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UN VIAGGIO TRA STORIA E TRADIZIONE: POSTE ITALIANE CELEBRA IL COMMISSARIATO MARITTIMO E L’ICONICO FRATE INDOVINO

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UN VIAGGIO TRA STORIA E TRADIZIONE: POSTE ITALIANE CELEBRA IL COMMISSARIATO MARITTIMO E L’ICONICO FRATE INDOVINO

Redazione-   La filatelia italiana si arricchisce oggi di due nuovi capitoli che parlano di eccellenza istituzionale e saggezza popolare. Poste Italiane ha annunciato l’emissione di due nuovi francobolli che, pur nella loro diversità, rappresentano le radici profonde del nostro Paese: uno dedicato al 150° anniversario del Corpo di Commissariato Militare Marittimo e l’altro all’intramontabile figura di Frate Indovino.

Questi piccoli rettangoli dentellati, emessi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, entrano ufficialmente a far parte della serie tematica “I Valori Sociali”, confermando come il francobollo non sia solo un metodo di affrancatura, ma un vero e proprio testimone della nostra identità nazionale.

150 Anni al Servizio del Mare: Il Corpo di Commissariato Militare Marittimo

Il pezzo forte della giornata è senza dubbio il francobollo che celebra il secolo e mezzo di vita del Corpo di Commissariato Militare Marittimo, un’istituzione fondamentale per il funzionamento della Marina Militare. Fondato nel 1878, il Corpo rappresenta il motore amministrativo, legale e logistico che permette alle nostre navi e ai nostri equipaggi di operare in tutto il mondo.

Il bozzetto, curato dal talentuoso Matias Hermo, è un capolavoro di sintesi grafica. La vignetta riproduce con eleganza le silhouette degli ufficiali del Corpo, ritratti in divise che spaziano dal fascino storico del passato alla funzionalità contemporanea. È un omaggio visivo alla continuità e all’evoluzione: un ponte tra la tradizione del XIX secolo e le sfide tecnologiche del presente.

Sullo sfondo, sospeso tra l’azzurro del cielo e il blu profondo del mare, campeggia il logo del 150° anniversario. Al suo interno, un’onda tricolore abbraccia lo stemma del Corpo, dove la Corona Turrita e l’ancora sormontata dalla stella si fondono in un unico simbolo di appartenenza e dedizione. Con una tiratura di 180.000 esemplari e un valore di 1,30€ (Tariffa B), questo francobollo è destinato a diventare un pezzo pregiato nelle collezioni di tutto il mondo.

Il Fascino della Saggezza Popolare: Frate Indovino

Insieme all’eccellenza militare, Poste Italiane rende omaggio a un’icona della cultura rurale e domestica italiana: Frate Indovino. Chi non ha mai sfogliato il suo celebre almanacco alla ricerca di previsioni meteo, consigli per l’orto o ricette della salute? La sua emissione celebra quel legame indissolubile tra la spiritualità francescana e la vita quotidiana dei cittadini, portando un tocco di serenità e tradizione nelle case degli italiani attraverso la posta ordinaria.

Specifiche Tecniche e Chicche per Collezionisti

I francobolli sono stati realizzati con la massima cura dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Stampati in rotocalcografia su carta bianca patinata autoadesiva, garantiscono una resa cromatica brillante che esalta ogni dettaglio del design di Hermo. Ogni foglio contiene 45 esemplari, rendendo la ricerca del “foglio intero” una sfida stimolante per i filatelisti più accaniti.

Per l’occasione, è stata realizzata anche una cartella filatelica di grande pregio. Al suo interno, gli appassionati potranno trovare non solo il francobollo singolo, ma anche la quartina, la cartolina affrancata con l’annullo speciale, la busta “primo giorno di emissione”, la tessera e il bollettino illustrativo. L’annullo speciale “Primo Giorno” sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Roma Prati, un luogo storico che oggi diventerà il cuore pulsante della filatelia nazionale.

