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Cronaca

Sorelline scomparse da una comunità in Abruzzo, il padre di Sarah e Alisya: “Non sappiamo nulla”

🚨 Nessuna traccia di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle scomparse dalla comunità educativa di Civitella Alfedena. Il padre lancia un nuovo appello: “Non sappiamo nulla”.
Ore di ansia tra Abruzzo e Lazio, mentre restano dubbi sulla fuga e sulle ricerche: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#SarahDiGiacinto #AlisyaDiGiacinto #CivitellaAlfedena #Scomparse

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Sarah e Alysia Di Giacinto

Redazione-  Civitella Alfedena resta con il fiato sospeso per la scomparsa di Sarah Di Giacinto, 12 anni, e Alisya Di Giacinto, 16 anni, le due sorelle di Minturno allontanatesi dalla Comunità Educativa Ofh Hope senza lasciare tracce. A rilanciare l’allarme è il padre, Stefano, che dopo l’appello lanciato in televisione si è recato personalmente in Abruzzo, a Villetta Barrea, per presentare denuncia di scomparsa e cercare risposte su una vicenda che, a distanza di giorni, continua a restare avvolta nell’incertezza.

Il racconto del padre restituisce il clima di angoscia di queste ore. Intervenuto durante la trasmissione Storie Italiane su Rai1, Stefano ha parlato di giornate pesantissime, segnate dall’attesa e dalla mancanza di notizie. Il suo appello si concentra su un solo obiettivo: sapere che le figlie siano vive e in buone condizioni. È questo, ha spiegato, il pensiero dominante da quando la famiglia ha ricevuto la notizia della scomparsa, arrivata in modo improvviso e del tutto inatteso.

il giallo della fuga e i dubbi sui collegamenti della zona

Uno degli aspetti che rendono la vicenda ancora più complessa riguarda il contesto in cui le due ragazze si sarebbero allontanate. Secondo quanto riferito dal padre, al momento della denuncia le forze dell’ordine avrebbero fatto presente che la domenica nella zona non passano pullman di linea e che non ci sono stazioni ferroviarie nei dintorni. Un elemento che restringe il campo delle ipotesi e rende più difficile immaginare un allontanamento autonomo lungo normali direttrici di trasporto pubblico.

Civitella Alfedena e l’area circostante, nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sono piccoli centri montani caratterizzati da collegamenti limitati e da una conformazione territoriale che rende complessi anche gli spostamenti a piedi. Lo stesso padre ha sottolineato come tentare una fuga in quella zona sia quasi impossibile senza un supporto esterno. A rendere il quadro ancora più delicato c’è la presenza di animali selvatici lungo le strade e nei boschi, dettaglio che accresce la preoccupazione dei familiari. Per questo Stefano ritiene, o almeno spera, che le ragazze possano trovarsi con qualcuno.

Resta aperta anche la questione delle ragioni che potrebbero aver spinto le due sorelle ad allontanarsi. Tra le ipotesi circolate c’è quella di un possibile collegamento con la revoca della responsabilità genitoriale della madre, ma il padre, su questo punto, invita alla cautela. Ha precisato di non avere certezze e, per quanto ne sappia, le ragazze non sarebbero state a conoscenza di questa circostanza. Una puntualizzazione importante, perché segnala quanto il quadro resti ancora fragile e non consenta al momento ricostruzioni definitive sulle motivazioni della scomparsa.

l’appello del padre e i dubbi sulle ricerche ancora senza risposte

Nel suo intervento televisivo, Stefano ha espresso anche forte preoccupazione per l’andamento delle ricerche. Ha ricordato che il paese è collegato sostanzialmente da due sole vie di comunicazione e che l’area sarebbe coperta da telecamere lungo le principali provenienze. Nella sua lettura, un eventuale passaggio in auto avrebbe potuto lasciare tracce più evidenti. Eppure, ha spiegato, la famiglia non avrebbe ricevuto finora aggiornamenti chiari su ciò che è stato fatto per rintracciare Sarah e Alisya.

