Rimani in contatto con noi
#

Politica

La Lega apre la stagione dei congressi in Abruzzo: Roberto Jr Silveri riconfermato segretario all’Aquila

🚨 CONGRESSI LEGA: ROBERTO JR SILVERI RICONFERMATO SEGRETARIO ALL’AQUILA! Si è svolto questa mattina in via Bazzano il primo congresso comunale della Lega in Abruzzo, che ha visto la riconferma per acclamazione di Roberto Jr Silveri alla guida del partito cittadino. Eletto anche il nuovo direttivo aquilano composto da sei membri: Davide Ferella, Fabio Nardecchia, Carla Mannetti, Giammarco Berardi, Michele Suriani e Luca Danaschi. Gli auguri del coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco e del provinciale Daniele Ferella: “Ottimo lavoro svolto in questi anni, continuiamo a stare vicini ai cittadini con proposte concrete”. Nei prossimi giorni toccherà a tutte le altre sezioni abruzzesi. I dettagli 👇#legaeabruzzo #robertojrsilveri #laquila #vincenzodincecco #danieleferella #congressilega #politicaabruzzo #direttivo #pagineutili

Pubblicato

a

Roberto Jr Silveri

L’assemblea cittadina nella sede di via Bazzano e l’elezione dei sei membri del nuovo direttivo comunale

L’Aquila – Un imponente, coordinato e quanto mai atteso percorso di riorganizzazione interna dei quadri dirigenti dei partiti politici, incentrato sulla necessità impellente di radicare la presenza delle coalizioni nelle aree urbane dell’appennino centrale per rispondere alle sfide amministrative della penisola, ha preso ufficialmente il via. Nella mattinata di oggi, domenica dodici luglio, i locali della sede provinciale della Lega situati in via Bazzano nel comune dell’Aquila hanno fatto da sfondo ufficiale allo svolgimento del Congresso della sezione comunale del movimento identitario. L’assemblea degli iscritti ha deliberato la riconferma per acclamazione del segretario cittadino uscente Roberto Jr Silveri, il quale manterrà la guida della scuderia politica del capoluogo abruzzese per coordinare le prossime campagne elettorali e le attività di ascolto sociale delle periferie.
L’assise dei militanti ha provveduto inoltre all’elezione formale dei sei componenti del nuovo consiglio direttivo aquilano, un organo collegiale che vedrà impegnati in prima linea Davide Ferella, Fabio Nardecchia, Carla Mannetti, Giammarco Berardi, Michele Suriani e Luca Danaschi nelle attività della provincia. Questo nuovo assetto dirigenziale punta a unire le competenze storiche del partito con l’entusiasmo dei giovani amministratori locali, garantendo una presenza capillare all’interno delle commissioni consiliari del municipio e sostenendo le iniziative di sviluppo economico e infrastrutturale per il rilancio dei quartieri storici del centro.

I messaggi di auguri di Vincenzo D’Incecco e Daniele Ferella per il rilancio dell’azione politica sul territorio

La sessione congressuale dell’Aquila si configura come la prima tappa ufficiale di un fitto calendario di appuntamenti organizzativi che nei prossimi giorni interesserà capillarmente tutte le altre sezioni comunali della Lega dislocate nelle quattro province dell’Abruzzo. Al termine delle operazioni di voto e di proclamazione, il coordinatore regionale del partito Vincenzo D’Incecco e il segretario provinciale aquilano Daniele Ferella hanno diffuso una nota congiunta per esprimere i più sentiti auguri di buon lavoro ai dirigenti eletti. I vertici del movimento hanno lodato l’operato svolto da Roberto Jr Silveri nel corso degli anni passati, sottolineando come la stabilità della segreteria rappresenti una garanzia per dare continuità ai progetti di sviluppo urbano avviati all’interno del consiglio municipale e per rafforzare i legami con il ceto produttivo locale.
La linea strategica tracciata dai coordinatori impone ai militanti di mantenere una costante vicinanza alle esigenze reali della cittadinanza, tramutando le istanze dei residenti in proposte amministrative concrete da presentare nelle commissioni per superare le timidezze della burocrazia ministeriale che spesso rallenta il finanziamento delle riforme e delle opere di edilizia scolastica.

