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SanitĂ , Giordano (UGL Matera): la provincia di Matera in controtendenza rispetto ai dati nazionali

đŸ„ La sanitĂ  a Matera sfida le difficoltĂ  nazionali: i dati in crescita in provincia dimostrano come il potenziamento dei servizi pubblici e il lavoro del personale stiano garantendo il diritto alla salute dei cittadini.

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#SanitĂ Pubblica #Matera #Basilicata #UGLMatera

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Pino Giordano

Redazione-  Matera si pone come un osservatorio privilegiato per analizzare lo stato di salute della sanitĂ  pubblica nel Mezzogiorno, offrendo spunti di riflessione che divergono nettamente dal trend nazionale. Mentre il dibattito su base italiana Ăš costantemente dominato dagli allarmi legati all’allungamento cronico delle liste d’attesa e alla progressiva migrazione dei pazienti verso il sistema privato, nel territorio materano emerge una dinamica differente. La UGL Matera, attraverso le parole del suo Segretario Provinciale Pino Giordano, ha tracciato un bilancio che evidenzia come il rafforzamento delle strutture pubbliche possa ancora costituire un baluardo efficace per la tutela del diritto alla salute, a patto che sussista una sinergia operativa tra istituzioni, management sanitario e operatori di settore.

i risultati del laboratorio di Tinchi e l’impatto sul territorio

Il segnale piĂč evidente di questa inversione di rotta Ăš rappresentato dall’attivitĂ  del Laboratorio di Patologia Clinica di Tinchi. I numeri parlano di un trend di crescita esponenziale, capace di rispondere concretamente alle necessitĂ  di una popolazione che, diversamente, sarebbe stata costretta a rivolgersi a strutture extra-regionali, aumentando i costi a carico del sistema sanitario lucano sotto forma di mobilitĂ  passiva. Il laboratorio, sotto la guida del dottor Domenico Dell’Edera, ha visto un incremento prestazionale impressionante: dalle 110 mila prestazioni del 2023 si Ăš passati a 164 mila nel 2024, con proiezioni che indicano il superamento della soglia delle 210 mila prestazioni su base annua per il 2025.

Questo dato non Ăš solo statistico, ma rappresenta un cambiamento qualitativo e di prossimitĂ . La capacitĂ  di erogare volumi cosĂŹ elevati di analisi nei presidi locali permette di alleggerire la pressione sui grandi centri urbani, offrendo un servizio tempestivo che riduce i tempi di attesa e garantisce ai cittadini una sanitĂ  vicina alle proprie esigenze. La strategia appare chiara: la valorizzazione dei presidi territoriali non rappresenta un obiettivo marginale, ma una colonna portante della riorganizzazione messa in atto dall’Azienda Sanitaria di Matera (ASM).

la sfida della stagione estiva tra Policoro e l’entroterra

La pianificazione non puĂČ tuttavia prescindere dalle peculiaritĂ  geografiche e stagionali del territorio materano. Durante l’incontro con l’Assessore alla Salute della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, Ăš emersa con chiarezza la necessitĂ  di una programmazione specifica per il periodo estivo. L’Ospedale Papa Giovanni Paolo II di Policoro, in particolar modo, funge da struttura di frontiera in un’area che vede un afflusso turistico massiccio verso le coste ioniche, sommato alla posizione strategica sulla Strada Statale 106 Jonica, arteria ad alto rischio di incidentalitĂ  che collega Basilicata, Puglia e Calabria.

La gestione di questo presidio Ăš considerata fondamentale per garantire la sicurezza non solo dei residenti, ma di migliaia di visitatori. In tal senso, la recente implementazione del servizio di dialisi a Policoro Ăš stata accolta con favore dalla UGL come un potenziamento necessario. L’integrazione del servizio in un presidio ospedaliero non rappresenta solo una questione tecnica, ma una garanzia di sicurezza clinica per il paziente, che puĂČ beneficiare in caso di necessitĂ  di un intervento immediato da parte di reparti multispecialistici.

il capitale umano alla base della tenuta del sistema

Al netto degli investimenti tecnologici e del management, Pino Giordano sottolinea che il vero motore del cambiamento risiede nelle donne e negli uomini che compongono il comparto sanitario. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo rimangono il fulcro di un sistema che, nonostante le note carenze di organico che affliggono l’intero comparto nazionale, dimostra una tenuta superiore alle aspettative. La valorizzazione di queste figure, unite a una visione strategica condivisa tra l’ASM e l’assessorato regionale, appare come la via maestra per evitare il declino della sanitĂ  pubblica.

