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Attualità

70 anni da Marcinelle, l’inferno dei minatori italiani. Mazzocchi: “Morti nel buio per amore della famiglia”

“Scendevano nelle tenebre spinti dall’amore per i figli. I nostri emigrati di ieri sono gli immigrati di oggi”. 🖤 ⛏️ Nel 70° anniversario dell’inferno di Marcinelle (dove morirono 136 italiani), il ricordo straziante e le potenti riflessioni dell’On. Antonio Mazzocchi (Cristiano Riformisti). Un duro appello per chiedere più sicurezza sul lavoro e rimettere la famiglia e la dignità umana al centro della politica. Leggi l’articolo e onora la loro memoria. 🙏 🇮🇹

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Catastrophe_Marcinelle

Roma / Marcinelle – C’è una data incisa con il carbone e con le lacrime nella memoria storica del nostro Paese. È l’8 agosto 1956. Una data che non evoca l’aria spensierata delle ferie estive, ma che ci riporta bruscamente nel ventre buio e soffocante della terra, tra il sudore e la polvere nera della miniera di Bois du Cazier, in Belgio. In quell’inferno sotterraneo di Marcinelle persero la vita 262 lavoratori. Di questi, ben 136 erano italiani: giovani uomini, padri di famiglia, fratelli maggiori partiti dai piccoli borghi impoveriti del nostro Meridione e del Nord Italia con valigie di cartone cariche di speranza, pronti a scambiare la forza delle proprie braccia con un sacco di carbone per il loro Paese. A distanza di 70 anni esatti da quell’immane tragedia, il dolore per il loro sacrificio non si è mai sopito, trasformandosi oggi in una bruciante riflessione sul senso del lavoro, della famiglia e della dignità umana.

Le tenebre della terra e il sogno di un futuro migliore

Chi scendeva nelle viscere di Marcinelle non lo faceva per arricchirsi, ma per sopravvivere. Affrontavano turni massacranti, respiravano veleno e rischiavano la vita ogni singolo giorno in gabbie di ferro calate nell’oscurità totale. Ma cosa dava a questi uomini il coraggio di sopportare una condizione ai limiti del disumano? La risposta è tanto semplice quanto meravigliosa: l’amore. L’amore viscerale per i propri figli, per le proprie mogli, per i genitori rimasti in Italia ad aspettare una lettera o un vaglia postale.

A cogliere perfettamente l’essenza spirituale e profondamente umana di questo dramma è l’Onorevole Antonio Mazzocchi, Presidente del Movimento Cristiano Riformisti, che in occasione di questo solenne anniversario ha voluto rilasciare una dichiarazione densa di commozione e significato politico.

La riflessione dell’On. Mazzocchi: il sacrificio supremo per i figli

«Il sacrificio di questi instancabili lavoratori rappresenta un monito eterno sul valore inestimabile della dignità umana e sul senso più profondo e nobile del lavoro», ha sottolineato con forza l’Onorevole Mazzocchi. Nelle sue parole c’è il rifiuto di considerare quelle 136 vittime italiane solo come numeri o fredde statistiche nei libri di storia.

«Quegli uomini coraggiosi non erano semplicemente “minatori”», ricorda commosso Mazzocchi, «erano prima di tutto padri, figli e mariti amorevoli che hanno affrontato l’oscurità opprimente della terra e la dolorosa lontananza da casa spinti da un amore immenso e incondizionato: il bisogno disperato di garantire il sostegno economico e morale della propria famiglia. Una vita intera spesa unicamente per il bene e il sostentamento dei propri cari, spinta fino a pagare il costo del sacrificio supremo. Tutto questo incarna il nucleo più autentico e luminoso dell’etica cristiana».

Dai treni di cartone ai barconi: “I nostri emigrati di ieri sono gli immigrati di oggi”

Ma il ricordo di Marcinelle non può e non deve esaurirsi in una sterile commemorazione formale. Il sangue versato in Belgio dai nostri connazionali deve fungere da bussola per leggere e comprendere le dinamiche complesse e spesso drammatiche del nostro presente. E l’Onorevole Mazzocchi, da leader dei Cristiano Riformisti, non si sottrae a un paragone coraggioso e politicamente dirimente, tracciando un parallelo tra la disperazione degli italiani del dopoguerra e i flussi migratori che oggi bussano alle porte dell’Europa.

