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Spettacolo

Il nuovo sound di Alice Blasi tra rabbia e libertà: esce oggi “Non Mi Va”

🎵 La vita non è fatta per essere perfetta, ma per essere vissuta senza filtri. Alice Blasi torna con “Non mi va”, un inno indie rock che invita a liberarsi dalle maschere e dai ruoli imposti. Scopri il nuovo singolo girato tra le strade di Acireale.

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 Redazione-  Il panorama musicale italiano accoglie una nuova voce che non ha paura di rompere gli schemi. Da venerdì 26 giugno 2026, è ufficialmente disponibile su tutte le emittenti radiofoniche e sulle piattaforme di streaming digitale il brano intitolato “Non mi va”, la nuova fatica artistica della cantautrice Alice Blasi. Prodotta da TRP Vibes e pubblicata sotto l’etichetta Track Records Productions, questa canzone si propone come un inno energico e graffiante, capace di scuotere le coscienze di chi si sente intrappolato in aspettative esterne soffocanti e ruoli predefiniti.

Una dichiarazione di intenti in chiave indie rock

L’anima del brano risiede in un suono indie rock diretto, privo di sovrastrutture e filtri che possano annacquare il messaggio centrale. Alice Blasi, con una chitarra che traccia linee decise, decide di smettere di interpretare una parte recitata per il pubblico e sceglie di tornare a essere semplicemente se stessa. Il testo si rivolge apertamente a una generazione che rivendica con forza il diritto di commettere errori, di cambiare direzione bruscamente e di non sentirsi obbligata a chiedere scusa per il proprio modo di essere o per la propria posizione nel mondo.

La cantautrice, che ha basato gran parte della sua formazione sullo studio rigoroso della chitarra e della tecnica vocale, descrive questa uscita come un momento di svolta. “Dedico questo lavoro a chi non sceglie di restare in silenzio e desidera portare bellezza attraverso la propria umanità”, afferma l’artista. Il brano diventa una riflessione su quanto sia complesso, nel contesto attuale, trasformare il proprio bisogno di espressione in una professione, scontrandosi spesso con un sistema sociale che tende a giudicare e a frenare chi desidera volare alto invece di piegarsi a etichette rigide.

Il racconto visivo nei vicoli di Acireale

Per dare corpo visivo a questa urgenza espressiva, il videoclip ufficiale di “Non mi va” è stato girato tra le strade storiche e i vicoli caratteristici di Acireale, in provincia di Catania. La scelta della location non è casuale: il contrasto tra il barocco siciliano e la modernità del messaggio di Alice crea un legame profondo tra territorio e narrazione. L’idea, curata dalla stessa Blasi in collaborazione con i movimenti scenici di Alosha Marino, abbandona la logica del racconto lineare per immergersi in un flusso di emozioni e incontri spontanei.

Le immagini seguono un filo narrativo che contrappone due mondi: da una parte figure iconiche in giacca e cravatta, che rappresentano la costrizione delle convenzioni sociali, e dall’altra la liberazione dal rigore. Quando queste maschere cadono, si assiste a una vera e propria metamorfosi: le giacche vengono abbandonate, il movimento rigido si scioglie e la danza diviene l’unico linguaggio possibile di resistenza. La bellezza del centro storico catanese funge da cornice perfetta per questo inno alla libertà, dove il battito della musica si sposa con il ritmo delle persone che vivono quotidianamente questo territorio.

Il percorso di una cantautrice emergente

Alice Blasi non è una neofita del mondo musicale, ma una professionista in continua evoluzione, che ha saputo costruire il proprio percorso partendo dalle basi. La sua scrittura, istintiva e profondamente legata alla realtà quotidiana, racconta le luci e le ombre di ogni individuo. La sua firma stilistica è riconoscibile nella capacità di descrivere, senza retorica, quei silenzi assordanti che spesso caratterizzano le giornate moderne e che la maggior parte delle persone tenta di riempire con rumore di fondo.