La posizione del sindacato Ăš orientata al sostegno di ogni iniziativa che miri al consolidamento del pubblico, distanziandosi da polemiche strumentali e focalizzandosi sulla necessitĂ  di continuare a investire in tecnologie e personale. L’obiettivo rimane la riduzione definitiva della mobilitĂ  passiva, un traguardo che, se raggiunto, restituirebbe dignitĂ  al sistema sanitario regionale, trasformando una terra storicamente segnata dai tagli in un modello di efficienza e qualitĂ  assistenziale per tutto il Sud Italia. La sfida per il prossimo futuro sarĂ  quella di stabilizzare questi risultati, garantendo che l’accessibilitĂ  alle cure non rimanga un privilegio, ma una costante garantita dalla presenza capillare delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale sul territorio.

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Vertenza CallMat, l’allarme dell’UGL Matera a Bignami (FdI): “350 posti a rischio, servono risposte subito”

Allarme occupazionale a Matera per la vertenza CallMat: circa 350 posti di lavoro rischiano di andare persi nel silenzio delle istituzioni. Durante l’incontro all’Hotel del Campo con il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, il segretario provinciale dell’UGL Pino Giordano ha lanciato un durissimo appello al Governo e alla Regione Basilicata: “Dietro questa crisi ci sono persone, mutui e famiglie che meritano rispetto e risposte immediate. Non si puĂČ parlare di sviluppo lasciando centinaia di lavoratori nell’incertezza, serve aprire subito un tavolo istituzionale per salvaguardare l’occupazione”.

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Vertenza callmat Matera

Matera – Il futuro produttivo e occupazionale della provincia di Matera si trova a un bivio drammatico che richiede un cambio di passo immediato da parte di tutte le istituzioni, territoriali e nazionali. In occasione della visita ufficiale nella CittĂ  dei Sassi del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, Galeazzo Bignami, l’UGL Matera ha voluto cogliere l’opportunitĂ  del confronto istituzionale per porre al centro dell’agenda politica un’emergenza che non puĂČ piĂč essere rimandata: la vertenza aziendale che sta travolgendo la CallMat, importante realtĂ  del settore dei servizi di telecomunicazione e contact center che garantisce il sostentamento a circa 350 lavoratori. Un presidio lavorativo fondamentale per l’economia dell’intera Basilicata che rischia di sgretolarsi nell’indifferenza generale, lasciando centinaia di nuclei familiari nell’angoscia piĂč totale.

Il confronto all’Hotel del Campo: oltre le passerelle politiche

L’incontro si Ăš svolto nel corso del vertice tenutosi presso l’Hotel del Campo a Matera, dove il segretario provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, ha illustrato direttamente al parlamentare di governo la gravitĂ  della situazione. Il sindacato ha espresso un giudizio favorevole per la presenza sul territorio di figure apicali della maggioranza di governo, ribadendo tuttavia come le visite istituzionali debbano necessariamente trasformarsi in atti concreti e risolutivi: «Siamo favorevoli a ogni occasione di confronto istituzionale che possa contribuire alla crescita della nostra provincia. Matera ha un disperato bisogno di investimenti industriali, infrastrutture moderne, servizi efficienti e nuove opportunitĂ  occupazionali stabili. Ma non possiamo accettare che si continui a parlare astrattamente di sviluppo economico se, nello stesso momento, lasciamo centinaia di lavoratori nell’incertezza piĂč cupa e senza alcuna risposta certa sul proprio avvenire professionale», ha rimarcato con forza Giordano.