«Oggi, ricordare in silenzio la tragedia di Marcinelle significa anche e soprattutto avere il dovere morale di riflettere, con profonda compassione e umanità, sull’attuale e drammatico fenomeno delle migrazioni. I nostri emigrati di ieri, costretti a lasciare tutto per cercare pane all’estero, sono esattamente gli immigrati di oggi», afferma con fermezza Mazzocchi. Un monito severo contro l’indifferenza e contro chi, troppo spesso, dimentica che l’Italia è stata per decenni un popolo di migranti trattati con disprezzo e relegati nei lavori più umili e pericolosi.

Un appello alla politica: sicurezza sul lavoro e centralità della persona

Dalla memoria storica, il comunicato dei Cristiano Riformisti si trasforma infine in un vero e proprio manifesto di impegno politico e sociale per il futuro del Paese. Le continue stragi sul lavoro, le cosiddette “morti bianche” che ancora oggi insanguinano le fabbriche, i cantieri e i campi agricoli italiani, dimostrano che la lezione di Marcinelle non è stata del tutto appresa.

«Come Cristiano Riformisti, ribadiamo l’assoluta urgenza di un approccio all’immigrazione e al mondo del lavoro basato sulla centralità e sulla sacralità della persona, su un’accoglienza davvero dignitosa e, soprattutto, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nessun essere umano, qualunque sia il suo passaporto, dovrebbe mai più essere costretto a mettere a repentaglio la propria vita lavorando in condizioni disumane pur di garantire un futuro alla propria famiglia». La chiusura di Mazzocchi è un solenne giuramento morale: «Rinnoviamo il nostro patto e il nostro legame politico e sociale affinché le politiche del lavoro e della difficile integrazione mettano sempre al primo posto la tutela assoluta dei più fragili, il sacro rispetto dei diritti fondamentali e la valorizzazione della famiglia, che resta la cellula cardine e insostituibile della nostra società».

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Politica

Il Popolo si riprende il Potere, addio ai parlamentari “nominati”: tornano le Preferenze! Rampelli (Fdi) attacca la Sinistra: “Una vittoria epocale”

SVOLTA EPOCALE SULLA LEGGE ELETTORALE: IL POPOLO ITALIANO TORNA FINALMENTE PADRONE DEL PROPRIO VOTO! Addio ai vecchi Parlamentari e parassiti “Nominati dall’Alto”! 🇮🇹 🗳️ Quante volte, chiusi nel segreto della cabina elettorale, avete provato un fastidio e una rabbia immensa nel non poter scrivere liberamente “IL NOME E IL COGNOME” del politico che volevate mandare in Parlamento a rappresentare i vostri Diritti? Per decenni, a causa delle vergognose e maledette Leggi basate sulle “Liste Bloccate”, i cittadini italiani sono stati trattati come stupidi sudditi! Non si poteva più scegliere: ci veniva dato un Simbolo di Partito, e i Segretari decidevano segretamente (e a tavolino) quali amici e “nominati” calare dall’alto per piazzarli comodamente e senza sforzo sulle Poltrone d’Oro di Montecitorio e del Senato! Da oggi, questo “Schifo Antidemocratico” finisce per sempre! Con la reintroduzione ufficiale delle PREFERENZE DI VOTO, la Vera Sovranità e il Potere di scelta torna ferocemente nelle mani del Popolo! Saranno gli elettori a dover scrivere nome e cognome della persona da eleggere: i politici dovranno faticare, abbassare la testa e tornare ad ascoltare i problemi della gente per strada se vogliono i voti! A rivendicare con infinito Orgoglio Patriottico questa “Svolta Epocale e Storica” per la Democrazia è stato in queste ore il Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (storico esponente di Fratelli d’Italia)! E le sue parole sono state durissime pietre scagliate contro l’Ipocrisia degli avversari progressisti: “Quella delle preferenze è una Battaglia viscerale di Destra che noi portiamo avanti con le unghie e con i denti da decenni, fin dai tempi storici e lontani del MSI e di Alleanza Nazionale! La Sinistra ha sempre LETTERALMENTE SCHIFATO il voto di preferenza! Per anni hanno inventato sporche scuse accusando il popolo, per il timore di far scegliere alla povera gente. E oggi fingono ipocritamente di accodarsi! Noi abbiamo agito, e l’abbiamo spuntata!”. Un trionfo clamoroso della Democrazia Diretta raccontato senza filtri nel nostro articolo! 👇 ✍️ Voi cosa pensate di questo enorme cambiamento istituzionale? Siete d’accordo col fatto che fosse ormai insopportabile e vergognoso avere in Parlamento dei Deputati “nominati dalle amicizie delle Segreterie”, e che il popolo debba poter SCEGLIERE LIBERAMENTE le persone scrivendone il nome sulla scheda? Diteci la vostra opinione e sfogatevi nei commenti, CONDIVIDENDO ovunque questa fantastica Vittoria di libertà e Democrazia per tutti gli Italiani!

