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Spettacolo

LAROSSI | ADESSO BUONA FORTUNA

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Redazione-  Dal 29 maggio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Adesso buona fortuna”, il nuovo singolo di Larossi (Maionese Project) disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 15 maggio.

“Adesso buona fortuna” è un brano in cui Larossi si muove su un equilibrio sottile tra altruismo e disincanto, rivelandosi, in definitiva, una canzone sui rapporti che non bastano e sulla capacità di riconoscere il momento esatto in cui scegliere sé stessi: un messaggio che parte da una storia intima e personale, ma capace di parlare a chiunque.

L’artista racconta un legame fatto di tentativi e di ricostruzioni fragili, «come puzzle fatti male senza istruzioni», in cui il sentimento non basta a garantire la tenuta del rapporto. Il brano si apre così a una lettura universale: diventa il racconto di tutte quelle situazioni in cui, nonostante la bellezza e l’intensità, gli incastri semplicemente non funzionano. È qui che emerge il tema centrale della libertà: lasciare andare, anche quando tutto sembrava “giusto”, diventa una forma necessaria di rispetto verso sé stessi.

Il fulcro del pezzo si sviluppa in una progressione particolarmente efficace nel ritornello: «Ti ho dato una rosa, mi hai reso le spine»«Ti ho dato il sole, mi hai reso un’ustione»«Ti ho dato una stella, ma senza cadere», fino al culmine simbolico di «Ti ho dato la luna». Un crescendo che misura un dare sempre più totale e, al tempo stesso, il divario inevitabile con un ricevere che rimane imperfetto e disallineato.

Il brano suggerisce che, pur dando tutto, si può finire per ricevere solo dolore. Dietro l’apparente leggerezza del titolo si nasconde infatti un’ironia tagliente: quello di Larossi non è un augurio sereno, ma una resa consapevole; un «adesso arrangiati» che segna la fine definitiva del “noi”.

Commenta l’artista a proposito del brano: “Adesso Buona fortuna racconta una relazione che nasce in una dimensione privata ma che, in realtà, parla a tutti. È il racconto di quei rapporti profondi e autentici che, nonostante la loro bellezza, non trovano mai gli incastri giusti. Il ‘Adesso Buona Fortuna’ del ritornello è volutamente ironico, non è un vero augurio ma un modo per dire ‘adesso arrangiati’, ed è proprio questa ambiguità a rappresentarmi di più. Dentro c’è l’idea che anche se i sentimenti sono forti, a volte lasciare andare è l’unico modo per restare fedeli a sé stessi e alla propria libertà.”

Biografia

Larossi, nome d’arte di Barbara Rossi, è una cantautrice toscana e una delle penne più interessanti del panorama indie italiano. La sua scrittura si distingue per autenticità e immediatezza, capace di raccontare emozioni e dinamiche umane con uno sguardo lucido, ironico e profondamente contemporaneo.

Il suo percorso artistico si è consolidato rapidamente anche grazie all’attività dal vivo: nel 2026 ha calcato palchi prestigiosi come l’Arci Bellezza di Milano, l’Off Topic di Torino e il Locomotiv Club di Bologna, confermando una presenza scenica solida e sempre più riconoscibile. In precedenza, ha aperto il concerto di Rose Villain e ha raggiunto la finale di Area Sanremo, tappe significative di una crescita costante e ambiziosa.

La sua musica sta trovando sempre più spazio e attenzione, con brani che definiscono un’identità artistica precisa e in continua evoluzione. L’ultimo singolo, «Adesso buona fortuna», ne è la chiara dimostrazione: un brano che, fin dalla sua uscita, sta ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e critica, confermando Larossi come una delle voci in più forte ascesa della scena attuale.

“Adesso buona fortuna” è il nuovo singolo di Larossi disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 15 maggio 2026 e in rotazione radiofonica dal 29 maggio.