Il dramma umano: “Non sono numeri, ma persone, figli e mutui”

Il cuore dell’intervento sindacale ha messo a nudo la dimensione umana ed esistenziale che si nasconde dietro i freddi dati statistici delle crisi aziendali. «Sulla vertenza CallMat registriamo una preoccupante e colpevole mancanza di attenzione da parte della politica. È inaccettabile che una crisi occupazionale di questa portata, che mette a repentaglio 350 buste paga, non riesca a scuotere le coscienze delle istituzioni locali e regionali», ha denunciato il segretario dell’UGL. Giordano ha voluto ricordare l’impatto sociale devastante che un eventuale disimpegno aziendale provocherebbe su una comunitĂ  giĂ  fragile: «I lavoratori non possono essere abbandonati a se stessi, nĂ© costretti a vivere con la spada di Damocle del licenziamento mentre il tempo scorre inesorabile. Qui non sono in gioco semplici percentuali aziendali, ma persone in carne e ossa, stipendi indispensabili per arrivare a fine mese, mutui da pagare, figli da mantenere e la dignitĂ  stessa del lavoro».

L’appello urgente a Regione Basilicata e Governo

Di fronte a questa emergenza conclamata, l’UGL Matera ha formalizzato una richiesta perentoria alle istituzioni competenti. L’appello Ăš rivolto in primis alla Giunta regionale della Basilicata e ai ministeri competenti (MIMIT e Lavoro), affinchĂ© venga immediatamente convocato un tavolo di crisi permanente che veda la partecipazione di tutte le parti sociali, della committenza e dei vertici aziendali per individuare ammortizzatori sociali, clausole di salvaguardia e percorsi di riqualificazione capaci di blindare i livelli occupazionali. «La visita del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera puĂČ e deve rappresentare l’occasione per portare questa crisi al centro del dibattito parlamentare a Roma. Ci aspettiamo che alle dichiarazioni di circostanza seguano impegni vincolanti e verificabili. Non siamo qui a chiedere favori o elemosine, ma pretendiamo rispetto, garanzie occupazionali e un futuro per chi lavora onestamente».

Una visione strategica contro lo spopolamento del Materano

La vertenza CallMat si inserisce, secondo l’analisi dell’UGL, all’interno di un quadro piĂč ampio di progressivo impoverimento del tessuto economico lucano. Giordano ha concluso il suo intervento richiamando la necessitĂ  di un piano industriale complessivo per il Materano: «Lo sviluppo di un territorio non si misura con gli slogan o con gli annunci trionfalistici, ma con la capacitĂ  reale di difendere i posti di lavoro esistenti e attrarre nuovi investimenti per fermare l’emorragia dei giovani costretti a emigrare. Basta silenzi, basta rimpalli di responsabilitĂ . Chi ricopre ruoli di governo ha il dovere morale di intervenire ora, prima che sia troppo tardi. L’UGL Matera continuerĂ  a presidiare la vertenza e a stare al fianco dei lavoratori fino a quando non saranno garantiti il loro posto e la loro serenità».

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Addio al prefetto Rinaldo Argentieri, il cordoglio dell’UGL Matera. Giordano: “Un vero uomo delle istituzioni e del dialogo”

La comunitĂ  materana e le istituzioni locali piangono la dolorosa scomparsa dell’ex prefetto Rinaldo Argentieri, figura storica che ha guidato la Prefettura di Matera tra il gennaio 2020 e il novembre 2021, affrontando in prima linea il drammatico periodo dell’emergenza Covid-19. A esprimere il piĂč profondo cordoglio a nome di tutto il mondo del lavoro Ăš stato Pino Giordano, Segretario provinciale dell’UGL Matera, legato ad Argentieri da sentimenti di forte stima e amicizia. In una commossa nota ufficiale, Giordano ha voluto ricordare l’incredibile sforzo profuso dal Prefetto durante i mesi piĂč oscuri della pandemia, quando le istituzioni erano chiamate a dare certezze ai cittadini e a salvaguardare la tenuta economica e sociale del territorio. “Di lui ricordo l’uomo delle istituzioni ma anche l’uomo del dialogo e delle relazioni umane, sempre pronto all’ascolto per difendere la dignitĂ  dei lavoratori e sostenere le famiglie”, ha dichiarato il sindacalista. L’UGL Matera si stringe al dolore dei familiari in questo momento di grande tristezza: “Gli incarichi passano, ma il rispetto e l’amicizia restano. Ciao Prefetto, Matera conserva il ricordo del tuo prezioso servizio e non lo dimenticherĂ  mai”.