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Rampelli

Roma – C’è stata un’epoca, buia e frustrante per la politica italiana, in cui i cittadini venivano trattati come dei semplici “sudditi” chiamati passivamente alle urne. Per decenni, a causa di pessime leggi elettorali basate sulle famigerate e odiate “liste bloccate”, gli elettori sono stati letteralmente privati del diritto sacrosanto di scegliere il volto e il nome della persona da mandare in Parlamento. I deputati e i senatori venivano calati dall’alto, “nominati” a tavolino nelle fredde stanze delle segreterie di partito.
Oggi, finalmente, questo abominio antidemocratico sembra essere arrivato al capolinea. Con l’ufficiale approvazione e la storica reintroduzione delle Preferenze sulla scheda elettorale, la vera sovranità popolare torna fieramente nelle mani degli italiani. A rivendicare con infinito e viscerale orgoglio questa formidabile vittoria politica è stato il vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli (esponente di spicco di Fratelli d’Italia), che non ha esitato a definire questo passaggio legislativo come una vera e propria «svolta epocale» per la nostra amata Nazione.

Il trionfo della democrazia diretta e la responsabilità

Nelle infuocate e appassionate dichiarazioni rilasciate ai margini della votazione, Rampelli ha voluto immediatamente tracciare il solco filosofico di questo grande successo. «Con l’approvazione odierna delle tanto attese preferenze, il nostro Paese continua in maniera decisa e orgogliosa nel vitale solco della democrazia diretta, della massima responsabilità e della governabilità», ha spiegato il vicepresidente.
Il concetto è cristallino: reintrodurre la possibilità per i cittadini di scrivere sulla scheda elettorale il cognome del candidato preferito obbligherà finalmente i politici a “metterci la faccia”, a sudarsi i voti per le strade e ad ascoltare i problemi reali del territorio, invece di nascondersi comodamente dietro l’ombra e l’ombrello protettivo del simbolo di partito.

Una battaglia nel sangue: dall’MSI fino a Fratelli d’Italia

Ma questa non è solo una vittoria tecnica, è la sublimazione di un ideale politico che la Destra italiana porta letteralmente nel sangue da generazioni. Rampelli non ha dimenticato le radici e le sofferenze di questa lunghissima marcia istituzionale, rivendicando la totale paternità del provvedimento.
«La sacrosanta introduzione delle preferenze è sempre stata, storicamente e visceralmente, una nostra intoccabile battaglia politica», ha ricordato con foga. «L’abbiamo combattuta strenuamente per decenni, in tutte le piazze d’Italia, anche quando ci chiamavamo con nomi storicamente diversi e portavamo le bandiere del MSI, di Alleanza Nazionale (AN), poi del PDL, e infine oggi, saldamente sotto le insegne di Fratelli d’Italia».

Il durissimo attacco alla Sinistra: “L’hanno sempre schifata”

E a chi in queste ore, specialmente tra i banchi dell’opposizione, tenta maldestramente di intestarsi o sminuire il risultato, Rampelli ha riservato una stoccata a dir poco spietata. Il vicepresidente ha smascherato senza alcun filtro i decenni di pura e totale ipocrisia delle fazioni progressiste italiane.
«La Sinistra ha sempre schifato la preferenza e la voce del popolo», ha accusato duramente l’esponente meloniano. «Per anni hanno inventato scuse e storie pretestuose sui fantomatici “rischi di corruzione” pur di non far votare i nomi agli italiani. Oggi, con la solita faccia tosta, fingono di chiederle e di appoggiarle, ben sapendo però che l’unica e vera formula vincente e praticabile in Parlamento era esattamente quella che ha voluto e difeso a spada tratta il Centrodestra».

