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Territorio

Francavilla, il Diorama Festival torna al MuMi: tra arte e musica live

L’Adsu dell’Aquila presenta il “Cammino dello Studente”: dal 25 al 28 agosto duecento ragazzi viaggeranno tra i borghi fino a Collemaggio. 🚶‍♂️ 🏛️

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TRAMA

Francavilla al Mare – Nel panorama delle manifestazioni estive dedicate alla valorizzazione del patrimonio storico e all’integrazione delle arti visive contemporanee, l’Abruzzo si conferma una delle regioni più attive nella sperimentazione di nuovi modelli di offerta turistica. Martedì 4 agosto, a partire dalle ore 18:00, gli storici spazi del MuMi – Museo Michetti di Francavilla al Mare ospiteranno la nuova attesa tappa della sesta edizione del Diorama Festival. L’evento, che si ripete in questa prestigiosa sede per il quarto anno consecutivo, nasce da una solida rete istituzionale costruita in sinergia con il Comune di Francavilla al Mare e la Fondazione Michetti. L’obiettivo della manifestazione è trasformare il polo museale in uno spazio vivo e accessibile a tutti, dove la musica indipendente, la performance d’autore, le arti plastiche e l’enogastronomia locale convivono per offrire ai visitatori un’esperienza culturale partecipata e lontana dai vecchi schemi tradizionali.

Il sostegno del Comune e la visione contemporanea del Museo Michetti

L’importanza della manifestazione per il rilancio del turismo costiero è stata rimarcata dai vertici dell’amministrazione comunale, che vedono nel festival uno strumento per avvicinare i più giovani ai luoghi della memoria e dell’arte. La sindaca di Francavilla al Mare, Luisa Russo, ha espresso grande soddisfazione per il consolidamento di un’iniziativa capace di unire l’intrattenimento di qualità alla promozione delle eccellenze del territorio, rafforzando l’identità della città come polo di creatività. Sulla stessa lunghezza d’onda, l’assessora alla Cultura e al Turismo, Cristina Rapino, ha evidenziato la natura dinamica dell’evento: la combinazione tra i diversi linguaggi espressivi permette di deostruire la percezione del museo come luogo statico, offrendo ai cittadini e ai numerosi villeggianti estivi un modo alternativo di fruire degli spazi espositivi storici all’aperto e al chiuso.

La visita gratuita al 77° Premio Michetti e la performance dell’ABAQ

Il valore scientifico e artistico della serata si arricchisce grazie al patrocinio concesso dalla Fondazione Michetti, che consentirà al pubblico di visitare gratuitamente le sale espositive dedicate al 77° Premio Michetti, una delle rassegne storiche più importanti e continuative dedicate all’arte contemporanea italiana. Parallelamente, il festival rinnova la sua stretta collaborazione culturale con l’ABAQ – Accademia di Belle Arti dell’Aquila. All’interno del chiostro prenderà vita la performance intitolata “Cugine delle lucertole, parenti dell’argilla”, interpretata dalle artiste Francesca Perniola, Alice Tonelli e Patrizia Cianforlini, sotto la cura attenta di Maurizio Coccia e con la direzione artistica di Gioia Di Girolamo. Proseguirà inoltre la ricerca sul campo legata alla Residenza Artistica Itinerante, affidata quest’anno al talento di Stefano Ventilii, impegnato nella creazione di un’opera in continua evoluzione che racconterà le tappe del viaggio del festival.

Il live immersivo di Pomante e le selezioni elettroniche di Trama

La musica si conferma la spina dorsale attorno alla quale ruota l’intero palinsesto del Diorama Festival al MuMi. Il momento clou della serata è fissato per le ore 21:00, con il concerto dal vivo di Pomante, sassofonista, compositore e produttore riconosciuto come uno dei profili più originali e innovativi della nuova scena musicale italiana. La sua performance fonderà le calde note del sax alle frequenze dell’elettronica e all’uso di loop station dal vivo, costruendo paesaggi sonori intensi, ambientali e profondamente immersivi, dove l’improvvisazione dialogherà con la ricerca acustica. Ad aprire e chiudere la serata, accompagnando il tramonto sul mare, ci saranno le selezioni ricercate di Trama, resident dj della manifestazione, capace di spaziare tra le sonorità eleganti della musica house, della disco e dell’elettronica contemporanea per creare un’armonia naturale con le architetture del museo.

