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DODI BATTAGLIA ILLUMINA IL PREMIO PEGASUS: SUCCESSO PER LA XVIII EDIZIONE A CATTOLICA

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MUSICA, LETTERATURA E SPETTACOLO SI INCONTRANO AL TEATRO DELLA REGINA: PREMIATI PROTAGONISTI DELLA CULTURA ITALIANA

Redazione-  È stato Dodi Battaglia l’ospite più atteso e acclamato della XVIII edizione del Premio Letterario Internazionale “Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards”, svoltasi sabato 11 aprile al Teatro della Regina.

Lo storico chitarrista e voce dei Pooh, insignito del premio alla carriera, ha regalato uno dei momenti più intensi della serata, accolto con grande entusiasmo dal pubblico. La sua presenza ha assunto un significato speciale anche per il legame con la Romagna, terra delle sue origini materne, e per la scelta di partecipare a ridosso del nuovo tour della band, in partenza da Verona, che celebra anche i 60 anni dei Pooh.

Definito dalla stampa “l’Oscar della letteratura italiana”, il Premio Pegasus, ideato e diretto da Roberto Sarra, si conferma un appuntamento di grande prestigio e respiro internazionale, capace di superare anche quest’anno i duemila partecipanti provenienti da diversi Paesi, tra cui Spagna e Stati Uniti. Nelle sue precedenti edizioni ha celebrato figure di primo piano come Sergio Zavoli, Roberto Gervaso, Magdi Allam, Gabriele Nissim, Hafez Haidar ed Enzo G. Castellari.

Tra i premiati di questa edizione anche il critico e storico della letteratura Andrea Cortellessa, autore di “Una ragione di più per andare all’inferno”, e l’autrice francese Martine Bergè con “La vie malgré tout”. Di grande rilievo anche il riconoscimento alla carriera per Pierdante Piccioni, autore del libro “Meno dodici”, da cui è nata la serie televisiva “Doc – Nelle tue mani”, in onda su Rai 1. Piccioni è oggi impegnato anche nella musicoterapia, valorizzando la musica del Maestro Ennio Morricone in ambito medico-scientifico e testimoniando il valore della musica come strumento di cura e benessere.

Il cuore letterario della manifestazione ha visto protagonista Cristiano Cremonini, tenore, scrittore e storico del melodramma, nonché direttore artistico del Premio musicale “Giuseppe Alberghini”, insignito del Trofeo Pegasus per il saggio “Il teatro della gente – Da Puccini a Dalla” (Calamaro Edizioni). Artista dalla carriera ventennale, Cremonini ha calcato i palcoscenici di alcuni tra i più prestigiosi teatri del mondo, tra cui il Teatro alla Scala, l’Opera di Roma, il Teatro Comunale di Bologna, l’Opernhaus di Zurigo e il Concertgebouw di Amsterdam, collaborando con registi e direttori d’orchestra di fama internazionale. Autore e studioso della storia del melodramma, è anche ideatore e direttore artistico del Premio “Giuseppe Alberghini”, oltre che fondatore di importanti iniziative culturali legate alla lirica. Il volume premiato rappresenta il secondo capitolo di un ampio progetto editoriale dedicato al Teatro Comunale di Bologna e ai protagonisti della musica tra Otto e Novecento, da Giacomo Puccini a Lucio Dalla. Un lavoro che ha già ottenuto numerosi riconoscimenti – dodici in totale – e che conferma l’impegno di Cremonini nella valorizzazione della tradizione musicale italiana. «Sono davvero felice di aver ricevuto questo importante riconoscimento – proprio nella mia regione – e di aver condiviso il palco con un amico come Dodi Battaglia», ha dichiarato Cremonini, sottolineando anche il valore culturale del Premio Pegasus e il ruolo di Roberto Sarra.

Tra i momenti più coinvolgenti della serata, il Premio speciale Vocal Coach al musicista, compositore e giornalista Angelo Martini, protagonista anche sul palco con una performance dal vivo della celebre nuova versione di “Survivor” di Mike Francis, parte di un progetto volto a valorizzare e riscoprire l’opera del mai dimenticato artista italiano, con cui Martini aveva collaborato nell’ultimo periodo prima della prematura scomparsa.