“Il meglio è nemico del bene”: la politica dei fatti concreti

L’affondo finale di Rampelli è una lezione di sano e crudo pragmatismo politico, per zittire chiunque cerchi scuse per affossare le riforme in nome di un irrealizzabile “mondo perfetto” ideologico.
«C’è un vecchio e saggio proverbio che dice che il Meglio è sempre nemico del Bene», ha concluso sferzante il vicepresidente della Camera. «Loro, l’opposizione, fingevano in maniera utopica e irrealizzabile di volere “il meglio” per bloccare tutto. Noi di Fratelli d’Italia, invece, lavorando duro e dopo decenni di lotte estenuanti, abbiamo concretamente portato a casa “il bene”. Le preferenze, alla fine, sono servite. Abbiamo vinto».

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Attualità

La luce di Carlo Acutis illumina il Grande Schermo: il documentario e la Fiction sul “Santo dei Videogiochi” che fanno piangere l’Italia

Preparate i Fazzoletti, la meravigliosa Luce del “Santo dei Videogiochi” sta per illuminare e far piangere tutta l’Italia! In arrivo il Documentario al Cinema e la Fiction evento su Canale 5 dedicati a CARLO ACUTIS! 🙏 ❤️ A vent’anni esatti dalla sua dolorosa, prematura e dolcissima scomparsa, la gigantesca e amatissima figura di San Carlo Acutis sta per invadere l’intero Paese attraverso la potenza visiva del Grande Schermo e della Televisione! La storia di questo formidabile quindicenne “Millennial” (Canonizzato il 7 settembre 2025 dal Papa) è un vero “Miracolo” moderno. Era un “Santo della Porta Accanto”: vestiva in jeans e felpa, amava giocare ai moderni Videogiochi e programmare al Computer su Internet, ma nascondeva in sé un Amore immenso, divino e inarrivabile per l’Eucaristia e per gli ultimi. Una Fede d’Acciaio che ancora oggi richiama MILIONI di disperati pellegrini sulla sua tomba ad Assisi! Per celebrare questa vita straordinaria, dal 15 al 21 Ottobre 2026 sbarcherà in tutti i principali cinema italiani il maestoso documentario evento intitolato “CARLO ACUTIS. IL GIOVANE SANTO”. L’opera cinematografica svelerà commoventi MATERIALI INEDITI e mai visti prima (i diari del ragazzo, fotografie segrete e vecchi video familiari) e farà parlare l’anima delle persone che lo hanno amato: potremo ascoltare le parole commosse della Nonna, del medico che lo curò in ospedale prima di morire e soprattutto le strazianti ma meravigliose Interviste a Papà Andrea e a Mamma Antonia! Nel film apparirà anche la formidabile Testimonianza diretta di Valeria, la ragazza del Costa Rica “Miracolata” proprio grazie all’intervento in Cielo di Carlo! Ma le notizie stupende non finiscono affatto qui! Alla fine di Settembre, in primissima Serata, andrà in onda sulla Rete Ammiraglia Mediaset (Canale 5) la monumentale FICTION TELEVISIVA “Il mio nome è Carlo”! Un lunghissimo e bellissimo film tv che ripercorrerà l’infanzia del ragazzo (interpretato da Samuele Carrino) insieme alla bravissima attrice Lucia Mascino, nei panni di Mamma Antonia. Leggi il Programma completo delle proiezioni e gli incredibili Dettagli Segreti del film nel nostro articolo! 👇 🎬 Conoscete la storia miracolosa di questo giovanissimo ragazzo capace di unire l’Informatica alla Fede Divina? Andrete al cinema a commuovervi guardando le immagini inedite e il documentario ufficiale sulla sua Santità, per combattere la solitudine del mondo moderno? Diteci la vostra e scrivete un Pensiero per Carlo nei commenti, CONDIVIDENDO l’articolo a tutti i vostri contatti per diffondere la sua meravigliosa Luce!