Dopo l’avvio del sodalizio con l’etichetta TRP Music di Riccardo Samperi, avvenuto già lo scorso anno, la Blasi ha consolidato la propria cifra artistica attraverso una serie di singoli che hanno preparato il terreno per questo importante quinto capitolo. “Non mi va” rappresenta il passo più maturo di questo tragitto: una consapevolezza raggiunta dopo anni di studio ed esibizioni. La canzone non è soltanto un prodotto commerciale da inserire in rotazione per l’estate, ma un vero promemoria: la vita non deve essere perfetta per avere valore, ma va affrontata con coraggio e senza il peso del giudizio altrui. La musica di Alice Blasi si conferma così uno strumento di liberazione, un invito a scendere in strada, a lasciar cadere le maschere e a danzare nel cuore della propria libertà.

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“Spingere” di Charlie Cinelli e Manuel Roccia Battaglia: il nuovo inno alla tradizione bresciana in streaming

📢 Scopri il nuovo inno di Brescia che unisce folk, dance e la passione per le radici! Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
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Un rilascio atteso a Brescia

Redazione-  Brescia, capoluogo della provincia omonima, si prepara a celebrare il 26 giugno 2026 l’uscita digitale di Spingere, il nuovo singolo di Charlie Cinelli con la partecipazione di Manuel “Roccia” Battaglia. Il brano, frutto dell’incontro tra il cantautore folk bresciano e l’influencer agricolo, arriverà nelle playlist delle principali piattaforme di streaming e, dal 3 luglio, inizierà la rotazione su radio nazionali e locali, tra cui Radio Brescia e Radio Manhattan. L’iniziativa ha già suscitato l’interesse di realtà come Orgoglio Bresciano, community con 350 mila follower che valorizza le eccellenze del territorio.

Da Sarezzo a Piazza della Loggia: le radici del progetto

Il progetto nasce nella Valtrompia, precisamente a Sarezzo, dove Charlie Cinelli ha trascorso gli anni formativi nella bottega del barbiere di Via San Giorgio. Da lì il cantautore ha attraversato l’Italia, l’Inghilterra e l’Europa, sperimentando generi che vanno dal folk dialettale al progressive rock. Manuel Battaglia, noto per i suoi video su Instagram dalla fattoria di San Zeno Sotto, porta una ventata di energia giovanile, grazie anche al suo percorso da Campione Europeo di Braccio di Ferro. La collaborazione è stata facilitata da una serie di incontri informali in piazza, tra un caffè al Bar dei Martiri e una partita di calcetto dietro il Teatro Grande, dove entrambi hanno condiviso storie di vita rurale e urbana.

Il risultato è una “power song” che unisce ritmo dance anni ’90, ricordando le sonorità di Gigi D’Agostino, a testi che celebrano la determinazione e l’orgoglio di appartenere a una terra ricca di tradizioni. Il brano è stato arrangiato da Cristian Piccinelli, noto per i lavori con artisti emergenti della scena lombarda, e presenta una sezione di archi registrata nei corridoi del Palazzo della Loggia, un tocco che lega la modernità al patrimonio architettonico della città.

Il videoclip: un omaggio ai video di fine millennio

Il video di Spingere è stato girato interamente in green screen negli studi di Perfect Day Music, sulla base di un concept psichedelico che richiama i visual di fine anni ’90. Il regista Cristiano Mondini, responsabile di numerosi spot per TRK Studio, ha inserito riferimenti visivi a luoghi iconici di Brescia, come il Muro dei Ratti di Via Cavour e le luci di Via Guglielmo Marconi, trasformandoli in scenografie virtuali di un futuro iperrealista. La scelta di un’estetica frenetica vuole sottolineare l’energia contagiosa del brano, rendendolo adatto sia alle serate nei locali del centro storico che alle playlist delle piattaforme digitali.

Un progetto sostenuto dalla comunità

Orgoglio Bresciano ha lanciato una campagna sui social con l’hashtag #SpingiBrescia, invitando i residenti a condividere foto dei luoghi che rappresentano la loro identità locale. Già sono state raccolte più di 10 000 condivisioni, tra cui scatti di Via Cava Azzurra, del Parco Futuristico e delle cantine di Franciacorta. L’iniziativa ha rafforzato il legame tra la musica e il territorio, dimostrando come un singolo possa diventare veicolo di coesione sociale.