Spazio anche al giornalismo musicale con il riconoscimento conferito ad Antonio Ranalli (attualmente presidente della Consulta Uffici Stampa dell’Associazione Stampa Romana e componente del Consiglio di indirizzo dell’INPGI), premiato per il suo lavoro di ricerca dedicato ai Nomadi, con due pubblicazioni all’attivo. A consegnare il premio è stata la giornalista e direttrice artistica del Festival Disco Diva di Gabicce Mare, Cristina Tassinari.

Tra gli altri riconoscimenti, premio speciale allo stilista Anton Giulio Grande, presidente della Calabria Film Commission, e al vincitore del “Book of the Year” Silvano Gerani, presidente della Gilmar.

Il Teatro della Regina, sold out per l’occasione, ha visto la partecipazione di numerose autorità e ospiti, tra cui il Sindaco di Cattolica, Franca Foronchi, il viceprefetto Giuseppe Mario Puzzo, il Sindaco di Montefiore Conca, Filippo Sica con il vice Francesco Taini, la cantante Marzia Bi, la giornalista Maria Luisa Roscino e l’imprenditore Urbano Pagnoncelli.

Fondamentale il lavoro dello staff organizzativo – Raffaella Pazzaglini, Elena Bartolucci e Stefania Mastri – con il supporto tecnico (mix audio) di Paolo Pazzaglini, le riprese TV di Emanuela De Bernardi, Claudio Fassi e Alessandra Fassi e le fotografie di Mauro Del Magna.

La giuria, guidata da Giuseppe Benelli, fondatore e presidente del Premio Bancarella, è composta da Gianni Todini, Daniela Quieti, Laura Squizzato, Silvia Squizzato, Mauro Macario, Angelo Chiaretti, Francesca Gussoni, Aurora Auteri, Giusi Cafari Panico, Maria Grazia Cucchi, Veronica Niccolai e dallo stesso Roberto Sarra.

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Contemporary Tracks torna a Napoli: la mostra che indaga il volto del presente

🎨 La mostra “Contemporary Tracks” arriva al Clubino di Napoli il 16 giugno: una riflessione profonda sui linguaggi dell’arte contemporanea attraverso il lavoro di sette artisti. Non mancare all’inaugurazione.

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Redazione-  Il fermento culturale partenopeo si prepara a vivere un appuntamento di rilievo con l’inaugurazione della seconda edizione di “Contemporary Tracks”, rassegna dedicata alle molteplici declinazioni dell’arte contemporanea. L’evento si terrà martedì 16 giugno 2026, a partire dalle ore 17.00, nella cornice del Clubino, situato in via Luca Giordano 73, nel cuore pulsante del quartiere Vomero. Il salotto culturale, presieduto da Piera Salerno, si conferma ancora una volta punto di riferimento per il dibattito artistico cittadino, offrendo una sede prestigiosa in cui le visioni degli autori contemporanei possono confrontarsi direttamente con lo sguardo del pubblico.

Un percorso espositivo tra materia e riflessione

Questa seconda edizione del progetto curatoriale non si limita a presentare una selezione di opere, ma intende proporsi come un percorso di ricerca profonda tra linguaggi, sensibilità e prospettive differenti. A dirigere i lavori e a definire l’impianto critico della mostra è chiamato Pasquale Lettieri, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e firma nota per il suo impegno costante nella promozione di una cultura che sia strumento di coscienza civica e scambio identitario.

Per l’occasione, gli spazi del Clubino ospiteranno le opere di sette artisti, figure eterogenee che restituiscono, attraverso il proprio operato, l’inquietudine e la vitalità del panorama attuale: Rosario Buccione, Luigi Calì, Bruno D’Angelo, Dimitri Musella, Gaspare Natale, Patrick Pernet e Giovanni Spina. Gli artisti coinvolti non propongono una risposta chiusa, ma una serie di domande aperte sui temi della memoria, del vissuto sociale e della necessità di tornare a un linguaggio artistico che sappia affrancarsi dalla superficialità dei ritmi moderni.