Il padre racconta di aver contattato i carabinieri, sottolineando che la prima stazione si trova a pochi chilometri, ma di non aver ottenuto informazioni precise sul tipo di attività messe in campo. Da qui nasce una delle frasi più pesanti dell’intera vicenda: “Non sappiamo nulla”. Non solo sul luogo in cui possano trovarsi le due ragazzine, ma anche sulle modalità con cui le ricerche sarebbero state avviate. Un’incertezza che aggrava il dolore della famiglia e alimenta un senso di smarrimento già molto forte.

La scomparsa di due minorenni in un’area montana e isolata apre inevitabilmente interrogativi seri sulla rapidità della risposta, sul coordinamento tra strutture e sulle informazioni fornite ai familiari. In casi come questo, il tempo rappresenta un fattore decisivo e ogni ora senza notizie pesa in modo drammatico. Per Minturno, per la famiglia Di Giacinto e per il territorio abruzzese coinvolto, la priorità resta una sola: ritrovare Sarah e Alisya il prima possibile.

La vicenda continua intanto a muovere attenzione pubblica e apprensione, anche per l’età delle due sorelle e per le caratteristiche del luogo da cui si sarebbero allontanate. L’appello del padre, rilanciato in televisione, si inserisce proprio in questo tentativo di tenere alta l’attenzione e di favorire qualsiasi elemento utile. Nel frattempo, restano il silenzio, l’angoscia e una famiglia che chiede soltanto di avere notizie certe.

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Cronaca

Grandinata a San Benedetto del Tronto, danni alla Emilcar per oltre 5 milioni

🚨 DISASTRO MALTEMPO A SAN BENEDETTO: EMILCAR COLPITA DA UN DANNO DA 5 MILIONI DI EUROUna botta tremenda che mette a dura prova una delle più importanti realtà commerciali del Centro Italia. La straordinaria grandinata di martedì ha letteralmente bersagliato i piazzali della concessionaria Emilcar di Emilio Scartozzi, danneggiando circa mille auto tra usato, chilometri zero e mezzi aziendali. Un danno patrimoniale immenso, stimato intorno ai 5 milioni di euro, a fronte di una copertura assicurativa che coprirà solo una minima parte delle perdite a causa di massimali insostenibili. 🚗⛈️Grazie alla solidità del gruppo e al supporto delle filiali di Civitanova Marche, Pescara e Silvi Marina, l’azienda supererà questo momento drammatico. Nel frattempo, l’attività compilerà la richiesta per i ristori economici mentre i sindaci di San Benedetto, Monteprandone e Grottammare chiedono compatti lo stato di calamità naturale al Governo. Per aiutare i cittadini con l’auto distrutta, Start Spa ha istituito i trasporti pubblici urbani completamente gratuiti a San Benedetto fino al 31 luglio. 🇮🇹🚌👇 Quali tutele servono oggi alle imprese per difendersi da questi eventi climatici estremi? Scrivilo nei commenti!#SanBenedetto #MaltempoMarche #Grandinata #Emilcar #EmilioScartozzi #DanniMaltempo #StatoDiCalamità #RivieraDellePalme #StartSpa

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Auto danneggiata dalla grandine

San Benedetto del Tronto – Gli eventi meteorologici estremi legati ai mutamenti climatici non rappresentano più una remota minaccia ambientale, ma si configurano come fattori di rischio macroeconomico immediato per il sistema produttivo e commerciale del Paese. La devastante grandinata che ha colpito la riviera delle Palme nella giornata di martedì ha causato danni incalcolabili al tessuto imprenditoriale locale, concentrandosi con inusitata violenza sul comparto della distribuzione automobilistica. Il caso della Emilcar, storica realtà imprenditoriale guidata da Emilio Scartozzi e accreditata come una delle più solide e strutturate concessionarie del Centro Italia, offre la misura esatta del disastro logistico e finanziario. Le stime provvisorie evidenziano il danneggiamento di circa mille autovetture, per un controvalore patrimoniale complessivo che si attesta intorno ai 5 milioni di euro. Soltanto la solidità patrimoniale del gruppo e una consolidata diversificazione territoriale consentiranno all’azienda di superare una crisi che, per operatori di minori dimensioni, avrebbe significato il fallimento immediato.

