gemme preziose. Il grande e immortale belcanto italiano sarà il protagonista indiscusso della serata del 30 agosto, con lo spettacolo “Una notte di Belcanto – Rossini, Verdi e…”. Il 3 settembre toccherà invece all’Ensemble InCanto (diretto con maestria dalla bacchetta di Fabio Maestri) ammaliare la platea proponendo un ardito e affascinante programma che accosterà le geniali sonorità di Mahler e Berg.
Da segnare in rosso sul calendario anche gli appuntamenti di altissimo approfondimento musicale, come “Alla scoperta del corno” previsto per il 4 settembre, e il solenne Concerto Verdiano del 10 settembre, realizzato in preziosa collaborazione con i talenti del Conservatorio “Giulio Briccialdi” di Terni.
La grandissima opera lirica tornerà a dominare la scena l’11 settembre con “La Vie de Bohème”, un fastoso galà lirico interamente ispirato all’immortale Bohème di Giacomo Puccini, realizzato in forte sinergia con il Teatro Carlo Felice di Genova.

Il gran finale tra letteratura e sonorità caucasiche

Il weekend di chiusura della kermesse promette letteralmente scintille. Il 12 settembre andrà in scena un connubio perfetto tra musica e letteratura grazie alle “Lezioni Americane”, dedicate all’eredità intellettuale di Italo Calvino e Luciano Berio. In serata, l’Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani, magistralmente diretta da Nicola Paszkowski, sarà l’assoluta protagonista del Gran Concerto Sinfonico, impreziosito dalle dita sapienti del celebre pianista Luigi Carroccia. A far calare definitivamente il sipario su questa decima edizione, il 13 settembre, ci penseranno le note del Georgian Quartet, con un programma capace di far dialogare in modo sublime l’antica tradizione musicale europea con le suggestive sonorità caucasiche.
Accanto al cartellone ufficiale, il Festival rinnova anche la propria vocazione all’insegnamento e alla formazione dei giovani talenti, attraverso masterclass di alto perfezionamento e incontri diretti con gli artisti. Perché la cultura, prima ancora di essere un meraviglioso spettacolo per gli occhi e per le orecchie, è incontro, crescita comunitaria e, per l’appunto, prossimità.

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Cultura

Quando il soffio invisibile della Natura prende forma: “La materia della vita” di Antonio Barbieri strega il Palazzo Pretorio di Certaldo

Algoritmi, Scanner 3D e il respiro della Natura che prende forma sotto le mani del Genio Umano! A Certaldo arriva l’incredibile mostra scultorea di Antonio Barbieri: quando la Fredda Tecnologia si trasforma in Pura Poesia! 🌳 🤖 Siete terrorizzati dall’idea che in futuro la Tecnologia e i Computer ruberanno l’Anima e il Lavoro agli esseri umani? C’è un geniale scultore italiano che vi dimostrerà esattamente l’opposto! Dal 26 SETTEMBRE all’8 FEBBRAIO, i meravigliosi e antichi spazi affrescati del Palazzo Pretorio di CERTALDO (FI) si trasformeranno in un laboratorio del futuro per ospitare “La materia della vita”, l’incredibile Mostra Personale dello scultore ANTONIO BARBIERI! Questo artista sta incantando l’Italia con una tecnica mozzafiato: tramite scanner, algoritmi complessi e modelli 3D riesce a “catturare” i dati invisibili della Natura (come il respiro di una foglia o la crescita dei rami di un albero) per darne una forma fisica. Ma la cosa più bella è che la Tecnologia si inchina all’Uomo: una volta catturati i dati, Barbieri modella, taglia, assembla e DIPINGE A MANO le sue opere, trasformando i freddi numeri dei computer in sculture spettacolari e coloratissime! 🎨 Vi ritroverete a camminare tra sculture futuristiche che sembrano coralli, fossili di animali sconosciuti, piante psichedeliche e “Chimere” misteriose, creando un contrasto pazzesco con le antiche mura medievali del palazzo storico toscano! L’inaugurazione è prevista per Sabato 26 Settembre (ore 17:00). Leggi tutti gli orari e la splendida filosofia che si nasconde dietro queste opere nel nostro articolo completo! 👇 👁️ Qual è il rapporto che avete con la Tecnologia Moderna? Credete che l’Arte stia perdendo la sua “Anima” umana a causa dei computer, oppure (come dimostra genialmente questa mostra) pensate che la tecnologia sia solo un “pennello più moderno” che ha solo bisogno di mani abili per creare capolavori inimitabili? Scrivete la vostra opinione e condividete il post con i vostri amici appassionati d’Arte per andare a visitarla insieme!