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Addio al prefetto Rinaldo Argentieri, il cordoglio dell’UGL Matera. Giordano: "Un vero uomo delle istituzioni e del dialogo"

Matera – La notizia della scomparsa del prefetto Rinaldo Argentieri ha suscitato profondo cordoglio e sincera commozione in tutto il territorio materano e negli ambienti istituzionali e sindacali che hanno avuto il privilegio di collaborare con lui. A farsi immediatamente portavoce del diffuso sentimento di lutto e di vicinanza alla famiglia Ăš stato Pino Giordano, Segretario provinciale dell’UGL Matera. Attraverso una nota ufficiale, carica di rispetto e di affetto personale, Giordano ha voluto esprimere, a nome proprio e dell’intera organizzazione sindacale che rappresenta, le piĂč sentite condoglianze, stringendosi al dolore dei familiari in questo momento di incolmabile tristezza. Le parole del rappresentante sindacale non si limitano a un semplice e formale ricordo istituzionale, ma tracciano il profilo umano e professionale di un uomo dello Stato che ha saputo guidare il territorio in una delle fasi piĂč drammatiche e oscure della storia recente della Repubblica Italiana.

La guida della Prefettura durante la tempesta del Covid-19

“Accolgo con profonda tristezza la notizia della scomparsa del prefetto Rinaldo Argentieri, una persona che ho avuto modo di conoscere e apprezzare profondamente e alla quale mi legavano autentici sentimenti di amicizia, stima e massimo rispetto”, ha dichiarato Pino Giordano. Il legame tra il territorio materano e il prefetto Argentieri Ăš indissolubilmente legato al mandato che quest’ultimo ha ricoperto dal mese di gennaio 2020 fino al novembre 2021. Si Ăš trattato, senza alcun dubbio, della stagione piĂč complessa e difficile per il nostro Paese dal dopoguerra a oggi: quella segnata dalla deflagrazione dell’emergenza sanitaria globale causata dalla pandemia di Covid-19 e dai successivi lockdown. “Furono mesi letteralmente drammatici, nei quali le istituzioni pubbliche erano chiamate ogni giorno ad affrontare responsabilitĂ  straordinarie, inedite e gravose, a garantire punti di riferimento certi ai cittadini disorientati e a sostenere con forza un territorio messo a durissima prova dall’emergenza sanitaria, economica e sociale”, ricorda il sindacalista. In quel contesto di emergenza assoluta, Argentieri si Ăš rivelato una figura chiave per la tenuta del tessuto sociale.

Il dialogo con i sindacati e la tutela dei lavoratori

Durante i mesi in cui le fabbriche chiudevano, i lavoratori temevano per la propria salute e per il proprio posto di lavoro, e le norme di sicurezza cambiavano freneticamente, il ruolo della Prefettura si Ăš rivelato vitale. “In quel contesto cosĂŹ critico, il prefetto Argentieri ha rappresentato un interlocutore istituzionale di primaria importanza, con il quale mantenere costantemente aperto un confronto improntato alla correttezza, all’ascolto reciproco e alla massima collaborazione”, prosegue Giordano. L’approccio dell’UGL Matera ha trovato nel Prefetto una sponda solida: “Da rappresentante sindacale ho sempre considerato di importanza fondamentale il dialogo serrato tra la Prefettura, le organizzazioni a tutela dei lavoratori, le istituzioni locali e tutte le forze sociali. È unicamente attraverso il confronto costruttivo, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltĂ  e tensione sociale, che si possono comprendere appieno i bisogni reali delle persone, affrontare di petto le criticitĂ  del mondo del lavoro e contribuire in maniera determinante alla tenuta e alla coesione della comunitĂ ”.