Dove trovarli

I nuovi francobolli e i prodotti correlati sono disponibili da oggi presso tutti gli Uffici Postali dotati di sportello filatelico. Per chi cerca un’esperienza più immersiva, gli “Spazio Filatelia” di città come Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Trieste e Verona apriranno le porte a curiosi e collezionisti. Inoltre, per i nativi digitali o per chi preferisce la comodità di casa, tutto l’assortimento è acquistabile sul sito ufficiale filatelia.poste.it.

Queste emissioni ci ricordano che la storia d’Italia viaggia anche su carta. Che si tratti dell’efficienza della Marina o della saggezza di un frate, oggi Poste Italiane ci invita a fermarci un momento, guardare un francobollo e riscoprire l’orgoglio di ciò che siamo.

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Tra templi romani e castelli medievali: il “Cammino dello Studente” svela le meraviglie segrete dell’Abruzzo

Il “Cammino dello Studente” continua: da Castelvecchio Subequo alle torri di Beffi, un viaggio tra storia, natura e amicizia vera! 🎒 ⛰️ Sapevate che in Abruzzo c’è un’Università che porta i suoi studenti a imparare la storia… camminando? È il “Cammino dello Studente”, un formidabile progetto dell’ADSU L’Aquila che oggi ha vissuto la sua seconda, magica giornata di viaggio! Oltre 200 ragazzi (in marcia verso la Perdonanza di Celestino V) hanno attraversato a piedi i tesori nascosti della Valle Subequana. Tra antichi templi romani, catacombe paleocristiane, il fiume Aterno e le splendide torri medievali di Acciano e Beffi, i giovani stanno riscoprendo l’identità del nostro territorio. “L’università non è fatta solo di aule e banchi, camminare insieme serve a stringere relazioni umane e spirituali”, ha commentato il Rettore Fabio Graziosi, affiancato dal direttore ADSU Michele Suriani. Tra incontri con i sindaci e sedute di “mental mindfulness” all’aria aperta, gli studenti si preparano per il gran finale: il 28 agosto sfileranno tutti insieme nel Corteo della Bolla fino alla Basilica di Collemaggio! Leggi il loro diario di viaggio e le tappe di oggi nel nostro articolo completo! 👇 🏛️ Secondo voi, le scuole dovrebbero organizzare più spesso viaggi a piedi per far scoprire ai giovani le bellezze e i borghi della nostra regione?

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Redazione– Ci sono lezioni che non si possono imparare restando seduti dietro un banco o chiusi nelle aule di un ateneo. Ci sono nozioni storiche, archeologiche e umane che si apprendono soltanto consumando le suole delle scarpe, sudando sotto il sole e camminando fianco a fianco con i propri compagni. È con questo spirito di pura condivisione che prosegue il meraviglioso viaggio del Cammino dello Studente, l’iniziativa promossa dall’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari (ADSU) dell’Aquila.
La seconda, intensa giornata di cammino ha visto gli oltre 200 partecipanti (partiti ieri da Pratola Peligna) immergersi letteralmente nella storia millenaria della Valle Subequana, in un itinerario magico che mescola arte, natura, spiritualità e antiche tradizioni abruzzesi.

La seconda tappa: da Castelvecchio Subequo alle torri di Beffi

Il percorso odierno è stato un autentico salto indietro nel tempo. I giovani esploratori si sono ritrovati a passeggiare tra reperti archeologici di epoca peligna, romana e paleocristiana. Hanno potuto ammirare da vicino antichi pavimenti musivi, i resti maestosi di un tempio dedicato ad Ercole Vincitore, frammenti di terme, acquedotti e un suggestivo cimitero catacombale risalente addirittura al IV secolo (una delle più antiche e preziose testimonianze di religiosità cristiana in Abruzzo).
La giornata è iniziata con la partenza da Castelvecchio Subequo (erede dell’antica capitale peligna Superaequum), per poi fare tappa a Molina Aterno alla scoperta delle sue misteriose necropoli. Dopo una marcia di 9 chilometri interamente costeggiata dal mormorio del fiume, il gruppo ha raggiunto il borgo fortificato di Acciano, ammirando i mulini e le imponenti torri medievali di Beffi e Roccapreturo. La serata si è infine conclusa a Tione degli Abruzzi, dopo aver attraversato ponti antichi e paesaggi incontaminati, sempre accolti dal calore dei vari sindaci e delle amministrazioni locali.