Il radicamento della destra sovranista nella Marsica e l’ascolto delle istanze del ceto produttivo locale

La mobilitazione delle sezioni leghiste proseguirà per tutta la stagione estiva attraverso l’allestimento di gazebo informativi nelle piazze della Marsica e della Piana del Cavaliere per raccogliere le firme e illustrare i decreti sul federalismo e sulla sicurezza stradale approvati dal Parlamento della nazione. I dettagli sui calendari dei prossimi congressi di Teramo, Chieti e Pescara e i link ai manifesti programmatici del partito sono liberamente consultabili online sulle piattaforme informatiche della segreteria regionale per consentire la massima trasparenza delle procedure associative. Lo sviluppo di queste riforme della governance interna punta a incrementare la partecipazione dei cittadini alla vita democratica, sostenendo la competitività economica delle imprese e i diritti sociali di tutti i lavoratori della nazione.
I sei membri del direttivo avvieranno immediatamente tavoli di confronto tematici incentrati sulle necessità del comparto agricolo, del commercio al dettaglio e dei servizi per contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi d’appennino. La cooperazione tra gli eletti locali e la deputazione regionale risulta decisiva per coordinare i finanziamenti europei legati ai piani di coesione territoriale, offrendo risposte rapide alle famiglie colpite dalla crisi economica.

Le riforme organizzative e le prospettive di sviluppo per le infrastrutture del capoluogo abruzzese

La riconferma di Roberto Jr Silveri consolida l’asse politico della maggioranza che governa il comune capoluogo, garantendo un raccordo diretto con i dipartimenti della Regione Abruzzo per lo sblocco dei cantieri strategici legati alla viabilità e alla digitalizzazione delle aree rurali della conca aquilana. La Lega intende riaffermare il proprio ruolo di perno della coalizione di centrodestra attraverso un’azione amministrativa improntata sulla concretezza dei risultati e sulla trasparenza delle scelte politiche. La partecipazione attiva alla vita di sezione rappresenta lo strumento idoneo a selezionare la nuova classe dirigente del territorio, valorizzando il merito e il radicamento territoriale dei candidati. I lettori mobili e i professionisti della penisola continueranno a ricevere guide utili e aggiornamenti puntuali sui temi dell’economia, della scuola, del lavoro, della sanità e dello sviluppo delle riforme dei corpi sociali della nostra bellissima penisola.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Politica

CSM, Luca Sforzini (Rinascimento Nazionale) frena su Antonio Di Pietro: «No del centrodestra, coerenza garantista e niente cambiali politiche post-referendum»

CSM, Luca Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale) interviene sul dibattito per i seggi laici e boccia l’ipotesi Antonio Di Pietro al Consiglio Superiore della Magistratura: «No del centrodestra. Il garantismo non si svende e il sostegno al referendum sulla giustizia non può trasformarsi in una cambiale politica retrodatata. Forza Italia fa bene a dire no: eleggere il simbolo di Mani Pulite sarebbe un paradosso autolesionista». L’intervento completo dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano su Cavaliere News:👇

Pubblicato

a

Antonio Di Pietro

Castellar Ponzano – Il dibattito sui futuri assetti del Consiglio Superiore della Magistratura scuote gli equilibri politici nazionali e riaccende il confronto sui valori fondanti della cultura garantista in Italia. Dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano, il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, Luca Sforzini, interviene con una presa di posizione netta e perentoria contro le indiscrezioni che vorrebbero una parte della coalizione di governo orientata a sostenere la candidatura dell’ex magistrato ed ex ministro Antonio Di Pietro per un seggio laico a Palazzo dei Marescialli. Una dichiarazione che entra nel vivo del post-voto referendario sulla giustizia, mettendo in guardia le forze liberali e conservatrici da pericolosi cedimenti ideologici.