Il ricordo umano: oltre l’incarico istituzionale

La lezione lasciata in ereditĂ  dal periodo pandemico, secondo Giordano, risiede proprio nella necessitĂ  vitale di senso di responsabilitĂ  e capacitĂ  di ascolto, doti che Argentieri incarnava perfettamente. “Di Argentieri ricordo proprio questo tratto distintivo: Ăš stato l’uomo fermo delle istituzioni, ma Ăš stato al tempo stesso l’uomo del territorio, del dialogo aperto e delle relazioni umane autentiche. Un interlocutore privilegiato con il quale era possibile confrontarsi con profondo rispetto, affrontare faccia a faccia questioni delicatissime e dare il giusto valore alle ragioni del lavoro e alle impellenti istanze sociali”. Per l’UGL Matera, il rapporto con chi rappresenta lo Stato sul territorio non deve mai ridursi a una mera formalitĂ  burocratica, ma deve essere uno strumento essenziale per difendere attivamente la dignitĂ  dei lavoratori, sostenere il reddito delle famiglie in crisi e contribuire alla crescita civile della comunitĂ  intera. Tutto questo, con Rinaldo Argentieri, Ăš stato possibile grazie alla fiducia e alla correttezza dei rapporti instaurati.

Il commosso addio: “Matera non ti dimenticherĂ ”

In chiusura, il messaggio del Segretario provinciale abbandona la veste istituzionale per cedere il passo alla commozione personale e al lato puramente umano della perdita. “Oggi, nel momento del dolore, ogni pur giusta considerazione istituzionale lascia spazio soprattutto al ricordo umano e alla doverosa riconoscenza per l’intenso percorso condiviso in quegli anni. Gli incarichi prefettizi passano, le stagioni amministrative e politiche si concludono, ma la stima, l’amicizia sincera e il rispetto costruiti nel tempo restano scalfiti nella memoria. È questo il ricordo piĂč bello e personale che conserverĂČ del prefetto Argentieri e il segno tangibile che, come UGL Matera, desideriamo riconoscergli pubblicamente. A nome mio personale e di tutta la nostra vasta organizzazione sindacale, rivolgo alla famiglia le nostre piĂč sincere condoglianze. Ciao, prefetto Argentieri. Grazie per il confronto, per il rispetto e per l’indimenticabile rapporto umano che abbiamo condiviso. Matera conserva intatto il ricordo del tuo prezioso servizio in una stagione cosĂŹ difficile della sua storia”.

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Crisi CallMat a Matera, 350 posti a rischio: la rivolta dei sindacati contro l’Intelligenza Artificiale e i tagli TIM

Una vera e propria bomba a orologeria sociale Ăš pronta a esplodere a Matera, dove il futuro di 350 famiglie Ăš appeso a un filo! Questa mattina i lavoratori del contact center CallMat hanno organizzato un disperato presidio davanti alla Prefettura per protestare contro la crisi aziendale che rischia di spazzare via il loro posto di lavoro. I sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) puntano il dito contro i tagli dei volumi da parte di TIM e, soprattutto, contro l’avanzata spietata dell’Intelligenza Artificiale, che sta sostituendo gli operatori umani con dei bot telefonici. Le sigle sindacali chiedono un tavolo urgente al Ministero e pretendono l’applicazione di una recente delibera AGCOM che obbliga le compagnie telefoniche a garantire sempre ai clienti la possibilitĂ  di parlare con un operatore in carne e ossa. Leggete l’articolo completo per scoprire i dettagli della vertenza che sta scuotendo la Basilicata. Lavorate tutto il giorno al computer e la sera avete la schiena a pezzi? Scoprite la nostra soluzione per un comfort totale alla scrivania! 👇

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Vertenza Callmat

Matera – Una nube nerissima e carica di incertezza si sta minacciosamente addensando sul futuro economico e occupazionale della Basilicata. Al centro del ciclone c’Ăš la vertenza CallMat, una crisi aziendale drammatica che rischia di spazzare via, da un giorno all’altro, il sostentamento vitale di ben 350 lavoratrici e lavoratori materani. Questa mattina, il piazzale antistante la Prefettura di Matera si Ăš trasformato nel palcoscenico di una mobilitazione accorata e disperata. Mentre all’esterno i dipendenti del contact center davano vita a un presidio pacifico ma denso di legittima rabbia, all’interno del Palazzo del Governo andava in scena un delicatissimo incontro istituzionale. Il tavolo, convocato nell’ambito delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge 146/1990, ha visto la partecipazione in prima linea dei vertici delle organizzazioni sindacali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni. A guidare la delicata trattativa a difesa dei 350 posti di lavoro c’erano i Segretari Regionali Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano. Il clima che si Ăš respirato durante il vertice Ăš stato descritto come di “forte e palpabile preoccupazione”, poichĂ© le pesanti conseguenze che un’eventuale, tragica cessazione delle attivitĂ  produrrebbe si abbatterebbero con la violenza di uno tsunami sull’intero tessuto sociale ed economico del territorio lucano.