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San Carlo Acutis

Roma – C’è una luce speciale, pura e irresistibile, che continua a emanare dagli occhi sorridenti e dal volto pulito di un normalissimo ragazzo in jeans e felpa. A vent’anni esatti dalla sua dolorosa ma dolcissima salita al cielo, l’immensa e sconfinata eredità spirituale di Carlo Acutis (il celebre “Millennial” canonizzato lo scorso 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV) si prepara a travolgere le coscienze degli italiani attraverso la magia e la potenza del cinema e della televisione.
La sua non è la storia di un martire inarrivabile del passato, ma l’avventura terrena di un “Santo della porta accanto”. Un ragazzo cresciuto a cavallo del nuovo millennio tra la passione bruciante per l’informatica, la programmazione web, i moderni videogiochi e un amore infinito, assoluto e disarmante verso l’Eucaristia e gli ultimi. Una traiettoria divina che, ancora oggi, continua a richiamare incessantemente verso la sua tomba ad Assisi milioni di pellegrini in lacrime provenienti da ogni angolo del pianeta.

Il Documentario Evento al Cinema: “Il Giovane Santo”

Per celebrare questa straordinaria parabola umana, dal 15 al 21 ottobre 2026 sbarcherà in tutte le principali sale cinematografiche italiane il meraviglioso e toccante documentario “Carlo Acutis. Il giovane santo”. La pellicola (diretta magistralmente da Luca Salmaso e prodotta da Officina della Comunicazione, Nexo Studios e Our Films, con l’attivo patrocinio dell’Associazione Amici di Carlo Acutis e della Fondazione Cariplo) avrà l’altissimo onore di inaugurare la nuovissima e affascinante rassegna cinematografica “I Misteri della Fede”, interamente dedicata all’eterna e affannosa ricerca di senso e spiritualità dell’uomo moderno.

Le immagini inedite, i diari privati e il pianto della madre

La forza di questa grandissima opera cinematografica risiede nella sua profonda umanità. Il regista Salmaso ha scelto di raccontare la dimensione privata e quotidiana di Carlo prima ancora di quella puramente teologica. Lo spettatore verrà preso letteralmente per mano e accompagnato nel mondo di Acutis attraverso un commovente mosaico di fotografie private, testimonianze dirette, video amatoriali e materiali assolutamente inediti, impreziositi dalle splendide musiche originali scritte dal Maestro Remo Anzovino e dalle spettacolari immagini della canonizzazione realizzate da Vatican Media.
A donare la voce (e l’anima) a questo racconto corale e straziante saranno le persone che lo hanno amato e accompagnato fino all’ultimo respiro. Ci saranno le interviste intime ai genitori (la mamma Antonia Salzano e il papà Andrea Acutis), i ricordi dolcissimi della nonna e le voci degli amici d’infanzia, fino ad arrivare alla dolorosa ma illuminante testimonianza del dottor Momcilo Jankovic, il coraggioso medico che lo ha assistito amorevolmente nel suo letto d’ospedale durante gli ultimi, difficilissimi giorni di vita terrena.

Dal miracolo in Costa Rica alla lotta al Materialismo

Ma il documentario non dimentica l’aspetto “Soprannaturale” della storia. Tra gli interventi spiccano infatti le parole del postulatore Nicola Gori, di monsignor Dario Edoardo Viganò e, soprattutto, l’incredibile ed emozionante racconto diretto di Valeria Vargas Valverde, la giovane studentessa del Costa Rica miracolosamente salvata e protagonista assoluta del prodigio decisivo che ha portato alla definitiva canonizzazione di Carlo.
Attraversando i luoghi del suo cuore (dalla frenetica Milano alla pace mistica di Assisi), il film sviscera temi attualissimi: la finta identità dei social, l’uso corretto e virtuoso della tecnologia contro il gelido materialismo moderno, e la solitudine che attanaglia i nostri giovani.

L’attesa per Canale 5: arriva anche la Fiction TV

Ma l’abbraccio dell’Italia a questo meraviglioso ragazzo non si fermerà unicamente al grande schermo. La figura e il sorriso di Carlo Acutis entreranno presto in tutte le case degli italiani attraverso la televisione generalista.
Entro la fine di settembre, infatti, Canale 5 trasmetterà in prima serata l’attesissimo film tv “Il mio nome è Carlo”, diretto dal sapiente regista Giacomo Campiotti. La grande e imponente fiction (girata minuziosamente tra Milano e le strade di Assisi) racconterà l’evoluzione di Carlo all’età di sei, undici e quindici anni. A prestare il volto al Santo quindicenne sarà il bravissimo Samuele Carrino, affiancato dalla celebre attrice Lucia Mascino, che avrà il delicatissimo e struggente compito di interpretare il dolore e la speranza della madre Antonia. Preparate i fazzoletti, perché la luce di Carlo sta per illuminare definitivamente il nostro Paese.