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Spettacolo

Cronika, il nuovo singolo di Titta racconta burnout, fragilità e stanchezza emotiva

🎧 Con Cronika, Titta porta nella musica il peso del burnout, della stanchezza cronica e della fragilita emotiva, trasformandoli in un racconto diretto e intenso.
Il nuovo singolo apre il progetto Fuori asse e segna un passaggio importante nel suo percorso artistico: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Titta #Cronika #NuovaMusica #MusicaItaliana

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Redazione-  Roma accoglie una nuova uscita musicale che mette al centro uno dei temi piu sentiti del presente: il rapporto tra corpo, stress e fragilita emotiva. Dal 12 giugno 2026 sara disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “Cronika”, il nuovo singolo di Titta, pubblicato da Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy. Il brano apre il percorso di Fuori asse e si presenta come una dichiarazione artistica netta, costruita attorno all’esperienza della stanchezza cronica e del burnout, senza retorica e senza semplificazioni.

La canzone nasce da una condizione fisica e psicologica vissuta come limite reale, non come immagine astratta. Nel racconto che accompagna l’uscita, Cronika viene presentata come una traccia che prova a dare forma a quel momento in cui il corpo smette di reggere il ritmo imposto dall’esterno e la fragilita non puo piu essere nascosta. Il titolo richiama apertamente una condizione di durata, una fatica che non si esaurisce in un episodio e che entra nella vita quotidiana, nelle relazioni e nella percezione di se. In questo senso il singolo si colloca in una linea espressiva molto presente nella musica contemporanea, ma sceglie una scrittura diretta e poetica che punta piu sulla verita emotiva che sull’effetto.

un brano che trasforma il burnout in racconto musicale

Secondo la presentazione del singolo, Cronika intreccia stanchezza cronica, sopravvivenza emotiva e vulnerabilita in una forma sonora intensa, costruendo un pezzo che non cerca la reazione spettacolare ma una presa di coscienza. Titta racconta il corpo come un luogo che a un certo punto non riesce piu a sostenere il passo del mondo, mentre tutto attorno continua a chiedere prestazione, lucidita, velocita e continuita. Da qui nasce una canzone che non propone una narrazione eroica della sofferenza, ma sceglie di restare nella sua verita concreta.

Le parole dell’artista chiariscono bene il cuore del progetto. Titta spiega di aver scritto Cronika in un momento in cui si sentiva sfinita e svuotata, mentre il mondo sembrava continuare a pretendere corsa e resistenza. La fragilita, nella sua lettura, non viene presentata come un ostacolo da vincere o un difetto da nascondere, ma come una presenza con cui imparare a convivere. Questa impostazione da al brano una precisa identita narrativa e lo rende il manifesto iniziale di Fuori asse, progetto che gia dal titolo lascia intuire uno spostamento rispetto agli equilibri sociali e personali considerati normali.

La registrazione e stata realizzata al Mad Records, studio che segue Titta nel suo percorso artistico dal 2018. Anche questo elemento suggerisce continuita e maturazione, in un lavoro che sembra inserirsi in una traiettoria gia definita ma ora piu consapevole e riconoscibile. Non si tratta quindi di un singolo isolato, ma del primo tassello di una costruzione piu ampia, musicale e narrativa.

Titta tra musica, teatro e ricerca artistica sulla vulnerabilita

La figura di Titta si distingue per un profilo multidisciplinare che tiene insieme musica, teatro e formazione. Artista, attrice, cantautrice e formatrice teatrale, negli anni ha costruito un’identita espressiva che utilizza la scrittura come strumento centrale, portando nella canzone temi come salute mentale, corpo, identita, relazioni e fatica del lavoro artistico. La sua produzione si muove tra autobiografia e osservazione sociale, con una forte attenzione per cio che normalmente viene rimosso o semplificato nel discorso pubblico.

Alla base del suo percorso c’e una formazione teatrale e vocale ampia, accompagnata da studi nelle artiterapie espressive e da collaborazioni in ambito educativo e performativo. Il suo lavoro non si limita quindi al palco o alla pubblicazione musicale, ma si estende a un ragionamento piu ampio sul valore terapeutico dell’arte, tema che l’ha portata anche a intervenire come relatrice alla Camera dei Deputati. Attualmente sta completando il proprio percorso didattico per il conseguimento del Diploma in Canto Moderno, dettaglio che conferma la volonta di consolidare ulteriormente il proprio strumento espressivo.

