A Roma, l’arte contemporanea incontra il gusto: SaĆ¢dane Afif trasforma Villa Borghese con lavinia gusto #5
š¦ un sorprendente mix di arte contemporanea, performance e sapori unici sta per animare villa borghese a roma! il progetto lavinia, con l’artista saĆ¢dane afif, offre un’esperienza indimenticabile tra architettura e gusto. leggi l’articolo completo sul nostro sito š #LAVINIA #SaĆ¢daneAfif #VillaBorghese #ArteContemporanea
Redazione-Ā RomaĀ si prepara ad accogliere un’esperienza artistica multisensoriale di spicco con il quinto episodio di LAVINIA, il programma d’arte che da tempo si dedica a rianimare luoghi storici della cittĆ attraverso la lente della contemporaneitĆ . giovedƬ 11 giugno 2026, la suggestiva loggia dei vini all’interno di villa borghese sarĆ il palcoscenico per “gusto #5”, un’opera e performance inedita dell’artista franco-marocchino saĆ¢dane afif. al centro di questa manifestazione vi sarĆ non solo un dialogo profondo tra arte e architettura, ma anche un elemento inaspettato e delizioso: un nuovo gusto di gelato, pistacchio e lampone, ideato per l’occasione, che promette di coinvolgere il pubblico in maniera totale, ben oltre la mera osservazione visiva. l’iniziativa, realizzata da ghella e curata da salvatore lacagnina, continua il suo percorso di restituzione alla cittĆ di spazi dimenticati o sottoutilizzati, promuovendo una riflessione sull’intramontabile legame tra espressione artistica e contesto urbano.
il progetto lavinia: arte e architettura in dialogo
LAVINIA non ĆØ un semplice ciclo espositivo, ma una visione strategica che intende riconnettere roma con il proprio patrimonio, valorizzandolo attraverso interventi artistici contemporanei. l’idea alla base ĆØ quella di intercettare luoghi carichi di storia e significato, offrendo loro una nuova interpretazione, un nuovo respiro, grazie alla creativitĆ di artisti selezionati. questo progetto si propone di superare la tradizionale fruizione museale, portando l’arte direttamente nel cuore della vita cittadina, in contesti che il pubblico ĆØ abituato a frequentare per altre ragioni ā una passeggiata in un parco storico, per esempio. la loggia dei vini a villa borghese, con la sua architettura elegante e la sua storia secolare, rappresenta un esempio perfetto di come LAVINIA riesca a creare un ponte tra passato e presente. l’intervento artistico non si limita a un’installazione, ma si fonde con l’ambiente circostante, stimolando una nuova percezione dello spazio stesso. l’approccio curatoriale di salvatore lacagnina ĆØ fondamentale in questo processo, guidando gli artisti a sviluppare opere che non solo si inseriscano armoniosamente, ma che spesso diventino parte integrante dell’architettura stessa, dialogando con essa in modo dinamico e stimolante. l’obiettivo ultimo ĆØ offrire ai cittadini e ai visitatori una prospettiva differente sulla ricchezza culturale di roma, stimolando la curiositĆ e la partecipazione attiva.
Saâdane Afif e la sinestesia del gusto
per questo quinto episodio di LAVINIA, la scelta ĆØ caduta su saĆ¢dane afif, artista di fama internazionale noto per il suo approccio concettuale e spesso multidisciplinare. le sue opere si distinguono per la capacitĆ di superare i confini tra le diverse arti, incorporando elementi di musica, performance, scultura e, come in questo caso, persino esperienze sensoriali come il gusto. afif esplora spesso i meccanismi della percezione e della memoria collettiva, invitando il pubblico a interagire con l’opera in modi inaspettati. la sua ricerca si concentra sull’idea che l’arte non sia un oggetto statico, ma un processo in continua evoluzione, che si completa nell’interazione con l’osservatore. in “gusto #5”, l’artista porta questa filosofia a un livello ulteriore, introducendo il gelato al pistacchio e lampone come elemento cardine della sua creazione. questa scelta non ĆØ casuale: il gusto ĆØ uno dei sensi più evocativi, capace di scatenare ricordi, emozioni e sensazioni immediate. abbinare l’esperienza visiva e performativa con quella gustativa crea un’immersione sinestetica che amplifica il messaggio artistico, rendendolo memorabile e profondamente personale per ogni partecipante. il gelato diventa cosƬ non solo un complemento, ma una vera e propria estensione dell’opera, simboleggiando la natura effimera e allo stesso tempo tangibile dell’arte contemporanea.