La valorizzazione dei vini locali e dei mercati della somministrazione

A completare l’offerta e favorire la convivialità e l’inclusione sociale, l’organizzazione ha previsto l’allestimento di un’area interamente dedicata alla valorizzazione dei prodotti dell’agroalimentare e della somministrazione commerciale abruzzese. I visitatori potranno degustare una selezione flessibile di vini delle cantine locali, birre artigianali del comprensorio e proposte di street food di alta qualità, trasformando la serata in una festa per tutti i sensi. Questa attenzione alla filiera corta e alla tracciabilità dei prodotti risponde alla volontà del festival di sostenere l’economia di vicinato e di promuovere le eccellenze del territorio di fronte a una platea di consumatori attenti e consapevoli, offrendo una vetrina d’eccezione anche ai piccoli produttori indipendenti della provincia chietina.

Il manifesto di Paolo Cicalini: una cultura aperta ai linguaggi del presente

In ultima analisi, il successo del Diorama Festival a Francavilla al Mare testimonia la validità di un progetto culturale lungimirante e coraggioso, capace di unire le forze dell’associazionismo, degli enti locali e del Ministero. L’ideatore e direttore artistico, Paolo Cicalini, ha voluto sottolineare come l’incontro tra il Premio Michetti, la didattica dell’Accademia dell’Aquila e le note di Pomante nasca da una comune e sincera curiosità verso il presente: «La cultura non appartiene a un solo linguaggio, e il senso di Diorama è proprio quello di creare connessioni tra mondi diversi e trasformare luoghi straordinari in spazi di incontro». La manifestazione beneficia dell’Alto Patrocinio della Regione Abruzzo, del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo, confermandosi come un benchmark metodologico per il welfare culturale e per la promozione turistica nazionale dell’Abruzzo costiero.

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Piana del Cavaliere

Sicurezza, decoro e tutela dell’ambiente a Carsoli: al via gli attesi lavori di pulizia del Fiume Turano nel tratto “Fosso Sant’Antonio”

Ruspe in arrivo per mettere in sicurezza il Fiume Turano a Carsoli: consegnato il progetto per la pulizia del “Fosso Sant’Antonio”! 🚜 🌊 La sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ambiente passano prima di tutto dalla prevenzione! Dopo quasi un anno di intenso lavoro burocratico e di forti sollecitazioni da parte dell’Amministrazione Comunale, è stato finalmente consegnato il progetto esecutivo finanziato dalla Regione Abruzzo per la manutenzione straordinaria del Fiume Turano a Carsoli. I lavori (che dureranno un mese) riguarderanno il tratto nevralgico del “Fosso Sant’Antonio” (tra via dei Marsi e Piazza Marconi). Verranno rimossi tronchi ostruenti, detriti e alberi pericolanti che mettevano a rischio il normale deflusso delle acque, ma il tutto avverrà nel massimo rispetto degli habitat naturali della zona! “Un traguardo atteso da anni, grazie alla collaborazione con il Genio Civile e la Regione daremo risposte concrete alle paure dei residenti”, esulta l’amministrazione. Leggi tutti i dettagli del progetto e le tempistiche di apertura dei cantieri nel nostro articolo! 👇 🌿 Era un intervento che aspettavate da molto tempo?

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Pulizia del fiume turano

Carsoli – Prendersi cura del proprio territorio significa ascoltare le preoccupazioni dei cittadini e intervenire concretamente prima che le emergenze si manifestino. È con questo spirito di prevenzione e di amore per il decoro urbano che l’amministrazione comunale di Carsoli annuncia una notizia a lungo attesa da tutta la comunità locale: la consegna ufficiale del progetto esecutivo per la realizzazione dei lavori di manutenzione straordinaria e pulizia del tratto urbano del Fiume Turano. Un traguardo fondamentale che permetterà, a brevissimo giro, l’apertura materiale dei cantieri, restituendo sicurezza e respiro a uno dei corsi d’acqua più importanti e delicati della zona.