«Antonio Di Pietro al CSM con i voti del centrodestra? No, grazie. E non per una vendetta consumata trent’anni dopo, ma per una semplice questione di memoria politica, cultura delle istituzioni e coerenza garantista», esordisce senza giri di parole Luca Sforzini. L’analisi del numero uno di Rinascimento Nazionale punta dritto al nodo storico e civile che il nome dell’ex pubblico ministero milanese evoca nella memoria collettiva, riallacciando il tema della fedeltà ai principi e della maschera del potere alle considerazioni etiche già espresse ne Il Mattutino di Luca Sforzini sulla geometria dell’anima e le dinamiche del mondo.

Il peso simbolico di Mani Pulite e il rifiuto di ogni cambiale retrodatata

Secondo Sforzini, la figura dell’ex leader di Italia dei Valori non può essere liquidata come quella di un comune magistrato a riposo: «Di Pietro non è semplicemente un ex magistrato. È stato il simbolo indiscusso di Mani Pulite e di una stagione nella quale il cortocircuito tra potere giudiziario, dinamiche politiche e sistema dell’informazione ha mutato traumaticamente il corso della storia repubblicana, scardinando partiti storici e inaugurando una polarizzazione da cui il Paese non si è ancora del tutto risollevato. Proprio alla luce di questi precedenti, appare quantomeno sconcertante che una frazione del centrodestra possa prendere in seria considerazione il suo profilo per il governo autonomo della magistratura».

L’intervento evidenzia poi un elemento di calcolo politico che desta forte perplessità: «C’è una coincidenza sulla quale è doveroso interrogarsi con onestà. Di Pietro si è recentemente schierato a favore del Sì al referendum sulla giustizia e sulla separazione delle carriere, e proprio questo endorsement viene oggi evocato da alcuni come argomento a supporto della sua candidatura al CSM. Ma il sostegno a una battaglia sacrosanta non può mai trasformarsi in una cambiale politica retrodatata da incassare al momento delle nomine istituzionali». Una dinamica di scontro e dialettica istituzionale che richiama il clima infuocato del confronto parlamentare emerso anche nelle dichiarazioni di Carlo Fidanza a Filorosso sul tema della sicurezza e della legalità.

Biblioteca Politica e Giuridica

Offerte Speciali Amazon: Saggi Storici, Diritto Costituzionale e Giustizia

Approfondisci la storia d’Italia, i grandi processi, le dinamiche di Mani Pulite e le riforme dell’ordinamento giudiziario attraverso una selezione di saggi e testi giuridici in offerta su Amazon.

SCOPRI LE OFFERTE LIBRI E SAGGI POLITICI SU AMAZON

«Nessun complesso di inferiorità dopo il referendum: non smarriamo la bussola»

Nel suo appello ai partiti di maggioranza, il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale punta il dito contro il rischio di una pericolosa subalternità psicologica derivata dagli ultimi esiti elettorali: «Quanto incide, in questi tentennamenti, l’inattesa sconfitta al referendum sulla giustizia? Quanto pesa una campagna comunicativa che non siamo stati capaci di condurre con la dovuta determinazione, chiarezza divulgativa e capacità di mobilitazione popolare che una riforma di tale portata avrebbe meritato? Non vorrei che dall’esito delle urne fosse scaturito un deleterio complesso di inferiorità culturale sul terreno del diritto, che spinga oggi l’area di governo a cercare patenti di legittimazione democratica proprio in chi ha personificato una stagione distante anni luce dalla sensibilità garantista».

«Sarebbe la lezione peggiore da trarre da quell’appuntamento elettorale», ammonisce Sforzini. «Il referendum si è perso, ma questo non autorizza nessuno a perdere la bussola dei principi. Le battaglie ideali si portano avanti a testa alta, rivendicando la centralità della presunzione d’innocenza, del giusto processo e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato», valori che riflettono lo spirito dei padri costituenti recentemente celebrato anche durante il Premio Penisola Sorrentina dedicato all’ottantesimo dell’Assemblea Costituente.

Il plauso a Forza Italia e l’avvertimento sul futuro del Consiglio Superiore

Affrontando l’evoluzione pubblica di Di Pietro, Sforzini riconosce i recenti cambiamenti d’opinione ma ne circoscrive la portata: «Prendo doverosamente atto del percorso maturato da Di Pietro e del suo espresso appoggio alla separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante. Tuttavia, una conversione tardiva non basta a cancellare una biografia pubblica consolidata e, soprattutto, non può azzerare il potentissimo portato simbolico che una sua elezione all’organo di autogoverno della magistratura rappresenterebbe agli occhi dei cittadini e dell’intera classe forense».

