Territorio
SPOLTORE VERSO BICINCITTÀ: LA SCUOLA MOTORE DI MOBILITÀ SOSTENIBILE E INCLUSIONE
Redazione- Spoltore riafferma il proprio ruolo di primo piano nella promozione della mobilità dolce, ponendo l’Istituto Comprensivo al centro di un ambizioso percorso di educazione civica.
In vista della grande pedalata pescarese del 10 maggio, la comunità scolastica si è resa protagonista di una serie di progetti che fondono didattica, sport e sicurezza stradale, consolidando il legame tra formazione e territorio.
L’assessore alla Pubblica Istruzione, Francesca Sborgia, ha evidenziato il valore pedagogico di queste attività dichiarando: “Il lavoro svolto nelle aule e sulle strade dai nostri studenti è la testimonianza di una scuola aperta, capace di uscire dai propri confini per insegnare il rispetto del bene comune. Iniziative come ‘A 0-6 ruote’ e l’ideazione dei ‘segnali di cura’ dimostrano che i bambini sono i primi custodi dello spazio pubblico: attraverso il loro sguardo, i cartelli stradali non sono più semplici divieti, ma inviti all’altruismo e all’attenzione verso gli altri. Come amministrazione, sosteniamo con convinzione questa missione educativa che trasforma i ragazzi in cittadini attivi e consapevoli”.
L’aspetto scolastico viene declinato in attività concrete che coinvolgono diversi gradi d’istruzione, come dimostrato dalla partecipazione attiva dei docenti e dei Mobility Manager dell’Istituto. Dalle passeggiate esplorative degli alunni della scuola dell’Infanzia di Villa Raspa, finalizzate all’osservazione critica del paesaggio urbano, fino alla partecipazione degli studenti della secondaria a concorsi di idee sulla mobilità ciclabile, la scuola si è confermata il laboratorio principale per ripensare la città. Questo impegno educativo trova un supporto fondamentale nello sviluppo delle infrastrutture cittadine, con l’imminente realizzazione della pista ciclabile di Santa Teresa che permetterà a ragazzi e famiglie di muoversi in totale sicurezza.
Il legame tra formazione e sport si rafforza ulteriormente attraverso il progetto “Oltre il traguardo”, dedicato alla memoria del giovane ciclista spoltorese Simone Roganti. L’incontro con la sua storia ha offerto agli studenti un modello positivo di determinazione, sottolineando l’importanza di conciliare con passione i traguardi sportivi e l’impegno negli studi universitari. Il Comune di Spoltore e l’Istituto Comprensivo invitano dunque tutta la cittadinanza a unirsi alla delegazione scolastica per l’appuntamento di domenica 10 maggio in Piazza Salotto, per testimoniare insieme il valore di una comunità che cresce nel segno del benessere e della sostenibilità.
Territorio
Poste italiane protegge gli uffici postali in Abruzzo con la sorveglianza attiva della security room di Roma
📱 La sicurezza degli uffici postali in Abruzzo è garantita 24 ore su 24: il sistema di videosorveglianza attivo dalla Capitale aiuta a prevenire rapine e furti in tutta la regione.
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Redazione- L’Aquila, centro nevralgico della regione e cuore pulsante della vita amministrativa abruzzese, rappresenta uno dei punti di osservazione privilegiati per il sistema di protezione avanzata messo in campo da Poste Italiane. La sicurezza degli sportelli, dei lavoratori e dei cittadini che quotidianamente si recano negli uffici postali non è più affidata esclusivamente alla sorveglianza fisica o alle classiche ronde di pattugliamento, ma passa attraverso una rete digitale integrata che ha il suo quartier generale a centinaia di chilometri di distanza. Dalla Capitale, infatti, gli operatori gestiscono un complesso sistema che presidia l’intero territorio abruzzese, operando con una continuità che non conosce pause.
Il ruolo strategico della security room di Roma
Il fulcro di questa strategia di difesa è rappresentato dal Business Control Center, una struttura organizzativa concepita per monitorare costantemente i flussi e le criticità negli oltre 480 siti aziendali dislocati tra le province di L’Aquila, Teramo, Pescara e Chieti. La Security Room di Roma funge da vero e proprio occhio vigile che, grazie a un ecosistema di 429 impianti di videosorveglianza – per un totale di 2368 telecamere – è in grado di intervenire in tempo reale.