La dinamica dello stoccaggio e la vulnerabilità dei mercati estivi

La genesi di un danno economico di tali proporzioni risiede in una precisa congiuntura temporale e logistica che caratterizza il mercato automobilistico nazionale a ridosso della stagione estiva. Il core business della Emilcar si focalizza prevalentemente sul segmento dell’usato di qualità, dei veicoli aziendali a basso chilometraggio e delle vetture a chilometro zero, mezzi che per ragioni operative necessitano di ampi spazi espositivi e di stoccaggio all’aperto. I proiettili di ghiaccio hanno bersagliato i tre grandi hub della concessionaria, a partire dalla superficie di 7mila metri quadrati situata nei pressi della caserma della Polizia Stradale, fino ai due parcheggi adiacenti alla sede principale. Il titolare Emilio Scartozzi ha spiegato come l’eccezionale accumulo di stock fosse legato all’imminente fermo estivo della filiera distributiva tra luglio e agosto, un fattore che spinge gli operatori a massimizzare l’approvvigionamento dei piazzali. Molte delle vetture colpite sono risultate totalmente irrecuperabili sotto il profilo strutturale e destinate alla rottamazione o all’esportazione verso mercati esteri, mentre i modelli nuovi, protetti all’interno degli showroom coperti, sono rimasti fortunatamente indenni.

Il paradosso assicurativo e l’insostenibilità dei premi contro le calamità

La vicenda riapre una complessa riflessione di natura finanziaria in ordine alla sostenibilità delle coperture assicurative per i grandi complessi commerciali esposti al rischio atmosferico. Dinanzi a una perdita stimata in 5 milioni di euro, la Emilcar potrà beneficiare di un risarcimento massimo stimato in soli 300mila euro, a causa dei massimali e delle franchigie previste dalle polizze collettive. Scartozzi ha analizzato con lucidità il paradosso economico che impedisce una tutela totale: l’attivazione di una polizza kasko singola per ognuna delle mille vetture in stock comporterebbe un esborso annuo di circa un milione e mezzo di euro di soli premi assicurativi, una cifra del tutto insostenibile che eroderebbe completamente i margini di profitto dell’impresa. A garantire la continuità aziendale sarà la rete di sicurezza logistica del gruppo, che vanta altre tre concessionarie operative a Civitanova Marche, Pescara e Silvi Marina, quadranti geografici risparmiati dall’ondata di maltempo che concorreranno a sostenere la filiale picena in questa fase di transizione e ripristino delle attività.

Il coordinamento istituzionale per lo stato di calamità e il welfare urbano

La risposta delle istituzioni locali e regionali si sta strutturando attraverso l’attivazione delle procedure d’urgenza volte a mitigare l’impatto del disastro sulle economie domestiche e sulle imprese. La Emilcar, in conformità con le direttive comunali e regionali, avvierà le procedure per l’accesso ai ristori governativi legati alla dichiarazione dello stato di calamità naturale. Il fronte amministrativo si presenta compatto: dopo i sindaci di San Benedetto del Tronto, Nicola Mozzoni, e di Monteprandone, Sergio Loggi, anche la giunta municipale di Grottammare ha formalizzato la richiesta formale per il riconoscimento dello stato di emergenza. In parallelo, per rispondere alle immediate esigenze di mobilità dei cittadini rimasti privi di mezzi privati a causa dei danni della grandine, la società di trasporti pubblici Start Spa ha istituito la totale gratuità del servizio di trasporto urbano su tutte le linee cittadine di San Benedetto del Tronto, un provvedimento di welfare emergenziale attivo fino al 31 luglio 2026 volto a preservare la coesione sociale e la mobilità interna del comprensorio.

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Cronaca

Filo metallico sulla strada a Roccaraso: motociclista ferito al collo

🚨 TRAPPOLA MORTALE A ROCCARASO: CAVO D’ACCIAIO TESO SULLA STRADATragedia sfiorata in località Vallata Heidi, dove un motociclista di 25 anni è rimasto gravemente ferito al collo da un filo metallico teso tra due pali in mezzo alla carreggiata. Un ostacolo invisibile e pericolosissimo, posizionato in uno dei percorsi sterrati più frequentati da escursionisti, ciclisti e sportivi. 🏍️⚠️Il giovane, salvo per miracolo dopo il violento impatto a 50 km/h, ha sporto denuncia ai Carabinieri di Castel di Sangro e ha lanciato un appello sui social per invitare tutti alla massima prudenza e segnalare subito qualsiasi anomalia. Chiunque abbia visto qualcosa o abbia informazioni utili contatti subito le forze dell’ordine. La sicurezza in montagna deve essere una priorità assoluta! 🏔️🛑👇 Cosa ne pensi di questi gravissimi atti di sabotaggio sui sentieri? Dicci la tua nei commenti.#Roccaraso #CastelDiSangro #CronacaAbruzzo #SicurezzaStradale #Enduro #SentieriSicuri #PrudenzaInMontagna