Dati biografici di Charlie Cinelli

Giancarlo Cinelli, in arte Charlie Cinelli, nasce il 21 novembre 1958 a Sarezzo. Dopo un’adolescenza immersa nei classici del pop italiano, la scoperta del rock dei Led Zeppelin lo spinge verso la chitarra elettrica. I suoi primi concerti si tengono nella piazza del paese, dove suona con la band Bluesettes, una formazione incentrata sul basso e il jazz. Successivamente, la leva lo porta a studiare contrabbasso al Conservatorio di Brescia, esperienza interrotta dall’alternativa militare.

Durante gli anni ’80, Cinelli si trasferisce in Inghilterra, dove si esibisce in locali di Londra e Cornovaglia, alternando jazz, country‑western e big band in stile Glenn Miller. Il ritorno in Italia segna l’inizio di una doppia carriera: da una parte diventa session player per artisti come Mina, Zucchero e Ornella Vanoni; dall’altra fonda i Charlie & the Cats, un trio che fonde rock, ironia e dialetto bresciano. Il suo primo album solista, Törölölö, esce nel 1998, introducendo sonorità folk con mandolino e fisarmonica.

Il ruolo di Manuel “Roccia” Battaglia

Manuel Battaglia, noto come “Roccia”, ha costruito la sua fama online condividendo consigli di agricoltura sostenibile e video di sfide di braccio di ferro. Con più di 100 k follower su Instagram, è diventato una voce autorevole nel mondo rurale italiano. La collaborazione con Charlie Cinelli rappresenta il suo primo passo nella musica, ma la capacità di raccontare storie di territorio lo rende il partner ideale per Spingere.

Come ascoltare

Il singolo è disponibile dal 26 giugno 2026 su Spotify, Apple Music, YouTube Music e le altre piattaforme principali. Il video ufficiale può essere visto su YouTube al canale di Charlie Cinelli, dove ha già superato le 200 mila visualizzazioni nelle prime 48 ore. Le radio di zona hanno inserito il brano nella rotazione mattutina, contribuendo a diffondere il messaggio di determinazione e orgoglio locale a tutta la regione lombarda.

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Don Jio lancia il nuovo progetto discografico: escono i singoli “Bacio Rubato” e “Beso Robado”

🎶 Svolta artistica per il cantautore Don Jio: esce il nuovo singolo “Bacio Rubato”, un pop melodico ed emotivo nato al pianoforte che esplora con coraggio la fine di un amore. Il brano è disponibile da oggi in streaming insieme alla versione spagnola “Beso Robado”. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇#donjio #baciorubato #nuovosingolo #musicaindipendente #popmelodico

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Una svolta artistica intima presentata in anteprima dal vivo a Berlino

Redazione  – Il panorama della musica pop indipendente si arricchisce di un capitolo artistico particolarmente intenso, che segna una vera e propria rivoluzione espressiva per il cantautore Don Jio. A partire da venerdì 26 giugno 2026, saranno disponibili su tutte le principali piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica nazionale i brani intitolati “Bacio Rubato” e “Beso Robado”, i nuovissimi singoli dell’artista. I pezzi sono stati presentati in anteprima assoluta lo scorso 21 giugno nella cornice culturale di Berlino, in occasione della celebre Fête de la Musique, durante un apprezzato set acustico eseguito interamente a piano e voce dall’autore. Questo doppio lancio editoriale rappresenta un momento di profonda maturazione per il musicista, da anni attivo sulla scena internazionale.
Il brano principale, intitolato appunto Bacio Rubato, racconta in modo lucido e vulnerabile il momento doloroso in cui il protagonista prende piena coscienza di non essere amato con la medesima intensità con cui ama l’altra persona. La composizione testuale si sviluppa partendo da un’immagine visiva forte, intima e d’impatto: un bacio rubato davanti ai propri occhi e lasciato accadere con indifferenza, come se la presenza del partner non avesse più alcun valore strutturale all’interno della relazione. Da questa ferita emotiva scaturisce una confessione lirica sincera, sospesa tra il desiderio residuo, la delusione per il tradimento subito e il desiderio impellente di salvare la propria integrità psicologica.

