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Spettacolo

Il nuovo singolo di Lavinia Pizzo si intitola Carezza e parla di legami silenziosi

🎵 La nuova canzone di Lavinia Pizzo è un invito a riscoprire la bellezza dei gesti silenziosi e del contatto umano in un mondo sempre più frenetico. Un brano intimo che esplora il potere dell’empatia.
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Redazione-  Milano segna il punto di partenza per l’ultima evoluzione artistica di Lavinia Pizzo, che il prossimo 12 giugno 2026 pubblicherà il suo nuovo singolo, intitolato Carezza. Il brano, distribuito da Up Music e Il Branco Publishing, si inserisce nel panorama della musica d’autore italiana con l’intento di sollevare una riflessione profonda sul valore dell’empatia e della comunicazione non verbale. In un’epoca caratterizzata da un eccesso di rumore mediatico e verbale, la cantautrice sceglie la via della sottrazione, dando voce a quel mondo di sensazioni che si sprigionano nel silenzio tra due persone.

La genesi della canzone possiede una natura intrinsecamente umana. Tutto ha inizio tra le mura di una scuola di musica, dove Lavinia Pizzo lavora quotidianamente a contatto con i giovani. Un suo studente adolescente, colpito da una disabilità visiva congenita, ha condiviso con lei una melodia rudimentale nata dall’esigenza di descrivere il legame speciale con sua sorella. Questo gesto, così intimo e puro, ha fatto da scintilla per la scrittura definitiva del pezzo. L’artista ha saputo accogliere quel frammento di vita, rielaborandolo con cura fino a trasformarlo in un’opera compiuta, capace di tradurre in note una forma di linguaggio mediata unicamente dal tatto. Non si tratta solo di una canzone, ma di un esercizio di sensibilità che pone l’accento sulla bellezza dei micro-gesti, quegli sguardi e quei tocchi che spesso dicono molto più di una conversazione articolata.

la forza della comunicazione non verbale

Il messaggio veicolato da Carezza è volutamente universale. La scelta di non ancorare il testo a una narrazione troppo specifica permette a ogni ascoltatore di proiettare sul brano il proprio vissuto affettivo. Che si tratti di un amore romantico, di un rapporto fraterno o di un profondo legame di amicizia, il concetto resta cristallino: amare significa riconoscere l’altro attraverso la presenza. La linea melodica, costruita per essere al contempo dolce e ferma, accompagna una voce che non cerca l’esibizione, ma la condivisione. Il brano sembra volersi rivolgere a chiunque necessiti di una pausa, un attimo di tregua dalle frenesie quotidiane, proprio come le immagini scelte per il videoclip ufficiale, che si apre in una giornata grigia e introspettiva, per poi schiudersi verso una luce rivelatrice.

Il percorso di Lavinia Pizzo si distingue per una solida preparazione accademica che si fonde con una naturale propensione alla sperimentazione. Diplomata in Conservatorio con una laurea specialistica di secondo livello, la musicista ha saputo declinare la sua formazione classica all’interno di un linguaggio moderno. La sua carriera non si limita al solo ambito discografico. L’impegno nel mondo del teatro, dove ha integrato il canto con l’espressione mimica e l’uso consapevole della voce recitata, ha contribuito a definire il suo approccio alla composizione. Essere polistrumentista le permette di gestire la materia sonora con una visione d’insieme, muovendosi tra il pianoforte e altri strumenti con la stessa disinvoltura. Per lei, la musica rappresenta un ponte, un mezzo che permette di riscoprire emozioni che la vita frenetica tende a soffocare.

un percorso artistico tra musica e teatro

Oltre all’aspetto puramente tecnico, la missione professionale di Lavinia Pizzo ruota attorno alla creazione di zone di contatto emotivo tra le persone. Vivere di musica, per la cantautrice, significa mettersi in ascolto del mondo per poi restituire in musica la complessità dei sentimenti vissuti. L’uscita di Carezza il prossimo 12 giugno non rappresenta solo una nuova tappa nella sua discografia, ma un invito a rallentare. La capacità di connettersi con il pubblico, attraverso messaggi che passano per la profondità dell’animo, è il cuore pulsante di un progetto che guarda al futuro con determinazione e costanza. La rotazione radiofonica e la disponibilità sulle principali piattaforme di streaming offriranno a un pubblico ampio l’occasione di accostarsi a un brano che, proprio come suggerisce il titolo, ambisce a essere una carezza sonora, un conforto capace di durare ben oltre la fine del brano.