Oltre le aule universitarie: il vero senso del viaggio

Il progetto (inserito nel calendario del Coolture Fest 2026 in vista dell’Aquila Capitale della Cultura) nasce da una convinzione profonda: l’Università deve essere prima di tutto una comunità. Lo ha ribadito con forza Michele Suriani, Direttore dell’ADSU L’Aquila: «Lo spirito di questo cammino è ampliare il bagaglio di esperienze dei nostri studenti. Non vogliamo limitarci alla classica e fredda attività formativa, ma vogliamo offrire un percorso reale di crescita personale, di condivisione e spiritualità».
Entusiasta anche il Rettore dell’Università dell’Aquila, Fabio Graziosi, che ha raggiunto gli studenti sottolineando il valore pedagogico dell’iniziativa: «Camminare insieme significa avere il tempo lento per conoscere un territorio straordinariamente ricco di bellezze naturali. Significa creare uno spazio diverso per coltivare relazioni e ritrovare occasioni di profonda riflessione personale».

Natura e Mindfulness: un’esperienza a 360 gradi

Il Cammino non è stato solo uno sforzo fisico, ma anche un momento di profonda disconnessione e ricarica mentale. Durante la giornata, gli studenti hanno partecipato a un’illuminante sessione di mental mindfulness (curata dalla dottoressa Roberta Tommasi), fondamentale per riconnettersi con sé stessi e con l’ambiente circostante. Non sono mancati i preziosissimi contributi scientifici di esperti dell’ARPA (Protezione Ambientale), dell’INGV (per conoscere i segreti sismici del territorio) e dell’USRC (per comprendere gli enormi sforzi legati alla ricostruzione post-sisma). Tutte lezioni fondamentali impartite sul “campo” e non sui libri.

Verso Collemaggio: sulle orme di Papa Celestino V

La meta finale di questo viaggio catartico (patrocinato da decine di istituzioni regionali e associazioni, tra cui CAI e gruppi Scout) sarà altamente simbolica. Il 28 agosto, infatti, l’itinerario, ricalcando lo storico percorso di Celestino V, si concluderà all’Aquila.
Gli studenti si uniranno al solenne Corteo della Bolla per la storica apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio. «Percorrere insieme l’ultimo tratto verso Collemaggio sarà un modo fortemente simbolico per ricongiungere il cammino degli studenti alla città», ha concluso il Rettore Graziosi. Un momento indimenticabile, in cui la fede, la storia e l’entusiasmo giovanile si fonderanno in un unico, grande abbraccio collettivo.

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“Quando l’arte fa diagnosi”: a Ripatransone un viaggio tra medicina e capolavori svela i segreti nascosti nei quadri

Cosa si nasconde dietro al sorriso di un dipinto antico? A Ripatransone un viaggio pazzesco tra capolavori dell’arte e diagnosi neurologiche! 🖼️ 🩺 Può un quadro dipinto nel Rinascimento nascondere i sintomi di una malattia rarissima? Assolutamente sì! Venerdì 28 agosto (ore 19:00, ingresso gratuito) lo Studio d’Arte Mario Vespasiani di Ripatransone (AP) ospiterà un evento culturale straordinario: “Quando l’arte fa diagnosi”. All’interno della rassegna “Indipendenti, Ribelli e Mistici”, il neurologo Luigi Chiaramoni e l’avvocato Piera Giardina ci insegneranno a osservare i grandi capolavori della storia dell’arte con gli occhi rigorosi della medicina e della scienza. Un dettaglio del volto, una postura asimmetrica o la deformazione di una mano si trasformeranno in veri e propri “indizi clinici” per scoprire la storia medica e sociale dell’epoca, in un mix perfetto tra scienza e narrazione emotiva! Una serata per chi vuole allenare i propri occhi a guardare l’arte svelando i misteri della mente e del corpo. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria tramite messaggio. Scopri il numero da contattare e tutte le info leggendo il nostro articolo! 👇 👁️ E voi, avete mai notato un “difetto clinico” o una strana asimmetria guardando un famoso dipinto al museo?