Un anno di lavoro istituzionale per la sicurezza dei cittadini

Questo importante risultato non nasce per caso, ma è il frutto di quasi un anno di incessante lavoro burocratico e di fitte interlocuzioni istituzionali portate avanti in prima persona dal Sindaco con i vertici del Genio Civile. Il progetto, infatti, aveva ottenuto il provvidenziale finanziamento della Giunta Regionale dell’Abruzzo, grazie al suo inserimento all’interno del Programma annuale delle opere idrauliche 2026 (approvato ufficialmente con la Deliberazione n. 393 dello scorso 29 giugno 2026).
Con la definitiva consegna del progetto esecutivo, l’ostacolo più grande è stato superato: una volta completate le fisiologiche e obbligatorie procedure tecniche e amministrative previste dalla normativa vigente in materia di appalti, le ruspe e gli operai potranno finalmente mettersi al lavoro. L’intervento durerà 30 giorni naturali e consecutivi a partire dalla data di consegna dei lavori.

L’area dell’intervento: il “Fosso Sant’Antonio” e le criticità rilevate

I lavori di bonifica e ripristino si concentreranno in un’area nevralgica per la viabilità e la vita cittadina di Carsoli. L’intervento riguarderà infatti il ramo del Fiume Turano comunemente conosciuto dai residenti come “Fosso Sant’Antonio”, nel tratto esattamente compreso tra la caratteristica chiesetta posta alla fine di via dei Marsi e la rotatoria di Piazza Marconi (meglio nota in paese come “Pe’ la Porta”).
Il progetto nasce come risposta diretta e concreta a una necessità vitale più volte manifestata dalla cittadinanza. Proprio accogliendo le giuste preoccupazioni dei residenti, il 12 agosto 2025 il Sindaco aveva formalmente sollecitato l’intervento del Genio Civile regionale. Il successivo sopralluogo dei tecnici aveva confermato l’allarme: in quel tratto è stata rilevata una pericolosa e parziale ostruzione dell’alveo del fiume, causata dall’accumulo massiccio di materiale detritico, grossi tronchi trasportati dalle piene, vegetazione spontanea invasiva e vecchie alberature crollate, tutti elementi che riducono drasticamente la “sezione idraulica” del corso d’acqua, aumentando a dismisura il rischio di esondazioni in caso di forti piogge.

Sicurezza idraulica e cura dell’ecosistema: le specifiche del progetto

L’approccio scelto per i lavori sarà estremamente professionale ed ecologico. Il progetto prevede infatti la rimozione chirurgica dei tronchi e del materiale detritico depositato nell’alveo, la potatura di messa in sicurezza delle alberature pericolanti e la fondamentale raccolta dei rifiuti rinvenuti tra le sponde.
Tuttavia, non si assisterà a un taglio indiscriminato o distruttivo. Si tratta di un progetto accurato, concepito per coniugare la massima sicurezza idraulica con la ferrea tutela ambientale. Le lavorazioni, infatti, saranno eseguite salvaguardando scrupolosamente i delicati habitat naturali della fauna locale presenti lungo le rive del fiume, nel pieno e totale rispetto delle severe norme a tutela del paesaggio (incluso il D.P.R. 31/2017 e la Legge regionale abruzzese n. 19/2023).

I ringraziamenti istituzionali

«Il risultato raggiunto conferma l’altissima attenzione della Giunta regionale verso una problematica concreta e lungamente avvertita dalla comunità di Carsoli», si legge nella nota ufficiale dell’amministrazione. «Un profondo e sentito ringraziamento personale e di tutta la giunta comunale va alla Regione, al Consigliere Regionale Lugini e al dottor Riccardo Zazza, il quale ha svolto un lavoro prezioso facendo da indispensabile collante con gli uffici regionali. Estendiamo la nostra immensa gratitudine anche al Servizio Genio Civile dell’Aquila, magistralmente diretto dall’ingegner Luca Iagnemma, e a tutto l’Ufficio Tecnico di Avezzano. Le risorse ci sono, il progetto c’è: finalmente l’attesa è finita».

