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L’IMPRONTA DEL SILENZIO: IL VIAGGIO DEL MONACO GIOVANNI CHE HA UNITO FEDI E CUORI A COLLI DI MONTE BOVE
Redazione- Esistono storie che non hanno bisogno di clamore per farsi sentire. Camminano piano, hanno il passo polveroso di chi ha percorso centinaia di chilometri e la voce sottile di chi ha scelto il silenzio come compagno di vita. È la storia di Giovanni, un monaco buddista che in queste ore ha attraversato il cuore dell’Abruzzo, portando con sé un messaggio di pace che non ha bisogno di traduzioni.
In viaggio da Bari verso Assisi, Giovanni sta compiendo un pellegrinaggio che sa di antico, un ritorno all’essenziale in un’epoca dominata dal superfluo. Il suo non è un trekking organizzato, ma una prova dello spirito: vive esclusivamente di elemosina e di ciò che la provvidenza e il cuore della gente decidono di offrirgli. Non chiede denaro, non cerca comodità. Chiede solo l’indispensabile: un riparo per la notte, un pasto frugale, un gesto di accoglienza che confermi la bontà intrinseca dell’essere umano.
L’abbraccio di una comunità montana
Dopo aver lasciato alle sue spalle la costa pugliese e risalito le dorsali appenniniche, Giovanni è giunto tra le vette della Marsica. Prima è stato accolto dalla piccola e calorosa comunità di Roccacerro, e successivamente ha bussato alle porte di Colli di Monte Bove.
Qui, in questo borgo arroccato che sembra sospeso nel tempo, il tempo si è fermato davvero per un istante. La comunità non si è limitata a guardare con curiosità quel viandante solitario, ma ha scelto di aprire le porte delle proprie case e, soprattutto, del proprio cuore. Giovanni è stato ospitato con la dignità che si riserva ai grandi saggi o agli amici di vecchia data.
“Siamo lieti di dare ospitalità e un tetto per la notte”, hanno dichiarato gli abitanti di Colli di Monte Bove. “Giovanni non chiede nulla fuori dal normale. Con rispetto abbiamo semplicemente accolto le sue umili richieste.” In queste parole risiede la forza di un’accoglienza “ancestrale”, quella tipica delle zone interne, dove lo straniero è sacro e il pane non si nega a nessuno.
Un ponte tra fedi diverse
Ciò che rende questa tappa straordinaria è l’incontro tra mondi apparentemente lontani. Da un lato un monaco buddista, con la sua ricerca del Nirvana e il distacco dai beni materiali; dall’altro una comunità profondamente radicata nella tradizione cristiana, protetta dai suoi santi e dalle sue memorie secolari.
Eppure, in quel momento di condivisione, le differenze dogmatiche sono svanite. Restava solo l’uomo. Il saluto finale rivolto a Giovanni dai cittadini è una sintesi perfetta di questo sincretismo spontaneo: “Caro Giovanni, che San Berardo ti accompagni lungo questo tuo cammino.”
Affidare un monaco buddista alla protezione di San Berardo, il patrono amato e venerato nella Marsica, è un gesto di una bellezza disarmante. È la dimostrazione che la fede, quando è vissuta con umiltà, non divide ma unisce. È l’augurio di chi riconosce nell’altro un fratello in cammino, indipendentemente dal nome che dà a Dio o dalla forma della sua preghiera.
Verso la città della Pace
Ora il cammino di Giovanni prosegue. La sua meta è Assisi, la città di San Francesco, l’uomo che più di ogni altro ha incarnato il dialogo interreligioso e l’amore per la “Sorella Povertà”. Sembra quasi un cerchio che si chiude: un monaco d’Oriente che attraversa l’Italia per omaggiare il luogo simbolo della pace universale.
Giovanni si è lasciato alle spalle i vicoli di Colli di Monte Bove alle prime luci dell’alba, riprendendo il suo passo ritmato e costante. Non ha lasciato oggetti o ricchezze, ma ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria di chi lo ha incontrato. Ha ricordato a tutti che la vera ricchezza è nel “poco”, che il viaggio è più importante della meta e che, nonostante le brutture del mondo, esiste ancora una rete invisibile di umanità pronta a sorreggere chi cammina con umiltà.
Mentre il sole torna a scaldare le pietre del borgo, a Colli di Monte Bove resta il ricordo di un incontro silenzioso. Giovanni è passato, ma il seme del suo rispetto e della sua semplicità continuerà a germogliare tra queste montagne. Buon cammino, Giovanni, ovunque i tuoi passi ti conducano.