Il brano invita a considerare l’importanza dell’altro, sottolineando che siamo tutti parte di un tessuto collettivo, legati da fili invisibili che solo l’attenzione verso il prossimo può rendere visibili. Con Carezza, Lavinia Pizzo conferma la sua volontà di essere una narratrice attenta, capace di trasformare il dolore e la gioia in una materia sonora accessibile e, soprattutto, autentica.

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Il programma ” Striscia la Notizia ” di Antonio Ricci dopo 38 anni chiude

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Striscia la notizia

Redazione-  “Striscia la notizia” si avvia verso la cancellazione. Dopo trentotto anno il tg satirico di Antonio Ricci non troverà più spazio sulle reti Mediaset, come aveva anticipato già lo scorso 17 luglio il sito Dagospia. “Per quanto riguarda Striscia la Notizia e Antonio Ricci, stiamo facendo tutte le valutazioni del caso. Ad oggi siamo a questo punto e non ho altre informazioni da darvi”, aveva detto Pier Silvio Berlusconi alla presentazione dei Palinsesti Mediaset.

Le dichiarazioni dell’editore avevano fatto immaginare un finale amaro, anche se al momento la notizia non è ancora ufficiale. La marcia di avvicinamento verso la fine del rapporto tra la trasmissione e Mediaset è già cominciata, non solo con l’assenza dal video e dai prossimi palinsesti, ma anche con una mossa social: “Dal 25 luglio tutti i social di Striscia la notizia sono stati tolti alla squadra di Ricci e presi in gestione direttamente da Mediaset“, ha segnalato su X il giornalista Claudio Plazzotta.
Stoppati gli account di Striscia e la struttura di Ricci costretta ad andare in ferie. Le risorse social di Mediaset in agosto non possono sprecare tempo a seguire account di un programma che non c’è più e coi quali Publitalia non può monetizzare per accordi con Ricci”, ha aggiunto il giornalista.Il programma ha salutato l’access prime time nell’estate 2025, con il debutto a luglio de “La Ruota della Fortuna” con ascolti record. Mediaset aveva testato “Striscia la notizia” in una fascia diversa, in prime time per cinque puntate dal 22 gennaio 2026 aveva ottenuto in media 1.912.000 telespettatori con il 12,8% di share. Si chiude un’era televisiva.

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Alessandria del Carretto – un grande successo ” Radici in passerella ” alla sua prima edizione

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Alessandria del Carretto

Redazione-  Incastonata nelle montagne del Pollino, gemma di natura ed antiche culture, è la perla Alessandria del Carretto. Il profumo austero della moda, che s’accompagna alle linee auree delle giovani fanciulle, delicatamente illuminate da mani sapienti, accende un turbinio di bellezza chiamata ” Radici in Passerella “. Una bellissima serata all’insegna della moda, e dell’arte, che grazie alle collaborazioni, e alla forza di volontà dell’Amministrazione Comunale, ha dato alla luce , un evento straordinario. Dalla pagina social, la delegata al Turismo del Comune, MIMMA ADDUCCI, i piu’ sentiti ringraziamenti :

“I grandi risultati nascono dalla sinergia, dalla passione e dall’impegno collettivo.