la loggia dei vini e il suo nuovo volto
la loggia dei vini, parte integrante di villa borghese, ĆØ un luogo che, pur essendo all’interno di uno dei parchi più celebri di roma, non sempre riceve l’attenzione che merita. villa borghese stessa ĆØ un polmone verde e un tesoro culturale, densa di storia, arte e architettura che spaziano dal xvi al xix secolo, con musei, giardini e edifici storici. il progetto LAVINIA, attraverso interventi come quello di afif, mira a riaccendere i riflettori su queste gemme nascoste o meno frequentate, integrandole in un circuito culturale contemporaneo. l’evento dell’11 giugno 2026 rappresenta un’opportunitĆ unica per i romani e i visitatori di riscoprire questo angolo della villa da una prospettiva completamente nuova. l’ingresso, libero e accessibile da via pinciana all’altezza di viale dell’uccelliera, incoraggia la partecipazione di un pubblico ampio e variegato, democratizzando l’accesso all’arte e alla cultura. la scelta di ghella di sostenere un programma come LAVINIA testimonia un impegno concreto nel campo della valorizzazione urbana e culturale, dimostrando come l’iniziativa privata possa svolgere un ruolo significativo nel promuovere la bellezza e l’innovazione nella capitale. l’anteprima stampa, prevista per le 11:00, e l’opening al pubblico, dalle 18:00 alle 21:00, promettono di trasformare la loggia dei vini in un vivace crocevia di arte, idee e, naturalmente, nuovi sapori.
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āLāArmonia dei Pensieri Discordantiā: la poesia senza filtri di Jacopo Bellan
Ā CāĆØ una poesia che nasce dal bisogno di raccontare ciò che spesso rimane nascosto tra le pieghe dellāanima. Una poesia che non teme le contraddizioni, che attraversa il dolore senza cercare scorciatoie e che trasforma le emozioni più profonde in parole. Ć questo il percorso proposto da Jacopo Bellan nel suo libro Lāarmonia dei pensieri discordanti, una raccolta intensa che invita il lettore a confrontarsi con la parte più autentica e complessa dellāesperienza umana.
Pubblicato il 13 marzo 2026 da Poesia Edizioni, il volume fa parte della collana āLibera-Mente Scrivereā, curata da Claudia Belli. Con le sue 80 pagine, il libro ĆØ disponibile al prezzo di 15 euro nelle librerie e nei principali store online.
Redazione-Ā CāĆØ una poesia che nasce dal bisogno di raccontare ciò che spesso rimane nascosto tra le pieghe dellāanima. Una poesia che non teme le contraddizioni, che attraversa il dolore senza cercare scorciatoie e che trasforma le emozioni più profonde in parole. Ć questo il percorso proposto da Jacopo Bellan nel suo libro Lāarmonia dei pensieri discordanti, una raccolta intensa che invita il lettore a confrontarsi con la parte più autentica e complessa dellāesperienza umana.
Pubblicato il 13 marzo 2026 da Poesia Edizioni, il volume fa parte della collana āLibera-Mente Scrivereā, curata da Claudia Belli. Con le sue 80 pagine, il libro ĆØ disponibile al prezzo di 15 euro nelle librerie e nei principali store online.
Fin dal titolo, Lāarmonia dei pensieri discordanti suggerisce l’incontro tra elementi apparentemente inconciliabili. I pensieri, le emozioni e le inquietudini che spesso abitano l’essere umano possono infatti scontrarsi tra loro, creando un tumulto interiore difficile da spiegare. Jacopo Bellan sceglie di non soffocare quel tumulto, ma di trasformarlo in materia poetica.
Ne nasce un viaggio intenso e senza filtri nel cuore delle emozioni. Attraverso versi diretti, viscerali e profondamente partecipati, l’autore affronta il conflitto interiore, dando voce al dolore, all’amore, alla perdita e al desiderio di libertĆ . La parola poetica diventa cosƬ uno strumento di indagine, ma anche un luogo nel quale trovare il coraggio di essere fragili.
La raccolta non cerca di addolcire la realtĆ . Al contrario, sceglie di attraversarla nelle sue zone più irregolari e talvolta scomode. In questa dimensione, la poesia assume il valore di un gesto di veritĆ e, allo stesso tempo, di ribellione: una ribellione contro le convenzioni, contro le maschere e contro tutto ciò che impedisce all’individuo di esprimere fino in fondo la propria identitĆ .
Bellan costruisce uno spazio letterario nel quale la fragilitĆ non rappresenta una debolezza, ma può trasformarsi in bellezza. Una bellezza imperfetta, inquieta e autentica, capace di coinvolgere e scuotere il lettore. Ć proprio questa la forza di Lāarmonia dei pensieri discordanti: quella di parlare a chi, almeno una volta nella vita, si ĆØ sentito fuori asse rispetto al mondo, incapace di riconoscersi completamente nelle regole e nei ritmi imposti dalla quotidianitĆ .