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SALARIO ACCESSORIO SANITÀ, UIL FP ABRUZZO CHIEDE CHIAREZZA SU STANZIAMENTO RISORSE DEL DECRETO CALABRIA
Il segretario regionale Antonio Ginnetti: “Oltre sedicimila lavoratori tra medici e comparto sono in forte difficoltà”
Redazione- “Chiediamo lumi alla Regione Abruzzo sulle risorse destinate alla quattro aziende sanitarie abruzzesi”, il segretario generale Uil Fp Abruzzo, Antonio Ginnetti, torna sulla vicenda dei tagli al salario accessorio nel comparto sanità. Il sindacato, infatti, continua a mostrare forte preoccupazione sulle conseguenze della riduzione del trattamento accessorio dovuto al mancato utilizzo delle risorse del Decreto Calabria. “Ci siamo battuti perchè si scongiurasse il peggio ma il danno salariale che avevamo preventivato mesi fa sta toccando in maniera importante le tasche dei lavoratori– continua Ginnetti –. Il mancato utilizzo dei fondi derivanti dal decreto sta impattando negativamente anche sulle progressioni economiche orizzontali dei lavoratori del comparto, con effetti sia sui salari attuali che sulle future pensioni. E di conseguenza sulle procedure di stabilizzazioni”.
“La Regione si era impegnata con il programma operativo per il triennio 2026, 2027 e 2028 a destinare circa 21 milioni di euro per anno – spiega -. L’intervento è al momento oggetto di valutazione da parte dei ministeri, della Sanità e dell’Economia e Finanze. Vogliamo capire cosa sta accadendo. Se possiamo considerare le risorse già fruibili dalle aziende sanitarie, se dobbiamo aspettare ancora e quanto dobbiamo aspettare. Siamo già a metà del 2026 e oltre 16mila operatori sanitari della nostra regione sono in forte difficoltà”.
Ammontano a più di 25 milioni di euro i tagli effettuati sul salario accessorio di medici, infermieri, OSS e personale tecnico-amministrativo tra il 2024 e il 2025. Un intervento che ha avuto effetti negativi sulle buste paga del personale sanitario, sulle progressioni economiche orizzontali e sulla produttività per l’intera area del comparto. Tutti elementi che si ripercuotono, non solo sui salari dei lavoratori, ma anche sulla qualità e l’efficienza di servizi. Aggravando, inoltre, la carenza di personale e favorendo il trasferimento di professionisti verso altri paesi europei che sono più attrattivi dal punto di vista salariale e delle opportunità di crescita professionale.
“Tutto questo è inaccettabile – conclude Antonio Ginnetti -. Siamo molto preoccupati per i lavoratori e per la tenuta dell’intero sistema sanitario abruzzese. Chiediamo chiarezza e, se a breve non avremo un riscontro da parte della Regione, saremo costretti ad iniziare un percorso di mobilitazione, insieme alle altre organizzazioni sindacali”.
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PROGETTO CONTRO LA VIOLENZA GIOVANILE: ESPERIENZE SUL CAMPO, CRITICITÀ E PROSPETTIVE ALL’AURUM DI PESCARA
Redazione- Il Rotary Club Pescara, il Rotary Club Pescara Nord e il Rotary Club L’Aquila presentano il convegno “Progetto contro la violenza giovanile: esperienze sul campo, criticità e prospettive”, che si terrà la mattina del 16 maggio 2026 presso l’Aurum, Largo Gardone Riviera, a Pescara.
Il progetto, intrapreso quest’anno dal Rotary Club Pescara, dal Rotary Club Pescara Nord e dal Rotary Club L’Aquila, ha suscitato interesse non solo da parte di chi vive quotidianamente con le studentesse e con gli studenti, come i dirigenti scolastici, i docenti e gli educatori, ma anche da parte di altre istituzioni che hanno a cuore la crescita formativa dei giovani.
“È un momento importante per noi – dicono gli organizzatori. – Questo evento rappresenta un passo fondamentale nel nostro percorso a fianco dei giovani, poiché la violenza tra i giovani, in tutte le sue forme non è un fenomeno che può essere ignorato, ma una sfida che va affrontata con l’educazione e la presenza costante. Crediamo fermamente che fornire ai ragazzi gli strumenti critici per affrontare l’argomento sia un modo per responsabilizzarli. Vedere così tanti ragazzi mettersi in gioco e riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni, ci dà la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Il nostro obiettivo non è punitivo, ma educativo: vogliamo che ogni adolescente comprenda il valore dell’empatia e la responsabilità nei rapporti e nell’uso delle tecnologie. I giovani hanno voglia di essere protagonisti di un cambiamento gentile, diventando loro stessi i primi difensori dei compagni più fragili all’interno delle loro comunità”.