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Antonio Barbieri_Lichene_2020_Ferro acciaio vernice poliuretanica_Ph. Dimitri Angelini

Certaldo (FI) – Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se, per un miracolo inspiegabile, i nostri occhi umani diventassero improvvisamente capaci di vedere l’invisibile? Se potessimo osservare fisicamente il respiro di una foglia, se potessimo toccare con mano l’algoritmo segreto che fa crescere i rami di un albero secolare, o se potessimo accarezzare le misteriose relazioni biologiche che governano l’evoluzione di tutte le specie viventi? Questa domanda affascinante, che sembra uscita da un sogno filosofico, è in realtà il cuore pulsante e viscerale della nuovissima ed emozionante esposizione artistica che sta per travolgere la Toscana.
A partire dal 26 settembre 2026 (e fino all’8 febbraio), le maestose e antiche sale del Palazzo Pretorio di Certaldo si trasformeranno in un laboratorio alchemico del terzo millennio per ospitare “La materia della vita”, la sensazionale Mostra Personale del geniale scultore italiano Antonio Barbieri, magistralmente curata da Davide Sarchioni.

Algoritmi, Scanner e Poesia: la tecnologia al servizio dell’anima

L’opera di Barbieri rappresenta una delle ricerche più originali, potenti e coraggiose dell’intero panorama artistico nazionale. In un’epoca in cui siamo terrorizzati dall’idea che le Macchine e l’Intelligenza Artificiale possano rubare il mestiere agli esseri umani, lo scultore italiano ribalta completamente questa prospettiva angosciante.
Barbieri utilizza scanner di ultimissima generazione, complessi sistemi di acquisizione dati, fotogrammetrie, algoritmi e fredde stampanti 3D non per farsi sostituire, ma per “potenziare” il proprio sguardo umano. È l’artista che domina la macchina, sottomettendo la tecnologia al suo personalissimo ed emotivo gesto creativo. Una volta estratti i “dati invisibili” della biologia naturale, Barbieri torna a essere un artigiano puro: modella, assembla, lima e dipinge rigorosamente a mano le proprie sculture. Il freddo codice informatico diventa carne, legno, resina e poesia. La Macchina si inchina al Cuore.

Fossili del futuro e creature sconosciute: le opere in mostra

Il risultato visivo di questo incredibile e irripetibile processo creativo è letteralmente mozzafiato. I visitatori che varcheranno la soglia del Palazzo si troveranno di fronte a sculture e installazioni site-specific (pensate appositamente per gli spazi della mostra) che sembrano provenire da un’altra galassia o dalle profondità oceaniche inesplorate.
Nascono presenze visive complesse, a metà strada tra il mondo naturale e quello artificiale: sculture che ricordano maestose ramificazioni vegetali, coralli marini psichedelici, microrganismi giganti, fossili primordiali o vere e proprie “Chimere” nate dalla fusione di organismi differenti. Opere che non copiano banalmente la Natura, ma ne estraggono le regole matematiche segrete per creare un universo scultoreo in continuo, magico e inarrestabile divenire.