La poesia diventa dunque uno specchio. Non offre necessariamente risposte, ma invita a guardare dentro se stessi, ad accogliere anche le contraddizioni e a riconoscere che persino dai pensieri più discordanti può nascere una forma di armonia.
Lāarmonia dei pensieri discordanti ĆØ, in definitiva, una raccolta destinata a chi cerca nella poesia qualcosa di più di una semplice esperienza letteraria. Ć un libro per chi desidera incontrare parole capaci di lasciare un segno, di provocare una riflessione e di raccontare la complessitĆ dell’essere umano senza filtri.
JACOPO BELLAN: Ā«LA POESIA Ć UN LUOGO DOVE LāANIMA PUĆ ESSERE LIBERAĀ»
Jacopo, la poesia occupa un posto centrale nel Suo percorso creativo e umano. Che cosa rappresenta per Lei la poesia?
Ā
Per me la poesia ĆØ innanzitutto libertĆ . Ć il luogo in cui posso lasciare che i pensieri prendano forma senza costringerli all’interno di schemi prestabiliti. Scrivere poesia significa ascoltarsi profondamente, accogliere le emozioni e trasformarle in parole. Credo che ogni verso nasca da qualcosa di autentico e che, proprio per questo, possa raggiungere anche il cuore degli altri.
Nel Suo modo di scrivere emerge una forte componente introspettiva. Quanto ĆØ importante guardarsi dentro?
L’armonia dei pensieri discordanti sembra suggerire che persino le contraddizioni possano trovare una loro armonia. Ć cosƬ?
Assolutamente sƬ. Dentro ciascuno di noi convivono emozioni e pensieri spesso discordanti. Possiamo amare e soffrire, desiderare qualcosa e contemporaneamente averne paura. Non credo che dobbiamo necessariamente eliminare queste contraddizioni. Dobbiamo piuttosto imparare ad accoglierle e comprenderle. Forse l’armonia non consiste nell’assenza di conflitto, ma nella capacitĆ di convivere con le diverse parti di noi stessi.
Ā
Parliamo dell’amore, uno dei sentimenti più universali e complessi. Quale posto occupa nella Sua poesia?
L’amore occupa uno spazio molto importante. Ć una forza capace di cambiare profondamente una persona. Non parlo soltanto dell’amore tra due persone, ma anche dell’amore per la vita, per la famiglia, per ciò in cui crediamo e persino per noi stessi. Amare significa anche esporsi, diventare vulnerabili, rischiare. Ma credo che sia proprio questa vulnerabilitĆ a rendere l’amore cosƬ profondamente umano.
Secondo Lei, qual ĆØ il vero senso della vita?
à una domanda alla quale probabilmente ogni persona dà una risposta diversa. Per quanto mi riguarda, credo che il senso della vita sia strettamente legato ai valori autentici. La sincerità , il rispetto, la gratitudine, la gentilezza e la capacità di amare rappresentano per me punti di riferimento fondamentali. Spesso cerchiamo la felicità in ciò che è lontano o straordinario, dimenticando che molte delle cose più importanti sono già accanto a noi.
Proprio la semplicità sembra essere uno dei valori più importanti nel Suo modo di guardare il mondo. Vero?
Sì, credo profondamente nella bellezza della semplicità . Un sorriso sincero, una parola gentile, un momento trascorso con una persona cara possono avere un valore immenso. Spesso inseguiamo cose sempre più grandi, dimenticando di apprezzare ciò che abbiamo. La semplicità , per me, non è mancanza di profondità . Al contrario, può essere una delle forme più alte di autenticità .
La Sua raccolta ha potuto contare sul lavoro e sulla sensibilitĆ della donna che l’ha curata per Bertoni Editore. Quanto ĆØ importante per Lei esprimerLe gratitudine?
Ć molto importante. Dietro un libro non c’ĆØ mai soltanto l’autore. Ci sono persone che credono in un progetto, che lo accompagnano e che contribuiscono a renderlo realtĆ . Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine alla donna che ha curato la mia raccolta per Bertoni Editore: Claudia Belli. Il suo lavoro, la sua attenzione e la fiducia dimostrata nei confronti della mia poesia rappresentano per me qualcosa di prezioso. La gratitudine ĆØ un sentimento che dovremmo imparare a manifestare più spesso.
Ā
Questo ĆØ il Suo secondo volume. Che cosa prova davanti a questo nuovo importante traguardo?