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Territorio

Il sapore autentico dell’estate a Poggio Moiano: folla delle grandi occasioni e tavoli all’aperto per la storica Pizzeria Incontro

Magia, sorrisi e gusto sotto le stelle: folla delle grandi occasioni per la mitica Pizzeria Incontro a Poggio Moiano! 🍕 ✨ Chi dice che per passare una serata meravigliosa d’estate serva andare lontano? Ieri sera, passeggiando per le vie di Poggio Moiano, lo spettacolo era bellissimo: decine di tavolini all’aperto pieni di famiglie, coppie e comitive di amici, tutti uniti dalla voglia di stare insieme e di mangiare bene! 🍽️ Un successo travolgente e strameritato per la storica “Pizzeria Incontro” e per i formidabili gestori Ester, Piero Angeloni ed Eleonora Simonetti. Il loro segreto? Sorrisi veri, accoglienza calorosa come in famiglia e prodotti di una bontà eccezionale (pizze fragranti e fritti dorati preparati con materie prime freschissime). Vedere un’attività locale così piena di vita e di clienti entusiasti riempie il cuore di gioia! Leggi il racconto della serata e scopri l’eccellenza di Poggio Moiano nel nostro articolo! 👇 🍻 Siete tra i fortunati che hanno cenato da loro ieri sera? Cosa avete mangiato di buono?

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Pizzeria Incontro Poggio Moiano

Poggio Moiano – Ci sono serate d’estate in cui la magia non si trova nei luoghi lontani o nelle mete esotiche, ma si respira passeggiando per le vie del proprio paese, illuminati dalla luce calda dei lampioni, avvolti dal profumo inebriante del buon cibo e dal brusio sereno della gente felice. È esattamente questa la cartolina meravigliosa che ha regalato, proprio ieri sera, la centralissima e storica Pizzeria Incontro di Poggio Moiano (provincia di Rieti). Una serata che ha visto un’affluenza di clienti a dir poco straordinaria, confermando ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, come questo locale non sia un semplice punto di ristoro, ma una vera e propria istituzione culinaria e sociale per tutto il territorio sabino.

Una serata magica sotto le stelle: tavoli all’aperto e atmosfera di festa

Bastava fare due passi lungo la strada per capire che ieri sera si respirava un’aria speciale. Lo spazio antistante la Pizzeria Incontro si è trasformato in un magnifico dehor a cielo aperto. I numerosi tavolini bianchi, disposti con cura per permettere ai clienti di cenare godendosi la fresca brezza serale, hanno fatto registrare in pochissimo tempo il tutto esaurito.
Decine e decine di persone – tra famiglie con bambini, gruppi di giovani amici e coppie di ogni età – hanno scelto di trascorrere la loro serata proprio qui, chiacchierando allegramente sotto il caratteristico tendone illuminato del locale. Un colpo d’occhio straordinario, una folla delle grandi occasioni che testimonia l’affetto profondo e la fiducia incondizionata che la comunità nutre verso questa attività. Un’immagine che scalda il cuore e che rappresenta l’essenza stessa della “dolce vita” di paese: mangiar bene, stare insieme e sentirsi a casa.

Il segreto del successo? Il cuore grande di Ester, Piero ed Eleonora

Dietro un successo così solido e duraturo non ci sono segreti industriali, ma c’è l’ingrediente più prezioso di tutti: il fattore umano. A mandare avanti questa straordinaria macchina del gusto c’è un team affiatato e instancabile, capitanato dai formidabili Ester, Piero Angeloni ed Eleonora Simonetti. Sono loro l’anima pulsante della Pizzeria Incontro.
Nonostante la mole impressionante di lavoro e l’incessante viavai di clienti della serata di ieri, il loro sorriso non è mai venuto meno. L’accoglienza calorosa, il servizio attento e premuroso, la capacità di farti sentire sempre un ospite d’onore e non un semplice “numero di tavolo”: è questa la vera firma dei titolari. Un’arte dell’ospitalità che ormai è merce rara e che a Poggio Moiano, fortunatamente, è di casa.