Il contrasto vertiginoso: la scultura futuristica nel Medioevo

L’altro grande colpo di genio di questa esposizione è la location. Organizzata dalla Exponent S.r.l. in collaborazione con la rinomata galleria NM Contemporary di Monaco (e con il fondamentale supporto e patrocinio del Comune di Certaldo e della Regione Toscana), la mostra crea un cortocircuito visivo ed emotivo pazzesco.
Le futuristiche sculture biologiche e algoritmiche di Barbieri non sono infatti esposte in un asettico padiglione di vetro contemporaneo, ma andranno ad abitare le sacre e ruvide architetture medievali e i meravigliosi affreschi storici dell’ex sede del Vicariato fiorentino. Questo dialogo tra l’antica Storia dell’uomo e il nostro indecifrabile Futuro tecnologico è un’esperienza sensoriale che nessun vero amante dell’Arte dovrebbe farsi scappare.
(L’inaugurazione si terrà sabato 26 settembre alle ore 17:00. Per informazioni e dettagli sugli orari di apertura dei mesi successivi è possibile contattare il numero 0571 661219).

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Cultura

La voce immortale di Gabriele Galloni rinasce a Montignoso: il trionfo dell’anima e della Poesia nella magnifica Villa Schiff Giorgini

“La vera poesia non finisce mai con una targa o una premiazione, ma vive in eterno ogni volta che una voce trova qualcuno disposto ad ascoltarla!”. A Montignoso trionfa il meraviglioso Premio dedicato al giovane e indimenticabile Gabriele Galloni. 📜 🕊️ Ci sono talenti talmente luminosi e puri che nemmeno la morte riesce a spegnere! Sabato scorso, nella suggestiva cornice di Villa Schiff Giorgini a MONTIGNOSO, un pubblico commosso, numeroso e attentissimo ha assistito alla meravigliosa cerimonia di premiazione della Seconda Edizione del “Premio Internazionale di Poesia Gabriele Galloni”. L’evento (supportato dal Comune di Montignoso) è stato un momento di fortissima condivisione dell’anima per omaggiare la memoria del grande intellettuale! Ieri cadeva infatti il sesto e tristissimo anniversario della scomparsa di Gabriele Galloni (nato nel 1995 e volato via troppo presto), uno dei talenti più folgoranti, veri e geniali della poesia italiana contemporanea. Il Presidente del Premio, JOAN JOSEP BARCELO, ha speso parole meravigliose per i vincitori e ha ringraziato immensamente il Presidente di Giuria, Silvio Raffo: “Ricordare Gabriele con un concorso letterario non significa solo custodire gelosamente la sua memoria, ma vuol dire permettere alla sua Arte di dialogare con le nuove generazioni di ragazzi! Questo è il compito alto della Cultura: trasformare il dolore e il ricordo in Futuro!”. Il Premio ha dimostrato ancora una volta che la Poesia, in questo mondo moderno freddo e frenetico, è rimasta l’ultimo strumento per sperare, sognare ed esprimere i nostri dolori più intimi. Leggi l’elenco dei ringraziamenti e il racconto della bellissima giornata nel nostro articolo completo! 👇 🖋️ Siete d’accordo sul fatto che la Lettura e la Poesia siano rimasti l’ultimo grande appiglio per salvare i nostri ragazzi in questa società ossessionata dai cellulari e dal rumore? Qual è la poesia (o la frase di un libro) che vi portate scolpita nel cuore fin da quando eravate bambini? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post per rendere omaggio alla memoria immortale di Gabriele Galloni!

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Locandina evento Montignoso

Montignoso (MS) – Ci sono vite che si spengono troppo presto, lasciando un vuoto incolmabile, e ci sono anime talmente luminose, dense e potenti che neppure il gelo inesorabile della morte riesce a zittire. Le loro voci, intrise di dolore e bellezza, continuano a riecheggiare attraverso le pagine scritte, trasformando l’assenza in un’eterna presenza. La suggestiva e antica cornice di Villa Schiff Giorgini, nel cuore verde di Montignoso, è stata l’indiscusso e meraviglioso palcoscenico in cui questo miracolo letterario si è compiuto ancora una volta.
Nella giornata di sabato 5 settembre, davanti a un pubblico numerosissimo, attento e visibilmente commosso, si è celebrata la solenne cerimonia di premiazione della **seconda edizione del Premio Internazionale di Poesia Gabriele Galloni**. Una giornata non soltanto dedicata alla premiazione formale dei vincitori, ma concepita come un vero e proprio rito collettivo in cui la cultura, la memoria e l’incontro umano hanno trionfato sulla solitudine. La splendida Villa ha fatto da culla a voci diversissime tra loro, dimostrando ancora una volta che la parola poetica resta lo strumento più alto per dialogare con noi stessi e con il mondo.