La poesia può nascere dalla felicità , ma molto spesso sembra trovare la sua voce più potente nelle ferite. Secondo Lei, per scrivere versi autentici è necessario aver conosciuto il dolore?
Non credo che il dolore sia una condizione necessaria per scrivere, ma penso che le esperienze difficili ci costringano spesso a guardarci dentro con maggiore sincerità . La felicità ci apre al mondo, mentre il dolore, talvolta, ci riporta verso noi stessi. Tuttavia, ogni emozione può diventare poesia quando viene vissuta profondamente. La vera autenticità , forse, non nasce dalla sofferenza, ma dal coraggio di non mentire a se stessi.
Ā
Viviamo in un tempo in cui tutto corre velocemente, mentre la poesia richiede ascolto, silenzio e profonditĆ . Non pensa che scrivere poesia oggi sia anche una forma di ribellione?
SƬ, credo che possa esserlo. Fermarsi in un mondo che corre ĆØ giĆ , in qualche modo, un gesto rivoluzionario. La poesia ci invita ad ascoltare ciò che spesso ignoriamo: un’emozione, un ricordo, una paura o persino un silenzio. Scrivere versi oggi significa anche difendere uno spazio interiore che nessuno dovrebbe poterci togliere. In questo senso, la poesia ĆØ libertĆ , ma anche resistenza contro la superficialitĆ .
Ā
Se potesse incontrare il Jacopo Bellan di qualche anno fa e consegnargli una sola pagina del Suo secondo libro, quale messaggio vorrebbe affidargli?
Alla fine di questo viaggio tra parole, emozioni e silenzi, emerge il ritratto di un poeta che non cerca risposte assolute, ma continua a interrogare la vita con la sinceritĆ di chi sa ancora meravigliarsi. Jacopo Bellan affida alla poesia il compito di raccogliere i pensieri discordanti dell’anima e di trasformarli in un’armonia possibile, fragile eppure profondamente autentica.
Forse ĆØ proprio qui che si nasconde uno dei significati più profondi dell’esistenza: imparare ad accogliere le nostre contraddizioni, senza rinnegarle, riconoscendo nel dubbio un’occasione di crescita e nella fragilitĆ una forma di forza. Come una nuvola che attraversa il cielo senza conoscere confini, anche l’essere umano ĆØ chiamato a cercare la propria libertĆ , senza dimenticare mai le radici dei valori autentici che rendono il cammino degno di essere vissuto.
E mentre i sogni continuano a indicare la strada verso ciò che ancora non esiste, la poesia di Jacopo Bellan ricorda che nessun desiderio è troppo lontano quando viene nutrito dalla passione, dalla perseveranza e dal coraggio di credere.
La magia più grande d’Europa atterra a Sora dopo dieci anni d’attesa: l’Imperial Royal Circus accende il sogno tra Transformers, giganti della savana e l’abbraccio della solidarietĆ
Sora si prepara a vivere un sogno ad occhi aperti che manca da 10 anni! šŖš¦ Dal 18 al 27 settembre via Barca San Domenico ospita l’Imperial Royal Circus, uno dei colossi più grandi d’Europa con 100 animali straordinari, la Giraffa Reale e 10 record mondiali. Un’esperienza pazzesca tra la fantascienza della Donna Laser, i veri Transformers e le risate del Clown Ridolini, unita al grande cuore del progetto solidale “Un sorriso per tutti” per i bambini negli ospedali. Prezzi bloccati a partire da 7⬠su BigliettoPrenotato per la prima serata: correte a leggere tutte le date e i dettagli nell’articolo! šā¤ļøāØ
Sora (FR) – Ci sono carovane che non trasportano semplicemente strutture, costumi e scenografie, ma che viaggiano cariche di un patrimonio immenso fatto di stupore, risate senza tempo e pura poesia visiva. Per la cittĆ di Sora l’attesa ĆØ finalmente finita: dopo ben dieci anni di assenza dalle piazze del territorio, il grande spettacolo del circo si appresta a fare il suo trionfale e storico ritorno in grande stile. Dal 18 al 27 settembre 2026, per la prima volta in assoluto nella sua gloriosa storia ultracentenaria, lāImperial Royal Circus ā unanimemente riconosciuto come uno dei complessi circensi più maestosi, importanti e imponenti d’Europa ā allestirĆ la sua gigantesca ed elegante tensostruttura in via Barca San Domenico, all’interno dell’area parcheggio della fiera, trasformando il cuore del Frusinate in un’oasi di pura meraviglia.