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Motociclisti

Roccaraso – La sicurezza lungo i percorsi montani e sterrati torna bruscamente al centro del dibattito pubblico a seguito di un gravissimo episodio di cronaca che ha sfiorato la tragedia. Un motociclista di 25 anni, Marcello Peluso, ha rischiato la vita a causa di un filo metallico teso artificialmente attraverso la carreggiata, un ostacolo invisibile che ha agito con la pericolosità di una lama ad altezza uomo. L’incidente si è verificato in località Vallata Heidi, un’area naturalistica di primaria importanza per il turismo locale, meta abituale di escursionisti, ciclisti e famiglie durante la stagione estiva e snodo strategico per gli sciatori in inverno, data la sua immediata prossimità agli impianti di risalita del comprensorio sciistico abruzzese. La presenza di simili barriere abusive riapre lo spinoso capitolo relativo ai conflitti d’uso del territorio montano e alla tutela della pubblica incolumità su tracciati considerati ingannevolmente sicuri dagli appassionati di sport outdoor.

La dinamica dell’impatto e il meccanismo della trappola

Secondo i primi rilievi e le ricostruzioni fornite dagli organi inquirenti, il giovane centauro, originario di Napoli ma residente nel vicino comune di Castel di Sangro, stava percorrendo lo sterrato a una velocità stimata di circa 50 chilometri orari. La trappola, strutturata con un cavo di acciaio plastificato ancorato saldamente a due pali di legno posizionati ai margini della via, attraversava trasversalmente l’intera carreggiata. La totale assenza di segnalazioni ottiche o di elementi riflettenti ha reso la barriera completamente invisibile al conducente, la cui attenzione era comprensibilmente concentrata sulle asperità del fondo stradale. L’impatto è stato violento e inevitabile: il cavo ha colpito direttamente la zona della gola del centauro prima che questi potesse accennare a qualsiasi manovra di frenata. La dinamica inerziale ha fatto sì che la motocicletta proseguisse la corsa per diversi metri, mentre il venticinquenne veniva violentemente sbalzato dalla sella, impattando al suolo e riportando ulteriori traumi contusivi agli arti inferiori.

I soccorsi, le indagini e l’appello alla sicurezza collettiva

Fattori puramente fortuiti hanno evitato che la profonda lesione alla gola recidesse i vasi sanguigni principali, scongiurando un esito fatale. Il ferito è stato tempestivamente trasferito presso il pronto soccorso dell’ospedale di Castel di Sangro, dove l’equipe medica ha prestato i primi interventi d’urgenza e stabilizzato il quadro clinico, prima del trasferimento del paziente in Campania per ulteriori accertamenti diagnostici specialistici. Nel frattempo, la vittima, che ricopre la professione di libero professionista, ha formalizzato una denuncia dettagliata presso la Compagnia dei Carabinieri di Castel di Sangro, che ha immediatamente avviato le indagini per identificare i responsabili del posizionamento del cavo metallico. Attraverso una forte campagna di sensibilizzazione sui canali social, Peluso ha voluto lanciare un accorato appello alla comunità dei frequentatori della montagna, esortando alla massima vigilanza e richiedendo la collaborazione di eventuali testimoni per fare piena luce su un atto che presenta evidenti profili di responsabilità penale e mette a repentaglio la vita umana.