Da qui il convinto plauso alla linea di rigore tenuta dai vertici azzurri: «Per queste ragioni condivido in pieno la fermezza dimostrata da Forza Italia. Il garantismo deve essere una rotta identitaria incrollabile, non una bandiera di convenienza da sventolare durante le campagne referendarie per poi essere ripiegata frettolosamente al tavolo delle lottizzazioni istituzionali. Il nuovo CSM ha il dovere storico di inaugurare una fase di pacificazione e trasparenza tra politica e ordine giudiziario: battezzare questa consiliatura promuovendo con i voti del centrodestra il simbolo iconico di Tangentopoli sarebbe un paradosso autolesionista, inutile e politicamente incomprensibile», in un panorama di contrapposizioni serrate che anima quotidianamente il confronto tra schieramenti come testimoniato dal dibattito sulle responsabilità della politica aperto da Pierfrancesco Majorino.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

«Un dolcetto per un povero», l’On. Antonio Mazzocchi lancia la campagna nazionale dei Cristiano Riformisti: «Dalla Lombardia, dalle Marche e dalla Calabria la colazione sospesa per l’1 e 2 novembre»

In vista del fine settimana dell’1 e 2 novembre 2026 l’On. Antonio Mazzocchi, Presidente Nazionale dei Cristiano Riformisti, lancia la campagna “Un dolcetto per un povero”: un progetto pilota di solidarietà che parte da Lombardia, Marche e Calabria grazie all’impegno dei coordinatori regionali Valerio Pagnoni, Andrea Calvaresi e Pino Cormaci per diffondere nei bar e nei locali la tradizione della “colazione sospesa” a favore delle persone più indigenti, con l’obiettivo di renderla un appuntamento nazionale dal 2027 👇

Pubblicato

a

On. Antonio Mazzocchi

ROMA – In prossimità delle solennità di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti (1 e 2 novembre 2026), il Movimento dei Cristiano Riformisti scende in campo con forza per riaffermare i propri valori fondanti: l’attenzione costante, l’ascolto e il sostegno tangibile verso i più deboli e le fasce sociali maggiormente colpite dalla crisi economica. A dare voce e struttura a questa mobilitazione etica è il Presidente Nazionale dei Cristiano Riformisti, l’On. Antonio Mazzocchi, che ha annunciato ufficialmente il via alla campagna pilota per l’istituzione della giornata «Un dolcetto per un povero», un’iniziativa solidale nata dalla sinergia operativa tra i coordinamenti regionali di Lombardia, Marche e Calabria.

Un grande abbraccio collettivo che traduce in azione concreta la dottrina sociale cristiana, collegando l’impegno annunciato nelle scorse ore da Valerio Pagnoni per la Lombardia con l’adesione convinta di Pino Cormaci per la Calabria e aprendo una catena di vicinanza ai bisognosi in tutto il Paese.

Dalla tradizione napoletana alla «colazione sospesa»: il meccanismo immediato nei bar e nei locali pubblici

L’iniziativa promossa dai Cristiano Riformisti si distingue per la sua immediatezza e per la straordinaria portata umana, ispirandosi direttamente alla nobile tradizione partenopea del «caffè sospeso». Nelle giornate di domenica 1 e lunedì 2 novembre, ogni cittadino avrà l’opportunità di donare a una persona meno abbiente il valore simbolico e caloroso di una prima colazione.

Il meccanismo è semplicissimo: basterà recarsi in un bar, in una pasticceria o in qualsiasi esercizio pubblico del proprio quartiere e lasciare pagato il corrispettivo di un cappuccino, di un caffè e di una brioche; una «colazione sospesa» che rimarrà a disposizione di chiunque viva in condizioni di indigenza o marginalità, offrendo non solo un nutrimento materiale ma anche un segno concreto di affetto comunitario.