Diretto con viscerale passione da Rodolfo Dell’Acqua, esponente di una delle dinastie storiche più amate e rispettate della nobile arte circense italiana, questo colosso dellāintrattenimento mette in scena un’eccellenza senza precedenti. Lo show, pluripremiato nei festival più prestigiosi del mondo come il Festival Internazionale del Circo di Montecarlo, vanta numeri da capogiro: dieci record mondiali in pista e oltre due milioni di spettatori entusiasti registrati in diverse nazioni. Un viaggio sensoriale totale che scuote le coscienze e accende i cuori, regalando a grandi e piccini un’esperienza estetica e conoscitiva che rimarrĆ impressa a lungo nella memoria collettiva.
Dalla fantascienza di Las Vegas al brivido della Ruota della Morte: attrazioni mai viste
I veri protagonisti dell’arena restano però gli splendidi animali che compongono il parco zoo viaggiante più grande d’Italia, un’immensa e fiera carovana che conta ben 100 straordinari esemplari che vivono in totale simbiosi, rispetto e amore con gli addestratori, tra cui spiccano Denny Montico e Carlos Gaona con i loro maestosi leoni e tigri. Durante l’intervallo dello spettacolo, i visitatori potranno ammirare da vicino i giganti della savana: dallāelegantissima e altissima Giraffa Reale allāimponente ippopotamo, fino all’alta cavalleria araba curata da Enis Royal, ai bisonti e a esotiche raritĆ . Il tutto sarĆ amalgamato dal ritmo incalzante dello speaker Luca Tritta e dalla comicitĆ pura di Elder, il Clown Ridolini, lo showman più amato d’Italia capace di trascinare la platea in una risata liberatoria.
“Un sorriso per tutti”: il grande cuore solidale della famiglia Dell’Acqua
Ma l’Imperial Royal Circus non ĆØ solo una macchina da record e intrattenimento; la sua vera forza risiede in un’anima calda, solidale e profondamente empatica. La permanenza a Sora sarĆ infatti illuminata dal nobile progetto di solidarietĆ battezzato āUN SORRISO PER TUTTIā, un’iniziativa nata dal desiderio intimo della famiglia Dell’Acqua di portare un momento di gioia, stupore e leggerezza a tutti quei bambini che affrontano ogni giorno sfide difficili nei reparti pediatrici degli ospedali italiani. In stretta collaborazione con le strutture sanitarie locali e le associazioni di volontariato, il circo organizzerĆ incontri speciali con i clown, i personaggi fantastici e gli artisti, per donare spensieratezza a chi ne ha più bisogno.
Nata a Wroclaw, in Polonia, Ewa Spadlo rappresenta una delle personalitĆ artistiche capaci di coniugare formazione internazionale, esperienza teatrale e sensibilitĆ interpretativa. Nel corso della sua carriera ha attraversato palcoscenici importanti, lavorando con affermati registi italiani e polacchi e prendendo parte a produzioni cinematografiche e teatrali di rilievo internazionale.
Il suo percorso artistico affonda le radici in una formazione solida e articolata. Dopo una prima esperienza di studi teatrali presso il CTA di Milano, viene ammessa al corso attori della Civica Scuola dāArte Drammatica āPaolo Grassiā di Milano, dove consegue il diploma nellāanno 2000.
Redazione-Ā Nata a Wroclaw, in Polonia, Ewa Spadlo rappresenta una delle personalitĆ artistiche capaci di coniugare formazione internazionale, esperienza teatrale e sensibilitĆ interpretativa. Nel corso della sua carriera ha attraversato palcoscenici importanti, lavorando con affermati registi italiani e polacchi e prendendo parte a produzioni cinematografiche e teatrali di rilievo internazionale.
Il suo percorso artistico affonda le radici in una formazione solida e articolata. Dopo una prima esperienza di studi teatrali presso il CTA di Milano, viene ammessa al corso attori della Civica Scuola dāArte Drammatica āPaolo Grassiā di Milano, dove consegue il diploma nellāanno 2000.
Il desiderio di approfondire ulteriormente il linguaggio della recitazione la conduce successivamente in Polonia, presso lāAccademia dāArte Drammatica di Cracovia, allora diretta da Jerzy Stuhr. Unāesperienza che contribuisce ad arricchire il suo bagaglio professionale e a consolidare il rapporto con la propria terra dāorigine.
Nel corso della sua carriera Ewa Spadlo ha avuto lāopportunitĆ di lavorare con importanti registi polacchi, tra i quali Tadeusz Bradecki. Con lo spettacolo āIl Pozzoā, diretto da Bradecki, ĆØ protagonista di una produzione presentata in anteprima al Mittelfest di Cividale del Friuli.