La visione del curatore: l’arte come alchimia nel disordine

Secondo Pasquale Lettieri, l’esposizione rappresenta un tentativo di dare senso alla complessità del mondo odierno. “C’è molta volontà di rappresentazione in mezzo a noi”, osserva il critico, sottolineando come questa spinta sia parte intrinseca dell’agire umano. L’arte, in questo contesto, diviene un meccanismo di azioni e reazioni, dove i frammenti di pensiero cercano una forma tangibile e si materializzano attraverso il segno, la materia e il colore.

Per Lettieri, la mostra è “l’ultima alchimia possibile”, un gioco di nomadismo creativo dove luce e ombra trovano un equilibrio precario ma necessario. In un’epoca dominata dalla velocità dei contenuti digitali e dalle immagini consumate in pochi istanti, “Contemporary Tracks” invita i visitatori a una sosta prolungata. La proposta editoriale e artistica della rassegna è chiara: l’arte autentica non deve urlare per attirare l’attenzione, ma deve possedere la capacità di restare, di fermarsi nel tempo e di sondare il disordine contemporaneo per provare a restituirgli un volto definito.

L’identità culturale come motore di dialogo

La scelta di ospitare questa iniziativa in un luogo di tradizione culturale come il Clubino sottolinea la volontà di mantenere vivo il legame tra il territorio e le avanguardie artistiche. La mostra funge da spazio di riflessione, dove il pubblico non è soltanto spettatore passivo, ma parte integrante di quel processo di scambio simbolico che definisce il valore del contemporaneo.

Le opere esposte diventano, dunque, tracce indelebili lasciate nel presente. Attraverso l’uso sapiente di tecniche diverse, gli artisti in mostra offrono una testimonianza di come l’arte possa ancora essere il terreno dove le diversità si intrecciano, scavando a fondo nel tessuto sociale per ergere nuove vette di pensiero. L’appuntamento del 16 giugno si configura come una occasione imperdibile per chiunque intenda comprendere le traiettorie dell’arte che si muove tra materia e spiritualità, tra il rifiuto del banale e la ricerca di una bellezza consapevole. La mostra resterà dunque un punto di riferimento per quanti pongono al centro della propria esperienza culturale il confronto dialettico e la qualità delle visioni estetiche.

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La musica torna protagonista a Fontecchio: un viaggio tra Folk e Bossanova nel solstizio d’estate

🎶 Una giornata immersiva tra natura, artigianato e concerti dal vivo per celebrare il solstizio d’estate nel cuore dell’Abruzzo. Scopri il programma completo dell’edizione 2025 a Fontecchio.

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#Fontecchio #FestaDellaMusica #AbruzzoEventi #MusicaLive

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Redazione-  Fontecchio, borgo incastonato nella scenografica cornice della Valle Subequana in provincia dell’Aquila, si prepara a vivere una giornata di celebrazione collettiva. Domenica 21 giugno, l’Oasi antistante la conceria medievale, recentemente riqualificata, ospiterà la sesta edizione della Festa della Musica. L’evento si snoda lungo il suggestivo cammino di Celestino V, inserendosi nel contesto naturalistico e protetto del Parco regionale Sirente Velino. Un appuntamento che, anno dopo anno, trasforma questo lembo d’Abruzzo in un palcoscenico a cielo aperto, dove la tradizione popolare incontra le sonorità contemporanee più audaci.

Le voci dei luoghi: la musica come identità territoriale

Il filo conduttore scelto per questa edizione è “Le Voci dei Luoghi”. Non si tratta di uno slogan casuale, ma di un manifesto d’intenti che mira a valorizzare il patrimonio immateriale del territorio. Il programma pone una lente d’ingrandimento sui canti e sugli strumenti che hanno accompagnato la storia delle comunità montane, guardando con particolare interesse al canto corale e alla musica popolare. Gli organizzatori, sostenuti dal patrocinio del Comune di Fontecchio e dalla collaborazione della Misericordia di L’Aquila onlus, sottolineano la natura spontanea di questa iniziativa. L’intero apparato organizzativo poggia sul lavoro volontario, rifiutando logiche di profitto e finanziamenti pubblici, con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza spazi di bellezza e aggregazione sociale in un territorio che reclama il proprio diritto alla vitalità culturale.