La consapevolezza sentimentale e le sonorità cinematografiche del brano

La canzone esplora approfonditamente il contrasto interiore che si genera tra il desiderio di lasciarsi andare a un sentimento profondo e la dura realtà di un partner che sceglie invece la distanza fredda, l’ambiguità comportamentale o l’incapacità cronica di dimostrare affetto reale. Attraverso le sue parole, Don Jio canta una dolorosa caduta emotiva, trasformandola tuttavia in un fiero atto di dignità personale. Quando il musicista comprende di volere qualcosa di più stabile e sincero per sé, realizza che l’unica strada percorribile è costringersi a smettere di investire energie in una storia a senso unico, decidendo di sparire definitivamente dalla vita di chi non sa o non vuole amarlo abbastanza. Con un linguaggio diretto, melodico e intensamente personale, la canzone trasforma una ferita in un momento di consapevolezza.
Dal punto di vista prettamente musicale, il sound di Bacio Rubato incarna una delle cifre stilistiche più riconoscibili e apprezzate della produzione di Don Jio. Si tratta di un pop melodico ed emotivo di ampio respiro, costruito in studio solamente attraverso l’uso del pianoforte, degli archi e del basso. Questa scelta di arrangiamento esenziale conferisce al pezzo un’atmosfera quasi cinematografica, che attraversa e caratterizza molte delle sue canzoni recenti. Un breve ma studiato intervento della chitarra richiama esplicitamente le sonorità del mondo latino e dialoga direttamente con la versione gemella in lingua spagnola, intitolata Beso Robado, aprendo l’ascolto a un immaginario passionale e malinconico. L’artista ha manifestato grande entusiasmo per questa svolta in lingua madre dopo anni passati a scrivere testi esclusivamente in inglese, riscoprendo un rapporto viscerale con la scrittura.

La biografia del cantautore dalle prime esperienze dance al videoclip di Berlino

Il percorso artistico di Don Jio si sviluppa attraverso una costante evoluzione stilistica e una ricerca di indipendenza espressiva. Fin dall’infanzia manifesta un legame fortissimo con il mondo delle note: inizia a studiare pianoforte classico da bambino, canta nel prestigioso coro dei Piccoli Cantori Veneziani a soli otto anni e compone la sua prima melodia a dieci anni. Durante l’adolescenza e gli anni universitari trascorsi nella città di Bologna, amplia le sue esperienze suonando le tastiere in diverse band e partecipando a tournée europee con il coro universitario. Docente d’eccezione, dopo la laurea consolida la sua formazione iscrivendosi al corso di canto professionale presso la Music Academy di Bologna, approfondendo lo studio dell’armonia, della composizione, del blues e del jazz.
Nei primi anni Duemila muove i primi passi nella scena dance con il nome d’arte di Giio, collaborando con numerosi produttori e co-fondando il progetto sofisticato pop elettronico Lunatiq Phase, che culminerà con la pubblicazione di album significativi nel 2015 e nel 2018. Il trasferimento a Berlino nel 2010 segna la svolta solista e la nascita del progetto Don Jio, focalizzato sulla semplicità delle canzoni nate al pianoforte e arricchite da arrangiamenti acustici ed orchestrali. Ad accompagnare il nuovo singolo c’è un videoclip minimale ed elegante girato proprio a Berlino, in uno spazio raccolto dove l’artista appare in smoking seduto davanti a uno splendido pianoforte a coda, focalizzando tutta l’attenzione sull’interpretazione del testo.