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Locandina Evento Ripatrasone

Redazione – Può il volto di un re, di una madonna o di un nobile, dipinto su una tela secoli fa, conservare intatte le inconfutabili tracce cliniche di una particolare condizione fisica o di una rara malattia neurologica? E quanto può radicalmente cambiare la nostra percezione estetica di un capolavoro quando, all’improvviso, impariamo a osservarlo non solo con gli occhi del critico d’arte, ma con la lente rigorosa e affascinante della medicina scientifica?
È partendo da questi profondi e suggestivi interrogativi che nasce “Quando l’arte fa diagnosi – Come leggere un capolavoro con occhi nuovi”, l’imperdibile nuovo appuntamento culturale della sesta edizione della prestigiosa rassegna “Indipendenti, Ribelli e Mistici”. L’evento, ad ingresso gratuito, è in programma per venerdì 28 agosto alle ore 19:00 nella magica cornice dello Studio d’Arte Mario Vespasiani, situato nel cuore di Ripatransone (in provincia di Ascoli Piceno).

“Indipendenti, Ribelli e Mistici”: il coraggio di osare

Dopo lo straordinario successo di pubblico riscosso durante le applauditissime serate con il dottor Michel Mallard (che replicherà a grande richiesta il 1° settembre) e con la talentuosa scrittrice Raffaella Nova Santagostino, la rassegna ideata da Mario Vespasiani prosegue il suo cammino virtuoso confermandosi come un vero e proprio laboratorio del pensiero libero.
Questo nuovo appuntamento, infatti, si propone di unire due discipline solo apparentemente distanti tra loro, ma in realtà legate da un antichissimo filo rosso: l’inesauribile curiosità verso l’essere umano, l’indagine profonda su ciò che la pelle mostra e su ciò che il corpo umano, invece, cerca ostinatamente di nascondere. A condurre il pubblico in questo inesplorato territorio di confine saranno due ospiti d’eccezione, uniti dall’amore per la cultura e compagni anche nella vita: il neurologo dott. Luigi Chiaramoni e l’avv. Piera Giardina.

Osservare un quadro con gli occhi della medicina

Nel corso dei secoli, i più grandi artisti della storia hanno minuziosamente rappresentato il corpo umano in ogni sua possibile declinazione: sano, malato, giovane, anziano, armonioso o deformato dalle sofferenze della vita. Hanno immortalato sguardi, asimmetrie facciali, posture innaturali, gozzi, tremori o espressioni di pura follia. In questo senso, le opere d’arte non sono solo capolavori estetici, ma diventano straordinari documenti medici sull’evoluzione dell’umanità.
L’incontro di Ripatransone eviterà la facile (e anacronistica) tentazione di fare banali “diagnosi cliniche” postume agli artisti o ai loro committenti. L’obiettivo, molto più alto e affascinante, è quello di interrogare le immagini attraverso gli strumenti della semeiotica medica. Il pubblico scoprirà come un dettaglio apparentemente trascurabile in un dipinto possa svelare incredibili segreti anatomici, trasformando un semplice ritratto in un vero e proprio reperto clinico-storico.

Uno sguardo a due voci: scienza e narrazione

La vera peculiarità di questa serata risiederà nel perfetto connubio “a due voci” dei relatori. Da un lato ci sarà lo sguardo analitico e rigorosamente scientifico del dottor Chiaramoni, professionista abituato quotidianamente a decifrare i minuscoli e silenziosi segnali del corpo e del sistema nervoso; dall’altro lato, interverrà lo sguardo narrativo ed empatico dell’avvocato Piera Giardina, interessata alle storie, alle connessioni umane, al contesto storico e alle suggestioni emotive che un’opera d’arte può e deve evocare.
Il risultato sarà un “passo a due” tra scienza e narrazione, un racconto capace di muoversi continuamente tra l’osservazione gelida della neurologia e l’interpretazione calda della storia dell’arte, senza mai far smarrire al pubblico il preziosissimo senso della meraviglia.