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Esteri

Il tradimento delle Torri Gemelle: la vergognosa “censura Woke” cancella il terrorismo islamico dalla Storia e dalle scuole americane

Il Tradimento Crudele sulle ceneri delle TORRI GEMELLE! La disgustosa Dittatura e Censura del “Pensiero Woke” sta cancellando e riscrivendo la Storia d’America nelle Scuole! 🗽 ✈️ L’11 Settembre 2001, il mondo intero si fermò, col cuore in gola e le lacrime agli occhi, a guardare in diretta Tv uomini e donne innocenti bruciare vivi e lanciarsi disperatamente nel vuoto dai grattacieli in fiamme. Ci scambiammo tutti una sacra promessa di ferro: “NON DIMENTICHEREMO MAI!”. Eppure, oggi che si avvicina il venticinquesimo Anniversario di quella Tragedia inaccettabile, l’Occidente si è macchiato di un “Tradimento” disgustoso. Una durissima e dettagliata inchiesta del celebre “New York Post” (ripresa in Italia dall’attenta e fondamentale analisi de ILGIORNALE.IT) ha infatti rivelato come, nel totale e colpevole silenzio, in America stia avvenendo il più grande e spaventoso LAVAGGIO DEL CERVELLO CULTURALE E IDEOLOGICO su milioni di poveri studenti! Il 66% degli Insegnanti Universitari ha dichiarato che i ragazzi di oggi non hanno “la più pallida idea” di chi ci fosse dietro le Stragi delle Torri Gemelle! Sapete perché? Perché a scuola, gli estremisti e attivisti politici di Sinistra hanno imposto i famigerati programmi “Woke” (politicamente corretti). Nei libri di testo di oggi, infatti, c’è il divieto assoluto di usare la parola “TERRORISMO ISLAMICO”! I folli di Al-Qaeda che si sono schiantati sui civili non vengono chiamati Terroristi, ma declassati a semplici “dirottatori” generici! E il capo dei capi, Osama bin Laden? Viene presentato ai ragazzi come un “cittadino saudita” che “gli USA hanno Accusato di essere la mente della strage” (inserendo addirittura il Dubbio sulle sue colpe e obbligando i ragazzi a leggere le lettere del Kamikaze). Tutto l’Attentato del 2001 viene liquidato frettolosamente in un solo banale paragrafo, per poi fare lezioni fiume su quanto “I Paesi Occidentali e l’America siano Razzisti e Cattivi contro le comunità e la Fede musulmana”! L’America viene paradossalmente accusata di “Islamofobia di Stato”, mettendo noi occidentali sul Banco degli Imputati! L’Occidente moderno, paralizzato dalla folle “Dittatura del Politicamente Corretto”, per paura di sembrare “Razzista” sta permettendo a questi ideologi “Woke” di nascondere la Vera Faccia e le terribili Colpe del Terrore Islamista globale, sputando letteralmente in faccia e calpestando le ceneri degli eroi e delle povere Vittime innocenti dell’11 Settembre! Leggi tutti i numeri folli, i dettagli agghiaccianti delle Scuole USA e i retroscena di questo inaccettabile “Suicidio Culturale dell’Occidente” denunciati da ilgiornale.it nel nostro durissimo articolo d’inchiesta! 👇 😡 Vi rendete conto del pericoloso e mortale lavaggio del cervello ideologico e anti-occidentale che stanno operando sulle menti innocenti dei più giovani in tutto il mondo? Siete d’accordo sul fatto che censurare le radici profonde (e il nome) del vero Terrorismo e del Pericolo Mondiale in nome del finto e ipocrita rispetto “Multiculturale Woke” sia un imperdonabile oltraggio al sangue delle Vittime? Diteci la vostra opinione (fortissima e senza alcun timore o censura) nei commenti e CONDIVIDETE ovunque a dismisura per rompere il Silenzio su questo scempio!