Il dolore e la memoria: l’eredità del giovane talento

Il cuore pulsante e dolente di questa manifestazione risiede tutto nel nome che porta con immenso orgoglio. Proprio nella giornata di ieri, 6 settembre 2026, è caduto il tristissimo sesto anniversario della scomparsa di Gabriele Galloni. Nato nel 1995 e volato via in modo drammatico e prematuro, Gabriele è riconosciuto da tutta la critica come una delle figure di maggiore spicco, profondità e intensità dell’intera poesia italiana contemporanea.
La sua voce originalissima, inquieta e purissima continua a essere un faro e un punto di riferimento assoluto per chi ama quest’arte. «Ricordarlo attraverso un Premio internazionale significa non soltanto custodirne gelosamente la memoria», sottolineano gli organizzatori, «ma significa permettere alla sua pesantissima eredità poetica di continuare a dialogare costantemente con le nuove generazioni. È questo, in fondo, il compito più alto e importante della vera Cultura: riuscire a trasformare la memoria del passato nel nostro futuro».

Il plauso del Presidente Barcelo e l’eccellenza della Giuria

A tessere le lodi di questa indimenticabile edizione è stato direttamente il Presidente del Premio, Joan Josep Barcelo, che ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento al Comune di Montignoso per il preziosissimo e indispensabile sostegno istituzionale, egregiamente rappresentato dall’assessora alla Cultura Donatella Berti.
Barcelo ha poi rivolto parole di profonda gratitudine al Presidente della giuria, lo stimato Silvio Raffo, per la competenza letteraria, la sensibilità umana e la dedizione assoluta con cui ha guidato il difficilissimo compito di selezionare i poeti in gara, regalando al concorso un respiro di altissima levatura intellettuale. Congratulazioni speciali sono state inviate, ovviamente, a tutti i poeti partecipanti: le loro inquietudini, le loro speranze e la loro voglia di ricercare verità nascoste hanno donato all’evento un’atmosfera magica e intimamente condivisa.

Un ringraziamento ai custodi della Poesia

In un mondo che corre sempre più veloce, fermarsi ad ascoltare una poesia è quasi un atto rivoluzionario. Per questo, il Presidente Barcelo ha voluto elencare e omaggiare, uno per uno, tutti gli straordinari protagonisti che hanno lavorato duramente (davanti e dietro le quinte) per la realizzazione di questa edizione: Irma Baci, Giacomo Bugliani, Filippo Papa, Ivonne Sánchez Barea, Marina Pratici, Giovanni Ronzoni, Caterina Silvia Fiore, Maria Teresa Infante, Massimo Massa, Cheik Tidiane Gaye, Alessio Arena, Martina Lelli, Riccardo Delfino, Ilaria Palomba, Pietro Romano, Emanuela Cordiviola, Rosaria Bonotti, Simone Sanseveinati, Gianpaolo Mastropasqua, Vanni Schiavoni, Juan F. Rivero, Michael Kazemi, Cristina Pizarro e Riccardo Canaletti.
Questa seconda edizione del Premio si chiude lasciando spalancata una porta luminosa verso il domani. Perché, come ricorda meravigliosamente il Presidente, «la poesia non termina certo con una targa o una premiazione. La poesia continua a vivere ogni volta che una voce trova qualcuno disposto ad ascoltarla». L’anima di Gabriele Galloni, da lassù, sorride e ringrazia.