Ma il suo percorso professionale si sviluppa con grande intensitĆ anche in Italia. Tra le collaborazioni più significative figura quella con Giorgio Marini nello spettacolo āLady in the Darkā, musical di Kurt Weill realizzato in occasione della riapertura del Teatro Massimo di Palermo.
Accanto a Eros Pagni lavora inoltre a un progetto teatrale diretto da Giuseppe Di Leva su testi di Achille Campanile. Con la compagnia di Paolo Rossi prende parte allo spettacolo āQuesta sera si recita MoliĆØreā, portato in scena non soltanto in Italia ma anche in Polonia, nellāambito del MoliĆØre Festival di Cracovia.
Il talento di Ewa Spadlo non si esprime esclusivamente attraverso il teatro. Anche il cinema entra a far parte del suo percorso professionale: prende infatti parte al film āLa banda dei Babbi Nataleā, con Aldo, Giovanni e Giacomo, diretto da Paolo Genovese.
Nel 2002 fonda, insieme al regista Stefano Francesco Alleva, lāAssociazione Culturale Harvey. Da quel momento prende parte a diversi progetti e spettacoli, tra i quali āIn alto mareā e āTempo di scirocco ā Omaggio a Ernesto Ragazzoniā, presentati in anteprima rispettivamente alle edizioni 2009 e 2010 del Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Nel 2011 ĆØ protagonista dello spettacolo āA piedi nudi nel parcoā, che debutta nellāambito del Festival di Spoleto, confermando ancora una volta il forte legame professionale e artistico con uno dei più importanti appuntamenti culturali italiani.
Parallelamente allāattivitĆ di attrice, Ewa Spadlo si dedica con costanza anche alla formazione teatrale attraverso attivitĆ laboratoriali, trasmettendo esperienze, conoscenze e sensibilitĆ alle nuove generazioni e a quanti desiderano avvicinarsi al linguaggio della scena.
Un percorso, il suo, caratterizzato anche dalla versatilitĆ . Madrelingua polacca, parla italiano e inglese e possiede diverse competenze che spaziano dallāequitazione alla scherma, dallo sci alla vela, fino al pianoforte e al canto.
Ewa Spadlo, il suo percorso professionale si ĆØ sviluppato tra Polonia e Italia. Quanto hanno influenzato queste due realtĆ culturali la sua formazione e la sua identitĆ artistica?
Ā«La Polonia e lāItalia rappresentano due parti molto importanti della mia vita e del mio percorso artistico. Ho avuto la fortuna di formarmi e lavorare in entrambi i Paesi, entrando in contatto con sensibilitĆ , tradizioni teatrali e linguaggi differenti. Credo che proprio questo confronto continuo abbia contribuito a rendere il mio percorso più ricco e articolato. Ogni esperienza ha lasciato dentro di me qualcosa di importanteĀ».
Nel corso della sua carriera ha lavorato con importanti registi e attori e ha partecipato a spettacoli presentati in contesti prestigiosi. Qual ĆØ il valore umano e professionale che queste esperienze le hanno lasciato?
Ā
Ā«Ogni incontro ĆØ stato una grande occasione di crescita. Lavorare accanto a professionisti di grande esperienza significa osservare, ascoltare e continuare a imparare. Il teatro ĆØ unāarte profondamente collettiva e credo che il confronto con gli altri rappresenti una delle sue ricchezze più grandi. Ogni regista, ogni attore e ogni produzione hanno contribuito, in modo diverso, alla costruzione del mio percorsoĀ».
Lei ĆØ attrice e regista, ma si dedica anche alla formazione teatrale. Che cosa cerca di trasmettere attraverso il suo lavoro con le persone che si avvicinano al teatro?
Ā«Il teatro non ĆØ soltanto una professione o una forma di spettacolo. Può diventare anche uno straordinario strumento di conoscenza personale e di relazione con gli altri. Attraverso il lavoro teatrale cerco di trasmettere lāimportanza dellāascolto, della presenza e dellāautenticitĆ . Credo che ogni persona possieda un proprio mondo interiore e che il teatro possa aiutarla a scoprirlo e a esprimerloĀ».
Ā
La carriera di Ewa Spadlo racconta dunque il percorso di unāartista internazionale che ha saputo trasformare la propria formazione in un continuo viaggio attraverso culture, palcoscenici e linguaggi differenti.
Dalla Polonia allāItalia, dalle aule delle più prestigiose scuole dāarte drammatica ai grandi teatri, dal cinema alla formazione, il suo cammino professionale testimonia la forza di unāarte capace di superare i confini geografici.