Questo apparato tecnologico permette di gestire le emergenze su tutto il territorio, dalle zone costiere dell’Adriatico alle aree montane dell’Appennino. Davide Rabottini, specialista della Sicurezza Fisica Tutela Aziendale, sottolinea come la gestione del rischio richieda un’evoluzione costante. L’integrazione tra la sala operativa centrale e le procedure locali consente di gestire con rapidità eventi criminosi in divenire, scoraggiando i malintenzionati attraverso una capacità di risposta che si misura in pochi minuti. Non si tratta solo di reagire a un crimine già avvenuto, ma di prevenire l’azione attraverso una sorveglianza che copre l’intero arco delle ventiquattro ore.
Tecnologia di ultima generazione contro assalti e rapine
La dotazione di sicurezza negli uffici abruzzesi non si limita alle telecamere. Per contrastare l’abuso di tecniche invasive, come l’uso di esplosivi contro i terminali Postamat, l’azienda ha implementato soluzioni fisiche deterrenti. Tra queste spicca la cosiddetta “ghigliottina”, una protezione blindata mobile che impedisce l’introduzione di ordigni esplosivi all’interno dell’ATM, rendendo praticamente nullo il tentativo di scasso.
Anche all’interno dei locali, la protezione degli operatori è garantita da dispositivi moderni come i “rollercash” e i “teller cash recyclers”. Si tratta di casseforti a apertura temporizzata che, installate in prossimità di ogni sportello nelle filiali distribuite da Avezzano a Vasto, permettono di gestire il contante riducendo a zero le disponibilità liquide immediatamente accessibili in caso di rapina. Questo sistema assicura che il denaro sia sempre protetto, limitando drasticamente l’interesse dei malviventi per le sedi fisiche del gruppo.
Il caso di via Cardinale Mazzarino a L’Aquila
L’efficacia di questa rete di protezione ha trovato una conferma tangibile in un recente episodio avvenuto nel capoluogo abruzzese. Nel cuore della notte, presso l’ufficio postale di L’Aquila 3, situato in via Cardinale Mazzarino, i sensori e le telecamere collegate alla sala operativa di Roma hanno captato movimenti sospetti. Un individuo, con il volto coperto da un cappuccio, stava tentando di manomettere il Postamat esterno.
La segnalazione alla Security Room è stata immediata. Gli operatori, in costante contatto con le centrali operative del territorio, hanno coordinato la chiamata verso le Forze dell’Ordine. Il pronto intervento dei Carabinieri ha permesso di bloccare il sospetto sul luogo dell’evento, sventando il furto prima che potesse arrecare danni strutturali ingenti o la sottrazione di contante. Questo episodio rappresenta un modello di collaborazione tra monitoraggio tecnologico remoto e presenza fisica sul territorio, confermando come la tecnologia di sorveglianza sia ormai l’argine principale contro la criminalità predatoria. L’investimento tecnologico, unito alla capillarità degli impianti antintrusione, trasforma ogni ufficio postale in una struttura presidiata 365 giorni l’anno.
Piana del Cavaliere
Il vescovo Giovanni a Rocca di Botte per Cresime e Prime Comunioni: una giornata di fede, comunità e memoria
⛪ A Rocca di Botte una giornata di grande partecipazione con il vescovo Giovanni: quattro Cresime, quattro Prime Comunioni, il saluto al nuovo sindaco e il ricordo dello storico primo cittadino Fernando Marzolini. Un momento di fede e comunità nel cuore della Diocesi dei Marsi. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#RoccaDiBotte #DiocesiDeiMarsi #VescovoGiovanni #Cresime
Rocca di Botte – Una piccola comunità raccolta attorno alla sua chiesa, otto giovanissimi protagonisti di un passaggio importante del loro cammino cristiano e la presenza del vescovo come segno concreto di vicinanza pastorale. È stata una mattinata di forte partecipazione spirituale e civile quella vissuta nella parrocchia di San Pietro Apostolo a Rocca di Botte, dove il vescovo Giovanni ha presieduto la celebrazione eucaristica durante la quale quattro ragazzi hanno ricevuto il sacramento della Confermazione e quattro bambini si sono accostati per la prima volta all’Eucaristia.
L’appuntamento si inserisce nel solco di una presenza che il vescovo continua a garantire con costanza nelle parrocchie della Diocesi dei Marsi, comprese le realtà più piccole, dove ogni visita del pastore assume un valore particolarmente intenso. In centri come Rocca di Botte, dove la vita della Chiesa conserva ancora un volto familiare e diretto, celebrazioni come questa diventano molto più di un rito: sono momenti in cui la fede si intreccia con la vita della comunità, con la memoria condivisa e con il senso di appartenenza.