​Desidero esprimere un profondo ringraziamento a Luigia Granata, Manuela Filice, Cristina Montalto , Maurizio Guarino, Luciana Vivacqua, Umberto D’alba, Giusy Palermo e Franco Maurella per i loro preziosi interventi che hanno arricchito il programma della serata.
​Un sentito grazie a tutte le modelle e all’intero staff di Luigia Granata per l’eccellente lavoro svolto.
​Un plauso doveroso va ai colleghi dell’amministrazione, a Maria Veneziano, Rocco Adduci e Arvia Antonio con cui ho condiviso un intenso percorso organizzativo, frutto di un più ampio progetto che tutti insieme stiamo portando avanti e al Sindaco Domenico Vuodo per la fiducia e la visione garantite a questo progetto.
​L’evento ha superato ogni nostra aspettativa, registrando una risposta di pubblico straordinaria con presenze giunte anche da lontano. Con questo entusiasmo, poniamo le basi per quella che ci auguriamo possa essere la prima di una lunga serie di edizioni.”

Plauso a tutti i partecipanti, per aver creato un gioiello, ed averlo incastonato in questo angolo di paradiso chiamato Alessandria del Carretto.

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Erisu, esce il videoclip di “Ghost of Ninive”: viaggio nel sacro femminile

🚨 NUOVA USCITA: GLI ERISU LANCIANO IL VIDEOCLIP DEL NUOVO SINGOLO “GHOST OF NINIVE”Un affascinante e ipnotico viaggio multimediale tra antico mito mesopotamico, rituali occulti e sacro femminile! È online da oggi, martedì 28 luglio 2026, il videoclip ufficiale di “Ghost of Ninive”, il nuovo singolo degli Erisu che anticipa lo sbarco del brano sulle piattaforme di streaming (7 agosto) e in rotazione radiofonica dal 28 agosto. 📹🎶🌌Girato tra le suggestive fiamme notturne di un’antica rocca e uno sfondo astratto e misterioso, il video traduce in immagini la fine del dominio delle antiche Dee madri, sconfitte a Ninive dall’avvento di una civiltà fondata sulla guerra. Composto da Ninlìl, Nenlù e NunRim — artiste che cantano e armonizzano in lingua sumera — il brano sperimenta un sound ossessivo ad alto BPM dominato dalle tastiere, trasformandosi in una nenia rituale sfrenata. La band si prepara a portare questa straordinaria energia live sui palchi dei maggiori festival folk e metal d’Italia, a partire dall’attesissimo concerto del 2 agosto al Malpaga Folk & Metal Fest di Bergamo! 🎸🏛️🔥👇 Ti incuriosisce l’uso di lingue antiche e misteriose come il sumero nella musica rock e contemporanea? Dicci la tua nei commenti!#Erisu #GhostOfNinive #NuovoSingolo #VideoclipOfficial #LinguaSumera #SacroFemminile #MalpagaFolkMetal #FolkMetalItaliano #MusicaEAntropologia #PreSaveDigital

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Roma – Nel panorama della discografia indipendente e della sperimentazione etno-musicale, la deostruzione dei miti teogonerici e il recupero delle lingue estinte rappresentano un filone di straordinario interesse speculativo, capace di rifondare i codici del metal sinfonico e del folk d’avanguardia. Da oggi, martedì 28 luglio 2026, è ufficialmente disponibile su tutte le piattaforme di condivisione video il videoclip di “Ghost of Ninive”, il nuovo e atteso singolo del progetto artistico Erisu. La pubblicazione della componente visiva anticipa la successiva roadmap distributiva programmata sui mercati digitali: il brano sarà immesso nei circuiti di streaming a partire da venerdì 7 agosto 2026 — con pre-save già attivo sui canali globali —, per poi fare il suo ingresso formale nella rotazione dell’airplay radiofonico nazionale da venerdì 28 agosto . L’opera si offre come un’articolata architettura multimediale concepita per dare corpo e dinamismo a un universo simbolico incentrato sulla ritualità ancestrale, sulla spiritualità preistorica e sul tramonto del principio del sacro femminile nell’antica Mesopotamia.