Dietro lāartista cāĆØ una donna che guarda alla vita con profonditĆ , ponendo al centro della propria esistenza la famiglia, la fede, lāamore e quei valori che, nella frenesia della contemporaneitĆ , sembrano talvolta smarrirsi. Ewa Spadlo non racconta soltanto un percorso professionale costruito tra Polonia e Italia, teatro e cinema, ma una storia umana nella quale lāarte diventa anche occasione di incontro, condivisione e rinascita.
La sua carriera, sviluppatasi nel segno della formazione e del rigore professionale, si intreccia profondamente con la dimensione privata. Il marito, i figli, le amicizie, la fede in Dio e il legame con le proprie radici rappresentano punti fermi di un cammino che non separa la professione dalla vita, ma cerca costantemente un equilibrio autentico tra le due dimensioni.
Ne nasce un racconto fatto di memoria e futuro, di luoghi e affetti, di grandi incontri e di esperienze capaci di lasciare un segno indelebile.
Ewa, dopo un percorso così ricco di esperienze artistiche e umane, che cosa rappresenta oggi per Lei il senso più profondo della vita?
Ā«Credo che il senso della vita sia profondamente legato alla capacitĆ di amare, di costruire relazioni autentiche e di non perdere mai il contatto con ciò che realmente conta. Viviamo in un tempo nel quale tutto sembra scorrere velocemente e nel quale spesso si rischia di confondere lāapparenza con la sostanza. Per me, invece, ĆØ fondamentale cercare di restare fedeli alla propria coscienza e alla propria veritĆ , affrontando la realtĆ con sinceritĆ e gratitudineĀ».
In questa visione, quale posto occupa la famiglia?
Ā«La famiglia ĆØ il mio porto, il luogo degli affetti più profondi e delle responsabilitĆ più importanti. Mio marito e i miei figli rappresentano una parte essenziale della mia vita. Lāamore familiare non significa soltanto condividere i momenti belli, ma esserci nei passaggi più complessi, crescere insieme e imparare a sostenersi reciprocamente. Ć una presenza che dĆ forza e significato al mio camminoĀ».
Ā
Quanto ĆØ importante per Lei lāamore per suo marito e per i suoi figli?
«à qualcosa che non considero separato dalla mia identità . Prima ancora della professione, dei riconoscimenti e dei progetti, esistono le persone che amo. La famiglia mi ha insegnato il valore della condivisione e della presenza. Credo che amare significhi soprattutto assumersi la responsabilità di esserci, ogni giorno, con sincerità ».
La sua carriera ĆØ stata costruita attraverso anni di studio, formazione e lavoro. Quanto conta per Lei il rigore professionale?
«Conta moltissimo. Il talento, se esiste, deve essere accompagnato dallo studio, dalla disciplina e dal rispetto per il proprio lavoro e per quello degli altri. Ho sempre considerato la professione artistica come qualcosa che richiede grande serietà . Dietro uno spettacolo o un film ci sono preparazione, sacrificio e lavoro quotidiano. Il rigore non limita la creatività : al contrario, le offre basi solide sulle quali potersi esprimere liberamente».
Viviamo in una societĆ che sembra aver smarrito alcuni valori fondamentali. Quali ritiene siano quelli che oggi dovremmo riscoprire?
Ā«Purtroppo credo che oggi rischiamo di perdere il valore della parola data, del rispetto, dellāascolto e della gentilezza. Sono valori semplici solo in apparenza. Credo sia necessario tornare a dare importanza alle relazioni umane, alla solidarietĆ e alla capacitĆ di guardare lāaltro non come un ostacolo o uno strumento, ma come una persona. Forse abbiamo bisogno di rallentare e di ricordarci che ciò che possediamo davvero sono i rapporti che siamo riusciti a costruireĀ».
Lei nutre un particolare affetto per San Francesco dāAssisi e per il mondo francescano. Da dove nasce questo legame?
Vi sono anche due francescani ai quali Lei ĆØ particolarmente legata, che hanno avuto un ruolo speciale nella sua famiglia?
Ā«SƬ, sono due persone alle quali sono profondamente legata e che hanno avuto un posto importante nella nostra vita familiare. Il fatto che siano diventati padrini alla Cresima di mio figlio rappresenta un legame che va ben oltre un momento formale o religioso. Ć il segno di una relazione costruita sulla fiducia, sullāaffetto e sulla condivisione di un percorso umano e spiritualeĀ».
Ā
Quanto ĆØ importante la fede in Dio nel suo modo di affrontare la realtĆ ?
«La fede rappresenta per me un punto di riferimento fondamentale. Non significa vivere lontani dalla realtà , ma, al contrario, cercare di affrontarla con maggiore autenticità e consapevolezza. Credere in Dio mi aiuta a non perdere la speranza, anche quando la vita presenta momenti difficili, e a guardare le persone e le situazioni con uno spirito di maggiore apertura».