Cresime e Prime Comunioni, il richiamo a una fede che comincia davvero
Nel corso dell’omelia, il vescovo Giovanni ha rivolto parole di affetto e responsabilità ai cresimandi, soffermandosi sul significato profondo della Confermazione. Ha ricordato ai ragazzi che il sacramento non rappresenta un punto di arrivo, ma un nuovo inizio, un passaggio che li chiama a diventare più consapevoli nel rapporto con Dio e più responsabili nella testimonianza della propria fede.
Il messaggio è stato chiaro: con il dono dello Spirito Santo si diventa adulti nella fede e si è chiamati a vivere il Vangelo con maggiore consapevolezza, portando nel mondo, attraverso i comportamenti quotidiani, quella testimonianza cristiana che la tradizione della Chiesa riassume nell’immagine del “profumo di Cristo”. Accanto ai cresimandi, anche i bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione hanno vissuto una delle tappe più significative del loro percorso spirituale, accompagnati dall’affetto delle famiglie e dalla partecipazione dell’intera comunità parrocchiale.
Il ruolo della famiglia al centro del messaggio del vescovo
Una parte importante del suo intervento è stata dedicata agli adulti: genitori, padrini e madrine, chiamati a svolgere un ruolo decisivo non solo nella preparazione ai sacramenti, ma nel cammino umano e spirituale dei più giovani. Il vescovo ha richiamato la famiglia come primo luogo in cui si impara la fede, non soltanto attraverso le parole, ma soprattutto attraverso l’esempio, il tempo donato, l’ascolto e la vicinanza.
È un passaggio particolarmente significativo in una fase storica in cui molte comunità, anche nei piccoli centri, si interrogano su come accompagnare adolescenti e bambini in un contesto sociale sempre più frammentato. Il richiamo del vescovo Giovanni si colloca proprio qui: i ragazzi, oggi più che mai, hanno bisogno di figure credibili, capaci di offrire presenza vera prima ancora che risposte formali o beni materiali.
Il saluto al nuovo sindaco e il ricordo di Fernando Marzolini
La celebrazione ha assunto anche un rilievo civile, grazie al saluto che il vescovo ha voluto rivolgere al nuovo sindaco di Rocca di Botte, recentemente eletto. Un gesto semplice ma significativo, con cui il presule ha formulato gli auguri di buon lavoro al primo cittadino e all’amministrazione, nel segno di una collaborazione tra istituzioni religiose e civili orientata al bene comune.
Allo stesso tempo, il vescovo ha richiamato con parole di affetto e riconoscenza la figura del dottor Fernando Marzolini, storico sindaco del paese, scomparso lo scorso 30 marzo. Il suo ricordo ha aggiunto alla celebrazione una dimensione di memoria collettiva, sottolineando il legame profondo che spesso unisce le piccole comunità ai loro amministratori storici, soprattutto quando questi hanno lasciato un segno duraturo nella vita pubblica del territorio.
La risposta dell’amministrazione: famiglia e comunità come responsabilità condivisa
Anche l’amministrazione comunale ha voluto sottolineare il significato della giornata, leggendo nella presenza del vescovo e nelle sue parole un invito a rafforzare il valore della famiglia e della comunità come luoghi fondamentali di ascolto, fiducia e guida per i giovani. Il riferimento è a una responsabilità che istituzioni civili e religiose condividono: accompagnare le nuove generazioni con una presenza credibile, con l’esempio e con un’alleanza educativa capace di guardare al futuro del territorio.
Il ringraziamento rivolto al vescovo Giovanni per gli auguri espressi al nuovo sindaco e all’intera amministrazione si inserisce così in un clima di rinnovata collaborazione, mentre il pensiero finale alla memoria di Fernando Marzolini e gli auguri ai ragazzi e alle loro famiglie hanno completato una giornata vissuta da Rocca di Botte come un momento di forte unità.
Una presenza costante che rafforza la diocesi
La visita a Rocca di Botte conferma una linea pastorale ormai evidente: il vescovo Giovanni sceglie di essere presente in tutte le comunità della Diocesi dei Marsi, senza distinzione tra i centri più grandi e quelli più piccoli. In territori dove il rischio della marginalità e dello spopolamento si fa sentire anche sul piano ecclesiale, questa vicinanza ha un valore che va oltre la singola celebrazione.
Ogni tappa diventa un’occasione per rinsaldare i legami, riaccendere il senso della comunità e ricordare che la fede, nei piccoli paesi, continua a passare attraverso volti, relazioni, gesti condivisi e momenti in cui il sacro incontra la vita quotidiana. Ed è proprio in questa dimensione che la giornata di Rocca di Botte ha trovato il suo significato più pieno.