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Cronaca

Grave aggressione a Trasacco, quarantunenne accoltellato alla nuca dal fratello al culmine di una lite

🚨 SANGUE IN FAMIGLIA A TRASACCO: LITE TRA FRATELLI DEGENERA IN TRAGEDIA, 41ENNE ACCOLTELLATO ALLA NUCA! 🚑🩸 Notte di puro terrore nella Marsica. Intorno alle 23:00 di ieri, al culmine di un violentissimo alterco domestico, un uomo di 41 anni è stato ferito alla testa con un coltello. Soccorso d’urgenza e trasportato in codice rosso al pronto soccorso di Avezzano, il ferito ha superato la notte h24: gli esami hanno escluso lesioni gravi ed il paziente potrebbe essere dimesso già in mattinata. I Carabinieri di Trasacco hanno avviato le indagini d’autore e, secondo le prime ricostruzioni, il carnefice sarebbe proprio il fratello della vittima. Un dossier di cronaca nera drammatico, scritto con il cuore e con l’anima per il territorio. Tutti i dettagli 👇#trasaccocronaca | #accoltellamentoferito | #carabinierimarsica | #litefratelli | #prontosoccorsoavezzano #violenza-famiglia | #emergenzasanità | #politicalive | #pagineutili

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Volante Carabinieri

I soccorsi nella notte ed il trasferimento in codice rosso al pronto soccorso di Avezzano

Trasacco – Ci sono esplosioni di violenza domestica capaci di squarciare improvvisamente la quiete dei nostri borghi, trasformando un banale dissidio familiare in un fatto di sangue drammatico che solo per una fortunata coincidenza di pochi millimetri non si tramuta in una tragedia irreparabile per l’intera comunità. La cittadina fucense di Trasacco è stata teatro di una gravissima aggressione consumatasi intorno alle ore ventitré di ieri sera, quando un uomo di quarantuno anni, identificato con le iniziali C.S.I., è stato ferito con un’arma da taglio alla regione nucale al culmine di un acceso alterco. I testimoni che hanno assistito alla scena hanno allertato immediatamente il numero unico di emergenza centododici, permettendo ai sanitari del centodiciotto di prestare le prime cure sul posto. La gravità della ferita ha imposto il trasferimento d’urgenza all’ospedale civile di Avezzano, dove il paziente è giunto in codice rosso sotto la stretta sorveglianza dei medici del pronto soccorso.

Il ferito è stato sottoposto a una parata di accertamenti diagnostici e radiologici per verificare l’eventuale interessamento dei vasi sanguigni, i cui referti scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Gli esami medici escludono lesioni gravi e le probabili dimissioni entro la mattinata

La bacheca clinica del nosocomio marsicano ha fortunatamente escluso la presenza di lesioni profonde o danni irreversibili alle strutture ossee e nervose della colonna cervicale, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi per preservare la precisione della cronaca nera. I medici hanno provveduto a suturare e medicare la profonda ferita da taglio, disponendo il trattenimento dell’uomo in osservazione breve per completare le ultime analisi di laboratorio previste dai protocolli interni. Qualora il quadro clinico complessivo rimanesse stabile e privo di complicazioni febbrili, il quarantunenne potrà lasciare i reparti ospedalieri per essere dimesso nel corso della mattinata. Questa favorevole evoluzione medica allontana lo spettro del dramma, offrendo risposte veloci ai familiari del ferito.

Le indagini cliniche escludono pericoli imminenti per la vita dell’uomo, proiettando gli aggiornamenti sanitari in tempo reale sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio della Marsica.

Le indagini dei Carabinieri di Trasacco per ricostruire i motivi del violento litigio

Il grave fatto di sangue è ora al centro di una tempestiva attività investigativa avviata dai Carabinieri della stazione di Trasacco, intervenuti sul luogo del ferimento per eseguire i rilievi tecnici necessari e raccogliere le prime testimonianze dei presenti. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il responsabile dell’accoltellamento risulterebbe essere il fratello della vittima, sul quale si sono concentrate le ricerche dei militari subito dopo lo sviluppo dell’aggressione. Gli inquirenti stanno ascoltando i parenti e i vicini di casa per identificare i motivi scatenanti del litigio, legati probabilmente a vecchi rancori o a questioni economiche mai risolte all’interno del nucleo familiare. Questo delicato episodio di violenza domestica riaccende i rifletteri sulla sicurezza tra le mura di casa, attendendo che l’indagine faccia piena luce sulla dinamica per definire le responsabilità penali di un gesto che ha rischiato di trasformarsi in omicidio.

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