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Attentato alle Torri Gemelle, New York

New York (USA) – L’11 Settembre 2001, il mondo intero ha trattenuto il respiro, paralizzato dall’orrore. Abbiamo visto coi nostri occhi madri, padri e figli innocenti bruciare vivi intrappolati nel cemento o lanciarsi disperatamente nel vuoto dai grattacieli in fiamme di Manhattan. In quei giorni strazianti, l’America e l’Occidente intero si fecero una solenne, sacra e indelebile promessa incisa nel marmo: «Never forget» (Non dimenticheremo mai).
Oggi, mentre gli Stati Uniti si preparano stancamente a celebrare il venticinquesimo anniversario di quell’inferno, una drammatica e vergognosa inchiesta giornalistica condotta dal New York Post (e ripresa e analizzata magistralmente sulle pagine de ilgiornale.it) ci sbatte in faccia una verità inaccettabile: la promessa è stata tradita. Stiamo assistendo inermi al più grande, subdolo e violento “dirottamento” ideologico e culturale di tutta la Storia contemporanea: la totale e chirurgica cancellazione della matrice islamica dagli attentati del 2001, in nome del politicamente corretto.

Il vuoto normativo e la propaganda “Woke” nelle scuole

I numeri emersi da uno studio dell’Association for the study of the Middle East and Africa fanno letteralmente venire i brividi: ben il 66% dei professori universitari confessa che i giovani studenti di oggi sono totalmente incapaci di «identificare correttamente le ragioni dietro l’attacco o i suoi responsabili». E la colpa non è certo della loro distrazione giovanile, ma di un sistema scolastico profondamente “malato” e ideologizzato.
Come sottolinea l’approfondimento de ilgiornale.it, ad oggi solamente due Stati americani (Arizona e Florida) hanno l’obbligo di insegnare la verità sugli attentati. Nel resto d’America, in questo inaccettabile “vuoto normativo”, gli attivisti di estrema sinistra hanno sviluppato micidiali programmi scolastici (ormai dilaganti e adottati da centinaia di scuole, come il noto “Teaching Beyond September 11th”) intrisi di velenose distorsioni Woke, volti unicamente a minimizzare la radice religiosa del terrore.

Il lavaggio del cervello: “Non chiamateli Terroristi”

Nei libri di testo della “nuova” America, la Strage del 2001 viene frettolosamente liquidata in un solo paragrafo per fare spazio a decine di pagine sull’estremismo di destra e sull’Islamofobia. La riscrittura della Storia è agghiacciante: gli estremisti e i kamikaze di Al-Qaeda non vengono mai definiti “terroristi islamici”, ma etichettati come dei semplici “dirottatori”.
Ma il punto più basso, l’insulto finale alle migliaia di vittime delle Torri, lo si raggiunge parlando di Osama bin Laden: il famigerato sceicco del terrore viene presentato ai giovani ragazzi (che nel 2001 non erano ancora nati) come un generico “cittadino saudita” che «gli Stati Uniti hanno accusato di essere la mente degli attacchi», inserendo persino il dubbio e l’obbligo di leggere la folle “Lettera all’America” scritta dal terrorista stesso. New York e l’America vengono insomma messe sul banco degli imputati, con la mostruosa e imperdonabile accusa di “Islamofobia di Stato”.

Il paradosso politico: un Occidente condannato a morire

La “grande rimozione” culturale avviene paradossalmente nello stesso identico momento in cui la comunità islamica, cresciuta in maniera esponenziale nei numeri, si fa sempre più incisiva e dominante all’interno della politica americana (basti pensare alle recenti elezioni di potenti sindaci e senatori democratici e progressisti di pura fede musulmana da New York fino al Michigan).
Ciò a cui stiamo assistendo è un vero e proprio plagio psicologico di massa, un inaccettabile “Suicidio Culturale” dell’Occidente. A soli venticinque anni di distanza dai voli schiantati sui grattacieli, l’America ha già dimenticato. Ha dimenticato l’11 settembre, ha dimenticato i volti dei suoi morti. Ma, soprattutto, per paura di offendere e per la folle idolatria dell’ideologia Woke, ha cancellato e dimenticato la vera, unica e indiscutibile natura del terrore islamista. E un popolo che rinnega la propria Storia, rinunciando persino a difendere i propri morti, è un popolo destinato a scomparire per sempre.

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