Ā
Lei ĆØ nata in Polonia, ma ĆØ cresciuta artisticamente e professionalmente anche in Italia. Come convivono dentro di Lei questi due mondi?
Ā«La Polonia rappresenta le mie radici, il luogo della nascita, della memoria e di una parte fondamentale della mia identitĆ . LāItalia ĆØ invece il Paese nel quale sono cresciuta e nel quale ho costruito gran parte della mia vita e del mio percorso professionale. Non ho mai vissuto queste due appartenenze come qualcosa di contrapposto. Al contrario, credo che entrambe abbiano contribuito a formarmiĀ».
Tra i ricordi legati alla Polonia ce nāĆØ uno che conserva con particolare emozione: quello di San Giovanni Paolo II.
Ā«Il ricordo di Giovanni Paolo II ĆØ per me indelebile. Ć stato una figura capace di lasciare un segno profondo non soltanto nella storia della Polonia e della Chiesa, ma nel cuore di milioni di persone. La sua presenza, la sua forza e il suo messaggio rappresentano qualcosa che continua a vivere nella memoria e nella coscienza di chi ha avuto modo di sentirne lāimportanzaĀ».
Tra le esperienze più significative della sua vita vi sono anche due anni trascorsi insieme a suo marito e ai suoi figli allāinterno di una comunitĆ per persone con dipendenze. Che cosa ha rappresentato per voi questa esperienza?
«à stata unāesperienza umana profondissima, che abbiamo vissuto insieme come famiglia. Per due anni abbiamo condiviso una parte importante della nostra quotidianitĆ con persone che stavano attraversando momenti di grande sofferenza e fragilitĆ . Abbiamo cercato di portare il nostro amore per il teatro e per il cinema allāinterno di quella realtĆ , condividendo ciò che sappiamo fare con persone che, in quel momento, avevano bisogno soprattutto di essere ascoltate e considerate nella loro dignitĆ Ā».
Che cosa le ha insegnato il contatto con queste persone?
Ā«Mi ha insegnato ancora di più a non giudicare. Dietro ogni sofferenza esiste una storia che merita di essere ascoltata. Lāarte, in quel contesto, non rappresentava semplicemente unāattivitĆ , ma poteva diventare un momento di libertĆ , di espressione e di condivisione. Abbiamo ricevuto forse più di quanto siamo riusciti a dareĀ».
Ā
Un capitolo importante della sua formazione ĆØ rappresentato dalla Civica Scuola dāArte Drammatica āPaolo Grassiā di Milano. Quali ricordi conserva di quellāesperienza e dei suoi compagni di allora?
«Conservo ricordi meravigliosi dei miei amici e compagni della Paolo Grassi. Sono stati anni di formazione intensa, di incontri, di scoperte e di crescita. La scuola è stata molto più di un luogo nel quale imparare un mestiere. Per me rappresenta un contenitore meraviglioso, fatto di nascita e rinascita, nel quale tante individualità , storie e sensibilità si sono incontrate per trasformarsi e crescere insieme».
Che cosa resta oggi di quella giovane donna che entrò alla Paolo Grassi con il desiderio di fare dellāarte la propria strada?
«Credo sia rimasta la stessa curiosità , lo stesso desiderio di continuare a imparare e a mettermi in discussione. Gli anni e le esperienze ci cambiano, ma è importante non perdere la capacità di meravigliarsi e di ricominciare. Forse è proprio questa la lezione più preziosa che il teatro e la vita continuano a insegnarmi».
Ewa Spadlo racconta la propria vita con la consapevolezza di chi ha attraversato luoghi, esperienze e incontri diversi senza mai rinunciare alla ricerca della propria autenticitĆ .
Attrice e regista, donna profondamente legata alla famiglia e alla fede, figlia della Polonia e cittadina dellāItalia che lāha accolta e formata, il suo percorso testimonia come lāarte possa essere molto più di una professione.
Può diventare un ponte. Può entrare nei luoghi della sofferenza. Può accompagnare le persone nei momenti di fragilità . Può creare relazioni e, talvolta, contribuire a una rinascita.
In un tempo che corre velocemente e nel quale il successo rischia spesso di essere misurato soltanto attraverso lāapparenza, la storia di Ewa Spadlo richiama invece il valore della profonditĆ : quella costruita nel rigore del lavoro, custodita negli affetti familiari, alimentata dalla fede e rinnovata, giorno dopo giorno, attraverso lāincontro con lāaltro.
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