Non solo pizza: un trionfo di prodotti genuini e sapori del territorio

Ovviamente, i sorrisi da soli non basterebbero a riempire i tavoli ogni sera se non fossero supportati da una qualità gastronomica eccellente. I tantissimi clienti che ieri sera hanno riempito l’esterno del locale lo hanno fatto per un motivo preciso: l’assoluta bontà dei prodotti offerti.
Dalle pizze, preparate con impasti digeribili e leggeri, condite con materie prime freschissime e cotte a puntino, ai fritti croccanti e dorati, fino ad arrivare alle sfiziosità locali. Ogni piatto servito dalla Pizzeria Incontro è una garanzia. La folla di ieri sera ha potuto apprezzare la genuinità di un menù che non delude mai, capace di soddisfare i palati più esigenti e di far tornare i clienti settimana dopo settimana.

Il cuore pulsante della comunità di Poggio Moiano

Vedere la Pizzeria Incontro così piena di vita, di voci e di colori in una sera di fine agosto è un segnale bellissimo per l’intera economia locale. Attività come questa mantengono vivi i nostri borghi, creano aggregazione e difendono le tradizioni enogastronomiche del territorio.
A Ester, Piero ed Eleonora va il plauso più sincero per il lavoro straordinario che continuano a svolgere con inesauribile passione. Se vi trovate a passare per Poggio Moiano e cercate un posto dove la qualità del cibo si sposa perfettamente con la gentilezza dei gestori, ora sapete dove fermarvi. Ma attenzione: visto il successo di serate come quella di ieri, vi conviene prenotare il vostro tavolino all’aperto!

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Salviamo i sapori antichi: al via in Abruzzo uno storico progetto per strappare all’estinzione 29 specie preziose tra viti, olivi e frutteti

Contadini “custodi” e sapori antichi: al via in Abruzzo una battaglia campale per salvare 29 rarissime specie di viti, olivi e frutteti dall’estinzione! 🍇 🌳 Ci sono tesori inestimabili che non si trovano in banca, ma affondano le radici nella nostra terra! L’avanzata delle moderne coltivazioni industriali sta facendo scomparire centinaia di varietà di frutta e ortaggi tipici delle nostre regioni. Ma in Abruzzo (tra la Maiella e Montenerodomo) si combatte una straordinaria battaglia di civiltà agricola! Grazie al progetto europeo ACA 16, guidato dalla “Bio Cantina Sociale Orsogna” e dal Parco della Maiella, ben 70 eroici “agricoltori custodi” si stanno impegnando per piantare e salvare antichi semi di meli, peri, olivi e vigne rarissime. È il caso clamoroso della “Patata Sessanta”, un antico tubero sopravvissuto all’estinzione solo grazie alla caparbietà di un’anziana contadina che ha continuato a coltivarla nel suo orto, e oggi diventata una prelibatezza richiesta ovunque! “Salvare queste piante non è solo agricoltura, è la difesa della nostra identità e cultura”, ha spiegato il direttore Camillo Zulli. Scopri la bellissima storia del progetto nel nostro articolo! 👇 👨‍🌾 Quali sono i prodotti tipici della terra a cui siete più legati e che vi ricordano l’infanzia?

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bio cantina sociale orsogna aca 16 iuvanum 2

Redazione – Ci sono tesori inestimabili che non luccicano e non si conservano all’interno dei forzieri delle banche, ma che affondano le proprie radici nella terra, custoditi per secoli dalle mani sapienti e callose dei contadini. Si tratta dell’inestimabile patrimonio agroalimentare delle nostre regioni, oggi purtroppo minacciato dalla diffusione massiva e spietata delle colture industriali. Ma in Abruzzo è appena scattata una vera e propria mobilitazione per difendere questa ricchezza: si tratta dell’ambizioso e vitale progetto europeo ACA 16 (finanziato dai fondi della Politica Agricola Comune), mirato alla caratterizzazione, conservazione e coltivazione di ben 29 antiche risorse genetiche locali a gravissimo rischio di estinzione. Parliamo di 11 rare varietà di viti, 7 di olivi, per poi passare ad antichi meli, peri, castagne, mandorli, agrumi e gelsi sparsi nel territorio abruzzese.