Informazioni e dettagli per partecipare

Più che una rigida conferenza accademica per addetti ai lavori, “Quando l’arte fa diagnosi” sarà un’esperienza sensoriale di osservazione condivisa. Il vero protagonista della serata non sarà il quadro, ma lo sguardo del pubblico, che uscirà dalla galleria profondamente cambiato, allenato a cogliere quei meravigliosi dettagli che solitamente restano sullo sfondo. È questa la vera essenza della rassegna “Indipendenti, Ribelli e Mistici”: dimostrare che la cultura è viva solo quando riesce ad abbattere i muri tra le materie e a generare nuove, inattese possibilità di pensiero.
L’appuntamento è per venerdì 28 agosto alle ore 19:00 allo Studio d’Arte Mario Vespasiani (Corso Vittorio Emanuele II, 32-34 – Ripatransone). L’ingresso è gratuito, ma in virtù dei posti limitati e della grande richiesta la prenotazione è rigorosamente obbligatoria, inviando un semplice messaggio al numero 333.6361829. Un appuntamento imperdibile per imparare, finalmente, a “vedere” oltre la superficie della tela.

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Roma diventa un palcoscenico a cielo aperto: torna “Fitzcarraldo”, l’opera lirica visionaria a bordo di un battello sul Tevere

Roma diventa un enorme teatro a cielo aperto! Torna l’Opera Lirica sudata e vissuta a bordo di un battello in navigazione sul Tevere! 🛥️ 🎼 Vi immaginate la magia di ascoltare un’Opera Lirica cantata dal vivo mentre un battello naviga dolcemente tra le architetture millenarie e i ponti della Città Eterna? Dal 2 al 5 settembre 2026 tutto questo diventerà realtà! Torna per la sua terza edizione l’attesissimo “Fitzcarraldo” (liberamente ispirato al capolavoro di Werner Herzog), un visionario progetto artistico ideato da Fabio Morgan e realizzato dal Teatro dell’Opera di Roma e dall’Associazione E45. Il battello si trasformerà in un vero palcoscenico in movimento: i cittadini potranno salire a bordo (su prenotazione) o seguire la musica gratuitamente passeggiando sulle banchine del fiume o affacciandosi da Ponte Sisto, Sant’Angelo, Umberto I e Cavour! Un modo rivoluzionario e romantico per far uscire la grande musica dai teatri e portarla tra le persone, facendo riflettere sul rapporto tra l’uomo, l’arte e la natura. Leggi il nostro articolo per scoprire il magnifico cast e trovare il link per prenotare il tuo biglietto gratuito! 👇 🌅 Qual è il vostro ponte preferito da cui ammirare i tramonti romani sul Tevere?

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Fitzcarraldo 2023 - Foto Giacomo de Angelis-34

Redazione – Immaginate di solcare lentamente le antiche acque del fiume Tevere al tramonto. Sei magnifici ponti storici che scorrono lentamente sopra la vostra testa, banchine e architetture millenarie che appaiono e scompaiono all’orizzonte e, come colonna sonora di questo viaggio onirico, la potenza inaudita dell’Opera Lirica. È questa la straordinaria e ineguagliabile magia di Fitzcarraldo, la prima opera lirica in assoluto concepita per essere rappresentata interamente a bordo di un battello in movimento nel cuore della Capitale.
Dal 2 al 5 settembre 2026, dopo il formidabile debutto di due anni fa, Roma torna a farsi palcoscenico grazie a un progetto visionario, folle e meraviglioso, promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e realizzato dal celebre Teatro dell’Opera di Roma insieme all’Associazione E45.