Dal punto di vista sonoro, Titta attinge a influenze diverse: cantautorato italiano contemporaneo, teatro-canzone, alternative pop e repertorio del musical anglo-americano. Questa pluralita si riflette anche nei brani gia pubblicati, come “Ostaggi”“Mimma” e “Perfetta”, tracce che hanno definito una linea autoriale fondata su scrittura personale e attenzione ai temi dell’unicita e dell’imperfezione.

Con Fuori asse – carta celeste per stelle inclinate, sostenuto da un team di professionisti del settore musicale e audiovisivo, Titta apre ora una fase nuova del suo percorso. A rafforzare il progetto arriva anche il videoclip di Cronika, diretto da Armando Di Lillo ed editato da Ilaria Tonali, ambientato in un teatro vuoto e caratterizzato da un’estetica psico-punk. La coreografia contemporanea, firmata e interpretata da Anna Bucci, accompagna il senso del brano raccontando non la sfida frontale al dolore, ma la ricerca di una possibile convivenza con esso.

Nel panorama della nuova musica italiana, Cronika si segnala cosi come un’uscita che prova a nominare con chiarezza un disagio diffuso, trasformandolo in forma artistica. Non una confessione privata chiusa in se stessa, ma una canzone che intercetta stanchezze condivise e le restituisce con voce, corpo e presenza.

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Spettacolo

Jazzaltro 2026, tra Varese e Milano torna la rassegna che unisce jazz, world music e concerti nei parchi

🎷 Tra concerti all’alba, world music, swing e grandi nomi del jazz, JAZZaltro 2026 torna tra Varese e Milano con un’estate di musica dal vivo nei parchi e nelle piazze.
Si parte il 21 giugno a Fagnano Olona con Sonia Spinello e Ashti Abdo: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Jazzaltro #Varese #Milano #MusicaDalVivo

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Locandina JAZZaltro 2026

Redazione-  Milano si prepara ad accogliere una nuova edizione di JAZZaltro, la rassegna che dal 2010 porta musica dal vivo tra le province di Varese e Milano costruendo, anno dopo anno, un percorso riconoscibile nel panorama culturale lombardo. La diciassettesima edizione partirà il 21 giugno 2026 e proseguirà fino al 6 settembre con una decina di appuntamenti distribuiti tra parchi fluviali, cortili storici, piazze e spazi pubblici. Il cartellone conferma la vocazione del festival: mettere in dialogo jazz, swing, funky, world music e sonorità contemporanee, puntando su artisti affermati e musicisti in crescita, in contesti territoriali che danno all’ascolto un valore diverso da quello del tradizionale concerto in sala.

L’apertura è fissata all’alba, alle 6 del mattino, all’approdo Calipolis del Parco del Medio Olona, nel comune di Fagnano Olona, in provincia di Varese. Non è soltanto una scelta suggestiva, ma una cifra precisa della manifestazione, che fin dall’inizio ha lavorato sul rapporto tra musica e paesaggio. Ad aprire l’edizione 2026 saranno la vocalist Sonia Spinello e il polistrumentista di origine siriana Ashti Abdo, protagonisti del progetto Zimanê Sînoran, espressione che significa “linguaggio dei confini”. Un titolo che riassume bene l’identità di un live costruito sull’incontro tra jazz, world music, sonorità antiche e ricerca timbrica.

il concerto all’alba a Fagnano Olona apre il festival

L’evento inaugurale si svolgerà in uno dei luoghi più riconoscibili della Valle Olona, un’area che negli ultimi anni ha cercato di valorizzare spazi naturali e percorsi culturali anche attraverso iniziative diffuse. Il concerto all’alba si inserisce in questo contesto e punta a trasformare il risveglio del paesaggio in parte integrante dell’esperienza musicale. La voce di Sonia Spinello, insieme a strumenti come daf e kalimba, dialogherà con il mondo sonoro di Ashti Abdo, che porterà sul palco saz, sansula, oud, duduk, effetti e voce.