Il progetto ACA 16: una trincea contro l’estinzione genetica

Il progetto vede come capofila l’eccellenza della Bio Cantina Sociale Orsogna, supportata da partner scientifici di primissimo piano come il Parco Nazionale della Maiella (con la sua preziosa Banca del germoplasma), le facoltà di Agraria delle Università di Perugia e Teramo e il CREA.
L’iniziativa è stata presentata ufficialmente nella suggestiva e solenne cornice dell’area archeologica di Iuvanum a Montenerodomo (Chieti), durante il seminario annuale incastonato nella dodicesima edizione della rassegna “Saperi e sapori antichi”. Il punto cruciale del progetto non è solo la conservazione dei semi in laboratorio, ma il ritorno alla terra: è prevista infatti l’iscrizione ufficiale di 70 nuovi, eroici, “agricoltori custodi” in situ, ai quali sarà affidato il compito di tramandare queste coltivazioni nel loro habitat naturale.

Storie di resistenza: la “Patata Sessanta” e il vino “Ghiuppitt”

Durante il seminario, sono emersi esempi concreti e commoventi di come la conservazione della biodiversità si traduca non solo in romanticismo, ma in valore economico e sociale per le comunità. Il caso più emblematico è quello della “patata sessanta” (tubero dalla forma oblunga, buccia rossa e pasta bianca e soda tipico del territorio), salvata dall’oblio quasi per caso grazie a una tenace contadina locale che ha continuato a coltivarla per pura tradizione di famiglia. Oggi, attorno a quella patata, è nata un’associazione di agricoltori custodi che ne ha moltiplicato la produzione, salvaguardando un pezzo di storia gastronomica.
Allo stesso modo, la Bio Cantina Sociale Orsogna ha recuperato il “Ghiuppitt de Mundeneire”, uno straordinario ecotipo locale di Sangiovese sopravvissuto a Montenerodomo, oggi trasformato in un vino pregiato che è il simbolo dell’impegno per la continuità varietale.

Zulli e Piccoli: “Difendere le varietà antiche è difendere l’identità”

«La salvaguardia delle antiche varietà non è solo un semplice atto agronomico», ha spiegato con trasporto l’enologo Camillo Zulli, direttore della Bio Cantina Sociale Orsogna, «ma è un presidio culturale vero e proprio, una difesa strenua del paesaggio rurale e un motore di sviluppo per le comunità, in un delicato equilibrio tra memoria e innovazione. Oggi è fondamentale rispondere all’erosione genetica causata dalle cultivar moderne ad alta produttività».
Un orgoglio condiviso dal sindaco di Montenerodomo, Angelo Piccoli (presente al fianco di numerosi altri Primi Cittadini del territorio): «Siamo partiti sette anni fa con la nostra patata sessanta. Oggi la produzione cresce, è apprezzatissima e sta diventando un valore aggiunto per tutta la nostra economia locale».

Il cambiamento climatico e l’agricoltura in quota: l’analisi di Manzi e Di Martino

L’importanza di questo progetto agricolo va però ben oltre la salvaguardia del passato, ma guarda direttamente al nostro inquietante futuro climatico. Come illustrato magistralmente dal direttore del Parco, Luciano Di Martino, e dall’etnobotanico Aurelio Manzi, il surriscaldamento globale sta sconvolgendo i ritmi della natura. «Nei prossimi decenni, le colture tenderanno a risalire in quota alla ricerca di fresco», ha spiegato Manzi. «L’agricoltura si sposterà sempre più in montagna, proprio dove sopravvivono queste antiche varietà di vitigni e piante fruttifere che altrove sono state abbandonate. Queste piante eroiche sono già perfettamente adattate alla forte escursione termica e ai terreni impervi. Riscoprirle oggi significa fare un investimento vitale per garantire il cibo alle prossime generazioni». Conservare i sapori del passato, insomma, è l’unico modo per assicurarci il futuro.

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