Una delle forme più preoccupanti che ha assunto il disagio giovanile contemporaneo è quella della violenza, che molto spesso è al centro della cronaca e che si esprime con comportamenti aggressivi, impulsivi molte volte rivolti verso le donne. Spesso ci si interroga sulle motivazioni, che possono trovare origine in una società in cui sono andati perduti i valori del rispetto, della comprensione e della solidarietà, creando smarrimento e paura del futuro nei giovani.
Il Rotary, che proprio nella sua essenza è a servizio della società, non è rimasto indifferente ad un problema così delicato e si è fatto promotore di numerose iniziative che hanno coinvolto il mondo della scuola mettendo in campo anche le numerose professionalità presenti nei Club, quali medici, psichiatri e psicologi, docenti universitari e delle scuole. A tal proposito quest’anno, le scuole che hanno preso parte all’iniziativa sono l’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Pantini-Pudente” di Vasto (Ch), il Liceo Scientifico Statale “Filippo Masci” di Chieti, il Liceo Statale “G. Marconi” di Pescara, il Convitto “D. Cotugno” dell’Aquila.
Questo il programma della giornata di sabato 16 maggio 2026: si parte alle 8.45 – 9.15 con l’onore alle bandiere e i saluti delle autorità: Roberto Calai, Governatore del Distretto 2090 A.R. 2025-26; Stefano Ilari, Presidente Rotary Club Pescara; Raffaella Nardinocchi, Presidente Rotary Club Pescara Nord; Roberto Maccarrone, Presidente Rotary Club L’Aquila; Carlo Masci, Sindaco della città di Pescara. Modera l’Avv. Calai. L’apertura dei lavori inizia alle 9.15 – con “Dall’osservazione all’azione: come cambia il ruolo del docente” a cura di Rossella Tonelli, Docente di lingue straniere presso l’I.I.S. “Pantini-Pudente” di Vasto e Delegata Giovani dal Rotary Club Pescara; seguirà “Ascoltiamo i giovani: i risultati dei questionari a cura delle studentesse e degli studenti del Convitto Nazionale D. Cotugno dell’Aquila. Esperienze e prospettive future” con Massimo Casacchia, Professore Emerito di Psichiatria, Università dell’Aquila, ed inoltre il Dott. Alessio Gagliardi, Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, collaboratore PROBEN, Università dell’Aquila, Daniela Giardini, Docente presso il Convitto Nazionale “D. Cotugno” dell’Aquila, Scienze umane e filosofia.
Si va oltre con l’intervento “Violenza online e fragilità giovanile: comprendere il cyberbullismo” con Laura Giusti, Professoressa Associata di Psicologia Clinica, Università dell’Aquila e Silvia Mammarella, PHD, Assegnista di ricerca, Psicologa clinica, Università dell’Aquila; successivamente ci sarà la lezione su “L’azione della Polizia di Stato contro il cyberbullismo” con il D.T.S. Placido Gianmauro, Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (COSC) – Abruzzo.
Hanno dato il loro contributo professionale anche le psicologhe la Dott.ssa Sabrina Di Fulvio, Psicoterapeuta dell’età evolutiva, Docente specializzata sul sostegno e cultrice in pedagogia della devianza presso l’Università d’Annunzio di Chieti e la Dott.ssa Veronica Zamparelli Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale dell’età evolutiva, formatrice in corsi per genitori ed insegnanti della scuola primaria.
Dalle 10.55 invece verranno presentati “I risultati dei questionari proposti alle studentesse e agli studenti in tema di legalità in alcune scuole del Nord Italia” da Ivan Salvadori, Professore Associato di Diritto Penale, di Diritto dell’Ambiente e di Diritto Penale Internazionale, presso la Facoltà di Giurisprudenza, Università di Verona; in seguito si parlerà delle “Iniziative intraprese dagli Uffici Scolastici Regionali per la lotta alla violenza giovanile” con Donatella D’Amico – Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche.
Importante sarà il focus sarà su “Le difficoltà delle scuole per fronteggiare il malessere degli alunni” con i Dirigenti Scolastici che hanno partecipato al progetto: D.S. Prof.ssa Anna Orsatti, I.I.S. “Pantini-Pudente” di Vasto; D.S. Prof.ssa Giovanna Ferrante, Liceo “Marconi” di Pescara; Presidente e Direttrice Dott.ssa Federica Chiavaroli, Liceo “Maior” di Pescara; Prof.ssa Cinzia Zuccarini in rappresentanza della D.S. Prof.ssa Sara Solipaca, Liceo Scientifico Statale “Filippo Masci” di Chieti.