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Cultura

“La Poesia è l’ancora a cui aggrapparsi”: il viaggio emozionante nell’anima di Anna Maria Antonietta Sarra con “Le Poesiole”

“La Poesia è l’unica ancora di salvezza a cui aggrapparsi quando il mondo sembra crollarti addosso!”. Il viaggio nell’anima e nei dolori dell’Amore della straordinaria poetessa Anna Maria Antonietta Sarra, raccontato da Angela Kosta! 📖 🦋 Ci sono sentimenti così forti (l’amore, la gelosia, il dolore per una perdita) che non si possono spiegare con le parole normali. Servono i versi e le poesie! Ed è proprio quello che fa magistralmente la poetessa campana Anna Maria Antonietta Sarra (nata a Teano) con la sua bellissima e commovente raccolta intitolata “Le Poesiole”, dedicata al marito Sergio. L’autrice, vincitrice di quasi 100 premi letterari in tutta Italia, ci spiega che la scrittura è come una magia: ci permette di trasformare il dolore in bellezza, proprio come un brutto bruco che si chiude nel suo bozzolo per poi uscire sotto forma di meravigliosa Farfalla! 🦋 Nel nostro articolo (curato dalla bravissima Angela Kosta) potrete leggere i testi integrali di tre capolavori pluripremiati della Sarra, tra cui “Lo sguardo cieco del tempo” e “Come cielo nell’universo”. Liriche che vi faranno riflettere sul senso della nostra vita, sul tempo che passa e sull’importanza di lasciare una traccia d’amore nel mondo, perché solo l’Amore potrà salvarci dall’oblio e dalla morte! Leggete i suoi meravigliosi versi nel nostro articolo completo. 👇 ✍️ Voi avete mai provato a scrivere una poesia in un momento di grande tristezza o di estrema felicità? Siete d’accordo sul fatto che buttare i propri sentimenti su un foglio di carta sia una vera e propria medicina per guarire l’Anima? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post con chi ama la lettura!

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Anna Maria Antonietta Sarra

Teano (CE) – Esistono sentimenti che le normali parole del quotidiano non riescono a contenere, emozioni così vaste, dolci o laceranti che hanno disperatamente bisogno dei versi per poter respirare. La poesia è l’unico, vero linguaggio capace di tradurre i tumulti del nostro cuore. Ne è la prova vivente la straordinaria poetessa campana Anna Maria Antonietta Sarra, che con la sua quarta silloge poetica intitolata «Le Poesiole» (curata con immensa sensibilità letteraria da Angela Kosta) ci regala un autentico manuale di sopravvivenza emotiva, dedicato con dolcezza infinita al marito Sergio, definito meravigliosamente come “compagno di una vita e per la vita”.
Nata a Teano, in provincia di Caserta, da modeste ma fiere radici sidicine, la Sarra non è solo un’autrice, ma una vera e propria artigiana delle emozioni. In questa sua ultima fatica letteraria, la poetessa tenta e vince la scommessa più ardua: trasmettere il sentimento dell’amore in tutte le sue sfaccettature. «Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo conosciuto quella metamorfosi dell’Io in cui felicità, follia, gelosia e rabbia si fondono», scrive l’autrice. L’amore è visto come un diamante puro che sboccia, ma anche come un’ombra che scava solchi profondi quando arrivano il dolore e la delusione. E proprio in questi momenti oscuri, la Poesia diventa l’unica fune di salvataggio: è «quell’ancora a cui aggrapparsi quando tutto sembra dissolversi nel nulla».

Dalla Campania al tetto della letteratura italiana

La vita di Anna Maria Antonietta Sarra è un romanzo nel romanzo. Una donna poliedrica, instancabile lettrice (da Alda Merini a Pasolini, da Montale a Emily Dickinson), laureata in Scienze Turistiche ma con la scrittura che le scorreva prepotentemente nelle vene fin dall’adolescenza. Un’esperienza di vita all’estero alla fine degli anni Ottanta ha forgiato la sua sensibilità estetica, ma è stato nel 2020 (nel buio isolamento della pandemia) che il suo talento è definitivamente esploso.
Oggi vanta una bacheca con quasi un centinaio di riconoscimenti letterari nazionali e internazionali. Ma a parlare per lei, più delle targhe e delle medaglie, sono i suoi versi, definiti dalla stessa autrice come un faticoso e catartico processo di trasformazione, in cui «il bruco si trasforma in crisalide e, da quel bozzolo duro e coriaceo, esce una farfalla che vola libera attraverso le pagine».