Il risultato annunciato è un intreccio di tradizioni differenti, capace di tenere insieme dimensione spirituale, scrittura contemporanea e suoni legati a culture lontane. Subito dopo il concerto, per chi vorrà fermarsi, è prevista anche una sessione di Hatha Yoga del mattino curata da Claudia Berti. Gli organizzatori consigliano di portare tappetino, cuscino o coperta. A seguire, sarà possibile fare colazione al chiosco-bar della struttura. Un formato che unisce musica, benessere e fruizione lenta del territorio, rendendo l’appuntamento qualcosa di più di una semplice apertura di stagione.

un cartellone tra grandi nomi, ensemble internazionali e musicisti emergenti

Dopo il live inaugurale, JAZZaltro entrerà nel vivo con un programma che attraversa l’estate fino a settembre. Domenica 28 giugno a Olgiate Olona saliranno sul palco gli Sugarpie & The Candymen, formazione nota per il suo repertorio tra swing, jazz e riletture dal forte impatto dal vivo. Giovedì 2 luglio a Busto Arsizio arriveranno i Gaia Cuatro, gruppo molto apprezzato per la capacità di fondere America Latina, jazz e scrittura cameristica in una dimensione internazionale.

Il 5 luglio a San Giorgio su Legnano sarà la volta del Michele Fazio International Trio feat. Tomohiro Yahiro, mentre il 9 luglio Busto Arsizio ospiterà Vik & The Doctors of Jive, nome legato a una proposta che guarda allo swing e al rhythm and blues con un organico ricco e impostazione da grande palco. Dopo la pausa di metà estate, il festival riprenderà il 7 agosto a Legnano con il Luigi Martinale Quartet & Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo, progetto che unisce jazz e scrittura orchestrale.

Nel finale di agosto troveranno spazio alcuni dei profili più interessanti della scena nazionale. Luca Falomi, con il suo Myricae Quartet, sarà a Legnano il 23 agosto; Francesco Schepisi Elevation Quartet suonerà a Castellanza il 29 agosto; il 30 agosto, ancora a Legnano, è previsto il live del TeBuCaSe Quartet con Max Tempia all’organo hammond. La chiusura è affidata a un nome di primo piano del pianismo italiano: Enrico Pieranunzi, atteso domenica 6 settembre a Olgiate Olona per un concerto piano solo alle 11, accompagnato da aperitivo.

la parola chiave del 2026 è “hope” e racconta il senso della rassegna

A firmare anche quest’anno la direzione artistica è Mario Caccia, ideatore del festival e patron di Abeat Records. Per l’edizione 2026 la parola guida scelta è Hope, speranza. Un termine che, nelle intenzioni degli organizzatori, non viene usato come slogan, ma come chiave per leggere il ruolo della musica in un tempo attraversato da divisioni sociali, culturali ed emotive. Il festival rivendica da sempre la capacità della musica di superare confini, creare relazioni e costruire comunità temporanee attorno all’ascolto condiviso.

Questa visione emerge anche dalla struttura stessa della rassegna. JAZZaltro non si concentra in un unico spazio, ma si distribuisce tra comuni diversi, tenendo insieme Varese e Milano in un dialogo territoriale che valorizza luoghi pubblici e reti locali. Cortili municipali, giardini museali, piazze e parchi fluviali diventano così parte del racconto, con eventi a ingresso libero e libera donazione, scelta che mantiene ampia l’accessibilità del festival e rafforza il legame con il pubblico.

In un’estate ricca di proposte musicali, la nuova edizione di JAZZaltro punta quindi su un’identità precisa: qualità artistica, varietà di linguaggi e attenzione ai luoghi. Non solo concerti, ma un percorso che mette insieme ascolto, paesaggio e comunità tra due province che da anni hanno trovato nella rassegna uno degli appuntamenti culturali più stabili della stagione.

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Spettacolo

Il ritorno di Dj Lato: il pioniere dell’hip hop italiano presenta il nuovo ep velvet beach

🎧 Il pioniere dell’hip hop Dj Lato torna sulla scena con “Velvet Beach”. Un viaggio tra funk decostruito e sperimentazione elettronica in arrivo nel 2026. Non perderti le novità dal pioniere dell’home-production made in Italy.
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#DjLato #VelvetBeach #HipHopItaliano #MusicaElettronica