Il dualismo della regia: le ambientazioni rituali tra rocche e sfondi astratti

La direzione registica del videoclip traduce visivamente la complessità dottrinale del testo attraverso una rigorosa struttura duale e speculare, alternando due ambientazioni distinte che scandiscono il ritmo coreutico della traccia. Il primo scenario si colloca nella concretezza materiale dello spiazzo antistante un’antica rocca medievale, ripreso in notturna e squarciato da fiamme vive e performance di danzatrici del fuoco; lo spazio è perimetrato da vessilli neri decorati con antichi glifi e contrassegnato da segni tribali rossi che evocano il sangue e il sacrificio rituale. A questa dimensione antropica si alterna un non-luogo astratto su fondo nero, all’interno del quale le tre interpreti appaiono decontestualizzate e investite di una statura ieratica. Questa dicotomia spaziale simboleggia il processo di epifania della Dea la quale, abbandonando la dimensione metafisica dell’astrazione concettuale (lo sfondo nero), si manifesta e incarna nel tempo e nella storia degli uomini attraverso il rito del canto collettivo.

La transizione di Ninive e la sconfitta del matriarcato preistorico

Il baricentro storiografico e filosofico di “Ghost of Ninive” si ispira alle tesi antropologiche relative al passaggio epocale dalle società matriarcali del neolitico ai patti patriarcali dell’età del bronzo. Le artiste di Erisu descrivono la caduta dell’antica capitale assira come il luogo geopolitico in cui le divinità femminili protettrici della terra e della fecondità vennero definitivamente sconfitte e sottomesse dai nuovi dèi della guerra, del dominio e della gerarchia militare: «Il fantasma di Ninive rappresenta le antiche Dee che, dopo decine di millenni di dominio, proprio a Ninive vengono definitivamente sconfitte dalle nuove divinità che le sostituiranno nell’emergente civiltà successiva. Aspettano nell’ombra che torni il loro tempo» . Il brano si configura come un severo monito civile, rammentando che tali forze spirituali albergano ancora in potenza nella coscienza collettiva, pronte a essere evocate per riscrivere gli immaginari del presente-futuro.

La lingua sumera e l’evoluzione sonora nZEB dei sintetizzatori

Sotto il profilo strettamente musicologico, la traccia segna un’importante evoluzione stilistica nel percorso della band, caratterizzata da un BPM (Beats Per Minute) estremamente elevato che richiama il ritmo forsennato di una danza estatica intorno al fuoco. Per la prima volta, gli arrangiamenti accolgono un utilizzo massiccio e ossessivo delle tastiere e dei sintetizzatori digitali, i cui timbri moderni sorreggono una nenia ipnotica e serrata. Il climax compositivo si realizza nella variazione armonica finale, strutturata su una complessa sovrapposizione polifonica a tre voci in cui riaffiorano i tratti distintivi del sound del gruppo. Nati nel 2020 come compagnia teatrale d’avanguardia per l’opera “The Secret Event”, gli attuali membri di Erisu — le musiciste e polistrumentiste Ninlìl, Nenlù e NunRim — traggono i propri pseudonimi dal pantheon mesopotamico, caratterizzandosi per l’uso cantautorale della lingua sumera, un idioma isolato che genera un’affascinante e inedita suggestione acustica nel mercato discografico europeo.

Il calendario del tour estivo e i festival di genere folk-metal

La sostenibilità macroeconomica del progetto e il contatto diretto con la fitta rete di appassionati si articoleranno attraverso un fitto calendario di apparizioni dal vivo all’interno dei principali festival di rievocazione storica e rassegne folk-metal della penisola. Dopo le fortunate tappe di giugno a San Polo d’Enza per il Rievocandum e al Campi Beer Festival di Campi Bisenzio, la programmazione estiva di Erisu registrerà un appuntamento di rilievo domenica 2 agosto 2026 sul palco del Malpaga Folk & Metal Fest a Cavernago, in provincia di Bergamo, una delle arene più prestigiose per le sonorità d’avanguardia del nord Italia. Il tour si completerà successivamente, domenica 6 settembre, nel quadrante veneto con la partecipazione ufficiale alla manifestazione Runika Fantasy & Medievale a Mestre, consolidando l’efficacia di un network spettacolare capace di coniugare l’intrattenimento di massa alla tutela e riscoperta delle radici archeologiche della civiltà globale.

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