Sarà presente l’Associazione Crox per la riscoperta dei valori, in ricordo di Christopher, ragazzo ucciso barbaramente da due coetanei a Pescara. L’appuntamento si chiuderà con “La parola alle studentesse e agli studenti presenti e ai loro insegnanti”.
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L’ARTE CHE UNISCE I TEMPI: A FONTECCHIO IL FUMETTO DIVENTA PONTE TRA GENERAZIONI E CULTURE
Sabato 16 maggio, presso la residenza Villa Elena, l’amministrazione comunale consegna 500 volumi tra graphic novel e illustrazioni. Un progetto ambizioso che vede collaborare Comune, Terzo Settore, Accademia di Belle Arti e cittadini per fare della cultura il motore del benessere sociale
Redazione- Esiste un linguaggio capace di parlare contemporaneamente a un bambino che impara a leggere, a uno studente d’arte in cerca di ispirazione e a un anziano che desidera viaggiare ancora con la fantasia? La risposta, a Fontecchio, è racchiusa tra le nuvolette dei fumetti e i colori accesi delle graphic novel.
Sabato 16 maggio, alle ore 11.30, l’Auditorium Barattelli della residenza per anziani “Villa Elena” diventerà il palcoscenico di un evento che va ben oltre la semplice donazione libraria. L’amministrazione comunale consegnerà ufficialmente circa 500 volumi – tra fumetti d’autore, romanzi grafici e libri d’illustrazione – acquistati grazie a un finanziamento mirato del Ministero della Cultura.
Una biblioteca diffusa e umana
Il comune di Fontecchio, borgo che ha fatto della resistenza culturale la sua bandiera, amplia così il raggio d’azione della sua biblioteca. Se la sede storica risiede in municipio e una nuova è in fase di allestimento nel prestigioso Palazzo Galli, questa terza “stazione” culturale trova casa a Villa Elena. Non è una scelta casuale, ma il frutto di una visione lungimirante: la nuova gestione della struttura (affidata alla Cooperativa sociale Progetto Persona) ha stretto un patto d’acciaio con le associazioni del territorio, trasformando una residenza sanitaria in un vivace centro socio-culturale.
Qui, tra gli ampi spazi dell’auditorium, l’interazione tra generazioni diverse diventerà pratica quotidiana. I laboratori, i seminari e gli eventi in programma non saranno riservati solo agli ospiti della struttura, ma aperti a tutta la cittadinanza, rafforzando lo storico sodalizio con la scuola “Giovanni Titta Rosa”. Immaginare un anziano e un bambino sfogliare insieme un volume di Hugo Pratt o di Zerocalcare non è più un’utopia, ma il prossimo futuro di Fontecchio.
La sinergia con l’Accademia (ABAQ)
A dare spessore scientifico e artistico all’iniziativa è la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila (ABAQ). I professori Rocchetti e Tota hanno messo a disposizione la loro competenza per selezionare i titoli, creando un sistema bibliotecario integrato: la fumettoteca dell’Accademia a L’Aquila e la collezione di Fontecchio si completano a vicenda, offrendo agli studenti e agli appassionati un repertorio vastissimo di classici e novità editoriali, senza inutili sovrapposizioni. Un modello di “rete” che ottimizza le risorse e massimizza l’offerta culturale.
L’arte come benessere pubblico
In un’epoca di frammentazione sociale, Fontecchio sceglie la cultura come “strumento di benessere e coesione”. L’esperimento mette insieme quattro pilastri: l’ente pubblico (il Comune), il Terzo settore (la Cooperativa), l’associazionismo locale e l’alta formazione (l’Accademia). È la prova tangibile che, quando gli intenti sono comuni e il rispetto è reciproco, l’arte diventa il linguaggio più efficace per leggere la realtà e stimolare le menti.
Un parterre d’eccezione per il taglio del nastro
Il momento della consegna sarà anche l’occasione per una riflessione profonda sul ruolo della cultura nelle aree interne e nel sociale. Il dibattito, moderato dal giornalista Angelo De Nicola, vedrà la partecipazione di figure di rilievo istituzionale e culturale: Sabrina Ciancone, Sindaco di Fontecchio e anima del progetto; Rinaldo Tordera, Presidente dell’ABAQ; Gianni Letta, già Sottosegretario di Stato, e Giovanni Legnini, già Vice Presidente del CSM.
Personalità diverse, unite per celebrare un piccolo grande miracolo di provincia: quello di un paese che, attraverso i disegni e le storie, decide di aprirsi al mondo e di non lasciare indietro nessuno, dai banchi di scuola alle poltrone di una residenza per anziani. Sabato mattina, a Fontecchio, si scriverà una nuova pagina di futuro. Ed è una pagina bellissima, tutta da sfogliare.
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