Territorio
Nuova incursione di cinghiali al golf club di Santi di Preturo: danni ingenti sul manto erboso
🐗 Il golf club di Santi di Preturo è stato nuovamente preso di mira dai cinghiali, che hanno devastato il manto erboso nonostante le recinzioni integre. Una situazione che mette a dura prova i gestori, costretti a continui interventi di ripristino nel cuore della stagione sportiva.
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Redazione- Santi di Preturo, frazione del comune dell’Aquila situata nell’alta valle dell’Aterno, torna a fare i conti con l’annosa emergenza legata alla presenza eccessiva di ungulati nelle aree verdi. Nelle scorse ore, i gestori del golf club locale hanno riscontrato, al momento dell’apertura, una devastante incursione notturna che ha interessato diverse buche del percorso, compromettendo significativamente la qualità del manto erboso, curato con dedizione durante il corso dell’anno. Le tracce lasciate dagli animali sono inequivocabili: ampie porzioni di terreno sono state completamente rivoltate a causa della ricerca spasmodica di nutrimento, un comportamento naturale che però produce effetti distruttivi su una struttura sportiva che richiede standard di manutenzione estremamente elevati.
Una minaccia continua che non accenna a diminuire
Il fenomeno non rappresenta un evento isolato, bensì un problema ciclico che grava sulla gestione dell’impianto sportivo aquilano. Nonostante le ripetute segnalazioni fatte dalle autorità locali e dai responsabili del circolo negli anni passati, la soglia di rischio rimane alta. Ogni incursione comporta costi di manutenzione straordinaria che pesano sul bilancio dell’attività, rendendo necessari interventi di zollatura, livellamento e risemina del prato. Questi lavori richiedono tempo, risorse economiche e manodopera specializzata, sottraendo preziose energie ai servizi destinati agli associati e ai turisti che scelgono la struttura per praticare sport a breve distanza dal centro storico di L’Aquila e dai centri abitati circostanti.
La particolarità di questo episodio risiede nello stato delle infrastrutture di difesa. Le recinzioni del perimetro del campo, infatti, risultano integre e prive di fori o segni di effrazione. Questo dettaglio suggerisce che la strategia di incursione degli animali sia ormai perfezionata e adattata alle conformazioni del luogo. Gli ungulati, muovendosi in branchi, preferiscono utilizzare le strade vicinali che tagliano il comparto territoriale del golf club, bypassando di fatto i sistemi di contenimento installati ai confini. Tale scenario evidenzia la difficoltà di proteggere un’area estesa che si inserisce in un contesto naturale dove la proliferazione della specie è in costante crescita, complice anche l’abbandono di alcune zone agricole limitrofe che favoriscono l’avvicinamento della fauna agli insediamenti umani della conca aquilana.
Impatto economico e gestione territoriale
L’incidenza di tali episodi crea frustrazione tra i gestori, i quali si trovano in una situazione di stallo operativo. Nonostante l’attenzione mediatica sul tema degli ungulati sia complessivamente calata rispetto al picco registrato nel recente passato, la realtà di Santi di Preturo dimostra che la criticità è ancora presente e richiede soluzioni strutturali definitive. Le incursioni avvengono proprio in un momento in cui l’affluenza al campo è prevista in aumento, con la necessità di garantire condizioni di gioco ottimali per i tornei dilettantistici e le attività didattiche. Il danno non è solo estetico, ma funzionale: un green o un fairway “arato” dai cinghiali diventa impraticabile, costringendo i responsabili a sospendere temporaneamente alcune sezioni del tracciato sportivo.
La gestione del fenomeno in questo settore specifico di L’Aquila richiede un coordinamento più efficace tra gli enti competenti, le associazioni venatorie autorizzate al controllo e le realtà private. Le strade che collegano le frazioni di Preturo e zone limitrofe costituiscono corridoi ecologici che, volenti o nolenti, conducono le popolazioni di selvatici in zone antropizzate. L’eventuale installazione di barriere supplementari o l’adozione di dissuasori acustici o olfattivi potrebbe non essere sufficiente, visto che l’intelligenza adattiva del cinghiale impara rapidamente a superare tali ostacoli. La questione del golf club non può essere isolata dal più ampio contesto della gestione faunistica montana abruzzese, dove il bilanciamento tra la tutela degli habitat e la difesa delle attività economiche resta un nodo complesso. Per i gestori del golf di Santi di Preturo, l’obiettivo resta quello di tornare a una routine serena, ma la consapevolezza che ogni notte possa essere quella del “nuovo passaggio” degli ungulati rende il futuro dell’impianto precario.
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