Sulle orme di Werner Herzog: il sogno di un eroe visionario

L’intero progetto (ideato e diretto da Fabio Morgan, con le musiche originali del Maestro Francesco Leineri e il libretto di Andrea Carvelli) trae la sua ispirazione più profonda dall’omonimo e immortale capolavoro cinematografico del regista Werner Herzog.
Come nel film, anche qui Fitzcarraldo è l’Eroe che tenta l’impossibile. L’opera narra il viaggio metropolitano di quest’uomo in una Roma quasi apocalittica, sospesa tra le meravigliose rovine del passato e la decadenza del presente. Ma il fiume non è solo un “mezzo di trasporto”: il Tevere si fa drammaturgia viva. Nel corso del viaggio, i monumenti emergono come frammenti superstiti di una civiltà scomparsa, raccontati da un possente Coro che (utilizzando il metro dantesco) funge da immaginifica guida turistica. Un’intuizione rivoluzionaria che vuole dimostrare come l’arte abbia ancora il potere di immaginare una rinascita collettiva anche lì dove tutto sembra perduto.

Un’esperienza collettiva: l’opera che si ammira dai ponti

La caratteristica più democratica e affascinante di Fitzcarraldo è la sua assoluta accessibilità. Lo spettacolo, infatti, non è riservato solo a chi riesce a salire a bordo del battello. I cittadini romani e i tantissimi turisti potranno seguire e ascoltare l’intera narrazione lirica direttamente dalle sponde del Tevere o affacciandosi dai parapetti dei ponti storici della città. In particolare, Ponte Sisto, Ponte Sant’Angelo, Ponte Umberto I e Ponte Cavour si trasformeranno per quattro giorni nei “palchetti d’onore” più belli e suggestivi del mondo, permettendo alla folla di osservare il passaggio della nave e della musica nel cuore della Città Eterna.

Le istituzioni in coro: “L’arte che esce dal Teatro”

L’entusiasmo per questa terza, attesissima edizione si percepisce chiaramente dalle parole delle massime istituzioni culturali capitoline. Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura, ha sottolineato con orgoglio: «Nel cuore della grande trasformazione che Roma sta vivendo in questi anni, l’arte mostra la sua forza trasformativa. Dopo Opera Camion, il Teatro dell’Opera offre ancora una volta l’opportunità ai cittadini di godere della magia della lirica anche al di fuori delle mura del Teatro».
Un concetto ribadito con forza anche da Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma: «Esploriamo il fiume come spazio di cultura e di incontro. Sono felice del coinvolgimento della “Cantoria”, che permetterà a giovani cantori di confrontarsi con un’opera contemporanea. Riflettere oggi su come abitiamo le nostre città e sul rapporto con il cambiamento climatico è una sfida a cui una grande istituzione culturale non può e non deve sottrarsi».
Infine, le parole di Fabio Morgan, ideatore del progetto: «Il nostro Fitzcarraldo disegna un orizzonte di salvezza. L’Eroe diventa simbolo dello sforzo epico dell’uomo che sogna di forgiare la realtà, nella dialettica tra Uomo e Natura, dove chi sogna può davvero muovere le montagne».

Informazioni utili, Cast e prenotazioni gratuite

Lo spettacolo (la cui produzione esecutiva è affidata ad Alessandra Muschella) vedrà alternarsi talenti assoluti: Giorgio Celenza nel ruolo del protagonista (baritono), Yuri Guerra, Clara La Licata, Antonio Sapio e la suadente voce fuori campo del controtenore Antonello Dorigo. L’accompagnamento musicale dal vivo conterà sulle percussioni di Alessio Cavaliere, il corno francese di Luigi Ginesti, l’elettronica curata da Francesco Leineri e i talentuosissimi ragazzi del coro della Cantoria del Teatro dell’Opera di Roma.
L’ingresso per partecipare a questa indimenticabile traversata artistica è totalmente gratuito, ma data l’altissima richiesta la prenotazione è rigorosamente obbligatoria sul sito ufficiale dell’associazione (www.e45.it). Non perdete l’occasione di innamorarvi di una Roma vista e ascoltata da una prospettiva completamente inedita.

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