La giornata si apre alle 9.30 con un’escursione guidata da Orsa Maggiore, dedicata al trekking e all’osservazione ambientale, che permetterà ai partecipanti di connettersi con la storia millenaria della Valle Subequana. A partire dalle 10.30, l’area si trasformerà in un laboratorio diffuso: i bambini potranno cimentarsi con la ceramica sotto la guida di Federica Bevilacqua, mentre i più creativi potranno costruire maracas con Ascen Arriazu o scoprire il mondo dell’illustrazione con Seelie. Parallelamente, dalle 11.30, Sara Mannori condurrà “Le Erbe del Solstizio”, un momento dedicato allo studio delle piante di San Giovanni e alle antiche tradizioni solstiziali che da secoli caratterizzano la cultura rurale italiana.

Dai laboratori artigianali al palco del solstizio

Il pomeriggio prosegue all’insegna della partecipazione attiva. Dalle ore 15.00, il laboratorio “Ocari-Nati” offrirà l’opportunità di costruire un’ocarina in terracotta, strumento che rappresenta un tassello fondamentale dell’immaginario sonoro dell’Italia centrale. La musica, intesa come performance, prende il via alle 16.00 con il coro polifonico CantAbruzzo, seguito dalle suggestioni visive e corporee di Tiziana D’Ascenzo con “DiversaMenteDanza”. La programmazione si fa via via più eclettica: dopo la sessione di Jam Poetry, il palco ospiterà gli Scire Nefas con le loro trame di rock progressive sperimentale, mentre il tramonto sarà accompagnato dalle atmosfere calde e avvolgenti della bossanova e del jazz, grazie alla performance del duo formato da Alessia Martegiani e Maurizio Di Fulvio.

La fase notturna vedrà il passaggio di testimone verso sonorità più vigorose. Alle 20.00, Jenny Forti porterà sul palco il folk tradizionale italoamericano, ideale preludio per l’energia degli Elitopperi, formazione post-punk e garage di punta nel panorama regionale. La chiusura è affidata al DJ set di Rukus, che traghetterà il pubblico fino a mezzanotte. Durante l’intera manifestazione, saranno aperti al pubblico gli studi degli artisti residenti, tra cui Setareh Goodarzi e il Fontecchio International Gallery & Salotto di Todd Thomas Brown, situato in via Villadonica, a ulteriore testimonianza di come il borgo sia diventato un centro di attrazione per creativi provenienti da ogni parte del mondo.

La Festa della Musica, nata in Francia nel 1982 dall’intuizione di Maurice Fleuret, risponde a una visione democratica dell’arte: eliminare ogni gerarchia tra generi e pratiche, facendo in modo che ogni spazio pubblico possa trasformarsi in un luogo di espressione spontanea. Fontecchio, con questa iniziativa, conferma la sua vocazione di avamposto di resistenza culturale, dimostrando come un piccolo centro possa farsi centro propulsore di un intero movimento artistico, celebrando il solstizio d’estate con una programmazione che parla a tutte le generazioni. Per informazioni e prenotazioni ai laboratori, si consiglia di fare riferimento ai recapiti forniti dagli organizzatori, disponibili sui canali social dell’evento.

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I Virtuosi italiani e Federico Mondelci protagonisti per la festa europea della musica

🎵 La Festa Europea della Musica porta a Treviso la maestria de I Virtuosi Italiani e di Federico Mondelci. Un viaggio tra le note di Gershwin, Piazzolla e delle colonne sonore che hanno fatto la storia.

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#FestaDellaMusica #TrevisoEventi #MusicaClassica #IVirtuosiItaliani

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Redazione-  Treviso si prepara a celebrare la grande musica in occasione della Festa Europea della Musica, un appuntamento che quest’anno assume contorni internazionali grazie a una serata d’eccezione. Domenica 21 giugno, alle ore 20.30, l’auditorium dell’ex Chiesa di Santa Croce aprirà le porte al pubblico per un evento che promette di coniugare rigore esecutivo e varietà stilistica. Protagonisti della serata saranno I Virtuosi Italiani, ensemble di fama mondiale, affiancati dal prestigioso sassofonista e direttore d’orchestra Federico Mondelci.