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Redazione-  Senigallia torna prepotentemente al centro della scena musicale nazionale grazie a una figura che ha segnato la storia dell’hip hop italiano sin dagli anni Novanta. Dj Lato, al secolo produttore e beatmaker di culto, annuncia l’uscita del suo nuovo progetto discografico, intitolato “Velvet Beach”, previsto per il 2026. Questo lavoro rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di un artista che ha saputo evolversi dalla rigorosa scuola del vinile verso sperimentazioni elettroniche audaci, mantenendo sempre saldo il legame con le radici della cultura urbana.

le radici di un pioniere tra vinili e campionamenti

La carriera di Dj Lato è indissolubilmente legata alla città marchigiana, dove ha trasformato il suo “Studio 114” in un laboratorio di ricerca sonora permanente. Il suo nome è impresso nei manuali di storia della musica italiana per la produzione di “Sindrome di fine Millennio”, album del 1999 realizzato con gli Uomini di Mare. Quel disco non fu soltanto una raccolta di tracce, ma un punto di svolta per il rap nazionale, definito da molti critici come una pietra miliare che ha dato dignità a un modo di fare musica allora considerato ancora di nicchia.

La sua formazione affonda le radici in una collezione di oltre 4000 vinili, un archivio sterminato che spazia dal funk più puro alle rarità che hanno segnato il ritmo degli ultimi decenni. Questa dedizione al supporto fisico è stata documentata anche nel lungometraggio “Numero Zero” di Enrico Bisi, che racconta la genesi della cultura hip hop nel nostro Paese. Dj Lato si è sempre distinto come un outsider, lontano dalle logiche commerciali e costantemente orientato verso una vocazione sonora che privilegia la qualità del groove rispetto alle tendenze del momento. Nel corso degli anni, la sua firma si è intrecciata con quella di artisti fondamentali, da Fabri Fibra a Neffa, passando per Rancore, Esa e Riccardo Sinigallia, dimostrando una versatilità rara nel panorama produttivo italiano.

la trasformazione sonora di velvet beach

Il nuovo progetto “Velvet Beach”, in uscita nel 2026, si propone di superare i confini del genere rap per addentrarsi in un territorio di pura astrazione sonora. L’artista descrive l’opera come uno spazio a densità variabile, un ambiente che muta forma ad ogni ascolto. La struttura dei pezzi ruota attorno a un funk decostruito, dove i bassi analogici vengono spinti con sapienza verso i limiti della compressione, creando un impatto fisico che raramente si riscontra nelle produzioni elettroniche mainstream.

L’uso dei sintetizzatori granulari e dei micro-delay organici conferisce alle tracce una profondità psichedelica. Non si tratta di una musica pensata per il semplice sottofondo, quanto piuttosto di un’esperienza immersiva che richiede attenzione. “Studio 114” è diventato, ancora una volta, una camera di risonanza dove le saturazioni calde incontrano una pulizia maniacale dei transienti. Quello che il produttore offre con questo nuovo EP è una sorta di spiaggia digitale, un luogo liminale in cui il confine tra il movimento fisico del dancefloor e l’equilibrio mentale dell’ascoltatore si fa labile.

il collettivo pavimento fertile

Oltre al lavoro strettamente musicale, Dj Lato resta uno dei pilastri di “Pavimento Fertile”, un collettivo artistico di Senigallia che agisce come vero e proprio incubatore di talenti. L’associazione non si limita alla produzione di dischi, ma organizza workshop di danza, eventi di street art e performance dal vivo, promuovendo la libertà espressiva come valore collettivo. Grazie a questa realtà, il dj ha saputo mantenere sempre vivo il contatto con le nuove generazioni di artisti e performer, garantendo alla sua musica una freschezza che molti colleghi della sua generazione hanno perso nel tempo.

La costante ricerca di un linguaggio sonoro autentico rende il suo approccio alla console imprevedibile. Chi ha assistito ai suoi dj set sa che la performance di Lato non segue una scaletta predefinita, ma si adatta all’energia del momento in uno scambio continuo con il pubblico. Con “Velvet Beach”, l’artista ribadisce la propria natura di dissacratore, capace di distruggere le proprie certezze per ricostruirle in forme inedite. Si preannuncia dunque un 2026 di grande fermento per gli estimatori della produzione elettronica di qualità, pronti a lasciarsi trascinare nuovamente in un viaggio che, come ama ripetere lo stesso artista, non si sa mai come possa andare a finire.

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