“Come cielo nell’universo”: l’infinito e il lascito dell’anima

Per comprendere la potenza visiva e spirituale della Sarra, basta immergersi nella sua opera «Come cielo nell’universo» (vincitrice dell’Encomio Galattico Ercole al Premio Quasar UniVersi 2023), in cui l’autrice riflette sull’eternità, trasportandoci in una dimensione onirica dove la vita terrena si dissolve per lasciare spazio all’infinito del firmamento:

Quando in parole senza voce
io vivrò ancora, in quel mondo
che da sempre mi circonda
e in pensieri di fantasia itinerante
volerò con ali di rondini migranti,
in ogni dunque sosterò, mi fermerò
e guarderò la vita attraverso il cuore
di un povero viandante
e osserverò le stelle
in quel grande, enorme firmamento
ne sentirò dentro il canto, nenie antiche
che tornano come echi vagabondi
e abbraccerò la luna con un timido
esile bisbigliare, invocando muse
legate a fusciacche di comete
che in un attimo attraverseranno
il mio sperduto cielo
per dissolversi rapite nel blu profondo
di notti buie e senza sonno.
Quando in parole atone di suoni
io vivrò attraverso poesie immaginate
e sarò lì in un punto d’infinito
di quel grande spazio vuoto
a guardare come ogni sera
il mio incedere piano
sul tempo oramai passato
solo lì e non oltre
la mia anima solinga, riposerà
aleggiando con quei suoni senza voce
tra pagine di vita solo mia
con quel narrare lieve, sottovoce
a riflettere quell’io
che in me è sempre stato
come cielo nell’universo.

“Lo sguardo cieco del tempo”: un grido contro l’oblio

Altrettanto tagliente ed emozionante è «Lo sguardo cieco del tempo» (insignita della Targa del Presidente al Premio Alda Merini 2023). Qui la poetessa fa un bilancio esistenziale, guardando a ritroso le fatiche della vita con un urlo di ribellione contro la caducità dell’esistenza, ma con la certezza che il tempo non potrà mai cancellare il nostro Io più profondo:

Ho guardato
attraverso lo sguardo cieco del tempo
percorsi a ritroso di stagioni passate
e ho riso, di un riso amaro
di vittorie sudate
con lacrime affiorate e mai versate.
Ho riso…
Ho riso nel vederlo passare
e dentro sovente mi son domandata
potrà cancellare il mio incedere piano?
Potrà offuscare il mio ricordare domani?
No! Non potrà mai
cancellare il mio Io di sempre
quel vagare silente, riflesso
in uno sguardo di tempo perenne,
ci sarà sempre una parola
una voce, un suono
eterni come il tempo
a rammentare l’oblio di un momento.

Il profumo dei “Limoni” e la forza salvifica della Poesia

Chiude questo meraviglioso trittico dell’anima la poesia «Limoni» (Premiata ai Decumani 2023). Un’esplosione cromatica e sensoriale in cui l’aroma acre e dolce del limone si fonde con la nostalgia per i ricordi del passato:

Come lanterne accese
penzolano i limoni
sull’avvenire di verdi rami
e dall’albero muto
ricolmo d’abbondanza
irrompe il giallo del passato
su splendide chimere colorate.
Cala l’aroma dolceamaro come infuso
sullo sguardo quieto
di zagare stellate
e fronde a macchia cingono
la scorza luminosa.
Palpitante è il respiro
che sente nel domani
una ventata di sogni andati
balsamiche illusioni
d’inesplicati odori si posano delicati
come gocce di rugiada
sul frutto acre dell’amore
dal profumo antico di limone.

Il lavoro di Anna Maria Antonietta Sarra, magistralmente presentato da Angela Kosta, non è una semplice raccolta di poesie, ma un atto di coraggio estremo. È il coraggio di chi, consapevole della fragilità della vita umana, decide di mettere a nudo la propria anima davanti al mondo, dimostrandoci che, alla fine del nostro viaggio su questa terra, solo l’Amore potrà davvero salvarci e consegnarci all’eternità.

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