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Il braccio di ferro con TIM e la delibera AGCOM

I sindacalisti, usciti dalla Prefettura, non hanno usato mezzi termini per descrivere l’inerzia che sta paralizzando la vertenza. «Nel corso del confronto abbiamo ribadito la gravitĂ  assoluta di una situazione che si trascina ormai da troppo tempo, senza che siano state individuate soluzioni concrete. Non Ăš piĂč accettabile continuare a rinviare le decisioni mentre si avvicinano scadenze fatali che potrebbero compromettere definitivamente il futuro di centinaia di padri e madri di famiglia», hanno dichiarato in un comunicato congiunto i segretari Russelli, Piccinni, Letterelli e Giordano. La richiesta mossa dalle sigle sindacali Ăš perentoria: serve l’immediata convocazione di un tavolo ministeriale a Roma, affinchĂ© tutti i grandi soggetti coinvolti, a partire dal colosso delle telecomunicazioni TIM, si assumano le proprie precise responsabilitĂ  industriali. C’Ăš perĂČ un appiglio legale e normativo a cui i lavoratori si stanno aggrappando con tutte le loro forze per impedire i licenziamenti: una recentissima e storica pronuncia del Consiglio di Stato, basata su una precisa regolamentazione dell’AGCOM (l’AutoritĂ  per le garanzie nelle comunicazioni). Questa direttiva sancisce un principio sacrosanto a tutela dei consumatori: la necessitĂ  assoluta di assicurare agli utenti telefonici la possibilitĂ  di entrare in contatto diretto con un “operatore umano”, vietando di fatto l’automazione totale dei centralini. Alla luce di questa sentenza, i sindacati chiedono che TIM sia costretta a congelare immediatamente gli attuali volumi di traffico e di attivitĂ  destinati a Matera, garantendo la salvaguardia dell’intero bacino occupazionale, senza assurde divisioni o esclusioni tra i dipendenti.

La minaccia dell’Intelligenza Artificiale sui Call Center

Tuttavia, il caso specifico della CallMat di Matera non Ăš un semplice e isolato incidente di percorso, ma rappresenta la drammatica punta dell’iceberg di una rivoluzione tecnologica che sta stravolgendo il mondo del lavoro globale. I sindacati lucani hanno avuto il grande merito di allargare lo sguardo, denunciando come l’introduzione sempre piĂč pervasiva, aggressiva e capillare dell’Intelligenza Artificiale (IA) stia modificando radicalmente l’organizzazione del lavoro nei contact center. I famigerati “bot” telefonici e gli algoritmi vocali rischiano di determinare, nel giro di pochissimi anni, una spietata e progressiva sostituzione di milioni di attivitĂ  manuali e relazionali oggi svolte con competenza e professionalitĂ  dagli operatori in carne e ossa. «Non siamo piĂč di fronte soltanto a singole e sfortunate crisi aziendali, ma a una vera e propria crisi strutturale del modello industriale del settore», avvertono con estrema luciditĂ  i rappresentanti sindacali. L’innovazione tecnologica, sebbene inarrestabile, non puĂČ e non deve essere lasciata esclusivamente alle fredde logiche capitalistiche della mera riduzione dei costi e del taglio del personale. Per questo, la vertenza di Matera si fa portavoce di una battaglia nazionale, ponendo sul tavolo cinque richieste ineludibili: l’applicazione reale della delibera AGCOM sull’operatore umano, il blocco dei volumi TIM, il tavolo urgente al Ministero, la salvaguardia di tutti i 350 lavoratori lucani e l’avvio immediato di un grande confronto nazionale per finanziare percorsi di riqualificazione e riconversione professionale per gli addetti dei contact center. La tecnologia deve migliorare la vita dell’uomo, non togliergli il pane dalla tavola.

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