Scelti per Voi • Colazione Italiana & Dono

Macchine da Caffè Espresso, Confezioni di Biscotti Tradizionali e Tazze Termiche da Viaggio

★★★★★ (4.9 su 5 • I migliori prodotti per gustare e condividere la colazione all’italiana)

Riscopri il rito del caffè e della prima colazione con le macchine espresso per la casa, i dolci artigianali e gli accessori da colazione in offerta su Amazon.

Scopri Prodotti per la Colazione su Amazon →

✔ Disponibilità immediata • Spedizione Veloce con Amazon Prime (Provalo Gratis per 30 giorni)


🎧 Bonus Solidarietà: Ascolta le grandi testimonianze di impegno sociale e carità su Audible: 30 Giorni di Prova Gratuita

Il plauso dell’On. Antonio Mazzocchi ai coordinatori Valerio Pagnoni, Andrea Calvaresi e Pino Cormaci

Nel presentare la campagna, il leader dei Cristiano Riformisti ha espresso un sincero apprezzamento per il lavoro svolto sul territorio dai vertici regionali del movimento.

«Esprimo il mio più vivo ringraziamento ai Coordinatori Regionali della Lombardia Valerio Pagnoni, delle Marche Andrea Calvaresi e della Calabria Pino Cormaci, unitamente a tutti i militanti, per aver tradotto i nostri valori in un’azione così concreta e vicina alle persone», dichiara l’On. Antonio Mazzocchi. «In momenti di forte difficoltà economica e sociale per tante famiglie italiane, riscoprire il senso autentico della comunità e della condivisione partendo da un piccolo gesto quotidiano può fare davvero la differenza per molti nostri concittadini».

L’obiettivo per il 2027: trasformare l’iniziativa pilota in una Giornata Nazionale della Solidarietà

La Giornata del «Dolcetto per un povero» nasce quest’anno come progetto pilota su tre regioni chiave – Lombardia, Marche e Calabria – ma l’orizzonte tracciato dai Cristiano Riformisti punta molto più in alto: l’obiettivo dichiarato è far sì che a partire dal 2027 questa rete di generosità diventi un appuntamento strutturato su scala nazionale.

Per raggiungere questo traguardo, il Movimento guidato da Mazzocchi lancia fin da ora un appello aperto a tutte le associazioni di volontariato del Terzo Settore e alle società commerciali della ristorazione e somministrazione affinché sposino la causa, inserendosi nel quadro delle tante mobilitazioni a tutela delle fasce sociali più deboli come il presidio a Montecitorio contro il caro bollette per famiglie e negozi e gli interventi per la tutela del potere d’acquisto dei cittadini. Segui tutte le cronache politiche e sociali nella nostra sezione Politica.

A cura della Redazione Politica e Sociale di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

Vannacci, Luca Sforzini (Rinascimento Nazionale) a Radio Popolare: «Un agente del caos, Futuro Nazionale non vuole costruire ma distruggere il centrodestra ed è un pericolo democratico»

Intervenendo ai microfoni di Radio Popolare nella trasmissione “Va Pensiero”, Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, attacca duramente il progetto politico di Roberto Vannacci e Futuro Nazionale definendolo un “agente del caos” nato per danneggiare il centrodestra ed evidenziando come l’espulsione dell’anima liberale, occidentale e atlantista renda impossibile ogni composizione con la maggioranza di governo fino a rappresentare una minaccia per la tenuta democratica 👇

Pubblicato

a

Luca Sforzini

MILANO – «Il progetto di Futuro Nazionale, sulla strada su cui è stato posto, appare sempre più quello di distruggere e danneggiare l’attuale centrodestra e, se dovesse assumere consistenza oltre un certo limite, di disarticolare l’intero sistema politico italiano. Una formazione che nasce non per costruire: perché, se si vuole costruire, la strada non è certo quella attualmente disegnata. Quella è la strada esclusivamente per distruggere. Un cupio dissolvi, un agente del caos, sostanzialmente». Non usa mezzi termini Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, intervenendo in diretta ai microfoni della storica trasmissione radiofonica «Va Pensiero» su Radio Popolare per analizzare l’evoluzione politica del movimento guidato dal generale Roberto Vannacci.