L’iniziativa, che mira a promuovere la cultura musicale come linguaggio universale, ha scelto per questa edizione un programma capace di spaziare attraverso i generi del Novecento, mettendo in dialogo il jazz, le colonne sonore cinematografiche e le sonorità tango. Gli spettatori potranno ascoltare composizioni iconiche di Duke Ellington, Leonard Bernstein e George Gershwin, accanto alle atmosfere malinconiche ed eleganti di Astor Piazzolla. Troveranno spazio anche le partiture di grandi maestri del cinema come Ennio Morricone e Nicola Piovani, oltre alle moderne sperimentazioni di Michael Nyman, in un mosaico sonoro che ben rappresenta la versatilità degli interpreti coinvolti.

Il prestigio di un ensemble internazionale

La formazione de I Virtuosi Italiani, nata nel 1989, rappresenta oggi una delle realtà più autorevoli nel panorama cameristico e orchestrale. La loro storia è segnata da una presenza costante nei cartelloni dei più importanti teatri del mondo, dalla Scala di Milano fino alla Carnegie Hall di New York. La loro capacità di muoversi tra repertori eterogenei ha permesso al gruppo di collezionare oltre 100 incisioni discografiche, con vendite che hanno superato il mezzo milione di copie globali.

Il valore artistico dell’ensemble ha ottenuto, nel tempo, riconoscimenti di alto profilo. Nel 2019, la nomination agli Opus Classic Awards ha sancito il loro ruolo di primo piano nel mercato discografico tedesco, mentre il recente successo di critica ottenuto nel 2021 con il “Diapason d’or de l’année” per l’album “Amici & Rivali” dedicato a Rossini, ha confermato la qualità tecnica e la sensibilità interpretativa degli strumentisti. La loro esibizione a Treviso non rappresenta solo un momento di intrattenimento, ma una testimonianza dell’eccellenza musicale prodotta nel nostro Paese.

Federico Mondelci, la versatilità al servizio della musica

Ad arricchire la serata, la partecipazione di Federico Mondelci, figura di rilievo internazionale in qualità di solista, docente e direttore d’orchestra. Con una carriera ultra-trentennale che lo ha visto collaborare con artisti del calibro di Seiji Ozawa e Yuri Bashmet, Mondelci si è distinto per la sua dedizione nel diffondere il repertorio contemporaneo. Il suo impegno discografico, premiato anch’esso con il prestigioso Diapason d’Or per il progetto monografico su Giacinto Scelsi, evidenzia una costante ricerca sonora che trova nei virtuosismi orchestrali il terreno ideale.

Fondatore di formazioni storiche come l’Italian Saxophone Quartet e l’Italian Saxophone Orchestra, Mondelci ha portato il linguaggio del sassofono nei luoghi più prestigiosi della musica colta. La sua presenza a Treviso garantisce un approccio interpretativo rigoroso, capace di esaltare le sfumature jazzistiche di Gershwin così come i ritmi serrati delle opere di Piazzolla. L’evento rappresenta dunque un’occasione imperdibile per gli appassionati del territorio, che potranno assistere a una performance di altissimo valore artistico in una cornice suggestiva come quella dell’ex Chiesa di Santa Croce.

L’ingresso al concerto è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per chi desidera maggiori dettagli sul programma o informazioni logistiche, è possibile contattare il numero 0422-513150. L’invito degli organizzatori è quello di arrivare con congruo anticipo per garantire l’accesso in sala, in linea con l’importanza dell’evento e la fama degli artisti che animeranno questa edizione della Festa Europea della Musica. Sarà una serata all’insegna della qualità, in cui la bellezza delle architetture storiche di Treviso si fonderà con l’estro di alcuni tra i migliori interpreti del panorama musicale contemporaneo.

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