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Kanestri debutta con il nuovo album “Difetti di Fabbrica” e il singolo “Me lo so Aggiustare”

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Redazione-  Senigallia si prepara ad accogliere il primo importante traguardo artistico di uno dei volti più interessanti del panorama cantautorale marchigiano. A partire dal prossimo 26 giugno 2026, sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale, oltre che nei formati fisici in cd e vinile, il primo album di Kanestri, intitolato “Difetti di fabbrica”. Pubblicato sotto l’etichetta Matilde Dischi, il progetto rappresenta una tappa fondamentale nel percorso del cantautore, che sceglie di affidare la propria visione musicale a una raccolta di brani nati dall’esigenza di analizzare le rotture della vita e la conseguente ricerca di una nuova stabilità.

Il disco è anticipato dal singolo “Me lo so aggiustare”, brano scelto come focus track e già in rotazione radiofonica nazionale. Il pezzo si configura come un inno energico che mescola le urgenze del punk rock con la fruibilità del pop moderno, creando un tappeto sonoro dove chitarre distorte graffianti dialogano con una sezione ritmica incalzante. La narrazione, al centro del brano, esplora le complesse dinamiche di una storia d’amore giunta al termine, tra la rabbia per la fine e la necessità di rimettere insieme i frammenti della propria quotidianità.

Il legame profondo con Senigallia e il video ufficiale

Il videoclip che accompagna l’uscita di “Me lo so aggiustare” affonda le radici proprio nel territorio di origine dell’artista. La regia, affidata a Andeola Mejia, ha saputo catturare l’anima di Senigallia, utilizzando scenari iconici della città marchigiana. Le inquadrature spaziano dalla celebre spiaggia di velluto, simbolo del turismo locale e luogo di ritrovo storico per generazioni di cittadini, fino ai campetti da basket disseminati nell’area urbana. Proprio il basket diventa una metafora visiva del brano: Matteo, in arte Kanestri, interpreta due versioni di se stesso, una impegnata a fare canestro nonostante le difficoltà e l’altra legata al passato, in una danza narrativa che gioca sull’ironia e sulla voglia di non perdere mai la speranza.

Questa dualità riflette la natura stessa della produzione di Kanestri: da una parte la malinconia per ciò che non c’è più, dall’altra il desiderio risoluto di ricominciare. “Ho scelto questo brano come focus track perché contiene la soluzione”, spiega l’artista. “La canzone invita a dar voce ai sogni per trasformare un dolore in una possibilità. Non esistono vincitori o vinti in una rottura, solo la necessità di guardare oltre e trovare il proprio modo personale di aggiustare le cose”.

Dalle radici punk alla maturità dell’esordio discografico

Il percorso di Kanestri non nasce dal nulla. La sua formazione musicale è maturata oltre quindici anni fa, quando, giovanissimo, muoveva i primi passi nelle band punk della provincia di Ancona. Quell’esperienza vissuta tra i piccoli palchi locali ha lasciato un’impronta indelebile sulla sua cifra stilistica: un’urgenza emotiva che traspare chiaramente nei dieci brani che compongono “Difetti di fabbrica”. L’album, prodotto artisticamente da Davide Maggioni, si configura come un viaggio introspettivo all’interno delle stanze vuote della vita, dove la musica diventa lo strumento principale per esorcizzare gli anni recenti e accettare le proprie fragilità.

La tracklist dell’album include pezzi come “Paniko”, “Indispensabile”, “Arcobaleni” e “In rotta con lo sport”, brani che hanno già attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e degli ascoltatori, confermando la solidità del progetto. La coerenza tra il messaggio dell’autore e la sonorità scelta rende questo esordio un lavoro compatto: un disco che non teme di affrontare le verità scomode, ma che allo stesso tempo punta a trasmettere una sensazione di rinascita collettiva. Con questa uscita, il cantautore si consolida come una delle voci più autentiche del nuovo pop-rock italiano, capace di mettere a nudo le proprie insicurezze senza mai rinunciare all’energia. L’album è destinato a diventare un piccolo manifesto per chiunque si trovi, in un dato momento della propria esistenza, a dover ricostruire tutto partendo dalle macerie di un sogno interrotto

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