Un affondo durissimo e articolato che fa seguito alle prese di posizione degli ultimi giorni e che accende lo scontro interno all’area conservatrice italiana, proprio mentre il dibattito sui delicati equilibri della maggioranza e dell’esecutivo tiene banco dopo il precedente attacco di Luca Sforzini contro le manovre di rottura ai danni di Giorgia Meloni e in coincidenza con le riflessioni sulle crescenti tensioni sociali e politiche che attraversano il Paese.

L’occasione mancata di Futuro Nazionale: «Poteva riportare gli astenuti al voto, hanno scelto le pulsioni radicali»

Nel corso del suo intervento a Radio Popolare, Luca Sforzini ha spiegato quale avrebbe potuto essere la traiettoria virtuosa di una nuova formazione identitaria e quali siano state, invece, le scelte divisive compiute dalla dirigenza di Futuro Nazionale.

«Futuro Nazionale avrebbe potuto svolgere una funzione democratica preziosa: intercettare paure, insoddisfazione, problemi reali di sicurezza e pulsioni radicali, riportandoli dentro il gioco politico democratico e parlamentare», ha sottolineato il presidente di Rinascimento Nazionale. «Avrebbe potuto risvegliare al voto fasce della popolazione rifugiate nell’astensione e, con una maggiore fermezza su alcuni temi, aggiungere forza all’area del centrodestra. La scelta compiuta è stata invece opposta: consegnare a quelle pulsioni le chiavi di casa tout court. Da qui il mio avvertimento sulle “cornacchie nere”».

Scelti per Voi • Politica & Attualità Italiana

Saggi di Scienza Politica, Storia della Repubblica Italiana e Biografie dei Leader di Governo

★★★★★ (4.8 su 5 • I libri più letti per comprendere le dinamiche del Parlamento e dei partiti)

Approfondisci le grandi trasformazioni del sistema politico italiano, i retroscena dei governi e i saggi più venduti del momento in offerta su Amazon.

Scopri i Saggi Politici su Amazon →

✔ Disponibilità immediata • Spedizione Veloce con Amazon Prime (Provalo Gratis per 30 giorni)


🎧 Bonus Approfondimento: Ascolta le grandi inchieste giornalistiche e i saggi storici su Audible: 30 Giorni di Prova Gratuita

L’addio all’anima atlantista e liberale: «Impossibile qualsiasi composizione con la coalizione di governo»

Il nodo cruciale individuato da Luca Sforzini risiede nell’incompatibilità programmatica e valoriale che si è venuta a creare tra la linea impressa da Vannacci e i pilastri fondativi della coalizione nata nel 1994 con Silvio Berlusconi e oggi guidata da Giorgia Meloni.

Secondo il presidente del Centro Studi, la rottura appare ormai irreversibile sul piano ideale: «L’espulsione dell’anima occidentale, risorgimentale, liberale e atlantista rende sempre più difficile, per programma, scelte e postura, qualsiasi composizione con l’attuale centrodestra», ha ammonito Sforzini. Una deriva che allontana il movimento da qualsiasi prospettiva di governo responsabile, trasformandolo in una forza puramente contestataria e destabilizzante.

«Le nostalgie del passato minaccia per la democrazia»: l’allarme sulla tenuta delle istituzioni

La riflessione conclusiva affidata ai microfoni dell’emittente milanese assume i contorni di un vero e proprio allarme sulla salute della democrazia italiana: «Gli agenti del caos, particolarmente quando si alimentano delle nostalgie di un passato che fu, costituiscono una potenziale minaccia per la tenuta democratica del Paese», ha chiosato Luca Sforzini.

Parole che arrivano all’indomani dell’ispirazione mattutina diffusa con Il Mattutino dal Castello Sforzini incentrato su libertà, responsabilità e coraggio e che si collocano in una fase in cui la politica nazionale si confronta sulle risposte da dare alle istanze dei cittadini, dai presidi promossi sui temi della sicurezza urbana fino alle riforme economiche e sociali. Segui tutte le dichiarazioni e il dibattito politico nella nostra sezione Politica.

A cura della Redazione Politica di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza